Home Blog Page 288

Operazione antidroga: arrestati 4 componenti di un nucleo familiare

0

PALERMO: LA POLIZIA DI STATO ARRESTA QUATTRO COMPONENTI DI UN NUCLEO FAMILIARE DEL QUARTIERE ZISA CHE HANNO TENTATO DI OSTACOLARE UN’OPERAZIONE ANTIDROGA
i “Falchi” della Sezione “Contrasto al Crimine Diffuso” , nell’ambito degli specifici servizi di contrasto ai reati predatori ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno “attenzionato” INTRAVAIA Rosario ed INTRAVAIA Nicolas Alessio.
L’attività, consistita in una prolungata e discreta osservazione dei soggetti, si è conclusa con la perquisizione presso il loro domicilio, accertato in un’abitazione di via Stefano Turr .
Presso l’abitazione sono stati rinvenuti circa 50 gr. di hashish, già confezionato in singole dosi pronte per la vendita.
Sono stati, altresì, rinvenuti, quale riscontro della attività di spaccio realizzata dai fratelli INTRAVAIA, un bilancino di precisione, un rotolo di pellicola trasparente utilizzata per il confezionamento della sostanza ed una lama, tipo CUTTER, ancora sporca dei residui di stupefacente e palesemente utilizzata per il taglio dello stessa.
Gli agenti della Squadra Mobile hanno, quindi, deciso di condurre i due fratelli in Questura per gli accertamenti del caso.
I poliziotti, giunti in strada con i due fermati, sono stati dapprima avvicinati dal VITALE Salvatore (consuocero di uno dei due fermati) e successivamente dall’INTRAVAIA Antonino (fratello dei due fermati) che, nonostante l’opera di persuasione ed i numerosi tentativi di allontanarli dal luogo delle operazioni, si sono scagliati contro gli agenti.
E’ stata ingaggiata una prolungata colluttazione nel corso della quale gli aggressori sono stati supportati a più riprese anche dagli INTRAVAIA Rosario e Nicolas Alessio e da numerosi astanti e familiari giunti sul posto nel tentativo di impedire il compimento degli atti necessari.
Solo dopo l’intervento di ulteriori equipaggi i quattro soggetti sono stati bloccati e si è proceduto al loro arresto per il resto di resistenza a Pubblico Ufficiale.
Gli INTRAVAIA Rosario e Nicolas Alessio sono stati, inoltre, segnalati all’A.G. per traffico e detenzione della sostanza stupefacente rinvenuta che è stata, naturalmente, sequestrata.
Gli arresti sono stati convalidati dall’A. G.

Il mare di Santa Flavia

0

Oggi vi scriverò di mare, di barche, di personaggi speciali e di luoghi incantati…

Quando uscite dalla città di Palermo utilizzate la statale 113, quella che costeggia il mare, in città si chiama via Messina marine…non via Messina montagne… raggiungete l’incrocio di Ficarazzi e svoltando a sinistra vi avvicinate al mare. Qui la strada accompagna le onde e quando c’è vento, la nuvola di mare vi raggiunge con il suo profumo di salsedine, e vi avvolge…

Poi raggiungete Aspra … che è frazione di Bagheria ma che ha una sua storia, di mare e di pesca.

Tra le vie del borgo si respira l’aria antica di tonno e pesce sott’olio, in tempi moderni un museo presenta al mondo intero la storia del’Acciuga attraverso documenti antichi e attrezzi usati per la pesca e per la salagione.

mongerbinoPoi la strada prosegue sempre costeggiando il mare verso il Mongerbino, è da lì che si vedono dei panorami mozzafiato, ci si ferma all’Ippocampo e scendendo verso il mare quasi viene voglia di tuffarsi dalle terrazze….poi si prosegue verso il confine con Santa Flavia e si scende a piedi al lido del carabiniere. Costeggiando la scogliera si raggiunge il faro di Capo Zafferano con la scorta del gabbiano reale che nidificando sungo le scogliere qui ha trovato un luogo perfetto per le colonie di nidiate.

Se un leggero languore vi assale non preoccupatevi, in tre o quattro minuti si raggiunge porticello_03Porticello, “pirrera”, anticamente chiamato così in quanto luogo di grotte di tufo, e al porticciolo dei pescatori, tra un gozzo ed un peschereccio potete degustare un buon pranzo a base di pesce bevendo del buon vino bianco locale. Nel primo pomeriggio al rientro dei pescherecci potrete anche acquistare dell’ottimo pesce fresco, a prezzi davvero modici. Questo porto di pesca è secondo a quello di Mazara per la pesca d’altura e il primo di importanza per la pesca di piccolo cabotaggio.

Prendetevela comoda…un po di relax lungo la passeggiata lungomare, un bagno alla piccola spiaggia di del bellissimo borgo di Sant’Elia…dove anticamente nell’epoca della baronia di Solanto, aveva sede una delle più antiche tonnare, dove i pescatori non erano semplici pescatori, ma tonnaroti, faranzoti, lentaroli e tataronari..qualche fotografia a Crocicchia, il bel promontorio dedicato a Sant’Anna …e via……verso un’altra avventura.

Potrete organizzare facilmente questa giornata, ma potrete anche prenotare un tour in pullman con visite guidate visitando il sito www.sicilytouristclub.it vi aspetto, il presidente, Daniela Arduino

Palermo: arrestato un uomo per tentato furto

0

PALERMO: LA POLIZIA DI STATO ARRESTA UN 34ENNE PALERMITANO PER IL TENTATO FURTO IN UNA ABITAZIONE DEL CENTRO STORICO CITTADINO

La Polizia di Stato ha tratto in arresto  Lo Monaco Vincenzo, 34enne palermitano, responsabile dei reati di tentato furto aggravato ed evasione.

I poliziotti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, ieri notte, durante il consueto servizio di controllo del territorio, su indicazione della Sala Operativa, si sono recati in via Divisi, dove era stato segnalato, su linea di emergenza ‘113’,  un uomo intento a scassinare il portone d’ingresso di un locale al piano terra.

Giunti dinanzi al locale interessato, gli agenti hanno constatato il danneggiamento del portone ed hanno notato, contestualmente, un uomo fuggire in direzione via Roma; lo stesso è stato bloccato, dopo un breve inseguimento, in via Santa Rosalia, da un’altra volante nel frattempo sopraggiunta.

L’uomo, Lo Monaco Vincenzo, sottoposto a perquisizione, è stato trovato in possesso di una borsa con all’interno arnesi atti allo scasso, un lucchetto con relativa chiave ed alcune tavole in legno.  

Lo Monaco ha provato a giustificare il possesso delle tavole, riferendo di averle appena prelevate, in accordo con il proprietario dell’immobile, da un locale che, un po’ di tempo fa, era stato in suo uso per l’esercizio di un pub.

Il 34enne palermitano, accompagnato presso gli uffici di polizia, è stato arrestato oltre che per il reato di tentato furto aggravato, anche per il reato di evasione, in quanto risultato essere già sottoposto al  regime di detenzione domiciliare.

L’Autorità Giudiziaria ha disposto per Lo Monaco il rito della direttissima, che verrà celebrato in data odierna.

Palermo controlli amministrativi : passate al setaccio discoteche e attività di ristoranti

0

CONTROLLI AMMINISTRATIVI DELLA POLIZIA DI STATO A PALERMO. PASSATE AL SETACCIO DISCOTECHE E ATTIVITA’ DI RISTORAZIONE. NOVE PERSONE DENUNCIATE E COMMINATE SANZIONI CHE AMMONTANO A TRENTADUEMILA EURO

image (1)La Polizia di Stato ha svolto una capillare attività di monitoraggio di discoteche, sale giochi e locali di ristorazione, finalizzata alla tutela dell’incolumità pubblica che può essere lesa dall’esercizio indiscriminato, al di fuori delle regole igienico sanitarie ed amministrative.
L’attenzione della Questura di Palermo nei confronti del fenomeno è testimoniato anche dalla circostanza che, ai poliziotti della Squadra Amministrativa in servizio presso la Divisione Polizia Amministrativa e Sociale, nello svolgimento dei controlli agli esercizi pubblici si è affiancato anche il personale Medico della Polizia di Stato, congiuntamente ai sanitari dell’ ASP di Palermo. Alcuni interventi hanno coinvolto anche altri enti, quali l’ARPA.
Lo spettro delle irregolarità riscontrate è ampio ed ha prodotto un valore, complessivo delle contestazioni pari a circa 28.000,00 euro.
Ecco gli esiti dei controlli e delle sanzioni:
– il gestore ed il “PR” di un locale in zona Piazza S.Domenico dove era appena iniziato un trattenimento danzante con somministrazione di alcolici oltre l’orario consentito dalle norme, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per la somministrazione di bevande alcoliche dopo le ore 03.00. Per loro anche la diffida del Questore di Palermo a cessare l’attività abusiva. Gli illeciti amministrativi contestati sono pari a 7.000 euro; in questa circostanza gli agenti, mischiandosi alla folla come comuni avventori, hanno potuto constatare in diretta il ruolo di “regista” assunto dal P.R. in ordine all’organizzazione dell’evento, in assenza di autorizzazione ed in elusione alle norme fiscali e tributarie previste per tale categoria professionale: a seguito dell’interruzione della musica e della somministrazione di alcolici, disposta dai poliziotti, numerosi giovani si sono accalcati al P.R. chiedendogli il motivo di tale interruzione, nonché la restituzione della somma di 10 euro pagata poco prima per l’ingresso; il P.R. aveva addirittura iniziato a rimborsare i soldi ad alcuni avventori che gli si erano accalcati attorno;
– in un altro esercizio aperto al pubblico in zona S.Lorenzo, è stato riscontrato un trattenimento danzante abusivo, con una sanzione amministrativa pari a 5.500 euro, per assenza di autorizzazione alla somministrazione e delle tabelle alcol-emiche. Il gestore dell’attività commerciale è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria;
– per il titolare di un’altra discoteca, sempre in zona S.Lorenzo, è scattata la sospensione della licenza per il superamento dei limiti massimi di emissione sonora, certificata dai rilievi effettuati da personale dell’ARPA, con conseguente segnalazione all’Autorità Giudiziaria.
– al titolare di una panineria del centro di Palermo, sono stati contestati i mancati aggiornamenti dei registri HCCP, per una sanzione amministrativa pari a 3.000 euro;
– in un altro esercizio commerciale, pub del centro cittadino, sono stati contestati illeciti amministrativi per assenza di piano di autocontrollo ed altre sanzioni amministrative relative ai servizi igienici, per un totale ammontante a 3000 euro;
– il titolare di un bar in zona Brancaccio è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria per scommesse illegali;
– in un panificio in zona Strasburgo, non è stato rilevato il prescritto sistema di autocontrollo; inoltre sono state notificate prescrizioni per adeguamenti strutturali, per una contestazione amministrativa che ammonta a 3000 euro;
– gravoso l’esito delle verifiche per il titolare di un pub panineria abusivo, in zona “Quattro Canti” a cui è stata contestata una sanzione amministrativa pari a 5000 euro, per assenza di autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande, con immediato sequestro del locale;
– in una sala giochi, in zona Uditore, è stata riscontrata la conduzione abusiva dell’esercizio da persona non autorizzata; inoltre è stata accertata l’installazione di distributori automatici di bevande in assenza delle prescritte autorizzazioni. La sanzione amministrativa elevata ammonta a circa 1500 euro.
Analoghi controlli sono stati effettuati, durante l’ultimo week end, anche dagli agenti del Commissariato di P.S. ‘Oreto-Stazione’, con l’ausilio dei poliziotti del Reparto Prevenzione Crimine e del personale della Guardia di Finanza, della Polizia Municipale e della Siae. Sotto la lente di ingrandimento le attività commerciali della “movida” palermitana, con particolare riferimento alla zona della ‘Vucciria’, oggetto di frequenti segnalazioni da parte dei residenti, per schiamazzi e musica ad alto volume fino a tarda notte.
Durante tali accertamenti sono state riscontrate le seguenti irregolarità:
ai titolari di due pub è stata contestata la musica ad alto volume oltre l’orario consentito, provvedendo, pertanto, al sequestro delle attrezzature musicali e alla chiusura dei locali per cinque giorni, per violazione dell’Ordinanza Sindacale. Inoltre, è stata contestata l’occupazione abusiva del suolo pubblico e la mancanza dell’etilometro.
Analoghe violazioni sono state riscontrate dagli agenti presso storici locali in zona Via Roma; nei confronti dei titolari sono state comminate le stesse sanzioni e adottati i medesimi provvedimenti di sequestro delle attrezzature musicali e di chiusura dei locali per cinque giorni, per violazione dell’Ordinanza Sindacale.
I titolari di tre locali ubicati nella Movida, in zona Cassaro, sono stati sanzionati per occupazione del suolo pubblico.
In altri quattro locali della stessa zona sono state riscontrate violazioni alla normativa sulla SIAE.
Nell’ambito di tali attività sono stati effettuati anche numerosi controlli su strada, nel corso dei quali sono state identificate 19 persone, controllati 11 veicoli ed elevate n.4 sanzioni al CdS.
Il totale delle sanzioni amministrative ammonta a circa 4000 euro. Quattro i deferiti all’Autorità Giudiziaria.
Tale tipologia di controlli ad ampio raggio proseguirà anche nei prossimi giorni.

