Aurora Greta Ruggeri, Architetto, appassionata di scrittura creativa e fotografia, è fondatrice di Be Cosmic, un progetto innovativo situato a Bologna, concepito come un vero e proprio incubatore di idee dedicato all’immagine e alla creatività.
Buongiorno Aurora, benvenuta e grazie per aver accettato il mio invito. Come ti vuoi presentare ai nostri lettori?
Ciao Caterina, grazie a Te per avermi invitato. Questa, penso, sarà la domanda più difficile a cui rispondere oggi: come mi presento? Potrei dire che sono un Architetto, potrei dire che sono una Fotografa, potrei dire che sto intraprendendo il lungo percorso per diventare Scrittrice… ma preferisco definirmi come una volta mi ha scherzosamente chiamato la mia migliore amica: una spara idee!
Me ne invento sempre una nuova: un nuovo progetto, una nuova collaborazione, una nuova storia, e poi io cerco di stare dietro alle mie idee per realizzarle, una alla volta, ma che fatica!
Conosciamo meglio Aurora Ruggeri: chi è Aurora nella sua quotidianità al di là dei progetti creativi che la rendono una regina dell’immagine?
Nella vita di tutti i giorni sono una amante dei gatti molto convinta. Ho due gatte bellissime che si chiamano Dasy e Ofelia. La sera ballo tango argentino.
Ci racconti il percorso che ti ha portato a diventare Architetto e ci descrivi il tuo ruolo come Professoressa a contratto presso l’Università di Ferrara, e Assegnista di Ricerca all’Università di Padova, utilizzando un aneddoto simpatico?
L’aneddoto divertente riguarda la conclusione del percorso piuttosto che l’inizio a dire il vero.
Ho una laurea in architettura perché mi sono sempre piaciuti colori, spazi, materiali, disegno, ritmo, idee e il progettare. Ho un dottorato in Estimo e Valutazione Economica perché durante gli studi mi sono legata molto alla concretezza di questa materia e ho voluto proseguirne gli studi. Ora insegno proprio Estimo Civile all’Università di Architettura di Ferrara e sono Assegnista di Ricerca nella stessa materia al Dipartimento di Ingegneria Civile Edile e Ambientale di Padova.
L’aneddoto divertente? Diciamo che il percorso di studi è stato molto più pesante del previsto, così pesante che per la mia laurea ci siamo vestiti tutti da Hunger Games: io, i miei amici e persino alcuni dei miei Professori! Credo che sui social qualche testimonianza ci sia ancora!
Nel delizioso film del 2013, diretto da Fred Schepisi, intitolato Word and Pictures, Juliette Binoche recita il ruolo di un’insegnante a fianco di Clive Owen, suo collega: nella storia sono alle prese con una sfida piuttosto bizzarra. Entrambi gli insegnanti sottopongono gli alunni a una serie di prove per capire se siano effettivamente più potenti le parole o le immagini. Sono certa che tu conosca il film e invito i lettori che non lo conoscono a inserirlo nella lista di quelli ancora da vedere. Cosa pensi di questo duello? Chi ha più potere quando scende in campo la modalità comunicativa? La parola o l’immagine?
Dipende da quanto tempo si ha a disposizione per comunicare. Di quale sia il luogo della comunicazione.
Comunque, parole e immagini non si staccano mai. Una fotografia ben riuscita racconta una storia fatta di tante parole. E così le parole sapientemente usate creano immagini nella nostra mente. Parola e immagine sono inseparabili.
John Lennon ci ha insegnato, attraverso il testo della sua famosissima canzone Imagine, a creare un mondo in cui tutto può essere possibile. Nel tuo lavoro incontri molte persone, alcune famose e altre che desiderano la celebrità. Quale ruolo ha, secondo te, la forza dell’immaginazione quando si è alle prese con la costruzione del proprio futuro?
Se puoi immaginare il tuo futuro, in modo preciso, disegnando nella tua mente la vita che vuoi, allora le azioni che compirai, giorno dopo giorno, ti porteranno verso quella meta.
Permettetemi il banale esempio da architetto: prima l’idea, il concept, poi il progetto, disegnato fino nei minimi dettagli; a quel punto, sapendo quale è il risultato da raggiungere, mattone dopo mattone, si costruiscono mondi.
Come nasce la tua passione per la comunicazione? Ci racconti come hai iniziato e quando hai capito che avresti creato Be a star, il tuo preziosissimo progetto per vivere un sogno, anche solo per un giorno?
