Intervista al Dott. Andrea Giostra sulle “Novelle Brevi di Sicilia” | di Aurora d’Errico

0
583
Condividi l'articolo, fallo sapere ai tuoi amici ! 
  •  
  •  
  •  
  •  

Ben ritrovati nella mia rubrica “In salotto con Aurora”. Oggi sarà con noi il Dott. Andrea Giostra, psicologo e criminologo, scrittore palermitano, grande cultore dell’arte, tanto da aver ricevuto la nomina di “effettista di emerito” della corrente pittorica romana dell’ “Effettismo” di Francesca Romana Fragale.

Buongiorno, Andrea e grazie per il tempo che concederai al mio “salotto virtuale”.

Andrea Giostra al mercato di Ballarò a Palermo

Grazie a te Aurora e grazie per il tuo invito.

Come nasce Andrea Giostra scrittore?

Sinceramente non lo so come è nata la mia passione per lo scrivere! So solo che le storie, i racconti d’avventura, quelli fantastici, mi sono sempre piaciuti sin da piccolissimo quando me li raccontava mia nonna Vita. Abitavamo nella stessa palazzina nel centro storico del mio paese, Montelepre, a pochissimi chilometri da Palermo. Mi bastava scendere dal quarto piano, dove abitavo io, al piano terra, dove abitavano i miei nonni, Andrea e Vita, e lei, se non era impegnata a fare altro per la casa, mi faceva sedere accanto a sé e poi iniziava a raccontarmi le sue fantastiche favole che inventava di sana pianta lì per lì! Io ne rimanevo incantato e l’ascoltavo sempre a bocca aperta. Poi quando risalivo al quarto piano a casa mia, riprendevo a raccontarmi nella mia mente quelle storie di fate, streghe, cavalieri, fanciulle innamorate, re e regine, principi e maghi… e tutto questo era bellissimo. Forse tutto è nato lì, in quei momenti, quando andavo alle elementari e mia nonna mi riempiva la testa con le sue storie fantastiche e originali. Chissà?

Andrea, oltre a tantissimi altri riconoscimenti, ti è stato conferito la nomina di “Effettista emerito” per il tuo costante impegno nell’ambito culturale e artistico. Come ci si sente ad essere uno dei rappresentanti di questa nuova “corrente dell’effettismo”?

Quando mi chiamò Francesca Romana Fragale, che oltre ad essere uno dei fondatori è a capo di questa corrente artistica, le cose che abbiamo condiviso, rispetto all’arte e alla cultura, sono state fondamentalmente tre: il talento artistico, la severa e seria formazione accademica e professionale dell’artista, l’originalità delle sue opere. Se colui che si auto-definisce un artista non possiede questi tre elementi, per me è una persona autocelebrativa, un millantatore, un narcisista egocentrico, una persona che, consapevolmente o meno, fa primeggiare l’arroganza e la supponenza del proprio narcisismo alla creatività, all’originalità, alla competenza, alle conoscenza delle tecniche, della storia dell’arte, della letteratura che si acquisiscono con lo studio severo e disciplinato, con l’esperienza e con l’ausilio fondamentale di maestri d’arte, se vogliamo definirli così. L’autoreferenzialità, ovvero, chi si sveglia la mattina, si guarda allo specchio e dice a sé stesso “io sono un artista” senza mai aver fatto un corso d’arte, o letto un libro, o frequentato accademie, università o botteghe d’arte, non deve e non può far parte del mondo degli artisti, e se vogliamo, del mondo degli scrittori. Questo per dire che da questa prospettiva l’Effettismo ha cari questi principi, questi elementi che per me sono fondamentali per discernere l’arte dall’artigianato, l’autocelebrazione dal riconoscimento oggettivo di chi è davvero un artista. In un momento storico nel quale in Occidente stiamo assistendo inermi e impassibili al poderoso trionfo della mediocrità, occorre accendere dei fari nei quali trovare dei riferimenti certi che sono quelli, se vogliamo, del Rinascimento, dell’Umanesimo. Uno dei motivi per i quali nacque il Rinascimento fu il rifiuto verso un mondo che aveva assunto una dimensione tenebrosa e di barbarie diffuse. Oggi, nei nostri giorni, le tenebre e le barbarie diffuse sono la formidabile mediocrità della classe dirigente e la diffusa disonestà intellettuale di chi è posizionato nei vari gangli del potere occidentale, da quello economico a quello politico, da quello culturale a quello artistico. Tutto questo sta producendo e produrrà danni irreversibili che saranno mortali per il nostro modello culturale e per la nostra società. Una delle mission dell’Effettismo è quella di porsi quale baluardo di questa deriva artistica e culturale, quello di tenere alti i valori dell’Etica, della Morale e dell’Estetica che hanno fondato e reso grande la nostra cultura, la cultura giudaico-cristiana. Da questa prospettiva per me è un grande onore avere ricevuto questo riconoscimento e condividere i valori artistici e culturali dell’Effettismo perché si contrasti la mediocrità, l’approssimazione e l’autoreferenzialità di tante persone che vengono pompate come artisti e/o come scrittori solo perché condividono ideologie che non hanno nessun rispetto per la cultura, per la conoscenza e per la valorizzazione artistica dei talenti. Questi gruppi di potere tengono alla omologazione e alla omogeneizzazione della cultura e dell’arte. Ed io non posso essere complice silente di questi delitti.

