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“E’ necessario un miglioramento” | di Meri Lolini

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Questa è la seconda estate da trascorrere in compagnia della paura del contagio.In questi ultimi giorni la nostra squadra nazionale di calcio ha vinto il campionato europeo e questa è stata per tutti una grande gioia ,che ci ha fatto allontanare i nostri pensieri da tutto il dramma mondiale della pandemia. E’ stato un tuffo nella contentezza   e ci siamo sentiti alleggeriti dai problemi che ci tormentano. La povertà sta aumentando in maniera preoccupante. Sono tanti i lavoratori, che stanno perdendo la loro fonte di reddito, perché vengono licenziati anche in maniera molto discutibil.Infatti, è di questi giorni,che il licenziamento è stato comunicato con una semplice mail.Facendo un confronto con l’anno passato, che non avevamo né la cura  e nè il vaccino per questa pandemia, è stato raggiunto un grandissimo obiettivo, ma dobbiamo essere molto accorti a non ritrovarsi nelle condizioni disperate, che purtroppo conosciamo bene. Quindi è necessario non creare situazioni di assembramento ed usare sempre la mascherina nei luoghi sia chiusi ed all’aperto quando sono affollati e non perdere l’abitudine di igienizzarsi le mani.In questi mesi saranno prese delle decisioni molto importanti, per poter avere la frequentazione scolastica in modo sicuro.E’ necessario, che i nostri ragazzi abbiano le lezioni in presenza. E’ una condizione inderogabile ,per la loro formazione, che deve essere realmente tale. Il grado di formazione degli studenti in questi ultimi due anni  di lezioni  a distanza si è notevolmente abbassato, perché molti ragazzi hanno avuto difficoltà di apprendimento sia per il mancato contatto con gli insegnanti,che per la difficoltà di accesso alle lezioni online. Lo studio non è stato partecipato ed è venuto a mancare anche il confronto con  i compagni. I nostri figli ed i nostri nipoti saranno i protagonisti del futuro ed abbiamo il dovere di dare loro ogni possibile strumento, per renderli competenti e completamente liberi di poter scegliere  e progredire. Si dovranno fare scelte importanti per assicurarsi un progresso, che affronti le molte problematiche, che si stanno palesando in questi anni. In questi giorni  il maltempo in Germania ha provocato un alluvione dove molte case sono state portate via dallo straripamento dei fiumi e purtroppo ci sono state anche molte vittime ed anche molti dispersi. Il clima sta cambiando e quindi è necessario, porre molta attenzione a questa situazione.Il futuro deve essere studiato e valutato e niente deve essere affidato al caso, perché altrimenti non ci sarà sviluppo e progresso e non saremo in grado di salvare noi ed il nostro pianeta.La nostra nazionale ha investito nel futuro, facendo squadra ed allenandosi ed il risultato è stato gradito da tutti noi italiani.Prendiamo questo  esempio, che tutti abbiamo condiviso e facciamo squadra anche su problemi come la nostra salute, il nostro valore di conoscenza e di competenza, per aumentare il valore della nostra società, affrontando i problemi con la volontà di risolverli e non di girargli intorno. La determinazione e l’impegno saranno i veri strumenti per la crescita necessaria per uscire da questo tunnel buio, che sta oscurando tutta la nostra umanità.Grazie all’impegno della scienza abbiamo il vaccino contro il Covid e questo è un obiettivo di grande valore, che è stato raggiunto  con la competenza e la conoscenza delle tante persone, che hanno contribuito a questa ricerca.Anche in questo è la squadra dei tanti scienziati, che ha vinto contro questa infezione mondiale.Ora la speranza è che i nostri ragazzi possano ritornare a scuola e tanti lavoratori e lavoratrici possano avere il loro posto di lavoro.Ricordiamo che l’Articolo 1 della nostra Costituzione recita che l’Italia è una Repubblica Democratica, fondata sul lavoro.Non possiamo assolutamente ignorare questa condizione, che è ben scritta anche nell’articolo 4 della nostra Costituzione:“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”.Con questi concetti ben esplicitati è necessario intervenire, per poter garantire il lavoro alle tante persone che in questi giorni stanno perdendo la loro fonte di sostegno e di dignità, valutando in maniera integrale e proponendo anche qualche riconversione industriale atta ad una evoluzione produttiva.Credo, che i pilastri di una società siano la salute, la conoscenza , la competenza e la forza di trasformarsi per evolversi e progredire.Auguro a tutti buon lavoro!

 

Delusione d’amore: fondamentale assumersi le proprie responsabilità | di Daniela Cavallini

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Daniela Cavallini

Il vittimismo priva del potere personale

Amiche ed Amici carissimi, molto spesso tendiamo a proiettare sul partner la realizzazione dei nostri desideri. Proiezioni delle quali non ci rendiamo conto e che, quando vengono disattese – dal partner o presunto tale -,  cadiamo nello sconforto, assumendo il ruolo di vittime. Il ruolo della vittima, talvolta, induce ad una sorta di comportamento esibizionista, sintetizzabile nelle classiche espressioni divulgate agli amici e parenti tutti: “con tutto quello che ho fatto per lui/lei”, “con tutto l’amore che gli/le ho dato, guarda come mi ha trattata/o”, “sono proprio sfortunata/o”. Frasi pronunciate nell’intento di riscontrare l’altrui meravigliato compiangimento e soprattutto ottenere ragione.  Se poi l’amica/o del cuore incalza con “lo dicevo io che quello/a non era alla tua altezza, ma tu l’amavi e gli/le hai dato tutta/o te stessa/o e adesso… guarda che brutta persona si è rivelata”… evviva!! Un inciso: forse si trattava d’invaghimento… l’amore non recrimina!

In realtà, se solo fossimo consapevoli che tutto quanto avviene nella nostra vita lo creiamo noi stessi e considerassimo che assumercene la piena responsabilità significa detenere la più elevata forma di potere sul controllo degli eventi, forse sostituiremmo il compiangerci ed il denigrare – oltre ad attribuirgli la responsabilità –  chi riteniamo la causa del nostro fallimento, con un’analisi oggettiva della causa induttiva di tanta sofferenza.

Innanzitutto – e qui mi rivolgo soprattutto a voi, Amiche mie carissimequando iniziamo una relazione, cerchiamo almeno di essere certi che tale sia… ovvero che esista la cd comunione d’intenti. Non sto scherzando, non di rado ricevo mail nelle quali è evidente che alcune Donne scambiano una piacevole notte di sesso con il fidanzamento… Che sia la proiezione di un loro desiderio?!

“Gli ho dato tutta me stessa”. Che si tratti di un’avventura o di una storia… ecco… qui, a costo di crearmi inimicizie, non posso esimermi dal riferire alcune  mie – personali ed opinabilissime – considerazioni: la prima è “chi te l’ha chiesto?” L’amore è un sentimento, è istinto ed ognuno offre quello che ha per come lo sa dare. Partendo da questa riflessione, non possiamo non riconoscere che noi non avremmo saputo rapportarci in maniera più “ridotta” e all’altro il diritto di non corrispondere tale intensità o di rifiutare una relazione perché privilegia la sua libertà o altro. Inoltre quel “tutta me stessa” che per colei che dona è davvero il massimo… per l’altro può essere “insignificante”. E se fossimo noi al posto suo? Ognuno ha le proprie esigenze e se queste non collimano, non è colpa di nessuno. Nessuno è indegno d’amore, semplicemente non può offrirlo né  ottenerlo  da “quella” persona. Il rispetto consiste anche nell’accettare e non recriminare su ciò che abbiamo scelto di donare. Ammettiamolo: in quel momento ci sarebbe costato di più non donare!!

E’ innegabile la sofferenza procurata dalla delusione, ma soffermandoci sulla dovuta e profonda riflessione, non possiamo che convenire sul fatto che siamo state noi le protagoniste della nostra scelta di “offrirci”. Non per questo meritiamo gratitudine e non per questo siamo vittime della sfortunata sorte che ci è stata riservata. Vittime solo della nostra scelta dovuta a nostri errori di valutazione, magari generati da uno stato di bisogno d’amore, induttivo di proiezioni.  Inutile e meschino è il divulgare quanto bella persona sei tu e quanto filibustiere è lui… “Lui” è frutto del tuo errore di valutazione.

Assumendoci la responsabilità che comporta ogni scelta – non solo sentimentale – abbiamo il potere di controllare gli eventi – tranne quelli tragici – che accogliamo nella nostra vita e di arginarne così la sofferenza.  Acquisendo questo stile di pensiero, saremo più oggettivi e comprensivi. Ed infine, nel salutarvi, vi ricordo che – casi limite esclusi –  esiste “il boia” perché qualcuno accetta il ruolo di “vittima”.

Un abbraccio!

Daniela Cavallini

“7 fate” a Palermo a piazza Rivoluzione dal 22 luglio | Progetto di Daniela Balsamo e Linda Randazzo, a cura di Gianna Panicola

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“7 fate” a Palermo a piazza Rivoluzione dal 22 luglio | Progetto di Daniela Balsamo e Linda Randazzo, a cura di Gianna Panicola

Arèa di Giovanni Lo Verso, dal 22 luglio al 10 agosto 2021, presenta il nuovo progetto artistico collettivo dal titolo “7 Fate”, da un’idea di Daniela Balsamo e di Linda Randazzo, a cura di Gianna Panicola.

Scrive la curatrice: Si racconta della loro eterea bellezza, del potere di compiere qualsiasi prodigio, dell’incanto che incanta fin dalla prima infanzia. In una dolce e tiepida sera di giugno, voglio raccontarvi delle stranezze, del coraggio, della profondità di spirito che animano queste creature; avanzano con delicatezza e ariosità, senza timore che qualcuno possa intralciare il proprio cammino: il volo di ali lucenti. Un fluttuare del corpo, una luce pulsante, un mutamento di forma, di materia, di esistenze. Dopo il male che si abbatté su tutto il mondo, seminando paura, disperazione, insicurezza; ecco, dopo quel male, emerse la necessità di ridare una nuova vita agli aerei corpi, agli occhi ardenti colmi di meraviglia, ai suoni di una natura velata, alle scie luminose, alla levità del cuore. Fantasticare, per lunghe ore, fino a notte inoltrata, quando l’immaginazione compie i suoi scherzi e catapulta tutto ciò che riesce ad incrociare: un viso, un fiore, una casa, un albero, una roccia, un lago, un sentiero. Mutamenti che si realizzano da una mente sprofondata nel sogno: è lì che avviene l’incontro! Questa mostra nasce in un pomeriggio d’estate e da un bisogno di leggerezza, di librarsi per rivivere “il sentirsi libero”, quel sentimento di libertà che tanto ci appartiene. Desiderio che è stato sempre manifestato, può considerarsi una invariabile antropologica e nel corso dei secoli ha assunto forme diverse, si è materializzato in splendidi esseri. Le fate sono l’espressione dell’esperienza del profondo, del fluire della psiche, del ritmo interiore. Lasciarsi prendere per mano e abbandonarsi ai balli all’aria aperta, in quelli che vengono chiamati “Cerchi delle Fate”. L’arte è elevazione del corpo e dell’anima, possiede il potere di trasportarci in un altrove. Il ritorno ai luoghi “dell’altrove”, che oggi hanno cessato di esistere, trasformati nella realtà virtuale in scenari apocalittici, metafora di prepotenza, di aggressività, proiezione di una pericolosa immagine ideologica. Maturare il distacco. Fermarsi ad osservare quei luoghi dimenticati, custodi di un’energia superiore. Palazzi, dimore, cortili, giardini, boschi, cascate, colline. Lasciatevi incantare dal loro mondo, dalla loro fantastica natura, contemplatele silenziosamente e, mi raccomando, non ignoratele perché sarete vittime di un diabolico incantesimo. Le fate sono tornate, sono tra di noi, pronte a rapire un umano e a trascinarlo nel loro impalpabile e misterioso regno». (Gianna Panicola).

Le artiste protagoniste di questo incanto sono: Daniela Balsamo, Stefania Cordone, Mirela Morreale, Cetty Previtera, Linda Randazzo, Lilian Russo, Samantha Torrisi. “Sette fate”, dal numero magico che oltre a simboleggiare l’universalità e l’equilibrio perfetto tra le diversità, ricorda un luogo particolare di Palermo, il “Cortile delle Sette Fate”, sito di fronte il Monastero di Santa Chiara.

La mostra si inaugura giovedì 22 luglio 2021, alle ore 18:30, nel rispetto delle norme di sicurezza anti COVID-19.

Opening giovedì 22 luglio 2021, ore 18.30

Arèa, Piazza Rivoluzione, 90133 – Palermo

“7 fate” a Palermo a piazza Rivoluzione dal 22 luglio | Progetto di Daniela Balsamo e Linda Randazzo, a cura di Gianna Panicola

NOTE BIOGRAFICHE

Daniela Balsamo

Daniela Balsamo nasce a Palermo nel 1970. Dopo aver conseguito la maturità artistica, si trasferisce a Firenze dove frequenta al Politecnico Internazionale della Moda (Polimoda). Nel 1991, grazie a una borsa di studio, approfondisce il tema dell’illustrazione di moda al Fashion Institute of Technology di New York. Dopo alcuni anni, decide di tornare a Palermo dove frequenta il corso di scenografia presso l’Accademia di Belle Arti. Dal 1997 al 2001 è impegnata in importanti allestimenti teatrali e successivi tour mondiali con grandi registi internazionali del calibro di Peter Greenaway e Bob Wilson. A Roma dal 2001 al 2005, inizia a collaborare con diverse riviste di moda come fashion stylist e illustratrice. Dal 2005 a oggi vive a Palermo, dove dopo un lungo periodo di insegnamento si concentra esclusivamente sulla pittura. Numerose sono le mostre personali e collettive che l’hanno vista protagonista dal 2008 ad oggi. La sua pittura, caratterizzata da immagini oniriche, ci accompagna in un viaggio intimo, ricco di rimandi tra conscio ed inconscio in cui gli elementi topici del sogno prendono forma; le immagini e la trama pittorica si fondono per rintracciare memorie lontane.

Stefania Cordone

Stefania Cordone nasce a Palermo nel 1986. Si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Palermo specializzandosi in Grafica d’Arte. Attualmente vive e lavora a Castelbuono, dove è direttrice artistica di PUTIA Art Gallery e Responsabile del Dipartimento Educazione del Museo Civico Castelbuono. Ha esposto in collettive e personali in Italia e all’estero, le sue opere fanno parte di collezioni di istituzioni pubbliche italiane e private. Il suo immaginario è popolato da figure grottesche, frutto di una commistione di riferimenti, reali, metaforici, letterari che convergono nella costruzione di un mondo parallelo, imperniato di mistero e di silenzio. Tra le mostre personali: “Abbecedario Fantastico”, PUTIA Art Gallery, Castelbuono (PA), 2020; “Rivolti”, Arciporcorosso, Palermo, 2018; “Innesti”, Palm Beach Hotel, Cinisi (PA), 2016. Tra le mostre collettive: “The Hanging Garden”, Spaziocentrotre, Palermo, 2018; “Tutti giú per terra”, DUDI libreria per bambini, Palermo, 2017; “MediterraneanRoutes / Rotte Mediterranee, progetto IMAGO MUNDI”, Luciano Benetton Collection, Cantieri Culturali alla Zisa, Spazio ZAC, Palermo, 2017;“Bells From The Deep”, Hundred Years Gallery, London, 2016; “Tutti dormono”, a cura di Virginia Glorioso, Orto Botanico, Palermo, 2016;“Montagne d’arte, progetto I-Art”, Ex Convento dei Cappuccini (CCP), Geraci Siculo (PA), 2015.

