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Sei giovani nigeriane costrette a prostituirsi da un connazionale

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PALERMO: LA POLIZIA DI STATO SCOPRE UN GIRO DI PROSTITUZIONE NIGERIANE, NEL POPOLARE QUARTIERE DI BALLARO’

La scorsa mattina, i poliziotti della Squadra Mobile hanno controllato un immobile ubicato nel popolare quartiere di Ballarò, ove a seguito di un’attività di indagine era emerso un giro di prostituzione.
Il controllo ha dato esito positivo, in quanto all’interno del locale sono state identificate sei giovani donne nigeriane ed un uomo, loro connazionale.
Quest’ultimo, dai primi accertamenti, è risultato già indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, in quanto, tratto in arresto dalla Squadra Mobile di Agrigento, come “scafista” nel 2012.
Le persone identificate, a seguito di ulteriori accertamenti effettuati presso l’Ufficio Immigrazione, sono risultate clandestine e come da prassi, avviate presso diversi centri di identificazione ed espulsione, ove saranno trattenute per il tempo necessario al loro invio verso il paese di origine.

L’immobile controllato è risultato concesso in locazione agli extracomunitari da parte di un italiano pregiudicato, che percepiva un canone mensile da parte degli occupanti, recandosi personalmente a ritirarlo; pertanto, in applicazione del decreto n.286/1998 art. 12 comma 5 bis (Testo Unico Immigrazione), l’appartamento è stato sottoposto a sequestro e ne sarà valutata la confisca da parte dell’Autorità Giudiziaria ed il locatore denunciato ai sensi della medesima normativa.
Nell’ambito degli stessi servizi, unitamente a personale del Commissariato P.S. “Oreto-Stazione”, della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale e del Reparto Prevenzione Crimine, è stato sottoposto a sequestro un bar ubicato in via Maqueda per carenze igienico-sanitarie.

Ugl: a Caltanissetta prima tappa del Sudact, il tema, “stop crisi – si occupazione investimenti pubblici in infrastrutture”

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Riparte il Sudact dalla Sicilia, otto priorità del sindacato Ugl  per il Mezzogiorno, con la prima tappa della  nuova  road map programmata  a Caltanissetta,  il 15 aprile alle ore  15,30,  presso villa Barile in contrada Calderaro.

Il tempa della prima tappa  è: “Stop crisi – Si occupazione in Infrastrutture Pubblici in infrastrutture”.

Numerosi i relatori, ad introdurre i lavori sarà  il Dott. Stefano Cetica  – Presidente dell’Iper Ugl, a seguire il Dott. Marco Montoro – Dirigente programmazione UE Assessorato regionale lavoro, l’On.le Marco Falcone (FI) – Presidente gruppo  parlamentare ARS, l’On.le Gianluca Miccichè (UDC) – Assessore Regionale Lavoro,l’Onle  Antonino Bosco (NDC-UDC-AP) – Segretario XI  Commissione Lavoro Pubblico e Privato Camera dei Deputati, l’On.le  Renata Polverini – Vice Presidente XI Commissione Lavoro Pubblico e Privato Camera  dei Deputati, concluderà i lavori il Dott. Paolo Capone –  Segretario  Generale dell’Ugl, modererà il dibattito la dott.ssa Ivana Baiunco – Capo Redattore TFN.

Convalidata la custodia cautelare in carcere, per gli 8 tifosi 4 palermitani e 4 laziali

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PALERMO: L’AUTORITA’ GIUDIZIARIA CONVALIDA GLI ARRESTI EFFETTUATI DALLA POLIZIA DI STATO, IN OCCASIONE DEGLI INCIDENTI DI VIA LIBERTA’ E DISPONE, PER TUTTI GLI ARRESTATI, LA CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE.

Ieri sera, l’Autorità Giudiziaria ha convalidato il provvedimento di arresto degli otto supporter palermitani e laziali che, domenica pomeriggio, hanno dato vita a violenti tafferugli e scene di guerriglia urbana, in pieno centro, a Palermo.
La Polizia di Stato, tempestivamente giunta in via Libertà, sui luoghi teatro degli scontri, ha evitato peggiori conseguenze ed ha bloccato 8 pseudotifosi, 4 palermitani e 4 laziali: ALOUI Chedli, cl.88 palermitano, SURDI Emanuele, cl.92 palermitano, CARDELLA Emanuele, cl.87 palermitano, BRUNEO Alberto Gabriele, cl.91 palermitano, MORELLI Massimiliano, cl.93 romano, LORDI Gabriele, cl.93 romano, CASELLA Daniele, cl.92 di Rieti e MASSARO Marco, cl.90 romano.
Tutti dovranno rispondere dei reati di rissa aggravata, danneggiamento aggravato, lesioni personali aggravate e violazione della legge che sanziona il lancio di fumogeni e di altri oggetti contundenti, anche nei luoghi interessati dal transito e dalla sosta dei tifosi, prima, durante e dopo lo svolgimento di manifestazioni sportive.
Il Giudice ha riconosciuto la gravità della condotta dei tifosi fermati e “tenuto conto della natura e del grado delle esigenze cautelari da soddisfare nel caso concreto, attesa la gravità dei fatti ed anche il comportamento tenuto immediatamente dopo la rissa, in totale spregio delle norme del vivere civile”, ha disposto, per tutti, la custodia cautelare in carcere.

 

Aloui Chedli Bruneo Alberto Gabriele-2 Cardella Emanuele-2 Casella Daniele      Aloui Chedli         Bruneo alberto Gabriele   Cardella Emanuele         Casella Daniele

Lordi Gabriele Massaro Marco Morelli Massimiliano Surdi Emanuele Maria    Lordi Gabriele               Massaro Marco      Morelli Massimiliano    Surdi Emanuele Maria

É morto Gianroberto Casaleggio

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Aveva 61 anni. Co-fondatore insieme a Beppe Grillo del Movimento Cinque Stelle diventato la prima forza politica del Paese, con una struttura inedita e innovativa. Stamattina alle 7 è mancato Gianroberto Casaleggio, , ha lottato fino all’ultimo. Ci stringiamo tutti attorno alla famiglia. Beppe Grillo ha annunciato l’annullamento in segno di lutto , dello show in programma questa sera a Napoli. La salma è stata allestita nella camera ardente dell’Istituto Scientifico Auxologico di Milano, in Via Mosè Bianchi, dove era ricoverato da due settimane con un nome diverso, per tutelare la privacy.

Lo allontanava da compagni e insegnanti, costringendolo a soggiacere a pratiche sessuali

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LA POLIZIA DI STATO ESEGUE IL FERMO DI UNO STRANIERO PER VIOLENZA SESSUALE.
Personale della Polizia di Stato appartenente alla sezione di P.G. della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni ha eseguito il decreto di fermo emesso nell’ambito del proc. Pen. nr. nr.625/16 N.R. nei confronti di di uno straniero 16enne, per i reati di violenza sessuale nei confronti di un 13enne, all’interno della scuola frequentata da entrambi, in un centro della provincia.
L’indagine, particolarmente complessa, ha permesso di accertare, attraverso varie testimonianze e l’audizione del minore stesso, che lo straniero con violenza e minaccia, aveva condotto la parte offesa in una zona di pertinenza della scuola frequentata da entrambi e, lontano da alunni ed insegnanti, lo aveva costretto a soggiacere a pratiche sessuali, minacciandolo, nel contempo, di non parlarne con nessuno.
Nel corso delle indagini, i poliziotti hanno, anche, eseguito un sopralluogo all’interno del plesso dove si era consumata la violenza, riscontrando le dichiarazioni della vittima come compatibili con l’abuso subito, così come confermato dal consulente incaricato dalla Procura.
Il reato di cui dovrà rispondere lo straniero è aggravato perché commesso in pregiudizio di un minore di anni tredici, all’interno di un istituto d’istruzione.

Legittima difesa della casa, referendum in tutta l’Italia

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In tutti i Comuni d’Italia in questi giorni, presso l’Ufficio Segreteria o Anagrafe del proprio Comune di residenza, è possibile firmare per un referendum, sulla legittima difesa della casa e dei beni. La proposta mira ad integrare e modificare due articoli del codice penale. Ovvero intende punire severamente chi si macchia del crimine di violazione del domicilio col raddoppio delle pene escludendo altresì qualsiasi responsabilità per danni subiti da chi volontariamente si è introdotto nelle sfere di privata dimora. Inoltre la proposta di legge vuole accrescere la possibilità di difesa legittima senza incorrere nell’eccesso colposo. C’è tempo fino a metà maggio circa e serve solo un documento di identità valido ed essere residenti.

