Cinema a odori: una pagina della nostra storia| di Caterina Civallero

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Qualche appassionato cinefilo di Torino, mia amata città natale, forse ricorderà che il 12 agosto 1983 nella piccola sala cinematografica denominata Punto Due D’essai, divenuto poi cinema Charlie Chaplin (oggi definitivamente chiuso e sede di un negozio), in via Garibaldi, fu proiettato il film Polyester del regista John Waters che nel 1981 volle riprovare l’esperienza dell’Odorama già tentata da altri pionieri. Per portare a compimento il suo progetto si rivolse alla Products&Service di Milano che costruì un cartoncino sul quale erano stampati una serie di odori. Agli spettatori, durante l’acquisto del biglietto del film, veniva consegnata una particolare cartolina con dieci caselle. Le rispettive fragranze, che qualcuno definì “vomitevoli”, erano: profumo di rosa, flatulenza, colla per modellini, benzina, pizza, secrezione di puzzola, gas da forno, odore di auto nuova, puzza di piedi, e profumatore per ambiente. Alla sequenza d’apertura del film il Dottor Quackenshaw, interpretato dall’attore Rick Breitenfeld, forniva le istruzioni per godere dell’esperienza: simile all’odierno gratta e vinci, il cartoncino fornito all’ingresso doveva essere “grattato” alla casella corrispondente al numero proiettato sullo schermo.

Ma il pubblico delle sale italiane in Odorama accolse questa stramberia in maniera disomogenea: la maggior parte delle reazioni degli spettatori, abituata alla sala cinematografica vissuta come un salotto in cui non essere disturbati durante il godimento della proiezione, si trovava infastidita da questa esperienza, mentre i più giovani apprezzarono quello che inizialmente sembrava un gioco.

Il progetto olfattivo fu rivoluzionario e benché si rivelò un investimento perdente in termini economici non possiamo dimenticare la sua influenza utilizzata quotidianamente nel marketing. Ricordo, per gli appassionati di cinema, che le versioni successive del film Polyester sono prive di tutte le scene che concernevano l’Odorama.

L’esperimento Odorama venne ripreso successivamente nel 2011 (ma sono registrati numerosi tentativi dal 2005 a oggi da parte di Giappone, Spagna, Corea e Francia) quando fu presentato alla “Lisbon design show” da Olf-Action, un’azienda francese che produce Smell-O-Vision che crea colonne olfattive per proiezioni cinematografiche. L’innovativo esperimento nominato SmellIT era una versione domestica di Odorama. Il generatore di odori on-demand era dotato di particolari diffusori che attraverso piccoli ventilatori distribuivano in maniera omogenea nello spazio domestico le essenze contenute in cartucce simili a quelle dell’inchiostro della stampante; la tecnologia di cui si avvalse SmellIT era piuttosto complessa ma è stupefacente immaginare come il lettore DVD leggesse tracce video e audio e con un perfetto sincronismo rilasciasse un impulso olfattivo 10- 20 secondi prima della scena in modo che gli odori potessero essere percepiti dallo spettatore: il rilascio emotivo avveniva in tempo sincronico. SmellIt riusì a diffondere fino a 118 tracce olfattive: il Digital media aromatico fu la risposta odierna a Odorama.

I lettori più giovani, abituati agli effetti speciali delle moderne tecnologie realizzate anche grazie alla supervisione di professionisti specializzati, soddisfatti della completa emozionante immersione nell’esperienza filmica, sicuramente sorrideranno all’idea di questo bizzarro tentativo emozionale evocativo; ma è una pagina della storia del cinema olfattivo che va comunque ricordata, le cui origini risalgono al 1906 quando Samuel Rothafel nel suo film Rose parade, proiettato nel teatro Roxy, nel Forest city in Pennsylvania, fece posizionare dei batuffoli di cotone profumati di fronte a dei ventilatori rivolti verso il pubblico con l’intento di suggestionare gli avventori.

  Nel 1940 l’inventore svizzero Hans Laube inventò una macchina capace di diffondere 32 odori diversi, fra cui rose, cocco, catrame, fieno e pesche. Ma il suo brevetto fu contestato perché fu dimostrato che un sistema simile era già stato brevettato negli Stati Uniti precedentemente.

Lo stesso Walt Disney si cimentò nell’idea del cinema profumato ipotizzando una versione di Fantasia aromatizzato, ma rinuncio perché i costi da sostenere erano davvero esorbitanti.

La filmografia olfattiva fece nuovi tentativi nel 1943 quando fu proiettato, a Detroit, un film di M. Curtiz interpretato da Errol Flynn dal titolo The sea hawk durante il quale venne diffuso in sala l’odore del catrame di una nave in partenza.

Nel 1957 Il Cineasta Morton Heilig creò una macchina denominata Sensorama che proiettava pellicole in 3D, suono stereo, aria e aromi. L’obiettivo del visionario inventore era di creare un ambiente sensoriale immersivo capace di condurre lo spettatore verso un atteggiamento profondamente partecipativo. Dobbiamo a questi pionieri le esperienze di realtà virtuale poiché furono loro a inaugurare le strade che ci hanno condotto al cinema odierno.

Successivamente, nel 1960, insieme al figlio d’arte Mike Todd jr, Hans Laube ritentò l’esperienza olfattiva e inventò il sistema cinematografico dell’Odorama, mettendo a punto un macchinario bizzarro ideato dalla General elettric e denominato Smell-O-Vison che spruzzava profumi e odori particolarmente evocativi direttamente sulle poltrone degli spettatori seduti in sala. Essi, in concomitanza con particolari scene, venivano stimolati olfattivamente a reagire nei confronti dell’immagine proiettata. Boccette contenenti essenze particolari erano state sistemate su una specie di caricatore ruotante che a un segnale codificato sulla pellicola attraverso la proiezione di un numero, rilasciava l’odore corrispondente. Scent of mistery fu il primo film realizzato in Odorama seguito da Behind the great wall di Walter Reade, che utilizzava un più semplice apparecchio denominato Aroma-Rama che prevedeva che la vaporizzazione degli odori avvenisse attraverso bocchettoni semplicemente installati nel soffitto della sala. Ma quasi tutti gli esperimenti sensoriali iniziali furono dimenticati o ricordati come fallimentari: gli odori tendevano a permanere nell’aria anche a conclusione della scena sovrapponendosi fra loro e infastidendo il pubblico.

Più recentemente, il 2 e 3 ottobre 2018 la pellicola cult di Randal Kleiser con John Travolta e Olivia Newton-John venne proiettata in versione originale in Odorama. Un tributo originale per festeggiare i “primi” 40 anni di Grease, organizzato dal Milano Film Festival che celebra la storia del cinema sottolineando ogni dettaglio che ne ha reso possibile lo sviluppo nel tempo.

Il mondo evolve e i tentativi di stupire il pubblico approdano verso nuovi territori capaci di sconvolgere, ammaliare, fidelizzare: Odorama resta alle spalle di una cinematografia d’effetto dove il credibile e l’incredibile si dissolvono in un confuso movimento dialettico.

Ringrazio mio cognato Paolo Chirico, appassionato cinefilo, per i preziosi dati forniti per la stesura di questo articolo.

Caterina Civallero

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