Home Blog Page 2

Franca Spagnolo, scrittrice e artista | INTERVISTA

0
Franca Spagnolo

«Per me leggere rappresenta sognare. Non posso fare a meno di sognare… la mia vita è un viaggio continuo tra sogni e realtà che si incontrano nel luogo dove nascono e vivono le emozioni fatte d’amore e bellezza.» Franca Spagnolo

Franca Spagnolo

Ciao Franca, benvenuta e grazie per aver accettato il nostro invito. Come ti vuoi presentare ai nostri lettori che volessero sapere di te quale scrittrice e artista?

Innanzitutto grazie per l’intervista, la gratitudine è una delle cose che i miei genitori mi hanno insegnato fin da bambina, quindi GRAZIE! In verità non mi sento una scrittrice… se proprio devo relegare il mio “essere” in una sorta di etichetta o “FORMA” pirandelliana, direi: “creativa”. Creativa, seppure rappresentazione in “FORMA” di una immagine costruita a descrizione di individuo con doti Artistiche, rimanda alla fluidità, a l’acqua e il suo significato più profondo… Se potessi cancellare alcune cose del mondo in cui vivo, una di queste sarebbero le “ETICHETTE”. Franca è solo una persona a prescindere da tutto…

Chi è invece Franca Donna al di là della sua passione per la scrittura e l’arte? Cosa puoi raccontarci della tua quotidianità?

Per descrivere Franca Donna, credo che questa intervista dovrebbe proseguire oltre l’ultima domanda per tutte le mie prossime vite… ammesso che io non sia arrivata alla mia ultima, e allora in quel caso la descrizione di Franca sarebbe: “sono un gatto travestito da donna”, Libertà, Curiosità, Mistero, Fascino. Quello che posso dire di me stessa è che ho imparato dai gatti quanto sia facile essere amati esprimendo ciò che si è. Vivo ogni giorno manifestando le infinite sfumature del mio profondo essere. E questo è un bene, perché se esprimi te stessa, ti rimane accanto solo chi comprende ciò che sei, gli altri si autoeliminano sgravandoti dal peso di dover spiegare a chi non parla la tua stessa lingua, il perché non può starti accanto.

Qual è il tuo percorso accademico, formativo, professionale ed esperienziale che hai seguito e che ti ha portato a fare quello che fai oggi nel vestire i panni della scrittrice e dell’artista?

Fin da bambina amavo disegnare, disegnavo ovunque, non solo… io creavo. Dopo il diploma di Liceo Artistico che ha semplicemente confermato quali fossero le mie inclinazioni, ho iniziato a sperimentare il mio essere Artista, pittrice, scultrice, grafica pubblicitaria, fotografa per passione, creatrice di gioielli artigianali e… “Creatrice” di racconti brevi…

Come nasce la tua passione per scrittura e per i libri? Chi sono stati i tuoi maestri e quali gli autori che da questo punto di vista ti hanno segnato e insegnato ad amare i libri, le storie da scrivere e raccontare, la lettura, la scrittura e l’arte nelle sue varie forme espressive?

La mia passione per la scrittura nasce dal fatto che da ragazzina sentendomi imprigionata in una realtà che sentivo soffocante rispetto la mia libertà d’espressione, ho iniziato a scrivere… Scrivevo su un diario segreto, che in realtà segreto non rimaneva perché puntualmente una delle mie sorelle, la più piccola, leggeva il contenuto e riferiva ai miei genitori e lì lascio immaginare cosa potesse succedere… Sono sempre stata affascinata dai libri di Pirandello… chi è arrivato a leggere questa risposta, probabilmente capirà il perché…

 Ci parli del tuo ultimo libro “Mi vengo incontro”? Come nasce, qual è l’ispirazione che l’ha generato, quale il messaggio che vuoi che arrivi al lettore, quale la storie che ci racconti senza ovviamente fare spoiler?

“Mi vengo incontro” nasce casualmente. Nel 2017 decido di partecipare a un concorso letterario con un racconto: “Riflesso” che è poi il primo delle dieci storie raccontate nel libro. Ebbene, non so come non so perché ma “Riflesso”, si classifica secondo in questo concorso. Amici e parenti leggono ciò che ho scritto e tutti mi dicono: “volevo leggerne di più…” A quel punto decido di partecipare a un altro concorso letterario presentando un altro racconto, “La Formica”. Ragazzi, anche lì… non so come non so perché, arrivo tra i finalisti e mi pubblicato il racconto. Stessa successione di commenti del primo, ne scrivo un altro e me lo pubblicano. Mi fermo un attimo e penso: “ma perché non scrivo un libro?” Ah, dimenticavo di dire che le protagoniste dei racconti pubblicati e premiati erano Donne. Nasce così l’idea di scrivere dieci storie di donne. Le donne sono esseri speciali, hanno una forza che nessun altro essere vivente al mondo possiede. Un donna può cadere mille volte e tutte le volte trova la forza di risollevarsi, se decide di andare a fondo a qualcosa è capace di scendere all’inferno e risalire… Questo libro è dedicato a queste meravigliose creature e in un certo senso anche agli uomini, perché leggendo il mio libro possono scoprire cosa si nasconde dietro quelli che a volte loro giudicano “ragionamenti femminili contorti”. La trama è on line nelle librerie…

Chi sono i destinatari che hai immaginato mentre lo scrivevi?

Ho risposto già alla domanda sopra. Strano, anche qui riesco a compilare male il foglio come quando sono negli uffici pubblici e mi danno da riempire un documento per scrivere i dati anagrafici, puntualmente inverto le informazioni e spesso disegno una freccia che indichi il dato giusto sopra… quindi ↑ leggere sopra…

Una domanda difficile, Franca: perché i nostri lettori dovrebbero comprare “Mi vengo incontro”? Prova a incuriosirli perché vadano in libreria o nei portali online per acquistarlo.

Perché a scriverlo non è una scrittrice ma un’anima capace se vorrete, di scuotervi e allo stesso tempo accarezzarvi…

 «… mi sono trovato più volte a riflettere sul concetto di bellezza, e mi sono accorto che potrei benissimo (…) ripetere in proposito quanto rispondeva Agostino alla domanda su cosa fosse il tempo: “Se nessuno me lo chiede, lo so; se voglio spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so.”» (Umberto Eco, “La bellezza”, GEDI gruppo editoriale ed., 2021, pp. 5-6). Per te cos’è la bellezza? La bellezza letteraria e della scrittura in particolare, la bellezza nell’arte, nella cultura, nella conoscenza… Prova a definire la bellezza dal tuo punto di vista. Come si fa a riconoscere la bellezza secondo te?

Voglio rispondere con una citazione:

La bellezza è il nome di qualcosa che non esiste,

che io do alle cose in cambio del piacere che mi danno. (Fernando Pessoa)

Tutto ciò che mi emoziona è Bellezza!!!

«Appartengo a quella categoria di persone che ritiene che ogni azione debba essere portata a termine. Non mi sono mai chiesto se dovevo affrontare o no un certo problema, ma solo come affrontarlo.» (Giovanni Falcone, “Cose di cosa nostra”, VII ed., Rizzoli libri spa, Milano, 2016, p. 25 | I edizione 1991). Tu a quale categoria di persone appartieni, volendo rimanere nelle parole di Giovanni Falcone? Sei una persona che punta un obiettivo e cerca in tutti i modi di raggiungerlo con determinazione e impegno, oppure pensi che conti molto il fato e la fortuna per avere successo nella vita e nelle cose che si fanno, al di là dei talenti posseduti e dell’impegno e della disciplina che mettiamo in quello che facciamo?

Anche a questa domanda rispondo con una citazione di Deepak Chopra che è uno scrittore e medico indiano, autore di saggi “New Age”, di cui ho letto molti libri in uno dei quali intitolato “Le coincidenze”, l’autore scrive : Ogni decisione che prendiamo è una scelta tra un rimpianto e un miracolo. Io scelgo i miracoli.

 «La lettura di buoni libri è una conversazione con i migliori uomini dei secoli passati che ne sono stati gli autori, anzi come una conversazione meditata, nella quale essi ci rivelano i loro pensieri migliori» (René Descartes in “Il discorso del metodo”, Leida, 1637). Qualche secolo dopo Marcel Proust dice invece che: «La lettura, al contrario della conversazione, consiste, per ciascuno di noi, nel ricevere un pensiero nella solitudine, continuando cioè a godere dei poteri intellettuali che abbiamo quando siamo soli con noi stessi e che invece la conversazione vanifica, a poter essere stimolati, a lavorare su noi stessi nel pieno possesso delle nostre facoltà spirituali. (…) Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L’opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in sé stesso.» (Marcel Proust, in “Sur la lecture”, pubblicato su “La Renaissance Latine”, 15 giugno 1905 | In italiano, Marcel Proust, “Del piacere di leggere”, Passigli ed., Firenze-Antella, 1998, p.30). Tu cosa ne pensi in proposito? Cos’è oggi leggere un libro? È davvero una conversazione con chi lo ha scritto, come dice Cartesio, oppure è “ricevere un pensiero nella solitudine”, ovvero, “leggere sé stessi” come dice Proust? Dicci il tuo pensiero…

Mi capita di entrare in libreria non sapendo esattamente che tipo di libro voler comprare, mi aggiro osservando i ripiani scorrendo con gli occhi molti titoli e copertine più o meno colorate… a un certo punto mi fermo, prendo in mano un libro, ne avverto le vibrazioni… il titolo mi piace, l’autore non è tra quelli che conosco. Mi dirigo verso la cassa pago ed esco. Torno a casa e inizio a divorare il libro. Dopo un paio d’ore mi accorgo di averlo finito. È strano… tra le pagine di quel libro, in quella storia raccontata il più delle volte da uno sconosciuto, c’era la mia storia, e le risposte che stavo cercando… succede.

 «Non mi preoccupo di cosa sia o meno una poesia, di cosa sia un romanzo. Li scrivo e basta… i casi sono due: o funzionano o non funzionano. Non sono preoccupato con: “Questa è una poesia, questo è un romanzo, questa è una scarpa, questo è un guanto”. Lo butto giù e questo è quanto. Io la penso così.» (Ben Pleasants, The Free Press Symposium: Conversations with Charles Bukowski, “Los Angeles Free Press”, October 31-November 6, 1975, pp. 14-16.) Secondo te perché un romanzo, un libro, una raccolta di poesie abbia successo è più importante la storia (quello che si narra) o come è scritta (il linguaggio utilizzato più o meno originale, armonico, musicale, accattivante per chi legge), volendo rimanere nel concetto di Bukowski?

Quando una poesia o un in generale un libro funziona, a scrivere non è l’ego fatto di nozioni e regole grammaticali. Colui che narra una storia che funziona, usa semplicemente la sua dote innata. Non è mai importante il nocciolo della questione, lo è di più la capacità che possediamo di far arrivare a chi ci ascolta la sostanza.

 «Io vivo in una specie di fornace di affetti, amori, desideri, invenzioni, creazioni, attività e sogni. Non posso descrivere la mia vita in base ai fatti perché l’estasi non risiede nei fatti, in quello che succede o in quello che faccio, ma in ciò che viene suscitato in me e in ciò che viene creato grazie a tutto questo… Quello che voglio dire è che vivo una realtà al tempo stesso fisica e metafisica…» (Anaïs Nin, “Fuoco” in “Diari d’amore” terzo volume, 1986). Cosa pensi di queste parole della grandissima scrittrice Anaïs Nin? E quanto l’amore e i sentimenti così poderosi sono importanti per te e incidono nella tua scrittura, nella tua arte e nel tuo lavoro?

Rispondo a questa domanda con una delle frasi che sento appartenere al mio modo di scrivere e che è proprio di Anaïs Nin : “Se non respiri attraverso la scrittura, se non piangi nello scrivere, o canti scrivendo, allora non scrivere, perché alla nostra cultura non serve.”

«Lasciate che vi dia un suggerimento pratico: la letteratura, la vera letteratura, non dev’essere ingurgitata come una sorta di pozione che può far bene al cuore o al cervello – il cervello, lo stomaco dell’anima. La letteratura dev’essere presa e fatta a pezzetti, sminuzzata, schiacciata – allora il suo squisito aroma lo si potrà fiutare nell’incavo del palmo della mano, la potrete sgranocchiare e rollare sulla lingua con gusto; allora, e solo allora, il suo sapore raro sarà apprezzato per il suo autentico calore e le parti spezzate e schiacciate si ricomporranno nella vostra mente e schiuderanno la bellezza di un’unità alla quale voi avrete dato qualcosa del vostro stesso sangue» (Vladimir Nabokov, “Lezioni di letteratura russa”, Adelphi ed., Milano, 2021). Cosa ne pensi delle parole di Nabokov a proposito della lettura? Come dev’essere letto un libro, secondo te, cercando di identificarsi liberamente con i protagonisti della storia, oppure, lasciarsi trascinare dalla scrittura, sminuzzarla nelle sue componenti, per poi riceverne una nuova e intima esperienza che poco ha a che fare con quella di chi l’ha scritta? Qual è la tua posizione in merito?

Per me leggere rappresenta sognare. Non posso fare a meno di sognare… la mia vita è un viaggio continuo tra sogni e realtà che si incontrano nel luogo dove nascono e vivono le emozioni fatte d’amore e bellezza.

«C’è un interesse in ciò che è nascosto e ciò che il visibile non ci mostra. Questo interesse può assumere le forme di un sentimento decisamente intenso, una sorta di conflitto, direi, tra visibile nascosto e visibile apparente.» (René Magritte, 1898-1967). Cosa ne pensi di questa frase detta da Magritte? Nelle arti visive qual è, secondo te, il messaggio più incisivo? Quello che è visibile e di immediata comprensione oppure quello che, pur non essendo visibile, per associazione mentale e per meccanismi psicologici proiettivi scatena nell’osservatore emozioni imprevedibili e intense?

Vorrei rispondere facendo io una domanda: Cos’è la realtà? Esiste una realtà assoluta o ce n’è una per ogni singola mente?

Da ragazzo ho letto uno scritto di Oscar Wilde nel quale diceva cos’era l’arte secondo lui. Disse che l’arte è tale solo quando avviene l’incontro tra l’“oggetto” e la “persona”. Se non c’è quell’incontro, non esiste nemmeno l’arte. Poi qualche anno fa, in una mostra a Palermo alla Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Riso, ho ascoltato un’intervista di repertorio al grande Gino de Dominicis che sulle arti visive disse questo: «Le arti visive, la pittura, la scultura, l’architettura, sono linguaggi immobili, muti e materiali. Quindi il rapporto degli altri linguaggi con questo è difficile perché sono linguaggi molto diversi tra loro … L’arte visiva è vivente … l’oggetto d’arte visiva. Per cui paradossalmente non avrebbe bisogno neanche di essere visto. Mentre gli altri linguaggi devono essere visti, o sentiti, o ascoltati per esistere.» (Gino de Dominicis, intervista a Canale 5 del 1994-95). Cosa ne pensi in proposito? L’arte esiste se esiste l’incontro tra l’oggetto e la persona, come dice Oscar Wilde, oppure l’arte esiste indipendentemente dalla persona e dal suo incontro con l’oggetto, come dice de Dominicis per le arti visive? Qual è la tua prospettiva sull’arte in generale?

L’arte è rappresentare la propria realtà a passeggio tra le nuvole con una tavolozza di colori in mano pronti a dipingere l’arcobaleno…

Se per un momento dovessi pensare alle persone che ti hanno dato una mano, che ti hanno aiutato significativamente nella tua vita professionale e umana, soprattutto nei momenti di difficoltà e di insicurezza che avrai vissuto, che sono state determinanti per le tue scelte professionali e di vita portandoti a prendere quelle decisioni che ti hanno condotto dove sei oggi, a realizzare i tuoi sogni, a chi penseresti? Chi sono queste persone che ti senti di ringraziare pubblicamente in questa intervista, e perché proprio loro?

I miei genitori che mi hanno insegnato cosa significa vivere nelle avversità, edificando i propri successi raccogliendo le macerie. Grazie anche ai gatti che amo in modo viscerale e mi hanno spiegato attraverso lo scambio reciproco di rispetto cosa significa essere LIBERI.

Gli autori e i libri che secondo te andrebbero letti assolutamente quali sono? Consiglia ai nostri lettori almeno tre libri da leggere nei prossimi mesi dicendoci il motivo della tua scelta.

Come faccio a consigliare un libro da leggere pensando che ogni singolo lettore ha l’anima che ogni giorno si fa spazio tra la materia e cerca la sua personale ispirazione per svelarsi? …facciamo che ne consiglio due senza citarne i titoli…

Ti andrebbe di consigliare ai nostri lettori tre film da vedere? E perché secondo te proprio questi?

Se volete posso semplicemente scrivere le frasi dei film che a me sono piaciuti e che mi hanno lasciato dentro tracce di “bellezza” … Chissà se sono gli stessi che alcuni tra i lettori leggeranno. Indovinate.

La prima: “La verità nessuno può dirtela se tu non la vuoi sentire”.

La seconda: “C’è un tempo giusto per andarsene dalla vita di una persona anche quando non si ha un posto dove andare!”

La terza: “Come fai a tenere sempre con te qualcuno a cui vuoi molto bene? Devi guardarlo fisso, rubi la sua immagine, …” Chi indovina senza cercare su Google vince un sorriso e la potenza che lo accompagna.

Ci parli dei tuoi imminenti e prossimi impegni culturali e professionali, dei tuoi lavori in corso di realizzazione? A cosa stai lavorando in questo momento? In cosa sei impegnata che puoi raccontarci?

…vivo un oggi alla volta…

Dove potranno seguirti i nostri lettori?

Facebook

Come vuoi concludere questa chiacchierata e cosa vuoi dire a chi leggerà questa breve intervista?

Se è vero che Dio ci ha creati a sua immagine e somiglianza e perciò siamo uguali a lui in tutto e per tutto, dovremmo iniziare a usare tutto il potenziale divino che c’è dentro il nostro essere, affinché ciò che immaginiamo possa realizzarsi. Namasté!

 Franca Spagnolo

https://www.facebook.com/franca.spagnolo.9

Franca Spagnolo

Il libro:

Franca Spagnolo, “Mi vengo incontro”, PAV edizioni, 2022

https://pavedizioni.it/prodotto/mi-vengo-incontro

 

Andrea Giostra

https://www.facebook.com/andreagiostrafilm/

https://andreagiostrafilm.blogspot.it

https://www.youtube.com/channel/UCJvCBdZmn_o9bWQA1IuD0Pg

Andrea Giostra al mercato di Ballarò a Palermo_Ph. Mapi Rizzo

“STORIA, GENEALOGIA e DNA” ǀ 4 Chiacchiere con Marcella Nardi ǀ di Maria Teresa De Donato

0

 

Un interessante incontro tra Marcella Nardi e Maria Teresa De Donato sul tema

“STORIA, GENEALOGIA e DNA”

 

Maria Teresa affronterà questo tema attraverso il suo libro “ANELLI MANCANTI” che è non solo la sua storia e quella della sua famiglia, ma anche la nostra storia come italiani e come europei… “Un libro ricco di contenuti e di rimandi, dunque, una storia che scivola attraverso i secoli … e che ci aiuta a capire che tutti siamo dotati di un grande potenziale e che dobbiamo solo identificarlo e lavorare diligentemente per utilizzarlo.” (Luisa Perlo, Critico letterario)

 

Marcella Nardi affronterà lo stesso argomento parlando di se stessa e di come la sua famiglia ha influito nelle sue scelte di vita, tra cui quella della grande passione per la scrittura. Marcella farà un breve accenno a due suoi romanzi, “VENDETTA” e “SARAI SOLO MIA”, in cui il tema della Genealogia e quello della “Storia di famiglia” si identificano nelle due protagoniste: Suor Monica, per “Vendetta”, e Lynda Brown, per “Sarai Solo Mia”.

Buona visione!

 

Link di Maria Teresa De Donato:

Profilo Autore Amazon:

https://www.amazon.com/Maria-Teresa-De-Donato-PhD/e/B019G68L8Q

Sito ufficiale: http:///www.dedoholistic.com

Blog & Salotto Culturale Virtuale: https://holistic-coaching-dedonato.blogspot.com/

 

Link di Marcella Nardi:

Profilo Autore Amazon

https://www.amazon.com/Marcella-Nardi/e/B01AOABPVS

Sito Ufficiale: https://marcellanardi.com/

Facebook: https://www.facebook.com/marcella.nardi.5

 

Al via il “Tao Christmas Fest 2022”

0
presentazione 2 rassegna Tao Chrstimas Fest 2022 da destra Marcello Giacone, capo di gabinetto assessorato regionale turismo, Beatrice Venezi direttore artistico, Ester Bonafede Sovintendente

Grandi nomi  di spicco culturale ed artistico all’interno del Taormina Winter Festival  per uno sviluppo turistico e la valorizzazione del territorio siciliano. La rassegna promossa ed organizzata dalla Regione Siciliana – Assessorato al Turismo Sport e Spettacolo e con il supporto artistico di Taormina Arte per Natale 2022

Presentato ufficialmente il Tao Christmas Fest 2022. Dal 16 dicembre 2022 sino al 6 gennaio si susseguiranno concerti, iniziative culturali, mostre tra big e musicisti residenti. Per la seconda edizione si realizzerà all’interno del Taormina Winter Festival, una iniziativa dedicata alle festività natalizie. La rassegna, promossa ed organizzata dalla Regione Siciliana – Assessorato al Turismo Sport e Spettacolo e con il supporto artistico e tecnico della Fondazione Taormina Arte, braccio operativo della Regione, con un cartellone, quello proposto per il Tao Christmas Fest 2022, ricco e variegato con attività concertistiche continue e da vivere, perché la musica è sinonimo di vita, crescita sociale, culturale e aggregazione per possibili sviluppi turistici ed economici. Ad intervenire sull’iniziativa l’assessore regionale per il turismo sport e spettacolo, dott. Francesco Paolo Scarpinato “è con grande piacere che l’ amministrazione regionale promuove un appuntamento di tale entità  per la  Sicilia, una iniziativa  che intende affermare ancora una volta quanto la cultura, le arti e la musica dalla classica al jazz, ed ancora al pop, possano essere volano turistico per l’Isola, in un periodo tra l’altro di destagionalizzazione. Il nostro obiettivo è infatti promuovere l’identità turistica della Sicilia e rilanciare il territorio attraverso un’ampia offerta di spettacoli di qualità”. Dall’attività di creazione e condivisione del Sovrintendente, arch. Ester Bonafede e del direttore artistico, M° Beatrice Venezi, nascono le scelte artistiche della rassegna. Il programma prende spunto, per i primi tre giorni, dal centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini, proiettando una selezione di film del regista, allestendo una mostra fotografica  e mettendo a confronto intellettuali, giornalisti, politici ed artisti,  sui temi ancora oggi attuali affrontati in vita dal poeta che più di ogni altro ha suscitato il dibattito culturale in Italia. “Pasoliniana”, questo il titolo della sezione, si conclude con una produzione originale appositamente commissionata dalla direzione artistica dal titolo “Invertiti”, che riferendosi al documentario d’inchiesta “Comizi d’amore”, porta in scena il confronto tra passato e presente. La rassegna prosegue con una intensa attività che vede  protagonisti la musica classica, jazz, swing, colonne sonore, canti e melodie tradizionali. Mentre una sezione sarà dedicata al cinema, alla fotografia, alla poesia, agli spettacoli di prosa e alle contaminazione tra le arti.  Peculiarità della iniziativa è il  coinvolgimento di relatori di primo piano, intellettuali e politici per una offerta culturale di ampio respiro e rivolta a tutte le fasce di pubblico: famiglie, studenti, appassionati e neofiti. E’ una stagione che, tra l’altro, vedrà la collaborazione con enti importanti come la Fondazione Sciascia, la Cineteca di Bologna, la Nuova Orchestra Scarlatti, il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, l’Orchestra Jazz Siciliana – Fondazione The Brass Group, lo Stato del Kazakistan.

