L’eterna giovinezza è il nuovo invecchiamento | di Franca Spagnolo

da | 18 Marzo 2025 | Attualità, Libri

Inseguire la giovinezza è come correre dietro a un miraggio: più ti avvicini più svanisce.

Viviamo in un’epoca dove il tempo che passa viene bandito. Il corpo deve restare sospeso in una forma ideale, senza tracce di vissuto. La giovinezza è idolatrata come fosse una divinità: inafferrabile, crudele, selettiva. La pelle liscia, il corpo tonico, lo sguardo privo di segni del tempo non sono più solo tratti biologici, ma valori morali. Sei giovane? Meriti di esistere. Invecchi? Nasconditi.  

Ma c’è un paradosso: più cerchiamo di congelare il tempo, più ne sentiamo il peso. La perfezione eterea della Venere di Botticelli, ha lasciato il posto a corpi filtrati, levigati dall’intelligenza artificiale, icone di una bellezza che non esiste se non nell’illusione digitale. Persino il mito della vecchiaia sapiente, incarnato dalla severità pensosa dei busti romani o dalla disperata grandezza del Cristo morto di Mantegna, è stato spazzato via. Ora la maturità è un problema da cancellare con bisturi e sieri miracolosi. Ma a che prezzo?

Il rifiuto del tempo genera esseri in bilico tra l’aspirazione all’eterna primavera e la paura del decadimento.

Gli artisti del passato immortalavano la vita in ogni suo stadio: Rembrandt nei suoi autoritratti si mostrava senza pietà, accettando il declino come parte dell’esistenza. Se guardiamo La vecchia di Giorgione, il tempo non è un nemico, ma un testimone. Lei non si nasconde, non si vergogna. Tiene in mano un cartiglio con scritto Col tempo, come a dire: accettare è più saggio che combattere.

C’è una frase di Seneca che stride con il nostro presente: “Non è vero che abbiamo poco tempo, la verità è che ne sprechiamo molto.”  Lo sprechiamo rincorrendo un’immagine che si frantuma sotto i bisturi o i filtri delle applicazioni per modificare le foto. Comein Dorian Gray di Wilde, il ritratto segreto di noi stessi invecchia nell’ombra, mentre la maschera che esibiamo resta artificiale e vuota. 

Mentre lottiamo contro le rughe, ci dimentichiamo che ogni segno sul viso è una storia vissuta, un amore, un dolore, un giorno in più su questa terra…perciò invecchiare non è un’ingiustizia, ma un privilegio! L’eternità non sta nella giovinezza ma nell’intensità con cui si vive ogni età.

Chi rifiuta di invecchiare non combatte il tempo, ma la propria paura di scomparire. L’ossessione per la giovinezza non è che un’illusione di controllo su ciò che sfugge… il corpo muta, ma è l’identità a vacillare. In realtà l’età non ci sottrare nulla, ci svela. Più resistiamo, più restiamo prigionieri di un passato che non esiste più, anziché abbracciare la libertà di essere pienamente ciò che siamo, ora.

Il segreto della vera bellezza non è fermare il tempo, ma lasciarlo entrare. Il bisturi può sfiorare il tempo, ma senza stravolgerlo…la bellezza è equilibrio, non cancellazione.

 Namasté

Franca Spagnolo

Franca Spagnolo

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