 

Bellezza e cura del corpo e dei capelli, arriva sul mercato ” Sicily by Tony Alaimo”, una linea bio tutta siciliana

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In un contesto di grande sofferenza del sistema economico, in una società dove l’inoccupazione ha preso il posto della disoccupazione , un giovane imprenditore palermitano, Tony Alaimo, con coraggio lancia una nuova linea di prodotti Bio ,” Sicily by Tony Alaimo”, per la cura dei capelli con lo shampoo rinforzante e la pasta opaca, per la bellezza del corpo con l’olio d’argan, la crema per le mani, e la crema solare abbronzante, per la cura del viso con l’innovativo dopobarba, e tanti altri prodotti interamente biologici, all’avanguardia nel settore beauty, insomma, una vera e propria scommessa tutta made in Sicily.

San Giuseppe Jato: Tentato omicidio per 200 euro

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PARTINICO: LA POLIZIA DI STATO ARRESTA UN INCENSURATO PER TENTATO OMICIDIO.

La Polizia di Stato ritiene di aver risolto, nel giro di poche ore, il caso del trentenne ferito a coltellate, presentatosi al Pronto Soccorso dell’ospedale di Partinico, nella nottata dello scorso 8 aprile.
Proprio dall’ospedale partinicese sono partite le indagini dei poliziotti del locale Commissariato di P.S. che sono riusciti a ricostruire dinamica e movente dell’aggressione ed a dare un nome ed un volto all’autore.
Per quel tentato omicidio, i poliziotti hanno eseguito un “Fermo di indiziato di delitto”, oggi convalidato dall’Autorità Giudiziaria, nei confronti di Lo Bue Rosario, 28enne, incensurato di San Giuseppe Jato.
Secondo quanto ricostruito dai poliziotti, l’aggressione sarebbe maturata proprio a San Giuseppe Jato, lo stesso centro in cui vivono aggredito ed aggressore; nel pomeriggio del 7 aprile, Lo Bue, sostenendo di vantare un credito decennale di 200,00 euro circa, ancora non soddisfatto dalla vittima, nei confronti di quest’ultima sarebbe passato alle vie di fatto; prima dinanzi ad un bar e poi all’interno di un esercizio commerciale riconducibile al Lo Bue stesso, questi avrebbe aggredito il presunto debitore, conficcandogli un paio di forbici sulla schiena, così da procurargli un foro al polmone.
La vittima, gravemente ferita, avrebbe raggiunto il Pronto Soccorso delll’ospedale di Partinico dove i medici avrebbero stilato un referto di 30 giorni di prognosi.
Fondamentali gli esiti delle perquisizioni effettuate dai poliziotti, in corso di fulminea indagine: in un giardino prospiciente il retro dell’abitazione sono state recuperate le forbici usate per l’accoltellamento.
Nei confronti di Lo Bue che dovrà rispondere del reato di tentato omicidio aggravato dai motivi abietti o futili, sono stati disposti gli arresti domiciliari.
E’ al vaglio di poliziotti ed Autorità Giudiziaria la posizione di due congiunti dell’arrestato, in ordine ad un loro coinvolgimento nella vicenda

I° Conflitto mondiale, a Piazza Armerina grande successo della mostra storica

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La preannunciata manifestazione a Piazza Armerina (EN), che ha visto la partecipazione delle Sezioni ANC di Palermo, Barrafranca e Piazza Armerina, si è svolta con grande successo e con meritata soddisfazione per gli organizzatori.
Presenti Autorità Civili, Militari e Religiose della provincia di Enna. In particolare e’ stata apprezzata:
– la mostra che ha visto esposti cimeli, foto, documenti, divise ed altro del 1^ Conflitto Mondiale;
– l’esposizione del libro scritto dal Prof. Francesco Paolo Orlando sull’eroica figura del Generale EI Antonino Cascino, Medaglia d’Oro al Valore Militare.
Il ricordo della nobile figura dell’ufficiale, morto a causa delle ferite riportate sul campo di battaglia, ha commosso tutti i presenti.
Il Generale CASCINO era un trascinatore di uomini, godeva della fiducia dei propri militari, possedeva carisma e soprattutto aveva un alto senso del dovere e dello Stato. Il suo sacrificio non è stato vano, perché grazie a Lui ed ai tanti soldati che hanno perso la vita per la nostra Patria, oggi possiamo vivere sereni ed in democrazia.

UGL: Anche a Catania nel segno della continuità, un sindacato proiettato verso il futuro

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“Il potenziamento dei servizi destinati al cittadino è il primo atto che metteremo in campo nei prossimi mesi con un programma di attività che il sindacato è pronto ad avviare nel nuovo corso nel segno della continuità con quanto fatto da Carmelo Mazzeo e Nino Parisi”.
A dichiararlo Giovanni Musumeci, neo Segretario generale dell’Unione Territoriale del Lavoro dell’Ugl di Catania al termine della kermesse di ieri che ha visto i delegati eleggerlo per acclamazione.
“Sono davvero orgoglioso di poter essere voce di questo sindacato a Catania – aggiunge – un percorso che mi aspetta e che intraprenderò con impegno e grande senso di responsabilità nel segno della continuità e della partecipazione. Il rapporto costante con la società non dovrà mai mancare, sarò punto di riferimento per i lavoratori e per i sindacalisti del territorio”.
“Da Catania parte il nuovo corso dell’Ugl – afferma -Giovanni Condorelli, Segretario Confederale, Responsabile per il Mezzogiorno dell’Ugl – proiettato verso un futuro sempre più vicino ai lavoratori e attivo sul territorio. A Mazzeo il riconoscimento di aver fatto la storia del sindacato catanese ed a Musumeci l’augurio di buon lavoro”.
“L’elezione di Musumeci, al quale auguriamo il meglio – dichiara Giuseppe Messina, Reggente di Ugl Sicilia – rientra nel generale disegno di rinnovamento dell’Organizzazione sindacale in Sicilia come nel resto del territorio nazionale. A Carmelo Mazzeo va il grande riconoscimento per aver costruito a Catania ed in Sicilia un Sindacato forte ed autorevole lasciando un testamento importante, riferimento per tutti i dirigenti siciliani”.
I lavori congressuali si sono svolti presso la sala conferenze dell’Hotel Nettuno alla presenza del segretario generale dell’Ugl Francesco Paolo Capone e dell’On. Renata Polverini, vice presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati. All’assise erano presenti anche il presidente dell’Iper Ugl, Stefano Cetica, che ha aperto i lavori, il vice segretario generale dell’Ugl, Claudio Durigon, il segretario confederale dell’Ugl, Giovanni Condorelli, Il Responsabile dell’Ugl Sicilia, Giuseppe Messina.

Musumeci prende il posto di Mazzeo che ha deciso di lasciare il comando dell’Utl al compimento dei 70 anni ed una militanza durata oltre quarantacinque anni di cui ben venticinque trascorsi nella funzione di vice segretario generale, oltre ad aver assunto la carica di leader provinciale dei chimici e dei metalmeccanici, per dare spazio ai giovani sindacalisti che sono cresciuti questi anni nella storica sede di via Teatro Massimo.
Tanti i rappresentanti delle istituzioni e delle parti sociali presenti che hanno portato i loro saluti: il sindaco di Catania sen. Enzo Bianco, il sottosegretario alla politiche Agricole, Alimentari e Forestali , on. Giuseppe Castiglione, l’europarlamentare di Forza Italia, on. Salvo Pogliese, capogruppo di Forza Italia all’Ars on. Marco Falcone, il vicepresidente della Commissione Sanità all’Ars, on. Gino Ioppolo, il direttore della direzione territoriale del lavoro (ex ispettorato del lavoro) di Catania, Domenico Amich, il segretario della Cgil Catania, Giacomo Rota, il segretario della Cisl Catania, Rosaria Rotolo, il segretario della Uil, Fortunato Parisi.
Presenti all’elezione del segretario di Catania anche il segretario nazionale dell’Ugl Autoferrotranvieri, Fabio Milloch, il segretario nazionale dell’Ugl Autonomie, Michela Toussan, il segretario nazionale dell’Ugl Agroalimentare, Paolo Mattei, il segretario nazionale dell’Ugl Sanità, Daniela Ballico, Antonio Vitti, componente della segreteria nazionale Ugl Telecomunicazioni e coordinatore nazionale Ugl Telecom, il segretario dell’Ugl Siracusa, Antonio Galioto.