Di seguito il programma della rassegna

Tao Christmas Fest 2022 per Taormina Winter Fetival:

16 dicembre

PASOLINIANA

  1. 16 PALAZZO DEI CONGRESSI vernissage mostra fotografica.

H.17 SALA B “Lo scandalo Pasolini” con Marcello Veneziani, giornalista –  LETTURE TESTI di LUCA VIOLINI H.18.30 SALA B  proiezione de ll fiore delle mille e una notte (durata 125 min)

H.21 SALA A Concerto Morgan

17 dicembre

PASOLINIANA

H.14.30 SALA B proiezione di Edipo Re (durata 104 min)

H.16.30 SALA B “L’eredità poetica e politica di PPP” intervengono: Antonio Di Grado, direttore letterario della Fondazione Sciascia, Fabrizio Catalano, regista e nipote di Leonardo Sciascia, Adalberto Baldoni, scrittore –  On. Matteo Orfini, Responsabile Cultura PD – On. Federico Mollicone Responsabile Cultura FDI . Modera Antonio Condorelli

H.18.30 SALA B  proiezione di Mamma Roma (durata 102 min)

H.21 Pasolini-Pound Odi et amo, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

18 dicembre

PASOLINIANA

H.14 SALA B proiezione de Il Vangelo secondo Matteo (durata 137 min)

H.17 SALA B  “Pier Paolo Pasolini e il cinema” intervengono: Roberto Chiesi, responsabile del Centro Studi-Archivio Pier Paolo Pasolini presso la Cineteca di Bologna – Giancarlo Marinelli, regista e Direttore Artistico del Teatro Olimpico di Vicenza – Claudio Siniscalchi, docente di cinema presso il Centro Sperimentale di Cinematografia e di Storia e Critica del Cinema presso la LUMSA di Roma – Sandro Volpe, docente di Teoria della letteratura e Storia del cinema all’Università di Palermo. Modera Antonio Condorelli

H.18.30 SALA B proiezione di Accattone (durata 116 min)

H.21 – SALA A Invertiti una produzione della Fondazione Taormina Arte. Dall’era del boom economico a quella della cretinocrazia: un viaggio nel tempo e nei tempi Un progetto di Fabio Lannino e Gery Palazzotto Testo di Gery Palazzotto Musiche originali scritte da Fabio Lannino Con Silvia Francese (narrazione) Musiche eseguite da Fabio Lannino- Laura Sfilio – Tommaso Bruno Lannino Video : Davide Vallone.

 

20 dicembre – SALA B h.21

FORTE TRIO – Trio di Stato della Repubblica del Kazakistan

Maxsat Jussupov – violino

Murat Narbekov – violoncello

Timur Urmancheyev – piano, direzione artistica

21 dicembre SALA A h.21

Arturo Brachetti in  “Pierino e il lupo” con l’Orchestra

22 dicembre SALA A h.21

Concerto sinfonico

Ilya Grubert, violino

Nuova Orchestra Scarlatti

Stefano Pagliani, direttore

  1. van Beethoven – ouverture da Coriolano
  2. Bruch – Concerto per violino n.1 op.26
  3. van Beethoven – Sinfonia n.4

23 dicembre SALA A h.21

“Cinema Serenade – magico Natale” con il Bellini Ensemble

26 dicembre SALA A h.19

Concerto del coro voci bianche di Taormina

28 dicembre – SALA A h.21

ASTOR – omaggio ad Astor Piazzolla

Gloria Campaner, pianoforte

Alessandro Carbonare, clarinetto

Mario Stefano Pietrodarchi, bandoneon

29 dicembre – SALA A h.21

Piano recital

Alexander Yakovlev, pianoforte

30 dicembre SALA A h.21

Orchestra Jazz Siciliana – Fondazione The Brass Group con i  solisti

31 dicembre Teatro Antico h.11.30

Christmas Ladies

1 gennaio SALA A h.19

Concerto dell’Orchestra a plettro Città di Taormina

4-5-6 gennaio  Palazzo dei Congressi

Laboratori attoriali per bambini e ragazzi

6 gennaio h.18 PALAZZO DEI CONGRESSI Finissage mostra

Si prevedono anche i seguenti spettacoli nel comune di Aci Reale:

  • 23 dicembre concerto della Nuova Orchestra Scarlatti
  • 30 dicembre concerto dell’Orchestra a Plettro della città di Taormina

Laboratorio creativo tenutosi a Roma per le donne ucraine, ospite d’onore: Valerio Ranciaro manager romano

0

La sala conferenze di A.N.A.S. non è mai stata così accogliente, l’energia femminile è potenzialmente infinita. Il laboratorio creativo Upe4Inclusioncreative è iniziato alle ore 14 con l’apertura dei lavori da parte del Presidente di ‘Donne for Peace’ Volha Marozava che ha introdotto la make up artist che, coadiuvata da una modella professionista, ha dimostrato alle partecipanti, con la teoria e la pratica, come il make-up può permettere a una donna di esprimersi e raccontarsi in maniera sempre diversa.

Il “progetto Upe4Inclusion è nato con l’intento di promuovere un processo di inclusione della popolazione ucraina nel contesto italiano, tramite lo sviluppo di una molteplicità di servizi che facilitino ogni partecipante nell’intraprendere percorsi di formazione professionale e di empowerment personale”.
Tra le molteplici sfide di Upe4Inclusion c’è quella di stabilizzare sul profilo psico-emotivo delle persone che fuggono dalla guerra. Il progetto prevede l’alternarsi della presenza di figure professionali che possano portare un contributo al fine di accrescere particolarmente empowerment femminile in questo ambito specifico.

Come dice Aristotele: “tutte le azioni umane hanno una o più di queste sette cause: caso, natura, costrizione, abitudine, ragione, passione e desiderio” ed è così che Valerio Ranciaro manager romano è arrivato a portare il suo intenso e toccante messaggio alle donne ucraine. Dopo i saluti istituzionali con il Presidente di A.N.A.S. Lazio l’avvocato Maria Lufrano, Valerio ha dichiarato “non sono io che ho trovato il progetto, ma è il progetto Upe4Inclusion che ha trovato me”.
Il discorso del dottor Ranciaro è stato pronunciato in lingua italiana, per scelta delle partecipanti, e tradotto da VolhaMarozava in lingua ucraina.
Ogni parola crea un legame tra chi la pronuncia e che l’ascolta e Valerio Ranciaro, che in questa occasione ha scelto di indossare i panni di un uomo e non quelli di un manager, ha parlato senza filtri nell’anima. Ha aperto il suo discorso senza nessuna pretesa di arrivare anche solo capire il dolore che le donne che aveva davanti o il popolo ucraino avevano affrontato e stanno affrontando.
Avvalendosi di una citazione tratta dal testo “Imitazione di Cristo” di Sant’Agostino- che dice: “il purgatorio lo ha colui che lo sa sopportare” è entrato nel vivo del discorso per arrivare a parlare di come la guerra non è mai stato un mestiere per soli uomini. Rigore, professionalità e profonda umanità sono il valore aggiunto della sensibilità femminile. – Le donne ucraine hanno dimostrato una voce forte nel conflitto, e questa è la voce che il mondo sente oggi mentre proteggono le loro famiglie e il loro paese nella lotta per la libertà e la democrazia. La guerra è un trauma, ma dopo il trauma c’è la crescita”.
Ha continuato parlando di: relazione con gli altri, di cambiamento, di rinsaldamento, di nuove opportunità, di consapevolezza, di identità, di accettazione, di rinascita e di crescita. Ha usato “parole chiave” per incoraggiare le donne che aveva di fronte e soprattutto ha sottolineato che “non dobbiamo mai permettere che la nostra paura sia più forte del desiderio di vivere la nostra vita, di vivere una vita migliore, di esprimere le nostre idee, di compiere i nostri errori. L’errore insegna sempre qualcosa”.
Ed è qui che Valerio Ranciaro ha fatto alcuni esempi famosi di come molte volte l’errore, ha portato a scoperte epocali: la Penicillina o la Coca-Cola. E ha concluso così: “dagli errori possono nascere cose straordinarie… ogni cambiamento, positivo o negativo, deve essere uno stimolo per imparare qualcosa di nuovo, per rafforzare chi siamo e la nostra resilienza alle avversità, la nostra autostima e il nostro coraggio”.

Le donne ucraine, presenti all’evento, sono rimaste toccate ed emozionate. Si sono sentite considerate, capite e supportate. Erano quasi incredule nel sentir parlare un manager, con alte cariche e titoli, in un modo così: diretto, empatico e motivante. Il dottor Ranciaro ha acceso la speranza in loro di poter costruire e ricostruire una nuova vita fuori dalla guerra.

Ufficio stampa

Fonte

Maria Luisa Rossi e la meditazione| Intervista di Caterina Civallero

0

Ciao Maria Luisa, benvenuta e grazie per aver accettato il mio invito. Come ti vuoi presentare ai lettori di MobMagazine? Chi è Maria Luisa naturopata, scrittrice e ricercatrice indipendente?

Ciao Caterina, grazie per l’invito, ne sono onorata.

Maria Luisa è innanzitutto un’Energia Umana che riveste molteplici ruoli. Profondamente interessata a indagare l’origine dell’umanità, dei suoi disagi e delle sue patologie, nella propria attività di ricerca l’attenzione è da sempre rivolta all’aspetto psico-biologico dell’individuo considerato nella sua integrità, come universo singolo in continua comunicazione vibrazionale con il sistema umano. Nello specifico, nell’ambito della propria professione di Naturopata, ha adottato il principio dell’indagine causalistica del disturbo, attraverso tecniche e strumenti appropriati, che fanno della Naturopatia una vera e propria Scienza del Benessere. Organizzare e condurre corsi specialistici in pedagogia dell’autoguarigione è stata quasi una conseguenza.

In tempi decisamente più recenti le ricerche si sono concentrate nell’ambito della fisica quantistica, con l’obiettivo di dimostrare come l’universo concepisse le proprie creazioni attraverso ologrammi e sistemi di frattali, rintracciabili nella ricchezza siderale dell’universo tanto quanto negli equilibri osmotici della cellula umana.

Da qui si arriva con un balzo ai campi energetici, che nello specifico sono il più potente campo energetico umano: il toroide generato dal nostro cuore ne è l’esempio più evidente. Spiegaci di cosa si tratta usando la tua esperienza.

Tradizionalmente, gli scienziati credevano che fosse il cervello a inviare informazioni ed emettere dei comandi per il corpo, compreso il cuore, ma ora sappiamo che si tratta di una comunicazione e di una influenza biunivoca.
La ricerca ha dimostrato che il cuore comunica con il cervello in quattro modi principali: neurologicamente (attraverso la trasmissione degli impulsi nervosi), biochimicamente (tramite ormoni e neurotrasmettitori), biofisicamente (attraverso le onde di pressione) ed energeticamente (attraverso le interazioni del campo elettromagnetico); le informazioni che il cuore invia al cervello possono influire sulle proprie prestazioni fisiche e mentali.

Nello specifico, quando il cuore si trova in uno stato di coerenza, quindi stabile, con onde perfettamente sinusoidali nel suo ritmo, il corpo, compreso il cervello, comincia a sperimentare tutti i tipi di benefici, tra i quali una maggiore chiarezza e capacità mentale.
Quando possiamo affermare che il cuore si trova in uno stato di coerenza? Quando sperimentiamo situazioni positive come la cura, la compassione, la considerazione, la gratitudine per qualcuno o qualcosa; il cuore elabora queste emozioni e comincia a diventare coerente e a inviare informazioni in coerenza in tutto il corpo .

Diversi studi hanno dimostrato senza alcuna ombra di dubbio che le emozioni umane sono in grado di cambiare la forma del DNA, senza alcun tipo di contatto fisico, ma agendo semplicemente sul lato emotivo.

Parlando in prima persona, ecco l’obiettivo della mia ricerca e della mia modalità di fornire sostegno nelle consulenze individuali: riattivare lo stato di coerenza. Con quali strumenti? Innanzitutto il potente strumento della visualizzazione, dell’imaging.[1] Strumento di cui John Lennon si è avvalso, con il suo testo dal successo planetario, “Imagine”, per creare un mantra che potesse attraverso l’immaginazione realmente curare il mondo.

[1] Dal verbo “to image” – imaging viene tradotto come produzione di immagini.

Sembra una forte contraddizione affermare che attraverso l’immaginazione si possa realmente curare il mondo.

Ebbene sì, meditare, che è lo stato che si raggiunge nell’atto di visualizzare, ha la stessa origine etimologica della parola medicare.: uno strumento che propongo nelle consulenze individuali, nei corsi di formazione e negli incontri di gruppo. La capacità autoguaritrice è attivata da una pratica ritualistica ancestrale, attraverso l’utilizzo di strumenti in grado di comunicare analogicamente con i programmi sistemici della nostra psūkhē.

…chi è invece Maria Luisa “donna e madre” nella sua quotidianità?

Maria Luisa è una donna impegnata nel volontariato e nell’evoluzione dell’ambito umano.

Credo fermamente che sia molto più facile influenzare positivamente il nostro prossimo attraverso un atto costruttivo, piuttosto che con un gesto sinistro. Ognuno di noi è potentemente collegato al sistema umano e l’esempio del singolo può diventare nutrimento per l’intera collettività.

L’esperienza della maternità proietta alla velocità della luce la neomamma in dimensioni completamente altre; nelle difficoltà di dover accudire, nutrire, sostenere, comprendere, si sviluppano risorse e talenti che sono innati e potenzialmente disponibili: empatia, capacità di ascolto, perseveranza, determinazione, compassione e soprattutto la capacità di amare senza nulla pretendere.
Ringrazio dal profondo del cuore i miei figli per aver contribuito alla crescita, alla evoluzione, alla trasformazione della mia anima, dove le priorità cambiano e i bisogni si aggiornano.

Come nasce la tua passione per la scrittura? Ci racconti come hai iniziato e quando hai capito che amavi scrivere?

La passione per la scrittura nasce dalla necessità di ristabilire un rispetto, quasi religioso, per il significato reale, primigenio, che le parole possiedono: nel loro uso, oggigiorno, si assiste sempre più spesso allo stravolgimento del significato etimologico, cambiandone di conseguenza la funzione e il senso.

La scrittura inoltre rappresenta uno strumento fondamentale per poter strutturare e divulgare i contenuti delle ricerche.

Ci parli del tuo libro «Doppi per essere unici» pubblicato nel 2020 e come sia collegato al benessere? Come nasce, qual è il messaggio che vuoi che arrivi al lettore, quale la storia che ci racconta? senza ovviamente fare spoiler.

«Doppi per essere unici» è il terzo saggio della serie dedicata alla modalità gemellare, scritto a quattro mani con Caterina Civallero e la collaborazione del dottor Veneziani.

Posso affermare con certezza che è il testo nel quale maggiormente abbiamo cercato di mettere in luce proprio la modalità olografica di cui accennavo pocanzi, applicata nello specifico alla tematica del doppio, della matrice vitale in duplice copia. È stato il tentativo, potentemente audace, di voler espandere e applicare la modalità gemellare uterina, della quale avevamo trattato nei primi due saggi (Il mio gemello mai natoUno editori 2018 e Modalità GemellareUno editori 2019), all’universo e ai suoi sistemi, permettendoci di chiamare in causa gli studi di esimi scienziati che hanno postulato leggi e dimostrato ipotesi in chiave decisamente gemellare; uno studio assolutamente trasversale che passa dai buchi neri per giungere alla letteratura, addentrandosi a sviscerare il concetto di amore e di immortalità.

Doppi per essere unici è il terzo dei libri pubblicati sulla gemellarità. Lo puoi trovare su Amazon e su Kindle unlimited. Se desideri una copia autografata dalle autrici scrivi a ilmiogemellomainato@gmail.com

Chi sono i destinatari che hai immaginato mentre lo scrivevi?

Una umanità che ha sete di sapere, di comprendere e di agire per cambiare.

Una domanda difficile, Maria Luisa: perché i lettori di di MobMagazine dovrebbero interessarsi alla meditazione e ai libri che hai pubblicato? Prova a incuriosirli affinché vengano a conoscerti alle presentazioni e alle sessioni di gruppo che conduci o a cercare i tuoi libri sui portali on-line.

Nelle creazioni della natura, della musica, della biologia, della fisica, delle stelle, dell’arte, dell’alchimia e di tutto ciò che crea ed è creato, troviamo una matrice comune da cui tutto si dipana in modo frattale e infinito.
Riconoscere questo sottile e indissolubile filo creatore nello scorrere di ogni singolo giorno, farà la differenza tra la sconfitta e la vittoria, tra vivere e morire.
L’alchimia della trasformazione è l’essenza stessa dell’essere umano: morire nella nostra vecchia personalità per risorgere come esseri nuovi e lucenti.
Un diverso modo di “guarire” è l’unica possibilità che abbiamo di crescere, di evolverci: il processo di guarigione può cominciare solo dentro noi stessi.

Chi sono i destinatari che hai immaginato mentre lo scrivevi?

Una umanità che ha sete di sapere, di comprendere e di agire per cambiare.

C’è qualcuno che vuoi ringraziare che ti ha aiutato a realizzare questa opera letteraria? Se sì, chi sono queste persone e perché le ringrazi pubblicamente?

Ringrazio innanzitutto chi mi ha accompagnato in questa avventura, in primis Caterina Civallero; poi il dottor Veneziani; le persone che ho incontrato in consulenza e ai seminari, per aver contribuito, ognuno con il proprio vissuto, a generare un tessuto di esperienze di valore. Ringrazio la mia famiglia per la pazienza, per la comprensione e per i silenzi nei quali risiede la possibilità di incontrare noi stessi.

 «Impara a entrare in contatto col silenzio che è dentro te stesso e a capire che tutto in questa vita ha uno scopo» afferma la dottoressa Elizabeth Kübler-Ross, psichiatra svizzera considerata la fondatrice della psicotanatologia.

Nel tuo lavoro dedicato al benessere utilizzi la meditazione a tutto tondo: adesso che ti conosciamo meglio ci vuoi dire qualcosa di più in proposito e come può essere adoperata per affrontare il lutto o le perdite in genere?

La visualizzazione che viene condotta in uno stato meditativo ci permette di recuperare vissuti non elaborati, non accettati. Possiamo compiere un viaggio reale in una precisa dimensione spazio-temporale, laddove si è collocata la perdita, e riattivare un primo contatto ristabilendo una relazione.

A questo si aggiunge il fatto che in uno stato meditativo il nostro cervello emette una frequenza diversa che sta tra le onde Alpha e le onde Theta, un tipo di frequenza che denota benessere, e un’attività rigenerativa del nostro encefalo.

«Chi non medita è come colui che non si specchia mai» sosteneva Padre Pio.

Qual è il tuo parere in proposito? Meglio guardarsi o guardarsi nell’altro?

Verissimo, concordo. In realtà la meditazione non contempla una scelta tra le due opzioni, una non esclude l’altra. Spesso prima di potersi guardare è necessario specchiarsi nell’altro, nel mondo, lo definirei un passaggio propedeutico necessario.

Chi sono i tuoi modelli, i tuoi autori preferiti, gli scrittori che hai amato leggere e che leggi ancora oggi?

Nel passato ho amato leggere i classici della letteratura e, avendo studiato lingue, ho letto i grandi della letteratura straniera in lingua originale, che ha una valenza non indifferente proprio in virtù del valore etimologico delle parole. Oggi leggo ciò che è necessario per la mia formazione professionale e per le mie ricerche.

Gli autori e i libri che secondo te andrebbero letti assolutamente quali sono? Consiglia ai nostri lettori almeno tre libri e tre autori da leggere in questo periodo motivando il tuo suggerimento.

Sicuramente i nostri quattro saggi che affrontano il tema della modalità gemellare da una prospettiva profondamente nuova e audace; i testi di Mauro Biglino; i saggi di Thorwald Dethlefsen; i testi di David Icke; e Lee Carroll, per rispondere alla domanda sul perché mi avvalgo di un proverbio cinese che dice: “chi non conosce il paese da cui proviene non potrà trovare il paese che cerca.”

E tre film da vedere assolutamente? Perché proprio questi?

Balla coi Lupi e Collateral Beauty, il terzo lo faccio scegliere a voi.

Suggerisco questi film perché, pur essendo molto diversi per genere, in realtà li accomuna un fine, un intento molto simile: narrare la capacità umana di “crescere” e di evolvere proprio grazie a un cambiamento radicale, molto spesso potentemente traumatico: esperienza dalla quale possiamo rinascere più forti, potenziati, più “umani”.

Quali sono i tuoi prossimi progetti e appuntamenti che vuoi condividere con i nostri lettori?

Sono in procinto di far partire alcuni importanti progetti: due seminari e un libro sulle costellazioni e gli archetipi che affronterà temi inediti che ho analizzato e valutato nel mio percorso professionale. Invito chi fosse interessato a restare aggiornato consultando il canale Telegram https://t.me/medhamed o la mia pagina Instagram.

Come vuoi concludere questa chiacchierata e cosa vuoi dire ai nostri lettori?

Concludo comunicando la mia gratitudine a te per l’opportunità di questa intervista e ai lettori per l’attenzione che mi hanno dedicato. Vorrei anche condividere un invito per tutti noi: non sacrifichiamo la nostra libertà per la paura che abbiamo di noi stessi e della nostra evoluzione.

Un abbraccio di cuore, grazie!

