“Fantastica mente: la forza delle parole” | di Silvia Ruggiero

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Ci sono parole che spiegano ma non ci toccano, aumentano il rumore intorno a noi ma restano inutili e a volte anche fastidiose.

CI sono parole che accarezzano, ci fanno bene ma rimangono in superficie.

Ci sono parole che colpiscono, non sempre fanno bene ma entrano nel cuore e trovano lì il loro posto.

Ci sono parole che feriscono, che lasciano cicatrici anche scomposte.

Ci sono parole non dette che aspetti e non arrivano.

E poi ci sono quelle che tu stesso non riesci a pronunciare, che ti rimangono nella testa e che non riesci a condividere, parole che ti accompagnano e che ti ricordano continuamente i tuoi limiti.

Ci sono parole che semplificano così tanto da banalizzare, e parole che aprono mondi inaspettati, che disvelano profondità che non tocchi ma da cui ti senti prepotentemente tirato dentro.

Le parole quindi non sono altro da noi, fanno parte integrante del nostro essere ed evocano emozioni più o meno forti.

In questi giorni abbiamo imparato e usato termini nuovi (Covid-19, pandemia, look down…) e ognuno di questi ha evocato spesso emozioni dolorose: paura, disperazione, ansia, solitudine, confusione, smarrimento.

La pandemia ha generato una serie di emozioni con cui dobbiamo fare i conti ogni giorno e con cui dovremo convivere nelle prossime fasi. Chi sta pensando a questo risvolto? Ci stiamo attrezzando?

Silvia Ruggiero