Filippo Virzì

A Palermo arriva “.Metamorfosi”, giovane collettiva d’arte contemporanea

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A Palermo arriva una ventata di novità, grazie alla collettiva d’arte “.Metamorfosi”, dove saranno esposti elaborati grafici e pittorici, di tre giovani artisti, Alessandro Armetta, Claudio Califano, e Giuseppe Di Liberto.
“Con grande orgoglio – dichiara Salvo Messina, Professore di pittura presso il Liceo artistico Eustachio Catalano, – questi tre giovani artisti sono stati anche miei allievi, per cinque anni, al liceo artistico. Gli anni più belli, i più difficili, quelli che non dimentichi”.
“ Claudio, Alessandro e Giuseppe, – spiega – sono tre personalità completamente diverse che magicamente si completano, così come il rosso cerca il verde per completarsi, per ricostituire l’armonia, così loro si sono cercati (Alessandro e Giuseppe erano compagni, Claudio no), e hanno chiuso il cerchio”.
“Il titolo della mostra ‘.Metamorfosi’, forma che muta, che si trasforma, – aggiunge Messina – , indica un linguaggio, uno stile in continua evoluzione, ed anche una ricerca artistica portata avanti esplorando ogni linguaggio, ogni possibile sperimentazione.”
La Collettiva d’Arte contemporanea, ‘.Metamorfosi’, si svolgerà nel capoluogo regionale, presso “L’Altro ArteContemporanea”, dal 15 al 29 aprile, in via Torremuzza n. 6, info evento 091 617 0009, mobile 347 3012222.

Filippo Virzì

Questura di Palermo : comunicato in occasione dell’incontro di calcio, Palermo-Lazio

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PALERMO: IN OCCASIONE DELL’INCONTRO DI CALCIO PALERMO-LAZIO, LA QUESTURA INVITA I TIFOSI A RAGGIUNGERE PER TEMPO LO STADIO “RENZO BARBERA”
In relazione al delicato momento, nel calendario degli eventi locali su cui tenere alta la soglia di attenzione di spettatori ed addetti ai lavori, la gara Palermo-Lazio, in programma domenica 10 aprile alle ore 20.45 al “Renzo Barbera”, assume rilievo per la predisposizione di accurati servizi da parte delle Forze dell’Ordine e dell’U.S. Città di Palermo.
In un quadro d’insieme che coniughi sicurezza dei cittadini, efficacia dei controlli e riduzione dei disagi per gli spettatori, la Questura di Palermo ha approntato una pianificazione dei servizi che richiede massima collaborazione da parte di tutte le componenti interessate, ivi compreso il pubblico.
Per disimpegnare in modo snello e puntuale le accurate operazioni di controllo del folto pubblico previsto, sia in fase di pre-filtraggio che di ingresso allo stadio, l’apertura dei cancelli avverrà alle ore 18:30; gli spettatori avranno cura di portare con sé gli effetti personali, strettamente indispensabili, aventi caratteristiche tali da non “celare insidie”.
Gli spettatori, pertanto, ai varchi di pre-filtraggio, dovranno esibire, in modo evidente, il tagliando d’ingresso allo stadio e il documento di identità, tra i quali dovrà esserci una stretta corrispondenza.
In fase di accesso all’impianto sportivo, inoltre, gli stessi saranno sottoposti a controlli da parte degli addetti alla sicurezza e delle Forze dell’Ordine, anche con l’ausilio di metal detector.
E’ di tutta evidenza che il raggiungimento dell’impianto sportivo, in tempi adeguati, consentirà di garantire le necessarie misure di sicurezza e, nel contempo, l’ingresso all’interno dello stadio in tempo utile per assistere all’incontro di calcio.
In questo contesto, stringenti saranno i controlli e correlate le misure in caso di rinvenimento (denuncia all’Autorità Giudiziaria e DASPO) di fumogeni e petardi.
Infine, in ordine, alla viabilità, il traffico veicolare, per consentire l’apertura in tempi adeguati dell’impianto sportivo, verrà chiuso, riguardo al primo anello corrispondente, a largo raggio, alle zone di pre-filtraggio, alle ore 18:00. Il secondo anello sarà, invece, chiuso alle ore 19:00.

La Squadra Mobile di Palermo cattura latitante palermitano a Milano

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PALERMO: LA POLIZIA DI STATO HA TRATTO IN ARRESTO, A MILANO, UN LATITANTE PALERMITANO
Nella serata di ieri la Polizia di Stato di Palermo ha tratto in arresto il 51enne palermitano Agostino GIUFFRÈ, soggetto contiguo ad esponenti di vertice della famiglia mafiosa del quartiere Guadagna.
Il predetto, latitante dal 2014, doveva scontare un definitivo di pena di anni 5 e mesi 9 di reclusione per reati di rapina e sequestro di persona commessi a Mazara del Vallo nel 2009 in concorso con altri. Era infatti destinatario di un Ordine di Carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Marsala.
L’arresto è stato operato in una zona centrale di Milano da personale della Squadra Mobile di Palermo diretta dal Dr. Rodolfo RUPERTI, in collaborazione con l’omologo ufficio investigativo meneghino, nell’ambito di mirati servizi dinamici predisposti proprio per addivenire alla cattura del menzionato ricercato.
Le attività di rintraccio erano già state avviate da qualche tempo nell’ambito di una mirata azione finalizzata ad assicurare alla giustizia soggetti responsabili di efferate rapine ed altri violenti delitti contro il patrimonio.
La meticolosa ed approfondita attività investigativa ha condotto i poliziotti della Squadra Mobile di Palermo ad individuare il GIUFFRÈ in quel di Milano ed a trarlo in arresto, in strada, mentre circolava per le vie della città a bordo di un’auto di piccola cilindrata.
Lo stesso è stato trovato in possesso di una patente di guida e di una carta d’identità che recavano false generalità personali.

Aggredisce una donna e danneggia la sua auto, arrestato parcheggiatore abusivo

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PALERMO: LA POLIZIA DI STATO ARRESTA UN PARCHEGGIATORE ABUSIVO, CAPACE DI AGGREDIRE UNA DONNA CHE GLI AVEVA NEGATO IL DENARO IN CAMBIO DEL PARCHEGGIO.

La Polizia di Stato è intervenuta, ieri pomeriggio, in corso dei Mille, in soccorso di una impiegata della zona, ingiuriata ed aggredita da un cittadino extracomunitario, autoaccreditatosi come “guardiano” del parcheggio di zona.
Personale dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico ha tratto in arresto BOAHM Joseph Kofi, 46enne ghanese, responsabile del reato di tentata estorsione e resistenza a Pubblico Ufficiale.
L’ennesimo, violento tenattivo di un parcheggiatore abusivo di trasformare un diritto acquisito in un servizio a pagamento è andato in scena, ieri pomeriggio, alle 16:00, in corso dei Mille: una cittadina palermitana, impiegata presso un ufficio della zona, a conclusione della sua giornata lavorativa, stava salendo a bordo della sua vettura, lasciata parcheggiata, sin dalle prime ore della mattina, in una zona ove il parcheggio era, apparentemente, consentito; non sapeva l’ignara cittadina che anche quello spazio di apparente libertà era stato arbitrariamente “requisito” da un cittadino ghanese.
L’uomo ha reclamato dalla donna il pagamento di una cifra, non certo simbolica ed irrilevante, anche in ragione della lunga pemanenza della vettura nello spazio consentito; è andato su tutte le furie allo sdegnato rifiuto della cittadina di concedere alcunché, l’ha pesantemente ingiuriata, l’ha minacciata di sicure ritorsioni fino a colpire ripetutamente la carrozzeria della vettura all’interno della quale la vittima si era barricata.
Provvidenziale è stato il passaggio di una volante di Polizia che ha notato l’aggressione.
Boahm, nel frattempo datosi alla fuga, è stato raggiunto e, con non poche difficoltà, a causa della resistenza opposta, è stato ammanettato e condotto in Questura.
L’uomo è stato tratto in arresto ed il provvedimento è stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria.