Tra i tuoi libri, le “Novelle brevi di Sicilia”, giunto ormai alla sua IV edizione, rappresentano la tua meravigliosa Terra, appunto la Sicilia. “Gli auguri di mia nonna ottantenne”, “Agosto a Palermo”, “Il Sindaco”, “La Bigliettaia”, “Il Senatore”, sono solo alcuni dei racconti brevi contenuti nelle “Novelle”, che riguardano un “pezzo” di vita vera siciliana, scritti in un modo talmente unico che catturano il lettore portandolo in un’altra dimensione. Com’è nata l’idea di raccoglierle tutte in un libro che sta riscuotendo un enorme successo ovunque?

È stato tutto casuale. Nel senso che sono delle immagini brevissime di vita quotidiana siciliana che scrissi tra il 2008 e il 2010 con il mio vecchio Nokia E90. Nell’estate del 2016 presi questo vecchio cellulare per recuperare un numero di telefono di un mio amico che non riuscivo a trovare, e casualmente mi accorsi di queste brevissime storie che avevo scritto nelle note del cellulare diversi anni prima e delle quali, devo dire sinceramene, mi ero completamente scordato. Le raccolsi recuperandone solo 14, ma mi ricordai che ne avevo scritte molte di più. Poi le postai nelle mie pagina social. Vidi subito che avevano un certo riscontro tra i lettori e tra i miei amici virtuali, allora decisi di pubblicarli in Self Publishing per tutelare i diritti d’autore degli scritti, ma continuando a regalarli in pdf, in cartaceo e a renderli pubblici per la lettura gratuita online. Nel mio lavoro di allora mi capitavano spesso momenti di attesa prima che iniziassi una riunione, prima di un incontro, prima che arrivasse la persona che aspettavo in un hotel, in un bar, in un ufficio. Oppure, nel partecipare a convegni o a conferenze, stavo lì ad ascoltare persone che non dicevano nulla di interessante, e allora con questo Nokia E90 mi mettevo a scrivere o a prendere appunti. Scrivevo le mie impressioni in due-tre minuti. Poi le rileggevo, mi piacevano e diventavano delle piccolissime storie che allora condividevo attraverso gli MMS a pochissimi amici, non essendoci ancora i social o WhatsApp. È nato tutto così, per caso!

Quali sono state le fonti di ispirazione per le tue Novelle? Sei partito da esperienze reali autobiografiche o sono frutto della tua immaginazione?

Sono tutti fatti che ho visto nella realtà o che mi hanno visto protagonista. Non c’è nulla di inventato o di costruito artificialmente. Tutti i siciliani che hanno letto queste piccole novelle si sono ritrovati senza alcuna difficoltà perché è vita quotidiana, vera, di strada, delle nostre case, dei luoghi pubblici che tutti frequentiamo nella normalità.

Tra le tue “Novelle”, qual è quella che preferisci e perché?