MARIA LUISA ROSSI Naturopata, iridologa, facilitatrice in Psicogenealogia junghiana e Costellazioni familiari e sistemiche. Esperta in Sindrome gemellare, scrittrice

Cell. +39 338 4677587    e-mail: marialuisarossi1@yahoo.it

Il suo sito, la sua pagina Facebook personale, La pagina Facebook di Medhamed, Instagram, Telegram, la pagina Il mio gemello mai nato, i suoi libri.

CATERINA CIVALLERO Consulente alimentare, facilitatrice in Psicogenealogia junghiana, scrittrice

I miei libri

Mi trovi su Twitter, Facebook, Instagram, Linkedin.

La mia rubrica su MobMagazine si intitola Sotto palese copertura: leggi i miei articoli.

Il mio blog

Conosci La Sindrome del gemello? Visita il sito

Il libro: Michele Gentile “Il dono” | Presentazione

0
Michele Gentile

SINOSSI

Il Dono è un libro a metà tra prosa e poesia ma è quest’ultima ad innervare ogni pagina dell’opera dato che essa è presente non solo nei versi della breve silloge che conclude il libro, ma si mostra in tutta la narrazione di questa storia toccante, che vede protagonista il bimbo Giuseppino, rimasto orfano di madre, con un padre assente, e che trova sostegno in Amir, africano sfuggito alle guerre e al razzismo. Il tutto è ambientato nel fantasioso borgo mediterraneo di Roccasolenne, dove il mare è sinonimo di libertà e speranza, dove il bambino si fa cullare dai suoi infiniti orizzonti, trovando sollievo in mondi immaginari e lontani. Il Dono, che porta la prefazione di Gianni Maritati, scrittore e giornalista del Tg1, si configura anche materialmente quale dono, dato che l’intero ricavato delle vendite andrà a sostenere le attività della Onlus casa-famiglia “Chiara e Francesco” (https://www.chiaraefrancesco.it).

PERCHE’ IL DONO

«Ho voluto con questo libro sviluppare una favola per adulti. Una “vera storia di fantasia” che unisse prosa e poesia ad ogni pagina. E attraverso quest’opera ricordarmi e ricordare che la vita, la cultura, la natura, l’amicizia e l’amore sono doni da conservare con cura e attenzione. In ultimo ho stabilito, in pieno accordo con il mio editore, che il Dono diventasse a tutti gli effetti un dono: l’intero ricavato delle vendite di questo volume va a sostenere le attività di una casa famiglia che ospita bambine e bambini vittime di maltrattamenti e abusi. Per questo motivo, per “l’alto senso civico e sociale del suo destino” il libro è stato selezionato per partecipare a Casa Sanremo Writers il prossimo 6 febbraio 2023.» (Michele Gentile)

BIOGRAFIA DELL’AUTORE:

Michele Gentile, aforista e poeta, nasce a Ostia-Roma il 4 gennaio 1972. Legatissimo alla sua città, amante del mare e della natura, crede nell’assoluto e necessario valore della poesia come strumento di crescita intellettuale. Inizia a comporre versi all’età di dieci anni vincendo numerosi premi e concorsi scolastici. Laureato in Lettere, è ideatore e organizzatore del premio internazionale di poesia per bambini e ragazzi “Un Mare di Poesia”, ideatore e curatore del Festival Nazionale di poesia “La Rocca dei Poeti”, ideatore e organizzatore della rassegna culturale ” Lettere in Viaggio “, ideatore e fondatore della Nazionale Italiana Poeti. Ha pubblicato i romanzi “i Respiri del Mare”, “i Graffi del Buio” e “l’Orologio Parallelo” per la narrativa e “Sassi nel Fiume”, “Lungo il Sentiero”, “Io abito qui” , “d’Amaro e d’Amore” , “Ordalia”, “Nomenclatura di un tramonto “, “Aforismitudine”, “ Il Dono “, “ Ostia “ , “L’urgenza della pioggia” e “ Come il mare “ per la poesia.

Il libro:

Michele Gentile “Il dono”, Masciulli Edizioni, 2020

https://www.masciulliedizioni.com/prodotto/il-dono/

Michele Gentile:

https://www.larecherche.it/biografia.asp?Utente=michelegentile&Tabella=Biografie

https://www.pensieriparole.it/frasi/michele-gentile

https://www.aphorism.it/autori/michele-gentile

https://le-citazioni.it/autori/michele-gentile

https://www.oggiscrivo.it/autori/autore.php?id=1044

https://www.poesie.reportonline.it/poesie-di-michele-gentile/Page-3.html

https://www.frasi.net/autore.asp?autore=michele+gentile

https://www.frasicelebri.it/ricerca-frasi/?q=michele+gentile+

https://twitter.com/mikgentile

https://it.linkedin.com/in/michele-gentile-a8b6282a

Pagine Facebook gestite dall’autore:

https://it-it.facebook.com/n.italiana.poeti

https://it-it.facebook.com/unmare.dipoesia

https://it-it.facebook.com/laroccadeipoeti

https://www.facebook.com/ildono.michelegentile

https://www.youtube.com/watch?v=7JFocdWcDgc

Concerti: La Stagione 2022-23 al Teatro Massimo di Palermo

0
Teatro Massimo Orchestra e Coro © rosellina garbo

La stagione di concerti al Teatro Massimo di Palermo è molto ricca e variegata, adatta a tutte le età. Questo fine settimana il calendario prevede 3 appuntamenti: venerdì 18 novembre alle 20:30 il giovane direttore inglese Ben Glassberg, l’Orchestra e il Coro del Teatro Massimo e il tenore Enea Scala, sabato 19 e domenica 20 novembre alle 17.00 l’operina giovanile di Mozart, “Bastiano e Bastiana”.

VENERDI’ 18 NOVEMBRE

Il nuovo appuntamento con la stagione dei concerti del Teatro Massimo vede venerdì 18 novembre alle 20:30 il giovane direttore inglese Ben Glassberg dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro Massimo e il tenore Enea Scala, con un programma interamente dedicato ad autori francesi: Berlioz, Massenet, Ravel e Camille Pépin. Maestro del Coro Salvatore Punturo.

Si comincia con le due arie del “Werther” l’opera che Jules Massenet trasse tra il 1885 e il 1887 dal fortunatissimo romanzo di Goethe. Nella prima aria Werther si perde serenamente nella contemplazione della natura, fonte di bellezza e conforto, mentre nella seconda aria esprime tutta la disperazione dell’uomo che si rende conto di aver buttato via la propria felicità dopo aver scoperto, vedendo un altro uomo sposato con la donna che lui non ha avuto il coraggio di amare, quanto avrebbe potuto essere felice. Si cambia registro con la giovane compositrice francese Camille Pépin il cui universo sonoro trova ispirazione nella natura o nella pittura all’incrocio tra l’impressionismo francese e la corrente minimalista americana.

Il programma propone la prima esecuzione italiana di “Laniakea”, la composizione per orchestra che prende il nome da un immenso ammasso di galassie scoperto nel 2014, e ha come riferimento le parole immensità, movimento, velocità, luce, trovando delle risonanze musicali per questo affascinante mondo dell’infinitamente grande. Il concerto prosegue con “Inutiles regrets” di Hector Berlioz, tratto dall’opera “Les Troyens” ispirata all’Eneide di Virgilio dove Enea, ultimo eroe troiano, interpretato dal tenore Enea Scala, è in preda all’indecisione e al rimpianto mentre abbandona la bella regina Didone per proseguire la sua missione di guidare il figlio e il suo popolo in Italia. Il recitativo dell’aria di Enea è una rapida rassegna del futuro che lo attende, dal destino del figlio e del suo popolo fino alla morte in battaglia, così come gli sono stati rivelati dalle apparizioni divine, mentre le due successive sezioni dell’aria anticipano il dolore che proverà la regina abbandonata.

Il concerto si conclude con due composizioni di Maurice Ravel: “Le tombeau de Couperin” nella versione orchestrale, una suite composta durante la prima guerra mondiale come omaggio funebre a François Couperin, il grande maestro del clavicembalo barocco, e al contempo ai tanti amici del compositore caduti in guerra. Segue la seconda suite per orchestra e coro dal balletto Daphnis et Chloé, dove il riferimento è alla natura arcadica e al romanzo ellenistico. Scritto da Ravel per i Ballets russes di Diaghilev, lo spettacolo fu contestato ma la musica ebbe un grandissimo successo, il che spinse il compositore a trarne subito due suites sinfoniche.

Sul podio il direttore inglese Ben Glassberg, direttore musicale dell’Opéra di Rouen Normandie, che si sta sempre più affermando sulla scena operistica e sinfonica internazionale dopo aver vinto a soli 23 anni il Grand Prix alla Besançon Young Conductors Competition nel 2017. Enea Scala, tenore ragusano dalla vocalità ricca ed estesa, dalle spiccate qualità sceniche e dal repertorio estremamente versatile, è ormai considerato un nome di riferimento nel repertorio del baritenore belcantista.

SABATO 19 E DOMENICA 20 NOVEMBRE

Sabato 19 e domenica 20 novembre alle 17.00 torna in scena al Teatro Massimo, Bastiano e Bastiana, l’operina in un atto scritta da Wolfgang Amadeus Mozart a soli 12 anni, presentata in Sala ONU nella versione in italiano.

A dirigere l’Orchestra del Teatro Massimo è Danilo Lombardini, la regia è di Angelica Dettori, le scene di Andrea Enrico Fiduccia. In scena si alternano per il ruolo di Bastiana, Laura Macrì ed Emanuela Sgarlata, per quello di Bastiano Pierluigi D’Aloja e Francesco Tuppo e per il mago Colas Carmine Giordano e Valerio Morelli. Repliche fino al 4 dicembre.

Bastiano e Bastiana è un singspiel, la forma teatrale comica che alterna il canto alle parti recitate, ed è tratto da Le devin du village di Jean-Jacques Rousseau. Racconta attualizzandola la storia d’amore di Bastiana e Bastiano, non due pastorelli come nel libretto originale ma due giovani innamorati del giorno d’oggi che vivono la loro relazione anche sui social tra gelosie e incomprensioni. Bastiana si sente trascurata dal suo amato che non risponde ai suoi messaggi, ultimamente interessato ad ampliare il panorama delle sue conoscenze femminili. “Son tutta sola ohimè nel pianto” – canta la giovane – “e con l’amico il sonno fuggì”. Ad intervenire per riconciliare i due, dissipando le nubi e le gelosie che si sono create, interviene il mago Colas. Sullo sfondo, nelle scene di Andrea Fiduccia, si stende una Palermo vista dai tetti.

FONTE:

https://www.teatromassimo.it/

https://www.teatromassimo.it/calendario/

Il libro: Le “Novelle brevi di Sicilia” scrigno delle emozioni | Recensione di Franca Spagnolo

0
Franca Spagnolo

Ho letto le “Novelle brevi di Sicilia” di Andrea Giostra e definirei questo libro: lo scrigno delle emozioni.

Si parte con l’immagine di un Andrea ragazzo maggiorenne, raccontato attraverso l’immagine di una nonna tutt’altro che comune, e che con l’immensa saggezza di una donna innamorata della vita e probabilmente dalla personalità creativa, ne forgia il carattere. Nei vari racconti, si respirano i profumi di Sicilia, si riesce a sentire sulla pelle il calore del sole rovente che penetra nel profondo di ogni siciliano e ne costruisce lo spirito focoso, che Andrea, con magistrale capacità letteraria, ripulita dall’egocentrismo tipico degli scrittori ferrati, descrive in modo semplice e fluido nelle scene di vissuti quotidiani. Lo scrittore accompagna il lettore in un viaggio tra il vivere comune del popolo, di cui ne racconta quotidiane suggestioni, a far sentire il lettore, pubblico “in un teatro all’aperto, in un cabaret per pochi intimi, in un cinema per vedere un film neorealista recitato in dialetto siciliano”, come Andrea scrive nella novella “I dissuasori”.

L’autore tratteggia anche una parte della società, di cui lui si trova a far parte. Quella dove la vita pur scorrendo “agevolmente”, sotto molti punti di vista, presenta le stesse incrinature del vivere collettivo moderno, intento a rincorrere il tempo e incapace di godersi la noia. Descrive la moltitudine dei sentimenti, scaturiti dalla clausura subita nei 50 giorni di look down per la pandemia da Covid-19, e partendo proprio da quello stato di smarrimento generale, ripropone fatti, dove in un certo senso, analizza l’amore e alcune sue sfumature, ponendo l’accento su una sua personale esperienza, e gli amori non vissuti che per Andrea, “forse”, rappresentano l’unica forma di “amore eterno”. In realtà si potrebbe aprire un dibattito e far risorgere Dante Alighieri perché aggiunga un centinaio di gironi nella sua Divina Commedia, raccontando cosa sia davvero l’amore e sul perché gli esseri umani rincorrano il tempo e fuggano la noia, ma Andrea, da bravo scrittore, lascia a ogni anima che si avvicina al suo bellissimo raccontare, la facoltà di sognare…

Le Novelle che mi hanno colpito di più, sono: “Al telefono” e “La doccia”. Il modo di scrivere di Andrea Giostra lo riconosco nella mia scrittura, molto simile al mio. La descrizione delle emozioni è talmente forte e minuziosa nei dettagli che si prova l’emozione… Ne “La doccia” si capisce che è stato un uomo a scriverla, perché nelle scene in cui viene descritta l’eccitazione, non ci sono filtri… è tutto molto esplicito e, in un certo senso, è come se di botto si perdesse la poesia del momento. Ma da uomo siciliano, qual è Andrea Giostra, forse un po’ c’è da aspettarselo. Attenzione! Non è un voler etichettare la sicilianità, sia chiaro!!!

Buona lettura a chi leggerà le “Novelle brevi di Sicilia”, e grazie ad Andrea Giostra per la piacevolissima lettura.

(Franca Spagnolo)

Franca Spagnolo

Chi è Franca Spagnolo?

Scrittrice e artista:

https://www.facebook.com/franca.spagnolo.9

L’intervista a Franca Spagnolo di Fattitaliani.it:

https://www.fattitaliani.it/2022/11/lartista-e-scrittrice-franca-spagnolo.html

L’intervista a Franca Spagnolo di Mobmagazine.it:

https://mobmagazine.it/blog/2022/11/franca-spagnolo-scrittrice-e-artista-intervista/ 

DOVE LEGGERE O SCARICARE GRATUITAMENTE LA III EDIZIONE DELLE “NOVELLE BREVI SI SICILIA”:

https://andreagiostrafilm.blogspot.com/2017/09/novelle-brevi-di-sicilia-mia-nonna-vita.html

https://mobmagazine.it/blog/2020/01/3-libri-in-regalo-di-andrea-giostra/

QUALI LE CASE EDITRICI CHE HANNO PUBBLICATO IL LIBRO E COME ACQUISTARE ONLINE LA IV EDIZIONE DELLE “NOVELLE BREVI DI SICILIA”:

“CTL editore”, Livorno, “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione, aprile 2022:

https://www.ctleditorelivorno.it/product-page/novelle-brevi-di-sicilia

“Casa Cărții de çtiință” ed., Cluj-Napoca, Transilvania, Romania, settembre 2021. “Povestiri scurte din Sicilia”, IV edizione:

https://www.casacartii.ro/editura/carte/povestiri-din-sicilia/

“Biblios ed.”, Milano, dicembre 2020. “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione:

https://www.amazon.it/Novelle-brevi-Sicilia-Andrea-Giostra/dp/8894565521/

“Rupe Mutevole ed.”, Bedonia (Parma), novembre 2020. “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione:

https://www.rupemutevole.com/shop-online?ecmAdv=true&page=5

“La Macina onlus ed.”, Roma, ottobre 2020. “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione:

https://www.lamacinamagazine.it/pubblicato-il-libro-novelle-brevi-di-sicilia/

“StreetLib”, Milano, agosto 2017, “Novelle brevi di Sicilia”, III edizione:

https://totembooks.io/products/9788826051369-novelle-brevi-di-sicilia?_pos=1&_sid=5fe4e489f&_ss=r

LE RECITE DELLE NOVELLE E DEI RACCONTI REALIZZATE DA 30 ARTISTI, ATTRICI E ATTORI:

Se invece il lettore volesse ascoltare i video-clip da YouTube o da Facebook Watch, con tutti gli artisti (sono 30 attori e attrici professionisti e semiprofessionisti) che hanno letto e interpretato i racconti e le novelle siciliani, li potrà trovare nei link a seguire:

“Audio-letture di oltre 120 Novelle e Racconti siciliani di Andrea Giostra” | Leggono 30 artisti: attrici e attori professionisti e semiprofessionisti:

da YouTube:

da Facebook Watch:

https://www.facebook.com/watch/124219894392445/434295254615223

Andrea Giostra

https://www.facebook.com/andreagiostrafilm/

https://andreagiostrafilm.blogspot.it

https://www.youtube.com/channel/UCJvCBdZmn_o9bWQA1IuD0Pg

Andrea Giostra al mercato di Ballarò a Palermo_PH. Mapi Rizzo

Cinema: I vincitori di accordi @ DISACCORDI – Festival internazionale del cortometraggio – 19ma edizione a Napoli

0
Nicola Prosatore Regista di Destinata Coniugi Lo Giglio

Giorgio Testi con il suo film breve Chiusi fuori si aggiudica il premio della sezione nazionale della diciannovesima edizione di accordi @ DISACCORDI – Festival internazionale del cortometraggio a Napoli.

La giuria artistica ha premiato il cortometraggio perché ”Partendo da Aspettando Godot, un lavoro che omaggia il teatro con un perfetto racconto cinematografico.

Due universi artistici collegati magnificamente da un terreno al centro di un palcoscenico che diventa la porta magica per accedere a questi due mondi: il teatro e il cinema.”

La kermesse partenopea, diretta da Pietro Pizzimento e Fabio Gargano, si è tenuta dal 7 al 13 Novembre 2021 interamente in presenza al PAN – Palazzo delle Arti Napoli; la serata di premiazione condotta da Mariasilvia Malvone si è tenuta invece presso la Corte dell’Arte di FOQUS a Napoli con la proiezione dei cortometraggi vincitori. In giuria quest’anno i fratelli, produttori cinematografici, Alessandro Cannavale e Andrea Cannavale.

Il primo premio della sezione Campania va al cortometraggio Destinata coniugi Lo Giglio di Nicola Prosatore: “L’opera incarna nella sua struttura narrativa e di messa in scena le caratteristiche più importanti che deve avere un cortometraggio: un racconto breve con una storia di senso compiuto. Sorprende, emozionando lo spettatore.”

Migliore attore della 19ma edizione di accordi @ DISACCORDI per la giuria è stato Tony Laudadio per il film breve L’altro di Maurizio Fiume con la motivazione “Per aver interpretato con perfetta misura un personaggio meraviglioso sospeso tra realtà e finzione, con il superamento dei confini attoriali tipicamente italiani. Un ruolo strepitoso che sembra uscito dalla serie americana Twin Peaks nata da Mark Frost e David Lynch.”

Daniele Esposito con Venti minuti, già premiato in tantissimi festival nazionali, si è aggiudicato il premio per la miglior regia, “Un racconto drammatico scandito con precisione da ogni singola inquadratura che compone un film breve con la F maiuscola, dove la regia di Daniele Esposito risulta essere matura e consapevole, e l’uso della macchina da presa è al servizio di una storia estremanente toccante.”

Il premio per la migliore attrice della 19ma edizione di accordi @ DISACCORDI va alla stellare Fanny Ardant per il cortometraggio Good morning midnight – Bonjour minuit di Elisabeth Silveiro: Ancora una volta l’attrice francese dà prova della sua immensa bravura in un personaggio che risulta essere meraviglioso, misterioso e semplice nella sua totale complessità. Una nota alla bravissima regista Elisabeth Silveiro che riesce a dirigerla con mano sicura sapendo mettere la macchina da presa con grande maturità.

Work it class! di Pol Diggler vince la sezione internazionale di accordi @ DISACCORDI – 19ma edizione: Miglior cortometraggio internazionale per la sua originalità assoluta. Azzardato ma coraggioso per citare l’opera stessa. Il regista si prende gioco dello spettatore alternando finzione e realtà in maniera molto intelligente.

L’inviato speciale della RAI Vincenzo Frenda e il coraggioso operatore  Marco Nicois vincono il premio della sezione documentari con Ostav, Masha, Jurij. La guerra dei bambini  “ L’attualità incredibilmente reale diventa attraverso lo sguardo del giornalista/regista un racconto unico ed originale della guerra. Il fuoco, non quello del conflitto, ma quello della storia è sugli occhi innocenti dei bambini; un documentario di una forza dirompente che resta impressa nell’anima dello spettatore. Immagini e interviste, che sono preziosa testimonianza della totale follia umana e della speranza delle nuove vite che vengono al mondo durante i bombardamenti.“

Portano a casa principali premi anche Donde los  niños   no  sueñan  di  Stefano Sbrulli per la sezione a tematica ambientale e Transparent black and iron rich red di Mario Kreill Cirillo, Isabel Emily Wiegand per la sezione animazione.

Il pubblico ha assegnato il sui premio ad Agostino De Martino con il suo film Go and do – Vai e fai.

Si rinnova anche per quest’anno il premio per il miglior montaggio, istituito da AMC – Associazione Nazionale Montaggio Cinematografico e Televisivo per il festival accordi @ DISACCORDI, con la giuria composta dalla presidente, Annalisa Schillaci, accompagnata dai giurati, Francesco Di Stefano e Michele Sbendorio; alla montatrice Valeria Sapienza per il film breve Un’ora sola di Serena Corvaglia  va il premio edizione 2022. Menzione speciale della giuria di AMC va alla montatrice Alessandra Carchedi per il film breve Gioia di Eduardo Castaldo. Il Premio per la migliore fotografia, in partnership con AIC – Associazione Italiana degli Autori della Fotografia Cinematografica, con la giuria composta dal presidente Daniele Nannuzzi e dai giurati Simone Marra e Luca Cestari; premio aggiudicato in questa edizione da Gianluca Palma  autore della  fotografia di Un’ora sola  di Serena Corvaglia, regista vincitrice col suo film di entrambi i premi delle due giurie tecniche di accordi @ DISACCORDI.

accordi @ DISACCORDI – Festival internazionale del cortometraggio a Napoli è organizzato dall’associazione Movies Event in collaborazione con il Comune di Napoli, e con il contributo della Regione Campania tramite il fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo. Il  festival si avvale, come sempre, della preziosa collaborazione del Centro Sperimentale di Cinematografia – Production, del Centro Nazionale del Cortometraggio, dell’Associazione Festival Italiani di Cinema  e delle agenzie nazionali di promozione cinematografica tedesca, francese e belga.

