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Un famoso fotografo francese, Robert Doisneau, fa degli scatti per la rivista LIFE cercando di cogliere le varie espressioni delle persone nascondendo la sua Rolliflex dietro una sedia antica in mostra alla galleria d’arte di Romi nel 5° arrondissement. Con il suo solito stile per l’umorismo, aveva impostato la sua macchina fotografica nell’angolazione corretta per scattare foto del dipinto del nudo e delle reazioni del pubblico. Anno 1948.

Carmela Rizzuti

INFO E APPROFONDIMENTI:

Biografia

Robert Doisneau è un fotografo francese noto per il suo approccio poetico alla street photography.

Nasce a Gentilly, un sobborgo di Parigi, nel 1912. Da giovane studia litografia presso l’Ecole Etienne, ma amava sostenere che le lezioni più importanti le abbia apprese nelle strade dei sobborghi operai in cui è cresciuto. Nel 1929 inizia ad occuparsi di fotografia lavorando per il fotografo pubblicitario André Vigneau per poi passare, agli inizi degli anni ‘30, a lavorare come fotografo industriale per la Renault. Già in questo periodo inizia a fotografare nelle periferie parigine con l’obbiettivo di vendere i propri scatti alle riviste di fotografia che proprio in quegli anni iniziavano ad espandersi.

Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, Doisneau interrompe momentaneamente le attività di fotografo ed entra a far parte della Resistenza, mettendo a disposizione le proprie capacità di litografo per falsificare documenti. Finita la guerra, ricomincia  a scattare a scopo pubblicitario, e realizza anche alcuni reportage per Vogue.

Nel 1949 pubblica il suo primo libro di fotografie “La Banlieu de Paris”, il primo di una lunga serie di volumi con immagini di Parigi e dei parigini.

Negli anni ‘50 divenne membro di “Group XV”, un’associazione di fotografi dediti alla ricerca tecnica ed artistica in campo fotografico. Da quel momento in avanti, proseguì la sua carriera di fotografo senza interruzione, regalandoci un vasto repertorio di immagini in cui giustappone elementi tradizionali ed anticonformisti, immagini caratterizzate da uno spiccato senso dell’ umorismo, da sentimenti anti-establishment e soprattutto da un profondo e sentito umanismo.

IL FOTOGRAFO

Robert Doisneau è riuscito, più di chiunque altro, a raccontare per immagini la “francesità’’”. Le sue fotografie hanno colto lo spirito di un’intera nazione e sono diventate sinonimo dello stile di vita francese. Nessuno come lui ha saputo raccontare il fascino della Ville Lumiere: Doisneau ha saputo cristallizzare in immagini tutti i miti e le icone della Parigi del ‘900. Attraversando la città dalla Senna alla periferie operaie, Doisneau ci racconta la Parigi degli innamorati, quella dei bistrot, quella degli atelier di moda e quella dei bambini di strada, regalando ai suoi ammiratori un monumentale affresco di Parigi e dei parigini.

Insieme ad Henry Cartier-Bresson è considerato uno dei padri fondatori del fotogiornalismo di strada, e fu uno degli esponenti di punta della corrente “umanista” della fotografia francese. Al centro della sua fotografia c’è l’uomo con le sue emozioni, spesso colte nei momenti surreali che si presentano nella vita quotidiana. Doisneau usa un registro ironico e poetico allo stesso tempo, i suoi soggetti più riusciti sono i bambini e gli innamorati. La sua visione del mondo e della fotografia la riassume chiaramente lui stesso: “Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere.”

La sua capacità di cogliere le emozioni gli deriva da un’immersione totale nella realtà che lo circonda, tanto che lui amava definirsi poeticamente un “pescatore di immagini”. Il suo processo è impulsivo, ecco come lo racconta lui stesso: “Vi spiego come mi prende la voglia di fare una fotografia. Spesso è la continuazione di un sogno. Mi sveglio un mattino con una straordinaria voglia di vedere, di vivere. Allora devo andare. Ma non troppo lontano, perché se si lascia passare del tempo l’entusiasmo, il bisogno, la voglia di fare svaniscono. Non credo che si possa “vedere” intensamente più di due ore al giorno”.

La sua foto più famosa, “Le Baiser de l’hotel de ville”, fu scattata nel 1950 mentre Doisneau stava realizzando un servizio fotografico per la rivista americana, “Life”.

All’inizio degli anni ‘90 fu oggetto di un contenzioso che fu seguito con attenzione e curiosità dai media. Un coppia francese, Denise e Jean Louis Lavergne, si presentarono ad una televisione francese sostenendo di essere i due protagonisti del celebre bacio immortalato da Doisneau e denunciando di essere stati defraudati dall’artista in quanto non avrebbe chiesto il loro permesso. Doisneau per difendersi dall’accusa fu costretto a dichiarare che i due soggetti della foto si erano messi in posa, per cui avevano rilasciato il loro permesso. A quel punto si presentò dal fotografo Francoise Bonnet che, mostrando la copia autografata dal fotografo, dimostrò di essere lei la vera protagonista dello scatto. La stessa Bonnet nel 2005 riuscì a vendere la copia autografata per 155.000 euro.

Nel 2014 la casa editrice Tashen ha pubblicato una monografia dedicata a Doisneau che raccoglie oltre 400 immagini realizzate dall’artista. Si tratta del libro più completo dedicato all’artista, ed è curato dall’amico ed esperto di fotografia Jean Claude Gautrand-

LIBRI DI FOTOGRAFIA CONSIGLIATI

– Robert Doisneau 1912-1994, Jean Claude Gautrand, 2014

Questo volume è la più completa retrospettiva mai pubblicata su Doisneau, il racconto della sua spettacolare carriera raccontata attraverso sia le sue immagini più celebri che quelle meno note. Il libro è disseminato di citazioni del fotografo francese, che aiutano il lettore a comprendere meglio la sensibilità e l’intensità che caratterizzano le sue foto. Questo libro è un lungo viaggio che, attraverso oltre 400 immagini, trasporta il lettore dalle periferie parigine della gioventù di Doisneau allo studio dove il fotografo francese ha realizzato ritratti delle più grandi personalità del ‘900. Un’opera curata dall’amico Jean Claude Gautrand, assolutamente imperdibile per tutti gli ammiratori di Doisneau. Testo in inglese, francese e tedesco.

– Robert Doisneau 1912-1994, Jean Claude Gautrand,  2012

Stesso libro del precedente, ma prezzo e dimensioni sono drasticamente ridotti. Il libro racconta in modo esauriente la carriera del fotografo. Molto economico anche se le dimensioni penalizzano un po’ le fotografie.

– Doisneau Paris, 2014

Un volume che celebra il rapporto tra Doisnea e la Ville Lumiere, città che nessuno ha saputo raccontare come Doisneau. Le fotografie, commentate dallo stesso Doisneau, sono suddivise per temi, e ci accompagnano in una passeggiata attraverso le strade di Parigi

– a. Pescatore d’immagini, Quentin Bajac, 2012

Un libro che  ripercorre la vita di Doisneau attraverso 120 documenti: dai disegni giovanili alle sue agende personali, dai reportages sulla liberazione di Parigi alle serate mondane per Vogue, dai servizi dai servizi per La Vie Ouvrière alle collaborazioni con Life. Il titolo fa riferimento ad un’espressione con cui il fotografo stesso amava definirsi.

FONTE:

https://www.grandi-fotografi.com/robert-doisneau