Le preferisco tutte e nessuna. Sono delle piccole immagini di vita quotidiana. E per quello le sento tutte mie, come le sentono loro tutti i siciliani che le hanno lette, come dicevo prima. Più che le storie che scrivo, quello a cui sono maggiormente legato è il linguaggio che uso quando scrivo novelle, racconti e adesso il mio primo romanzo. Ecco, il linguaggio è la cosa che – dal mio punto di vista – amo di più in queste piccole storie perché è un linguaggio che richiama la musicalità e l’armonia del dialetto siciliano. Un purista della lingua italiana – a ragione secondo me – potrebbe benissimo sostenere la tesi che non conosco bene la lingua italiana, la grammatica, la sintassi! Che non conosco l’italiano scritto! E, ripeto, avrebbe perfettamente ragione perché di fatti utilizzo la struttura linguistica del dialetto siciliano parlato da noi palermitani, alternando parole italiane con parole del dialetto siciliano. Da questa prospettiva è vero che non è un italiano corretto! Il mio modo di scrivere nasce dal dialetto siciliano che possiede delle tipicità inconfondibili: la sua musicalità, i suoi ritmi, le cadenze, l’armonia dei suoni vocali, la fluidità del linguaggio che è popolare e, per certi versi, plebeo, quello delle strade, dei bar, dei saloni da barba, dei mercati popolari palermitani… Tutto questo è quello che mi interessa quando scrivo: trasferire nel linguaggio scritto la sicilianità vera con la sua musicalità e identità, quella che si vive in Sicilia nella quotidianità popolare delle nostre città, dei nostri paesi, delle nostre comunità.

Ogni “Novella”, in un modo o nell’altro, finisce per catturarti, rapirti, come ad esempio quella di “Agosto a Palermo”, in cui attraverso la tua narrazione, si scopre una Sicilia maestosa, imponente, ma al tempo stesso genuina, ricca dei suoi sapori, del suo dialetto, da dove si evince il tuo amore viscerale per una Terra così ricca di contraddizioni. Se potessi parlare ancora della Sicilia in un tuo prossimo libro per farla conoscere al resto del mondo, come la descriveresti?

Premesso che il mondo non avrebbe bisogno dei miei scritti per conoscere la Sicilia, né la Sicilia ha bisogno delle mie piccole storie per farsi conoscere! 😀 … Ma a parte le battute, io scrivo della Sicilia e dei siciliani che vivono questa terra oggi, nei miei anni, di quand’ero ragazzo e di adesso che sono una persona adulta. I miei racconti potrebbero rientrare in una sorta di neo-realismo del Ventunesimo secolo nel quale preferisco scrivere di personaggi della vita di tutti giorni e che tutti noi siciliani possiamo facilmente riconoscere, attori, quelli delle mie storie, che parlano in modo naturale e spontaneo negli ambienti tipici della nostra terra, con il linguaggio della quotidianità che è il dialetto oppure, a Palermo per esempio, un italiano che molto spesso è una traduzione letterale del dialetto siciliano. È questo è davvero unico. E poi, non ci sono altre regioni che hanno una lingua, il nostro dialetto, che è stata contaminata da tantissime lingue che sono le stesse lingue delle “potenze”, oltre sedici, che nei millenni si sono succedute nella conquista e nel dominio della Sicilia. E questa caratteristica è senza ombra di dubbio qualcosa di unico al mondo.

Come ci si sente ad appartenere alla stessa Terra che ha dato i suoi natali a due grandi nomi della Magistratura italiana, come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino?