Palermo: blackout elettrico i diverse zone della Città

0

Palermo –  in diversi zone senza energia elettrica.

In tilt ripetitori telefonici, gli allarmi impazziti, in diverse via della città i semafori spenti, molti uffici in tilt anche i gruppi di continuità si sono scaricati. Diverse squadre dell’Enel a lavoro per risolvere il guasto di cui ancora non si conosce la causa  dell’interruzione dell’energia elettrica .

Arrestati tre tifosi in occasione dell’incontro di calcio Palermo-Verona

0

PALERMO: LA POLIZIA DI STATO ARRESTA TRE TIFOSI FACINOROSI, PROTAGONISTI DI INTEMPERANZE SUGLI SPALTI, IN OCCASIONE DELL’INCONTRO DI CALCIO PALERMO-VERONA

In occasione dell’incontro di calcio Palermo-Verona, i servizi di ordine e sicurezza pubblica disposti dal Questore di Palermo, dr. Guido Longo, hanno assicurato un sereno svolgimento dell’evento, nonstante l’occasione avesse richiamato allo stadio “Renzo Barbera” una notevole quantità di tifosi da “tutto esaurito”.
I tifosi presenti allo stadio si sono fatti notare per aver sostenuto ed incitato la propria squadra con una “calda partecipazione”, pur nei limiti di assoluta civiltà.
Pochi gli episodi di intemperanza registrati dalla Polizia di Stato sugli spalti. In due circostanze soltanto, è stato necessario intervenire per sanzionare tre tifosi palermitani ed in entrambi i casi, fondamentale è stato “l’occhio” vigile delle telecamere di sorveglianza dell’impianto sportivo, costantemente monitorato dai poliziotti in servizio allo stadio.
Nel primo caso, nell’anello inferiore della “curva Nord”, due tifosi, GIANNILIVIGNI Antonino, 20enne e CHIANELLO Massimo, 41enne sono stati notati accendere due fiaccole, proprio nei pressi dell’uscita del settore.
Tale comportamento, avvenuto in spregio alle più elementari norme di sicurezza, ha creato grave nocumento per l’incolumità dei numerosissimi tifosi che affollavano il settore; personale della Digos della Questura ha, tempestivamente, raggiunto i due tifosi e li ha tratti in arresto per violazione della specifica normativa sulla sicurezza delle manifestazioni sportive.
Analogo l’episodio verificatosi nell’anello inferiore della “curva sud” dove Zangara Antonino, palermitano 32enne, con altrettanta sfrontatezza, ha acceso una fiaccola e l’ha lanciata sui sediolini di plastica dove erano presenti altri spettatori. La scena è stata osservata dai poliziotti della Digos, anche stavolta, attraverso le telecamere. Il volto di Zangara è stato ben fissato in mente dagli agenti, nonostante il facinoroso abbia sostituito la maglietta, durante il prosieguo dell’evento, probabilmente per eludere i controlli di polizia, rendendosi più diffilmente identificabile.
Gli agenti, così come consentito dalla normativa vigente in materia di “flagranza differita”, ritenendo opportuno per la sicurezza pubblica non intervenire nell’immediato, hanno differito l’arresto di Zangara alla mattinata di ieri.
L’arresto dei tre è stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria che ne ha disposto l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

Fermati nel porto di Palermo otto scafisti

0

PALERMO: LA POLIZIA DI STATO E LA GUARDIA DI FINANZA FERMANO NEL PORTO DI PALERMO OTTO SCAFISTI

Ieri, in occasione dello sbarco al porto di Palermo della nave “Rio Segura” della Guardia Civil spagnola, inserita nella missione U.E. Frontex, con a bordo 173 migranti, soccorsi in acque internazionali lo scorso 12 maggio, la Poilizia di Stato di Palermo, segnatamente personale della Squadra Mobile, in collaborazione con i militari del locale G.I.C.O. della Guardia di Finanza ed il personale del Gruppo Interforze Contrasto Immigrazione Clandestina di Siracusa, ha sottoposto a fermo di P.G. sette egiziani ed un cittadino siriano.
Questi, infatti, grazie a laboriose indagini compiute, sono stati individuati quali “scafisti” del peschereccio partito giorni addietro dalle coste libiche e giunto in acque internazionali dopo aver raccolto diversi gruppi di migranti anche sulle coste egiziane, per un totale di 515 passeggeri di diverse nazionalità subsahariane e mediorientali.
Il peschereccio è stato soccorso dalla predetta motonave spagnola e dal natante della Guardia Costiera italiana “A. Peluso”, la prima sbarcata a Palermo con 173 migranti ed il secondo sbarcato al porto commerciale di Augusta con i restanti 342.
L’efficace collaborazione degli investigatori, impegnati nei due siti ed affiancati ai soccorritori, ha consentito di ricostruire le drammatiche fasi di trasbordo e navigazione dalle coste nordafricane fino al canale di Sicilia dei migranti:
si è appurato che il peschereccio, soccorso nel Canale di Sicilia fosse solo l’ultimo punto di raccolta di una lunga serie di trasbordi effettuati attraverso piccole imbarcazioni dalle coste africane, nel corso della navigazione, durata oltre dieci giorni.
Dalle testimonianze raccolte è emerso, inoltre, un tragico spaccato di prevaricazioni e sofferenze patite dai migranti, soprattutto nel corso della navigazione, durante la quale i migranti erano costretti a pagare, agli scafisti, acqua e cibo.
Il costante scambio di informazioni tra gli organi investigativi, impegnati sul fronte palermitano e siracusano ed i riscontri oggettivi avuti in tempo reale dalla Squadra Mobile di Palermo hanno permesso di individuare e procedere al fermo di indiziato di delitto nei confronti di Muhammad Ahmad, nato il 28.4.1992 in Egitto, Ibrahim Ahmed, nato l’1.1.1988 in Egitto, Alimohammed, nato in Egitto l’01.01.1996; Saber Essaied Salah, nato in Egitto il 25.09.1983; El Omari Khaled, nato in Siria il 5.09.1980; Ismail Mahammad, nato in Egitto l’1.01.1983; Khalil Hasan Ahmad Mahammad, nato in Egitto l’1.01.1991; Hassan Ayman Ahmed, nato in Egitto il 4.10.1979.
Gli otto, indagati per avere, in concorso tra di loro, favorito l’immigrazione clandestina, sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Palermo “Pagliarelli”.

L’Animale Umano, dodici racconti, dodici e-book, dodici autori.

0

di Paola Fagone

L’Animale Umano, dodici racconti, dodici e-book, dodici autori. Urban Apnea Edizioni ci fa scoprire l’affascinante mondo della lettura digitale, gratuitamente.

Prima di parlare dell’Animale Umano (Dodecalogia), antologia in formato digitale, è opportuno fare una breve descrizione di Urban Apnea Edizioni (www.urbanapneaedizioni.it), casa editrice e biblioteca virtuale che consente di fruire di un consistente numero di prodotti multimediali (testi – video – musica) gratuitamente o, se vogliamo, con un piccolo contributo volontario, qualora ne apprezzassimo la mission e il tentativo, per nulla scontato, di produrre e rendere disponibili prodotti culturali di svariato genere.animale umano 3 (1)
Di questi tempi non pare cosa da poco, anzi, sembra avere a che fare con il visionario tentativo di cambiare il mondo o se preferite solo le coscienze, con la cultura – questa sconosciuta – in un momento storico dove l’apprendimento e la formazione, come strumenti di emancipazione e accrescimento personale, si rendono necessari.
Parallelamente, Urban Apnea è anche un sito dove è possibile acquistare on-line, manco a dirlo, piccoli capi di abbigliamento “parlanti” (clicca info/cosa è/abbigliamento), ovvero che veicolano messaggi, idee, inclinazioni, appartenenze.
L’Animale Umano è un progetto editoriale che raccoglie dodici racconti di dodici autori diversi, differenti per vissuto, approccio alla scrittura, esperienze, in ordine di uscita: Eleonora Lombardo, Dafne Munro, Carlo Loforti, Alessandro Locatelli, Stefania Rega, Antonio Martone, Ettore Del Capitano, Giovanni Romano, Marco Patrone, Marco Di Fiore, Beatrice Gozzo, Giuseppe Perez.
Dodici racconti di facile fruizione, pubblicati on-line con la modalità evento virtuale su Facebook ogni 5 del mese, da scaricare poiché sono proposti come e-book, accompagnati tutti da un video trailer di presentazione You Tube e ognuno da una propria colonna sonora. L’approccio digitale alla lettura può sembrare innaturale per molti affezionati al cartaceo, ma chi è diffidente con la lettura digitale, può tranquillamente stampare e custodire i racconti mensilmente proposti per future consultazioni, oppure ogni 3 mesi, acquistare una speciale trilogia cartacea realizzata dalle edizioni Leima, co-editore del progetto.
animale umano 2I racconti pubblicati una volta al mese – sono già usciti i primi otto numeri (in questo link: urbanapneaedizioni.it – oltre a consentirci una lettura breve, ma non senza spunti di riflessione, ci consente di interagire direttamente con l’autore, al quale possiamo chiedere qualsiasi chiarimento o curiosità.
Un approccio di lettura-condivisa che permette al lettore di informarsi, creare un dibattito, complimentarsi oppure criticare quanto ha letto. Sempre su Facebook è presente anche il gruppo L’Animale Umano (in questo link:https://www.facebook.com/groups) per seguire tutti gli aggiornamenti, le novità e restare connessi con gli autori e l’intero progetto.