Mirela Morreale

Mirela Morreale nasce a Palermo nel 1983. Il suo talento artistico inizia alla tenera età.

Nel 2009 decide di trasferirsi a Parigi, studia all’Alliance Français ed esegue molti ritratti e tele astratte. Al rientro in Italia, nel 2010, dopo 3 anni, decide di iscriversi all’Accademia di Belle arti di Palermo. Completa il triennio nel 2017 e il biennio nel 2019, laureandosi con altissimi voti, con una tesi dal titolo “L’idea nell’atto chirurgico secondo Chaïm Soutine”, relatore Alessandro Bazan. Studia performance con Giusva Pecoraino e il 13 ottobre del 2018 si esibisce con “Sotto un sottomarino può succedere di tutto”, a cura della Pecoraino. Partecipa a diverse mostre collettive, tra le quali “Solo gli inquieti sanno come è difficile sopravvivere alla tempesta e non poterne vivere senza”, a Palazzo Ziino di Palermo, nel 2019, “Surgery” a Villa Niscemi, nel 2020 e gli “Artisti del Cortile della Morte”. Partecipa ad un workshop, sempre dal titolo “Surgery”, in un vecchio negozio vetrina, per pressi di Corso dei Mille, a Palermo. Attualmente la sua ricerca verte su tematiche scientifiche mediche, in particolare sulla chirurgia. Il suo gesto pittorico è espressivo, dinamico, dal carattere impulsivo, come possiamo notare nei suoi ritratti. I suoi volti emergono attraverso intense e spedite pennellate, una carica sferzante che riesce a far affiorare certi dinamismi psicologici.

Cetty Previtera

Cetty Previtera nasce in Svizzera nel 1976. Da bambina, con la famiglia si trasferisce in Sicilia, dove vive tutt’oggi. Dopo aver conseguito la Laurea in Scienze della Formazione presso l’Università degli Studi di Catania e un Master in Comunicazione e Linguaggi Non Verbali, approfondisce lo studio della pittura a olio. Frequenta gli studi di alcuni pittori siciliani e incontra i maestri Giuseppe Puglisi e Piero Zuccaro presso l’Accademia Abadir (CT). Nel 2011, a Vittoria (Rg) partecipa alla mostra itinerante Il Dogma del debito, a cura di Ivano Pino e Gianluca Gulino di Spazio InStabile. Seguono le esposizioni collettive curate da Natale Platania e la bi-personale Cube Project presso le Quam a Scicli, a cura di Antonio Sarnari. Nel 2015 partecipa alla collettiva Realismo Informale, a cura di Antonio Sarnari alle Quam di Scicli (RG). Del maggio 2017 è la sua prima mostra personale, Primavera, curata da Marco Goldin, presso le Quam di Scicli. Del 2018 la sua prima personale nella sua città, Catania, alla Carta Bianca Fine Arts. Nel 2019 ha avuto l’occasione di esporre presso la George Billis Gallery di New York per la collettiva Going a cura di Robin King e Carla Tucou Ricevuto. Nel 2014, a Bologna, partecipa alla Mostra Attorno a Vermeer, a cura di Marco Goldin. Nel 2021, sempre per la cura di Marco Goldin, espone all’interno della mostra Attorno a Van Gogh Otto pittori e i colori della vita, parallelamente alla mostra Van Gogh e i colori della vita, a Padova.

Linda Randazzo

Linda Randazzo nasce a Palermo, nel 1979, dove vive e lavora. Consegue una prima laurea in scenografia, una specializzazione in pittura, presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo e si conclude con un master in design per il teatro presso il Polidesign di Milano. Comincia la sua attività di artista partecipando a workshop e performance: Il tempo della notte, a cura di Emilio Fantin, Istituzione Parco della Laguna, (“Isola mondo” evento collaterale “Krossing” alla 53° Biennale di Venezia). Espone in musei e fondazioni, è presente in diverse collezioni e il suo lavoro viene archiviato dal Museo Riso di Palermo, Museo di arte contemporanea della Sicilia. Espone in Cina, Spagna, Serbia, Austria. Partecipa a una residenza del Goldismiths College di Londra per performers ai Cantieri culturali alla Zisa di Palermo. Nel 2015 allestisce una personale dal titolo “Linda’s Space”, nella galleria del Teatro Garibaldi di Palermo, curata dal compositore Gianni Gebbia. Nel 2017 è presente alla mostra Imago Mundi, mostra internazionale itinerante della collezione di Luciano Benetton. Nel 2018 espone all’istituto di cultura italiana di Vienna in una collettiva a cura di SynneGenzmer. Nel 2018 Cesare Biasini Selvaggi presenta una sua personale, presso gli spazi temporanei dell’associazione romana Archivi Ventrone, Art Dicstrit a Palermo. Nel 2019, è al museo Marino Marini di Firenze, in una collettiva, a cura di Angelo Crespi.

Lilian Russo

Lilian Russo nasce ad Erice nel 1982. Dopo la laurea in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Palermo nel 2006, si è specializzata in Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, con i Maestri Diego Esposito e Loredana Parmesani (2009). Negli anni trascorsi a Milano, ha lavorato in qualità di assistente con la galleria d’Arte Contemporanea B. A. G. (Bel Art Gallery) e ha dipinto presso lo studio del pittore Marco Cigolani. Sempre nello stesso periodo ha collaborato con artisti italiani e stranieri, e preso parte a numerosi progetti ed esposizioni personali e collettive. Ha ideato diverse rassegne d’arte Contemporanea sia a Milano che in Sicilia. Attualmente vive a Trapani. Nel 2009 ha collaborato con l’artista Michela Forte per il progetto “Twister” Rete Musei Lombardia per l’Arte Contemporanea. Nello stesso anno, a Milano, ha partecipato a “Collezione Contemporanea. Giovani Artisti 200 opere” – Accademia Contemporanea. Nel dicembre 2012 prende parte alla mostra collettiva “12.12.2012” allo Spazio Bagutta; nel gennaio 2013 espone per l’inaugurazione di IFactory (Milano); nel dicembre 2013 esposizione personale “Dio Madre” p/o la galleria Spazio Onirico (Trapani); dal 22 settembre al 22 ottobre 2015 ha esposto in una doppia personale alla “Galleria Nasha” a Perm in Russia; dal 12 giugno al 16 luglio, esposizione collettiva, Palazzo Florio – Favignana “Seconda Biennale d’Arte Contemporanea Isole Egadi”.

Samantha Torrisi

Samantha Torrisi (Catania, 1977), si è diplomata con il massimo dei voti in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Catania nel 2002. Vive e lavora alle pendici dell’Etna.

Nei suoi dipinti, dà vita a un mondo indefinito ed irreale basando la sua ricerca sulle tante contaminazioni dei media di oggi. Le sue opere fanno parte di diverse collezioni di arte contemporanea pubbliche e private. Ha collaborato a progetti multidisciplinari e si occupa di grafica editoriale. In più di vent’anni di attività, ha partecipato a concorsi, fiere d’arte contemporanea internazionali (tra le quali: Art Market Budapest, Art Athina, Paratissima e The Others a Torino, Affordable Milano, Kracow Art Fair, KunstArt Bolzano, Art Vilnius Lituania, BAF Bergamo) e a numerose mostre collettive e personali in Italia e all’estero.“Dalle parti di me”, a cura di Ivan Quaroni alla Galleria KōArt di Catania nel 2017 e “Dell’infinito il nulla”, a cura di Francesco Piazza alla Galleria Giuseppe Veniero Project a Palermo nel 2019, sono due dei suoi progetti personali più recenti. Tra le collettive del 2021: “Le Cento Sicilie. Il più ibrido dei continenti”, un progetto curatoriale del Parco Archeologico Naxos Taormina, testo critico di Ivan Quaroni, Palazzo Ciampoli, Taormina (ME). “Canone Doppio” a cura di Francesco Piazza, con il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di Atene, The Project Gallery, Atene (Grecia).


INFORMAZIONI E ORARI:

Titolo: 7 Fate

Artisti: Daniela Balsamo, Stefania Cordone, Mirella Morreale, Cetty Previtera, Linda Randazzo, Lilian Russo, Samantha Torrisi

Curatela: Gianna Panicola

Inaugurazione: 22 luglio 2021 | ore 18.30

Dal 22 luglio al 10 agosto 2021

Sede: Arèa | Piazza della Rivoluzione – 90133 Palermo

Orari di visita: 18:00  24:00

LE OPERE E GLI ARTISTI:

Gianna Panicola, a cura di:

https://www.facebook.com/gianna.panicola

Daniela Balsamo_La fata cinese_2021_Olio su tela_cm 60×100

https://www.facebook.com/labalsamo

Stefania Cordone_Lucia_2021_Olio su tela_Cm 100×70

https://www.facebook.com/stiffina

Mirela Morreale_Ritratto anonimo_2021_Olio su tela_Cm 30×25

https://mirelamorreale.weebly.com/chi-sono.html

Cetty Previtera_Lovers II_2018_Olio su tela_Cm 35×32

https://www.facebook.com/cetty.previtera

Linda Randazzo_Barcarello_2021_Olio su tela_Cm 70×100

https://www.facebook.com/lindamariasofiarosaliarandazzo

Lilian Russo_1mo mondo_2008_Olio su tela_Cm 100×100

https://www.facebook.com/lilian.l.rosso

Samantha Torrisi_There is no me_2013_Olio su tela su tavola_Cm 20×25

http://www.samanthatorrisi.it

 

Carlo Barbieri, scrittore palermitano, presenta il suo ultimo Romanzo Giallo “Tre” | INTERVISTA

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Carlo Barbieri

«La gestazione e la nascita di un libro sono la cosa più simile al rimanere incinti che può capitare a un essere umano (l’idea-semino, la lunga elaborazione, il desiderio di dare la propria creatura alla luce, persino la stanchezza dell’ultimo periodo della gravidanza e la trepidazione post-parto del “dimmi la verità, ti piace?”)» (Carlo Barbieri)

Carlo Barbieri

Ciao Carlo, benvenuto e grazie per aver accettato il nostro invito. Come stai? Com’è la situazione a Roma adesso che tutta l’Italia è “Bianca”?

Per farmene un’idea precisa dovrei mettere il naso fuori casa, ma non posso per motivi… letterari. Però la tua domanda mi ha stimolato a dare un’occhiata dalla finestra: sono le 17:00, e quasi tutti i passanti portano la mascherina. Mia moglie, che stamattina è uscita, mi dice che tutta la gente che ha incontrato per strada era senza mascherina. Il quartiere è lo stesso. La domanda te la faccio io: tu come lo spieghi? L’unica risposta che mi viene in mente è “Impossibile trovare una logica nel comportamento di noi italiani”.

Dal 1° luglio 2021 è nelle librerie e nei distributori online il tuo nuovo romanzo Giallo, “Tre”, pubblicato da Ianieri Edizioni. Ci racconti qualcosa, senza ovviamente fare spoiler? Come nasce, quale l’idea che lo ha generato, dove è ambientato, quali i protagonisti, quale il messaggio che vuoi arrivi al lettore…?

Carlo Barbieri, “Tre”, Ianieri Edizioni, Silvi Marina (TE), 2021

La gestazione e la nascita di un libro sono la cosa più simile al rimanere incinti che può capitare a un essere umano (l’idea-semino, la lunga elaborazione, il desiderio di dare la propria creatura alla luce, persino la stanchezza dell’ultimo periodo della gravidanza e la trepidazione post-parto del “dimmi la verità, ti piace?”). Però una grossa differenza c’è: la donna sa sempre – o quasi – “quando e come è successo”. Lo scrittore – anzi, parlo per me: io – invece no. Il nucleo di quasi tutti i miei romanzi e racconti si sono coagulati attraverso un processo misterioso che non so come si sia innescato.

E però…

…e però questo TRE fa eccezione. È nato, lo so, dall’incontro con Jean Paul Barreaud, conferenziere turistico francese trapiantato in Sicilia, cultore dell’esoterismo di cui, secondo lui, la nostra isola è una specie di ombelico mondiale. Un incontro casuale, in occasione della visita a uno dei più noti monumenti di Palermo – il Duomo di Monreale di cui ha illuminato, è il caso di dire, gli angoli più oscuri. Cosa che si è ripetuta con la Chiesa del Gesù, più nota come Casa Professa dei Gesuiti. Ed ecco l’idea di un thriller “dove tutto è fuori dal comune”, come recita una bandella di copertina. Ambientato in una Sicilia diversa: misterica, eppure puntigliosamente reale. I protagonisti? Oltre al “solito” commissario Mancuso, il suo team e Giusi, la compagna sempre più coinvolta nelle indagini, assistiamo a dei ritorni clamorosi e delle new entry. Cosa che riguarda non solo i personaggi umani, ma anche i personaggi-luogo: e così al palcoscenico Palermo se ne aggiungono altri in quel di Messina, di Gela e di Catania.

Quanto al messaggio per i lettori: Vi dico solo “Divertitevi, ve lo siete strameritato”. Se invece parliamo dei classici “messaggi dell’autore”, qualcuno intessuto nella trama c’è. Però ai lettori dico: trovatevelo voi per favore, se no che piacere c’è?

A questo punto la mia domanda d’obbligo: perché i nostri lettori dovrebbero comprare il tuo libro? Prova a incuriosirli perché vadano in libreria o nei portali online per comprarlo.

Una domanda che mi hai fatto altre volte e che mi imbarazza sempre. Tu lo sai, e lo fai apposta. Ma accetto la sfida.

Ovvio che chi ha apprezzato gli altri sei “casi” di cui è protagonista il palermitanissimo commissario della Omicidi Francesco Mancuso, non avrà bisogno di sapere altro: comprerà anche questo romanzo e basta (grazieee!).

Agli altri presento il libro così: “Tre” è un thriller in cui tutto è fuori dal comune, come lo è del resto la Sicilia che gli fa da set cinematografico: un delitto “eccellente” inspiegabilmente connesso a omicidi di squallidi criminali, l’atipico sequestro di un mafioso, la scomparsa di antichi teschi, le strane iniziazioni, il ritrovamento dei corpi in luoghi esoterici poco noti ma esistenti, l’ossessivo ricorrere del “3”. Fuori dagli schemi è anche la coppia investigativa creata dalle circostanze: un commissario della Omicidi palermitano, Francesco Mancuso, e un tenente dei carabinieri triestino, Fabio Trevisan. I due indagano spalla a spalla fino a giungere alla serrata, incredibile conclusione…

Anzi, tre.

C’è qualcuno che vuoi ringraziare che ti ha aiutato a realizzare questo Giallo? Se sì, chi sono queste persone e perché le ringrazi pubblicamente?

Di Jean Paul Barreaud ho già detto.

Un’altra persona è il dr. Marco De Feo, medico dentista di Roma che mi ha fornito informazioni su come venivano fatte le otturazioni nel XVIII secolo. Perché, sapete, c’è di mezzo un teschio proveniente da… ma mi fermo qui, niente spoilering. Oltre a essere un bravo dentista, Marco De Feo è una bella persona: appena può va in Africa a offrire gratuitamente la sua professionalità. E durante i suoi viaggi ha trovato la causa di un tumore della bocca diffuso localmente soprattutto fra i bambini, e sta collaborando con le istituzioni sanitarie italiane più avanzate per trovarne la cura. Quindi lo ringrazio non solo dell’aiuto “tecnico”, ma anche dell’amicizia.