Al di là di personaggi importantissimi e illustri quali Falcone e Borsellino, che tutto il mondo degli onesti ci invidia, essere siciliani è qualcosa di davvero particolare. Da siciliano lo capisci solo se hai la possibilità di vivere per un periodo più o meno lungo in altre regioni d’Italia o all’estero, per lavoro o per studio. Solo allora ti rendi conto di quello che sei quale siciliano, altrimenti non lo capisci perché non hai un metro di confronto con gente che vive in altre regioni o che ha una cultura diversa da quella siciliana. Essere siciliani è qualcosa di unico. Non è come crescere in un’altra qualsiasi regione d’Italia o del mondo. Tutti noi siciliani nasciamo e cresciamo in una complessità incredibile perché la nostra isola ha una caratteristica unica al mondo: l’inflazione delle identità! Nel senso che la Sicilia ha tantissime identità che ha accumulato nei millenni. Le identità storiche, culturali, artistiche, linguistiche, dei costumi, dei cibi, dei sapori, dei profumi, delle abitudini che hanno caratterizzata la Sicilia nei secoli. Identità indipendenti e complementari al contempo. Ogni siciliano possiede dalla nascita tutte queste identità, che sente dentro di sé come un gigantesco calderone dove bollono tutti questi elementi. Una sorta di cultura ancestrale che ci appartiene da sempre, inconsapevolmente, e che ci forgia abitando la Sicilia. Poi è vero che, nella nostra crescita sociale e culturale, ne scegliamo una piuttosto che un’altra, ma questo non vuol dire che abbiamo completamente perso tutte le altre. Le riconosciamo e le vediamo negli altri siciliani che come noi sono nati e hanno vissuto qui. Questa capacità di riconoscere le diverse identità siciliane, la possediamo solo noi, i nati e cresciuti in questa isola. Non è facile da spiegare. Ma è così. Questo è stato uno dei motivi per i quali Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono riusciti a fare breccia nella mafia siciliana e ad ottenere i risultati giudiziari che tutti consociamo. E a questo punto, in proposito, mi permetto di citare Falcone, considerato che fa parte della tua domanda. «… perché questi uomini d’onore hanno dimostrato di fidarsi di me? Credo perché sanno quale rispetto io abbia per i loro tormenti, perché sono sicuri che non li inganno, che non interpreto la mia parte di magistrato in modo burocratico, e che non provo timore reverenziale nei confronti di nessuno. E soprattutto perché sanno che, quando parlano con me, hanno di fronte un interlocutore che ha respirato la stessa aria di cui loro si nutrono. Sono nato nello stesso quartiere di molti di loro. Conosco a fondo l’anima siciliana. Da una inflessione di voce, da una strizzatina d’occhi capisco molto di più che da lunghi discorsi» (Giovanni Falcone, “Cose di cosa nostra”, VII ed., Rizzoli libri spa, Milano, 2016, p. 78 | I edizione 1991).

Giovanni Falcone

Credi che attraverso la “scrittura” sia possibile raggiungere quella completezza dell’anima che difficilmente riusciamo ad avere nella realtà?

Scrivere è uno degli strumenti di cui disponiamo per migliorarci e per conoscerci meglio. Alcune persone lo utilizzano come strumento di catarsi, per liberarsi e per tirare fuori dei grovigli di dolore e di sofferenza che altrimenti rimarrebbero nelle profondità della loro anima provocando danni sempre maggiori. Ma a parte questo, non credo che sia uno strumento per raggiungere la “perfezione” dello spirito – se intendi questo con la tua domanda! – al quale tutti gli essere umani anelano. Uno strumento per raggiungere una sorta di equilibrio interiore che sa darci serenità e saggezza per vivere felicemente. Non credo che lo scrivere sia in grado di raggiungere da solo questo risultato. Sicuramente aiuta molto quelle persone che dallo scrivere ne traggono dei benefici. Ma altrettanto sicuramente non è uno “strumento” universale che può avere lo stesso risultato in tutto coloro che si cimentano nell’utilizzare la scrittura.

In un momento così difficile che tutti stiamo vivendo a causa di questa pandemia che ha ormai rivoluzionato la nostra quotidianità da più di un anno, pensi che ci sia ancora spazio per la cultura?

Dovrebbe esserci sempre spazio per la cultura, per il sapere e per l’arte. Ma, direbbero i latini, mala tempora currunt! Io quello che oggi vedo è che la cultura fa paura. La conoscenza fa paura. La libertà fa paura. L’indipendenza intellettuale fa paura. Quello che osservo è un tentativo forte e determinato di omologare e omogeneizzare tutto, come dicevo prima. A me è questo che fa paura: l’omologazione e l’omogeneizzazione della cultura e dell’arte.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Nel campo della scrittura terminare il mio primo romanzo. Spero di riuscirci entro la fine di quest’anno.

Cosa vuoi augurare ai nostri lettori?

Di godersi la vita e gli affetti. Sono le cose più importanti della nostra esistenza su questo pianeta. È quello che mi diceva mia nonna. Vivere più intensamente possibile e tenersi strette la famiglia, le persone che amiamo e le persone che ci fanno stare bene e che, nei momenti di difficoltà, non ci hanno lasciati soli. Tutto il resto è passeggero, fugace, e conta davvero poco.

Grazie di cuore, Andrea, per il tempo che hai dedicato alla mia rubrica e mi auguro, a breve, di venire a conoscere la tua bellissima Sicilia. Grazie, ancora.