 

Le foto di copertina sono state realizzate da Peppino RomanoPaginaWeb

Progetto grafico di Angela Graci PaginaWeb

 

 

Nell’armadio della stanza da letto un arsenale: arrestato

0

PALERMO: LA POLIZIA DI STATO ARRESTA UN PREGIUDICATO CHE, NELL’ARMADIO DELLA STANZA DA LETTO, AVEVA ALLESTITO UN PICCOLO ARSENALE
E’ di numeroso munizionamento e di cinque pistole ritrovate, di cui una in precedenza rubata e quattro clandestine, il bilancio di una importante operazione di polizia, realizzata ieri dalla Polizia di Stato.
L’attività è stata condotta dalla Squadra Mobile, diretta dal Dott. Rodolfo RUPERTI.
Armi e munizioni erano nella disponibilità di un pregiudicato palermitano finito in manette, si tratta di Scarpinato Francesco, cl.56.
L’antefatto all’arresto ed al sequestro di armi si è materializzato in via Campolo, quando i “Falchi” della Sezione Contrasto al Crimine Diffuso”, hanno visto transitare una fiat 500 di colore rosso guidata da un uomo somigliante ad un pregiudicato da identificare, responsabile di delitto predatorio e ritratto in uno dei fotogrammi in possesso dei poliziotti.
E’ così iniziato un pedinamento durante il quale l’uomo si è reso protagonista di una condotta di guida particolarmente spericolata, fin quando è stato bloccato dai poliziotti ed identificato per SCARPINATO Francesco.
Alla richiesta di esibizione dei documenti della vettura, Scarpinato, sempre più agitato, ha riferito di non esserne in possesso, poiché vittima, tempo addietro, di un furto.
In un crescendo di nervosismo, Scarpinato ha iniziato ad inveire attivamente contro i poliziotti, provocandoli e spintonandoli.
In ragione dei numerosi precedenti di polizia e della circostanza che Scarpinato aveva dichiarato di essere residente presso un indirizzo diverso da quello indicato sul documento d’identità, i poliziotti hanno ritenuto di effettuare una perquisizione domiciliare presso la sua abitazione.
La scelta ha dato buon esito poiché, all’interno di una borsa frigo custodita nell’armadio della stanza da letto, sono state rinvenute 5 pistole, di cui una risultata oggetto di furto nel mese di gennaio e le altre quattro clandestine con matricola abrasa, nonché 145 cartucce di vario calibro.
In relazione all’esito della perquisizione, si è proceduto all’arresto dello Scarpinato il quale si trova attualmente recluso presso la Casa Circondariale “Pagliarelli”.
Sono in corso indagini per risalire alla provenienza delle armi sequestrate e per accertare se queste armi abbiano già sparato nel corso di episodi delittuosi.

Due rapine in un giorno 6 in pochi giorni, arrestato

0

Messi a segno a dicembre in farmacie, supermercati e tabaccherie
Nella mattinata odierna, la Polizia di Stato, segnatamente personale della Squadra Mobile, diretta dal Dott. Rodolfo RUPERTI, ha proceduto all’ esecuzione di un’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere a carico di PIVETTI MICHELE, pregiudicato palermitano 51enne, autore di sei violente rapine aggravate, commesse in uno strettissimo arco temporale, ovvero tra il 16 ed il 30 dicembre 2015 e spesso anche nella stessa giornata, in pregiudizio di farmacie, rivendite di tabacchi e supermercati del centro cittadino. Il Pivetti, nel compimento degli episodi di reato descritti, utilizzava sempre lo stesso abbigliamento e lo stesso “modus operandi”, ovvero con assoluta naturalezza e spregiudicatezza, quasi a denotare una spiccata “professionalità” nel delinquere, minacciava con una pistola, perfettamente funzionante peraltro, i dipendenti presenti alle casse dei vari esercizi commerciali, intimando loro di consegnare l’incasso, per poi darsi a precipitosa fuga.
L’ ordinanza in argomento trae origine da una laboriosa attività investigativa condotta dalla sezione “Falchi”, diretta dal Vice Questore Aggiunto, Dott.ssa Carla MARINO, svolta attraverso la meticolosa analisi delle immagini registrate dagli impianti di video sorveglianza degli esercizi commerciali oggetto di rapina e di quelli limitrofi, non disgiunta dalla conoscenza profonda del territorio e della criminalità locale da parte degli inquirenti della Mobile.
Il PIVETTI si trova attualmente recluso presso la Casa Circondariale “Pagliarelli”.

Trapani: arrestato pedofilo 71enne che abusava di due sorelline di 9 e 11 anni

0

Arrestata anche la madre 38enne delle due bimbe complice degli abusi.
In esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP di Trapani, la Polizia di Stato di Trapani ha arrestato Salvatore GENOVESE, pensionato trapanese di 71 anni, e F.C. di 38 anni, casalinga, per il reato di violenza sessuale aggravata e continuata in concorso ai danni delle figlie di undici e nove anni di F.C.
Attraverso diversi servizi di pedinamento e di intercettazione, gli uomini della Squadra Mobile di Trapani hanno accertato che GENOVESE, con il consenso della donna, ospitava nella sua abitazione le due sorelline, alle quali proponeva atti sessuali. Grazie all’attività d’intercettazione, durante l’indagine gli uomini della Mobile hanno impedito anche la consumazione di una violenza ai danni di una delle bambine.
Le indagini, dirette dalla Procura della Repubblica di Trapani, hanno accertato che più volte, per almeno quattro anni, l’uomo aveva usato violenze nei confronti delle due minorenni.
Fondamentale per l’avvio dell’inchiesta è stata la denuncia, fatta agli investigatori qualche giorno fa, di una maestra, che si era accorta della sofferenza delle bambine durante le ore di lezione. La dolorosa testimonianza, poi, di una delle sorelline ha definitivamente fatto luce su quanto stava accadendo.
Dalle intercettazioni è emersa la “ripugnante accondiscendenza” della mamma – così la definisce lo stesso GIP che dispone l’arresto – alle violenze. Era lo stesso genitore che spingeva le bambine ad andare nell’abitazione dell’uomo, il quale, in cambio, dava poche decine di euro alla donna oppure qualche dolce alle bimbe.
Dall’indagine è emerso che altri sapevano quanto stava accadendo ma nessuno ha fatto denuncia o fermato il pedofilo.
Le bambine sono state affidate a una comunità di accoglienza in attesa delle decisioni del giudice minorile.
Sono in corso accertamenti per verificare se GENOVESE è coinvolto in altri casi di violenza sessuale su minori.

Vacanze sicure previsti oltre 10.000 controlli su strada sullo stato delle gomme

0

PALERMO: VACANZE SICURE 2016. UN OCCHIO ATTENTO DELLA
POLIZIA DI STRADALE SULLO STATO DELLE GOMME

Oggi a Roma la Polizia Stradale ed il Direttore di Assogomma Fabio Bertolotti hanno presentato la tredicesima edizione di Vacanze Sicure: l’iniziativa congiunta volta a verificare lo stato delle coperture delle nostre auto, prevede circa 10.000 controlli su strada.
Anche la nostra regione sarà interessata da controlli sullo stato degli pneumatici soprattutto dal 15 maggio al 09 giugno 2016. Da tredici anni a questa parte, gli agenti della Polizia Stradale dedicano alcune giornate al controllo specifico delle gomme e alla sensibilizzazione degli automobilisti sull’importanza che le stesse hanno ai fini della sicurezza stradale. Pochi automobilisti prestano attenzione sul fatto che la nostra sicurezza in auto poggia letteralmente su una superficie pari a quattro palmi di una mano. I mezzi controllati non saranno però solo le vetture ma anche i veicoli per il trasporto leggero fino a 35 quintali, i caravan (roulotte) ed i carrelli appendice, che spesso presentano criticità specifiche, come ad esempio il sovraccarico.
Con un parco auto sempre più vecchio, il 50% ha più di 10 anni, e gli incidenti stradali che aumentano (fonte Aci), la manutenzione dell’auto assume un ruolo fondamentale per la sicurezza stradale. Dal 2003 ad oggi sono stati effettuati dalla Polizia Stradale ben oltre 130.000 controlli specifici sui pneumatici ed i relativi risultati hanno evidenziato non conformità di diversa natura complessivamente pari al 15%, percentuale che supera il 20% se si considera anche la mancanza della revisione del veicolo: un fenomeno purtroppo diffuso omogeneamente su tutto il territorio nazionale.
Vacanze Sicure è uno dei più duraturi sodalizi che vedono coinvolti il Ministero dell’Interno , i produttori di pneumatici aderenti ad Assogomma, ed i rivenditori aderenti a Federpneus. Proprio grazie alle indagini approfondite sullo stato del parco circolante, realizzate dalla Polizia Stradale in questi tredici anni di collaborazione, sono emersi i fenomeni più preoccupanti legati allo stato delle nostre gomme.
A partire dalla forte presenza di gomme non omologate, di pneumatici lisci o danneggiati, per arrivare in tempi molto recenti ad individuare un preoccupante e fiorente mercato del pneumatico usato importato. Oggi un fenomeno nuovo è quello del pneumatico vettura riscolpito partendo dai pneumatici usati, pratica non solo vietata ma assai pericolosa.
Sul tema il Direttore del Servizio Polizia Stradale Giuseppe Bisogno sottolinea l’importanza di “sensibilizzare i conducenti sulla necessità di una attenta manutenzione del veicolo, in particolare dei pneumatici, per viaggiare in sicurezza”.
A breve le temperature saliranno fino ad arrivare al grande caldo estivo superando abbondantemente i 30°. Sono condizioni che si riscontrano in tutta la nostra Penisola e che richiedono il ripristino delle gomme estive per viaggiare nel modo più sicuro possibile. Un pneumatico estivo offre più ridotti spazi di frenata (oltre il 20% in meno), quando fa caldo e soprattutto quando l’asfalto è asciutto; al contempo offre vantaggi economici e ambientali, ottimizzando il consumo di carburante e delle gomme stesse. Inoltre dal 16 maggio e sino al 14 ottobre, non è più consentita la circolazione con pneumatici M+S con codici di velocità inferiori a quelli riportati in carta di circolazione. E’ un’infrazione che può dar luogo non solo a sanzioni pecuniarie. Un ulteriore consiglio dei Produttori di pneumatici, è quello di conservarli in modo opportuno, seguendo le Raccomandazioni Internazionali, scaricabili liberamente dal sito www.pneumaticisottocontrollo.it.

Operazione anticrimine: 7 arresti a Palermo

0

PALERMO. OPERAZIONE ANTICRIMINE DELLA POLIZIA DI STATO. SETTE ARRESTI, IN QUATTRO DISTINTE CIRCOSTANZE.