Hai programmato delle presentazioni pubbliche del tuo libro, visto che adesso la corda delle restrizioni anti-Covid si è un po’ allentata e si può riprendere a vivere quasi normalmente? Se sì, dacci alcuni degli appuntamenti previsti perché i lettori interessati possano partecipare.

Tradizionalmente d’estate o si fanno presentazioni in località di vacanza, o non si fanno proprio. Qualcosa all’orizzonte però in Sicilia c’è, su iniziativa di qualche libreria cittadina più coraggiosa delle altre e di qualche “club marino” privato; ma ancora non ci sono date. L’amico Gaetano Savatteri probabilmente condurrà una presentazione a Roma, come ormai tradizione; ma se ne parlerà in autunno.

Come vuoi concludere questa chiacchierata e cosa vuoi dire a chi leggerà questa breve intervista?

Trascorrete una buona estate e mi raccomando, non fatevi scherzi né lasciate che ve ne facciano: vaccinatevi e seguite le istruzioni che danno le autorità. Ogni tanto non ci azzeccano, ma è meglio del faidatè.

Carlo Barbieri

https://www.facebook.com/carlo.barbieri.18

https://www.facebook.com/libridicarlobarbieri/

http://www.carlobarbieriblog.it/

https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Barbieri_(scrittore)

Twitter: @BarbieriBooks

Carlo Barbieri

Il libro:

Carlo Barbieri, “Tre”, Ianieri Edizioni, Silvi Marina (TE), 2021

https://www.ianieriedizioni.com/negozio/narrativa/dalie/tre/

Andrea Giostra

https://www.facebook.com/andreagiostrafilm/

https://andreagiostrafilm.blogspot.it

https://www.youtube.com/channel/UCJvCBdZmn_o9bWQA1IuD0Pg

Andrea Giostra al mercato di Ballarò a Palermo

Pietro La Greca, pianista e organista siciliano | Intervista di Ilaria Solazzo

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Pietro La Greca

INTERVISTANDO… PIETRO LA GRECA | a cura di Ilaria Solazzo

ILARIA – Benvenuto. Presentati ai lettori usando 5 aggettivi.

PIETRO – Tenace, Premuroso, Vivace, Prudente, Leale.

ILARIA – Parlaci un po’ di te, e del tuo percorso artistico. Quando e perché hai iniziato?

PIETRO – Tutto è iniziato per gioco a scuola, presso un scuola media ad indirizzo musicale. Il primo Istituto in provincia di Agrigento ad aver attivato, in via sperimentale, i corsi ad indirizzo musicale.

La scuola in questione, “Luigi Pirandello”, si trova a Canicattì e oggi dopo anni mi ritrovo ad esserne il docente di Pianoforte sullo stesso strumento dove tutto è iniziato ritrovando, tra l’altro, come colleghi miei ex insegnanti.

Ovviamente, durante tutti questi anni, tante sono state le esperienze e le soddisfazioni professionali maturate: gli anni in conservatorio, i corsi di perfezionamento, le masterclasses con Maestri di fama internazionale, i concerti sia da solista sia in svariate formazioni… ma, come è giusto che sia per ogni musicista, continuo a esplorare, sperimentare e maturare nuove esperienze: affascinato da sempre dall’Organo è da due anni, ad esempio, che sto frequentando il Biennio Accademico di II livello presso il Conservatorio di Caltanissetta per acquisire la Laurea anche in quest’altro strumento.

ILARIA – Da bambino dicevi: «Da grande voglio fare il musicista»? La tua famiglia ti ha appoggiato?

PIETRO – No, da bambino non pensavo proprio che questa potesse essere la mia strada: è stato tutto un “crescendo” e ciò è avvenuto anche con il sostegno della mia famiglia e del mio Maestro, Stefano Tesè, i quali mi hanno sempre sostenuto ma soprattutto stimolato nei momenti di sconforto e stanchezza che, probabilmente, succedono a tutti gli adolescenti.

Ma la passione e l’amore per la Musica hanno avuto la meglio e con l’andare avanti si è aperto un mondo ricco di emozioni e soddisfazioni indescrivibili.

ILARIA – Quali sono i compositori classici che hai più amato ed ami?

PIETRO – Ricordo che da giovane pianista sono stato travolto sin da subito dalle melodie di Chopin e Schumann ma approfondendo gli studi ho scoperto e riconosciuto la “grandezza” stilistica e compositiva di Bach, Beethoven e Brahms e al tempo stesso le  straordinarie “dissonanze” degli autori del novecento.

ILARIA – Siamo abituati a pensare al suono come a qualcosa di immateriale, mentre qui ha una sua fisicità, o sbaglio?

PIETRO –  In fisica acustica il suono è rappresentato da frequenze regolari ed uniformi che arrivano al nostro cervello: un fenomeno astratto che, rappresentato graficamente, ci permette di capire la propagazione e la percezione dello stesso.

Ma sono sempre le nostre orecchie e il nostro cervello che, insieme, ci permettono di ascoltare il mondo attorno a noi proiettandoci, a volte, anche in dimensioni surreali: il cinguettio degli uccelli, le onde le mare, le corde di un violino, la dolce voce di un neonato sono, a parer mio, la concretezza del suono.

ILARIA – Siamo tutti interconnessi attraverso la rete, ma nella vita reale forse siamo dissociati l’uno dall’altro. La musica può ancora metterci in connessione?

PIETRO – In questi ultimi anni sta avendo una maggiore crescita la musica in rete (concerti in streaming, video di ogni genere, ecc…) la quale ha consentito, soprattutto in questo periodo storico di pandemia, la possibilità di comunicare attraverso il linguaggio universale della musica. Ma il fascino e le emozioni dei concerti dal vivo non potranno mai essere eguagliati da nessuna altra modalità di diffusione della musica.

Le sinestesie che una performance dal vivo può stimolare sono rare e, a volte, ci riportano indietro nel tempo: momenti unici che avevamo conservato nel cassetto dei nostri ricordi possono persino avvicinarci ancora l’uno all’altro tenendo fuori, chissà, incomprensioni e situazioni difficili che la vita ci presenta costantemente o facendoci magari “rivivere” pezzi di vita trascorsi.

ILARIA – Quali sono i colori che hai usato nei tuoi lavori?

PIETRO – Istintivamente direi subito il Giallo: il mio colore preferito che mi dà una carica e una positività in tutto ciò che faccio.

La vita ci presenta, spesso, dei momenti difficili e ci mette alla prova in tante situazioni ma solo la nostra volontà può aiutarci a superare certe situazioni o, per lo meno, ad apprezzare ciò che di buono c’è stato.

ILARIA – Ha dei riferimenti artistici? Quali?

PIETRO – Musicalmente penso sia ai grandi compositori del passato come Bach, Mozart, Beethoven sia ai grandi interpreti come Arturo Benedetti Michelangeli, Mstislav Rostropovich, David Oistrach, Claudio Abbado, Vladimir Horowitz, ma anche alla grandezza artistica e il genio dei grandi artisti come Leonardo da Vinci, Michelangelo, Raffaello i quali devono essere per tutta l’umanità e per le generazioni future un esempio della loro dedizione e del loro amore per l’Arte in generale e per la bellezza estetica.

ILARIA – Quali artisti ti hanno lasciato qualcosa, perché li hai conosciuti o hai suonato con loro?

PIETRO – Ho avuto l’onore di perfezionarmi con grandi pianisti del novecento: dapprima con Ennio Pastorino ed An Li Pang, allievi del sommo Arturo BenedettiMichelangeli e vincitori di concorsi pianistici internazionali, i quali hanno creduto in me spronandomi nella continua ricerca del “particolare” ma al tempo stesso nel rispetto della partitura e della volontà dell’autore.

Successivamente, a Roma, con Lya De Barberiis, allieva di Alessandro Longo, Alfredo Casella e Marguerite Long con la quale, vinta una borsa di studio, ho frequentato i suoi corsi annuali di alto perfezionamento pianistico: nonostante l’ho conosciuta durante i suoi ultimi anni di vita è stata un riferimento per la sua grinta con i suoi quasi ottant’anni di pianismo alle spalle.

Un vulcano in esplosione di conoscenze, desiderosa di trasmettere tutto ai suoi allievi: “Tramandare alle generazioni future le esperienze maturate è un dovere per ogni artista sulla faccia della terra” erano le sue parole… ma peccato che i nostri incontri si siano interrotti bruscamente per la sua scomparsa.

ILARIA – Se tu fossi uno strumento musicale quale saresti?

PIETRO – Vorrei essere l’orchestra! E non per manie di protagonismo ma perché credo che la massima espressione del linguaggio musicale sia l’orchestra e il valore educante della musica d’insieme: stare uno a fianco all’altro nella creatività e nella complicità.

Sai, io insegno pianoforte in una scuola secondaria ad indirizzo musicale dove, da normativa, è prevista una lezione individuale di strumento e una lezione di musica d’insieme: con gli anni posso garantirti che le maggiori potenzialità, l’entusiasmo e le competenze più raffinate riesco a tirarle fuori dal “gruppo”. Certo i più talentuosi e tenaci proseguiranno gli studi e dedicheranno molto del loro tempo, soprattutto da soli con il proprio strumento, allo studio della tecnica e del repertorio …. Ma non si può fare a meno del suonare con gli altri (orchestra, banda, gruppi da camera …).

La musica è un linguaggio e soprattutto nell’insieme è un dialogo fra le parti e fra le voci: aldilà del fatto di voler diventare musicisti insegna ad ascoltare e ad essere ascoltati, nel rispetto dei tempi dell’altro, e al tempo stesso a farti sentire integrato in una sola e unica famiglia che parla la stessa lingua.

ILARIA – In che modo un artista, (a tuo avviso), si avvicina al pianoforte per suonare in solitudine, quale è l’intenzione, quale l’attitudine?

PIETRO – I momenti introspettivi e forse più intimi di ogni singolo artista, a parer mio, escono fuori con il proprio strumento. Un compagno di viaggio che è lì pronto a sostenerti con il quale si diventa complici e al quale si “rivelano” le emozioni e i segreti più nascosti del nostro essere. Poi è tutta una continua ricerca e un percorso personale che partono dal proprio vissuto e arrivano ad esplorare sensazioni che solo la Musica, fra le arti, riesce a tirare fuori con il proprio linguaggio comunicativo ed espressivo.

ILARIA – Il suono per un artista è un elemento importante, ne descrive la poetica e l’estetica. Che suono hai cercato per i tuoi pezzi?

PIETRO – Sono sempre stato e lo sono ancora oggi alla ricerca del suono “specifico”. Ogni pezzo di musica è stato concepito sia in un momento storico sia in un momento personale dell’autore diverso, ovviamente, uno dall’altro, nel genere, nella forma, nella tradizione, ecc….

Solo la continua ricerca da parte dell’interprete, nel rispetto del contesto storico-musicale, riuscirà a “ri-creare” ciò che era nel pensiero del compositore: tutto ciò può avvenire nel rispetto della partitura e nella osservazione accurata e dettagliata dello spartito.

ILARIA – Grazie per essere stato nostro ospite…

PIETRO – Grazie a voi per il tempo dedicatomi e Grazie anticipatamente a tutti i ragazzi che ancora, oggi, avranno la curiosità e la voglia di esplorare questo linguaggio unico e immergersi nel mondo affascinante della Musica.

Pietro La Greca

Biografia di Pietro La Greca:

Pianista e Organista siciliano, ha iniziato gli studi musicali all’età di undici anni conseguendo nel 2005, sotto la guida del M° Stefano Tesè, il Diploma di Pianoforte presso l’Istituto Musicale “V. Bellini” di Caltanissetta. Attualmente studia Organo con il M° Diego Cannizzaro e frequenta il Biennio Accademico di II livello presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali “V. Bellini” di Caltanissetta. Ha seguito Corsi di Alto Perfezionamento Pianistico, di Interpretazione e Analisi Musicale con i maestri Ennio Pastorino e An Li Pang (2004 – 2006), Bruno Canino (2007), Giovanni Mazzarino (2011 – 2012 Pianoforte Jazz) e, presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali “A. Toscanini” di Ribera, con la Prof.ssa Lya De Barberiis, al termine del quale è stato scelto per il “Gran Concerto Finale” ricevendo la Borsa di Studio “A. Casella” come migliore allievo effettivo. Ha frequentato inoltre, presso la prestigiosa “Villa Sora” dell’Istituto Musicale Collegium Artis di Frascati (Roma) i Corsi di Alto Perfezionamento Pianistico del M° Lya De Barberiis grazie ai quali nell’estate 2010 si è esibito in concerto come migliore allievo effettivo presso le suggestive Scuderie Aldobrandine (edificio seicentesco comunemente noto come “Frascatino”, sede del Museo Tuscolano che raccoglie reperti dell’antica Tusculum).

Ha partecipato al Corso di Formazione “Itinerari Lisztiani” tenuto nell’anno accademico 2011-2012 dal M° Michele Campanella in collaborazione con l’Associazione musicale “Maggio della Musica” e dell’Università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli.

Ha tenuto concerti, sia da solista sia in svariate formazioni cameristiche, in numerose manifestazioni per diversi enti e per varie associazioni musicali e culturali (Amici della Musica, Junior Chamber International, Ente Parco Valle dei Templi di Agrigento, Kiwanis International, Dante Alighieri, Fryderyk Chopin, MontedoroArte, MusicArte, Harmonia, Fidapa, C.T.S., ecc…), ottenendo sempre ampi consensi da parte del pubblico e della critica.

È stato scelto dal M° F. Puglisi (compositore e pianista siciliano) ad interpretare vari brani di musica contemporanea tra cui “Little Blues” (prima esecuzione assoluta, registrata all’A.M.I.C., il 21 Giugno 2007 per la Festa Europea della Musica).

Ha frequentato nell’anno accademico 2007/08 – 2008/09 presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali “V. Bellini” di Caltanissetta il Biennio Abilitante per la Formazione dei Docenti di Pianoforte ottenendo il Diploma Accademico di II Livello.

Nell’anno accademico 2010/2011 ha conseguito, sempre presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali di Caltanissetta, il Diploma Accademico di II livello in Discipline Musicali (indirizzo Interpretativo – Compositivo).

Ha iniziato, presso il Conservatorio di Musica “V. Bellini” di Palermo, gli studi di composizione con i maestri E. Ballio e G. Spinnato e ha partecipato, presso l’Istituto Musicale “A. Peri” di Reggio Emilia, a diversi Corsi di Aggiornamento sulla Didattica Strumentale tenuti da Annibale Rebaudengo, Ciro Fiorentino, Anna Maria Freschi.

Dal 2006 è un insegnante qualificato e abilitato dei “Corsi di Musica Yamaha Foundation”, i quali adottano particolari ed efficaci metodi d’insegnamento per bambini sin dall’età prescolare e ha realizzato vari progetti di propedeutica musicale (Sette Note a Scuola, Yamaha – Musica a Scuola, ecc…) presso svariate scuole primarie della provincia di Agrigento.

Ha conseguito nell’anno scolastico 2001/2002 la maturità classica presso il Liceo “U. Foscolo” di Canicattì.

È titolare della cattedra di Pianoforte presso l’Istituto Comprensivo “M. Rapisardi” di Canicattì.

