“Cosa ci sta allontanando?” Lei gentile e prodiga, lui arrogante ed evitante: “sono fatto così”

da | 05 Aprile 2025 | Attualità, Libri

Amiche ed Amici carissimi, uno dei problemi più diffusi nella coppia è identificabile negli errori di comunicazione, seguito dallo scarso controllo delle emozioni e dalla refrattarietà maschile ad affrontare le contrarietà che inevitabilmente si manifestano e che, se ignorate per amor di quieto vivere, minano il “vivere quieto”, ossia la serenità del rapporto.

A fronte di uno stato di malcontento che aleggia nella relazione, tendenzialmente è la donna a sollecitare un dialogo chiarificatore, ma spesso si scontra con la resistenza dell’uomo che, per atavico costrutto mentale, si percepisce attaccato e reagisce ponendosi sulla difensiva rifuggendo il confronto, sminuendo o addirittura smentendo il problema, con il risultato di potenziare l’incomprensione sino a provocare il conflitto.

Di seguito, a scopo esemplificativo, vi riferisco gli aspetti più rilevanti – tratti dalla mail pervenutami da una lettrice – Alessandra (nome di fantasia) –  inerenti il problema che l’affligge nel rapporto con  Marco (ovviamente, altrettanto nome di fantasia), una relazione a distanza lunga quasi quattro anni.  Preciso che il loro ultimo dialogo, qui sotto parzialmente riportato, è avvenuto tramite telefonata su richiesta di Alessandra.

Alessandra: “Marco, da un po’ di tempo ti sento distante”

Marco: “non è vero”

Ecco il grave errore di Marco: negare la sensazione di Alessandra, anziché chiederle con atteggiamento comprensivo e rispettoso il motivo che le induce quell’impressione, alimenta in lei una reazione degenerante in un rabbioso elenco di rinfacci delle manchevolezze subìte. Le sensazioni sono personali e insindacabili, tuttavia, al fine di agevolare un confronto costruttivo è corretto condividerle, affinché l’altro possa prenderne atto.

Infatti…

Alessandra: “come non è vero??!! E’ pressoché svanito il tuo coinvolgimento, Per “noi” non hai mai tempo e non mi riferisco all’impegno che profondi nel lavoro, bensì al tuo tempo libero interamente dedicato ai tuoi amici, al fatto che a fine giornata m’inoltri un laconico messaggio sempre identico “io stanchissimo, ora faccio una doccia ed esco a cena con amici e colleghi” alternato da “io stasera stanchissimo, crollo. Buonanotte”. Il fine settimana neppure ti fai sentire, ad eccezione del messaggio del “Buongiorno” e dell’oramai “copia-incolla” del consueto messaggio serale. Ti ho espresso quanto avverto la mancanza di “noi”, il desiderio di condividere i nostri momenti d’intimità, sopperendo alla distanza geografica con telefonate e/o chat, che, possibilmente superino i dieci secondi, ma resti impassibile.  Impossibile ignorare tanto affievolimento. Vuoi dirmi cosa ti sta succedendo?

Marco: “ma non succede niente! Non lo so perché, sono fatto così, lo sai che il sabato è l’unico giorno che dedico alle varie commissioni e la domenica mi isolo da tutto e da tutti e vado in campagna. Sono fatto così”.(In realtà, Alessandra sa benissimo che non si isola “da tutto e da tutti”, bensì si ritrova con i suoi amici campagnoli e, qui emerge tutto il suo sconcerto, nel constatare la sua assoluta, totale esclusione.

Solo a tarda sera, Marco le inoltra un messaggio del genere “io tutto ok, sono tornato ora dalla campagna, stanco morto. A domani”.

La mail prosegue con particolari evidenze di malcontento che oso definire “oggettive” e Alessandra, che mi pare una donna consapevole delle difficoltà insite nella distanza, è determinata a vivere un rapporto appagante e, per quanto ancora sentimentalmente coinvolta, è fermamente convinta che amare non significa lasciarsi calpestare, dunque non temendo di perdere Marco, gli ha paventato, pur con sincero dispiacere, l’ipotesi di porre fine alla loro storia. Tuttavia, nell’ambito della stessa telefonata, Marco ha tentato di dissuaderla, ma non scusandosi e rinnovandole il suo amore, bensì semplicemente asserendo con tono che malcelava perentorietà, esasperazione e arroganza, che per lui non è cambiato nulla e ribadendo che per lei – come le ha scritto in un recente messaggio – stravede,  esortandola ad “accettarlo così, perché è fatto così”.

Ovviamente questo (non) dialogo meriterebbe un’adeguata disamina, ma è evidente che i loro sentimenti – auspicandone la sincerità – sono altamente penalizzati da una comunicazione distonica e priva di empatia, che ha generato in entrambi la perdita di controllo sulle loro emozioni.

Augurando ad Alessandra e Marco di ritrovare la preziosa armonia, vi saluto caramente.

Daniela Cavallini

Daniela Cavallini

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