Nel corso delle ultime 24 ore, la Polizia di Stato ha reso incisiva la sua presenza sul territorio con quattro distinti episodi, nel corso dei quali sono stati sventati tre furti ed un episodio di molestie e sono state arrestate 7 persone.
Le “Volanti” dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, dirette dal Dr. Fabio GIORDANO, sono intervenute, inizialmente in via Sebastiano La Franca dove, poco dopo la mezzanotte, tre malviventi avevano quasi portato a compimento uno dei più classici furti notturni, quello delle ruote di un’autovettura; una fiat Panda era già stata lasciata in sospensione su di un cric, la serratura forzata, l’abitacolo messo a soqquadro e le quattro ruote già sottratte da due giovani che, alla vista degli agenti hanno accennato ad una fuga. I poliziotti, facilmente, li hanno raggiunti; identificati per due giovani di 23 e 21 anni del quartiere “Villaggio S.Rosalia”, sono stati tratti in arresto ed il provvedimento è stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria.
Stessa vettura, una Fiat Panda, quella presa di mira in via Antonio di Rudinì da tre malviventi del quartier Oreto.
I tre, pescando da un’ampia tracolla gli “strumenti del mestiere”, cioè gli oggetti atti ad effrarre la vettura, avevano già “ampiamente ispezionato l’abitacolo, quando sono stati sorpresi in flagranza dagli agenti, fermati e tratti in arresto.
Un pluripregiudicato 40enne di Corso Pisani è, invece, finito in manette, ieri pomeriggio, dopo aver tentato il furto di alcune calzature in un noto esercizio di Corso Calatafimi. Sulla scia di alcuni ammanchi registrati nei magazzini dell’esercizio, i titolari della ditta, ieri pomeriggio, hanno prestato particolare attenzione ai locali; hanno, così notato, la presenza del ladruncolo sorpreso a riempire di scarpe alcuni contenitori; scoperto, il malvivente ha intrapreso una lunga fuga che si sarebbe conclusa in via Ragusa Moleti dove una volante della Polizia di Stato, in servizio di prevenzione e controllo del territorio, avrebbe sottratto l’uomo dalle “violente contestazioni” dell’esercente.
In Corso dei Mille, un 43enne cittadino rumeno è andato in escandescenze e, probabilmente perché in stato di alterazione alcolica, ha bloccato una vettura, importunando due donne.
Il rumeno non ha bene accolto l’immediato arrivo dei poliziotti fatti convergere dal “113”. Gli agenti sono stati ingiuriati e minacciati dal rumeno che ha rifiutato di fornire le proprie generalità.
Il rumeno è stato tratto in arresto ed anche in questo caso il provvedimento è stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria.

I “Vastasi” di Palermo

0

(Img: Carlo Domenici “Scaricatori”)

Questa rubrica nasce con l’intento di analizzare, in modo fruibile, non strettamente scientifico e, neppure esaustivo, l’etimo di alcuni termini di uso comune e non sempre consapevole, l’origine di alcuni detti popolari e la radice di alcuni nomi di persone, luoghi, accadimenti. Le parole non nascono motu proprio e non sono semplici suoni o grafi. Esse sono strumenti, talvolta armi, certamente indizi della cultura che custodiscono nei loro scrigni. Dunque “dai fatti alle parole” e viceversa, per riflettere su come nulla si dice per caso. E non a caso in principio era il Verbo.

Ricordo ancora lo sguardo impietrito di un amico di San Vito di Chieti, quando sentì dare del vastaso ad un Siciliano da parte di un Siciliano. Il fatto causò un rissa subito sedata, ma il “fresco” Abruzzese pensò che si trattasse di un’offesa irreparabile. Gli spiegai che a Palermo vastaso sta per maleducato, rozzo, sboccato. In tempi remoti l’attività di bastàzein (gr. scaricare merci pesanti), si attribuiva ai lavoratori del porto, nel XII secolo ai facchini dei mercati popolari di Ballarò e della Vuccirìa, a chiunque conducesse lavori di fatica o, per stazza e corpulenza, potesse ricondursi a quei contesti. Va da sé che in certi ambienti il linguaggio e l’atteggiamento non fosse e non sia dei più eleganti e poiché, come detto, le parole non sono meri suoni o segni grafici, ma al contrario, incarnano la storia, l’antropologia e, più in generale, la cultura di un popolo, in tempi moderni si usa “vastaso” per farsi burla di un amico, per confessare un eccesso (“ho mangiato come un v.”), oltre che per per bollare chi si macchia di scarso senso civico (“quel v. ha gettato la carta per strada), di turpiloquio (“i ragazzi di oggi sono v.!”). Insomma, farsi dare del vastaso significa averla fatta grossa. E in quel di Ortona mare il buon Filippo dai natali chietini, citando Benigni esclamò:«Adesso ho capito. Dire vastaso a un siciliano è rischioso come rubare le banane a Palermo!». E la rissa si tradusse in sonora ilarità.      

La Polizia di Stato incontra le mamme “Meno Fortunate”

0
OLYMPUS DIGITAL CAMERA

PALERMO: LA POLIZIA DI STATO INCONTRA LE MAMME “MENO FORTUNATE”
In occasione della festa della mamma, la Polizia Ferroviaria di Palermo, ha invitato alcune mamme con i rispettivi bambini, che attualmente sono ospitati in una Onlus antiviolenza per l’assistenza di vittime di abusi familiari, con l’obiettivo di promuovere la legalità e la sicurezza in ambito ferroviario e di far sentire la vicinanza delle Istituzioni verso la problematica della violenza sulle donne. Durante l’incontro, grazie anche alla disponibilità delle Ferrovie S.p.A., le mamme e i bambini hanno effettuato un viaggio istruttivo a bordo di un moderno treno regionale denominato “Minuetto” visitando la cabina comando e raggiungendo la Stazione F.S. di Palermo Notarbartolo. Al ritorno hanno effettuato un giro presso le Strutture FF.SS. di Palermo C.le e della Polfer ed in particolare presso Centrale Operativa Compartimentale, dove i partecipanti hanno ascoltato le lezioni di sicurezza in ferrovia tenute da Operatori Polfer Specializzati nel progetto denominato “Train to be cool”, che ha ormai raggiunto una notorietà a livello nazionale.
La giornata si è conclusa presso la sala riunioni del Compartimento Polfer con una merenda e con la consegna, oltre che di una rosa rossa alle mamme, anche di una maglietta con il logo della Polizia di Stato ed il motto “Donnealcentro”, simbolo dell’impegno che da diverso tempo persegue a tutela delle fasce deboli, mentre i più piccoli hanno ricevuto un pratico zainetto anch’esso griffato con i colori dell’Amministrazione, con all’interno dolciumi e caramelle.
La gioia che si leggeva negli occhi dei bambini ed i volti sereni delle loro mamme sono testimonianza che il messaggio di fiducia nella Polizia di Stato e l’obbiettivo di comunicare sicurezza nelle Istituzioni sono stati raggiunti.

Adocchiava le vittime all’interno di istituti di credito per poi rapinarle

0

PALERMO: LA POLIZIA DI STATO INDIVIDUA ED ARRESTA UN MALVIVENTE, SPECIALIZZATOSI NEL RAPINARE ANZIANI, ADOCCHIATI ALL’INTERNO DI ISTITUTI DI CREDITO E POSTALI
La Polizia di Stato ha tratto in arresto VENTIMIGLIA Carlo, 53enne di vicolo Zisa, poiché ritenuto responsabile del reato di rapina aggravata, in concorso, nei confronti di un anziano correntista di banca.
E’ stata, in tal modo, data esecuzione ad un provvedimento di Custodia Cautelare in Carcere, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Palermo, dr. Lorenzo Jannelli.
Ad eseguire il provvedimento e svolgere le laboriose indagini che hanno delineato le responsabilità del Ventimiglia sono stati i poliziotti della sezione “Investigativa” del Commissariato di P.S. “S.Lorenzo”.
La mattina del 28 marzo 2014, un correntista fece ingresso nei locali dell’agenzia Unicredit di piazza Castelnuovo; l’uomo, dopo una breve fila, si avvicinò allo sportello ed effettuò un prelievo di 3000,00 euro, uscì dalla banca, salì a bordo della sua vettura e tagliò longitudinalmente tutta la città prima di raggiunegere il suo domicilio nel quartiere Pallavicino; prima di rincasare fu affrontato da quattro malviventi che lo aggredirono, lo percossero ed, a colpo sicuro, dalla tasca dei pantaloni, gli sottrassero la busta in cui aveva riposto la cospicua somma.
La sicurezza con cui i malviventi avevano affondato le mani nelle tasche del malcapitato ha rappresentato un importante punto di partenza per gli agenti del Commissariato di P.S. “S.Lorenzo”, convinti, così, che già le fasi del prelievo fossero state scorte da almeno un esponente del gruppo criminale.
Le immagini dell’agenzia Unicredit, relativamente allo scorcio temporale interessato dalla presenza della vittima, sono state “vivisezionate” dagli agenti che hanno studiato i movimenti di tutti i presenti; tra questi non è passato inosservato Ventimiglia, personaggio noto, per altro, alle Forze dell’Ordine per una spiccata attitudine alla commissione di rapine ad anziani, scelti ed adocchiati tra quelli incrociati in istituti postali e di credito.
Ventimiglia era entrato in banca e ne era uscito, a breve distanza dalla vittima; aveva impiegato parte del tempo effettuando a sua volta un prelievo dallo sportello bancomat, ma nulla aveva fatto nei restanti minuti, se non osservare con attenzione i movimenti della vittima.
Il malvivente, a bordo di uno scooter “SH” grigio, era stato notato seguire a distanza la vettura della vittima, lungo quello che sarebbe stato il primo tratto di un lungo tragitto con destinazione Pallavicino e lo stesso studio delle celle telefoniche cittadine non spiegava la continua vicinanza dei due se non con il fatto che l’uno stesse seguendo l’altro.
Ogni dubbio, infine, sull’identità del soggetto vistosi aggirare in banca, effettuare il prelievo ed osservare la vittima, è caduto quando si è verificato che ad effettuare quel prelievo allo sportello bancomat era stato, proprio, Ventimiglia Carlo.
Indagini sono in corso per risalire alle identità dei complici di Ventimiglia.

Quali sono le modifiche che subiscono gli alimenti durante la cottura?

0

Cosa accade cuocendo gli alimenti in maniera sbagliata?

II caldo o, più esattamente, quella forma di energia che si chiama calore, ha un’enorme influenza sui cibi; basta pensare che li cuoce… Ma cos’è la cottura? Come si è detto poco fa, quando si « mette su » un pezzo di carne ad arrostire o quando si fa friggere un uovo neppure ci si immagina quanto complesso sia il processo di cottura: cucinare è un fatto talmente ovvio e naturale! Invece l’argomento è affascinante, e merita qualche pagina.

II caldo o, più esattamente, quella forma di energia che si chiama calore, ha un’enorme influenza sui cibi; basta pensare che li cuoce… Ma cos’è la cottura? Come si è detto poco fa, quando si « mette su » un pezzo di carne ad arrostire o quando si fa friggere un uovo neppure ci si immagina quanto complesso sia il processo di cottura: cucinare è un fatto talmente ovvio e naturale! Invece l’argomento è affascinante, e merita qualche pagina.

COS’È E A COSA SERVE LA COTTURA
Cerchiamo, innanzi tutto, di dare una definizione un po’ precisa al termine corrente di cottura: lo potremo meglio definire come un trattamento termico (dal greco « thermos », che significa « caldo ») effettuato secondo un determinato ciclo, per un certo tempo, in modo da far toccare temperature più o meno elevate al materiale da « trattare » per tempi più o meno lunghi. Gli scopi di tutto ciò, vale a dire gli scopi della cottura, sono fondamentalmente due: rendere più facilmente digeribili i cibi, e renderne più gradito il sapore.

