Intervista al maestro Federico Capranica | di Serena Derea Squanquerillo

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Intervista al maestro Federico Capranica, di Serena Derea Squanquerillo
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Oggi propongo la mia intervista al maestro Federico Capranica (nel link, la bio), noto arrangiatore, compositore e direttore d’orchestra, che ha una ricchissima esperienza in Tv, radio, al teatro, cinema, nel campo della discografia e pubblicità. Ci siamo conosciuti la scorsa estate a Velletri, la mia città, e ci siamo rivisti in occasione di un incontro sulla Rete Oncologica dell’Ospedale dei Castelli Romani, dove si è tenuto un concerto del suo coro, Gli Altavoce, e dei Ladri di Carrozzelle, due realtà musicali di cui vorrei parlare oggi. Ma partiamo dalla sua scuola di canto.

Grazie per la disponibilità, Federico. Nel 2009 hai fondato “La Fabbrica della Voce”, che tuttora dirigi con la collaborazione di altri professionisti, dedicata solo ai cantanti. Puoi presentarci un po’ le sue attività, indicandoci alcuni tratti distintivi della scuola e i motivi per frequentarla?

La scuola nasce nel 2009, dopo cinque anni che mi dedicavo al sito Altavoce, poi diventato www.lafabbricadellavoce.it,  nel quale ho inserito tutte le informazioni su tutto ciò che riguarda il cantare in senso generale: guide all’ascolto, basi gratuite realizzate in 40 anni di carriera, informazioni di lavoro, inoltre tutto ciò che riguarda la tecnica vocale, i vari stilemi ecc.

Questo sito è un atto d’amore verso i cantanti che mi hanno dato modo, in questi 40 anni, di sviluppare la mia carriera come arrangiatore e compositore per Teatro, TV, Cinema e Discografia.

Nel 2010 hai fondato il Coro Altavoce, con cui hai realizzato due CD, spettacoli e anche collaborazioni di rilievo. Puoi parlarcene un po’? Come fare per partecipare?

Per partecipare è semplice: basta chiamarmi al 392.8624355 e prendere un appuntamento nel mio studio per verificare l’estensione vocale e fornire il futuro Corista di tutti gli strumenti per impadronirsi al meglio del nostro repertorio: spartiti, testi, canzoni, video, programmi di editing musicale per studiare con facilità, solfeggi e quant’altro.

Il maestro Capranica al mixer audio.

Dal sito: il Coro Altavoce (link per le info) ha un repertorio musicale di ampio respiro, dal Pop internazionale, al Funky al R&B, con molte canzoni famose americane, inglesi, brasiliane e italiane.

Col coroÈ composto di 48 elementi, 16 soprani, 16 contralti, 8 tenori e 8 bassi, tra i quali spiccano anche una decina di solisti di personalità vocale notevole. Gli arrangiamenti vocali sono tutti originali e realizzati da Federico Capranica. Le coreografie di tutte le canzoni portano la firma di Roberto Croce, coreografo di fama nazionale di molti musical e regista di molti programmi televisivi RAI e Mediaset.

Di seguito, un momento dell’esibizione al NOC. Il Coro è guidato dalla maestra e coach, Elsa Baldini.

Parliamo dei Ladri di Carrozzelle (link al sito) di cui curi arrangiamenti. Il gruppo è nato nel 1989, come è nata la vostra collaborazione? Da spettatrice posso dire che sono un’importante dimostrazione di come la musica non abbia limiti e possa essere uno strumento per sciogliere i pregiudizi, anche con ironia e senza pietismi. Raccontaci.

Nel 2018 la mia amica Paola Severini, che conosco dal 1983 e che si occupa attivamente della disabilità da oltre quarant’anni, mi prega di curare gli arrangiamenti del disco dei Ladri di Carrozzelle. Li ho conosciuti, soprattutto Paolo Falessi, il loro organizzatore e chitarrista-autore e ne sono rimasto piacevolmente coinvolto, per simpatia e affetto dimostratomi fin da subito. Insieme abbiamo realizzato una cinquantina di canzoni originali (Paolo scrive i testi di tutte queste) e ho curato e realizzato un centinaio di arrangiamenti anche delle altre canzoni famose di altri cantanti, che sono poi state inserite in vari loro CD.

Capranica e i Ladri di Carrozzelle
Inoltre, dal 2020 collaboriamo nella trasmissione “O anche no”, in onda ogni domenica mattina su RAIDUE, dove i Ladri di Carrozzelle si esibiscono in un paio di canzoni ogni puntata, quelle originali scritte da Paolo e da me, o anche cover famose riarrangiate per l’occasione.