Aurora d’Errico

Aurora d’Errico

Note e info sulle “Novelle brevi di Sicilia”:

Le “Novelle brevi di Sicilia” si leggono da sempre (dal 2017) gratuitamente online e il libro che le contiene, si può scaricare in pdf da diversi portali, magazine e pagine social.

Tutte le “Novelle brevi di Sicilia” sono state pubblicate a puntate, in una sorta di Romanzo d’appendice tipico di fine Ottocento inizio Novecento, in diversi magazine online, sia nazionali che regionali. E tutte le Novelle si possono ascoltare, sempre gratuitamente, dal Canale YouTube e dal Canale Facebook Watch (i cui link sono riportati a seguire) nelle oltre 100 recite e interpretazione di 25 tra attrici e attori professionisti e semiprofessionisti, che hanno prestato (gratuitamente!) la loro arte recitativa nell’interpretare tutte le Novelle brevi di Sicilia.

Tutti questi canali, per accedere alla lettura o all’ascolto delle Novelle, hanno portato ad un dato oggettivo che è quello che oltre 150 mila persone hanno letto o ascoltato almeno una delle Novelle brevi di Sicilia.

Sulle Novelle brevi di Sicilia, in questi anni, dal 2017, l’autore ha ricevuto diverse proposte editoriali (oltre 20) da diverse Case Editrici, che ha rifiutato proprio perché ha voluto mantenere la gratuità della lettura e dello scaricare i pdf dai vari portali o canali social.

A metà settembre 2020, l’autore ha proposto ad alcune delle case editrici che gli avevano chiesto e lo avevano contattato nei mesi e negli anni scorsi, di pubblicare la IV edizione delle Novelle brevi di Sicilia come se fosse un classico che ha perso i diritti d’autore, e senza chiedere loro alcuna fee rispetto alle vendite che avrebbero fatto del cartaceo e/o della versione digitale.

Al momento le C.E. che hanno acquisito i diritti non esclusivi di pubblicazione, quelle che hanno pubblicato il libricino e quelle che lo pubblicheranno nelle prossime settimane/mesi rispetto, sono quelle a seguire.

DOVE ACQUISTARE IL CARTACEO, QUALI CASE EDITRICI HANNO ACQUISITO I DIRITTI NON ESCLUSIVI DI PUBBLICAZIONE, E QUALI HANNO PUBBLICATO LA “IV EDIZIONE” DELLE “NOVELLE BREVI DI SICILIA”:

“La Macina onlus ed.”, Roma, ottobre 2020. “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione

https://www.lamacinamagazine.it/pubblicato-il-libro-novelle-brevi-di-sicilia/

“La Macina onlus ed.”, Roma, ottobre 2020. “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione

“Rupe Mutevole ed.”, Bedonia (Parma), novembre 2020. “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione

https://www.reteimprese.it/pro_A40124B396087

“Rupe Mutevole ed.”, Bedonia (Parma), novembre 2020. “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione

“Biblios ed.”, Milano, dicembre 2020. “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione

https://www.bibliosedizioni.it/

“Biblios ed.”, Milano, dicembre 2020. “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione

“Bertoni ed.”, San Biagio della Valle in Marsciano (Perugia), in press. “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione

https://www.bertonieditore.com/

“Qanat ed.”, Palermo, in press.Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione,

https://qanatedizioni.wordpress.com/la-casa-editrice/


Se invece volessi ascoltare I video-clip da YouTube o da Watch Facebook, con tutti gli artisti (sono oltre 25 attori professionisti e semiprofessionisti) che hanno letto e interpretato i racconti e le novelle siciliani, li trovi tutti nei link a seguire:

da YouTube:

“Audio-letture di oltre 100 Novelle e Racconti siciliani” | Leggono 27 artisti: attrici e attori professionisti e semiprofessionisti:

da Facebook:

“Audio-letture di oltre 100 Novelle e Racconti siciliani” | Leggono 27 artisti: attrici e attori professionisti e semiprofessionisti:

https://www.facebook.com/watch/124219894392445/434295254615223

Da questo articolo a seguire, pubblicato da mobmagazine.it, trovi invece i link di YouTube di tutte le “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione, recitate da un grande attore di teatro e di cinema, Vincenzo Bocciarelli, allievo di Strehler e del Piccolo Teatro di Milano:

https://mobmagazine.it/blog/2021/03/07/vincenzo-bocciarelli-noto-attore-e-artista-allievo-di-strehler-e-del-piccolo-teatro-di-milano-legge-le-novelle-brevi-di-sicilia/