A causa del riscaldamento più o meno prolungato si ottengono effetti diversi e differenziati: ma gli effetti fondamentali della cottura sono comunque alcune trasformazioni dell’alimento. Diverse di queste trasformazioni sono rapide, appariscenti, facilmente individuabili. Le albumine contenute in un uovo (il bianco d’uovo) al di sopra dei 60 gradi centigradi coagulano in maniera irreversibile (cioè dopo cottura, raffreddate, non ritornano allo stato primitivo ma rimangono nel nuovo stato). Il comune zucchero, definito chimicamente « saccarosio », allo stato puro, cristallino, come viene messo in commercio, fonde a 160 gradi, ma, se viene portato oltre i 200, si trasforma in quella massa bruna, amorfa, non più cristallizzabile, chiamata « caramello ». La struttura di sostegno di molti vegetali (insalata, spinaci, sedano, e simili) subisce, in seguito a semplice bollitura, un vero collasso, accompagnato da un’imponente perdita d’acqua. Tale collasso da risultati ben visibili: i materiali fibrosi di sostegno vengono « rotti », per cui il tutto diviene più morbido, facilmente deformabile; il volume globale diminuisce fortemente.

Si verificano però, contemporaneamente, altre modifiche, non facilmente visibili ma essenziali proprio per la funzione di dare maggiore digeribilità ai cibi. Per esempio, in molti prodotti vegetali (farine, patate, legumi, pasta alimentare, riso eccetera) si hanno elevati contenuti di amidi, i quali, in seguito a riscaldamento sufficientemente prolungato, e a una temperatura adeguata, si trasformano in polisaccaridi, e cioè in « catene di zuccheri », di struttura assai più semplice di quella degli amidi d’origine. Spetterà poi al nostro organismo la trasformazione, cioè la « degradazione » successiva dei polisaccaridi a zuccheri ancora più semplici, mediante l’azione della saliva e dell’acido cloridrico dello stomaco. Nelle carni, essendo presenti principi nutritivi di differente tipo che nei vegetali, le trasformazioni chimiche ottenute mediante la cottura sono diverse: sono più numerose e complesse, anche limitandosi a delinearne le principali. Anche per la carne si ha una parziale demolizione della struttura di sostegno (meno spinta che nei vegetali), una perdita d’acqua, una coagulazione delle albumine (coagulazione che altrimenti dovrebbe essere operata entro lo stomaco), una degradazione parziale delle molecole proteiche ad amminoacidi. I grassi contenuti nella carne (e quelli che vengono aggiunti quando la carne stessa viene arrostita), subiscono processi (idrolisi, ossidazione), nel corso dei quali molecole lunghe si spezzano in molecole più semplici, in modo da favorire la digeribilità. Nel corso di una cottura prolungata, però, durante la quale vengono raggiunte in certe zone temperature elevate (caso tipico: l’arrosto a fuoco lento di un pezzo di carne in casseruola, con aggiunta di grassi di varia natura), un certo numero di molecole dei grassi, invece di scindersi, subisce il processo inverso: la polimerizzazione, che è appunto l’unione di più molecole con la formazione di molecole più lunghe e complesse di quelle originali. Altre trasformazioni chimiche danno luogo a prodotti carboniosi (nerastri, amarognoli) non digeribili.

Questo spiega quanto è noto in proposito da secoli in medicina, e cioè che i « grassi cotti » sono in complesso meno digeribili dei « grassi crudi ». A chiunque soffra di disturbi di stomaco, fegato o intestino, viene sempre raccomandato di ingerire ne « grassi cotti » (specialmente fritti) ne cibi preparati mediante processi di cottura prolungati. (E allora: in quale tipo di grasso cucinare i fritti, affinchè siano meno pesanti e meno dannosi? Evitare lo strutto e la sugna anche se quest’ultima frigge — « purtroppo » in modo meraviglioso… — chiacchiere e frittelle, nonché il grasso di rognone di bue, ritenuto da alcuni rinomati cuochi il grasso migliore per friggere la carne; e usare invece i grassi vegetali. Il burro è l’unico grasso animale che si può mangiare crudo, naturalmente se è di buona qualità e freschissimo: contiene infatti vitamina A e vitamina D; tuttavia, è meglio adoperarlo per condimenti e non per friggere, perché annerisce in fretta e fa scurire il cibo che state friggendo. Per friggere, in definitiva, non c’è grasso migliore dell’olio, che, prima di bruciarsi, porta la temperatura a calore molto elevato. Esiste una vasta gamma di oli vegetali, a parte anche l’olio di oliva, che è meglio conservare per le insalate fresche e per le verdure cotte: ma gli oli di semi, di arachidi, di semi di soia, di germe di grano sono l’ideale per friggere.

È stato inoltre persino individuato l’insorgere, nel corso di cottura ad alta temperatura, di composti ad azione cancerogena; tuttavia non ha mancato di gettare un’ombra di immeritata impopolarità sulle bistecche alla griglia e sugli arrosti alla fiamma o alla brace (barbecue). La variazione del sapore, altrettanto tipica del processo di cottura quanto la funzione di maggior digeribilità dei cibi, è conseguenza diretta di questi complicati processi, ed al tempo stesso di processi collaterali ma non per questo meno importanti. Praticamente sempre, nel corso della cottura, si aggiunge il sale, il quale, essendo igroscopico, favorisce la perdita d’acqua della carne o dei vegetali nel corso della cottura e contemporaneamente viene più o meno profondamente assorbito. Si aggiungono poi quasi sempre elementi, di solito vegetali, che hanno un particolare aroma o un particolare sapore, e che vengono a loro volta assorbiti più o meno profondamente, dopo essersi liberati, sciolti e diffusi nel recipiente di cottura in conseguenza del riscaldamento. In molti casi si tratta di oli essenziali, contenuti nella buccia di arance, cedri e limoni, in altri casi si tratta di oli essenziali e aromi contenuti in foglie, semi, frutti di piante diverse.

Nel corso della cottura, il cibo, di origine vegetale o animale, perde, oltre all’acqua, quantitativi diversi di sostanze che conteneva all’origine: nel caso della bollitura, esse si trovano quasi al completo nel cosiddetto « brodo »; nella cottura per arrostimento o in forno, in parte si ritrovano nel cosiddetto « sugo » o nella crosta esterna di quanto è stato cotto (e che appunto per questo, in molti casi, sono, sia il sugo sia la crosta, particolarmente saporiti), ed in parte vanno perdute. Chiunque, entrando in un ambiente ove carni e vegetali sono in fase di cottura, a meno che questa non si svolga entro un forno a chiusura ermetica, avverte sotto forma di « odore » questi effluvi, e, nella maggior parte dei casi, se si tratta di un esperto, ne individua immediatamente l’origine. Approfondire l’argomento dal punto di vista fisico, della cottura chimico e biochimico sarebbe assai interessante, addirittura affascinanate. Ma richiederebbe molto spazio, un linguaggio scientifico piuttosto difficile e, soprattutto, non aiuterebbe in maniera pratica chi volesse perfezionarsi nella tecnica della cottura dei cibi onde ottenere in cucina risultati di buon livello. A tale scopo, converrà piuttosto soffermarsi sulla « tecnica della cottura » vera e propria: e cioè sui mezzi e sui sistemi da usare nel sottoporre a cicli di riscaldamento, differenziati ed in diverse condizioni-ambiente, gli alimenti allo stato grezzo, onde trasformarli in « piatti » gradevoli, saporiti, muniti di una precisa individualità e il più possibile costanti nelle loro caratteristiche.

CALORE E TEMPERATURA
Per prima cosa, occorre spendere qualche parola sul calore, sui sistemi per generarlo e trasmetterlo, nonché sulla temperatura, concetto che con quello di calore viene spesso confuso. Il calore è una forma di energia, che si ottiene, negli usi di cucina, mediante reazioni chimiche (combustione) di materiali diversi (gas, legna, carbone, idrocarburi liquidi), oppure trasformando in calore energia elettrica. La « quantità » di calore in gioco si misura in calorie o in kilowattore: nel primo caso, quando si utilizzi un combustibile; nel secondo, quando si trasformi energia elettrica in calore. Le due unità di misura, pur essendo quantitativamente diverse, sono omogenee e convertibili l’una nell’altra; si usa l’una piuttosto che l’altra per ragioni tecniche, per comodità, o semplicemente per tradizione (1 kilowattore equivale a 860 chilocalorie, 1 chilocaloria a 0,016 kilowattore; una caloria è la quantità necessaria a innalzare da 14°5 e 15°5 un grammo di acqua distillata, la chilocaloria è la quantità che innalza della stessa temperatura un litro d’acqua). Questo « consumo » di energia si traduce in una corrispondente « spesa », in quanto l’energia ha sempre un costo. Chi usa una cucina elettrica paga ciò che vi ha consumato, e che è segnato dal contatore. Chi usa il gas lo paga un tanto al metro cubo, e può sempre documentarsi sul numero di calorie sviluppate da ogni metro cubo di gas bruciato. Mentre dunque il calore è una forma di energia, la temperatura può definirsi uno « stato fisico della materia ». Ora, per poter ottenere con la cottura determinati risultati, occorre:

• 1 ) portare il cibo ad una certa temperatura (mediante somministrazione di energia per « riscaldarlo »);

• 2) fornirgli poi per tutta la durata della cottura altro calore (altra energia).

Queste due esigenze rispondono a due motivi. Il primo è che, al di sotto di certe temperature, i processi essenziali per la cottura non si svolgono. Abbiamo più sopra citato il limite dei 60 gradi per la coagulazione delle albumine dell’uovo, ed il limite dei 200 gradi per la trasformazione dello zucchero in caramello: anche somministrando ingenti quantitativi di calore ad un uovo, ma in condizioni tali da non fargli raggiungere i 60 gradi di temperatura, o ad un chilo di zucchero senza fargli toccare i 200 gradi, e pur prolungando i trattamenti per giorni e giorni, non si verificherebbero ne la coagulazione ne la trasformazione in caramello. (Per contro, se la temperatura è troppo elevata, il cibo in fase di cottura si degrada, carbonizza o addirittura brucia).

Il secondo è che occorre compensare il calore che va smarrito nell’ambiente, ad opera dei recipienti entro i quali avviene la cottura e ad opera della massa stessa del cibo in fase di cottura; nonché compensare il calore assorbito dai processi chimico-fisici che caratterizzano la cottura vera e propria. Nel caso tipico della pentola che bolle, dopo raggiunta la temperatura di ebollizione, occorre poi continuare a somministrare notevoli quantitativi di calore, in quanto il processo stesso di ebollizione assorbe calore ed in quanto una pentola calda disperde molto calore nell’ambiente. Invece nel caso di un forno moderno, elettrico o alla fiamma, una volta raggiunta la temperatura di cottura voluta, basta, per mantenerla, somministrare modesti e misurati quantitativi supplementari di calore, in quanto le dispersioni nell’ambiente sono limitate.