Ancora pioggia di contravvenzioni, all’aeroporto di Palermo “Falcone-Borsellino”

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Ricordiamo agli automobilisti poco informati e non curanti della segnaletica verticale ( decisamente molto piccola), che raggiungono l’aeroporto di Palermo “Falcone-Borsellino”. Che la zona a traffico controllato o “Ztc”  è attiva dall’1 dicembre 2015.  L’area interessata si trova lungo i marciapiedi degli arrivi e delle partenze, le telecamere vigilano sulla durata della sosta registrando i numeri di targa.

Ricordiamo che la durata prevista per la sosta è di 15 minuti, dopo i 15 minuti scattano le contravvenzioni : da 38 a 155 euro per le due ruote, da 80 a 318 euro per auto. Si potrà sostare senza problemi nei parcheggi a pagamento.

Palermo: riducevano i consumi della bolletta Enel del 95%, la Polizia di Stato arresta tre persone

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PARTINICO: LA POLIZIA DI STATO ARRESTA TRE PERSONE PER FURTO DI ENERGIA ELETTRICA.

Dalla Zisa a Cruillas, cambiano le coordinate geografiche, ma la Polizia di Stato ha sempre un gran daffare, nel capoluogo palermitano, per contrastare il fenomeno del furto di energia elettrica.
Nel corso delle ultime 24 ore, sono tre le persone tratte in arresto, nell’ambito di controlli estesi, non soltanto ad esercizi ed attività commerciali ma anche a private abitazioni.
Proprio nel chiuso di tre private dimore, gli agenti dei Commissariati PP.SS. “Brancaccio” e “Zisa-Borgo Nuovo” hanno scovato contatori fantasma o alterati, accomunati dalla capacità di abbattere i costi e simulare consumi, in realtà, inesistenti.
Nel primo caso, in via Scipione di Castro, nel cuore della Zisa, gli agenti del vicino Commissariato hanno effettuato un controllo all’interno di un’abitazione. L’attività ispettiva che ha portato ad accertare il furto di energia elettrica è, in realtà, nata come verifica della presenza in casa di un detenuto domiciliare e, in una fase successiva, ha portato all’individuazione di un contatore “fantasma”.
Come sarebbe stato accertato da personale Enel fatto giungere nell’abitazione, la misurazione del consumo di energia elettrica è risultata formalmente cessata dal marzo del 2015, a dispetto dell’esistenza di un contatore perfettamente funzionante, poichè allacciato alla rete pubblica.
L’uomo è stato tratto in arresto ed il provvedimento convalidato dall’Autorità Giudiziaria.; impossibile stimare il danno per l’enel che, comunque, alla luce del tanto tempo trascorso dalla disattivazione formale del contatore, si ipotizza possa essere ingente.
Contemporaneamente, i poliziotti del Commissariato di P.S. “Brancaccio” sono giunti in via Terzi, a Ciaculli, all’interno di una villetta bifamiliare alimentata da due contatori, rispettivamente intestati a madre e figlio.
Sui contatori sono risultati essere stati apposti due magnete che ne hanno, naturalmente, alterato i consumi, riducendoli del 95% in media.
Madre e figlio sono stati arrestati ed il provvedimento è stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria che ha disposto, per il figlio gli arresti domiciliari e, per la madre, la libertà, in attesa del merito.

L’urlo di una disabile: Simonetta Cavagna

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Ho una urgenza: ho fatto domanda x la casa popolare, sono murata praticamente in casa perche sono disabile al 100% con accompagnamento e immobile a letto.
È appena venuto il Dottor. Magagni e l’assistente sociale Ilaria Nanni, e mi hanno detto che devo cambiare casa immediatamente perché quì non è possibile avere gli ausili di cui ho Assolutamente bisogno e non possono venire con la barella in quanto stò al primo piano con scale doppie e strette e quindi impossibile venire con la lettiga.
Per la casa popolare potrebbe volerci più di un anno per l’assegnazione, e dove sono ora in affitto è percicolosa per me, piove dentro, muffa, e tubi riscaldamento rotti sotto la pavimentazione e si fanno quindi allagamenti. Inoltre non hanno collega lavatrice e lavastoviglie a nessun tubo fino a quando l’acqua ha iniziato ad andare in strada.
Ho chiamato il vostro ingegnere xk mi hanno detto, uno dei vostri uffici che l’!ufficio d’igiene non c’è piu e che è una urgenza ma ancora non è venuto.
Quindi devo trasferirmi il prima possibile xk non posso fare le scale e per gli infermieri ogni volta è molto pericoloso con la sedia oltre che molto doloroso.
Sono sotto la soglia di povertà, l’ise fatto ora è di € 1500,00.
In questo appartamento rischio meningite perché devono impiantarmi un catetere peridurale con pompa che inietta anestetici continuamente.
Ovviamente non mi è possibile andare a vedere case in tanto che mi verrà assegnata la casa popolare, che per forza di cose deve essere piano terra. In famiglia sono io con le mie figlie di 17 e 21 anni , di cui la seconda 5 giorni a settimana vive a Bologna per frequentare l’università.
La situazione è drammatica.
Ho saltato 6 visite perché non avevo soldi per pagare l’bulanza. Ora il Dott. Magagni per le prossime due visite mi ha messo a disposizione forse se riesce l’ambulanza.
Sono veramente in una situazione insostenibile. Ho anche chiesto la collaborazione di un avvocato per le condizioni di questo appartamento che sia la proprietaria che l’amministratore conoscono da 18 mesi.
Ho avuto grosse perdite economiche e peggioramento in salute perché facendo immunosoppressori sono a rischio continuo. Ma non ha avuto risposta nemmeno lui.
Io non so più come e cosa fare.
Vi prego, aiutamemi.
Grazie Cavagna Simonetta
È il primo pezzo del messaggio che ho inviato al comune di Rimini
24 h 24 ore fa
Credetemi è un ‘emergenza. Potete constatarlo voi stessi
Aiutatemi per favore !!!!
0541/020425. Abito in via massimo d’azeglio 4 piazza malatesta. Ho solo una sorella e nessuno altro
La loro risposta :

l’oggetto delle sue richieste va in carico ai servizi sociali, che sono competenti a seguire le problematiche che ci espone. Per la sua ricerca della sala le alleghiamo il link delle sale pubbliche comunali e private al quale poter fare riferimento
http://www.comune.rimini.it/comune-e-citta/comune/ufficio-relazioni-con-il-pubblico/guida-ai-servizi/sale-incontri-congressi-mostre …
Io :
Grazie, ma i servizi sociali sono al corrente di tutto, ma hanno le mani legate, non hanno case o la possibilità di aiutare economicamente.
Sembra che il compito sia sempre di qualcun’altro
Però se vai intervenire giornali e tv allora le soluzioni magicamente ci sono.
Non si sceglie di essere malati e tantomeno altre situazioni che ti capitano nella vita.
Rimarrò chiusa in questa casa
Ad ogni modo Rimini, una città così bella, che amo molto è Assolutamente anti invalidi. Anche chi “‘,ha la fortuna di poter stare in carrozzina” , trova barrirere architettoniche ovunque. Ed è veramente doloroso.
Ma tanto nn facciamo numero, non contiamo niente, siamo noi che dobbiamo rimanere fuori dai negozi, ecc… Marciapiedi addirittura, uffici

Ecco Mobile Magazine la mia vita…
Murata in casa…
E lotto da quando sono al mondo
Non so perchè vi ho scritto, mi è venuto spontaneo
simonetta cavagna
Scusatemi

 

(Abbiamo voluto pubblicare il messaggio, nella forma originale, così come Simonetta lo ha inviato alla nostra pagina. Con la speranza che il nostro piccolo aiuto, possa fare arrivare la sua voce possa al Primo cittadino di Rimini o a un benefattore, affinché Simonetta possa continuare le cure e vivere dignitosamente il suo grave handicap.)