La mia nuova collana | di Alessandro Zecchinato

0

L’Africa, pachiderma planetario dove la figura dell’uomo emerge come un’eccezione quasi impalpabile, è il teatro su cui si muovono le pagine del mio ultimo lavoro, col quale intervisto Caterina Civallero: ARCHETIPO AFRICA − Il culto degli Antenati nella Psicogenealogia. Uniti dalla comune passione per la scrittura, io e Caterina abbiamo danzato sulle note dell’antico tamburo africano che batte nel cuore di ognuno di noi per costruire un dialogo in tipico stile platonico. Forse è un tantino superfluo aggiungere che è stata un’esperienza vivace ed energizzante che ha coinvolto entrambi piacevolmente.

Il libro è pubblicato su Amazon in versione cartacea e E-Book. Con kindle unlimited lo puoi leggere gratuitamente. Se desideri ricevere una copia autografata dagli autori scrivi una e-mail a dialoghidautore@vivaldi.net

Ho utilizzato l’espediente narrativo dell’intervista soprattutto per sciogliere quei nodi psico-filosofici inerenti la vita in famiglia: interessanti e audaci le nostre riflessioni a proposito del vivere da single in una società sempre più confusa rispetto alla destinazione verso cui volge; geniali le risposte che stimolano a porsi altre domande ancor più intriganti. È nata quasi di conseguenza l’idea, forse latente, di istituire una collana di dialoghi che nasce nel mese di novembre con tutte le intenzioni di espandersi negli anni. Credo che questo progetto mi impegnerà per circa 36 mesi, ma chi può dirlo con certezza?

Il dialogo fra di noi lascia spazio a intercettazioni esterne, per questa ragione il libro ospita anche i punti di vista di due professioniste che operano nel settore della Psicogenealogia e delle Costellazioni Familiari (MobMagazine ha pubblicato il 5-8-2022 un interessante articolo a proposito). Laura Rubiola e Maria Luisa Rossi, entrambe facilitatrici in Psicogenealogia e Costellazioni Psicogenealogiche Junghiane, espongono il frutto delle loro esperienze per rafforzare il concetto di famiglia così come viene intesa nel Counseling e come ci si aspetta di poterla percepire quando le dinamiche fra i diversi componenti sono in equilibrio.

Clicca qui per ordinare la tua copia

Figli di una Eva mitocondriale che proviene dal continente nero, gli esseri umani evolvono sull’asse del tempo portando inconsapevolmente un ancestrale messaggio di vita forte e discreto. Le origini dell’umanità e la manifestazione della famiglia, a partire dai primi nuclei che crearono il concetto di tribù, vengono esplorate in questo prezioso libro secondo i canoni psicogenealogici fondati da Carl Gustav Jung: esploratore esigente e avventuroso, che si spinse più di un secolo fa alla scoperta delle dinamiche che condizionano i rapporti interpersonali, svelando le entità psichiche ed energetiche che alimentano la nostra anima.

Come ho detto in altre interviste recenti, tengo molto alla collana Dialoghi d’Autore, perché si tratta di un programma importante e complesso che durerà non meno di qualche anno, con uno scopo ben preciso che spiegherò approfonditamente in un prossimo articolo. Mi impegno ad affrontare il grandioso esperimento di dipingere un quadro completo del “fenomeno umano”, una volta tanto visto ed esaminato “dal basso”, proposto caleidoscopicamente da tutti i punti di vista, anche e soprattutto quelli più “laterali”. Inseguo, con l’intenzione di raggiungerla e descriverla meglio che posso, una visione frattale, olografica, cioè la visione in cui ogni singolo elemento sociale contiene in sé tutte le informazioni che descrivono l’intero sistema.

Mi auguro che abbia grande successo, e confido nell’aiuto e nel finanziamento di coloro che ne acquisteranno i libri, o vorranno sostenermi personalmente, in modo tale da poterlo portare a termine: questo progetto infatti va ben al di là delle esigenze egoiche degli autori, volendo lasciare ai posteri (se mai ce ne saranno) un reperto reale e completo, non di parte, sul modo di essere e di pensare dell’umanità di oggi (non solo nel nostro paese) affinché i posteri possano comprendere le ragioni degli eventi di quest’epoca e come da questi si sarà giunti alla loro.

Come spesso avviene, l’immagine d’insieme si comprenderà forse solo verso la fine del progetto, e ognuno ne darà una diversa interpretazione, come è giusto e sano che sia, anche se intuisco che molti lettori hanno già ben compreso le mie intenzioni.

 

Foto di Anne and Saturnino Miranda da Pixabay

Mi permetto di citare G. Orwell dal suo 1984: “Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato”; chi mi conosce sa che evito accuratamente aforismi e citazioni, pertanto, mi sento di affermare con estrema certezza che Dialoghi d’Autore è, e sarà nel tempo, un progetto davvero stra-ordinario.

Citazione: «In questo libro, scorrevole e dinamico, è così possibile apprendere le basi dei più concreti meccanismi di gestione del rapporto parentale; la modalità funzionale di sviluppare nei diversi capitoli esempi concreti e fruibili, consente al lettore di elaborare una personale strategia terapeutica adatta alle proprie esigenze. Stimolante e ricco, Archetipo Africa è adatto a chiunque abbia a cuore la propria sopravvivenza emotiva».

 

Alessandro Zecchinato

E-mail: mailto:alessandrozecchinatoq@gmail.com e mailto:dialoghidautore@vivaldi.net

La mia pagina autore e i miei libri

La mia pagina Facebook

La mia pagina Instagram

La mia rubrica su MobMagazine si intitola Il convitato di plastica: leggi gli articoli

Trovi altri miei articoli sul sito Caterina Civallero Autrice

Autismo, apre a Milano a inizio 2023 il nuovo centro specializzato “Le piccole case” per bambini tra 2 e 10 anni

0
“Le piccole case” per bambini tra 2 e 10 anni

BEING CURA LA STRATEGIA DI COMUNICAZIONE E RACCOLTA FONDI PER L’ABILITÀ ASSOCIAZIONE ONLUS. Al via la campagna stampa, radio e web

BEING

Le nuove sfide per il settore Non Profit si misurano con la necessità di rispondere alle domande della società e del territorio rispetto a valori e necessità in continuo cambiamento ed evoluzione, attuando politiche e piani efficaci di inclusione, sviluppo, equità.

In questo contesto l’Osservatorio nazionale sull’autismo – Istituto Superiore di Sanità sottolinea la preoccupazione per l’aumento dei disturbi dello spettro autistico nell’infanzia: i dati sono in crescita e parlano di 1 bambino ogni 77 in età 7-9 anni che manifesta deficit della comunicazione e dell’interazione sociale, con gravi risvolti affettivi e cognitivi nel percorso di crescita.

Di questa emergenza si occupa L’Abilità Associazione Onlus, affiancata dall’agenzia creativa Being nel compito cruciale di progettare, sviluppare e comunicare strategie per “promuovere la crescita del bambino con disabilità, difendere i suoi diritti e sostenere la sua famiglia”.

Per dare una risposta concreta al bisogno crescente di servizi, L’Abilità Associazione Onlus ha progettato “Le piccole case”, un nuovo centro riabilitativo, abilitativo ed educativo specializzato dedicato a bambini dai 2 ai 10 anni con disturbo dello spettro autistico. La nuova struttura sorge in via Cipro, dove l’associazione ospita già la Casa dell’Abilità, una comunità alloggio socio-sanitaria unica a Milano che accoglie bambini con disabilità complessa che necessitano di un’accoglienza residenziale stabile o temporanea. I lavori del centro sono iniziati a novembre 2022 e si prevede l’apertura nel 2023, con l’accoglienza settimanale di 50 bambini.

“Per il bambino con autismo il futuro è nelle PICCOLE CASE” è il claim della campagna stampa, radio e web firmata da Being per L’Abilità Associazione Onlus che nei prossimi sei mesi verrà veicolata su scala nazionale e locale. Sei mesi di copertura su quotidiani e periodici e 2 spot video su digital e social: pianificazione media a cura di Being, ricerca spazi pubblicitari gratuiti e ufficio stampa a cura di Le Acrobate.

Grazie al sostegno dei donatori ogni bambino con disturbo dello spettro autistico potrà riscoprire la meraviglia delle cose quotidiane, come allacciarsi le scarpe, chiedere un bicchiere d’acqua, andare al mare, momenti semplici che possono trasformarsi in ostacoli insormontabili. La campagna coinvolge i donatori nella volontà di dare ad ogni bambino, fin dalla primissima infanzia, gli strumenti giusti per intraprendere, nel modo più sicuro possibile, il meraviglioso viaggio nella vita.

Il lancio de “Le piccole case” si inserisce in un piano più ampio di comunicazione volto a promuovere l’Associazione, i suoi valori e le sue attività, da 24 anni a sostegno dei bambini autistici e delle loro famiglie, presso un pubblico sempre più ampio di utenti, coinvolgendo i donatori nella realizzazione di azioni concrete.

Questo rappresenta un progetto davvero importante per la nostra Agenzia. L’Abilità è un nuovo partner di Being con cui, fin da subito, abbiamo condiviso l’ambizione legata al lancio del loro nuovo Centro ‘Le piccole case’ ideando e sviluppando tutte le fasi del progetto – dichiara Luca Formisano, CEO e Founder di BeingUn lavoro in sinergia in cui abbiamo definito la creatività della campagna di comunicazione, la sua declinazione in materiali e strumenti funzionali alla sua promozione. Abbiamo, inoltre, organizzato l’evento di lancio del progetto e sviluppato una campagna ad hoc di raccolta fondi per coinvolgere quanti più donatori possibile nel sostegno al progetto”.

“Le piccole case” per bambini tra 2 e 10 anni

CREDITS CAMPAGNA

Cliente: L’abilità Associazione Onlus

Responsabile Comunicazione e Raccolta Fondi: Anna Tipaldi

Area Comunicazione e Raccolta Fondi: Federica Berton

Agenzia: Being

Founder & CEO: Luca Formisano

Head of Operations: Daniele Tarzia

Creative Director: Roberta Caldani

Associate Creative Director: Veronica Maggi

Art Director: Elena Oliviero

BEING Agency è l’agenzia creativa fondata da Luca Formisano specializzata nella comunicazione e raccolta fondi per le Organizzazioni Non Profit. Con il claim “Pura essenza di creatività” BEING si posiziona nello scenario pubblicitario come Start-up Innovativa a Vocazione Sociale, una forma-manifesto per lo sviluppo del Terzo Settore.

Il know-how di BEING si fonda su oltre 10 anni di comunicazione pubblicitaria per clienti italiani ed internazionali. BEING racconta il mondo delle associazioni, la loro mission, i progetti e gli obiettivi che generano valore sociale, avvicinando il grande pubblico a questi temi e creando il dialogo tra i protagonisti e i donatori.

L’attività di BEING spazia dalla consulenza strategica all’ideazione e sviluppo di campagne di prodotto, offrendo servizi di:

-COMUNICAZIONE: advocacy, bilanci sociali, branding, analisi e campagne di posizionamento, sms solidale, content strategy, landing, siti applicativi e web, social & media management;
– FUNDRAISING: campagne 5×1000, campagne lasciti, strategia e piano di raccolta fondi, community fundraising (personal & crowdfunding), corporate & grandi donatori, direct mail (acquisition & retention), direct mail marketing, lead generation.

www.being.agency

 

Spettacoli: “Con il naso in su” di Andrea Zanacchi, Premio Fringe Milano Off 2022 apre la 10° stagione di Palco Off

0
“Con il naso in su” di Andrea Zanacchi

Lo spettacolo andrà in scena sabato 19 novembre alle ore 21:00 con replica domenica 20 alle ore 18:00, all’interno della Sala Futura del Teatro Stabile di Catania. Dopo la pièce seguirà l’incontro con l’artista

Torna sotto i riflettori Palco Off, la rassegna teatrale delle voci di aut- attori del nostro tempo, che quest’anno compie dieci anni, grazie all’intuizione, passione e dedizione di Francesca Vitale e Renato Lombardo che nel 2012 portarono a Catania questa visione innovativa di raccontare e fare teatro. A promuovere la rassegna, l’associazione culturale “La memoria del teatro” con il patrocinio del comune di Catania e della Regione Sicilia.

Tre le sale che accoglieranno gli 8 spettacoli di Palco Off, da novembre a maggio: la Sala Futura del Teatro Stabile di Catania, con cui si è creata una partnership in occasione del Fringe Festival, il Teatro del Canovaccio e Zō Centro Culture Contemporanee.

Grande debutto sabato 19 novembre alle ore 21:00 – con replica domenica 20 alle 18:00 –  nella Sala Futura del teatro Stabile di Catania, con lo spettacolo “Con il Naso in su” di e con Andrea Zanacchi, accompagnato al violoncello da Laura Benvegna e con la regia di Antonio Grosso.                                                                                  Un parchetto di quartiere. Un cumulo di cianfrusaglie. Un angolo da chiamare casa. Un barbone che parla ad un “giovane” capitato lì per caso. Non una confessione, semplicemente il racconto della propria vita. Una fotografia delle speranze e delle delusioni di una generazione a cavallo tra il vecchio e il nuovo secolo. Nino, il nostro protagonista, con il cuore tra le dita, si rivolge a Marco con il solo desiderio di infondere speranza. In un momento storico in cui i ragazzi crescono schivi, disinteressati, incattiviti, dove “diverso”, “accoglienza” sono parole d’uso quotidiano, un invito a non perdere la propria umanità.

Non si tratta solamente di un monologo, è la storia che tutti noi vorremmo sentirci raccontare.

Andrea Zanacchi intraprende un viaggio all’esplorazione dell’universo emotivo di un personaggio in cui il pubblico non può fare a meno di riconoscersi. Passando abilmente dalla narrazione alle sfumature delle tante persone che prendono vita nella pièce, non ci racconta soltanto una storia ma cento, mille altre vite attraversate, inconsapevolmente, dalla medesima storia che si lega a quella del nostro paese.

Uno spettacolo coinvolgente, vincitore del Premio Fringe Milano Off 2022 con la seguente motivazione: “Lo spettacolo di Andrea Zanacchi ci trascina in diverse dimensioni. Comincia a presentarsi allo spettatore un barbone, che diremmo “un disadattato”, abituato a vivere ai margini e a confrontarsi, fin troppo spesso, con cattiverie e aggressività. Nel contempo, questo apparente “disadattato” srotola nella nostra memoria la storia del nostro paese a cavallo del 900 e 2000, con i miti televisivi del periodo (gustosissimo il ricordo del karaoke di Fiorello), le note di costume, le manie sociali: una dimensione leggera e piacevole da ascoltare, che predispone ad una nostalgia sorridente per certi “bei tempi. Il barbone diventa un catalizzatore per raccontare, andando indietro nella memoria, con la sua unica voce, una storia che ha riguardato tutti noi. Milano OFF ha premiato Andrea per l’originalità dell’idea e lo spessore del testo, nel contesto dell’assoluta piacevolezza dello spettacolo e di una prova attoriale di prim’ordine”.

Dopo la pièce teatrale, come nello stile di Palco Off, seguirà l’incontro del pubblico con l’artista.                   È ancora possibile abbonarsi agli 8 spettacoli della stagione contattando direttamente la segreteria Palco Off al 342 5572121 (prenotazioni via SMS e WhatsApp) o inviando una e-mail a direzione@palcooff.it o prenotazione@palcooff.it. Attivo anche il botteghino per l’acquisto dei singoli biglietti.

Il libro: La bella isola delle “Novelle brevi di Sicilia” | Recensione di Emanuela Maria Marrone

0
Emanuela Maria Marrone

Tante storie di uomini e donne impregnati di tradizioni che segnano perimetri spaziali ben percepibili in un tempo totalmente invisibile.

Fierezza ed altezzosità d’isolani, tutti regnanti di una realtà a parte ed allo stesso malvolentieri parte d’Italia.

Esistenza fatta di un senso di sentito onore. Condivisione di un’idea di rispetto che ogni uomo deve guadagnarsi, saper mantenere, evitando le tentazioni che lederebbero alla sua immagine sociale…

Pagine di storia, uomini e donne, passioni solitarie e condivise, carne e odori che si mischiano e corpi che si compenetrano come animali in preda ad istinti primordiali che li trascinano fin nelle viscere della terra sporcandoli della terra bruna e lavandoli nelle fonti sante.

Sguardi, occhi, sempre, tutto attorno anche impercettibili… Ricerca del proprio ruolo sociale che possa coincidere con la parola potere.

Analisi spesso troppo intellettuale per un’affermazione quotidiana con profonde radici in un’educazione al giudizio che tesse da lontano la passionalità che dalla sfrenata fisicità e da una trastullata provocazione, scuote impavidamente molteplici sensi restando poi per anni in un oblio di rimorsi, che finiscono ahimè, con il girare in un tondo che ha per confini, un meraviglioso mare.

(Emanuela Maria Marrone)

Emanuela Maria Marrone

Chi è Emanuela Maria Marrone?

scrittrice, docente, sceneggiatrice e regista

Emanuela Maria Marrone:

https://www.facebook.com/ElakinSkyWalker

romana.psico@gmail.com

Il suo ultimo libro:

Emanuela Maria Marrone, “Effetto virtuale”, PandiLettere edizioni, Roma, 2022

https://www.pandilettere.com/inostrilibri/effetto-virtuale

 

DOVE LEGGERE O SCARICARE GRATUITAMENTE LA III EDIZIONE DELLE “NOVELLE BREVI SI SICILIA”:

https://andreagiostrafilm.blogspot.com/2017/09/novelle-brevi-di-sicilia-mia-nonna-vita.html

https://mobmagazine.it/blog/2020/01/3-libri-in-regalo-di-andrea-giostra/

QUALI LE CASE EDITRICI CHE HANNO PUBBLICATO IL LIBRO E COME ACQUISTARE ONLINE LA IV EDIZIONE DELLE “NOVELLE BREVI DI SICILIA”:

“CTL editore”, Livorno, “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione, aprile 2022:

https://www.ctleditorelivorno.it/product-page/novelle-brevi-di-sicilia

“Casa Cărții de çtiință” ed., Cluj-Napoca, Transilvania, Romania, settembre 2021. “Povestiri scurte din Sicilia”, IV edizione:

https://www.casacartii.ro/editura/carte/povestiri-din-sicilia/

“Biblios ed.”, Milano, dicembre 2020. “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione:

“Rupe Mutevole ed.”, Bedonia (Parma), novembre 2020. “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione:

https://www.rupemutevole.com/shop-online?ecmAdv=true&page=5

“La Macina onlus ed.”, Roma, ottobre 2020. “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione:

https://www.amazon.it/Novelle-brevi-Sicilia-Andrea-Giostra/dp/8894261425/

https://www.lamacinamagazine.it/pubblicato-il-libro-novelle-brevi-di-sicilia/

“StreetLib”, Milano, agosto 2017, “Novelle brevi di Sicilia”, III edizione:

https://totembooks.io/products/9788826051369-novelle-brevi-di-sicilia?_pos=1&_sid=5fe4e489f&_ss=r

LE RECITE DELLE NOVELLE E DEI RACCONTI REALIZZATE DA 30 ARTISTI, ATTRICI E ATTORI:

Se invece il lettore volesse ascoltare i video-clip da YouTube o da Facebook Watch, con tutti gli artisti (sono 30 attori e attrici professionisti e semiprofessionisti) che hanno letto e interpretato i racconti e le novelle siciliani, li potrà trovare nei link a seguire:

“Audio-letture di oltre 120 Novelle e Racconti siciliani di Andrea Giostra” | Leggono 30 artisti: attrici e attori professionisti e semiprofessionisti:

da YouTube:

da Facebook Watch:

https://www.facebook.com/watch/124219894392445/434295254615223

Andrea Giostra

https://www.facebook.com/andreagiostrafilm/

https://andreagiostrafilm.blogspot.it

https://www.youtube.com/channel/UCJvCBdZmn_o9bWQA1IuD0Pg

Andrea Giostra al mercato di Ballarò a Palermo_Ph. Mapi Rizzo

“Arbitrium a Firenze” | di Meri Lolini

0

In piazza San Lorenzo a Firenze è possibile ammirare questa statua  in resina veramente particolare, realizzata dallo scultore Emanuele Giannelli  .E’ un Gigante alto 5,40 metri  ed ha  un corpo con una forte tensione muscolare ed ammirandolo non si riesce a comprendere se stia sorreggendo oppure stia spingendo la Basilica di San Lorenzo. Lo scultore ha chiamato l’opera  Arbitrium, che in latino significa scegliere ed a suo avviso nella piazza non è la statua la protagonista, ma il passante che può scegliere di pensare che Arbitrium possa sorreggere o spingere la Basilica di San Lorenzo.La presenza di quest’opera a Firenze è stata promossa dall’Opera Medicea Laurenziana e dalla Parrocchia di San Lorenzo e sostenuta anche dalla Città di Seravezza e dalla Fondazione Terre Medicee, è l’occasione per approfondire la conoscenza di quell’asse storica, artistica e culturale che unisce la famiglia dei Medici, Michelangelo, la Basilica di San Lorenzo e le città di Firenze e Seravezza. Questa statua è un’opera itinerante, infatti  fino a fine giugno 2021 si è appoggiato al Palazzo Mediceo di Seravezza, poi si è spostato a Pietrasanta, appoggiato al campanile del Duomo, poi al Duomo di Carrara, poi alla Chiesa di San Michele a Lucca. Alla   fine di aprile è stata a Milano, poi luglio e agosto a Forte dei Marmi e dal mese settembre è a Firenze. Ammirare questa statua ci fa sentire piccoli davanti a questa sua imponenza e questa sua potenza e penso che sorregga questa bellissima  Basilica di San Lorenzo sempre molto frequentata da turisti da tutto il mondo. L’azione di sostenere  voglio pensare che non sia solo un supporto materiale della struttura della Basilica, ma sia un sostenimento dei principi fondamentali  della fratellanza e della solidarietà che devono essere sempre vivi e presenti  nella nostra umanità. Questi sono gli elementi di forza perché tutti i popoli del mondo vivano in pace e come fratelli con tanta pluralità e tolleranza di credi diversi e strutture sociali varie. Sono convinta che è sempre più indispensabile credere di essere cittadini del Mondo che deve essere la patria di ognuno di noi e solo così è impensabile creare conflitti o sottomissioni in virtù di poteri contro l’umanità. L’azione di sostenere significa  che la persona non cada considerando che “la caduta” può essere intesa come una caduta a terra però può essere interpretata anche come una caduta morale oppure sociale. Troppe sono le persone che stanno perdendo il lavoro e tante sono le famiglie che non riescono e superare le difficoltà quotidiane come fare la spesa e questa tragedia della povertà e dell’abbandono deve essere affrontata facendo affidamento alla solidarietà mondiale e quella forza che ogni persona deve avere per scegliere la pace e la tranquillità del nostro Mondo per cooperare e affrontare insieme le difficoltà, che purtroppo si palesano diverse in epoche diverse. Crediamo nel simbolo, che ha questo Arbitrium nel sorreggere la nostra umanità.