Nei processi di cottura ancora in uso (per esempio nelle isole del Pacifico) si opera entro fosse scavate nel terreno e ricoperte con foglie ed altro terriccio. Il calore viene somministrato tutto all’inizio, gettando nella fosse, assieme al cibo, ciottoli arroventati. Non è poi necessario somministrare altro calore, in quanto le perdite di calore dalla fossa al terreno che la delimita sono modestissime, per cui il cibo raggiunge rapidamente una temperatura massima, largamente sufficiente per avviare la cottura; tale temperatura, anche dopo diverse ore, risulta diminuita solo di qualche decina di gradi. In Sardegna è ancora in auge la cottura in una buca scavata nel terreno, riempita di ciottoli arroventati, sui quali si mette il cibo. e ricoperta di foglie e altro terriccio. Questo sistema, usato anche nelle isole de! Pacifico, consente di limitare a una misura modestissima le perdite di calore dalla buca.

A questi due fattori base — somministrazione di calore e mantenimento di una temperatura sufficientemente alta — se ne aggiunge un terzo: il tempo. Perché per tutti i vari processi che contribuiscono a trasformare un cibo « crudo » in cibo « cotto » occorre sempre un certo tempo, che può variare molto a seconda del tipo del cibo, del tipo della cottura, e di ciò che col cibo si vuoi ottenere. Prima di caratterizzare quello che abbiamo chiamato « tipo di cottura », occorre spendere ancora qualche parola sulle modalità con cui il calore generato dalla relativa sorgente (fiamma, brace, superficie raggiante, piastra calda) viene trasferito al cibo da cuocere. I sistemi di trasmissione del calore da una sorgente ad un corpo da scaldare sono tre, tutti utilizzati per la cottura. Il primo consiste nella conduzione: riscaldando una zona di un corpo, il calore si diffonde all’interno del corpo stesso. Per comprendere il fenomeno, basta riscaldare alla fiamma l’estremità di una posata metallica: dopo un minuto o poco più, si noterà che tutta la posata, fino all’estremità opposta, si sarà riscaldata. Il secondo consiste nella convezione: la sorgente di calore scalda un fluido, il quale si sposta entro l’ambiente, e lo riscalda in maniera più o meno uniforme; se entro l’ambiente sono posti corpi a temperatura inferiore, questi, lambiti dal fluido caldo in movimento, si riscaldano a loro volta. Nella cottura allo spiedo si sfruttano due modi di trasmissione del calore: per irraggiamento (dal fuoco, fonte di calore, alle carni messe ad arrostire in lenta rotazione; e dal fondo del camino, riscaldatosi a sua volta per irraggiamento diretto) e per convezione (dai fumi caldi che si levano dal fuoco stesso).

Il terzo consiste nell’irraggiamento, una sorgente calda emette calore raggiante, come una lampadina emette luce. Tale calore irraggiato, quando colpisce un corpo solido, lo riscalda, e può portarlo ad una temperatura molto più elevata di quella dell’ambiente entro cui il corpo stesso è situato. Nella cottura dei cibi possono giocare, come s’è detto, tutti e tre tali sistemi di trasmissione di calore. Consideriamo una pentola che bolle, con un pezzo di carne immerso in acqua: la sorgente di calore (la fiamma di un fornello a gas) riscalda direttamente una zona ristretta del fondo della pentola; per conduzione, tutto il corpo della pentola viene riscaldato, e riscalda a sua volta, sempre per conduzione, l’acqua che contiene. Questa circola entro la pentola, ed il calore si trasferisce, questa volta per convezione, in modo che praticamente in ogni punto l’acqua di cottura ha la stessa temperatura. L’acqua calda, sempre in movimento entro la pentola, lambisce la carne e ne riscalda la superficie. Dalla superficie all’interno del pezzo di carne, il calore si trasmette di nuovo per conduzione. Consideriamo ora una pentola sul cui fondo sta bel pezzo d’arrosto. Cosa succede? Succede che la fiamma scalda la pentola e questa scalda il grasso; il grasso trasmette il calore nella parte inferiore dell’arrosto, ed il calore si trasmette entro il corpo dell’arrosto: la trasmissione avviene per conduzione.

Siccome la carne è conduttrice del calore piuttosto cattiva, occorrerà « rigirare » periodicamente l’arrosto, per evitare il rischio di avere una parte cotta o quasi bruciata, una parte intermedia cotta in modo soddisfacente ed una parte superiore quasi cruda o comunque cotta in modo insufficiente. Nel caso dell’arrosto agisce quindi essenzialmente, si è detto, la trasmissione del calore per conduzione. Osserviamo ora un forno a legna per la cottura . Nel forno delle pizze: sul suo fondo si ha un mucchio di brace, a legna ed eventualmente qualche ceppo che sta bruciando; a mezza via tra la zona ove brucia la legna e la bocca del forno, si pongono le pizze a cuocere. Esse vengono investite dal calore irraggiato dalla fiamma, dalle braci e dalle pareti del forno, molto calde; si ha dunque cottura a mezzo di calore trasmesso per irraggiamento. In certi casi si ha un’azione mista: un arrosto allo spiedo viene investito dal calore generato dalla fiamma e dalla brace, e contemporaneamente lambito dai fumi caldi prodotti dalla combustione: si ha quindi un riscaldamento misto per irraggiamento e per convezione.

 

Fonte:medicina33

Ormoni e impotenza

0

Ormoni e impotenza: la maggior parte del testosterone è prodotto dalle cellule di Leydig nel testicolo e una piccola quota è secreta da surrene.

Ormoni e impotenza: la maggior parte del testosterone è prodotto dalle cellule di Leydig nel testicolo e una piccola quota è secreta dal surrene.
Gli ormoni maschili, gli androgeni, influenzano la crescita e lo sviluppo dell’apparato riproduttivo maschile e sono coinvolti nell’acquisizione delle caratteristiche sessuali secondarie (la barba, la muscolatura ecc.). Il loro effetto sulla libido e sul comportamento sessuale è ben noto, ma l’azione degli androgeni sul meccanismo dell’erezione non è ancora ben chiarito. E stata avanzata l’ipotesi che nell’uomo il testosterone aumenti la libido, ma non sia coinvolto direttamente nell’erezione durante il rapporto sessuale. Certi stimoli sembrano sensibili agli androgeni, certi altri stimoli no. Negli uomini affetti da impotenza con assenza di deficit di androgeni, il testosterone rappresenta la stessa efficacia del placebo nel ripristinare la potenza sessuale. La funzione sessuale maschile è influenzata probabilmente anche da altri ormoni. La maggior parte degli uomini affetti da aumento della prolattina mostrano una riduzione della libido e impotenza e spesso anche una riduzione di testosterone. L’aumento della prolattina può inibire l’azione dell’ormone lh sulla funzione delle cellule di Leydig nel testicolo. La regolazione dei livelli di testosterone nel sangue è controllata dall’asse ipotala-mo-ipofìsi-gonadico.

Normalmente 1’1-2% del testosterone totale è rappresentato dalla frazione libera, utile per l’azione sugli organi bersaglio, mentre il 97% viene trasportato nel sangue legato alle proteine plasmatiche.La maggior parte del testosterone è prodotto dalle cellule di Leydig nel testicolo e una piccola quota è secreta dal surrene. La secrezione da parte della cellula di Leydig è controllata dall’LH, sempre secreto dall’ipofisi, su stimolo del ghrh prodotto dall’ipotalamo cerebrale. Anche l’fsh viene prodotto dall’ipofisi in risposta al GnRH ipotalamico, ed è responsabile della stimolazione alla produzione di spermatozoi nel testicolo. L’ipogonadismo e la riduzione dei livelli circolanti di androgeni rappresentano il principale meccanismo coinvolto nella disfunzione erettile su base endocrina. Tuttavia nell’uomo i livelli di androgeni circolanti non sono sempre in relazione alla capacità erettile. Considerare la riduzione della concentrazione del testosterone come la sola causa dell’impotenza è probabilmente troppo semplicistico. L’ipogonadismo può essere secondario ad anomalie dell’asse ipotalamo-ipofìsario-gonadico. Una riduzione del testosterone può associarsi a livelli bassi, normali o elevati di gonado-tropine. La riduzione della concentrazione di testosterone e gonadotropine (lh e fsh) implica la presenza di una patologia a carico dell’ipotalamo o dell’ipofisi: si parla allora di ipogonadismo ipogonadotropo. Quando la riduzione dei livelli di testosterone è associata a livelli normali o aumentati di gonadotropine, si presume che la sede della patologia sia il testicolo e si parla di ipogonadismo ipergonadotropico o di insufficienza testicolare primitiva.

L’anamnesi e l’esame fisico possono essere di qualche aiuto, ma la diagnosi di certezza dell’ ipogonadismo si effettua con gli esami di laboratorio. Può essere riscontrato un ridotto volume testicolare, cosi come possibile espressione di patologie ipotalamiche e ipofisarie sono la cefalea, anomalie visive, comunque caratteri aspecifici. Il dosaggio plasmatico di testosterone è il primo passo. Se i livelli di testosterone risultano normali, si esclude la diagnosi di ipogonadismo e non risulta necessario effettuare altre valutazioni endocrinologiche. In presenza di ridotti livelli di testosterone sono necessario successive valutazioni per differenziare l’ipogonadismo ipogonadotropo da quello ipergonadotropo ed escludere l’eventuale presenza di iperprolattinemia. I valori fsh e lh differiscono generalmente a seconda che l’ipogonadismo sia secondario a patologie tersticolari o ipotala-mo-ipofìsarie.

L’incremento dei livelli di lh e fsh viene posto in relazione a una patologia testicolare primitiva. In presenza di malattie dell’ipofisi o ipotalamiche i livelli di LH e fsh risultano normali o ridotti. La diagnosi differenziale tra malattia ipotalamica e ipofisaria richiede l’esecuzione di esami di stimolazione tramite fattori che agiscono selettivamente sull’ipotalamo o sull’ipofisi.

Chiude la trattoria pizzeria Il Vespro

0

il-vesproDopo 40 anni chiude la trattoria Il Vespro di Via Benedetto D’Acquisto.
La crisi a Palermo e in Sicilia continua a mietere vittime tra i commercianti. Peppino Annaloro titolare della trattoria: “ho tirato a denti stretti negli ultimi anni, cercando di mantenere in piedi il locale e di salvare i posti di lavoro del mio personale. Il locale dopo quarant’anni necessitava  di una ristrutturazione, ma non avevo le forze economiche per farlo, tante le lamentele sui social da parte dei clienti additandolo come locale vecchio da ristrutturare. Lo Stato non ci sta aiutando, la pressione fiscale sale anziché scendere.”
E diciamo ancora una volta addio ad un altro locale della nostra Palermo  che è stato un punto di riferimento della cucina siciliana per turisti e non.