Oppure, se volessi ascoltarle lette e interpretate sempre da Vicenzo Bocciarelli, queste le sue Play List di YouTube e Facebook Watch:

da YouTube

Vincenzo Bocciarelli – Play List su Canale YouTube

da Facebook

Vincenzo Bocciarelli – Play List su Canale Facebook

https://www.facebook.com/watch/124219894392445/339522750427332/

Pagina Facebook ufficiale delle Novelle brevi di Sicilia:

https://www.facebook.com/novellebrevidisicilia/

Interviste ad Andrea Giostra | Play List su Canale YouTube “Andrea Giostra FILM”:

Andrea Giostra

https://www.facebook.com/andreagiostrafilm/ 

https://andreagiostrafilm.blogspot.it 

https://www.youtube.com/channel/UCJvCBdZmn_o9bWQA1IuD0Pg

Andrea Giostra

 

Previous articleMarcella Manca presenta “Il quaderno verde. La biblioteca degli angeli”
Next article“Vi presento BukItaly 2021” | di Meri Lolini
Affascinata del sapere fin da piccola, tanto che all’età di quattro anni e mezzo sapeva già leggere e scrivere, grazie alla vasta biblioteca paterna, si è sempre “cibata” di numerosi libri di ogni genere per cercare di soddisfare quella sete di conoscenza che ha rappresentato per lei il motore dominante di tutta la sua vita. Laureata in Giurisprudenza, Avvocato e Scrittrice, Master in criminologia e criminalistica, Master in diritto di famiglia, Giurista d’Europa, relatrice in numerosi convegni per la lotta alla violenza sessuale, al bullismo, allo stalking ed altri argomenti attuali, è stata ospite in diverse trasmissioni televisive oltre ad essere citata su alcune riviste e testate giornalistiche nazionali ed internazionali. E’ stata ideatrice e Presidente di “AZZURRO DONNA”, un’associazione culturale che l’ha vista in prima linea per la diffusione dei diritti civili, soprattutto nel campo femminile e la promulgazione della pace nel mondo, tanto da ottenere nel 2019 il “CERTIFICATE OF APPRECIATION”, un importante riconoscimento ufficiale per il lavoro umanitario a favore dei “diritti umani”, da parte della Presidente dell’N.O.P.H, Ambasciatrice della Pace dello Stato della Tunisia. Sempre nel 2019, riceve un altro importante premio, “PREMIO ALLA CULTURA”, come “SCRITTRICE”, per il Premio alla Buona Volontà nella città di Cuneo. Nel 2020, viene nominata Responsabile per la Regione Abruzzo dei volontari A.I.SO.S (Associazione Italiana Studio Osteosarcoma). Nel 2016 pubblica il suo primo libro dal titolo “AMORE, ADULTERIO E SEPARAZIONE”, una sorta di saggio sull’amore e sui motivi che spingono all’adulterio. Nel 2017, è la volta di “OBSESSION DEVIL”, il suo primo romanzo rosa/thriller che si svolge in Bretagna. Sempre nel 2017, “MIELE, ZENZERO E POESIA”, la sua prima raccolta di poesie, quasi tutte dedicate all’amore. Nel 2018, “SENTIERI VIRTUALI”, un altro romanzo rosa. Nel 2019 pubblica la sua prima favola “IL CASTELLO DELLE ROSE”, in cui parte del ricavato andrà in favore dell’A.I.SO.S.. Da qualche mese ha terminato il suo ultimo romanzo, la cui pubblicazione è prevista per fine estate e ha già iniziato il suo settimo romanzo, oltre ad una serie di nuove poesie e aforismi. Con la sua nomina come uno dei REDATTORI della Piattaforma di Mobmagazine.it, grazie al suo promotore, lo scrittore Andrea Giostra, avrà una RUBRICA tutta sua dal titolo: “IN SALOTTO CON AURORA”, in cui verranno trattati argomenti di arte, cultura e spettacolo, dove i lettori potranno interagire direttamente attraverso i loro preziosi commenti.