Partinico: sequestrati 50 kg di pescato vario in un ristorante/pizzeria nel corso dell’operazione interforce “Trinacria”

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PARTINICO: LA POLIZIA DI STATO EFFETTUA CONTROLLI AMMINISTRATIVI STRINGENTI NEL COMPRENSORIO PARTINICESE

Ieri ed oggi, nell’ambito del piano di azione denominato “Trinacria”, sotto l’egida del Commissariato di P.S. “Partinico”, in collaborazione con la Guardia Costiera di Terrasini, l’ASP di Carini, la Guardia di Finanza di Partinico e con la SIAE, si è dato corso ad una serie di controlli amministrativi presso alcuni esercizi commerciali di Terrasini.

I servizi hanno avuto lo scopo di contrastare il fenomeno dell’abusivismo e della frode commerciale, nonché quella di tutelare la salute dei cittadini.

Nel dettaglio, si è accertato, presso un ristorante/pizzeria, la presenza di prodotto ittico, privo della prevista tracciabilità; si è, pertanto, sottoposto a sequestro e distruzione circa 50 kg. di pescato vario (orate, triglie, calamari e sarde) e si è comminata una sanzione di 1500,00 euro al titolare. Inoltre, sempre nello stesso esercizio, l’ASP ha riscontrato carenze igienico-sanitarie, per cui  sono state emanate precise prescrizioni al gestore.

Al titolare di u altro ristorante, sempre a Terrasini, si è comminata la sanzione amministrativa di 1000,00 euro, in quanto vi era un numero di posti a sedere non autorizzati, eccedenti il consentito; si è, inoltre, contestata l’abusiva apposizione di sedie ed ombrelloni sul suolo pubblico, per un ammontare di 168,00 euro.

I servizi hanno permesso di controllare 50 veicoli, identificare 121 persone, 15 delle quali già sottoposti a provvedimenti coercitivi; effettuate, inoltre due perquisizioni.

Custodia cautelare in carcere per i due scafisti fermati

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PALERMO: CONVALIDATI I FERMI E DISPOSTA LA CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE PER DUE SCAFISTI FERMATI DALLA POLIZIA DI STATO E DALLA GUARDIA DI FINANZA AL PORTO DI PALERMO
Il 1 aprile u.s., in occasione dello sbarco al porto di Palermo della nave della Marina Militare Italiana “Chimera”, con a bordo 362 migranti soccorsi in acque internazionali, nell’ambito delle operazioni “Mare Sicuro Stretto di Sicilia”, la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza di Palermo, hanno effettuato il fermo di due scafisti, ABUBUBI Ibirmi 32enne, nato in Ghana e SAMATEH Omaru 22enne nato in Gambia.
Gli investigatori della Squadra Mobile e della Guardia di Finanza sono giunti all’individuazione dei due soggetti, accusati di favoreggiamento all’immigrazione clandestina, attraverso l’attenta osservazione dei filmati e delle immagini raccolte a bordo della nave, nonché grazie alle positive dichiarazioni rese da alcuni migranti, tra cui alcune donne.
I due stranieri fermati sono risultati appartenere ad una più ampia e violenta struttura organizzativa criminale, dedita al traffico di esseri umani. Dalle indagini svolte è emerso, infatti, un tragico spaccato di prevaricazioni e sofferenze patite dai migranti, sia nelle fasi preparatorie sia durante il viaggio per raggiungere le coste italiane: dalla segregazione sotto vigilanza armata all’interno di una fattoria nell’entroterra di Sabrata, a circa due miglia dalle spiagge, fino al trasbordo sui gommoni utilizzati per la traversata, in condizioni precarie e stretti uno sull’altro. Anche dopo la partenza dalla spiaggia, per un paio d’ore e comunque fino all’avvistamento in lontananza della motonave dei soccorsi, i gommoni venivano seguiti da altre imbarcazioni con uomini libici armati. Per ogni viaggio, ciascun migrante era costretto a versare ai trafficanti senza scrupoli, la somma di 3.500 dinari libici, corrispondenti a poco meno di 2.500 euro.

In data odierna il G.I.P. di Palermo dott.ssa Pino, su richiesta del P.M. dott.ssa Varone, ha convalidato il fermo dei due scafisti ed ha applicato agli stessi la misura della Custodia Cautelare in Carcere, che è stata eseguita da personale della Squadra Mobile della Polizia di Stato e del G.I.C.O. della Guardia di Finanza. I due malviventi sono stati condotti presso il carcere “Pagliarelli”.

Malmena la sua ex donna la Polizia lo arresta

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PALERMO: LA POLIZIA DI STATO INTERROMPE IL PESTAGGIO DI UNA DONNA, AGGREDITA DALL’EX COMPAGNO NELL’ANDRONE DI CASA.

La Polizia di Stato ha tratto in arresto un 28enne, incensurato palermitano, responsabile del reato di aggressione e lesioni in danno dell’ex compagna.
Domenica sera, è stato il passaggio provvidenziele di una pattuglia dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico ad evitare peggiori conseguenze per una 28enne, residente nel centro cittadino.
Quando i poliziotti, in transito proprio nella zona del centro, hanno osservato l’interno dell’androne di uno stabile, illuminato a giorno, non hanno potuto fare a meno di notare una scena che pochi dubbi lasciava all’interpretazione: un uomo, con veemenza, stava tentando di colpire una donna, spalle al muro, a sua volta protetta da una seconda donna che tentava di far da scudo, rispetto alle violenze ed alle percosse portate dall’aggressore.
Immediatamente, i poliziotti hanno raggiunto l’androne e si sono adoperati per ridurre a più miti consigli l’aggressore.
Dalla viva voce della vittima, i poliziotti hanno appreso i particolari di un “corteggiamento” che negli ultimi mesi aveva assunto le caratteristiche di una persecuzione; aggressore e vittima avevano instaurato negli ultimi anni una relazione che la donna aveva deciso di interrompere; scelta subita, non condivisa e mai accettata dall’uomo che, dapprima aveva tentato di riconquistare la partner con le buone e, successivamente, aveva deviato verso le maniere forti, pressando la donna con minacce, telefonate a tutte le ore e continue ed arbitrarie intromissioni nella vita privata.
Ieri sera, il culmine della violenza con l’uomo che ha scelto di attendere l’ex compagna sotto casa, l’ha pesantemente apostrofata, l’ha seguita fin dentro l’androne e l’ha colpita ripetutamente. Le implorazioni di aiuto della vittima non

sono rimaste inascoltate e sono state raccolte da un’amica, condomina che ha raggiunto l’androne ed ha tentato di difendere la vittima, frapponendo il suo corpo tra i due Quest’ultima ha, tra l’altro, reso importanti dichiarazioni alla Polizia di Stato, confermando il racconto dell’amica.
L’uomo è stato tratto in arresto ed il provvedimento è stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria.

La Polizia di Stato, sequestra merce per un valore di oltre 50.000,00 euro

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PALERMO: LA POLIZIA DI STATO SEQUESTRA UN’INGENTE QUANTITÀ’ DI MERCE DI VARIO GENERE PER UN VALORE DI OLTRE € 50.000   E DENUNCIA UN PREGIUDICATO PALERMITANO

La Polizia di Stato, segnatamente personale della Squadra Mobile, diretta dal Dott. Rodolfo RUPERTI, ieri, nell’ambito di mirati servizi investigativi volti alla ricerca di svariati colli di merce, sottratti in data 11 febbraio c.a. nei locali commerciali di una grossa ditta di Isola delle Femmine, ha effettuato una perquisizione all’interno di un’attività commerciale della zona Zisa, riconducibile a S.V.
Quest’ultimo non è stato in grado di giustificare la presenza di vari articoli ritrovati all’ interno del proprio negozio, riferendo di averli acquistati da un non meglio specificato soggetto di origine catanese.
I “Falchi” della Sezione Criminalità Diffusa, nell’ambito delle attività, sono riusciti inoltre ad individuare un box di proprietà dello stesso, sito nella medesima zona. La perquisizione estesa a tale locale, ha consentito di accertare ulteriori e numerosissimi colli contenenti vari articoli, corrispondenti a quelli trafugati alla suddetta ditta.
Il responsabile della ditta, opportunamente contattato, ha riconosciuto senza ombra di dubbio la merce mostratagli, quale quella oggetto del furto subito. Tale certezza derivava dall’essere l’ unico concessionario e rivenditore del marchio della merce rinvenuta.
Il locale Box interessato dalla perquisizione, si estendeva su una superficie di circa 50 mq ed in parte risultava soppalcato.
All’interno era presente una vasta scaffalatura laterale, nella quale erano posti svariati colli di diversa natura merceologica, tra cui articoli di ferramenta, oggettistica da regalo, articoli di illuminazione, componenti elettrici, cancelleria, arredi d’ufficio, complementi d’arredamento ed altro, in quantità davvero cospicua.
La merce rinvenuta non è risultata, infatti, riconducibile esclusivamente alla predetta ditta.
Anche in ordine agli ulteriori prodotti rinvenuti, il titolare dell’esercizio e del box non è stato in grado di fornire alcuna giustificazione, né documentazione di acquisto.
Pertanto, in considerazione dell’accertata provenienza illecita del materiale rinvenuto, i poliziotti hanno proceduto al sequestro del locale interessato. La merce complessivamente sequestrata, se immessa sul mercato illecito, avrebbe fruttato oltre 50.000 euro.
Alla ditta di Isola delle Femmine è stata restituita la merce di propria pertinenza, per un valore ammontante a circa 30.000,00 euro.
S.V. titolare dell’esercizio e del box sequestrati è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per il reato di ricettazione.
Sono in corso da parte degli investigatori della Squadra Mobile accurate ulteriori indagini volte ad individuare la provenienza del materiale posto sotto sequestro che, verosimilmente, era pronto per essere rivenduto nel mercato rionale del noto quartiere “Ballarò”.