Piero La Greca:

https://www.linkedin.com/in/pietro-la-greca-7222bb60/

La musica è vi..ta: tutto pronto per il concerto dei Volover’s

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La musica è vi..ta: tutto pronto per il concerto dei Volover’s

“La musica è vi..ta”: al teatro Vito Zappalà in programma il concerto dei Volover’s. Daniele Gennaro, Pietro Lo Piccolo e Salvo Tarantino i componenti del gruppo che si esibirà il 21 agosto alle ore 21 nel teatro di via Galatea a Mondello.

“Il gruppo nasce tre anni fa – spiega Gennaro – per la forte ammirazione verso la musica italiana portata nel mondo ma soprattutto come la interpretano i ragazzi del gruppo  “Il Volo”. Ci siamo esibiti al Teatro San Filippo Neri ( sold out), già nel 2019 al Teatro Vito Zappalà, siamo stati ospiti a Terrasini nella manifestazione miss e mister città di Palermo nel 2018, ad Altavilla in piazza,  alla Tonnara a Oliveri in  provincia di Messina. Quest’anno però – conclude – sarà più particolare degli altri perché ricorderemo la scomparsa di uno dei tre Volover’s”. Con la partecipazione di Giorgia Brandi, figlia del compianto componente della band.

La musica è vi..ta: tutto pronto per il concerto dei Volover’s

“Comunità di scrittori italo-americani: Essere uno straordinario leader” ǀ Intervista a Tiziano Thomas Dossena ǀ di Maria Teresa De Donato

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Una delle esperienze più emozionanti che ho avuto finora negli Stati Uniti è stata l’entrare a far parte della comunità degli scrittori italo-americani.

Oggi sono molto felice e onorata di ospitare Tiziano Thomas Dossena, che, essendo stato molto attivo da quando si è trasferito negli States, è diventato una delle colonne della nostra Comunità Italo-Americana.

Tiziano ha una biografia davvero impressionante in quanto si è tenuto piuttosto impegnato nel corso degli anni. Tuttavia, invece di elencare tutti i suoi successi – letterari e non – preferirei lasciare a lui la parola.

MTDD: Ciao Tiziano e benvenuto nel mio Salotto Virtuale e Culturale. È un piacere incontrarti oggi.

TD: Sono onorato di incontrarti oggi e di essere intervistato da te.

 

MTDD: Tiziano, perché non inizi presentandoti ai nostri lettori e spiegando come e perché ti sei trasferito negli Stati Uniti?

TD: Sono arrivato negli Stati Uniti nel 1968 con i miei genitori. Mio padre era un artista famoso e ha voluto tentare il successo anche in America. Ha fatto bene, ma l’Italia lo ha ‘chiamato’ ed è tornato in patria nel 1976. Ho scritto un primo libro sulla sua opera (Il mondo come impressione, I paesaggi di Emilio Giuseppe Dossena) quest’anno e verrà pubblicata una biografia completa entro la fine dell’anno… Nel 1977, avevo completato 2 Bachelor e un Associate e volevo andare alla facoltà di Medicina, quindi sono partito per l’Italia. È stata una bella esperienza, ma non ho mai completato i miei studi in Medicina. Mi ero sposato nel 1979 con la mia fidanzata dell’università e avevo un’agenzia di import/export da gestire. Era tutto troppo intenso e il viaggio costava, dato che dovevo partecipare a vari convegni medici e dentistici in tutto il mondo. Così, quando mio padre morì nel 1987, poiché mia suocera viveva a New York, tornai con mia moglie e il mio primo figlio William negli Stati Uniti. Era la mia seconda emigrazione dall’Italia…

MTDD: Hai diversi titoli in diversi campi. Sei sempre stato coinvolto nel settore dell’editoria o in precedenza hai ricoperto altre posizioni in campi più tecnici per guadagnarti da vivere?

TD: Beh, ho una laurea in italiano, una in studi liberali e una in scienze ambientali. Può sembrare confuso, ma c’è una logica. Gli Studi Italiani e Umanistici mi hanno dato le basi per la mia attività editoriale, mentre la Laurea in Scienze Ambientali, arricchita da un Diploma Universitario in Matematica, uno in Tecnologie Ambientali e due attestati in Tecnologie Edilizie mi hanno dato gli strumenti per svolgere bene il ruolo di Ingegnere edile per oltre 30 anni… Ho lavorato in un centro di ricerca per la NYNEX Company, poi diventata Verizon, per oltre 16 anni, poi 11 anni con la UBS Bank presso il più grande open trading center del mondo, e infine gli ultimi due anni al Madison Square Garden. Avere la sicurezza finanziaria di quel lavoro mi ha dato l’opportunità di dirigere L’Idea Magazine negli ultimi 31 anni senza vincoli o pressioni legate all’aspetto economico. Questo mi ha anche permesso di diventare un editore senza grandi preoccupazioni per il reddito e di concentrarmi invece sulla preziosità e sulla validità dei libri che ho scritto, curato e pubblicato.

 

MTDD: La tua vita è strettamente legata all’Arte in generale e specialmente alla scrittura, alla musica e alla scultura. Nel corso degli anni hai ricevuto numerosi premi, nomination e riconoscimenti.

Parlacene.

TD: Tutto è iniziato con un terzo premio per la scultura alla “Biennale di Boniprati” nel 1978. Confesso, però, che da quegli anni non ho più prodotto statue… Altri premi e nomination sono stati vinti negli anni successivi, per la poesia, il giornalismo e la narrativa. Tra quelli degni di nota, il primo premio di saggistica al concorso “De Finibus Terrae”; il secondo premio per la poesia a “Voci Nostre”; il primo premio per la fiction “Coppa del Mare” al “Premio Città di Modica”; il secondo premio per la poesia a “Noi e gli altri”; la Medaglia d’Oro al Giornalismo al “Premio Emigrazione”; il secondo premio con medaglia d’argento al “Premio Europa” per la fiction. In tempi più recenti, nel 2012, ho ricevuto il Premio Globo Tricolore per l’eccezionale lavoro nel settore dell’editoria e il mio lavoro giornalistico; questo premio è considerato l’Oscar italiano dell’editoria. Ho anche vinto il Sons of Italy Literary Award nel 2019 per il mio lavoro letterario di una vita, e di recente sono stato inserito dal Marquis Who’s Who nel Premio Albert Nelson Marquis alla carriera. Mi sento molto fortunato a essere riconosciuto in tanti modi, ma confesso che il giorno più emozionante per me è stato quando, nel 2012, mi è stato chiesto di leggere poesie sulla commemorazione dell’11 settembre nella mia città, New York.

 

MTDD: Il 1990 è stato un anno molto importante per te. Sei diventato direttore editoriale e anche editore de L’Idea Magazine (Brooklyn, New York) e fondatore e caporedattore delle riviste OperaMyLove e OperaAmorMio.

Cosa ti ha spinto a iniziare queste attività?

TD: Il mio interesse per le arti in generale risale alla mia esperienza con il lavoro di mio padre e gli amici della nostra famiglia: scrittori, artisti, cantanti lirici, drammaturghi e altri. Quando tornai negli Stati Uniti nel 1987, Leonardo Campanile, che era il caporedattore de L’Idea mi contattò perché sapeva che avevo esperienza di scrittura (avevo pubblicato molte poesie, racconti e articoli tecnici su varie riviste e anche tradotto un paio di libri scientifici per arrotondare le mie entrate). Voleva solo un piccolo aiuto con la rivista. Ho iniziato a scrivere articoli in prima pagina per lui e in breve tempo mi è stato chiesto di diventare Direttore Editoriale, titolo che conservo ancora. Questa posizione mi dà il privilegio di decidere sul contenuto della rivista.

L’opera mi ha sempre affascinato. Ho fondato le due riviste d’opera inizialmente come blog, ma sono cresciute così velocemente e sono diventate riviste online a tutti gli effetti. Le riviste d’opera sono state poi assorbite nel Gruppo Idea Graphics, che io e Leonardo Campanile abbiamo formato qualche anno fa. Il Gruppo comprende anche due Marchi (Idea Press e Idea Publications) e ovviamente L’Idea Magazine. Inoltre, un altro Marchio per gli spartiti musicali sta per nascere.

MTDD: La tua eredità italiana ha avuto un impatto sul tuo lavoro letterario e coinvolgimento sociale, e se sì, come e in che misura?

TD: Credo che il mio essere italiano abbia influenzato le mie scelte letterarie per tutta la mia vita. Faccio parte dell’Organizzazione Sons of Italy, in cui oltre alle attività culturali legate all’Italia forniamo borse di studio per studenti di lingua italiana. Ho finanziato, curato e pubblicato antologie di scrittori italoamericani. Nella nostra casa editrice produciamo spartiti musicali di compositori italiani, e la nostra enfasi è sempre sugli italoamericani e gli italiani, sia come scrittori che come soggetti. Quindi, posso tranquillamente affermare che il mio patrimonio italiano è al centro di tutte le mie attività letterarie come autore, redattore ed editore.

Scrivo anche esclusivamente sull’Italia, gli italiani e gli italoamericani. Ad esempio, sono l’autore di un libro di racconti in italiano (Caro Fantozzi, Scriptum Press, 2009), un libro di poesie bilingue (italiano e inglese) (Sunny Days and Sleepless Nights, Idea Press, 2016), il libro bilingue libro sull’arte citato in precedenza, quattro libri bilingue sui libretti delle opere del compositore italiano Niccolò van Westerhout, (Doña Flor, Fortunio, Colomba e Cimbelino), un libro bilingue di saggi su Niccolò van Westerhout (Doña Flor, un’opera di Niccolò van Westerhout, Idea Publications, 2010) e tre antologie ((A feast of Narrative, un’antologia di racconti di scrittori italiani americani, Vol.1, Vol. 2, Vol. 3; Idea Press 2020). Tra pochi giorni sarà disponibile il mio libro in italiano su Federico Tosti, prolifico poeta in romanesco, ed entro fine anno saranno pubblicati anche altri due miei libri (la biografia di mio padre in italiano e la sua versione in inglese).

Ci sono anche i libri che curo, tutti di italiani o italo-americani. Un altro elemento che vorrei aggiungere è il fatto che i miei libri bilingue possono trovare un ottimo utilizzo nelle aule degli studenti di italiano, soprattutto nel settore poesia.

MTDD: La comunità italo-americana negli USA ha sempre avuto un ruolo fondamentale nell’evoluzione della storia di questo Paese.

Qual è la tua opinione personale sulla questione, visto tutto quello che è successo negli ultimi due anni?

TD: È molto triste che la cultura dell’annullamento non abbia una “cultura” in sé. Basta che qualcuno faccia un’accusa, anche infondata come nel caso di Cristoforo Colombo, e la gente vuole che un personaggio storico venga cancellato dai luoghi pubblici, dai libri di storia e dalla nostra memoria. Seguendo questo ragionamento, non avremo nessun personaggio storico a cui guardare. In un tribunale, devi essere provato colpevole prima di essere condannato, ma con Columbo non ha funzionato così. Fu usato come capro espiatorio per tutte le orribili azioni che i conquistadores e i successivi europei hanno commesso contro gli indigeni e giudicato colpevole senza processo. La gente voleva solo il sangue e alcune delle sue statue sono andate giù. È stato un linciaggio del personaggio. Alcuni italo-americani hanno affermato che ci sono modelli migliori per la nostra comunità e che dovremmo lasciar perdere, ma mancano un punto. È stato per lungo tempo un simbolo di coraggio e senso di avventura per la comunità italo-americana e rimuoverlo senza un giusto processo è ingiusto. Non puoi riscrivere la storia. Non abbiamo intenzione di “cancellare” Martin Luther King e John F. Kennedy perché erano donnaioli, vero? Stiamo giudicando i personaggi storici in base ai loro successi o altro?

Oltre alla cultura dell’annullamento su Colombo, credo che la nostra comunità dovrebbe porre maggiore enfasi sul tentativo di correggere gli errori della storia, come ad esempio sostituire Graham Bell con Meucci come inventore del telefono.

Abbiamo un gran numero di italo-americani, anche attualmente, che sono stati le radici e la forza della nostra società americana e hanno avuto successo in tanti campi. Parliamone, vantiamoci un po’. Ce lo meritiamo.

 

MTDD: Oltre al tuo impegno nell’opera letteraria, sei stato molto attivo socialmente su diversi fronti, collaborando o almeno facendo parte di una varietà di organizzazioni.

Puoi dirci di più sul tuo coinvolgimento in questo tipo di attività?

TD: Negli anni 1998-2004 sono stato membro e Segretario del locale Com.It.Es. (Comitato degli Italiani all’Estero), organo rappresentativo della comunità italiana, eletto direttamente dai connazionali residenti a New York e nel Connecticut. Sono stato membro dei Lions, della IAWA, dei Sons of Italy, della New York Academy of Science, di alcune accademie italiane, del Circolo Culturale di Mola e delle organizzazioni legate al mio lavoro quotidiano, come ASHRAE e RSES. Ho organizzato raccolte di dispense alimentari, eventi di beneficenza, presentazioni culturali e molte altre attività. Sinceramente, però, ora, dopo il pensionamento dal mio lavoro di ingegnere, mi sono concentrato sulla mia attività letteraria ed editoriale, portando finalmente a termine progetti che mi stanno a cuore e che in precedenza non potevano essere finalizzati a causa dell’eccessivo tempo che necessitavano.

 

MTDD: Tiziano, è stato un vero piacere incontrarti oggi. Grazie per aver preso parte a questa intervista.

C’è qualche altra informazione su di te e sulle tue attività che vorresti condividere con i nostri lettori, a cominciare dal dire loro come possono contattarti o acquistare le tue pubblicazioni?

TD: Grazie per avermi ospitato. Colgo l’occasione per ricordare ai nostri scrittori italiani e italo-americani che sono disponibile per una consulenza sull’eventuale pubblicazione dei loro manoscritti e che le persone possono contattarmi a editoreusa@gmail.com.

Se uno scrittore, invece, vuole contribuire alle nostre riviste L’Idea o OperaMyLove, può contattarmi a lideaeditor@gmail.com

Inoltre, tutti i miei libri sono disponibili su Amazon oppure possono essere acquistati direttamente dall’editore (ideapress-usa.com). Le copie firmate possono essere acquistate da me, naturalmente, utilizzando uno degli indirizzi email sopra.

Faccio i miei migliori auguri di successo e serenità nella vita a tutti i tuoi lettori.