 

 

 

 

Maria Consiglia Alvino, scrittrice, poeta e docente di lettere | INTERVISTA

0
Maria Consiglia Alvino

«Scrivo da quando ero molto piccola. Per me scrivere è sempre stato semplicemente un modo, anzi IL modo, di essere me stessa. L’amore per la scrittura è sempre andato di pari passo con quello per la lettura. In questo senso, i miei più grandi maestri sono stati i miei genitori» Maria Consiglia Alvino

Maria Consiglia Alvino

Ciao Maria, benvenuta e grazie per aver accettato il nostro invito. Come ti vuoi presentare ai nostri lettori che volessero sapere di te quale scrittrice e poeta?

Ciao e grazie per l’invito. Sono una scrittrice esordiente. A luglio 2022 è uscito il mio primo romanzo, “A volte la neve” per la casa editrice Readaction di Roma. In precedenza, ho pubblicato racconti e poesie in alcune antologie. Scrivo per diversi blog letterari, come Exlibris20 e Readaction Magazine. Inoltre, faccio parte di una comunità poetica di nome Versipelle, per conto della quale curo, insieme ad altre poetesse, una rubrica intitolata “Lo Spazio di Atena” dedicata alla poesia femminile.

Chi è invece Maria Donna al di là della sua passione per la scrittura, per la letteratura, per la poesia e la lettura? Cosa puoi raccontarci di te e della tua quotidianità?

Ho 35 anni, sono sposata e mamma di Antonio Maria, un meraviglioso bambino di due anni e mezzo. Al di là di questo, insegno lettere nel liceo del mio paese d’origine, Atripalda, in provincia di Avellino. Amo il buon cinema e le serie TV; mi piace, nel tempo libero, suonare il pianoforte.

Qual è il tuo percorso accademico, formativo, professionale ed esperienziale che hai seguito e che ti ha portato a fare quello che fai oggi nel vestire i panni della scrittrice e poeta?

Tutto il mio percorso formativo è stato indirizzato dall’amore per la scrittura sin da quando ero piccola. In virtù di questa passione ho scelto il liceo classico e poi la facoltà di Lettere Classiche, che ho frequentato a Napoli, presso l’Università “Federico II”. Già al liceo ero particolarmente attratta dalla letteratura greca e per questo anche all’Università ho scelto sempre di laurearmi con delle tesi in questa disciplina. Non contenta, ho proseguito i miei studi con un dottorato di ricerca in Filologia, specializzandomi ulteriormente in letteratura greca. Il tempo dell’Università è stato per me fondamentale per crescere sia dal punto di vista culturale che da quello umano: ho avuto modo di vivere delle esperienze di studio all’estero in Germania e Francia che mi hanno segnato profondamente, aprendomi la mente. Tutto questo – echi dei classici greci e della letteratura europea, l’amore per il viaggio inteso come mezzo di conoscenza, la conoscenza delle lingue straniere – è parte integrante della mia scrittura. Così come il pensiero costante alla scuola e al mondo degli adolescenti e dei ragazzi. È come se una parte di me non avesse mai smesso di essere adolescente. Mi piace essere un’insegnante, perché stare in mezzo ai ragazzi mi dà modo di restare giovane e di riscoprire ogni giorno, insieme a loro, le voci di Dante, Manzoni, Leopardi, Ariosto, Calvino e tutti gli altri che non smettono mai di dire la loro.

Come nasce la tua passione per scrittura, per la poesia e per i libri? Chi sono stati i tuoi maestri e quali gli autori che da questo punto di vista ti hanno segnato e insegnato ad amare i libri, le storie da scrivere e raccontare, la lettura, la poesia e la scrittura?

Scrivo da quando ero molto piccola. Per me scrivere è sempre stato semplicemente un modo, anzi IL modo, di essere me stessa. L’amore per la scrittura è sempre andato di pari passo con quello per la lettura. In questo senso, i miei più grandi maestri sono stati i miei genitori: grazie a loro e ai libri che mai facevano mancare in casa, ho capito sin dalla più tenera età che in quelle pagine avrei trovato l’unico modo di essere davvero libera. E poi ho avuto tanti maestri: la maestra Maria, insegnante delle elementari, che mi ha trasmesso il gusto per le parole; le mie nonne, Elvira e Consiglia, con i loro racconti, sempre nuovi e sempre uguali, su guerra, amore e gioventù, che le hanno tenute a lungo in vita; Armando Saveriano, un poeta irpino purtroppo recentemente scomparso, che mi ha accolto tra i suoi amici, stimolandomi molto a scrivere e a sperimentare; Federico Preziosi, un mio amico poeta, che continua ogni giorno a spronarmi; tra i classici, considero i miei maestri Omero, Montale, Elsa Morante, Cesare Pavese, solo per citarne alcuni. E come dimenticare Louisa May Alcott. Senza aver letto a sette anni “Piccole donne” in versione integrale, senza aver conosciuto Jo March, probabilmente non sarei qui.

Ci parli del tuo romanzo d’esordio “A volte la neve”? Come nasce, qual è l’ispirazione che l’ha generato, quale il messaggio che vuoi che arrivi al lettore, quale le storie che ci racconti senza ovviamente fare spoiler?

In realtà io ho scritto sempre principalmente poesia. Avevo, però, dei racconti abbandonati, risalenti principalmente al periodo in cui per studio mi trovavo in Francia. Erano storie di ragazzi che andavano via dal proprio paese. Alcuni volevano tornare, altri no. Quando a mia volta sono tornata in Italia forse ho sentito il bisogno di dare una sistemazione a quel sentimento di smarrimento che anche io, come i miei personaggi, provavo: quando recidi le tue radici, sei continuamente diviso tra il senso di appartenenza alla tua terra e il rifiuto di mentalità e schemi socio-culturali che non senti più tuoi. Non sai più chi sei, dove sei, cosa fare per dare un senso e una direzione alla tua vita. E così, anche grazie al seminario di scrittura tenuto dal poeta e scrittore Michele Caccamo, editore di Readaction, è nato “A volte la neve”. È un romanzo incentrato sull’amore e, per utilizzare una parola di Vito Teti, incentrato sul concetto di “restanza”: sull’importanza, cioè, di riuscire a restare e resistere nel luogo in cui si è, imparando ad essere terra fertile per sé stessi e per gli altri. Cosa che, almeno per me e per alcuni personaggi del libro, è molto difficile.

Chi sono i destinatari che hai immaginato mentre lo scrivevi?

Non ho pensato a un pubblico preciso: forse mentre scrivevo pensavo ai ragazzi della mia generazione, i trenta-quarantenni sballottati nella contemporaneità liquida e resi proni dalla passiva accettazione del concetto di “resilienza”. Dai riscontri che ho avuto, però, le vite dei protagonisti sono fonte di immedesimazione anche per gli adulti che in gioventù ha vissuto gli stessi problemi o che vedono i propri figli affrontarli. Quindi credo che “A volte la neve” possa interessare a un pubblico variegato: tocca, purtroppo, delle questioni purtroppo scottanti per ogni fascia d’età.

«… mi sono trovato più volte a riflettere sul concetto di bellezza, e mi sono accorto che potrei benissimo (…) ripetere in proposito quanto rispondeva Agostino alla domanda su cosa fosse il tempo: “Se nessuno me lo chiede, lo so; se voglio spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so.”» (Umberto Eco, “La bellezza”, GEDI gruppo editoriale ed., 2021, pp. 5-6). Per te cos’è la bellezza? La bellezza letteraria, della poesia e della scrittura in particolare, la bellezza nell’arte, nella cultura, nella conoscenza… Prova a definire la bellezza dal tuo punto di vista. Come si fa a riconoscere la bellezza secondo te?

Per me la bellezza è essenzialità e aderenza, per quanto possibile, al vero. Quantomeno alla propria verità interiore. Non penso possa esserci bellezza senza onestà intellettuale.

«Appartengo a quella categoria di persone che ritiene che ogni azione debba essere portata a termine. Non mi sono mai chiesto se dovevo affrontare o no un certo problema, ma solo come affrontarlo.» (Giovanni Falcone, “Cose di cosa nostra”, VII ed., Rizzoli libri spa, Milano, 2016, p. 25 | I edizione 1991). Tu a quale categoria di persone appartieni, volendo rimanere nelle parole di Giovanni Falcone? Sei una persona che punta un obiettivo e cerca in tutti i modi di raggiungerlo con determinazione e impegno, oppure pensi che conti molto il fato e la fortuna per avere successo nella vita e nelle cose che si fanno, al di là dei talenti posseduti e dell’impegno e della disciplina che mettiamo in quello che facciamo?

Io penso che occorrano sia il talento e la determinazione, sia le opportunità. Sia nel bene sia nel male, ho sperimentato nella mia vita che purtroppo il merito non sempre conta senza il sincero e generoso supporto di qualcuno che creda in te. Per fortuna sul mio cammino di autrice ho incontrato persone che mi hanno mostrato fiducia e che mi hanno aiutato nel mio percorso, come, appunto Armando Saveriano, i poeti della comunità Versipelle, Michele Caccamo, che non smetterò mai di ringraziare. E tanti ne sto incontrando, anche grazie ad “A volte la neve”.

«La lettura di buoni libri è una conversazione con i migliori uomini dei secoli passati che ne sono stati gli autori, anzi come una conversazione meditata, nella quale essi ci rivelano i loro pensieri migliori» (René Descartes in “Il discorso del metodo”, Leida, 1637). Qualche secolo dopo Marcel Proust dice invece che: «La lettura, al contrario della conversazione, consiste, per ciascuno di noi, nel ricevere un pensiero nella solitudine, continuando cioè a godere dei poteri intellettuali che abbiamo quando siamo soli con noi stessi e che invece la conversazione vanifica, a poter essere stimolati, a lavorare su noi stessi nel pieno possesso delle nostre facoltà spirituali. (…) Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L’opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, sMaria libro, non avrebbe forse visto in sé stesso.» (Marcel Proust, in “Sur la lecture”, pubblicato su “La Renaissance Latine”, 15 giugno 1905 | In italiano, Marcel Proust, “Del piacere di leggere”, Passigli ed., Firenze-Antella, 1998, p.30). Tu cosa ne pensi in proposito? Cos’è oggi leggere un libro? È davvero una conversazione con chi lo ha scritto, come dice Cartesio, oppure è “ricevere un pensiero nella solitudine”, ovvero, “leggere sé stessi” come dice Proust? Dicci il tuo pensiero…

Personalmente ritengo che siano vere tutte queste affermazioni. Quando si legge in profondità si apre un dialogo interiore con l’autore che va al di là di ogni tempo e di ogni spazio; ma la lettura è anche un momento di scoperta e conoscenza di sé; in fondo leggiamo per imparare a dare un nome alle cose, a ciò che viviamo.

«Non mi preoccupo di cosa sia o meno una poesia, di cosa sia un romanzo. Li scrivo e basta… i casi sono due: o funzionano o non funzionano. Non sono preoccupato con: “Questa è una poesia, questo è un romanzo, questa è una scarpa, questo è un guanto”. Lo butto giù e questo è quanto. Io la penso così.» (Ben Pleasants, The Free Press Symposium: Conversations with Charles Bukowski, “Los Angeles Free Press”, October 31-November 6, 1975, pp. 14-16.) Secondo te perché un romanzo, un libro, una raccolta di poesie abbia successo è più importante la storia (quello che si narra) o come è scritta (il linguaggio utilizzato più o meno originale, armonico, musicale, accattivante per chi legge), volendo rimanere nel concetto di Bukowski?

Io penso che la trama, nel caso di un romanzo, o il significato, nel caso di una poesia, non possano prescindere dalla cura della forma e dello stile. Forma e sostanza sono parte di una stessa inscindibile realtà. E un contenuto per arrivare davvero al cuore del pubblico deve quindi essere espresso in una forma originale, curata, musicale, evocativa. Si tratta di avere anche rispetto per l’intelligenza del lettore.

«Io vivo in una specie di fornace di affetti, amori, desideri, invenzioni, creazioni, attività e sogni. Non posso descrivere la mia vita in base ai fatti perché l’estasi non risiede nei fatti, in quello che succede o in quello che faccio, ma in ciò che viene suscitato in me e in ciò che viene creato grazie a tutto questo… Quello che voglio dire è che vivo una realtà al tempo stesso fisica e metafisica…» (Anaïs Nin, “Fuoco” in “Diari d’amore” terzo volume, 1986). Cosa pensi di queste parole della grandissima scrittrice Anaïs Nin? E quanto l’amore e i sentimenti così poderosi sono importanti per te e incidono nella tua scrittura, nella tua arte e nel tuo lavoro?

Io credo che in qualsiasi cosa si faccia, a prescindere dalla scrittura, si debbano mettere amore ed energia. La scrittura, almeno la mia, si nutre di un’immensa voglia di vivere. A volte penso che scrivo perché ho paura di morire.

Ci parli dei tuoi imminenti e prossimi impegni culturali e professionali, dei tuoi lavori in corso di realizzazione? A cosa stai lavorando in questo momento? In cosa sei impegnata che puoi raccontarci?

In questo momento sono impegnata con un lavoro di traduzione: sto traducendo la poetessa greca Anna Griva, ancora per l’editore Readaction. Tradurre è per me un atto fondamentale e irrinunciabile di arricchimento della lingua. Sto, inoltre, lavorando a una silloge di poesie che spero possa vedere presto la luce. Ho un’idea per un altro romanzo, ma sono ancora agli inizi…

Dove potranno seguirti i nostri lettori?

Possono seguirmi sulle mie pagine Facebook e Instagram.

Come vuoi concludere questa chiacchierata e cosa vuoi dire a chi leggerà questa breve intervista?

Grazie per l’accoglienza datami su questo spazio. Spero di avervi incuriosito un po’ e attendo i vostri commenti ad “A volte la neve”. Buona lettura!

Maria Consiglia Alvino

https://www.facebook.com/consiglia.alvino

https://www.instagram.com/mc_alvino/

Maria Consiglia Alvino

Il libro:

Maria Consiglia Alvino, “A volte la neve”, Readaction edizioni, Roma, 2022

Andrea Giostra

https://www.facebook.com/andreagiostrafilm/

https://andreagiostrafilm.blogspot.it

https://www.youtube.com/channel/UCJvCBdZmn_o9bWQA1IuD0Pg

Andrea Giostra al mercato di Ballarò a Palermo_Ph. Mapi Rizzo

Gianfranco Angioni presenta il libro “Le metamorfosi imperfette” | di Fabia Tonazzi

0
Gianfranco Angioni, "Le metamorfosi imperfette", PAV edizioni, 2022

Gianfranco Angioni, autore Pav, ci incuriosisce con il suo libro “Le metamorfosi imperfette”. Se amate i romanzi non potete perdervi le mille vicissitudini che vive Glauco, il protagonista. Si tratta di un romanzo sorprendente in cui si intrecciano vicende di persone comuni, si analizzano i limiti, le deviazioni, non ci si annoia di sicuro! Ma perchè si parla di metamorfosi imperfetta? Ebbene, la natura umana è immutabile a dispetto dei condizionamenti cui l’uomo stesso la può sottoporre, le trasformazioni repentine degli esseri viventi riescono solo nella mitologia e nella letteratura. Nel caso degli esseri umani sono, appunto, metamorfosi imperfette!

Gianfranco, parliamo del protagonista Glauco e la sua vita: davvero per lui partire significa cambiare tutto?

No, non tutto. Cambia l’ambiente, i contatti umani, ma Glauco rimane sempre la stessa persona. Prova a cambiarsi, poi la sua vera natura ha il sopravvento e ne segna il destino. A questo contribuisce anche l’interazione con gli altri esseri umani.

Glauco è un personaggio complesso, ho voluto che fosse espresso dalla mia passione per la mitologia. Nel romanzo vi sono riferimenti a varie situazioni: Glauco era pescatore che acquisisce virtù divinatorie (Glauco ha sogni premonitori) e diviene mezzo uomo e mezzo pesce (una metamorfosi), diviene immortale ma invecchia (impossibilità a cambiare del tutto). Ha relazioni con Scilla (quella di Scilla e Cariddi), con Arianna (quella del labirinto), ma non solo. Ho pensato allo Jokerman manipolatore di Bob Dylan, quello che emerge dall’acqua con dei serpenti avvolti alle braccia. E non solo. Egli è personaggio mitico e per questo immaginario, che va oltre lo svolgersi della storia che racconto. Anzi, più che una storia è una tragedia.

Glauco e le donne: il suo rapporto con sua moglie Angela

Nei primi anni del loro rapporto, l’innamoramento gli fa vedere tutto bello e diverso, la realizzazione di un sogno, poi Glauco diviene stufo della consuetudine, del déjà-vu, non gli basta più e non vuole più accettare questa situazione si dedica alla ricerca della compagna ideale. Non l’aiutano nemmeno i comportamenti di Angela. Lei si è adagiata nelle abitudini, nel quotidiano. Glauco no, lui si sente vitale, vorrebbe qualcosa di più dalla sua vita.

Glauco e la sua amante Sheila: persona discreta o semplicemente un bravo attore?

Glauco è umano, non recita, si comporta secondo il suo essere e il suo sentire. Questo personaggio raccoglie in sé molti aspetti presenti nel genere umano come la ricerca degli ideali, lo sforzo per cercare di realizzarli, ma anche aspetti negativi come la superficialità, l’incostanza e l’infedeltà.

Glauco e Arianna: un sogno impossibile?

Apparentemente no, in effetti col procedere del racconto, si rivela un’impresa impossibile perché Glauco non sa di doversi confrontare con una persona molto complessa, già segnata duramente dalla vita. La vede come un ideale che in buona parte è estetico, sottovalutando la reale portata dei comportamenti di Arianna.

Perché hai scelto proprio le mani come simbolo di eleganza quando parli della donna?

Non è per feticismo, solo per un fatto estetico. Di mani belle ne è piena la storia dell’arte. Penso a quelle dipinte da Egon Schiele. Del resto, come anche per altri personaggi del romanzo, avevo un modello reale da descrivere: era proprio una guida turistica incontrata proprio a Istanbul. Era fine, elegante e vitale nel suo interagire con noi turisti. Mi aveva proprio colpito e l’ho voluta nel mio romanzo. Ecco, nella scelta dei personaggi, nei loro comportamenti c’è qualcosa di personale, qualcosa che devo rimuovere per passare ad altro nel progredire del romanzo. Però descrivendoli li faccio  sopravvivere al ricordo, non sono più dei LED accesi nella mente e posso dedicarmi  ad altro. Scrivere è un fatto di ispirazione, ma anche di gestione del nostro vissuto e dei nostri pensieri, aprire dei cassetti nella memoria e cercare qualcosa. A volte non ne siamo coscienti e la storia si dipana quasi autonomamente. Di sicuro dobbiamo aver pensato a un inizio e a una fine, deve esserci un’idea di fondo che lega tutto.

Gianfranco Angioni, in pillole

  • Nasce a Cagliari nel 1947.
  • Ho vissuto a Cagliari, a Milano e provincia dal 1978. Dal 2014 vivo a Sassello (SV).
  • E’ chimico di formazione, frequenta il corso di pittura per Artefici dell’Accademia di Brera a Milano per quattro anni.
  • Inizia presto a dipingere e a scrivere, inizialmente poesie e poi romanzi e racconti.
  • Dal 2014 si dedica al 100% alla pittura e alla scrittura.
  • Espone dipinti a Londra, Parigi, Zurigo e a Milano, Savona, Genova, Bologna, Piacenza, Modena, Venezia. Oltre a vari centri in Liguria, Veneto e Piemonte.
  • Ha uno spazio espositivo personale a Sassello, SV
  • Su galleriamilanese.com espone dipinti e collabora come curatore e con articoli su Arte e Cultura .
  • Ama l’arte e crede che perseguire ideali di bellezza contribuiscano al personale e all’altrui bagaglio culturale.
  • Non scrive o dipinge per vendere, ma lo fa solo per esigenza personale, senza dimenticare che i prodotti artistici devono essere mostrati e fruiti da lettori e spettatori.
  • I prodotti dell’attività artistica possono attrarre o respingere il fruitore, ma lo scopo è creare comunque emozione e, se questo accade, la persistenza di tale emozione nella memoria può stimolare gli altri, accrescere conoscenza.
  • Studia i comportamenti umani e le relative implicazioni psicologiche e psichiatriche.

Il libro:

Gianfranco Angioni, “Le metamorfosi imperfette”, PAV edizioni, 2022

https://pavedizioni.it/prodotto/le-metamorfosi-imperfette 

“Tuo marito ha un’altra”: rivelare il tradimento all’amica o proteggerla con il silenzio? | di Daniela Cavallini

0
Daniela Cavallini

Amiche ed Amici carissimi, a molti di noi è capitato di trovarci nella complicata condizione di conoscere la verità riguardante la nostra più cara amica: il tradimento del marito, fidanzato  o compagno che sia  e porci la classica domanda “cosa faccio, glielo dico o mantengo il segreto?”

In virtù del fatto che molte volte le apparenze ingannano, è pleonastico asserire d’esserne certi, davvero scevri da ogni minimo dubbio, ed agire con la consapevolezza che in entrambe le possibili decisioni emergono pro e contro che pongono a rischio la nostra coscienza e l’amicizia.  Valutiamoli insieme.

“E’ la mia più cara amica, non posso tacerle una tale gravità”

Innanzitutto chiariamo che il concetto di gravità è soggettivo e tale valutazione è dunque attinente al nostro stile di pensiero. Inoltre, poniamoci nei panni dell’amica: vorremmo sapere? Altra considerazione strettamente personale. D’istinto tutti tendiamo a ritenere cosa sia meglio per gli altri assecondando i nostri schemi e talvolta ad agire di conseguenza, salvo pentircene.

A mio parere, questa  situazione detiene il primato della delicatezza in quanto la nostra rivelazione può manifestare conseguenze potenzialmente devastanti.

Tralasciando l’aulicità dell’Amore, nella prosaicità quotidiana di una coppia sono insiti equilibri, taluni molti fragili e percepiti tra i partner nella silente consapevolezza che “chiudendo un occhio” è possibile garantirsi un tenore di vita quantomeno placido. Ipocrisia? Convenienza anteposta alla sincerità? Paura? Rassegnata sottomissione? Dipendenza/codipendenza affettiva? Profondo affetto in sostituzione di “quello che dovrebbe essere”? Chi, ergendosi a paladino della lealtà, ritiene di potersi elevare a giudice delle scelte di vita altrui, arrogandosi il diritto di sgretolarle?

