In attesa di giustizia per Amarena, l’orsa uccisa per mano dell’uomo | di Aurora d’Errico

da | 25 Marzo 2025 | Attualità

Finalmente, il 24 giugno prossimo, inizierà il processo (con l’accusa di “uccisione di animale con l’aggravante della crudeltà”), a carico di colui che la notte tra il 31 agosto e il primo settembre del 2023, nella nostra terra d’Abruzzo, uccise con un colpo di fucile, mamma orsa, nota con il nome di “Amarena”, la cui morte ha sconvolto i nostri animi e spento i nostri sorrisi.

E pensare che solo qualche giorno prima il tragico evento, se ne andava indisturbata, come suo solito, in un piccolo centro abitato a ridosso del Parco Nazionale d’Abruzzo, assieme ai suoi due inseparabili cuccioli, con lo stupore negli occhi degli abitanti con cui, ormai, aveva preso confidenza, senza aver mai rappresentato un pericolo per l’uomo.

Sì, l’uomo, quella “creatura diabolica”, che ha donato la morte a mamma orsa, premendo il grilletto del fucile e colpendo il povero animale alle “spalle”, mentre gironzolava nei pressi del suo orto, in periferia del Comune di San Benedetto dei Marsi, molto probabilmente, perché attratta dall’odore del suo pollaio. Una volta Ernest Hemingway scrisse: “C’è qualcosa di nobile in questa grossa bestia, qualcosa che fa pensare ad un barlume di sentimento umano, sparare ad un orso è come sparare ad un fratello.” Povera dolce Amarena.

Era diventata, ormai, il simbolo dell’Abruzzo, come lo era stato uno dei suoi cuccioli, Juan Carrito, morto dopo essere stato investito da un’auto. E come lo sono Gemma, Petra e altre orse, con le loro simpatiche incursioni tra i cassonetti dei rifiuti o le vie di alcuni centri abitati, perché attratte dagli odori provenienti dalle cucine. “Mi sembri un orso”, “Sei solitario come un orso”, quante volte lo abbiamo sentito dire nei confronti di quelle persone che preferiscono starsene per conto loro, anziché confondersi tra un branco di idioti?

È noto, infatti, che gli orsi siano animali solitari e se ne stiano per fatti loro tra le montagne e lontano dall’uomo, ma se negli ultimi anni ci sono stati ripetuti avvistamenti nei pressi dei centri abitati è perché, molto probabilmente spinti dalla fame. In ogni caso, tutti questi “incontri ravvicinati”, non hanno mai rappresentato un pericolo per l’uomo, perché considerati “orsi confidenti”, ossia orsi poco diffidenti nei confronti degli uomini e dei centri abitati dove trovare cibo per nutrirsi. Per tutti coloro che abitano nei pressi dei parchi, esistono alcune regole che, se rispettate, l’incontro ravvicinato con un orso, non dovrebbe rappresentare un pericolo per la propria incolumità, come ad esempio quella di stare fermi, di non scagliare nulla contro di essi o non mettersi mai a correre, ecc.

E, invece, la sera del 31 agosto del 2023, un “grande uomo”, investito di tutto il suo “coraggio” e della sua “nobiltà d’animo”, cosa ha fatto? Ha preso uno dei suoi fucili da caccia, ha mirato, puntando la canna alle spalle dell’orsa e ha premuto il grilletto, regalando alla dolce Amarena, una morte agonizzante in mezzo ad una pozza di sangue, alla presenza dei suoi due cuccioli che sono fuggiti terrorizzati. Ah, povera nostra umanità, meno umana e sempre più crudele, avida di sentimenti, senza più un cuore, né un’anima! Si, l’anima che è vita, movimento e conoscenza e da lei dipende l’equilibrio che si potrà raggiungere nel corso della nostra esistenza. Per Platone “l’anima è l’unica cosa esistente dotata di intelligenza in senso proprio: influisce su tutto quanto il reale, senza di lei il mondo non sarebbe completo”.

Credo che l’esistenza dell’anima sia necessaria come fondamento della nostra coscienza e senza di essa, l’uomo è condannato all’eterno oblio! E la coscienza, dal mio punto di vista, si forma solo leggendo, studiando, conoscendo, imparando, perché è solo inquesto modo che si formano i sentimenti, che si forgiano le nostre anime, creando quella sensibilità necessaria per distinguere ciò che è bene da ciò che è male, ciò che è giusto da ciò che è sbagliato.

Quella sera, sarebbe stato sufficiente sparare un colpo in aria e l’orsa sarebbe fuggita, senza arrecare alcun danno. Invece, lui, il “grande uomo”, ha preferito premere il grilletto di un fucile, spezzando la vita di una povera creatura indifesa la cui colpa è stata solo quella di cercare cibo per i suoi cuccioli. Un atto davvero crudele che ha provocato non solo un dispiacere enorme a tutti coloro che si erano affezionati a quella povera bestiola, ma creando danni incalcolabili al processo naturale della sua specie, già notevolmente compromessa.

Purtroppo, miei cari lettori, episodi del genere, accanto ad altri atti criminosi recenti, come guerre, violenzesulle donne, odio tra i popoli, ormai, non fanno altro che confermare ciò a cui stiamo assistendo già da tempo, ovvero allafine naturale della civiltà umana e “Alla nascita di una civiltà disumana che non avrebbe mai potuto nascere senza una vasta, immensa, universale sterilizzazione dei valori più alti della vita” (George Bernanos).

Avv. Aurora d’Errico

Aurora d’Errico

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