In quattro anni di collaborazione non c’è stato mai uno screzio o malumori o fraintendimenti: cosa quasi impossibile da ottenere in un contento artistico di qualsivoglia natura e che si verifica invece sistematicamente in quasi tutte le esperienze fatte con artisti famosi o produzioni televisive importanti e che lasciano ovviamente malumori fastidiosi.

Ma questo sembra sia obbligatorio in questo mondo artistico e non solo…

Torniamo alla scuola. Il nome “La Fabbrica della Voce” dà un’idea dello studio e del lavoro utili e necessari per ‘costruire’ il proprio talento, mentre oggi vediamo un crescente utilizzo delle tecnologie applicate alla voce e alla musica in generale, a cui forse si delega troppo, fino alla più recente introduzione dell’intelligenza artificiale, che sta creando non poche polemiche e preoccupazioni nel mondo dei creativi. Cosa ne pensi di queste tecnologie vs la capacità dell’essere umano? Come vedi il futuro della musica?

Le tecnologie dovrebbero servire a snellire o quantomeno ad aiutare a rendere facili e migliori le procedure in ogni campo. Ma sappiamo bene come queste si rivelino molto spesso una perdita di tempo ancora maggiore, se non addirittura di malfunzionamenti, lungaggini e peggio ancora: pensiamo solo ad esempi nell’Amministrazione statale come lo Spid, le password che sistematicamente non sono più valide ecc.

Nella musica, in qualche caso, soprattutto dagli anni ’90, hanno dato un valido aiuto ai musicisti, che hanno così potuto realizzare in proprio arrangiamenti, sonorità di ogni tipo. Ovviamente la musica buona si fa e si farà sempre con il solo talento personale, canoro o strumentistico. Una bella canzone la potrà scrivere sempre e solo un autore dotato di talento. Così come una performance strumentistica di rilievo è sempre frutto di talento, di anni di studio, passione e dedizione a un progetto. La tecnologia interverrà più o meno massicciamente, ma non toglierà nulla al senso artistico, sempre che ci sia…

Per quello che riguarda i cantanti, poco conta l’ormai famoso Autotune o i vari rimaneggiamenti in fase di registrazione. Se uno non ha carisma vocale, una buona canzone, la conoscenza di quel preciso stilema artistico (Blues o Pop o Rock ecc.), non andrà da nessuna parte. Potrà ottenere magari visibilità in uno di quei finti programmi TV dedicati ai giovani cantanti, ma si tratterà sempre e solo di momentanea fama, che si spegnerà poi inevitabilmente nel giro di un paio di anni, come è avvenuto per quasi tutti da una trentina d’anni di “Amici”, “Sanremo giovani” ecc. Se ne contano qualche migliaio di casi, seppelliti subito dopo dai nuovi rincalzi nei successivi show e subito dopo dai nuovi che avanzano…

Per quello che riguarda il futuro della musica sono piuttosto pessimista.

Purtroppo con l’avvento della gratuità totale dell’ascolto e dello scaricare qualsiasi musica sono sparite alcune professionalità necessarie alla musica. Pensiamo agli autori di canzoni: se la tua canzone, cantata anche da un cantante famoso, una volta realizzata, viene messa gratuitamente su Youtube, non avranno alcuna remunerazione, perché è gratis per l’utente.

Dopo qualche anno, quell’autore, se non aprirà una Pizza al taglio, inevitabilmente morirà di fame. È vero che nei decenni passati gli autori erano comunque vessati e spolpati da manager, case discografiche e contratti editoriali vessatori. Ma avevano di che campare se erano dotati di talento; oggi muoiono di fame e cambiano velocemente lavoro.

Di conseguenza da circa 25 anni non si producono più canzoni popolari di successo duraturo: pensa per un attimo a qualche canzone di Sanremo che ti ricordi dal 1999 ad oggi: non ci riesci? Come mai? E come mai continuano a girare invece quelle degli anni ’60 – ’70 – ’80? Forse perché sei anziano e ti ricordi solo quelle?

OK, allora prova a chiedere a una ragazza di cantarti un ritornello qualsiasi degli ultimi 25 anni. Vedrai che avrà difficoltà. Si ricorderà certamente degli artisti famosi di oggi perché stanno dappertutto in TV, ma non le loro canzoni. Perché per fare una canzone devi essere inevitabilmente un autore di talento e i cantanti fanno un altro lavoro, quello di scrivere canzoni non lo sanno fare, nonostante ci provino e credano di saperlo fare, solo perché, essendo famosi, pensano che basti solo quello.