Seppure paghe della sincerità amicale, magari non escludendo un pizzico di narcisistico compiacimento, ribadisco, come ci percepiremmo nei suoi panni? Vale a dire, trovarsi improvvisamente catapultata in una situazione (certamente sospettata, forse tollerata, ma la cui conferma “urla” la differenza) che esige una decisione contestualizzabile nell’immediatezza di una scelta tanto difficile e dolorosa?

Mi sovviene l’immagine di una trappola senza via d’uscita: affrontare “lui” è l’opzione senza ritorno, significa essere pronta all’abbandono – subìto o inferto che sia – o all’ autorizzazione nel proseguire un’unione palesemente “disunita” ed ora pure inficiata dal risentimento. L’ipotesi procrastinante è una possibilità contemplabile, tuttavia impone chiarezza d’obiettivo, nervi saldi e mente lucida oltre alla “competenza gestionale” della provvisorietà. Va da sé che la verità puo’ essere altamente destabilizzante per la coppia, nonché per gli eventuali figli.

Mi reputo – e tale mi ritengono – una “buona amica”, sincera e disponibile nell’offrire il mio aiuto, consistesse anche solo nell’offrire la spalla su cui piangere, ma mai interferirei con informazioni destabilizzanti, salvo in casi eccezionali, qualora il mio contributo – ovviamente comprovabile- potrebbe ad esempio, sovvertire l’esito di una separazione legale.

Concentrata sui “contro”, mi accorgo di aver tralasciato i “pro”, tuttavia, salvo eccezionalità, non me ne sovvengono.

Un abbraccio

Daniela Cavallini  

“Lo Sport come strumento educativo” | di Aurora d’Errico

0
Aurora d'Errico e Pietro Mennea

Bentornati nella mia rubrica “In salotto con Aurora” di Mobmagazine.it.

Quando il teologo ed educatore Thomas Arnold (1795-1842),fondò la pedagogia sportiva, intesa come una sorta di strumento con il fine di “educare divertendo”, su ispirazione del barone De Coubertin, (considerato come il promulgatore dell’idea sportiva, che avrebbe trovato la sua massima realizzazione nei giochi olimpici), non sapeva che avrebbe dato l’avvio ad una nuova forma di educazione. Educare, da “educere”, ovvero tirar fuori, guidare, attraverso cui si costruisce, si forma una persona. Ed effettivamente, l’obiettivo dello sport di Thomas Arnold, era proprio quello di abituare il corpo dei ragazzi a sopportare le varie criticità, temperandone in questo modo oltre il fisico, anche il loro carattere, in modo da preparare i suoi allievi a diventare uomini con un carattere vincente, in quanto la competizione, quella “sana”, aiuta ad abituarsi e quindi a reagire alle varie frustrazioni che derivano dall’insuccesso per una determinata impresa. L’ uomo è stato sempre accompagnato dalla competizione fin dalle sue prime origini: per la sopravvivenza, per la riproduzione, per il cibo, per ogni cosa. Lo sport rappresenta sicuramente uno strumento educativo che mediante l’impegno costante e la pratica, può insegnare l’importanza della disciplina, della sfida e dell’amicizia, necessaria non solo nella competizione agonistica, ma anche e soprattutto, per insegnare ad affrontare le sfide continue che ci propone la vita. Imparare ad apprezzare il senso di ogni minima fatica che richiede impegno, per lo sport equivale a temperare il carattere di ogni atleta e a forgiarlo in modo tale da misurare le proprie attitudini e potenzialità al fine di raggiungere determinati traguardi prefissati. Ogni cosa ha un prezzo, un sacrificio, infatti se il maratoneta ha l’obiettivo di partecipare ad una gara, dovrà allenarsi per mesi o addirittura per anni, al fine di abituare il proprio fisico a sopportare la fatica della corsa, il sudore, il consumo di energia. La stessa cosa accade nella vita di tutti i giorni, quando ci mettiamo in discussione e alla prova per ottenere un lavoro, un titolo di studio, per superare una prova d’esame o, semplicemente per vivere una relazione di coppia o di amicizia. Lo sanno bene i tanti atleti, diventati campioni ciascuno nelle proprie discipline, come: Nadia Comaneci, Dick Fosbury, Mark Spitz, Jesse Owens, Pietro Mennea, Usain Bolt, Carl Lewis, Federica Pellegrini, Valentina Vezzali e tantissimi altri.

Aurora d’Errico e Usain Bolt

L’agonismo nello sport, come nella vita, può considerarsi l’anima delle cose, senza ovviamente, esagerare, perché il suo eccesso potrebbe rovinarlo. Ai giovani occorre insegnare, attraverso lo sport, a combattere onestamente, con lealtà e sacrificio e a non cedere all’arroganza e, anche se a volte le gare si perdono, questo deve insegnare che da ogni sconfitta ci si deve sempre rialzare con umiltà e ricominciare a gareggiare meglio di prima, senza mai arrendersi. Per questo esistono le maratone come quella di New York, che si svolge proprio nel mese di novembre di ogni anno e che raccoglie centinaia e centinaia di atleti provenienti da ogni parte del mondo, la maratona di Boston, Chicago, Berlino, Londra, Tokyo. Così come esistono le Olimpiadi, il complesso di competizioni sportive internazionali che si svolgono ogni quattro anni. E tante altre manifestazioni legate allo sport, come quella che è avvenuta nel mese di ottobre nella città di Pescara, nella prima edizione di “PESGARA per la legalità”, in cui centinaia di persone si sono ritrovate sia per una gara podistica che ha richiamato numerosi atleti tra cui Stefano Tilli, campione olimpionico, Yassine Rachik e tanti altri, sia per la passeggiata non competitiva per le vie del centro della città, in cui hanno aderito numerose personalità tra cui il Sindaco Carlo Masci, l’Assessore allo sport del Comune di Pescara, Patrizia Martelli, il Presidente del Tribunale di Pescara Angelo Bozza, il Capo della Procura Giuseppe Bellelli, il Procuratore aggiunto Anna Rita Mantini, il Prefetto Giancarlo Di Vincenzo, il Questore Luigi Liguori.

Aurora d’Errico, il Presidente del Tribunale di Pescara Angelo Bozza, il Capo della Procura di Pescara, Giuseppe Bellelli, il Sindaco di Pescara, Carlo Masci.

Il termine “sport” è apparso agli inizi del 1500 e trae origine da una parola inglese “divertimento” e da un’abbreviazione del termine francese “desport”, ovvero “diporto”, svago, divertimento. Del resto, nell’antica Grecia, lo sport, rappresentava lo strumento per rendere più solenni i loro riti religiosi, glorificando gli dèi, in modo da creare un’occasione simbolica per accostare gli atleti alle loro divinità. È dalle olimpiadi greche che traggono origine le profonde radici dell’agonismo, volto ad identificare i valori originari ed i contenuti ideali racchiusi nella competizione di qualsiasi gioco. A volte si perde ed altre volte si vince ed è proprio questo il senso della vita, perché è attraverso lo sport che noi impariamo ad affrontare con coraggio e determinazione gli ostacoli che la vita stessa ci presenta ogni giorno. Perché crescendo nella sofferenza, nel sacrificio, nell’umiltà, possiamo raggiungere la consapevolezza che tutto è possibile se ci si impegna con assidua volontà. Il gioco corretto, leale, non significa solo stare “alle regole”, ma significa che proprio grazie a quelle “regole”, e, soprattutto, rispettandole, è possibile mettersi nelle condizioni di conseguire ciò che ci sta veramente a cuore e come diceva il grande Pasolini: “Penso che sia necessario educare le nuove generazioni al valore della sconfitta. Alla sua gestione. All’umanità che ne scaturisce. A costruire un’identità capace di avvertire una comunanza di destino, dove si può fallire e ricominciare senza che il valore e la dignità ne siano intaccati.  A non divenire uno sgomitatore sociale, a non passare sul corpo degli altri per arrivare primo…” Ecco, questo è il vero senso dello sport, questo è il vero senso della vita.

Aurora d’Errico

Maria Francesca Mariano: Una storia di donne | di Stefania P. Nosnan

0

“La scialletta rossa. Una donna di mafia” del giudice Maria Francesca Mariano. Una storia di donne, di forza e di evoluzione. È così che Maria Francesca Mariano ci presenta la sua protagonista, prendendo la parola in veste di narratrice alla maniera omerica e prefigurandoci in poche righe l’intera vicenda.

La conosciamo meglio in questa intervista:

Dott.ssa Mariano è un piacere averla tra le pagine di Mob Magazine nella sezione Libri&Dintorni. Ci può presentare il suo libro? Il libro racconta la struttura mafiosa dal suo interno ed in particolare le dinamiche della Sacra Corona Unità attraverso la storia di una donna al vertice del clan che, nel tempo, andrà incontro al pentimento divenendo collaboratore di giustizia, quando la sua esperienza di vita la porterà a riconnettersi con la sua umanità

Una storia non facile quella che lei ci racconta con “La scialletta rossa. Una donna di mafia”. Come è nato questo libro? Il romanzo e’ nato da decenni di processi di mafia trattati e decisi bella mia professione di giudice penale

Quando ha capito di essere portata per la scrittura? Non ho capito di essere portata per la scrittura. Scrivo da sempre, poesie, prosa, teatro

Che segno vuole lasciare con questo suo romanzo e nei lettori? Con il romanzo porto a conoscenza del lettore un mondo sconosciuto per chi non sia addetto ai lavori, trasferendo un importante bagaglio conoscitivo con lo scopo che lavori nelle coscienze

Perché è importante raccontare oggi, una storia come quella narrata nel suo romanzo? Oggi è importante parlare di questi temi per spiegare come ci si possa contrapporre alle forme di sopraffazione violenta lasciando, in ogni situazione, sempre aperta la strada del cambiamento

I suoi prossimi progetti letterari?  I miei prossimi progetti letterari sono top secret

Ode all’Oca | di Maria Rosa Bernasconi

0
piatto dipinto da Maria Rosa Bernasconi

 

 

“Per quanto allunghi il collo non diverrà mai un cigno”

Ma fuor d’acqua lui cammina in modo imperfetto

Le cattiverie sul conto dell’Oca sono un macigno

E al sentirle tutte un cuore sensibile non prova diletto.

 

Ci sono animali brutti: la tartaruga e il rinocerotnte

Che non mostrano certo un’intelligenza superiore

Ma sull’Oca le malelingue sono crudeli e pronte

A ritenerla il simbolo della stupidità, una senza valore.

 

Ma se diamo dell’Oca a qualcuna, lei non s’offende

Intelligentissima e monogama, fedele quanto i cani

Abbiamo la pelle d’Oca che la forte emozione provoca

Penne per la scrittura intinte nell’inchiostro del domani.

 

Le Oche selvatiche volano in alto più degli uccelli

Quella domestica può vivere anche ottant’anni

Fare l’Oca giuliva è per confondere i fini cervelli

Saltare, giocare, starnazzare senza fare troppi danni.

 

Il mese di Novembre è tutto dedicato all’Oca

Ma la leggenda la lega all’estate di San Martino

Riscattiamo la brutta nomea che non ha la foca

Facciamo sì che la poveretta non finisca nel piattino.

 

Il fois gras è il cibo più crudele al mondo

Io che le amo, le ho dipinte e tutte esposte

Ode all’Oca che non andrà messa al bando

Una protagonista unica nel gioco delle feste.

Maria Rosa Bernasconi

giuoco dell’oca

“La dieta del cuore” di Filippo Nannicini- Jolly Roger Edizioni

0

 

“Il cibo come cura. Anzi, di più: come la cura che più di qualunque farmaco può assicurarci la salute. È necessario cominciare a vedere il rapporto con il cibo in questa ottica; solo se riuscirete a fare vostro tale concetto otterrete gli straordinari risultati che descrivo all’interno del libro. Se sarà invece la “gola” e non il “cervello” a prendere il sopravvento, allora perderete un’occasione unica per garantirvi una lunga vita di salute”.

 

“La dieta del cuore” di Filippo Nannicini è stata edita dalla casa editrice Jolly Roger. Fa parte della prestigiosa collana “MedicinaSì”. È una collana nata sull’esperienza di C.o.r.o.c.a. Group che, dal 2000 assiste in modo etico e trasparente le vittime di errori medici, dando voce e sostegno a chi si è visto negare un diritto essenziale garantito dalla Costituzione: quello alla salute. Il manuale è una vera e propria guida su come vivere meglio e vivere più a lungo. In omaggio i lettori avranno anche il “software omegabyte” per creare la propria dieta personalizzata.

Proporre oggi una nuova dieta, e oltretutto propagandarla come la migliore delle diete, oltre che un banale omaggio alla moda, può essere senza dubbio considerato anche assai presuntuoso. Diete ipocaloriche, iperproteiche, iperlipidiche, ipolipidiche, dissociate, diete cosiddette a zona e così via, tutti i mass media ci bombardano di messaggi sulle diete migliori. Tutti hanno ragione. Ogni dieta è la migliore e cercando su Internet si trovano in vendita (considerando tutte le lingue) oltre 1000 libri di diete. Intanto, il significato del termine dieta. La prima cosa che ci viene da pensare è dieta come sinonimo di alimentazione per dimagrire. A non tutti può venire in mente dieta come alimentazione per non ammalarsi e vivere più a lungo. Ma esiste davvero una dieta migliore, anzi la dieta migliore? E come si fa ad essere così sicuri che davvero sia la migliore? La risposta, se si vuole, è molto semplice. La dieta migliore è quella dieta, o meglio quel sistema alimentare, che fa ammalare di meno e morire più tardi. Ed esistono davvero dei regimi alimentari che ci fanno ammalare poco e morire più vecchi? La risposta è senza dubbio sì.

 

Sinossi

La combinazione perfetta per mettere il tuo cuore in cassaforte: Mangiare bene e sentirsi bene non vuol dire vivere più a lungo. Mangiare bene per vivere più a lungo non significa sempre sentirsi bene. E se mangiare bene volesse anche dire sentirsi bene e vivere più a lungo? “Il cibo come cura. Anzi, di più: come la cura che più di qualunque farmaco può assicurarci la salute. E necessario cominciare a vedere il rapporto con il cibo in questa ottica; solo se riuscirete a fare vostro tale concetto otterrete gli straordinari risultati che descrivo all’interno del libro. Se sarà invece la “gola” e non il “cervello” a prendere il sopravvento, allora perderete un’occasione unica per garantirvi una lunga vita di salute”.

 

Biografia dell’autore

Il dottor Filippo Nannicini è nato il 6 gennaio 1964 a Prato. Si è laureato in Medicina e Chirurgia presso la Facoltà di Firenze nel 1989, ed ha conseguito la specializzazione in Cardiologia all’Università di Firenze nel 1995. Lavora da circa 25 anni come Cardiologo ambulatoriale a Prato. Da oltre 25 anni si interessa delle problematiche dietetiche legate alle malattie cardiovascolari in seguito alle evidenze maturate nel corso della propria attività. Sull’argomento ha tenuto relazioni in numerosi congressi ricevendo l’interesse della comunità medica.

Autore: Filippo Nannicini
Editore: Jolly Roger
Collana: Medicinasì
Anno edizione: 2022
In commercio dal: 29 giugno 2022
Pagine:407 p.

“L’Autismo visto da una prospettiva diversa” ǀ di Giovanni Tommasini e Maria Teresa De Donato ǀ La recensione di WWWITALIA

0

 

L’Autismo visto da una prospettiva diversa. Tutt’altro che un manuale sul disturbo del neuro sviluppo collegato ai disturbi dello spettro autistico, niente di tecnico nel libro che Giovanni Tommasini e Maria Teresa De Donato tributano al Successo di Cesare, che sottotitola la pubblicazione. Piuttosto si tratta della narrazione di un incontro, tra l’inesperto educatore e un bambino bellissimo prigioniero di una gabbia che lo relega in disparte, scritta in punta di cuore. Nella ricerca della porta per entrare nel mondo di Cesare, Giovanni metterà in gioco se stesso, il suo mondo e la sua storia, ritrovandosi a compiere un cammino nel proprio vissuto e nel valore di ciò che lo circonda. La dichiarata impreparazione dell’educatore, che poi di questa esperienza farà la sua professione e la sua vita, si rivelerà un’arma vincente nel rapporto che andrà a instaurarsi tra l’uomo e il bambino. Così come la sensibilità e il rispetto dell’unicità di Cesare saranno la chiave che il bambino userà per conquistare un po’ di libertà e una certa autonomia nelle relazioni con l’altro, codificando un linguaggio per entrare in contatto con l’esterno. Una lotta per la libertà quella che i due protagonisti di questa bella storia combattono insieme, scoprendo l’amicizia, il rispetto e l’amore.

Puntuali le impuntature consegnate al racconto dalla sapiente penna di Maria Teresa De Donato, con le quali la scrittrice analizza e sottolinea i passaggi salienti della narrazione, consentendo utili riflessioni al lettore.

Ho trovato il racconto intriso di una umanità fatta di semplice attesa, assordante silenzio, rispetto dei tempi dell’altro. Ne consiglio caldamente la lettura per affrontare il discorso dell’autismo da una prospettiva decisamente diversa.

Eleonora Davide, Giornalista, Direttore Editoriale

“L’autismo visto da una prospettiva diversa” ǀ di Maria Teresa De Donato & Giovanni Tommasini

Fernando Pessoa: il poeta dell’inquietudine | di Giuseppe Storti

0
Fernando Pessoa

Pessoa scrittore portoghese, è stato definito insieme a Neruda il poeta più rappresentativo del XX secolo. Famoso, perché autore di opere cosiddette eteronime. Ovvero, scritte dalle tante personalità che sentiva di rappresentare, e che non erano altro che i fantasmi della propria anima, che agitandosi creano personaggi esterni alla persona dell’autore. Ecco come lui stesso definisce siffatti personaggi: “Vado mutando di personalità, vado arricchendomi della capacità di creare nuove personalità, nuovi modi di fingere che io comprenda il mondo, o meglio, di fingere che lo si possa comprendere.” Una delle sue opere eteronime più famose è il cosiddetto libro dell’inquietudine a firma di Bernardo Soares. Il libro contiene centinaia di riflessioni di Soares, una serie di pensieri sparsi che rappresentano la marea di inquietudini che agitano l’animo umano, nello scorrere incessante della vita. I temi della sue riflessioni sono quelli tipici delle opere del grande autore portoghese. Soares riflette sulla vita, sulla morte, sull’anima, sulle sue memorie più intime e sullo scorrere del tempo, ed infine sulle emozioni che nascono dentro e fuori di se. Il libro dell’inquietudine è una sorta di grande zibaldone di leopardiana memoria, in cui l’autore annota in maniera maniacale, ciò che sente. Lui stesso, fa capire al lettore il senso incessante di questo suo “sentire” ogni istante della sua narrazione umana : “Se scrivo ciò che sento è perché così facendo abbasso la febbre di sentire” Un’opera che potremmo definire omnia, infatti l’autore impiegò ben 22 anni per completarla. Ogni riflessione è nel contempo un carezza e un colpo. Una vita la sua all’insegna dell’inquietudine, che in maniera circostanziata esprime nelle sue opere, e nel celebre libro dell’inquietudine. L’irrequietezza del suo animo si riverbera sui comportamenti e sulle abitudine della sua breve e tormentata vita. Infatti per l’eccessivo consumo di alcool muore a soli 47 anni di cirrosi epatica. Ma la sua vita sempre appesa ad un filo non scalfisce la soave bellezza dei suoi versi e dei suoi scritti, in cui è facile riconoscersi: a tal punto da riuscire a sentire le stesse emozioni e sensazioni che Pessoa ci ha lasciato per sempre impresse nei suoi scritti.  Ci piace terminare questo breve ritratto del grande poeta e scrittore portoghese con una sua poesia che è una metafora della morte, che lui definisce come una curva che copre la strada impedendone la visione. Ugualmente la curva della morte impedisce per sempre di vedere e/o rivedere una persona che abbiamo amato. Una lirica davvero bella che merita di essere riletta. Eccola: “la morte è la curva della strada, morire è solo non essere visto. Se ascolto sento i tuoi passi esistere come io esisto. La terra è fatta di cielo. Non ha nido la menzogna. Mai nessuno si è smarrito. Tutto è verità e passaggio.” Insomma Pessoa è davvero il poeta dell’inquietudine.

Giuseppe Storti

Le “Novelle brevi di Sicilia” e “Mastr’Antria e altri racconti” | Recensione di Paula Lory Marchesin

0
Paula Lory Marchesin

“Le Novelle brevi di Sicilia”:

Ho letto la quarte edizione delle “Novelle brevi di Sicilia”, con incluse le store del periodo Covid-19, guardato i video e letto alcune recensioni, poi mi sono fermata perché volevo scrivere le mie impressioni senza essere influenzata da altre opinioni.

Per me, le storie delle Novelle costituiscono un mosaico dove i vari frammenti si uniscono e proiettano scene che si intersecano e si completano. Così la natura, la storia, tradizioni e personaggi si muovono, si mescolano, diventano un tutto che è la Sicilia. La brevità permette al lettore di passare da un racconto all’altro, di seguire il filo delle emozioni che li lega. Molto acuto anche il modo con cui, con pochi tratti, Andrea Giostra caratterizza i personaggi.

A questo proposito, tra i racconti aggiunti nella IV edizione, sono rimasta affascinata dall’ultimo: “Il Dipinto”, per me è un piccolo capolavoro a sé stante: l’uso dei materiali, i colori che diventano emozioni ora ruvide o possenti e violente. Il lettore vede oltre il quadro, penetra nella psiche della donna, partecipa alla sua passione, furore, disperazione, desiderio, amore viscerale. Affascinante!

Paula Lory Marchesin

Rupe Mutevole, IV edizione delle “Novelle brevi di Sicilia”

“Mastr’Antria e altri racconti” (libro inedito):

Ciao Andrea,

mi sono presa un po’ ti tempo per leggere le novelle di Mastr’Antria. Decisamente più complesse e articolate rispetto alle “Novelle brevi di Sicilia”, sia in quelle dove parli della natura che quelle relative ai personaggi.

Come ti ho scritto in una mail precedente, la natura tu la rendi vibrante, viva e partecipe delle sensazioni che i personaggi vivono. Il mare, il sole, tu li fai sentire anche al lettore che le sente quelle carezze delle onde, quel calore del sole che stordisce.

Altro elemento che caratterizza la raccolta è la forte sensualità, la passione. Piacevole e intrigante con queste figure femminili che donano tutte se stesse, si abbandonano con corpo e anima. Il lato positivo, per me, è che i momenti più intensi, intimi sono resi in modo raffinato e poetico.