Ato Belice Ambiente, Messina (Ugl): a rischio certezza futuro lavorativo

0

“La giunta Crocetta ritiri, ovvero provveda a modificarla, la delibera di giunta n.166 del 2 maggio scorso che cambia le carte in tavola facendo un passo indietro, bloccando il passaggio di gran parte dei lavoratori e disapplicando la legge regionale n.9 del 2010 che all’articolo 19 prevede l’assunzione dei dipendenti inquadrati nei profili operativi destinati al servizio di gestione integrata dei rifiuti”.
A dichiararlo Giuseppe Messina (nella foto), Responsabile regionale dell’Ugl Sicilia a margine dell’assemblea dei lavoratori dipendenti dell’Ato in liquidazione Belice Ambiente  presso la sede legale della società di Santa Ninfa. Presenti all’incontro, oltre al Reggente in Sicilia dell’Ugl, Alessandro Franchina, Responsabile in provincia di Trapani della Federazione Igiene Ambientale, i dirigenti sindacali di categoria Vincenzo Impastato e Vito Di Giovanni.
“La richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza ai sensi dell’articolo 5 della legge n.225/1992 è l’ennesima riprova che si vuole rinviare la soluzione mantenendo la precarietà nel comparto dei rifiuti che adesso coinvolge anche i dipendenti degli Ato in liquidazione che vedono a rischio la certezza sul futuro lavorativo per via delle prescrizioni contenute nella citata delibera dell’esecutivo di governo n.166/2016”.
“Chiediamo al Governo regionale che si faccia chiarezza e si avviino le Srr senza alcun indugio completando la procedura di assunzione nelle Società di regolazione dei dipendenti degli Ato nel rispetto della legge regionale n.9/2010 e dell’accordo quadro sottoscritto il 6 agosto 2013 dalla Regione siciliana e dalle organizzazioni sindacali”.
Presente all’Assemblea dei lavoratori Rosanna Sacco, Segretario Provinciale del sindacato Confial.

 

Arrestato in esecuzione il componente di un pericoloso commando di rapinatori

0

PALERMO: LA POLIZIA DI STATO ARRESTA, IN ESECUZIONE DI UN PROVVEDIMENTO DI CARCERAZIONE, IL COMPONENTE DI UN PERICOLOSO COMMANDO DI RAPINATORI DI PORTAVALORI
La Polizia di Stato, segnatamente personale del Commissariato di P.S. “Mondello”, ha tratto in arresto SPANU Gianluca, 28enne palermitano, domiciliato in via Porta di Mare, in esecuzione di una condanna divenuta definitiva a cinque anni di reclusione, così come stabilito dalla Cassazione che ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso presentato dal condannato.
Spanu che dovrà scontare un residuo di pena di 3 anni, 3 mesi e 17 giorni, ha avuto notificato il provvedimento, a casa, dove si trovava in regime di arresti domiciliari, per lo stesso reato.
I fatti contestati allo Spanu risalgono al 22 marzo 2013 quando una rapina ad un portavalori, fruttata 700 mila euro, avvenuta nel territorio di Campi Bisenzio, suscitò gran clamore mediatico, nel fiorentino ed a livello nazionale.
Il commando di rapinatori riuscì a farla franca ed a resistere al corso delle indagini, fino al successivo ottobre, quando l’intera banda fu sgominata.
A farne parte due Guardie Giurate della stessa ditta del portavalori, considerate dagli investigatori “i basisti” della rapina ed alcuni malviventi di origine siciliana, tra questi anche Spanu, il cui compito era stato quello di fornire ai complici un importante supporto logistico ed i mezzi, un motorino ed una vettura, usati per compiere l’assalto.
Spanu è stato tradotto presso la locale Casa Circondariale.

Palermo: denunciata una donna per aver aggredito il suo ex e la nuova compagna

0

PALERMO: LA POLIZIA DI STATO,  DENUNCIA UNA GIOVANE DONNA NON RASSEGNATASI ALLA FINE DELLA RELAZIONE CON IL SUO EX

a dimostrazione che determinati atteggiamenti, non sono appannaggio dei soli uomini, vede protagonista una 32enne palermitana che, accecata dalla gelosia, ha aggredito il suo ex compagno, reo di averla lasciata per vivere una relazione sentimentale con un’altra ragazza.
Alle ore 20.00 di ieri, poliziotti appartenenti all’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, su disposizione della locale Sala Operativa, si sono recati in via Carlo Alberto Dalla Chiesa, dove su linea di emergenza ‘113’, era stata segnalata l’aggressione di una ragazza, nei confronti di un giovane.
Giunti sul luogo segnalato, i poliziotti, notata una giovane donna in evidente stato di agitazione che inveiva contro un ragazzo, hanno deciso di intervenire per cercare di capire cosa stesse succedendo.
Gli agenti hanno appreso dalla viva voce delle vittime, e da ulteriori riscontri testimoniali che, poco prima del loro arrivo, la donna, una 32enne, aveva aggredito dapprima l’attuale ragazza del suo ex fidanzato e poi il fidanzato stesso.
La ‘stalker’, aveva riversato gli effetti della sua frustrazione sentimentale, in un primo momento nei confronti della rivale, ingiuriata, tirata per i capelli e rapinata del cellulare. Successivamente, rintracciato l’ex e raggiuntolo fin sul posto di lavoro di un congiunto, la donna, accecata dalla gelosia, lo ha aggredito verbalmente e fisicamente.
Ne conseguiva la richiesta di intervento tramite linea di emergenza ‘113’ e la successiva denuncia penale da parte degli operatori di polizia.

Palermo: arrestato un uomo stalker dell’ex compagna

0

PALERMO: LA POLIZIA DI STATO, ARRESTA UN PALERMITANO, FATTOSI STALKER DELL’EX COMPAGNA 

La Polizia di Stato, in due episodi differenti, ha tratto in arresto un 58enne palermitano del quartiere della “Zisa”, responsabile del reato di “atti persecutori” nei confronti della ex convivente ed ha denunciato a piede libero una 32enne palermitana, non rassegnatasi alla fine della relazione con il suo ex fidanzato.
Nel primo caso la vittima è una donna, 40enne straniera, residente da qualche tempo nel capoluogo, con la quale il 58enne palermitano aveva intrecciato una relazione durata 7 anni.
Lo scorso Marzo, la data in cui la donna ha comunicato al palermitano l’intenzione di chiudere la storia, è coinciso con l’inizio di una lunga storia di fastidi, tormenti e molestie, portati e recapitati con costanza e con i più svariati strumenti.
Squilli e messaggi telefonici, appostamenti, pedinamenti ed addirittura messaggi “cartellonistici”, minacciosi ed ingiuriosi, esposti lungo le strade di transito della donna e nei luoghi di sua principale frequentazione sono soltanto alcuni degli esempi di un asfissiante “pressing” cui lo stalker ha sottoposto la sua vittima.
Ieri, dopo una denuncia già sporta nelle scorse settimane, l’ennesimo episodio che ha dato conto di come la donna abbia visto limitata la propria libertà di movimento: l’ex convivente l’ha inseguita fino a piazza S.Francesco di Paola, meta di una passeggiata domenicale con le amiche, per tenerne sotto controllo i movimenti.
Immediata la segnalazione al “113”, l’arrivo di una “Volante” dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico e l’arresto del palermitano.
Il provvedimento è stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria.

Palermo: la polizia scopre un’officina per la fabbricazione illegale di armi arrestato il titolare

0

LA POLIZIA DI STATO SCOPRE UN’ “OFFICINA” PER LA FABBRICAZIONE ILLEGALE DI ARMI E MUNIZIONI NEL QUARTIERE ZISA. ARRESTATO PALERMITANO, INCENSURATO
La Polizia di Stato di Palermo, ieri sera, ha tratto in arresto Cangialosi Giuseppe, palermitano 59enne, incensurato, per i reati di “fabbricazione, detenzione e porto abusivo di armi e materiale esplodente”. I “Falchi” della Squadra Mobile, diretta dal Dott. Rodolfo RUPERTI, nell’ambito dei servizi di prevenzione e contrasto al crimine disposti dal Questore, nel transitare per via Leonardo di Bartolomeo, nel popolare quartiere Zisa, hanno notato sopraggiungere a piedi un soggetto, dall’ atteggiamento circospetto e guardingo, che trasportava una busta di plastica in mano che, alla vista dei poliziotti, cercava maldestramente di occultare.
Gli agenti, insospettiti, hanno deciso, pertanto, di vederci chiaro ed approfondire il controllo, identificando il soggetto e sottoponendolo a perquisizione personale.
L’ intuizione si è rivelata esatta: la busta rinvenuta, infatti, conteneva n. 273 cartucce calibro 7,65.
Dagli ulteriori accertamenti è emerso successivamente che il CANGIALOSI era titolare di un’ officina di torneria, sita nei pressi. I poliziotti hanno così deciso di estendere la perquisizione anche a quei locali.
Da questa attività sono emersi gravi ed importanti riscontri: all’interno dell’officina gli agenti della Sezione Contrasto al Crimine Diffuso, diretta dalla dott.ssa Carla Marino, hanno rinvenuto una vera e propria “fabbrica” illecita di armi e munizioni pronte ad essere immesse nel mercato criminale. In particolare sono state rinvenute e sottoposte a sequestro: 3 pistole semiautomatiche perfettamente funzionanti complete di silenziatori, circa 3000 cartucce di vario calibro tra cui (calibro 22, 357 magnum, calibro 32, calibro 7.65, calibro 7.65 parabellum, 38 special, 9×21, 44 magnum e cartucce di grosso calibro per carabina) oltre a circa 1000 cartucce calibro 12 per fucile ad anima liscia.
All’ interno dell’ officina sono stati inoltre rinvenuti numerosi silenziatori, caricatori, canne e varie parti di armi pronte per essere assemblate, nonché una pressa per il confezionamento del munizionamento mediante l’utilizzo di polvere da sparo, bossoli, inneschi e ogive.
Le armi prodotte venivano poi provate a fuoco in una rudimentale galleria di tiro allestita all’ interno della stessa officina.


Il locale con tutti i macchinari ivi custoditi è stato sequestrato.
Il personale della Squadra Mobile, successivamente, si è recato anche presso l’ abitazione del soggetto per effettuare un’altra approfondita perquisizione: al suo interno sono stati sequestrati 15 fucili di vario calibro, legalmente detenuti, ma custoditi in violazione delle prescrizioni previste dalla normativa, nonché circa 1000 cartucce di varia misura.
Si è proceduto, quindi, all’arresto del soggetto per i reati di “fabbricazione, detenzione e porto abusivo di armi e materiale esplodente”.
Il CANGIALOSI si trova attualmente recluso presso la Casa Circondariale “Pagliarelli”.