 

Liberalismo, Neoliberismo e privacy | di Roberta Bramante

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La trasformazione dell’Homo politicus in Homo oeconomicus  nelle società neoliberiste sostituisce e ribalta completamente i termini sociali. Come diceva Marx, non è la sovrastruttura a determinare la struttura, non sono la politica o le ideologie a influenzare il sistema economico di una società bensì è l’economia stessa che sottomette e piega qualsiasi prospettiva politica ai suoi interessi, distruggendo di fatto ogni espressione democratica, ogni visione comunitaria, soprattutto ogni diritto alla libertà autentica. Sono le leggi economiche che attraverso bombardamenti mediatici e pubblicitari, piegano il nostro essere, le mode, i gusti e infine, volenti o nolenti, le nostre scelte, le nostre vite private. È il Mercato con le sue leggi che impone la morale, ci dice cosa è giusto e cosa è sbagliato, entra e controlla di fatto la nostra dimensione più intima e non c’è legge atta a tutelare la privacy che tenga. Il focus principale dello Stato neoliberista non è solo quello di smantellare i principi originari del Liberalismo fondati sulla libertà di ogni soggetto, ma è soprattutto quello di annientare lo Stato Sociale, qualsiasi forma di Welfare di keynesiana memoria per rendere la massa ancora più fragile e quindi controllabile. Gli stessi valori politici della destra vengono clamorosamente meno quando, in virtù dei profitti economici, non si tutela più il sacrosanto diritto all’autodeterminazione. In questa dimensione altamente invasiva e invadente, le donne sono i soggetti maggiormente colpiti. È sulle donne infatti che ricade il peso di questa politica manipolativa. Le vengono cuciti addosso ruoli, propensioni, attitudini e capacità anacronistici, intrisi di stereotipi fuorvianti e poi le si carica il peso dell’assenza dei diritti sociali negati, attribuendo loro il carico maggiore di responsabilità soprattutto familiari. La donna si sostituisce alle mancanze dello Stato, sempre meno propenso a garantire sostegno, assistenza, quindi equità, giustizia e di conseguenza la possibilità di essere ciò che si vuole. Il Neoliberismo, allontanandosi dal pensiero del suo padre spirituale John Locke, contempla la libertà non più come un valore di tutti gli individui ma solo di una esigua minoranza che lo utilizza a proprio vantaggio e per sopraffarre chi è economicamente più debole. La logica del profitto ha soppiantato qualsiasi forma di individualità sana e autentica all’interno di un sistema sempre più amorfo, anonimo. Se l’economia sceglie la leadership, impone una modalità d’essere riconosciuta come unica e giusta, dall’altro l’avidità dilagante rischia di portare la nostra esistenza alla deriva, basti guardare il disastro ambientale e climatico, i conflitti in atto per accaparrarsi le risorse naturali quali il petrolio e minerali preziosi, i conseguenti flussi migratori incontrollati e incontrollabili. Di fronte a tutto ciò l’unica prospettiva possibile è riappropriarsi della propria essenza autentica che non è solo un coacervo di dati vuoti da proteggere: età e luogo di nascita, nazionalità, credo religioso, etnia, ecc. Ogni essere umano ha un valore ben più vasto e profondo. Soprattutto, se risvegliato dal suo torpore, può essere foriero di un cambiamento, capace di trasformare i propri istinti distruttivi, quali l’avidità, animalità e l’istinto di sopraffazione del più forte sul più debole in attitudini più elevate e mature. La storia ci insegna che le rivoluzioni violente o guidate da una esigua minoranza hanno portato solo cambiamenti effimeri, non definitivi. La vera trasformazione sociale in contrasto con quella attuale inizia nel cuore di ogni essere umano capace di usare la propria esistenza non per scopi meramente egoistici. La vera trasformazione inizia quando ogni persona mette a disposizione della comunità le proprie risorse e potenzialità, perché un bene autoreferenziale è un bene destinato solo a ripiegarsi su se stesso, è illusorio, lesivo, mortifero. È fondamentale credere di poter cambiare il grande solo se si parte dal piccolo, il macrocosmo è un riflesso del microcosmo. Il lavoro di trasformazione riguarda ognuno di noi, parte dal percepire il nostro valore, la nostra forza e si consolida nell’alimentare la speranza che un’alternativa esiste e che sia possibile realizzare un futuro migliore. Buon lavoro!

Roberta Bramante

Bisogna saper perdere…con il sorriso | di Maria Rosa Bernasconi

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Wimbledon & Wembley, Matteo Berrettini e la squadra di calcio inglese

Luca Laruccia presenta il singolo “Amore discount”. Esiste ancora l’amore autentico?

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Luca Laruccia

Bentrovati nella nostra rubrica “Voci del cuore” dove si parla di artisti e personaggi che sanno comunicare attraverso la loro arte al cuore della gente.

Oggi voglio che vi soffermiate per un attimo sulla profondità che questa canzone esprime. “Amore discount” di Radiosuoff, nome d’arte di Luca Laruccia.

Luca Laruccia è un cantautore che sa bene quello che vuole trasmettere con le sue canzoni. All’apparenza sembra una persona tutta d’un pezzo che non lascia spazio ai dispiaceri della vita ma nel suo singolo “Amore discount” emerge tutta la sua capacità espressiva di fondere insieme verità tanto reali quanto difficili da descrivere, con parole semplici.

Ci troviamo di fronte ad una realtà in cui molte coppie stanno insieme per “pagare il mutuo” e non per amore, spesso i giovani si lasciano con un messaggio su whatsapp dopo anni o mesi che sono stati insieme, insomma l’amore è talmente rarefatto che sembra vivere solo nelle favole.

“Nei miei sogni io e te in un discount a comprare le cioccolate” canta una strofa della canzone…

Quante volte vi siete soffermati a pensare che anche il gesto più semplice in compagnia della persona giusta è fonte di una grande gioia? Non servono necessariamente macchine, gioielli, vacanze o “cose” se una coppia vive un amore autentico… Anche andare a fare la spesa insieme rappresenta un momento felice!

Se è rimasto un sentimento vero, puro, la perdita di quella persona che ci ha lasciato, diventa insostenibile al punto che si desidera che il dolore fisico di un dente possa distrarci dalla sofferenza emotiva che proviamo… Il singolo, “Amore discount” vive di frasi e di una melodia in cui tutti possono ritrovarsi.

“Ho deciso di scrivere canzoni che abbiano un testo che mi rappresenti sempre, in grado di trasmettere la mia essenza. Un messaggio che arrivi dritto al cuore di chi ascolta, perché quando canto mi vesto di emozioni che come un vestito devono calzarmi a pennello” afferma il cantante Luca Laruccia.

Di qui, traspare tutta la sua determinazione nel voler comunicare le sue “leggi universali” sull’amore con la sua semplicità.

Il videoclip realizzato sottoforma di cartone animato, oltre ad essere fresco e adatto alla visione di un pubblico di bambini, induce a riflettere proprio sul concetto di “amore liquido” per dirlo alla Z. Bauman!

Chi è nella vita Luca Laruccia?

Un cantautore certo, ma in primis è figlio e padre di un bambino di 7anni. Musicista a tempo pieno? No, gestisce un centro diurno per ragazzi diversamente abili a Giovinazzo. Tra i suoi pregi più grandi, c’è la sua capacità di essere una persona molto spontanea, affabile e decisa…Ah per chi non lo avesse notato, ha un sorriso che visto dal vivo incanta, ma noi questo non glielo diciamo o potrebbe arrossire, perché potremmo metterlo in imbarazzo! 😉

Ecco chi “si nasconde” dietro al nome di “Radiosuoff” con “Amore discount”, un uomo che si interroga se il mondo in cui viviamo non si sia trasformato in un grande supermercato in cui anche i sentimenti si comprano proprio come in un discount! E voi lettori, vi siete mai ritrovati a vivere un “amore discount”?

 

 

 

 

 

Dee Dee Bridgewater a Palermo al Sicilia Jazz Festival presso il Complesso Monumentale di Santa Maria dello Spasimo il 17 luglio 2021

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Dee Dee Bridgewater Photo by Joe Martinez

Dee Dee Bridgewater in esclusiva nazionale con l’OJS si esibisce con una preview per il Sicilia Jazz Festival.

Promosso dalla Regione Siciliana – Assessorato al Turismo Sport e Spettacolo

il Festival segna, dopo 35 anni, la ripresa di un evento con tante eccellenze artistiche a partire dall’Orchestra Jazz Siciliana impegnata in cinque produzioni esclusive e le orchestre giovanili di tutti i Conservatori siciliani. La prima vera grande festa della musica in Sicilia.

Dee Dee Bridgewater Photo by Joe Martinez

Palermo 14 luglio 2021. Il Sicilia Jazz Festival apre i battenti con una preview, sold out dopo poche ore, per la sua prima edizione. Sarà una delle più grandi jazz vocalist ad aprire il Festival, Dee Dee Brigwater in concerto in esclusiva nazionale con l’Orchestra Jazz Siciliana. Una esibizione pensata e voluta dalla Regione Siciliana – Assessorato al Turismo Sport e Spettacolo, promotrice del Festival, la cui organizzazione è stata affidata alla Fondazione The Brass Group, istituita per legge, 1° febbraio 2006, n. 5.

In scena la diva del jazz internazionale il 17 luglio con doppio turno, ore 19.30 e 21.30, presso il Complesso Monumentale di Santa Maria dello Spasimo. Tra i big del Sicilia Jazz Festival scorrono grandi nomi come quello di Stefano Bollani, appena vincitore ai Nastri d’Argento 2021 come compositore della  migliore colonna sonora per il film “Carosello Carosone” ed ancora la leggenda della batteria Billy Cobham, il grande bassista e compositore camerunese Richard Bona, le produzioni inedite che vedono protoganista l’Orchestra Jazz Siciliana insieme ad alcuni esponenti di spicco della musica italiana come Alex Britti, Samuel Romano, Roy Paci ed un tributo a Franco Battiato. Tra gli appuntamenti anche il concerto dedicato a Lelio Giannetto, che vedrà la partecipazione dell’Instant Composer Pool e della Sicilian Improvisers Orchestra.

Il Festival si svolgerà in un’area del Centro Storico di Palermo, dal 13 al 19 settembre, per una intera settimana, in cui si susseguiranno concerti tra big, musicisti residenti, Maestri e giovani talenti di tutti gli Istituti Musicali di Stato della nostra Isola. Dal Conservatorio Scarlatti di Palermo all’Istituto Bellini di Catania, dal Corelli di Messina allo Scontrino di Trapani, fino all’Istituto Toscanini di Ribera. Il Sicilia Jazz Festival nasce dalla volontà del Governo Musumeci di incrementare la capacità di richiamo e promozione del Brand e della destinazione Sicilia presso i mercati turistici internazionali, al pari delle più importanti destinazioni mondiali. L’iniziativa è frutto della collaborazione tra l’Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, il Comune di Palermo, la Fondazione The Brass Group e i Conservatori di Musica del territorio regionale, e si pone come ulteriore obiettivo il coinvolgimento e la sinergia strutturale tra le istituzioni didattiche regionali, i musicisti del territorio e le maestranze locali. Un avvenimento unico che finalmente si realizza quale evento culturale e volano economico-turistico. La Regione Siciliana e l’Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo hanno voluto fortemente la realizzazione del Sicilia Jazz Festival, affidandone l’organizzazione artistica e la produzione alla Fondazione The Brass Group che, oramai da poco meno di cinquant’anni, promuove la musica jazz in Sicilia con grandi manifestazioni come il concerto di Miles Davis, nel 1986, ed ancora quello di Frank Sinatra sempre allo Stadio della Favorita, nel 1987. Il Sicilia Jazz Festival vuole essere un altro grande evento della nostra Isola, con cadenza annuale, a distanza di 35 anni da quei concerti. D’altronde la nostra è la terra che più di altre ha contribuito alla nascita del jazz. Infatti, a fine Ottocento dalla Sicilia partì Nick La Rocca, pioniere del jazz classico e capo della “Original Dixieland Jass Band” che incise il primo disco della storia del jazz. Una manifestazione contemporanea, quella del Festival siciliano, fortemente ancorata al territorio e pensata per una collettività che ha voglia di conoscere tutto ciò che sta intorno a sé e tutto ciò che sta al di fuori di un semplice concerto. Così il coinvolgimento di importanti siti storici quale attrattiva turistica della città di Palermo, come il Teatro di Verdura, il Complesso Monumentale di S. Anna, il Complesso Monumentale di Santa Maria dello Spasimo ed il Real Teatro Santa Cecilia e non basta. Verranno, infatti, coinvolte Marching Brass Street Band che gireranno lunghe le vie del centro storico per far respirare aria di musica e note in jazz come segno tangibile di vita e di movimento, proprio subito dopo il periodo del lockdown, un periodo di dura prova per tutti gli artisti ed il mondo dello spettacolo. All’interno del Festival, sarà organizzato anche un Jazz Village con le scenografie tipiche come le luminarie dislocate nell’area del Village, ricca di attrattive storiche e monumentali della nostra terra e “pezzi di storia” unici a livello internazionale. Il Jazz Village si realizzerà infatti a Piazza Sant’Anna, Piazza Croce dei Vespri e Piazza Teatro Santa Cecilia, i siti:  Complesso Monumentale di Santa Maria dello Spasimo (XVI Secolo), Real Teatro Santa Cecilia (XVII Secolo) e Complesso Monumentale di S. Anna (XV Secolo).

Il Sicilia Jazz Festival vede anche la partecipazione di artisti residenti nel territorio siciliano, a partire da Gianni Cavallaro, padre storico del jazz siciliano, Gianni Gebbia che si esibirà in trio e che ha avuto successi riconosciuti in diversi città internazionali come New York e Tokyo, Mimmo Cafiero, Vincenzo Palermo, Anna Bonomolo, la voce nera siciliana con la sua etno-jazz, il blues man Umberto Porcaro che ha vinto l’Italian Blues Award nel 2019, tra gli altri da Boston con furore la graffiante sassofonista e straordinaria interprete siciliana Carla Restivo, ed ancora Jumpin Up, Le Cordepazze e tanti, tanti altri. Un cartellone, quello del Sicilia Jazz Festival, che si preannuncia ricco e variegato con attività concertistiche continue e da vivere, perché la musica è sinonimo di vita, crescita sociale, culturale e aggregazione per possibili sviluppi turistici ed economici.

 

Note su Dee Dee Brigdewater

Nel corso di una carriera multiforme che dura da quattro decenni, Dee Dee Bridgewater  ritorna in Sicilia dopo 17 anni (la prima volta risale al 1988). La grande artista di Memphis vincitrice di Grammy e Tony Award  è salita ai vertici del panorama jazzistico internazionale aggiungendo il suo tocco unico agli standard jazz e alle canzoni che interpreta. Recentemente ha ottenuto il Grammy come Best Vocal album con il disco Eleonora Fagan (1915-1959): To  Billie With Love. Dee Dee Bridgewater prende la musica con il latte materno. Sua madre è infatti una grande ammiratrice di cantanti quali Ella Fitzgerald e Sarah Vaughan. Suo padre è un insegnante di musica che annovera tra i suoi alunni Booker Little, Charles Lloyd e George Coleman. Suona egli stesso la tromba durante i mesi estivi nella band di Dinah Washington. La prima occasione per mostrare il proprio talento a livello internazionale è nel 1969, quando Dee Dee si trova in tournée con la “University of Illinois Big Band” in quella che allora era l’ Unione Sovietica. L’anno seguente si trasferisce a New York, dove l’allora marito, Cecil Bridgewater, ha ottenuto un ingaggio presso il leggendario pianista Horace Silver. Mentre Cecil lavora per Silver, Dee Dee diviene la cantante leader della “Thad Jones – Mel Lewis Band”, un ingaggio che le darà la possibilità di trovarsi in contatto con grandi nomi del jazz come Sonny Rollins, Dizzy Gillespie, Dexter Gordon, Max Roach e così via. Dee Dee ha un grande talento non soltanto come cantante jazz, ma anche come attrice. Viene applaudita in molti musical, prima a Broadway, poi a Tokyo, Londra, Los Angeles e Parigi arrivando a vincere un Tony Award per il suo ruolo di “Glinda” in The Wiz nel 1975. Negli stralci di tempo in cui non recita Dee Dee è sempre in tournée, soprattutto in Europa dove riscuote un grande successo. Nel 1992 le viene conferito il “Django d’Or” per la sua attività con il trio francese con Thierry Eliez (pianoforte), Hein Van De Geyn (contrabbasso) e André Ceccarelli (batteria). La più rischiosa impresa della Bridgewater è rappresentata dal suo terzo album: “Dear Ella”. Con questo lavoro Dee Dee esprime il proprio tributo alla ‘First Lady del Jazz’, interpretando 12 brani, divenuti immortali attraverso la voce di Ella Fitzgerald. In qualità di ambasciatore di buona volontà presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), Bridgewater continua a fare appello alla solidarietà internazionale per finanziare progetti di base nella lotta alla fame nel mondo.
Ultimamente è stata in tournée in tutto il mondo in supporto di “Memphis”, nell’aprile del 2017 ha ricevuto un NEA Jazz Masters Fellows Award con lode conferito al Kennedy Center di Washington, D.C. Bridgewater è un ASCAP Champion Awardee, è stata nominata Doris Duke Artist nel 2018, e inserita nella Memphis Music Hall of Fame nel 2019.