A questo proposito, ho notato come le donne, salvo un caso forse, si abbandonino alla passione, anche con mente e cuore.

L’abbandono è sia fisico che emotivo e spirituale: ciò che distingue l’amore dalla mera passione.

Ho notato altresì, non me ne volere, che per i protagonisti maschili dei racconti è diverso: la passione può durare, ma se c’è solo quella, col tempo resta ben poco. Una visione un po’ machista è quella che ne ricavo.

I racconti riguardanti il nonno mi hanno creato delle difficoltà per l’uso del dialetto. Alcune parti le ho capite e l’esperienza in Australia per anni è interessante e anche divertente. Tuttavia, credo di essermi persa parti essenziali.

Un caro saluto,

Paula Lory Marchesin

Andrea Giostra, “Mastr’Antria e altri racconti”, inedito

Chi è Paula Lory Marchesin?

Insegnante di inglese, scrittrice, artista, blogger, che nel suo sito web ufficiale si definisce così: «Sono Lori (ma anche Paula). Qui ci sono i miei scritti e arte digitale.»

https://www.paola45.it/

https://www.facebook.com/paula.grenside

DOVE LEGGERE O SCARICARE GRATUITAMENTE LA III EDIZIONE DELLE “NOVELLE BREVI SI SICILIA”:

https://andreagiostrafilm.blogspot.com/2017/09/novelle-brevi-di-sicilia-mia-nonna-vita.html

https://mobmagazine.it/blog/2020/01/3-libri-in-regalo-di-andrea-giostra/

QUALI LE 5 CASE EDITRICI CHE HANNO PUBBLICATO IL LIBRO E COME ACQUISTARE ONLINE LA IV EDIZIONE DELLE “NOVELLE BREVI DI SICILIA”:

“CTL editore”, Livorno, “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione, aprile 2022:

https://www.ctleditorelivorno.it/product-page/novelle-brevi-di-sicilia

“Casa Cărții de çtiință” ed., Cluj-Napoca, Transilvania, Romania, settembre 2021. “Povestiri scurte din Sicilia”, IV edizione:

https://www.casacartii.ro/editura/carte/povestiri-din-sicilia/

“Biblios ed.”, Milano, dicembre 2020. “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione:

“Rupe Mutevole ed.”, Bedonia (Parma), novembre 2020. “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione:

https://www.rupemutevole.com/shop-online?ecmAdv=true&page=5

“La Macina onlus ed.”, Roma, ottobre 2020. “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione:

https://www.lamacinamagazine.it/pubblicato-il-libro-novelle-brevi-di-sicilia/

“StreetLib”, Milano, agosto 2017, “Novelle brevi di Sicilia”, III edizione:

https://totembooks.io/products/9788826051369-novelle-brevi-di-sicilia?_pos=1&_sid=5fe4e489f&_ss=r

https://www.amazon.it/Novelle-brevi-Sicilia-Andrea-Giostra/dp/8826051364/ref=sr_1_2

LE RECITE DELLE NOVELLE E DEI RACCONTI REALIZZATE DA 30 ARTISTI, ATTRICI E ATTORI:

Se invece il lettore volesse ascoltare i video-clip da YouTube o da Facebook Watch, con tutti gli artisti (sono 30 attori e attrici professionisti e semiprofessionisti) che hanno letto e interpretato i racconti e le novelle siciliani, li potrà trovare nei link a seguire:

“Audio-letture di oltre 120 Novelle e Racconti siciliani di Andrea Giostra” | Leggono 30 artisti: attrici e attori professionisti e semiprofessionisti:

da YouTube:

da Facebook Watch:

https://www.facebook.com/watch/124219894392445/434295254615223

Andrea Giostra

https://www.facebook.com/andreagiostrafilm/

https://andreagiostrafilm.blogspot.it

https://www.youtube.com/channel/UCJvCBdZmn_o9bWQA1IuD0Pg

Andrea Giostra al mercato di Ballarò a Palermo_Ph. Mapi Rizzo

Agli Amici della Musica il Trio Metamorphosi. Con il secondo appuntamento del Turno Pomeridiano prosegue il progetto dell’esecuzione integrale dei Trii con pianoforte di Beethoven | Lunedì 14 novembre, ore 17.15, Politeama Garibaldi

0
Trio Metamorphosi

Il secondo appuntamento del Turno Pomeridiano dell’Associazione Siciliana Amici della Musica, riprende un ciclo di concerti iniziato nelle stagioni precedenti e che vede protagonista il Trio Metamorphosi, impegnato nell’esecuzione integrale di tutte le composizioni che Ludwig van Beethoven ha dedicato alla formazione del trio violino, violoncello e pianoforte. Il concerto di lunedì 14 novembre alle 17.15 al Politeama Garibaldi è il penultimo dell’integrale e prevede l’ascolto del Trio in Si bemolle maggiore op. 11 “Gassenhauer”, le Quattordici Variazioni su un tema originale in Mi bemolle maggiore op. 44 e il Trio in Mi bemolle maggiore op. 70 n. 2.

Beethoven compose le Quattordici Variazioni cristallizzando così la sua dote nell’improvvisazione apprezzata dal nuovo gusto del pubblico, attratto dallo stimolante ascolto di un tema musicale che veniva stravolto, scomposto, arricchito dalla fantasia dell’esecutore pur mantenendo la sua riconoscibilità. Anche il Trio in Si bemolle maggiore op. 11 del 1798, dedicato alla Contessa Maria Wilhelmine von Thun, incontrò subito il favore del pubblico e  venne infatti chiamato “Gassenhauer”, ovvero “motivo popolare”. Per i salotti di Vienna, Beethoven compose il Trio in Mi bemolle maggiore op. 70 n. 2 dedicato alla contessa Marie Erdödy e il poeta Ernst Teodor Amadeus Hoffmann scrisse a proposito «quanto fosse profondo in lui lo spirito del Romanticismo e quanta genialità ci fosse nella sua musica».

Il Trio Metamorphosi – formato da Mauro Loguercio (violino), Francesco Pepicelli (violoncello) e Angelo Pepicelli (pianoforte) – è sulle scene da più di tre decenni e conta oltre settecento esibizioni in tutto il mondo ed incide per la prestigiosa etichetta Decca. Proprio per questa casa discografica nel 2019 ha intrapreso la pubblicazione di The Beethoven Piano Trios Poject in occasione del 250° anniversario della nascita del compositore celebrato nel 2020.

Il Trio Metamorphosi sarà nuovamente ospite degli Amici della Musica il 17 aprile prossimo, ultimo concerto della Stagione 2022/2023 che concluderà il ciclo dell’integrale beethoveniana. Per l’occasione saranno eseguiti anche dei Lieder del genio di Bonn con la partecipazione del soprano Monica Baccelli.

Di seguito il programma dettagliato del concerto.

Ludwig van Beethoven (Bonn 1770 – Vienna 1827)

Trio in Si bemolle maggiore op. 11 “Gassenhauer”

Allegro con brio

Adagio

Allegretto con variazioni

Quattordici Variazioni su un tema originale in Mi bemolle maggiore op. 44

Trio in Mi bemolle maggiore op. 70 n. 2

Allegro vivace

Largo assai

Presto

Per assistere al concerto, presso i punti vendita Mondadori Point (via Mariano Stabile 233) e Spazio Cultura Libreria Macaione (via Marchese di Villabianca 102) è possibile sottoscrivere l’abbonamento alla Stagione 2022/2023 che ha un costo da 70 a 120€ per 10 concerti del turno serale o del turno pomeridiano, o da 100 a 170 euro per i 20 concerti di entrambi i turni. Per gli studenti e gli under 30 l’abbonamento ad un turno ha un costo di 33 euro, ad entrambi di 55 euro. È anche possibile acquistare il singolo biglietto per lo spettacolo del 24 ottobre (intero 40 euro, ridotto 30 euro, posto in anfiteatro 20 euro).

NASCE «RISPIRAZIONI – MEDITAZIONI CONTEMPORANEE» TESTATA GIORNALISTICA E PROGETTO DI RICERCA CHE UNISCE ATTUALITA’ E YOGA, DIRETTA DA MARIO RAFFAELE CONTI

0
«RISPIRAZIONI - MEDITAZIONI CONTEMPORANEE»

Società, musica, ecologia, filosofia, serie tv, social, letteratura, cultura yoga e molto altro: il nuovo web magazine ha l’obiettivo di superare gli stereotipi della comunicazione e del mondo yoga, offrendo una lettura alternativa e consapevole del contemporaneo «Perché tutto non rimanga come prima» www.rispirazioni.it

«RISPIRAZIONI – MEDITAZIONI CONTEMPORANEE»

Con un Dna radicato nella comunicazione, nell’informazione e nell’autorevolezza delle fonti, nasce «Rispirazioni – Meditazioni Contemporanee», la nuova testata giornalistica diretta da Mario Raffaele Conti che recepisce e interpreta una chiara indicazione della società contemporanea, manifestamente orientata verso nuovi paradigmi di benessere psico-fisico, di sostenibilità e di spiritualità.

Fondata da un collettivo di autori affermati del mondo del giornalismo e dell’arte, «Rispirazioni – Meditazioni Contemporanee» rappresenta un’evoluzione della ricerca giornalistica nella direzione della ricerca individuale e riesce nell’obiettivo di leggere la trasformazione del sentire collettivo, integrando Attualità e Yoga come termini di un binomio oggi fondamentale.

Se definiamo l’Attualità – secondo i dizionari – come aspetto che riassume o rispecchia le caratteristiche e gli interessi del mondo contemporaneo, occorre guardare con attenzione lo spazio, importante, che lo Yoga occupa in esso. Infatti, nella sua evoluzione da tradizione millenaria Vedica a fenomeno globale, lo Yoga emerge con una portata rivoluzionaria che impatta sull’intera struttura della società. Da un punto di vista economico stiamo parlando di un boom mondiale da 60 miliardi di dollari (secondo le stime della piattaforma internazionale financesonline.com); da un punto di vista socioculturale parliamo di una diffusione senza precedenti di un movimento non-religioso, apolitico, di tale importanza da essere riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità. Lo Yoga è praticato da 200 milioni di persone diffuse in tutto il mondo ben oltre i confini dell’India, di tutte le età (35,2 milioni di adulti e 4,9 milioni di bambini e ragazzi negli USA secondo fonti CNN/CDC), di tutte le fasce sociali, economiche e culturali. In Italia sono oltre 2,5 milioni le persone che praticano questa disciplina, sia come pratica fisica, sia come ricerca interiore. I dati sono ovunque in crescita.

Ecco, dunque, che il binomio Yoga e Attualità richiede attenzione e un nuovo paradigma di comunicazione, legato alla realtà quotidiana e alla vita umana in tutti suoi aspetti, capace di leggere e interpretare le esigenze delle persone e la direzione verso cui si muove il mondo.

«Rispirazioni – Meditazioni Contemporanee» intende rispondere a questa necessità, colmando un attuale vuoto editoriale e culturale. Spingendosi ad usare un binomio cartesiano, fornendo ai lettori il trait d’union tra materia e spirito.

Non in competizione con le testate di settore dedicate allo yoga, né con quelle generaliste di informazione, «Rispirazioni.it» è il sito «che fa respirare la mente», come il nome vuole suggerire (fonte: http://www.rispirazioni.it/rispirazioni-cos-è). Il nuovo network offre spunti di riflessione e informazioni accreditate su temi importanti, molteplici e complementari del contemporaneo: società, ecologia, global warming, musica, letteratura, filosofia, storia, serie tv, benessere, psicologia. In questo contesto lo yoga è la lente con cui porre un nuovo sguardo – e un nuovo ascolto – verso ciò che ci circonda.

Così è possibile conoscere «Lo Yoga di Elisabetta», originale approfondimento ispirato alla serie tv

«The Crown» e tributo per la scomparsa della Regina; puntuale e innovativa la recensione sulla produzione musicale dei Beatles e di George Harrison nell’anniversario dei 60 anni dalla nascita della band; l’analisi sulla storia della Persia ci aiuta a comprendere le proteste delle donne iraniane e il taglio dei capelli come simbolo della lotta per la libertà «Woman Life Freedom»; in un’intervista podcast la dottoressa Licia Grazzi, Direttrice del Centro cefalee dell’Istituto Neurologico Besta di Milano, parla della meditazione come terapia per cefalee e ansia; non mancano i personaggi famosi, come la pianista internazionale Gloria Campaner, che racconta la matrice yogica del suo progetto artistico e divulgativo.

Sedici rubriche, undici curatori, tra i collaboratori voci note e voci emergenti capaci di dare impulso transgenerazionale a contenuti e linguaggi.

Tra le firme autorevoli quelle dei fondatori: Elia Perboni (ex «Corriere della Sera»), Franco Acquaviva (regista e critico teatrale), Riccardo Serventi Longhi (attore, regista, insegnante di Yoga), Guido Gabrielli (direttore di «Yoga Journal»). Direzione e coordinamento editoriale sono affidati a Mario Raffaele Conti, storica firma della carta stampata, ex caporedattore centrale del settimanale «Oggi», ora collaboratore di «Yoga Journal», ex speaker radiofonico su Radio Montecarlo, musicista, autore di libri, nonché insegnante di Raja e Hatha Yoga, che scrive: «Rispirazioni è un luogo aperto che risponde al bisogno di comunicare un modo diverso di vivere, di leggere, di ascoltare e di pensare, perché oggi abbiamo bisogno di nuove creazioni, di nuovi modi di intendere la vita e di guardare a noi stessi e alla realtà contemporanea».

L’estensione «Meditazioni Contemporanee» dichiara l’intenzione di superare omologazione e stereotipi che oggi influenzano il mondo della comunicazione e dello Yoga, con derive sterili da entrambi i lati: da un lato l’appiattimento di un sistema che tende a uniformarsi a un pensiero prevalente prediligendo la visibilità alla credibilità delle fonti; dall’altro l’interpretazione commerciale dello Yoga come contenitore per le più svariate “formule magiche” (yoga per le rughe, per dimagrire, per raggiungere la felicità, trovare il partner ideale, cambiare la propria vita, per avere successo).

Più di questo, lo Yoga oggi dimostra la validità scientifica dei suoi insegnamenti e diviene quindi un pilastro     per     affrontare     tutti     gli     aspetti     della     vita,     personale,     relazionale,     sociale.

È importante fornire strumenti nuovi e attuali per ampliare il dibattito e il senso critico dei lettori

– conclude il direttore Mario Raffaele Conti in questo senso Rispirazioni è un progetto di ricerca, utilizza una comunicazione multidisciplinare per contestualizzare nel mondo contemporaneo una filosofia millenaria, rimanendo fedele alla sua origine».

Social, podcast e video fanno del nuovo web magazine uno strumento flessibile, creativo e aggregativo, che si traduce anche in eventi dal vivo, partecipazioni a festival e concerti. Perché tutto non rimanga come prima.

I canali:

Website: www.rispirazioni.it Facebook: facebook.com/rispirazioni Instagram: @rispirazioni_

YouTube: youtube.com/channel/rispirazioni LinkedIn: linkedin.com/company/rispirazioni Twitter:@rispirazioni

Telegram: t.me/rispirazioni

www.rispirazioni.it GLI AUTORI

 «Rispirazioni – Meditazioni Contemporanee» è animato da un collettivo di intellettuali e ricercatori che scrivono senza scopo di lucro sotto la direzione editoriale e il coordinamento di Mario Raffaele Conti. A coordinare la sinergia tra i canali online e social c’è Francesca Amendola, sociologa digitale e web content creator. Il logo e la grafica sono a cura di Flavia Amendola.

I FONDATORI

 Mario Raffaele Conti

giornalista, autore, speaker radiofonico e insegnante di yoga

È stato speaker di Radio Montecarlo nel Principato di Monaco, cronista sportivo al quotidiano «La Notte» e caporedattore centrale di «Oggi». Attualmente lavora per il mensile «Yoga Journal», su cui cura la rubrica «La mia pratica» (con Elia Perboni) e scrive articoli legati alla cultura e alla spiritualità orientale.

Appassionato di Antropologia, ha svolto studi di Storia, Filosofia indiana, Scienze Politiche e Teologia della Riforma. È 1° Chieh di T’ai Chi Ch’uan (Scuola Chang-Dsu-Yao).

Ha conseguito il diploma di Insegnante di Yoga con la Federazione Mediterranea Yoga e ha studiato tra gli altri con il maestro Antonio Nuzzo, lo psicologo Willy Van Lysebeth, l’indologo dell’Università di Torino Gianni Pellegrini e la presidente dell’FMY Wanda Vanni.

Con Elia Perboni ha scritto «Yogananda mi ha cambiato la vita» (Ananda Edizioni, 2018) e «Pratiche quotidiane di felicità» (Morellini/Yoga Journal), le conferenze-spettacolo «Yogananda Revolution Experience» e «Pratiche quotidiane di felicità», e recita nella commedia «My Sweet George». È anche il curatore del libro di Antonio Nuzzo I doni dello yoga per praticare una vita piena (Morellini-Yoga Journal, 2019).

Su «Rispirazioni» cura la rubrica ORIZZONTI RITROVATI.

Elia Perboni

giornalista e autore

Ha cominciato nel 1976 con la pionieristica esperienza radiofonica delle prime “emittenti libere” (Free Radio e Radio Regione diretta da Mario Luzzatto Fegiz). Successivamente si è occupato di musica e spettacoli al

«Corriere d’Informazione» e dal 1979, per oltre trent’anni, al «Corriere della Sera».

Ha collaborato con diversi periodici e ha proseguito parallelamente l’attività radiofonica con Radiodue e Raistereodue. Dal 1980 ha realizzato inchieste televisive dedicate all’arte musicale per la neonata Rai 3 dalla sede di Milano.

Dal 1992 al 2004 è stato nella redazione di «TvSette», allegato del «Corriere della Sera».

È autore e curatore di alcuni volumi tra i quali il «Dizionario della musica pop-leggera italiana» (Gammalibri,1984) e «Settanta a settemila» con Pietruccio Montalbetti (2014).

Oggi è collaboratore di «Yoga Journal», su cui ogni mese cura con Mario Raffaele Conti la rubrica «La mia pratica». Con Conti ha scritto «Yogananda mi ha cambiato la vita» (Ananda Edizioni), la conferenza-spettacolo

«Yogananda Revolution Experience» e recita nella commedia «My Sweet George». Su «Rispirazioni» cura la rubrica MUSICA SENZA FRONTIERE.

Guido Gabrielli

direttore di Yoga Journal, editore e manager

Per anni Product manager del gruppo Rcs- Rizzoli, lavora in Italia, Germania, Francia, UK, interessandosi principalmente di musica Rock.

Fondatore di Pulsa Publishing, crea il mensile a fumetti per bambini «New Ort».

Si avvicina alla pratica dello yoga per motivi di salute e grazie a questa esperienza fonda «Yoga Journal».

Nel 2011 insieme a Mario Balsamo gira il docu-film «Noi non siamo come James Bond» e vince il Premio Speciale della Giuria del Festival Internazionale del Cinema di Torino presieduta da Paolo Sorrentino.

La sua passione e il talento musicale trovano spazio in «Rispirazioni», dove racconta cosa rende grande e ineludibile la musica.

Su «Rispirazioni» cura la rubrica ZILLASOUND.

Franco Acquaviva

regista, attore, drammaturgo e critico teatrale

Laureato con lode al DAMS dell’Università di Bologna con una tesi sul lavoro di Giuliano Scabia, si forma come attore al Teatro Ridotto di Bologna e con il gruppo internazionale diretto da Iben Nagel Rasmussen, attrice guida del celebre Odin Teatret di Eugenio Barba. Nel 1999 fonda il Teatro delle Selve assieme ad Anna Olivero.

Ha pubblicato saggi di teatrologia su diverse riviste specializzate, e ha curato il volume «Il Ponte dei Venti», ed. Il Battello Ebbro, Bologna, 2000.

È direttore editoriale della Collana di Teatro di Giuliano Ladolfi Editore per la quale ha curato e introdotto il volume di Laura Pariani «Il camminante e altri pezzi di teatro» e ha curato i volumi «Scena&Poesia I, II e III (2017-18-19)» che raccolgono i nove testi vincitori delle tre edizioni dell’omonimo premio nazionale di drammaturgia, di cui è ideatore e direttore.

Ha ricevuto vari riconoscimenti in concorsi nazionali di poesia e drammaturgia.

Nel gennaio 2016 esordisce come poeta con il libro «Teatro nelle fibre del corpo», Giuliano Ladolfi Editore. Nel 2020 esce il suo secondo libro di poesia «Strategia della sparizione», sempre per Ladolfi.

In veste di critico teatrale scrive per «Sipario», per «Pangea», e per altre testate on line di teatro e letteratura.

Su «Rispirazioni» cura la rubrica CRONICHE BABELICHE.

Riccardo Serventi Longhi

attore, regista, insegnante di yoga

Nel Viaggio teatrale e delle immagini lo hanno condotto maestri come Giorgio Albertazzi, Fabrizio Arcuri, Sista Bramini, Giancarlo Giannini, Mario Monicelli, Lamberto Bava, Sergio Stivaletti, Giancarlo Santi, Claudio Fragasso e Dario Argento.

Diverse le sue regie e i laboratori, come quelli con i detenuti del carcere di Rebibbia.

Come insegnante di Yoga ha approfondito scuole diverse, da Antonio Nuzzo a Renata Angelini e Moiz Palaci, da Piero Vivarelli a Manuela Borri Renosto, a Shivaraja Deva.

Fondamentale l’incontro con l’Ananda Yoga, ispirato agli insegnamenti di Paramhansa Yogananda e del suo discepolo diretto Swami Kriyananda.

All’Accademia di Ananda Yoga Europa si è diplomato insegnante sotto la guida di Jayadev Jaerschky. Su «Rispirazioni» cura la rubrica CY-CRONACHE DALLO YOGA.

I COLLABORATORI

 Carlo Palumbo

giornalista

Giornalista dall’età di 19 anni, ha esordito scrivendo per il settimanale «Gente», allora diretto da Edilio Rusconi. È stato direttore de «La Notte», caporedattore del «Corriere d’Informazione», condirettore del mensile

«Myster» di Condé Nast, caporedattore di «Oggi», «Annabella», «Settimana TV». È stato direttore di «Eva Express» e di «Sogno», vicedirettore di «Novella 2000». Ha diretto il telegiornale del «Corriere d’Informazione». Ha creato i mensili «Alta Società» e «Rosa Zapping»; ha resuscitato il mitico settimanale umoristico «Marc’Aurelio».

