CAUSALITA’ METAFISICA:  SCHEMI MENTALI CREATORI DI REALTA’ | di Daniela Cavallini

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Amiche ed Amici carissimi, è innegabile che tutti noi siamo condizionati da modelli di pensiero, induttivi di esperienze sia positive che negative.

E’ oramai noto che, nella vita, ogni effetto è determinato da uno schema di pensiero che lo precede e lo perpetua. Detto schema deriva dalle nostre credenze, inculcateci sin dall’infanzia, dalle nostre figure di riferimento e dall’ambiente circostante.

L’espressione “causalità metafisica” descrive il potere esercitato dalle parole e dai pensieri  nella concretizzazione delle succitate esperienze. Pertanto, a nostra insindacabile discrezione ed autonomia, per “dono energetico”, ci  è resa possibile la sostituzione del modello mentale ed espressivo acquisito, che si traspone nella realtà con la preziosa facoltà di modificare la manifestazione degli eventi della nostra vita.

E’ dunque fondamentale acquisire la consapevolezza della nostra responsabilità nella creazione degli accadimenti.

In tema di salute, interviene quale coadiuvante della medicina allopatica, la Metamedicina  che, attribuendo ad ogni sintomo manifestato dal nostro corpo un messaggio corrispondente al disagio psicologico in essere,  funge da avvertimento atto alla tutela  del nostro benessere.

La letteratura è, in tal senso, sufficientemente indiziaria ed esplicativa per aiutarci ad identificare le probabili ragioni dei nostri disturbi fisici e, senza alcuna velleità di sostituirsi al Medico, alle analisi ed alle terapie consequenziali prescritte – sia chiaro!! -, suggerire nuovi schemi di pensiero generatori di salute.

Ribadisco che la Metamedicina offre – oso dire garantisce – un valido aiuto, ma non costituisce e non deve essere considerato uno stratagemma empirico per ovviare  le cure allopatiche.

L’assunto della Metamedicina recita che la malattia è solo un effetto esterno e, pertanto, per eliminare la causa mentale – la generatrice – dobbiamo “esplorarci”.

In assenza di un’attenta analisi dei nostri reali bisogni, pensieri e stile di vita, adottando un coerente cambiamento, anche ad avvenuta completa guarigione, restiamo soggetti ad alto rischio recidive.

E’ importante sottolineare che i modelli di pensiero tra i maggiori imputati dei malesseri dell’organismo sono riconducibili a critica, collera, risentimento e senso di colpa.

Ho potuto constatare personalmente l’importante livello d’incidenza dei citati “imputati del malessere”, osservando e dialogando con le persone che mi circondano, tanto da condividere alcuni esempi riferiti dalla sopradescritta disciplina.

La critica eccessiva, genera sovente malattie come l’artrite: la mia Mamma ne soffriva e nessuno più di me può testimoniare quanto deplorasse i comportamenti altrui.

La collera si somatizza in bruciori e/o infezioni, febbre: l’esempio del mio Papà, per sua natura iracondo, fu emblematico… culminato con un’infezione che gli procurò la morte.

Il risentimento nutrito a lungo, addirittura può causare il cancro: la mia più cara Amica, afflitta da oggettive contrarietà e,  soprattutto da un’ elevata predisposizione all’enfasi interpretativa, ha sviluppato un cancro al seno. Non scordiamo che la gravità dei problemi è sempre direttamente proporzionale all’ individuale livello di percezione.

Infine, la colpa… ricerca inconsciamente una punizione e genera dolore.

Solo pochi esempi per rimarcare quanto il nostro atteggiamento mentale, alimentato dalle relative percezioni – talvolta esasperate -, influiscano sul nostro benessere.

Un abbraccio

Daniela Cavallini