Fabiana Cusumano e l’amore per la poesia

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Docente di letteratura italiana e latina presso Castelvetrano, Fabiana Cusumano da sempre coltiva una forte passione per la poesia. Ha iniziato a scrivere a soli undici anni e ha subito capito che la scrittura l’avrebbe accompagnata per tutta la vita. Insieme a Jana Cardinale dà vita a una rubrica “Rossobia” per la rivista letteraria Loftcultura.it e da questa nasce poi l’idea di proporre al pubblico di lettori una raccolta di racconti, un vero e proprio libro intitolato “Trame tradite”. Si tratta di racconti al femminile ambientati nella cosiddetta “Villa dei limoni”: vite segnate dall’abbandono, dalla violenza, dagli amori negati. Tutto ruota attorno al mondo femminile, protagoniste sono donne che si legano spesso a narcisisti patologici, uomini bugiardi che si introducono nelle loro vite provocandone la distruzione.

L’amore e la sofferenza

La poetessa e docente presenta l’amore nelle più varie sfaccettature: i lettori avranno modo di immergersi in un’altra dimensione grazie alla lettura di alcune delle sue poesie raccolte in “Come la voce al Canto”. In queste poesie Bia dipinge l’amore in tutte le sue forme: l’amore filiale, l’amore folle, quello sofferente… La sofferenza e il dolore sono due costanti nei suoi scritti, emerge infatti quello che la poetessa vive ogni giorno, una lotta contro una malattia invisibile: la fibromialgia. Si tratta del “Diario di una diversa”, di una donna che purtroppo non si sente sempre compresa dagli altri e ha spesso a che fare con il pregiudizio.

Ripercorrendo un tragico passato…

Bia è affascinata anche dalla storia, ritiene infatti che mai bisogna dimenticarsi del passato e soprattutto non ricadere negli stessi errori. Così, con Fabio Gabrielli, docente universitario di filosofia della relazione, dà vita a un romanzo a 4 mani: “Sulla soglia del filo spianto. Storia di una bambina trasparente e di un bambino con un nome”. I due hanno deciso di raccontare una storia, uno scambio d’anima tra una bambina (trasparente) deportata in un lager e un sazio bambino, Numa, di una qualche metropoli occidentale. Raccontare storie è specifico dell’umano: anche quando sono immaginarie, riportano sempre l’umana esperienza. Non ci sono pretese moraleggianti, discorsi edificanti, c’è semplicemente una storia.

L’incontro che le ha cambiato la vita

Fabiana risulta essere una scrittrice versatile che ama andare in profondità, sviscerando diverse tematiche che ad oggi sono considerate “sensibili”. Ma chi è stata la sua fonte d’ispirazione? Bia sempre ricorda quell’incontro che le ha cambiato la vita: l’incontro con la poetessa Alda Merini. La scrittrice ha avuto l’onore e il piacere di intervistarla dedicandole la sua tesi di laurea. Ha trovato la poetessa della sua vita e molto spesso si è riconosciuta in quei versi in cui Alda parlava d’amore, ma molto spesso di un amore non compreso…