Bloccano l’autocarro al casello autostradale, sequestrati tre quintali di novellame dalla Polizia Stradale

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LA POLIZIA DI STATO SEQUESTRA QUASI TRE QUINTALI DI PRODOTTI ITTICI VIETATI ( novellame)
La Polizia di Stato, nell’ambito di mirati servizi di contrasto alla commercializzazione di prodotti ittici vietati dalla legge per i danni alla fauna marittima provocato dalla loro pesca, in relazione al ripopolamento dei mari, ha denunciato un 33ennne residente nella provincia di Palermo.
La scorsa notte, a seguito di tali intensificati servizi di pattugliamento lungo le autostrade che immettono al capoluogo palermitano, gli agenti della Polizia Stradale appartenenti alla Sottosezione di ‘Buonfornello’, nei pressi dei caselli autostradali, hanno proceduto al controllo di un autocarro, Mercedes Sprinter.
Da un primo accertamento il mezzo è risultato essere sottoposto a fermo amministrativo, inoltre, esteso il controllo al vano posteriore, è stato scoperto un ingente carico di novellame di sarde, ben 55 cassette per un peso complessivo di 275 Kg, stipate e pronte a finire sul mercato.
Essendo vietata dalla legge la pesca ed il commercio di tali prodotti, l’uomo è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria.
Il novellame posto sotto sequestro, dopo l’intervento del Dirigente Medico dell’Asp nr.6 di Cefalù che ne ha attestato l’idoneità al consumo umano, è stato destinato in beneficenza ad un istituto caritatevole del capoluogo.

Aggressione e tentato omicidio in centro a Palermo, fermato un noto pregiudicato palermitano

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PALERMO: LA POLIZIA DI STATO FERMA UN NOTO PREGIUDICATO PALERMITANO CHE, LO SCORSO SABATO POMERIGGIO, HA FERITO A COLPI DI PISTOLA UN CITTADINO EXTRACOMUNITARIO DOPO UNA LITE.

E’ durato poche ore il “giallo” di via Fiume: la Polizia di Stato ha sottoposto a fermo di indiziato di delitto il pluripregiudicato RUBINO Emanuele, 28enne palermitano, per aver tentato di uccidere, sabato pomeriggio, SUSSO Yusupha, 21enne del Gambia.
In quella circostanza, a seguito di una lite nata per futili motivi fra tre ragazzi originari del Gambia ed alcuni giovani del quartiere, il RUBINO ha inseguito ed ha esploso un colpo di pistola all’indirizzo del SUSSO, ferendolo alla testa.
Il proiettile, di piccolo calibro, è entrato ed uscito dal capo della vittima senza procurarne la morte.
Lo straniero, ricoverato d’urgenza, si trova ancora in coma farmacologico; la prognosi resta riservata.
Le indagini della Squadra Mobile, diretta dal dott. Rodolfo RUPERTI, hanno consentito di disvelare uno spaccato sociale fatto di prepotenza e sopraffazione in cui una persona rischia di perdere la vita solo per aver osato reagire ad angherie e ad una vera e propria aggressione da parte del “branco”.
Invero, sabato scorso la vittima, in compagnia di due connazionali, si trovava all’interno del noto quartiere Ballarò. Mentre i tre stavano percorrendo uno dei vicoli della zona, sono stati urtati da un giovane a bordo di uno scooter; a seguito dell’occorso, i tre hanno semplicemente chiesto all’investitore di fare maggiore attenzione; il giovane investitore, raggiunta via Maqueda, ha posizionato il mezzo in modo da ostruire la strada ed affrontare i tre giovani.
Nel giro di pochi minuti, diverse persone della zona hanno fatto “gruppo”, hanno circondato i malcapitati, i toni si sono accesi ed uno dei ragazzi è stato colpito. L’aggressione ha provocato l’energica reazione del SUSSO.
RUBINO ha seguito tutte le fasi della lite, in modo da controllare cosa stesse accadendo, dopodiché si è allontanato per fare ritorno, armato, pochi minuti dopo.
In particolare, questi ha percorso con la pistola in pugno un tratto di circa cento metri della centralissima via Maqueda, noncurante delle numerose persone che affollavano il centro il sabato pomeriggio, seminando panico tra turisti e passanti.
Dopo un breve inseguimento, in via Fiume, si è consumato il delitto: un colpo di pistola all’indirizzo del SUSSO che entra ed esce da cranio. Il giovane africano, miracolosamente, non ha perso la vita anche se viene tenuto dai medici in coma farmacologico.
Pur nelle difficoltà di un contesto sociale dove quasi nessuno vede e sente nulla, il personale della Sezione “Omicidi” della Squadra Mobile, sin da subito, ha concentrato l’attenzione su alcuni pregiudicati della zona ed in meno di 24 ore è giunto ad identificare, incrociando le poche testimonianze raccolte con alcune immagini di videosorveglianza, l’autore del tentato omicidio.
RUBINO è stato condotto presso la casa circondariale “Pagliarelli” in regime di isolamento a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

RUBINO EmanueleRubino Emanuele

 

 

 

Rubino Emanuele

Partinico: arrestato malvivente

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PALERMO: LA POLIZIA DI STATO ARRESTA UN MALVIVENTE PARTINICESE CHE DEVE SCONTARE UNA CONDANNA DEFINITIVA PER DANNEGGIAMENTO, AGGRAVATO DALL’AVERE FAVORITO COSA NOSTRA.

La Polizia di Stato, segnatamente personale del Commissariato di P.S. “Partinico” ha eseguito un Ordine di Carcerazione, emesso il 31 marzo 2016 dalla Procura della Repubblica-Ufficio Esecuzione Penale- nei confronti di Brolo Gianfranco, 45enne partinicese, dovendo lo stesso espiare una pena residua di 7 mesi e 19 giorni di reclusione, in relazione ad una superiore condanna divenuta definitiva a 3 anni ed 11 mesi di reclusione.
La condanna di Brolo, riconosciuto responsabile del reato di danneggiamento aggravato dall’avere favorito “Cosa Nostra”, rappresenta il culmine di un iter guidiziario partito nel novembre del 2010, quando il malvivente fu arrestato nell’ambito di un’operazione che fece luce sul nuovo organigramma di “Cosa Nostra” partinicese.
L’indagine delineò uno scenario di sopraffazione mafiosa e di soffocamento dell’imprenditoria locale; un sistema in cui gli imprenditori edili venivano costretti a rifornirsi di materiale da ditte amiche di “Cosa Nostra”, pena intimidazioni e ritorsioni.

Palermo, 3 Aprile 2016

Arrestati i componenti della gang del “Gilet”

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PALERMO: LA POLIZIA DI STATO ARRESTA GIOVANISSIMI RAPINATORI, ACCANITISI, DI NOTTE ED IN PIENO CENTRO, SU UN LORO COETANEO.