Vedi Giorgia: dimmi le ultime canzoni belle o semplicemente famose che abbia cantato in questi 25 anni, vedrai che ti ricorderai solo “E poi”, “Come saprei” o al massimo “Di sole e d’azzurro” (cioè roba di minimo 25-30 anni fa). E poi? Basta…

Del resto se hai problemi col lavandino, puoi sempre provarci tu stesso a metterci le mani, tanto che ci vuole? Vedrai che dopo che hai allagato il bagno chiami un idraulico. E augurati che sappia fare bene il suo mestiere…

Durante l’incontro al NOC, hai testimoniato la tua esperienza con la malattia e la tua disponibilità a mettere a disposizione la tua professionalità nella musica all’interno di un ambiente con percorsi terapeutici o comunque legato al benessere, donando agli utenti momenti di divertimento e bellezza, come è stato con i concerti del coro e del gruppo.
Questa è una domanda prima di tutto all’essere umano, che è un focus a cui tengo molto: avere a che fare con una malattia può portare cambiamenti importanti nel nostro modo di concepire e percepire la vita e quello che facciamo. Come è cambiato, se ciò è accaduto, il tuo modo di vivere la musica, dopo quell’esperienza?

Federico al NOC

Personalmente non ho avuto significativi problemi o cambiamenti durante e dopo quell’esperienza sanitaria (un tumore al colon), peraltro risolta velocemente e con sapienza da chi sapeva bene dove mettere le mani…

Per quello che riguarda gli strascichi posteriori delle varie sedute di chemioterapia, posso dire che sono stati certamente lunghi, fastidiosi, che hanno portato fastidi non leggeri, ma non hanno minato l’entusiasmo per la mia passione verso la musica.
Sarebbe stato certamente ben diverso se avessi avuto un incidente stradale con perdita di arti o altri innumerevoli esempi di traumi come ictus e… Ma non voglio nemmeno pensarci.

Per quello che riguarda il concerto a cui hai assistito del Coro Altavoce e dei Ladri di Carrozzelle all’ospedale dei Castelli (dove mi hanno salvato la vita e gliene sarò sempre riconoscente), è solo una delle centinaia di performance artistiche che curo da anni nel campo musicale, con la stessa passione, anche se in contesti diversi o più o meno “famosi”.

Chi fa una cosa ha, o dovrebbe avere sempre, il piacere di farla bene. Il risultato poi spetta allo spettatore (chiedo scusa per il gioco di parole…)

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Serena ‘Derea’ Squanquerillo nasce nel 1980 a Velletri (Roma). Dopo gli studi classici al liceo segue una formazione nel campo dell’informatica e della grafica. Dopo alcuni eventi dolorosi, nel 2019 apre Il blog di Derea come atto terapeutico, per esplorarsi, trasmettere emozioni, portare alla luce il bello che deve ancora arrivare che è custodito nell’ombra. Nel 2021 pubblica un racconto sulla sua esperienza con il cancro in un’antologia, alcune poesie e una lettera al padre con due case editrici; scrive poesie per i dipinti di alcuni pittori. Entro fine 2022 pubblica quattro monografie: La Magica Danza Delle Parole, Quadri dell’Anima, Fatti diVersi, Lo Specchio di Derea, con poesie, riflessioni, dediche, piccoli racconti ed esperimenti di pittura acrilica. I suoi libri non nascono da una diretta ricerca letteraria, ma per benessere e crescita personale. Serena vuole incoraggiare gli altri a prendersi cura di sé, della propria unicità e a coltivare i propri talenti. Viene intervistata da testate giornalistiche locali, blogger e associazioni culturali. Da dicembre 2022 a giugni 2023 conduce la rubrica “Dialoghi” dedicata alle arti, con videointerviste su YouTube a professionisti o semplici appassionati. Da marzo 2023 collabora con una delle storiche testate giornalistiche locali, "L'Artemisio". Da luglio gestisce la pagina "Racconti d'Arti" in cui raccoglie articoli e interviste dedicate a tutte le arti. Tutti gli articoli sono protetti da copyright. © 2023 Serena Squanquerillo Questa rubrica culturale ha soli scopi d'intrattenimento; NON commerciali. Tutto il materiale (Foto, video, testi citati) resta proprietà dei legittimi proprietari. Ogni persona intervistata si assume la totale responsabilità del materiale e delle informazioni forniti, della loro veridicità o se riguardanti terze parti.