“Il fenomeno della violenza sessuale” | di Aurora d’Errico

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Benvenuti anche oggi nella mia rubrica: “In salotto con Aurora” di Mobmagazine. Oggi, parleremo della “violenza sessuale”, un fenomeno che viene spesso percepito in modo scarsamente realistico, in quanto le informazioni concernenti tale fatto delittuoso, facilmente subiscono distorsioni di un ordine qualitativo e quantitativo. Il tema della violenza viene spesso usato strumentalmente ai fini sociali e politici attraverso l’azione dei mezzi di comunicazione di massa che agiscono sulla percezione dei cittadini, emettendo messaggi e rappresentazioni in grado di suscitare emozioni profonde e curiosità morbose e di impedire di fatto, riflessioni ponderate e maggiormente ancorate alla realtà obiettiva. Le distorsioni che in tal modo si generano inducono nel pubblico convinzioni tanto radicate, quanto erronee che vanno a costituire stereotipi difficilmente sradicabili. La crescente risonanza che il fenomeno della violenza sessuale sta acquistando negli ultimi anni è certamente legata all’aumento delle denuncie di tale reato, riscontrabile non solo in Italia, ma anche in tutti gli altri Paesi legati alla cultura occidentale. La responsabilità di questo aumento può essere ascritta all’influsso di molteplici fattori, non ultimo, il modificarsi della consapevolezza del proprio ruolo sociale da parte delle donne che le ha portate a ribaltare, almeno negli strati culturalmente privilegiati, la propria accettazione della sudditanza individuale e sociale, nei confronti dell’uomo. Anche nell’ambito della famiglia e delle normali relazioni di coppia, sembra verificarsi un significativo emergere dell’uso della forza, da parte del maschio, nei rapporti con la donna, attraverso maltrattamenti, percosse e vere e proprie violenze sessuali. In una società dove c’è posto solo per i valori individuali ed egoistici, i rapporti sociali possono essere solo scontri di volontà diverse, ognuna delle quali tende all’esclusivo interesse personale. La violenza nei rapporti personali diviene, allora, pratica di vita, valore culturale connesso con la struttura stessa del sistema. Infatti, la reiterazione continuata di un modello che vede il successo come affermazione individuale e come vittoria dell’individuo sull’altro e che considera tutto ciò positivo, è di per sé stesso uno stimolo per lo sviluppo della violenza: la violenza che sperimentiamo nelle strade, la criminalità, lo stupro, sono cresciute nel terreno fertile prodotto dall’accettazione diffusa di questo modello di successo. Nell’ambito delle culture succedutesi nella nostra società, come del resto nelle altre, ciò che ha costituito “delitto sessuale”, sia pure con moltissime diversità nei vari momenti storici, è stato sempre l’infrazione del codice etico di condotta sessuale, prima ancora della “trasgressione” del Codice penale. Quanto al rapporto tra violenza sessuale e rapporto d’autorità, il corpo violentato è spesso già al servizio dell’aggressore o dei suoi simili; domestiche, impiegate, apprendiste, sono altrettanto vittime designate. Oggi, l’oltraggio al pudore, lo stupro, coinvolgono spesso un rapporto di famiglia o almeno di vicinato, tra colpevole e vittima. Si soddisfa, cioè il proprio piacere con la violenza, in segreto, in seno alla famiglia, nell’ambito della cerchia dei rapporti di lavoro o di amicizia. Il successo dei miti sulla violenza carnale è strettamente collegato alle funzioni che essi assolvono, come afferma Sachs: “Una rappresentazione per divenire mito deve essere al tempo stesso realistica e fantastica, contrastare con l’osservazione quotidiana e, al tempo stesso, essere profondamente creduta come vera”. In tal modo, ciò che rappresenta “un’insanabile conflittualità”, si traduce in una “dolce fiaba” o “esaltante leggenda”. In questo modo, la struttura sociale consentirebbe a certe persone di competere per il conseguimento di mete inculcate e, a certe altre no. Le prime seguirebbero le norme istituzionalmente prescritte, le altre costituirebbero forme di “deviazione”. È fuori discussione che certe forme di comportamento siano state definite “devianti” senza che ve ne fosse necessità e allo stato attuale, quello di “deviazione” è un concetto non ancora pienamente sviluppato. Resta il fatto, però che esistono individui che si comportano in modo apparentemente “normale”, ma che, per quanto riguarda la vita sessuale, hanno un comportamento singolare e a volte aggressivo. Per Freud, il lasciare liberi gli istinti fondamentali dell’uomo, equivale ad impedire la costituzione della società, in quanto può parlarsi di civiltà, soltanto quando s’è ottenuta la “rinuncia” alla soddisfazione degli istinti fondamentali e, a tale rinuncia, può contribuire l’educazione che è lo strumento fondamentale della socializzazione, perché fra i suoi più importanti compiti educativi la società deve proporsi quello di domare l’istinto sessuale quando questo prorompe in forma di istinto di riproduzione. In un interessante studio di Groth, è stato sostenuto che, in tutti i casi di rapporti sessuali imposti con la forza, esistono almeno tre componenti motivazionali, quali “il potere, la rabbia e la sessualità”. In definitiva, le variabili in tema di condotta sessuale sono infinite e il lecito ed il proibito, esprimono una mutevole gerarchia di valori protetti dalla legge che ha tutelato nel suo divenire storico, praticamente tutte le manifestazioni della sessualità.