Dott. Roberto Cavaliere: “Sapiosexual”, l’innamoramento della mente dell’altro | di Daniela Cavallini

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Daniela Cavallini

Amiche ed Amici carissimi, sempre più spesso si parla di Sapiosexual, un nuovo appellativo per definire un concetto antico tanto quanto la storia dell’umanità: innamorarsi della mente dell’altro.

Credo che al fine di una relazione stabile la cosiddetta “bella e oca”o il “tutto muscoli, tranne il cervello” non siano mai stati – né siano tutt’oggi  – considerati. L’intelligenza era e resta una caratteristica ad elevato potere attraente. Anche dal punto di vista sessuale. Ho infatti spesso trattato il tema della seduzione con un preciso riferimento al prezioso distinguo con la seduttività: per quest’ultima sono sufficienti l’avvenenza fisica (per quanto soggetta al gusto personale) e qualche tecnica acquisita, mentre nella persona seducente, colpisce maggiormente il suo essere affascinante, intelligente.

Ne parliamo con il Dott. Roberto Cavaliere – Psicologo e Psicoterapeuta – nuovamente nostro gradito ospite.

Dott. Roberto Cavaliere

Daniela Cavallini:

Bentornato Dott. Cavaliere! L’argomento di oggi – il sapiosexual – pare una novità, tuttavia, prescindendo dal termine, forse non è proprio così…

Dott. Roberto Cavaliere:

Ritorno con vero piacere. Dice bene Daniela, il sapiosexual, ovvero l’innamoramento della mente dell’altro, risale alla storia dell’umanità. Tuttavia questo aspetto è oggi particolarmente esaltato dagli incontri che avvengono in ambiente  Social.

Daniela Cavallini:

Lo sospettavo…  vuole dirci qualcosa in più?

Dott. Roberto Cavaliere:

In genere l’espressione più utilizzata e, peraltro, la più esemplificativa, è “non ho mai riscontrato con nessuno una tale sintonia come con te”, affermazione che viene manifestata dopo i primi approcci in chat.

In realtà è una dichiarazione la cui sincerità prevale in ambito femminile più che maschile. Infatti, il maschio è più orientato all’aspetto sessuale e non di rado si avvale della citata esternazione per raggiungere il suo scopo – il sesso –,  dichiarando l’innamoramento mentale verso la potenziale partner.

Daniela Cavallini:

Sorrido alla classica battuta “uomini che mascalzoni”. Però un motivo meno prosaico esiste.

Dott. Roberto Cavaliere:

Certo che esiste! L’uomo non può essere attratto esclusivamente dalla mente della donna – prescindendo dalla sua fisicità – perché, rispetto a lei, è maggiormente proiettato verso il piacere sessuale. Piacere che può raggiungere  solo se la partner  è fisicamente di suo gradimento.

Daniela Cavallini:

Mi sta dicendo che per la donna non è importante l’avvenenza dell’uomo?

Dott. Roberto Cavaliere:

Non esattamente. Le sto dicendo che non è altrettanto di rilevante importanza. Nella donna, scatta o meno la sessualità, in base anche ad  altri elementi attrattivi  che riscontra nell’uomo quali, ad esempio, l’intelligenza, il fascino, il potere, la personalità, ecc.

Daniela Cavallini:

Se interpreto correttamente le sue parole, il sapiosexual è una prerogativa femminile…

Dott. Roberto Cavaliere:

Più che di “prerogativa” femminile, ricondurrei il fenomeno al “prevalentemente” femminile. Riassumendo, ritengo di poter affermare che l’uomo  “Sapio” s’innamora della mente della donna, ma non può prescindere dall’entusiasmo che gli suscita il suo aspetto fisico, mentre la donna “Sapio”, innamorata della mente di “lui”, vive l’innamoramento stesso grazie al coinvolgimento di tutti i sensi, sino a considerare l’aspetto esteriore maschile di secondaria importanza.

Grazie al Dott. Roberto Cavaliere ed un abbraccio a tutti!

Daniela Cavallini

Il film: Ma davvero la nostra società non riesce a proteggere i più deboli malgrado i seriali e promettenti slogan politici?

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“Racconti da Stoccolma” (2006) di Anders Nilsson:

“Racconti da Stoccolma” (2006) di Anders Nilsson ci racconta l’indifferenza e il cinico distacco della nostra “Cultura” dai pericoli che corrono donne, bambini e i più fragili di noi……

“Racconti da Stoccolma” (2006) di Anders Nilsson:

Introduzione:

L’Arte e la Bellezza create dalla Donna e dall’Uomo, che hanno talento e passione, generano la Bellezza assoluta che qualche volta si avvicina, ma mai abbastanza, è ovvio, alla bellezza della Natura! Ma quello che creano certamente è Cultura: da condividere e partecipare, e della quale ci dobbiamo appropriare tutti noi esseri umani, tutti i popoli, tutte le comunità che amano la vita, l’amore e il prossimo. L’unica differenza tra l’“Uomo Primitivo delle Caverne” e l’“Homo Technologicus” del XXI Secolo sta proprio nell’essere Uomini e Donne plasmati dalla cultura e detentori di un sapere sempre più ampio, completo e condiviso. Fëdor Michajlovič Dostoevskij, in uno dei suoi Romanzi più belli, L’Idiota (1869), scrisse – possiamo spiegarlo in parole semplici così! – che quello che lo spingeva più di ogni altra cosa ad andare avanti, ad amare la vita, che gli dava forza ed energia, in verità, era la ricerca della bellezza! Gli studiosi di Dostoevskij hanno estrapolato la sola frase, divenuta storica nella letteratura mondiale, che è questa: “La bellezza salverà il mondo”! Ma in verità – e lo stesso Dostoevskij ce lo suggerisce leggendo con attenzione il suo Romanzo “L’Idiota” – è nella crescita culturale, e quindi nella Cultura, e quindi nella comprensione della Bellezza, che si materializza l’Àncora di salvezza per il mondo intero. Questo per dire che forse quello che dovremmo dire, suggerito da Dostoevskij, è che: “La cultura salverà il mondo”. È dalla Cultura che nell’Uomo e nella Donna si formano e si plasmano, come parte integrante ed inscindibile dell’essere umano, l’Etica, la Morale, il Senso Civico, la Solidarietà Umana, la Pìetas, l’Amore per il prossimo, la Fede per un Dio che ci guida e che ci segna la strada del bene verso il prossimo, la Civiltà di un Intero Popolo. Ed oggi di Cultura, gli abitanti di questo Pianeta, danno quotidiana dimostrazione di possederne veramente poca! Uomini che uccidono Donne e bambini senza alcun sentimento, senza alcuna pietà, senza alcuna moralità, senza etica e civiltà, non sono uomini, ma dèmoni e demòni che si sono mimetizzati tra gli esseri umani e che occorre scovarli uno ad uno e ucciderli-dalla-vita-civile-e-partecipata per rinchiuderli per sempre dove potranno far male solo a loro stessi! Se l’uomo colto e civilizzato non farà questo passo, questi dèmoni e demòni prenderanno in mano il mondo e lo faranno loro; e vinceranno; e uccideranno sempre i più deboli e i più indifesi: Donne e Bambini. È questa la verità che i nostri governanti, sopraffatti dalla paura e dalla mediocrità, non hanno capito e non capiranno mai perché sono secoli che i più deboli vengono massacrati da questi dèmoni e demòni senza che abbiano trovato alcun contrasto, alcun impedimento al loro agire, alcuna risposta certa alla loro violenza, al loro essere disumani e privi di qualsiasi emozione che possa caratterizzarli come esseri umani, perché di certo uomini non sono! E allora, secondo questa prospettiva e secondo quello che quotidianamente i mass media ci danno in pasto, solo “La cultura salverà il mondo”! Il Film che ho scelto di recensire, alla luce di quanto accaduto in questi giorni, in questi anni, rappresenta magnificamente e magistralmente questa dura e disumana realtà.

È un Film che DEVE essere visto perché possa far scatenare nello spettatore quella forza e quella determinazione che non gli appartengono per natura, ma che forse potrà recuperare quando si renderà conto che il male che viene fatto al prossimo, alle Donne sole e indifese, ai più fragili, ai Bambini abbandonati, schiavizzati e mercificati per commerci indicibili, è un male del quale siamo complici silenti e pusillanimi tutti quanti quando, pur vedendo, non facciamo nulla e volgiamo lo sguardo da un’altra parte!

“Racconti da Stoccolma” (2006) di Anders Nilsson:

Recensione del film i “Racconti da Stoccolma” (2006) di Anders Nilsson.

Uno dei film più belli che ho visto negli ultimi anni! Straordinariamente coinvolgente, che incide violentemente la sensibilità umana dello spettatore che rimane travolto da un pathos empatico implacabile che inesorabilmente lo schiaccia in un angosciante finale: tanto reale quanto crudo e brutale. Le tre storie sono contrassegnate dalla cinica negazione dell’identità e della libertà dei tre protagonisti: due donne e un omosessuale. Diritti negati da obsolete e arcaiche matrici culturali che hanno un impietoso e violento sopravvento sull’amore, sulla pìetas e sulla morale umana. Matrici culturali fortemente impregnate di ottusa religiosità, di prepotenza darwiniana, di becero estremismo, di un senso dell’onore anacronistico e primitivo, che in due storie mortifica e uccide la donna nella sua essenza di madre e nella sua pura e vitale natura di femmina. Il regista, Anders Nilsson, sceneggiatore insieme a Joakim Hansson, rappresenta magistralmente tre vittime che tentano con tutte le loro forze di reagire e di riscattarsi dai soprusi e dalle violenze subite. Ma il finale che la vita vera ci presenta nella quotidianità, non sempre è quello sperato. Film da vedere assolutamente, soprattutto alla luce dei fatti di cronaca di questi mesi e degli ultimi giorni, che hanno visto donne vittime di ominicchi, come direbbe Leonardo Sciascia, che si caratterizzano per una devastante-non-cultura, per assenza di morale e di etica, per privazione di umanità ed empatia, per mancanza di rispetto verso il prossimo, per assenza di fede nell’Uomo e in Dio; Donne vittime di dèmoni e demòni che albergano indisturbati tra noi esseri umani che amiamo la vita e l’amore, come i protagonisti dei tre episodi di un Film straordinario per verità e realismo.

Andrea Giostra

Trama da Coming Soon:

«Racconti da Stoccolma, film drammatico diretto da Anders Nilsson, racconta diverse storie legate al paese della penisola scandinava. Come quella di Leyla (Oldoz Javidi) e Nina (Bahar Pars), due sorelle nate in una famiglia di immigrati, che ora vivono in Svezia dopo un lungo viaggio dal Medio Oriente. Per loro le tradizioni sono molto importanti, ma soprattutto non amano affatto certe libertà ritenute tipicamente occidentali. Come per esempio i comportamenti leggeri che Nina intratterrebbe con alcuni ragazzi, per i quali viene costantemente messa in punizione. Sua sorella si trova per questo spesso a doverla difendere. Poi c’è Carina (Lia Boysen), importante figura del giornalismo, che ha apparentemente una vita serena e una carriera di successo. In realtà, la donna viene abusata e picchiata dal marito, che nutre una profonda invidia nei suoi confronti. Quando con il tempo questa terribile verità uscirà fuori, sarà molto dura per lei superare tutto quello che causerà. Un’altra storia riguarda poi Aram (Reuben Sallmander), titolare di un club notturno. L’uomo decide di recarsi in tribunale per testimoniare a favore di Peter (Per Graffman), uno dei buttafuori del locale che è stato ferocemente aggredito. Questo atto coraggioso gli porterà amare conseguenze: i due uomini cominciano a provare qualcosa l’uno per l’altro, scatenando l’ira e le minacce di molte persone intorno a loro…»

“Racconti da Stoccolma” (2006) di Anders Nilsson:

Scheda IMDb

https://www.imdb.com/title/tt0782700/

Trailer su YouTube

Andrea Giostra

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Andrea Giostra al mercato di Ballarò di Palermo

I vincitori di accordi @ DISACCORDI | Festival Internazionale del Cortometraggio 17. Edizione

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Giulio Mastromauro con il suo film breve “Inverno” si è aggiudicato i due principali premi, quello per il miglior cortometraggio e miglior regia, della sezione nazionale della diciassettesima edizione di accordi @ DISACCORDI – Festival Internazionale del Cortometraggio a Napoli. “In un modo dove c’è bisogno di verità, quindi di sentimento, di memoria, di passione è tutto ciò che ritroviamo in modo commovente, soprattutto la passione, in questo film breve, “Inverno”, con il fantastico sostegno di tutti gli interpreti, tutti portatori di “vero”, fino al più piccolo e meraviglioso di questi attori, Christian Petaroscia”. La giuria ha premiato il cortometraggio per il sapiente linguaggio cinematografico, per i contenuti  e per la raffinata direzione registica. Nel film viene raccontato il dolore di Timo, il più piccolo di una comunità di giostrai greca. Il dolore emerge nella incantevole interpretazione del piccolo Christian Petaroscia, che con lo sguardo e il silenzio silente e viscerale è in grado di catapultare lo spettatore nel suo “Inverno”, quello dell’anima. Al  film è andato anche  il premio in denaro di mille euro messo a disposizione da FCRC – Film Commission Regione Campania. La kermesse partenopea, diretta da Pietro Pizzimento e Fabio Gargano,  si è tenuta in forma ibrida: online nel mese di novembre dello scorso anno sulla piattaforma internazionale FESTHOME TV e la cerimonia di premiazione si è tenuta in presenza il 9 luglio 2021 presso la Corte dell’Arte di FOQUS a Napoli, e si è chiusa con un notevole successo di pubblico e notevole gradimento da parte degli addetti ai lavori. In giuria come presidente il montatore Giogiò Franchini accompagnato dai giurati, l’attrice Nastro d’Argento 2021, Teresa Saponangelo e il regista, Lamberto Lambertini.

Il primo premio della sezione campana di questa edizione è andato al cortometraggio “Scannasurice” di Giuseppe Bucci, una pièce tratta dall’omonima celebre opera teatrale, scritta da Enzo Moscato e interpretata da Imma Villa, “per la purezza dello sguardo nel raccontare l’esigenza di crescere e di trovare posto al mondo facendo il conto con il peso dei condizionamenti. La giuria ha inteso premiare la sincerità d’intenti dell’autrice e il suo intento creativo”. La produzione del film si è aggiudicata un crane cinematografico cortesemente offerto al vincitore da ASCI, scuola napoletana di cinema. Alla protagonista di “Scannasurice”, Imma Villa, è andato il premio come miglior attrice, “per la forza ed abnegazione con cui affronta i suoi personaggi, evocando la dimensione teatrale, come luogo da cui tutto parte e si forma”.