Si è trasferito per un anno in Argentina dove è stato vicedirettore del «Corriere degli Italiani» di Buenos Aires e responsabile dei servizi speciali di «Siete Dias». È stato collaboratore dall’Italia del settimanale brasiliano

«Veja»; ha diretto «Notizie Medio Oriente» e «Red-Resistenza Democratica». Ha collaborato a «Vanity Fair»,

«L’Europeo», «Salve», «Club 3», «Vip», «Detective», «Visto».

Si è trasferito da Milano a Roma dove è stato caporedattore del quotidiano «Il Tempo».

Appassionato di personaggi discussi, di “pecore nere”, ha scritto le biografie di Evita Peron, Nerone, il marchese De Sade, Pietro Badoglio; ha realizzato le biografie a fascicoli «Mussolini: io vi parlo di me» e

«Berlusconi tale e quale» a quattro mani con Benedetto Mosca. Ha pubblicato un racconto nell’antologia di fantascienza «Gamma 72» e in «50 giornalisti raccontano Bergamo Alta».

Su «Rispirazioni» cura la rubrica L’INSOLITA STORIA.

Amalia Cornale

insegnante di yoga

Si è diplomata insegnante con la Federazione Mediterranea Yoga di Wanda Vanni e Antonio Nuzzo e ha aperto lo Studio Factory nella sua città, Ragusa.

Ha molti interessi, dalla fantascienza alla letteratura giapponese e americana, dal tiro a segno a Bach e Mozart, dai film sui sommergibili alla cucina, ma nelle serie tv non la batte nessuno.

Per «Rispirazioni» cura la rubrica FUORISERIE – DIALOGHI TRA FICTION (TV) E REALTÀ.

Edoardo Rosati

giornalista scientifico

Scrive di Salute da 35 anni. Una laurea in Medicina dedicata apposta alla comunicazione e al giornalismo medico-scientifici. Poi l’ingresso nella redazione del «Corriere Medico». Insieme ad un gruppo di giornalisti ha creato nel 1989 il «Corriere Salute», l’inserto di medicina del «Corriere della Sera». In seguito l’impegno per altre testate: «Salve», «Ok Salute e Benessere», «Oggi» e «Gente».

E’ autore di diversi saggi divulgativi per Sperling & Kupfer, Rizzoli, Fabbri Editori, Sonzogno, Mondadori, Solferino Editore, Mind Edizioni.

Appassionato di fumetti, ha curato le graphic novel di medicina narrativa «La vita inattesa» e «Loop – Indietro non si torna», per Rizzoli Lizard.

Ha coniugato la passione per la musica e l’interesse per la medicina in alcuni progetti speciali: ha composto per la Fondazione Umberto Veronesi la canzone «E poi – Ce la puoi fare», dove suona la chitarra con l’amico giornalista Mario Raffaele Conti, colonna sonora della campagna Pink Is Good; collabora a iniziative mediatiche e artistiche dei ragazzi del Progetto Giovani dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

E’ autore e ideatore del blog www.medicmoments.it. Su «Rispirazioni» cura la rubrica PUNTOZERO.

Tiziano Valentinuzzi

insegnante di yoga e autore

Con laurea e dottorato in Astronomia, è digital strategy expert di fama, insegnante di Vastu (lo yoga dell’abitare) e di meditazione, traduttore di libri spirituali e protagonista di un podcast molto popolare su Facebook e YouTube: «Lettura della Bhagavad-Gita».

Da oltre 25 anni pratica la via del Bhakti Yoga, lo Yoga della Devozione, sotto la guida del maestro spirituale Radhanath Swami, autore del best seller «Ritorno a Casa».

Su «Rispirazioni» cura la rubrica MY SWEET KRISHNA.

Andrea Mati

architetto paesaggista, docente di Orticultura terapeutica, musicista

Laureato in Architettura presso l’Università degli Studi di Firenze, si forma sul campo come paesaggista, rilevando l’azienda vivaistica di famiglia in attività dal 1909.

All’età di 26 anni inizia la sua avventura lavorativa a San Patrignano, progettando e curando tutto il verde insieme con i ragazzi della comunità. Il legame stretto con San Patrignano diventa talmente forte che dura ancora oggi. La stessa cosa accade con la Comunità Incontro di Amelia Terni.

Nel 1999 Andrea Mati fonda la Cooperativa sociale Giardineria Italiana che, ad oggi, annovera più di sessanta soci e dipendenti nel settore della progettazione, realizzazione e manutenzione del verde pubblico e privato e tre sedi in Italia. E’ tra i fondatori della cooperativa sociale Puccini Conversini che si occupa della cura e del reinserimento nel mondo del lavoro di soggetti fragili grazie ad attività svolte a contatto con il verde.

Tramite le sue esperienze di aiuto rivolto ai più fragili, Andrea Mati diventa il massimo esperto italiano di giardini terapeutici, collaborando costantemente con medici e specialisti nel settore scientifico. Di recente è stato nominato docente al primo master italiano in Orticultura terapeutica organizzato dall’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna.

Il suo primo libro si intitola «Salvarsi con il verde», da cui il titolo della rubrica che cura su «Rispirazioni».

Amina Vagante

professoressa di Lingue e Letteratura straniere e naturopata

Laureata in lingue e letterature straniere con il massimo dei voti e la lode e una tesi con dignità di stampa, insegna nella scuola secondaria di secondo grado.

Negli anni ha intrecciato alla passione per l’insegnamento anche quella per lo studio dello spettro olistico della salute dell’uomo completando la formazione in naturopatia. In particolare grazie agli insegnamenti del Prof. Luciano Pecchiai nell’ambito dell’Eubiotica e allo studio di Ildegarda di Bingen.

Con lo pseudonimo Amina Vagante su «Rispirazioni» cura la rubrica BOOK&SOUL.

Concerti: Bernard van Rossum in scena con l’Orchestra Jazz Siciliana con il progetto BVR Flamenco Project in Luz de Luna

0
foto Orchestra Jazz Siciliana al Real Teatro Santa Cecilia sede del The Brass Group con Billy Cobham

Per Brass in Jazz un altro progetto inedito al profumo di Flamenco. Diretta dal vincitore di diversi Awards, il Maestro Bernard van Rossum, in scena l’Orchestra Jazz Siciliana con il progetto BVR Flamenco Project in Luz de Luna | venerdì 11 e sabato 12 novembre ore 19.00 e 21.30 – Real Teatro Santa Cecilia 

Per il secondo appuntamento della stagione concertistica Brass in Jazz, il Reale Teatro Santa Cecilia si tingerà con i suoni del flamenco grazie ad un altro progetto inedito proposto dal Brass Group con la presidenza del Maestro Ignazio Garsia e la direzione artistica di Luca Luzzu. Ad abbellire questo fine settimana la città con la musica che risale alle culture moresche dell’Andalusia, sarà un concerto unico in assoluto. Per la prima volta l’Orchestra Jazz Siciliana sarà diretta dal grande Maestro Bernard van Rossum, vincitore di Awards internazionali e Contests.  Gli elementi del flamenco verranno ridefiniti attraverso l’orchestrazione colorata e la gamma dinamica della Big Band, una simbiosi in cui le armonie e i ritmi del flamenco forniscono un nuovo contesto per l’improvvisazione. Appuntamento con il concerto BVR Flamenco Project in Luz de Luna venerdì 11 e sabato 12 novembre, con doppio turno alle 19.00 e alle 21.30. Questo progetto riunisce la voce di Bernard come compositore, arrangiatore e musicista. Sassofonista, compositore, arrangiatore e insegnante, Bernard van Rossum inoltre riflette nella sua musica la multiculturalità del proprio vissuto poiché è nato e cresciuto in Spagna da madre inglese e padre olandese, ha trascorso l’adolescenza ascoltando rock e suonando la batteria, ha conseguito la laurea in Biologia all’università di Edinburgo; quindi, si è innamorato del sassofono e del jazz, approfondendone lo studio nei conservatori di Barcellona, di Denton nel Texas e di Amsterdam. Fautore di una originale ed eccitante miscela sonora che rilegge la tradizione andalusa del flamenco secondo le strutture e i modi improvvisativi del jazz, Rossum in questi anni ha ottenuto grande successo alla testa della sua “BvR Flamenco Big Band”, formazione con cui ha pubblicato tre album acclamati dalla critica internazionale. La sua direzione vanta anche alcuni dei migliori artisti di flamenco del mondo, tra cui Paco de Lucia associati Carles Benavent, Antonio Serrano, David de Jacoba e ballerini di flamenco come Karen Lugo, Cristina Hall e Irene Alvarez. Spettacoli recenti includono Festival Internacional de Jazz di San Javier, Biennale di Flamenco, Bimhuis, Amersfoort Jazz, Festival Internacional de Jazz de Alicante, Jazz in Duketown e Xabia Jazz, tra gli altri. Per il suo lavoro con la Big Band, van Rossum ha recentemente vinto il “Rogier van Otterloo award 2022″, “Concurso de arreglos de big band SGAE 2022” e il “Canarias Big Band Composition Contest 2021”.

Una scelta importante quella del Brass che anche quest’anno ha voluto raddoppiare i concerti in programma nella stagione. L’aumento delle repliche dei concerti deriva da uno specifico bisogno culturale a cui la Fondazione risponde con un calendario ricco di artisti internazionali, produzioni orchestrali e prime assolute. Tanti i nomi del mondo jazz inseriti per la nuova stagione concertistica del Brass.

Tra gli artisti che scorrono nel cartellone del Brass in Jazz la prima mondiale con il concerto di Benny Green in Master of Piano feat. Vito Giordano. Benny Green possiede la storia del Jazz a portata di mano. Combina la padronanza della tecnica della tastiera con decenni di esperienza nel mondo reale suonando con nientemeno i più celebri artisti dell’ultimo mezzo secolo, e non c’è da stupirsi che sia stato salutato come il pianista hard-bop più eccitante di sempre come emerge da Jazz Messengers di Art Blakey. All’interno del programma ci sono anche tante figure femminili come la bellissima Janusett Mcpherson con il concerto Deezer  che dopo una brillante carriera a Cuba dove ha vinto l’equivalente di una Victoire de la Musique (Premio Adolfo Guzman) e ha moltiplicato prestigiose collaborazioni (Orquestra Anacaona, Omara Portuondo & Buena Vista Social Club, Alain Perez, Manolito Simonet, Tata Guines, Miles Peña ecc), cantante, pianista, arrangiatrice e cantautrice cubana, si stabilì nel sud della Francia. Notata da Yves Chamberland nel 2011 (produttore di Nina Simone, Henri Salvador, Michel Petrucciani, Richard Galliano…), ha registrato il suo primo album in Francia con alcuni illustri ospiti (Didier Lockwood, Andy Narell, Michel Alibo, Thierry Fanfant, Olivier Louvel, etc…), e arrangiamenti firmati da Nicolas Folmer (Paris Jazz Big Band) e Bernard Arcadio (Henri Salvador)). Altro concerto in rosa è rappresentato da Lucy Garsia, che con le sue altissime qualità canore, di recente ha riscontrato enorme successo sia al Teatro Massimo che nel concerto delle Ladie, si esibirà in Tribute to Sarah Vaughan con l’OJS diretta dal Maestro Domenico Riina. Altro concerto al femminile è quello della straordinaria Bianca Gismondi in Maracatù. In duetto saranno invece Cande y Paulo con lo spettacolo The Voice of the Double Bass. Un progetto in esclusiva nazionale e prima assoluta è anche quello che verrà messo in scena con un noto martista siciliano, Mario Incudine che si esibirà con l’Orchestra Jazz Siciliana diretta dal Maestro Domenico Riina in Serenate d’Amuri mentre l’esibizione dell’artista Ola Onabulè sarà diretta dal Maestro Antonino Pedone. Elo spettacolo Hollywood Movies avrà la direzione del Maestro Vito Giordano. Una stagione quella del Brass Group per un audience ampia e con target diversificato, per gli amanti del jazz e della bella musica.

 

Ancora ultimi posti disponibili per la stagione a cui è possibile abbonarsi alla stagione concertistica sia all’acquisto online collegandosi al sito www.bluetickets.it che tramite i  due punti di prevendita, uno presso il Real Teatro Santa Cecilia (Piazza Santa Cecilia n. 5 – 90133 Palermo – 091\ 88 75 201, 091 88 75 119, dal martedì al sabato a partire dalle 9.30 sino alle 12.30, ed un altro presso Santa Maria dello Spasimo (Via dello Spasimo, n. 15 – 90133 Palermo – 091 77 82 860, 091 77 82 861) dal lunedì al venerdì a partire dalle ore 15.30 alle 19.30.

Infoline Fondazione The Brass Group: 091 778 2860 – 334.7391972, info@thebrassgroup.it, www.thebrassgroup.it, fb fondazionethebrassgroup. Di seguito il link del trailer promozionale della stagione  https://youtu.be/5E0IjPZiN2s

 Di seguito il programma completo della stagione concertistica Brass in Jazz 2022 – 2023:

manifesto stagione 2022-2023 22 sett 2022
 

25-26 novembre

Moment in trio

Yaniv Taubenhouse trio

 

 

2-3 dicembre

from Djando to now

Paulus Schafer

 

20-21 gennaio

Deezer

Janysett McphersonTrio

 

 

3-4 febbraio

Ola Onabulè

Orchestra Jazz Siciliana

 

 

17-18 febbraio

Serenate d’amuri

Mario Incudine

Orchestra Jazz Siciliana

 

3-4 marzo

Saluting his piano heroes

Benny Green

 

 

24-25 marzo

Hollywood Movies

Vito Giordano

Orchestra Jazz Sicilian

 

14-15 aprile

Tribute to Sarah Vaughan

Lucy Garsia, voce

Orchestra Jazz Siciliana

 

 

28-29 aprile

The voice of the double bass

Cande y Paulo

 

 

12-13 maggio

Maracatù

Bianca Gismonti Trio

 

 

Cristina Pisanu e Valeria Sassu presentano “La mia unica vita, la mia vita unica”: una psicobiografia incentrata sull’eccezionale rinascita di Cristina dopo un drammatico evento

0

Quando la vita sembra metterci strenuamente alla prova e le difficoltà appaiono insormontabili, è proprio allora che bisogna appellarsi alla propria forza di volontà e con ogni risorsa resistere agli eventi negativi. È proprio questo che insegna il libro di Cristina Pisanu a cura della psicologa Valeria Sassu “La mia unica vita, la mia vita unica”: una psico-biografia che racconta la straordinaria vita di una donna, che non hai perso il sorriso, pur essendo rimasta improvvisamente disabile a causa di un’infezione.

Si narra di un percorso lungo, caratterizzato da tanti mesi di degenza in ospedale, trascorsi tra la vita e la morte, stati di incoscienza e preghiera, con momenti di sconforto, ma anche grande gratitudine nei confronti della vita. «È Natale e io sono sempre qui. Sto vivendo un incubo tremendo. Pensieri discordanti e conflittuali si affollano. Mi vedo così, a metà. Perché proprio a me? Che cosa ho fatto? continuo a chiedermi. Non posso lamentarmi, sono una miracolata, penso subito dopo.  Non ho idea della percezione del tempo, non so che ora è, non ho contatti con l’esterno, sento il fastidioso rumore delle macchine rimbombare in testa.

Nonostante tutto ho una bella vista mare, posso vedere il Poetto e uno scorcio della Sella del Diavolo, posso distinguere il giorno dalla notte e percepire il senso della vita che fluisce. Finalmente è arrivato il giorno! Oggi è il 21 dicembre, arrivano i miei figli, non li vedo da quasi due mesi, rivederli sarà un’emozione fortissima». Uscita dall’ospedale, a Cristina toccherà una durissima riabilitazione per rafforzare la muscolatura e prepararsi così al processo che la condurrà all’impianto delle protesi. Ancora tante sfide da affrontare: dolori lancinanti da patire e mesi lontano dalla famiglia per poter predisporre le protesi di braccia e gambe e tornare così a condurre una vita il più possibile autonoma. E così, con coraggio e determinazione, Cristina ha affrontato duri mesi di calvario, prima di tornare dalle sue clienti e dai suoi figli, consapevole di aver avuto una seconda vita da non sprecare.

 

SCHEDA TECNICA

Genere: Narrativa moderna

Casa editrice: Scatole Parlanti 

Collana: Forme

Pagine: 114

Prezzo: euro 9,40

Codice ISBN: 9788832813005

“Ukraina- stranieri amori alle soglie della guerra”, il libro di Gabriele Lanci che racconta il turismo matrimoniale e la guerra ucraina

0

“Ukraina – stranieri amori alle soglie della guerra” è un romanzo contemporaneo, che racconta la storia di Luigi Perlini, che parte alla volta di Odessa, in cerca di una moglie. Non mancheranno inoltre spunti circa la rivoluzione arancione del 2004 e i fatti che interessano la guerra nel Donbass.

Il romanzo indaga fra le altre cose il fenomeno del “turismo matrimoniale”. Il protagonista, infatti, si trova dibattuto tra la scelta di una donna, complice l’ausilio dell’agenzia matrimoniale della sua cara amica Katya. La scelta ultima ricade tra Olya e Irina.

Olya, una delle due donne, protagonista del romanzo di Lanci, è senz’altro un personaggio controverso. Se da un lato la giovane è alla ricerca di una sicurezza emotiva ed economica, dall’altro sembra rimandare di continuo il momento in cui dovrà staccarsi dal nido familiare, lasciare il divertimento gioviale dei suoi coetanei e diventare una buona compagna e in futuro una degna madre. Olya sembra non avere il sogno di mettere al mondo dei bambini, complice la sua giovanissima età. Non è adatta ai mestieri di casa, non è propositiva, non è neppure costante. Il rapporto che la legherà a Luigi, sembrerà per tutto il tempo una sorta di affetto padre-figlia, dove quest’ultima cerca considerazione, sostegno economico e comprensione totale. Olya è capricciosa, incapace di prendere una decisione stabile, e sarà spesso, la protagonista di capricci e situazioni da procrastinare, le quali renderanno il convolare a nozze solo un sogno lontano. Il loro sarà un rapporto intervallato da tenerezze e freddure, seppur con rarissimi episodi di “rapporti sessuali”.

Dall’altra parte, troviamo il personaggio di Irina. Con la giovane, di qualche anno più grande di Olya, vi saranno fin da subito due grandi ostacoli: l’incapacità di quest’ultima di parlare in inglese, e la presenza di una bambina, proveniente dal suo primo matrimonio. Questi due scogli, per il protagonista, sembreranno piuttosto insormontabili. La barriera linguistica, e la paura di fare da padre ad un figlio non proprio, renderanno Luigi, perplesso e indeciso sul da farsi.

Accanto alle due donne, si staglierà una terza, seppur di rapida frequentazione.  Sveta, infatti, fin dal primo incontro, chiarirà la sua situazione: non intende sposarsi né metter su famiglia, poiché il lavoro che svolge, in un’associazione che aiuta i minori e i deboli, la prende a tempo pieno. Con Sveta potremo assistere ad un altro prototipo che si discosta di gran lunga dal cliché presentato dall’autore. Sveta è una donna intraprendente, che non è in cerca dell’uomo italiano con cui mettere su famiglia e fuggire lontano. È una donna decisa che sa cosa vuole e cosa fare, è ricca d’animo, dalla parte dei deboli e dei vinti, e si configura come una donna dal respiro certamente più moderno.

A fare da sfondo a questi incontri, è l’agenzia matrimoniale, di Katya, intima amica di Luigi. La sua è un’agenzia modesta, capace di permettere a locali e stranieri di conciliare le loro aspettative e i loro obiettivi.

Non mancheranno colpi di scena circa la situazione di guerriglia del Donbass, e le rivolte della strage di Odessa.

 

Editore: Ass. culturale Il foglio

Aurtore: Gabriele Lanci

Genere: narrativa contemporanea

Pagine: 390

Anno di pubblicazione: 2022

La scopa di don Abbondio corsi e ricorsi storici | di Giuseppe Storti

0
I promessi sposi_Lucia_Don Abbondio_Renzo

Don Abbondio, il curato di campagna diventato famoso grazie al Manzoni nei Promessi Sposi, alla notizia della morte per peste di Don Rodrigo, che tanta pena aveva portato nella sua tranquilla e metodica vita quotidiana, si lascia andare a manifestazioni di sollievo. Don Abbondio, in pratica, considera la peste come una sorta di scopa della storia, che porta via i malvagi ed i buoni. Ed in questo caso, pur non dimenticando di dire che in cuor suo ha perdonato Don Rodrigo, nondimeno, manifesta la sua contentezza per la funzione di “scopa della storia” espletata dalla peste che si è portato via con un sol colpo i prepotenti ed i malvagi.

Nel 2018, il Prof. Luciano Canfora scrisse un libro, vincitore del Premio Leonida Repaci per la Saggistica, intitolato La Scopa di Don Abbondio. Nel testo Canfora si occupa del moto violento della storia, che provoca, con il suo tumultuoso incedere, profondi cambiamenti che scuotono l’umanità, come in tutte le grandi crisi; proprio come quelle che Don Abbondio definiva “colpi di scopa”.

Il dubbio è sempre lo stesso. Se il moto violento della Storia con i suoi colpi di scopa, produca un miglioramento delle “sorti progressive” della umanità che per questo diventano “magnifiche” oppure le sue dinamiche portino ad un eterno ritorno del sempre uguale. Orbene l’ineluttabile pessimismo della ragione, ci induce a riflettere su questo particolare e complesso passaggio d’epoca che sta vivendo il pianeta terra. Dopo una terribile pandemia, che ha sconvolto il mondo intero, tante speranze di un mondo migliore, abitato da persone cambiate in meglio, dopo quella orribile esperienza. Ma ecco, ancora una volta l’incedere tumultuoso della storia: la guerra tra Ucraina e Russia alle porte dell’Europa, ma che di fatto ha coinvolto l’intero mondo.

L’umanità, quindi, non ha tratto alcun vantaggio dalla triste esperienza vissuta. Insomma la scopa della storia, quella che semplicisticamente Don Abbondio invoca come risolutrice del male, portato via in un sol colpo-ne siamo certi- ha(ahinoi), lasciato tutto plasticamente immutato ed immutabile come era prima.

Insomma, l’eterna lotta tra il bene ed il male è ancora prepotentemente in “fieri”. E Noi tutti, siamo rimasti con la scopa di Don Abbondio tra le mani, sperando di poter assestare prima o poi quel colpo utile a spazzare via i malvagi i prepotenti, i seminatori di morte!

Giuseppe Storti

I libri:

Alessandro Manzoni, “I promessi sposi”, Milano, 1827

Luciano Canfora, “La scopa di don Abbondio. Il moto violento della storia”, Laterza editore, Bari, 2018