La Polizia di Stato ha sgominato, stanotte, a tempo di record rispetto ad una violenta rapina consumata poco prima, un gruppo di giovanissimi rapinatori: si tratta di 6 ragazzini di età compresa tra tra i 15 ed i 17 anni, provenienti da varie zone cittadine ed adesso rinchiusi, in stato di arresto, al Centro di Prima Accoglienza “Laura Morvillo”.
Accomunati da sfrontatezza, vigliaccheria ed abbigliamento, tutti rigorosamente in gilet, i sei giovani malviventi hanno avvicinato tre loro coetanei, in via Roma; dopo aver chiesto di accendere delle sigarette, sono bruscamente passati alle vie di fatto, aggredendo a calci e pugni uno, in particolare, dei tre malcapitati, caduto a terra sotto una granuola di colpi; a poco è valso l’intervento in soccorso della vittima dei due suoi amici che, in ragione dell’inferiorità numerica, non hanno potuto evitare che i malviventi “in erba” frugassero nelle tasche del giovane riverso a terra e si appropriassero di denaro e telefonino.
Il provvidenziale passaggio di una pattuglia di polizia dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico e di una dell’Esercito ha consigliato alla fuga il “branco”.
I giovani componenti del pericoloso sodalizio sono stati, però, tutti raggiunti ed identificati.
E’ stato recuperato anche il cellulare riconsegnato al legittimo proprietario, nel frattempo curato sul posto da personale sanitario fatto giungere dalla Polizia di Stato.
I sei risultano reclusi presso il Centro di Prima Accoglienza “Laura Morvillo”.

Max sequestro di droga all’interno di un ex convento

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La Polizia di Stato ha sequestrato un ingente quantitativo di sostanza stupefacente, del tipo ‘hashish’, ‘marijuana’ ed eroina/cocaina nel cuore del quartiere ‘Kalsa’.
Agenti appartenenti alla sezione “Investigativa” del Commissariato di P.S. ‘Oreto-Stazione’, coadiuvati da poliziotti del Reparto Prevenzione Crimine, del XI Reparto Mobile di Palermo, delle Unità Cinofile della Questura, questa mattina, a seguito di un’ articolata attività di indagine volta alla prevenzione ed alla repressione del traffico illecito di sostanze stupefacenti, hanno proceduto alla perquisizione di una struttura in Discesa dei Bianchi, denominata ‘ex convento’, attualmente non abitato ma al cui interno sono state riscontrate tracce di presenza abusiva di persone.
Entrati all’interno della struttura e dopo avere constatato che nessun individuo aveva rivendicato la disponibilità degli immobili dislocati al suo interno, gli agenti hanno richiesto, tramite Sala Operativa, l’intervento di personale dei Vigili del Fuoco, per provvedere all’apertura delle porte, assicurate da lucchetti e serrature. Scardinatele, hanno effettuato un’accurata perquisizione:
All’interno del primo ambiente, sono state rinvenute, dietro un armadio in legno, n.2 panetti di sostanza presumibilmente stupefacente del tipo hashish ed un bilancino di precisione;
Nel secondo locale, posto al piano cantinato, la perquisizione ha dato esito positivo in quanto in una stanza sono state rinvenute numerose bustine di sostanza stupefacente del tipo marijuana pronte alla vendita ed un bilancino di precisione;
Nel terzo locale, in un ripiano ricavato da un incavo nella muratura, è stata trovata sostanza stupefacente del tipo marijuana ed all’interno di un involucro di cellophane della sostanza presumibilmente stupefacente del tipo cocaina;
In un quarto locale è stata rinvenuta della marijuana all’interno di una coppa premio;
In un altro ambiente è stata rinvenuta, all’interno di una cassettiera, un contenitore ( vaschetta per il gelato), con all’interno dell’altra sostanza stupefacente;
La perquisizione effettuata in un locale posto su una rampa di scale ha permesso di rinvenire sopra un divano letto n.2 secchi in plastica contenenti sostanza presumibilmente stupefacente del tipo marijuana confezionata in bustine destinate
alla vendita e n.1 secchio in plastica contenente della marijuana sfusa e n. 4 panetti di sostanza presumibilmente stupefacente del tipo hashish.
Tutto il materiale rinvenuto, consistente in circa 1,2 kg di droga; n.2 bilancini; n.166 bustine in cellophane trasparente di vario taglio, è stato posto sotto sequestro.

Passate a setaccio attività commerciali di ristorazione e discoteche a Palermo

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CONTROLLI AMMINISTRATIVI DELLA POLIZIA DI STATO A PALERMO E PROVINCIA. PASSATE AL SETACCIO ATTIVITA’ DI RISTORAZIONE E DISCOTECHE. TRE PERSONE DENUNCIATE E COMMINATE SANZIONI CHE SFIORANO I QUARANTAMILA EURO.

La Polizia di Stato ha svolto una capillare attività di monitoraggio di locali di ristorazione, finalizzata alla tutela dell’incolumità pubblica che può essere lesa dall’esercizio indiscriminato, al di fuori delle severe regole igienico sanitarie ed amministrative.
L’attenzione della Polizia di Stato nei confronti del fenomeno è testimoniato dalla circostanza, che i controlli agli esercizi pubblici sono stati svolti anche da Personale Medico della Polizia di Stato in servizio presso l’Ufficio Sanitario, congiuntamente a personale della Squadra Amministrativa in servizio presso la Divisione Polizia Amministrativa e Sociale della Questura di Palermo ed ai tecnici della prevenzione in servizio presso l’ASP di Palermo – Dipartimento di Prevenzione.
Alcuni interventi congiunti hanno coinvolto anche altri enti, quali l’Agenzia delle Entrate, la SIAE, l’Ispettorato del Lavoro e l’ARPA.
Lo spettro delle irregolarità riscontrate è ampio ed ha prodotto un valore, complessivo, delle contestazioni pari a, circa, 35.000,00 euro.
Ecco gli esiti dei controlli e delle sanzioni:
-al titolare di una panineria di “Ballarò” è stato contestato il mancato aggiornamento dei registri delle pulizie ed il controllo delle temperature esterne dei frigoriferi, per una sanzione di 2000,00 euro;
– stessa importo della sanzione contestata al titolare di una panineria in zona “Politeama”, per il mancato aggiornamento del registro del piano di autocontrollo;
-gravoso l’esito delle verifiche per il titolare di un bar di Terrasini al cui interno sono stati riscontrati tre lavoratori in nero: è stata, pertanto, disposta la sospensione dell’attività imprenditoriale fino alla regolarizzazione di tali rapporti di lavoro e sono state comminate sanzioni amministrative per duemila euro con riserva di ulteriori dodicimila;
-numerose gli illeciti riscontrati, anche all’interno di un’attività di compravendita di oggetti preziosi in zona San Lorenzo: rappresentanza abusiva, irregolare tenuta del registro e violazioni delle prescrizioni del Questore, per una sanzione, complessiva di 2400,00 euro;
i controlli sono stati estesi anche al comparto discoteche, con particolare attenzione rivolta anche alla figura dei DJ:
-nel corso di un’attività ispettiva estesa ai locali di una discoteca del “Capo” è stata verificata la presenza di un lavoratore “in nero”, circostanza che ha generato una sanzione di quattromila euro;
-all’interno di una discoteca nella zona di “S.Lorenzo”, è stata riscontrata un’attività danzante con 200 giovani intrattenuti da un DJ, in assenza della prescritta licenza di P.S..Anche l’attività di somministrazione, tipologia “C” non è risultata essere stata rilasciata allo stesso gestore, motivo per cui quest’ultimo è stato denunciato, penalmente e gli sarà comminata una sanzione di 5000,00 euro.
Nel corso di numerosi controlli effettuati, anche in collaborazione con personale della SIAE, in discoteche e disco-pub del capoluogo e della provincia, sono stati, penalmente, denunciati due DJ abusivi; nel corso degli interventi sono stati sequestrati 50 CD, definite copie lavoro, 3 pen drive ed un pc contenente tracce audio, file di brani musicali.
Nei prossimi giorni proseguiranno i controlli.