Migliore attore della 17.ma edizione di accordi @ DISACCORDI, per la giuria è stato Pier Giorgio Bellocchio per la intrigante interpretazione in “Il ritratto” di Francesco Della Ventura con la motivazione “Il realismo è il motore che lo accende,  le spigolosità e l’ imperscrutabilità dell’animo umano ,  riflessioni di un percorso,  che portano alla creazione di un personaggio  sempre credibile”. La direzione artistica del festival ha, altresì, ringraziato la “Fondazione Fare Cinema” presieduta  da Marco Bellocchio e diretta da Paola Pedrazzini, per la gentile collaborazione offerta a questa edizione.

Il premio per il miglior montaggio, istituito da AMC – Associazione Montatori Cinematografici e Televisivi per il festival accordi @ DISACCORDI, con la giuria composta dal presidente, Giogiò Franchini e da Osvaldo Bargero e Alessandro Giordani, è andato a Corrado Iuvara per il film “Gas station” di Olga Torrico, “il montaggio in parallelo tra il mondo onirico e la realtà del live, dà un supporto determinante e fantastico alla dinamica del pensiero della protagonista. L’autorialità del montaggio onirico porta al finale con leggerezza e a un tempo giusto di chiusura. Il montaggio come seconda scrittura del film”.

Per la sezione cortometraggi d’animazione ad aggiudicarsi il primo premio è stato il film breve “La grande onda” di Francesco Tortorella, “per la potenza evocativa del tratto grafico e per il coraggio di rappresentare in modo fiabesco tragici fatti storici che di fiabesco non hanno nulla”.

“La scuola nella foresta diretto da Emanuela Zuccalà è un piccolo gioiello che ha il merito di farci conoscere storie terribili in mondi magnifici da noi lontanissimi attraverso la lente di ingrandimento del Cinema usata in modo espressivo  come non mai” motivazione della giuria per il miglior documentario di questa edizione di accordi @ DISACCORDI.

Ad aggiudicarsi il primo premio della sezione internazionale è stato invece il film breve, “Anna” di Dekel Berenson, multipremiato nei principali festival internazionali, “per la capacità di raccontare, in 16 minuti di immagini mai banali, la speranza e la disperazione in una piccola città dell’Ucraina orientale devastata dalla guerra. Dall’incipit tra i quarti di carne penzolanti che Anna classifica e macella, alla fine in un night club di periferia dove Anna e altre donne, tra cui sua figlia sedicenne, sono esposte, classificate ed esaminate da uomini americani in cerca di mogli straniere, il film mette in scena i sogni e i bisogni infranti di due culture diverse e distanti. Il regista ha il talento di uno sguardo profondo e di una delicata ironia”.

Il premio del pubblico infine, votato tramite la piattaforma internazionale Festhome Tv, è stato aggiudicato ex aequo da “Il ritratto” di Francesco Della Ventura e da “Nisciuno” diretto dal regista campano Alessandro Riccardi.

La 17.ma edizione di accordi @ DISACCORDI – Festival Internazionale del Cortometraggio è  stata organizzata dall’Associazione Movies Event, con lo sponsor principale ASCI – Scuola di Cinema Napoletana,  con la partnership di Film Commission Regione Campania e AMC – Associazione Montaggio Cinematografico e Televisivo e in collaborazione con il Comune di Napoli – Assessorato alla Cultura e al Turismo, con  il Centro Sperimentale di Cinematografia, con il Centro Nazionale del Cortometraggio, e con il sostegno della Regione Campania.

Roberto Carlotto, mitico tastierista e autore dei Dik Dik, e Anna Maria Esposito, speaker radiofonica e attrice, omaggiano le “Novelle brevi di Sicilia” con “Innamorato”

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Corvette con Roby Carlotto e Anna Maria Esposito

“Innamorato” | Legge Anna Maria Esposito, lettrice, attrice e speaker radiofonica | Musiche originali di Roberto Carlotto alias Hunka Munka già componente dei mitici Dik Dik | Racconto tratto dalla IV edizione delle “Novelle Brevi Di Sicilia”

Per ascoltare da YouTube:

Per ascoltare da Facebook Watch:

Per ascoltare da Google Blogspot:

https://andreagiostrafilm.blogspot.com/2020/12/InnamoratoLeggeAnnaMariaEsposito.html

Durata video-clip: 02:25 minuti

Anna Maria Esposito, speaker radiofonica e attrice:

https://www.facebook.com/annamaria.esposito.14855

Anna Maria Esposito

Roberto Carlotto alias Hunka Munka, musicista, autore, già componente dei Dik Dik:

https://www.facebook.com/roberto.carlotto.1

[FULL ALBUM] dedicato a Giovanna G. – Hunka Munka

 

Intervista di Mobmagazine.it a Roberto Carlotto alias Hunka Munka, musicista, cantante e autore, già componente dei mitici Dik Dik | «La musica ed il canto aiutano ad uscire dalle bruttezze che ci circondano e a volare metaforicamente nell’azzurro del cielo» (Roberto)

https://mobmagazine.it/blog/2020/12/31/roberto-carlotto-alias-hunka-munka-musicista-cantante-e-autore-gia-componente-dei-mitici-dik-dik-intervista/

Roberto Carlotto alias Hunka Munka, musicista, cantante e autore, già componente dei Dik Dik

Autore: Andrea Giostra

https://www.facebook.com/andreagiostrafilm/

https://andreagiostrafilm.blogspot.it

https://www.youtube.com/channel/UCJvCBdZmn_o9bWQA1IuD0Pg

Interviste ad Andrea Giostra | Play List di YouTube:

Interviste ad Andrea Giostra | Play List di Facebook:

https://www.facebook.com/watch/124219894392445/2499554480294100/

INFO E CREDIT:

Immagini (per gentile concessione di Anna Maria Esposito e Roberto Carlotto) tratte da:

Informalmente Noi.avi

https://youtu.be/70HsZKlW6Gk

Musiche:

Musiche originali di Roberto Carlotto alias Hunka Munka già componente dei mitici Dik Dik

https://www.facebook.com/roberto.carlotto.1


NOTE E INFO SULLE “NOVELLE BREVI DI SICILIA”:

Le “Novelle brevi di Sicilia” si leggono da sempre (dal 2017) gratuitamente online e il libro che le contiene, si può scaricare in pdf da diversi portali, magazine e pagine social.

Tutte le “Novelle brevi di Sicilia” sono state pubblicate a puntate, in una sorta di Romanzo d’appendice tipico di fine Ottocento inizio Novecento, in diversi magazine online, sia nazionali che regionali. Tutte le Novelle si possono ascoltare, sempre gratuitamente, dal Canale YouTube e dal Canale Facebook Watch (i cui link sono riportati a seguire) nelle oltre 100 recite e interpretazione di 25 tra attrici e attori professionisti e semiprofessionisti, che hanno prestato (gratuitamente!) la loro arte recitativa nell’interpretare tutte le Novelle brevi di Sicilia.

Tutti questi canali, per accedere alla lettura o all’ascolto delle Novelle, hanno portato ad un dato oggettivo che è quello che (al 31 dicembre 2020) oltre 150 mila persone hanno letto o ascoltato almeno una delle Novelle brevi di Sicilia.

Sulle Novelle brevi di Sicilia, in questi anni, dal 2017, l’autore ha ricevuto diverse proposte editoriali (oltre 20) da diverse Case Editrici, che ha rifiutato proprio perché ha voluto mantenere la gratuità della lettura e dello scaricare il pdf dai vari portali o canali online e social.

A metà settembre 2020 l’autore ha proposto ad alcune delle case editrici che gli avevano chiesto e lo avevano contattato nei mesi e negli anni scorsi, di pubblicare la IV edizione delle Novelle brevi di Sicilia – che vedono rispetto alle tre precedenti edizioni quattro nuovi racconti – come se fosse un classico che ha perso i diritti d’autore, e senza chiedere loro alcuna fee rispetto alle vendite che avrebbero fatto del cartaceo e/o della versione digitale.

Al momento le C.E. che hanno acquisito i diritti non esclusivi di pubblicazione, quelle che hanno pubblicato il libricino e quelle che lo pubblicheranno prossimamente, sono quelle a seguire.

DOVE ACQUISTARE IL CARTACEO, QUALI CASE EDITRICI HANNO ACQUISITO I DIRITTI NON ESCLUSIVI DI PUBBLICAZIONE, E QUALI HANNO PUBBLICATO LA “IV EDIZIONE” DELLE “NOVELLE BREVI DI SICILIA”:

“La Macina onlus ed.”, Roma, ottobre 2020. “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione,

https://www.lamacinamagazine.it/pubblicato-il-libro-novelle-brevi-di-sicilia/

“Rupe Mutevole ed.”, Bedonia (Parma), novembre 2020. “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione,

https://www.reteimprese.it/pro_A40124B396087

“Biblios ed.”, Milano, dicembre 2020. “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione,

https://www.bibliosedizioni.it/

“Bertoni ed.”, San Biagio della Valle in Marsciano (Perugia), “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione, in press

https://www.bertonieditore.com/

“Qanat ed.”, Palermo, in press.Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione, in press

https://qanatedizioni.wordpress.com/la-casa-editrice/

“AMIA ed.”, Riano (Roma), “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione, in press

http://www.emiaedizioni.it/

“Casa Cărții de Știință” ed., Cluj-Napoca, Transilvania, Romania, “Povestiri scurte din Sicilia”, in press

https://www.casacartii.ro/editura/

“PandiLettere ed.”, Roma, “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione, in press

https://www.pandilettere.com

LE RECITE DELLE NOVELLE REALIZZATE DA 25 ARTISTI, ATTRICI E ATTORI:

Se il lettore volesse ascoltare i video-clip da YouTube o da Facebook Watch, con tutti gli artisti (sono oltre 25 attori e attrici professionisti e semiprofessionisti) che hanno letto e interpretato i racconti e le novelle siciliani, li potrà trovare nei link a seguire:

da YouTube:

“Audio-letture di oltre 100 Novelle e Racconti siciliani” di Andrea Giostra | Leggono 25 artisti: attrici e attori professionisti e semiprofessionisti:

da Facebook Watch:

“Audio-letture di oltre 100 Novelle e Racconti siciliani” di Andrea Giostra | Leggono 25 artisti: attrici e attori professionisti e semiprofessionisti:

https://www.facebook.com/watch/124219894392445/434295254615223

LE NOVELLE LETTE DA VINCENZO BOCCIARELLI:

Da queste Play List di YouTube e di Facebook Watch il lettore potrà trovare tutti i videoclip delle letture e interpretazioni delle “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione, recitate da un grande attore di teatro e di cinema, Vincenzo Bocciarelli, allievo di Strehler e del Piccolo Teatro di Milano:

da YouTube

Vincenzo Bocciarelli – Play List su Canale YouTube

https://www.youtube.com/playlist?list=PLwBvbICCL5662-6ruZ02UxhJaifaHYgqV

da Facebook

Vincenzo Bocciarelli – Play List su Canale Facebook

https://www.facebook.com/watch/124219894392445/339522750427332/

Pagina Facebook ufficiale delle Novelle brevi di Sicilia:

https://www.facebook.com/novellebrevidisicilia/

L’AUTORE ANDREA GIOSTRA:

Interviste ad Andrea Giostra | Play List di YouTube:

Interviste ad Andrea Giostra | Play List di Facebook:

https://www.facebook.com/watch/124219894392445/2499554480294100/

 Contatti Andrea Giostra

https://www.facebook.com/andreagiostrafilm/ 

https://andreagiostrafilm.blogspot.it 

https://www.youtube.com/channel/UCJvCBdZmn_o9bWQA1IuD0Pg

Andrea Giostra

 

 

Personale online dell’artista cinese Jinjin Dong | “Deconstruction of urban intention” dal 15 luglio al 15 ottobre 2021

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Jinjin Dong

Deconstruction of urban intention

Jinjin Dong solo exhibition in Italy

A cura di Xinqiu Luan

15 luglio – 15 ottobre 2021

solo online su

www.wepresentart.com

Il 15 luglio MA-EC presenta online la mostra personale di Jinjin Dong esclusivamente sulla piattaforma www.wepresentart.com.

In contemporanea l’esposizione sarà inaugurata a Shanghai presso il Dong Qichang Museum in Zuibaichi Garden.

Il Museo è dedicato a Dong Qichang, pittore, calligrafo e letterato della tarda dinastia Ming (1368-1644) ed è nel Zuibaichi Garden, uno dei 5 giardini cinesi più antichi di Shanghai. A cura di Xinqiu Luan, la mostra gode del Patrocinio di Shanghai Honglai Culture Media Co., Ltd, e del Shanghai Zuibaichi Garden.

In Deconstruction of urban intention sono in esposizione oltre 40 lavori, tra dipinti ad olio e disegni di Jinjin Dong, noto pittore di Shanghai. Il focus della mostra è incentrato sulla rappresentazione del fiore di Loto, arricchita di nuovi elementi che denotano una profonda comprensione della natura. La perizia tecnica dell’artista e la sua visione lungimirante rendono unica ed originale la sua interpretazione della cultura del Lotus.

Il fiore di Loto è un simbolo molto antico che ha influenzato le culture di molti popoli. Il loto ha la particolarità di avere delle radici che affondano nel fango e di rimanere sempre immacolato pur essendo in acque stagnanti. Dunque il fiore di loto in generale diventa simbolo di purezza, di chi riesce a rimanere puro e incontaminato tra le difficoltà del mondo e dell’elevazione spirituale che emerge dal caos primordiale.

Il mio linguaggio nella raffigurazione del fiore di loto, afferma Jinjin Dong, è costantemente innovativo. Amo esplorare la cultura tradizionale cinese e mi avvicino ai metodi antichi come la pennellata a mano libera, la pennellata fine e il disegno a tratto.
La pittura di Jinjin Dong decostruisce e ricostruisce l’immagine del loto con l’utilizzo della cultura digitale contemporanea e riesce a far convivere il linguaggio della tradizione con l’atmosfera e il design contemporanei. In questo modo i suoi dipinti risultano originali e diversi dall’attuale creazione artistica cinese.

Il fiore di loto nella visione di Jinjin Dong diviene simbolo dell’era digitale, radicato nella cultura tradizionale e decostruito e ricostruito con nuove intenzioni.

Jinjin Dong

Jinjin Dong è nato nel 1977 a Shanghai.

el 2003 ha vinto lo Shanghai Youth Art Exhibition Oil Painting Excellence Award, e il  Meng Guang Award con l’opera “Il mercato sta per morire”.

Nel 2005 ha vinto il terzo premio nella categoria Pittura ad olio della Shanghai Youth Art Exhibition con il dipinto “Molti snack nel tempio di Dio della città vecchia (Shanghai Baiduuotu Series Creation Project)”.

Il dipinto ad olio “Long Hua Yu Meng” è stato selezionato per la Shanghai Youth Art Exhibition del 2007.

Nel 2017 l’opera “Shanghai Daydream Series. Redemption on the Bund” ha partecipato alla Royal Art Exhibition a Liverpool, UK.

Nel 2019 la serie di calligrafia steampunk  “Mi Fu. Ang”, “Mi Fu. Ran” è stata esposta durante la Biennale di Venezia e all’Esposizione Internazionale d’Arte di Milano.

Coordinate mostra online:

 Titolo: Deconstruction of urban intention

            Jinjin Dong solo exhibition in Italy

A cura di: Xinqiu Luan

Organizzatore: MA-EC

Patrocinio: Shanghai Honglai Culture Media Co., Ltd.