 

 

Valle della giumenta

0

Vivere nel verde, si sa, ed è scientificamente provato, giova alla salute psico fisica delle persone. Difficilmente però si può vivere in campagna o in montagna lavorando in città.
Le nostre strade rumorose, lo stress lavorativo, le tensioni sociali ed economiche….potrebbero produrre effetti devastanti su di noi!
Oggi vi propongo di pensare a questo: ogni domenica faccio qualcosa di speciale per me, per la mia famiglia, scappo dalla città e mi ritaglio qualche ora nel verde, in campagna, in montagna, oppure vado a visitare un luogo turistico affascinante, e conservo quella sensazione per tutta la settimana, ricordo i profumi e i colori dei luoghi visitati e li rivedo nella mente nei momenti difficili delle giornate.
Oggi vi propongo di pensare a cosa fare domenica prossima….che ne dite di una escursione nell’entroterra di Cefalù …una passeggiata nel verde….con nuove persone che potrebbero diventare i vostri amici delle domeniche?
Spesso le Madonie, ci offrono l’occasione per una giornata di verde relax, per scoprire fauna e flora sconosciute e nel percorso che ci porta al rifugio della Valle della Giumenta, nel territorio del Comune di Castelbuono, si trovano gli esemplari unici in Europa di Agrifogli giganti, e davvero ne vale la pena vederli a fotografarli.
Bene, quindi questa domenica, 15 maggio 2016, ci troveremo alle ore 9,00 a Portella Colla alla bacheca del parco delle Madonie, nel territorio del comune di Polizzi Generosa per una fantastica e semplice escursione di circa 2 km, per raggiungere il rifugio e consumare il pranzo a base di carne e verdure grigliate. Questa escursione e adatta alle famiglie e ai bambini. La quota di partecipazione e’ di 10€ a persona, ma se vi portate il vostro pranzo, vi chiediamo solo 5€ per coprire i costi dell’assicurazione.
Questa escursione vi è proposta dal Sicily Tourist Club, che svolge attività culturali e turistiche sul territorio della Sicilia.
Vi aspettiamo….numerosi…..equipaggiati di comode scarpe e abbigliamento adatto, armati di macchina fotografica e tanta curiosità per la natura e il verde!!!
Daniela Arduino, presidente www.sicilytouristclub.it

Ucciardone, Piazza (Ugl): “poliziotti penitenziari a rischio tbc”

0

“La Direzione del Carcere di Messina avrebbe violato il protocollo operativo per il controllo della tubercolosi nel sistema penitenziario. Ogni caso sospetto di Tbc deve essere posto
tempestivamente in isolamento respiratorio e prontamente valutato per individuare la malattia. Cosa che non è avvenuta a Messina”. È quanto dichiara Antonio Piazza, segretario dell’Ugl Polizia Penitenziaria, in merito al sospetto caso di tubercolosi nel carcere di Palermo Ucciardone. “Pare che il detenuto fosse stato sottoposto ad accertamenti clinici per sospetta infezione tubercolare circa tre mesi fa, quando era rinchiuso nel carcere di Messina – continua Piazza – ma i risultati sarebbero arrivati solo qualche giorno fa al carcere di Palermo ‘Ucciardone’, dove il detenuto è stato trasferito in un secondo momento”. “E’ gravissimo – sottolinea Piazza – che nessuno abbia comunicato all’Ucciardone la probabile infezione ed è ancora più grave il fatto che sia stato predisposto il trasferimento in un altro istituto quando tutti i soggetti con diagnosi di Tbc attiva devono essere trasferiti presso centri specialistici di riferimento. La Direzione del carcere dell’Ucciardone, una volta ricevuta la comunicazione da Messina, avrebbe provveduto ad isolare circa 8 detenuti, che sarebbero stati a stretto contatto con il soggetto risultato positivo alla Tbc. Ai poliziotti penitenziari sarebbero state distribuite delle semplici mascherine”. “È inutile dire che siamo di fronte ad una situazione di altissimo rischio per gli operatori di Polizia Penitenziaria. Auspichiamo pertanto che la Direzione del carcere dell’Ucciardone sottoponga, al più presto, il personale penitenziario ad accertamenti clinici per verificare l’insorgenza di eventuali  casi di positività alla Tbc. Il provveditore – conclude Piazza  – dall’Amministrazione Penitenziaria dovrebbe, poi, verificare se sussistono eventuali responsabilità anche perché è inammissibile che si possa  non tener conto della pericolosità della malattia in quella che è, a tutti gli effetti, una vicenda tragicomica”.

Aveva appicato del fuoco a un cassonetto

0

PALERMO: LA POLIZIA DI STATO ARRESTA UN UOMO CHE AVEVA APPICCATO DEL FUOCO A UN CASSONETTO

La Polizia di Stato ha arrestatoto un uomo responsabile di avere incendiato un cassonetto colmo di rifiuti in via Giovanni Di Cristina.
A finire in manette è stato il 54enne TRABELSI Ridha, responsabile di avere appiccato il fuoco con un accendino ed “inchiodato” nell’atto di farlo dalla registrazione visiva girata da un residente attraverso il suo smart-phone.
Il residente, indignato ed allarmato dall’evenienza che le fiamme, in breve, avrebbero potuto propagarsi alle vicine vetture, ha informato il “113” che, a stetto giro di posta, ha fatto convergere in zona numerose “Volanti” dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico.
Quando poliziotti e Vigili del Fuoco hanno raggiunto la via Di Cristina, il cassonetto era in fiamme e Trabelsi, fingendosi spettatore incuriosito, si era defilato su un marciapiede poco distante.
Ai poliziotti il responsabile dell’ incendio è stato indicato dagli stessi resedenti che avevano allertato la Polizia e che ne avevano filmato la delittuosa condotta .
Immediata la perquisizione personale dell’uomo nelle cui tasche è stato ritrovato l’accendino usato per incendiare il cassonetto.
Trabelsi è stato tratto in arresto per la violazione dell’art.256 bis del D.L. 136 del 2013, in materia ambientale, per avere incendiato rifiuti abbandonati.
Il provvedimento è stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria.

La Cassata Siciliana

0

Le radici della cassata risalgono alla dominazione araba in Sicilia (IX-XI secolo). Gli arabi avevano introdotto a Palermo la canna da zucchero, il limone, il cedro, l’arancia amara, il mandarino, la mandorla. Insieme alla ricotta di pecora, che si produceva in Sicilia da tempi preistorici, erano così riuniti tutti gli ingredienti base della cassata, che all’inizio non era che un involucro di pasta frolla farcito di ricotta zuccherata e poi infornato.

Nel periodo normanno, a Palermo presso il convento della Martorana, fu creata la pasta reale o Martorana, un impasto di farina di mandorle e zucchero, che, colorato di verde con estratti di erbe, sostituì la pasta frolla come involucro. Si passò così dalla cassata al forno a quella composta a freddo.

Gli spagnoli introdussero in Sicilia il cioccolato. Durante il barocco si aggiungono infine i canditi. L’introduzione della glassa di zucchero coperta di frutta candita che avvolge tutto il dolce come un vetro opaco potrebbe ricondurre il nome all’inglese glass, vetro da cui glassata – classata – cassata.

 

Per la realizzazione di questo dolce sarà necessario procedere con la preparazione dei vari elementi che verranno poi assemblati insieme in un secondo momento dando vita alla cassata. E’giunto il momento, facciamo un bel respiro, incrociamo le dita e…cominciamo!!

Ingredienti per preparare la Cassata Siciliana

Per il pan di spagna:

6 Uova
300 gr. di farina per dolci
250 gr. di zucchero
una bustina e mezza di lievito per dolci
mezzo bicchiere di latte

Per la preparazione della crema di ricotta:

500 gr. di ricotta fresca
300 gr. di zucchero
50 gr. di zuccata
100 gr. di cioccolato fondente
mezza bustina di vaniglia

Per la preparazione della pasta reale

200 gr. di farina di mandorle
200 gr. di zucchero
100 gr. di acqua
colorante per dolci verde
400 gr. di frutta candita

Stampo a forma di cilindro svasato del diametro cm. 28 ed altezza cm 6.
sciroppo fatto con acqua, zucchero e mezzo bicchiere di marsala.
Iniziamo con la preparazione del Pan di Spagna;
Frullate a neve le uova aggiungendo lo zucchero, il lievito ed infine la farina.
Lavorate bene l’impasto ed aggiungete il latte  al fine di renderlo morbido;
Mettete un foglio di carta oleata in una teglia adeguata ed imburratela per bene prima di
aver versato il composto.
Mettete a forno caldissimo e non appena vedrete montare abbassate la fiamma
e lasciate al cuocere per circa 15 minuti.

Seguiamo con la preparazione della crema di ricotta;
Lavorate bene con una forchetta, in una terrina, la ricotta, lo zucchero e
la vaniglia, aggiungendo un po’ di latte se l’impasto è asciutto.
Quando il composto risulta omogeneo, passatelo a setaccio in modo che la
crema non contenga grumi.
Condite infine con cioccolato e zuccata a pezzetti.
Se volete potete aggiungere anche della scorzetta d’arancia.

Ed infine la preparazione della pasta reale;
Mettete in tegame l’acqua e lo zucchero, rimescolate e portate in ebollizione, togliete
dal fuoco non appena lo zucchero fila.

A questo punto aggiungete la vaniglia, la farina di mandorle ed il colorante per dolci verde e
rimescolate bene per fare amalgamare il tutto,riversate la pasta su un piano di marmo ,
opportunamente bagnato. Quando si sarà raffreddata, lavoratela
bene ed a lungo fino ad ottenere una pasta liscia e compatta.

Preparazione della Cassata Siciliana

Spianate con un mattarello la pasta reale a foglie dallo spessore di circa mezzo
centimetro e tagliatele a rettangoli dell’altezza dello stampo (6 cm) e di
larghezza circa 4 cm.
Fate la stessa cosa con il pan di spagna.
Foderate i bordi dello stampo alternando i rettangoli di pasta reale con quelli
di pan di spagna.
Sul fondo dello stampo, sistemate del pan di spagna tagliato a fette di circa
un dito, inzuppatelo con uno sciroppo fatto con acqua, zucchero e mezzo
bicchiere di marsala.
Versate nello stampo la crema di ricotta e copritela con il rimanente
pan di spagna inzuppato di sciroppo.

Lasciate asciugare e voltate su un piatto di portata.

Per dare un effetto estetico, potete versare sulla cassata una glassa di zucchero
che ne darà una leggera copertura bianca.

Infine guarnite a piacere con la frutta candita e zuccata.

Sviluppo Italia Sicilia, Messina (Ugl): “situazione ancora paradossale”

0

“La confusione istituzionale sul futuro della società Sviluppo Italia Sicilia (SIS), partecipata al cento per cento dalla Regione Siciliana, ha prodotto sinora solo danno ai 75 dipendenti che vedono a rischio il futuro lavorativo e determina il blocco della spesa pubblica pari a circa 350 milioni di euro”.

A dichiararlo Giuseppe Messina, Responsabile regionale dell’Ugl Sicilia commentando la paradossale condizione in cui versa la società regionale che svolge la propria attività in un settore strategicamente importante per l’economia e lo sviluppo dell’Isola come quello dell’assistenza tecnica sull’utilizzo delle risorse comunitarie e statali.

“Sono risorse in parte della programmazione comunitaria 2014/20 e  in parte del Piano Azione e Coesione (PAC) – aggiunge il sindacalista – che resteranno di fatto bloccati fino a quando non sarà definito l’elenco degli enti formativi accreditati presso l’assessorato regionale dell’istruzione e della  formazione professionale. Attività che è stata affidata nel novembre scorso in house providing a SIS e lo stato di precarietà in cui versano i lavoratori non aiuta di certo a lavorare”.

“Così gli Avvisi pubblici relativi alle attività di Istruzione e Formazione professionale, della Formazione di base e ordinaria, delle attività formative indirizzate ai cassaintegrati, dei tirocini formativi restano al palo – sottolinea Messina –  e restano in attesa di tornare a lavorare anche i circa 450 lavoratori dell’Ente formativo Cerf che attendono il via libera dal dipartimento regionale Formazione professionale solo dopo che l’accreditamento sarà reso pubblico.

“A causa di questo ritardo per un’altra linea di lavoro affidata a SIS vanno al rallentatore anche le rendicontazioni relative alla seconda annualità dell’Avviso 20/2011 – chiarisce il Responsabile Regionale dell’Ugl Sicilia – che dovrebbero liberare risorse in favore degli enti per riconoscere ai propri dipendenti le mensilità arretrate”.

“Uno stato degenerato a livello istituzionale che la Sicilia non può più reggere, il governo regionale faccia chiarezza sul futuro di SIS e restituisca serenità e operatività ai dipendenti della società partecipata per completare il lavoro sull’accreditamento propedeutico allo sblocco delle risorse”.