Fermati i due scafisti sbarcati ieri al porto di Palermo dalla nave militare italiana Chimera

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PALERMO: LA POLIZIA DI STATO E LA GUARDIA DI FINANZA FERMANO DUE SCAFISTI SBARCATI IERI POMERIGGIO AL PORTO DI PALERMO DALLA NAVE MILITARE ITALIANA “CHIMERA”
La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza di Palermo, hanno effettuato nella notte il fermo di due scafisti, ABUBUBI Ibirmi 32enne, nato in Ghana e SAMATEH Omaru 22enne nato in Gambia.
I due soggettI sono giunti ieri pomeriggio al porto di Palermo a bordo della nave “Chimera” della Marina Militare Italiana insieme ad altri 362 migranti. Questi erano stati soccorsi in acque internazionali, lo scorso 30 marzo, nel corso delle operazioni “Mare Sicuro Stretto di Sicilia”, con tre gommoni partiti dalle coste libiche ed intercettati al largo di Lampedusa.
Non appena giunta l’imbarcazione al Porto di Palermo, dopo la prevista ispezione a bordo da parte dello staff sanitario del Ministero della Salute, gli investigatori della Squadra Mobile e della Guardia di Finanza, attraverso i filmati e le immagine raccolte a bordo della nave della Marina, hanno ricostruito i fatti.
Le testimonianze raccolte nell’immediatezza hanno descritto le sofferenze patite dai migranti, nelle fasi preparatorie e durante il viaggio, ma al contempo hanno dato impulso alle indagini, fornendo importanti elementi di riscontro in relazione all’individuazione degli scafisti accusati di favoreggiamento all’immigrazione clandestina.
I due sono stati condotti presso il carcere “Pagliarelli” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che sta coordinando le indagini.

Palermo: La Polizia Di Stato disarticola una organizzazione criminale affiliata a “COSA NOSTRA” e arresta quattro persone per estorsione aggravata

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La Polizia di Stato questa mattina, ha eseguito 4 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal locale G.I.P. su richiesta della D.D.A. di Palermo nei confronti di altrettante persone, resesi responsabili dei reati di estorsione e tentata estorsione aggravate dal fine di avvantaggiare “Cosa Nostra”.
L’operazione, denominata “Family Crimes” (in ragione dei vincoli di parentela che legavano gli estortori con la vittima), è stata condotta dalla Squadra Mobile di Palermo, diretta dal Dr. Rodolfo RUPERTI ed è stata coordinata dalla locale D.D.A. diretta dal Proc. Capo Dr. Francesco LO VOI.
L’attività ha avuto origine dall’aver portato avanti gli spunti investigativi ottenuti dalla sorveglianza di un soggetto, VALLECCHIA Giuseppe (cl. 1979), dedito all’espletamento di attività criminali in città (ed in particolare nel noto quartiere locale “Noce”), a seguito della quale emergevano, inconfutabilmente, altre responsabilità ed altri coinvolgimenti in operazioni illecite da parte sia di soggetti ancora non tratti in regime di restrizione, quali la di lui cognata, D’AMICO Loredana (cl. 1980) e COSPOLICI Tommaso (cl. 1977), sia di un criminale attualmente già assicurato alla Giustizia, ossia CHIOVARO Fabio (cl. 1973), marito della D’AMICO Loredana (e cognato del VALLECCHIA Giuseppe), recidivo con precedenti specifici ed organicamente affiliato alla Mafia nell’ambito del mandamento della “Noce”, presso cui, prima della carcerazione, aveva rivestito anche il ruolo di Capo.
La predetta indagine, condotta dal Proc. Agg. Dr. Vittorio TERESI e dai Sost. Proc. Dr. Francesco DEL BENE, D.ssa Amelia LUISE, D.ssa Annamaria PICOZZI, Dr. Gianluca DE LEO e Dr. Roberto TARTAGLIA, è stata espletata dal personale della Sezione “Criminalità Organizzata” della Squadra Mobile (diretta dal Dr. Stefano SORRENTINO), e si è originata a seguito della denuncia sporta presso gli Uffici della Questura da parte di una vittima, che accusava il CHIOVARO e la moglie di avergli estorto la somma di 4000 euro che, a suo dire, in precedenza gli era stata dagli stessi elargita a titolo di regalia, salvo poi chiederla indietro avvalendosi della forza intimidatrice propria dei comportamenti mafiosi, rappresentata dall’intervento, del CHIOVARO. Quest’ultimo, infatti, seppur recluso in quel periodo, attraverso le comunicazioni veicolate dalla moglie D’AMICO Loredana, impartiva ordini al suo accolito VALLECCHIA Giuseppe, affinché si attivasse per recuperare il denaro che in precedenza era stato appunto da loro donato al denunciante. L’illecita organizzazione tentava, con chiaro utilizzo della minaccia, di rientrare in possesso dei soldi in argomento.
A seguito della denuncia presentata, si iniziava un’attività investigativa basata tanto su servizi tecnici di intercettazione delle conversazioni che su servizi dinamici sul territorio, che consentiva di raccogliere numerosi elementi di prova riguardo l’effettiva esistenza di comportamenti inquadranti, nell’ambito di un processo sussuntivo, le fattispecie astratte costituenti il reato di tentata estorsione aggravata.
Inoltre, durante lo sviluppo dell’attività de quo, dall’attività tecnica di intercettazione è altresì emersa la responsabilità degli odierni arrestati in un’altra azione di stampo estorsivo, consistente nel fatto che il CHIOVARO, sempre per il tramite della moglie, aveva ordinato al cognato VALLECHIA Giuseppe di intimidire un altro soggetto affinché restituisse alla D’AMICO un quadro vendutogli per 1000 €, e senza che avanzasse neanche la pretesa della ripetizione della somma pagata per l’acquisto dell’opera; azione che poi venne effettivamente posta in essere dal VALLECCHIA, con la complicità del COSPOLICI Tommaso, che in quel frangente lo spalleggiò anche in occasione del recupero materiale del quadro in questione.
L’indagine ha quindi consentito la disarticolazione dell’intero organigramma criminale individuato, ponendo un freno alle attività estorsive poste in essere da un nucleo criminale facente capo a quello che tutt’oggi, seppur ancora in regime di restrizione carceraria, risulta sempre essere uno dei capi carismatici del locale mandamento criminale della “Noce”, dato che, com’è noto, il CHIOVARO ebbe nel passato la sua ascesa nell’ambito del locale organigramma mafioso sotto l’egida di quello che era considerato all’epoca il vertice del menzionato mandamento mafioso.

D'AMICO Loredana

CHIOVAROFABIOVALLECCHIA GiuseppeCOSPOLICI TommasoD’Amico Loredana           Chiovaro Fabio        Vallecchia Giuseppe     Cospolici Tommaso

Per non dimenticare l’incidente del 28 settembre 1965 della piattaforma di trivellazione Paguro

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Non dimentichiamo l’incidente del 29 settembre 1965 di Ravenna, quando l’impianto di trivellazione posto a 11 miglia dal porto di Marina di Ravenna andò in fiamme.
Durante la perforazione di un pozzo alla ricerca di metano, la piattaforma Paguro fora un giacimento di gas a circa 2900 metri sotto il livello del mare.

Piattaforma_paguro_-_esplosione_1965

Il giacimento esplose e aprì un cratere di circa 40 metri, le fiamme distrussero la piattaforma che nel giro delle successive 24 ore colò a picco. Nel disastro annegarono tre tecnici dell’Agip: Pietro Peri, Arturo Biagini e Bernardo Gervasoni.
La fuoriuscita di gas sul fondo marino generò una colonna di gas misto a pulviscolo d’acqua che raggiunse l’altezza di 30 metri sulla superficie del mare. L’eruzione venne domata, tre mesi dopo, con la perforazione di un pozzo direzionato che, raggiungendo nel sottosuolo il tragitto del pozzo in eruzione, permise di intasare e cementare il foro attraverso il quale il gas dal giacimento fuggiva alla superficie.

Di quanto rimane della piattaforma oggi, la parte più alta si trova a 10 metri sotto il livello del mare ed il cratere formatosi sul fondo marino, di natura argillosa e sabbiosa, raggiunge i 35 metri di profondità ed ha visto una crescita esponenziale della flora e della fauna marina.
Per regolamentare le immersioni e salvaguardare la vita attorno alla Paguro, è stata istituita a Ravenna l’Associazione Paguro e, dal 21 luglio 1995, l’area contenente il relitto della piattaforma è stata dichiarata dal Ministero delle risorse agricole Zona di tutela biologica tramite il Decreto “Istituzione della zona di tutela biologica nell’ambito del compartimento marittimo di Ravenna”.

fonte immagini e documentazione: wikipedia