La passione per la fotografia e l’immagine nasce con me, non saprei dire quando. Da piccola, già a 5 o 6 anni credo, chiedevo come regalo ai genitori e ai nonni delle macchine compatte, o le polaroid o delle piccole videocamere. Fotografavo e filmavo tutto quello che capitava, cercando di fare esperimenti (piuttosto deludenti in effetti) con le luci che avevo in casa: un abatjour, una lampada da tavolo; poi ho iniziato a fotografare tutte le mie amiche… e piano piano il gioco è diventato sempre più strutturato, organizzato e ricco di progetti.
Be a Star è uno di questi progetti, uno un po’ particolare e fuori dal coro in effetti.
Be a Star è una giornata di fotografia su un set speciale, come se il cliente dovesse fare uno shooting di alta moda per Vogue. Be a star nasce dalla voglia di dedicare tempo e attenzione a se stessi in un momento sociale in cui ci si sente sempre più anonimi rispetto alle vite dense e incredibili che si vedono sul piccolo schermo di star e influencer. Be a Star è un momento di pausa. È un regalo a se stessi, una giornata in cui l’attenzione deve essere concentrata SOLO sulla propria vita.
Chi sono i destinatari che hai immaginato mentre lo ideavi?
Chiunque abbia bisogno di ritrovare un po’ di autostima. Chiunque è demotivato dal bombardamento esagerato di video e immagini che invade i social. Il confronto può essere avvilente e sminuisce l’importanza e il significato che ognuno dà alla propria vita personale e lavorativa. Penso che stare davanti all’obiettivo aiuti a recuperare coraggio in se stessi.
Qual è il tuo sentimento in merito alla vanità e quali sono i segreti per mettersi al riparo dall’invidia sui Social?
In merito alla vanità sulle piattaforme social, penso solo che si stia davvero esagerando. Che sia stato passato il limite. I social sono (sarebbero) uno strumento potentissimo per avvicinare, mettere in comunicazione, creare opportunità. Eppure, mi sembra che stiamo utilizzando uno strumento incredibile in un modo autodistruttivo, tutti complici.
Come mettersi al riparo? Non ne ho idea. Forse ognuno deve capire quale sia il giusto mezzo per mantenere il focus sulla propria vita, senza annegare nell’oblio di se stessi.
Una domanda difficile Aurora: perché i lettori di MobMagazine dovrebbero rivolgersi a te per migliorare la propria immagine? Prova a incuriosirli perché vengano a conoscerti alle presentazioni che conduci o a seguire i progetti di cui ti occupi e che coinvolgono anche il mondo editoriale e del sociale.
Perché vedo le cose belle (attimi, prospettive, movimenti, personalità) che a volte, anzi, molto spesso, le persone non riescono a vedere in se stesse. Solo se le fotografo e mostro loro la fotografia, indelebile, sincera, innegabile, allora vedono anch’essi quel bello che avevo visto io. E sono felici.
“Viaggiare apre la mente”; sono certa che condividi questa affermazione in virtù della quale ti invito a suggerirci tre città italiane assolutamente imperdibili e le ragioni del tuo consiglio.
Non riesco a rispondere con certezza. I viaggi migliori che io abbia mai fatto sono quelli nella mia fantasia. Nelle storie che mi invento. Nei luoghi che immagino.
C’è qualcuno che vuoi ringraziare che ti ha aiutato a realizzare i tuoi progetti? Se sì, chi sono queste persone e perché le ringrazi pubblicamente?
Beh, la mia famiglia prima di tutto, che mi dà la sicurezza di poter immaginare, di poter provare, di fare tentativi, senza la paura che il fallimento sia qualcosa di definitivo e insuperabile. Poi gli amici di una vita che mi hanno sempre ascoltato, spronato, e che credono in me più di quanto io stessa non faccia. Si, sto parlando di voi Fifi, Kia e P! Enrico, certo che cito anche te, il mio primo consulente che mi ha dato più e più volte questo consiglio: il valore di un’idea sta nel metterla in pratica.
Quali sono i tuoi prossimi progetti e i tuoi prossimi appuntamenti che vuoi condividere?
Nuovi progetti? Tanti! Uno che sto sviluppando ora è legato all’intersezione tra Fotografia e Architettura.
L’House Branding, il marketing del prodotto casa attraverso la fotografia, il video e la rappresentazione.
Sto anche iniziando a dedicarmi alla realizzazione di un podcast dedicato a chi ha avuto la fantasia di inventarsi un lavoro.
Come vuoi concludere questa chiacchierata e come vuoi salutare i nostri lettori?
Vorrei concludere ringraziandoti nuovamente dell’invito a MobMagazine e vorrei fare un grande in bocca al lupo a tutti, affinché i propri progetti diventino realtà!
QUI PUOI CONTATTARE AURORA GRETA RUGGERI:
SITO: https://cosmicphotoatelier.it/
FB: auroragretaruggeri
IG personale: auroragretaruggeri
IG: cosmicphotoatelier