Aurora d’Errico

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Affascinata del sapere fin da piccola, tanto che all’età di quattro anni e mezzo sapeva già leggere e scrivere, grazie alla vasta biblioteca paterna, si è sempre “cibata” di numerosi libri di ogni genere per cercare di soddisfare quella sete di conoscenza che ha rappresentato per lei il motore dominante di tutta la sua vita. Laureata in Giurisprudenza, Avvocato e Scrittrice, Master in criminologia e criminalistica, Master in diritto di famiglia, Giurista d’Europa, relatrice in numerosi convegni per la lotta alla violenza sessuale, al bullismo, allo stalking ed altri argomenti attuali, è stata ospite in diverse trasmissioni televisive oltre ad essere citata su alcune riviste e testate giornalistiche nazionali ed internazionali. E’ stata ideatrice e Presidente di “AZZURRO DONNA”, un’associazione culturale che l’ha vista in prima linea per la diffusione dei diritti civili, soprattutto nel campo femminile e la promulgazione della pace nel mondo, tanto da ottenere nel 2019 il “CERTIFICATE OF APPRECIATION”, un importante riconoscimento ufficiale per il lavoro umanitario a favore dei “diritti umani”, da parte della Presidente dell’N.O.P.H, Ambasciatrice della Pace dello Stato della Tunisia. Sempre nel 2019, riceve un altro importante premio, “PREMIO ALLA CULTURA”, come “SCRITTRICE”, per il Premio alla Buona Volontà nella città di Cuneo. Nel 2020, viene nominata Responsabile per la Regione Abruzzo dei volontari A.I.SO.S (Associazione Italiana Studio Osteosarcoma). Nel 2016 pubblica il suo primo libro dal titolo “AMORE, ADULTERIO E SEPARAZIONE”, una sorta di saggio sull’amore e sui motivi che spingono all’adulterio. Nel 2017, è la volta di “OBSESSION DEVIL”, il suo primo romanzo rosa/thriller che si svolge in Bretagna. Sempre nel 2017, “MIELE, ZENZERO E POESIA”, la sua prima raccolta di poesie, quasi tutte dedicate all’amore. Nel 2018, “SENTIERI VIRTUALI”, un altro romanzo rosa. Nel 2019 pubblica la sua prima favola “IL CASTELLO DELLE ROSE”, in cui parte del ricavato andrà in favore dell’A.I.SO.S.. Da qualche mese ha terminato il suo ultimo romanzo, la cui pubblicazione è prevista per fine estate e ha già iniziato il suo settimo romanzo, oltre ad una serie di nuove poesie e aforismi. Con la sua nomina come uno dei REDATTORI della Piattaforma di Mobmagazine.it, grazie al suo promotore, lo scrittore Andrea Giostra, avrà una RUBRICA tutta sua dal titolo: “IN SALOTTO CON AURORA”, in cui verranno trattati argomenti di arte, cultura e spettacolo, dove i lettori potranno interagire direttamente attraverso i loro preziosi commenti.