Shanghai Zuibaichi Garden

Dal 15 luglio al 15 ottobre 2021

solo onlin su

www.wepresentart.com

Info:

info.milanart@gmail.com

staff@wepresentart.com

* per una visione ottimale, si consiglia l’utilizzo del computer

«“La bigliettaia” unisce eleganza e Eros con una scenografia siciliana» | Le “Novelle brevi di Sicilia” lette dall’artista Claudio Morleni

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Claudio Morleni e il suo ritratto realizzato dal maestro Ercole Bolognesi

Sono stato a Palermo per una mostra di pittura di mia madre nell’anno in cui avevano rapito Moro. Città pregna di arte, cultura e suggestioni, luoghi come la Vucciria narrati pittoricamente con maestria da Guttuso. Le “Novelle brevi di Sicilia” di Andrea Giostra mi hanno riproiettato in quell’epoca della mia storia. Il brevissimo racconto “La bigliettaia” unisce eleganza e Eros con una scenografia siciliana, dell’arcipelago delle Eolie in particolare, che l’autore riesce a narrare consentendo di visualizzare ogni singolo dettaglio promuovendolo grande scrittore.

Claudio Morleni

(Artista, acquarellista, membro dell’Effettismo)

https://www.facebook.com/claudio.morleni.7

Claudio Morleni, Josè Dalì, Elvino Echeoni e Mattia Fiore

Intervista a Claudio Morleni di Mobmagazine.it:

Claudio Morleni, acquarellista ed effettista | INTERVISTA

«Penso che la bellezza va ambientata nel periodo che si vive, pensate un quadro astratto nell’Ottocento o un quadro impressionista nel Cinquecento? Non sarebbero stati compresi» (Claudio Morleni)

Per leggere l’intervista a Claudio Morleni, clicca qui:

https://mobmagazine.it/blog/2021/05/03/claudio-morleni-acquarellista-ed-effettista-intervista/

Claudio Morleni e i membri di UCAI Roma 2 (Unione Artisti cattolici italiani)

“La bigliettaia” | Legge Vincenzo Bocciarelli | Attore e regista | Racconto tratto da “Novelle brevi di Sicilia” IV edizione | Per ascoltare la Novella clicca qui:

“La bigliettaia” | Legge Valerio Toninelli | Pittore e narratore | Racconto tratto da “Novelle brevi di Sicilia” IV edizione | Per ascoltare la Novella clicca qui:


NOTE E INFO SULLE “NOVELLE BREVI DI SICILIA”:

Le “Novelle brevi di Sicilia” si leggono da sempre (dal 2017) gratuitamente online e il libro che le contiene, si può scaricare in pdf da diversi portali, magazine e pagine social.

Tutte le “Novelle brevi di Sicilia” sono state pubblicate a puntate, in una sorta di Romanzo d’appendice tipico di fine Ottocento inizio Novecento, in diversi magazine online, sia nazionali che regionali. Tutte le Novelle si possono ascoltare, sempre gratuitamente, dal Canale YouTube e dal Canale Facebook Watch (i cui link sono riportati a seguire) nelle oltre 100 recite e interpretazione di 25 tra attrici e attori professionisti e semiprofessionisti, che hanno prestato (gratuitamente!) la loro arte recitativa nell’interpretare tutte le Novelle brevi di Sicilia.

Tutti questi canali, per accedere alla lettura o all’ascolto delle Novelle, hanno portato ad un dato oggettivo che è quello che (al 31 dicembre 2020) oltre 150 mila persone hanno letto o ascoltato almeno una delle Novelle brevi di Sicilia.

Sulle Novelle brevi di Sicilia, in questi anni, dal 2017, l’autore ha ricevuto diverse proposte editoriali (oltre 20) da diverse Case Editrici, che ha rifiutato proprio perché ha voluto mantenere la gratuità della lettura e dello scaricare il pdf dai vari portali o canali online e social.

A metà settembre 2020 l’autore ha proposto ad alcune delle case editrici che gli avevano chiesto e lo avevano contattato nei mesi e negli anni scorsi, di pubblicare la IV edizione delle Novelle brevi di Sicilia – che vedono rispetto alle tre precedenti edizioni quattro nuovi racconti – come se fosse un classico che ha perso i diritti d’autore, e senza chiedere loro alcuna fee rispetto alle vendite che avrebbero fatto del cartaceo e/o della versione digitale.

Al momento le C.E. che hanno acquisito i diritti non esclusivi di pubblicazione, quelle che hanno pubblicato il libricino e quelle che lo pubblicheranno prossimamente, sono quelle a seguire.

DOVE ACQUISTARE IL CARTACEO, QUALI CASE EDITRICI HANNO ACQUISITO I DIRITTI NON ESCLUSIVI DI PUBBLICAZIONE, E QUALI HANNO PUBBLICATO LA “IV EDIZIONE” DELLE “NOVELLE BREVI DI SICILIA”:

“La Macina onlus ed.”, Roma, ottobre 2020. “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione,

https://www.lamacinamagazine.it/pubblicato-il-libro-novelle-brevi-di-sicilia/

“Rupe Mutevole ed.”, Bedonia (Parma), novembre 2020. “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione,

https://www.reteimprese.it/pro_A40124B396087

“Biblios ed.”, Milano, dicembre 2020. “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione,

https://www.bibliosedizioni.it/

“Bertoni ed.”, San Biagio della Valle in Marsciano (Perugia), “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione, in press

https://www.bertonieditore.com/

“Qanat ed.”, Palermo, in press.Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione, in press

https://qanatedizioni.wordpress.com/la-casa-editrice/

“AMIA ed.”, Riano (Roma), “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione, in press

http://www.emiaedizioni.it/

“Casa Cărții de Știință” ed., Cluj-Napoca, Transilvania, Romania, “Povestiri scurte din Sicilia”, in press

https://www.casacartii.ro/editura/

LE RECITE DELLE NOVELLE REALIZZATE DA 25 ARTISTI, ATTRICI E ATTORI:

Se il lettore volesse ascoltare i video-clip da YouTube o da Facebook Watch, con tutti gli artisti (sono oltre 25 attori e attrici professionisti e semiprofessionisti) che hanno letto e interpretato i racconti e le novelle siciliani, li potrà trovare nei link a seguire:

da YouTube:

“Audio-letture di oltre 100 Novelle e Racconti siciliani” di Andrea Giostra | Leggono 25 artisti: attrici e attori professionisti e semiprofessionisti: 

da Facebook Watch:

“Audio-letture di oltre 100 Novelle e Racconti siciliani” di Andrea Giostra | Leggono 25 artisti: attrici e attori professionisti e semiprofessionisti:

https://www.facebook.com/watch/124219894392445/434295254615223

 LE NOVELLE LETTE DA VINCENZO BOCCIARELLI:

Da queste Play List di YouTube e di Facebook Watch il lettore potrà trovare tutti i videoclip delle letture e interpretazioni delle “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione, recitate da un grande attore di teatro e di cinema, Vincenzo Bocciarelli, allievo di Strehler e del Piccolo Teatro di Milano:

da YouTube

Vincenzo Bocciarelli – Play List su Canale YouTube

da Facebook

Vincenzo Bocciarelli – Play List su Canale Facebook

https://www.facebook.com/watch/124219894392445/339522750427332/

Pagina Facebook ufficiale delle Novelle brevi di Sicilia:

https://www.facebook.com/novellebrevidisicilia/

L’AUTORE ANDREA GIOSTRA:

Interviste ad Andrea Giostra | Play List di YouTube:

Interviste ad Andrea Giostra | Play List di Facebook:

https://www.facebook.com/watch/124219894392445/2499554480294100/

Contatti Andrea Giostra

https://www.facebook.com/andreagiostrafilm/ 

https://andreagiostrafilm.blogspot.it 

https://www.youtube.com/channel/UCJvCBdZmn_o9bWQA1IuD0Pg

Andrea Giostra al mercato di Ballarò di Palermo

“Una Ragazza per il Cinema Umbria” il 17 luglio a Castello di Montignano | Conduce il noto attore Vincenzo Bocciarelli

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“Una Ragazza per il Cinema Umbria” il 17 luglio a Castello di Montignano

“La BELLEZZA dell’UMBRIA” incontra MODA CINEMA e TALENTO”

L’incantevole Castello di Montignano è la location scelta per La semifinale regione Umbria di “Una Ragazza per il Cinema” 33* edizione che avrà luogo sabato 17 luglio alle h 18.00.

Emozione pura quella che si respirerà’  al Castello di Montignano, nel cuore verde dell’Umbria e, come nelle fiabe che da sempre fanno sognare, per una notte, 30 talentuose  modelle-aspiranti attrici si contenderanno il titolo per poter accedere alla finale che si svolgerà al Castello-Rocca di Narni il prossimo 31 luglio.

Il concorso “Una ragazza per il cinema regione Umbria” gestito per il secondo anno dall’agente regionale Umbria Sonia Giusti la quale ha affidato la direzione artistica dell’evento alla fashion Director e giornalista Antonella Ferrari che ha fortemente voluto alla conduzione  l’attore internazionale Vincenzo Bocciarelli, reduce quest’anno del successo editoriale del suo primo manoscritto dal titolo “Sulle ali dell’arte.”

Nel corso della semifinale di sabato 17 luglio, alla quale parteciperanno importanti ospiti del mondo del cinema, dell’istituzioni, dell’imprenditoria e del mondo aristocratico, le partecipanti dovranno esibirsi in una prova di talento e saranno protagoniste di un importante fashion-show i cui protagonisti sono: la stilista internazionale Jenny Monteiro, le Vague da amour importante brand parigino, la giovane stilista Mery Zaccaria, tutto  accolti dal proprietario del Castello il Conte Giuseppe Alcini, partner dell’evento.

Durante il pomeriggio verranno realizzati gli shooting del format green Love Green Wedding: un total look dedicato alla sposa che ama la natura e dove saranno protagonisti i creativi del mondo del Wedding a 360*. ( ideato da Antonella Ferrari).

“Una ragazza per il cinema”, nato ad Acireale (CT) e organizzato dai Patron Nazionali, Antonio Lo Presti e Daniela Eramo, decreta ogni anno il successo di tante ragazze. Così come è successo a Giusy Buscemi, incoronata e vincitrice nel 2010, Giulia Todaro vincitrice nel 2014 e Alessia Debandi nel 2016, sono diventate, qualche anno dopo, affermate attrici di molte fiction. La vincitrice in carica della 32 edizione è Alice Carbonaro che si è aggiudicata la borsa di studio presso la più nota Accademia di recitazione, “Studio Cinema” a Roma, la cui direzione artistica è di Pino Pellegrini e vanta insegnanti del calibro del regista e sceneggiatore Ferzan Ozpetek, del regista e sceneggiatore Gabriele Muccino, l’ attore, regista e doppiatore Giancarlo Giannini, l’attrice Sabrina Impacciatore, l’attore e doppiatore Adriano Giannini, l’attore, regista e sceneggiatore Michele Placido, l’attore e regista Edoardo Leo, l’attore e regista Alessandro Haber, il produttore, regista e sceneggiatore Pupi Avati, l’attore Filippo Nigro, l’attore Vinicio Marchioni, l’attore Francesco Montanari, l’attrice Giuliana De Sio, l’attore, regista e sceneggiatore Abel Ferrara, il regista e sceneggiatrice Maria Sole Tognazzi, il produttore, regista e sceneggiatore Alexis Sweet, l’attore e regista Ivano De Matteo, il regista e sceneggiatore Giancarlo Scarchilli, il regista e sceneggiatore Daniele Costantini, l’attore e regista Michele Alhaique, l’attore Claudio Castrogiovanni, il sceneggiatore Tommaso Avati, il regista Luca Verdone.

Oltre alla prima classificata anche altre due finaliste si aggiudicano le borse di studio che permettono alle ragazze di seguire le lezioni direttamente impartite da personaggi famosi. Altre finaliste vengono scelte per lavorare subito nella moda, con la nota Agenzia The One Models di Franco Battaglia a Milano, altre con Gil Cagnè, altre con Wella  e con altri brand importanti come ad esempio Guess.

Abbiamo chiesto a Vincenzo Bocciarelli al termine di una puntata radiofonica di Let’s celebrate che conduce con successo tutti i giovedì su RID 96.8 FM alcune anticipazioni in merito all’evento che è alle porte.

“sono felice e onorato di essere stato scelto per condurre questa edizione- Umbria del concorso, in una magica location adatta alle riprese di un film, ma soprattutto di poter ricordare alle giovani aspiranti attrici quanto sia importante studiare e arrivare preparati al mondo del lavoro grazie anche ad un concorso come questo, di grande prestigio e credibilità che permette attraverso le borse di studio assegnate alle vincitrici nazionali che verranno decretate il 9 settembre al Teatro Antico di Taormina di poter far parte professionalmente al mondo de cinema”

“Una Ragazza per il Cinema Umbria” il 17 luglio a Castello di Montignano

Diego Spitaleri con “Piano Solo” in scena per Spasimo 2021 al Complesso Monumentale Santa Maria dello Spasimo il 12 luglio ore 21.30

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Diego Spitaleri

“Spasimo 2021 – Musiche di una nuova alba”

Il pianoforte e l’artista in un unico momento in musica

In scena per Spasimo 2021 Diego Spitaleri con “Piano Solo”

Lunedì 12 luglio ore 21.30 – Complesso Monumentale Santa Maria dello Spasimo.

 

Palermo 9 luglio 2021. Il pianoforte e l’artista in un unico momento in musica, un tutt’uno che rispecchia l’esaltazione scenica del compositore siciliano Diego Spitaleri che si esibirà lunedì 12 luglio alle ore 21.30 per la seconda stagione della rassegna “Spasimo 2021 – musiche di una nuova alba”. Dopo lo stop dovuto alla pandemia Diego Spitaleri riprende la sua attività solistica con un concerto di “Solo Piano” nel quale presenterà alcuni nuovi brani composti e registrati durante il lock down e recentemente pubblicati su tutti gli stores digitali ed i servizi di streaming e che faranno parte del suo prossimo CD, in pubblicazione il prossimo anno.

Accanto alla nuova produzione saranno riproposti alcuni brani tratti dal precedente lavoro discografico Pianofor(t)ever, che ha raggiunto più di 2.350.000 ascolti in oltre 90 paesi. “Gran parte della mia nuova produzione, racconta il pianista siciliano, è stata sicuramente influenzata dagli stati d’animo che ho vissuto, in questo strano periodo che, mi auguro, ci siamo lasciati alle spalle che ha costretto tutti noi a fermarci dandoci la possibilità di riscoprire, rivalutare o comunque riflettere su sentimenti, affetti e rapporti ai quali attribuire la giusta collocazione nella nostra vita. E questo è ciò che voglio raccontare nel concerto

Il cartellone di Spasimo 2021 continua con grandi musicisti italiani ed internazionali, artisti di ricerca e talenti siciliani che faranno riecheggiare di musica e suoni lo Spasimo come Dee Dee Bridgwater, Fabrizio Bosso, Daria Biancardi, Rita Marcotulli, Omer Meir Wellber, Lucy Woodward, Ruggero Mascellino, Andrea Griminelli e tanti altri ancora.

INFO BIGLIETTI E PRENOTAZIONI:

The Brass Group

www.bluetickets.it

brasspalermo@gmail.com

+39 334 739 1972

www.brassgroup.it – #Spasimo2021