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“Canciari”, il primo singolo e video di Manutsa

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“Canciari”, il primo singolo e video di Manutsa

“Canciari”, il primo singolo e video di Manutsa. “Saranno le donne a cambiare la Sicilia”. Anticipa l’album “Parru cu Tìa” in uscita il prossimo 22 ottobre

IL VIDEO:

Si intitola “Canciari” ed è il singolo che anticipa l’album d’esordio da cantautrice di Manutsa, al secolo Manuela di Salvo (e Angela all’anagrafe per volere del padre, anche se la madre avrebbe voluto chiamarla Diamantina).

Classe 1977, palermitana, nel suo progetto ha deciso di unire due gradi passioni musicali: la ricerca delle proprie radici e l’elettronica che arriva da Massive Attack, Portishead, ma anche P.J. Harvey, Radiohead. Il risultato è un disco di canzone d’autrice elettro-folk in lingua siciliana, “Parru cu Tìa”, che uscirà il prossimo 22 ottobre per Musica Lavica Records di Denis Marino.

Ad anticiparlo, appunto, il singolo Canciari, in italiano “Cambiare”, da oggi in streaming e nei digital store. Il brano esce accompagnato da un video che porta la firma di Lino Costa.

Canciari è una dichiarazione di intenti, una presa di coscienza, è l’ora della consapevolezza, una fotografia amara e un moto di speranza insieme. E’ il punto nuovo di partenza.

Canciari è donna, perché “le donne cambieranno la Sicilia. E lo faranno come con l’impellenza tipica del parto, affronteranno il nuovo con la paura di non farcela, ma con la consapevolezza intima e certa che l’ora è ora” spiega Manutsa. “Canciari – continua – diventa, dunque anche la preghiera di una donna: come la madonna piangeva e pregava per il Figlio ucciso dalla cattiveria dell’essere umano, così la donna di Sicilia piange e prega per i figli dalla sua terra”.

CREDITI – CANCIARI

Brano

Testo: Angela Di Salvo

Musica: Roberto Terranova, Denis Marino

Prodotto e arrangiato da Roberto Terranova e Denis Marino per Musica Lavica Records Edizioni: Musica Lavica s.r.l. / JackLab

Manutsa: voce

Roberto Terranova: tastiere, synths, programmazioni, campionamenti; Denis Marino: chitarre, mandolino, e-bow;

Toni Carbone: basso;

Giada Di Salvo: voce recitante;

Video

Regia, Riprese e Montaggio: Lino Costa; Soggetto: Roberto Terranova, Lino Costa; Montaggio Audio: Giovanni Tripi;

Produzione esecutiva: Musica Lavica Records / JackLab; Make up artist : Melita Pasqualini;

Hair stylist : Me & Marley;

Con: Manutsa e il Broccolo Bastaddu;

CHI È MANUTSA

Manuela Di Salvo (Angela all’anagrafe), Manutsa, classe 1977. È una cantautrice siciliana electro- folk.

Grazie al padre Gioacchino, chitarrista autodidatta con la passione per la tradizione – musicale e non – siciliana e italiana, si avvicina sin da bambina alla musica, ascoltando le prove in casa ed i concerti del padre nel territorio locale. È proprio il padre a scoprire la forte attitudine musicale della figlia, motivandola a studiare privatamente musica per, infine, entrare in Conservatorio, nella classe di pianoforte, dove ottiene il massimo dei voti.

Lo studio dello strumento inizia all’età di 11 anni. Dai 17 anni inizia ad esibirsi nei club di Palermo, suonando con Les femmes (tribute band femminile di Giuni Russo), successivamente si dedica al canto popolare e forma I Cortili di Mirò, band con cui si cimenta nei brani classici della tradizione popolare pugliese, napoletana e siciliana, che porta in giro nei live club di tutta la Sicilia.

Abbandonate le esperienze con questi gruppi, Manutsa inizia uno studio antropologico della lingua siciliana e delle sue inflessioni dialettali da oriente ad occidente, facendone un linguaggio unico siciliano. Contestualmente, con un repertorio tutto siciliano, si esibisce sui palchi di svariati festival e manifestazioni: da Rosa Balistreri a Giuni Russo e a tutti i canti popolari antichi del territorio.

Se da una parte la ricerca delle proprie radici, delle sonorità antiche della propria terra costituiscono un richiamo sempre più incisivo, dall’altra la musica elettronica esercita una fascinazione potente, una “chiamata” che Manutsa segue importando nuove sonorità nella propria espressione musicale. Il connubio fra questi stili e l’incontro, nel 2014, con Roberto Terranova e Denis Marino dà inizio alla produzione di un disco elettronico in lingua siciliana che trae ispirazione sia da band di respiro internazionale che dalla canzone d’autore.

Il risultato è “Parru cu Tìa”: disco/concept che esce per Musica Lavica Records di Denis Marino e che racconta la donna siciliana nelle sue diverse sfaccettature: il punto di vista emotivo, quello sociologico e culturale, il suo approcciarsi al mondo, con e senza veli.

SUL WEB

https://www.instagram.com/manutsa_/

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https://www.musicalavica.com/manutsa

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Gelosia: quando il partner diviene carceriere | di Daniela Cavallini

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Daniela Cavallini

Amiche ed Amici carissimi, oggi affrontiamo la gelosia nelle relazioni di coppia.

Personalmente, da indomabile istintiva quale sono, ho sempre definito la gelosia una prigione… soprattutto per il geloso. Tranne in casi estremi, l’amato può liberarsi, rifiutandosi di proseguire la relazione, il geloso, viceversa, proietterà la sua gelosia, peraltro acutizzata dal probabile precedente abbandono, sul partner successivo, replicando così il suo disagio.

Non è mia intenzione scrivere un articolo “classico” sul tema della gelosia, perché null’altro potrei aggiungere alla letteratura. Tuttavia, mi limito ad esprimere il mio pensiero, nell’intento di offrire uno spunto di riflessione.

Innanzitutto parto dall’assunto che la gelosia è una fonte di tormento costante che rende assai vulnerabile chi ne è preda e, seppure ribadendo che  per me non è  un sentimento condivisibile, sollecito tutti a considerare chi ne soffre con rispetto. Tuttavia, “rispetto”, non significa “condiscendenza”. Purtroppo le manifestazioni di questa sofferenza emotiva influiscono in modo letale nel rapporto di coppia, garantendo una vita di limitazioni, votata all’infelicità. Infatti, la gelosia:

– nasce da uno stato di paura, derivante dalla percepita inadeguatezza di sé

Una persona che si sente inadeguata vive nella paura che chiunque sia considerata “meglio di lei”e, conseguentemente, soffre per l’umiliazione. Poco importa se è essa stessa ad autoinfliggersi questo stato… ricordiamoci che è con i nostri pensieri e le nostre credenze che creiamo la nostra realtà.    Tuttavia , ahimè, la sofferenza emotiva, spesso incattivisce. Infatti, soventemente riscontriamo in queste persone, i cosiddetti “comportamenti acidi”, i classici commenti meschini atti a denigrare  i/le  potenziali rivali;

– si nutre di sospetti

La persona gelosa vive una costante sensazione di sfiducia verso il partner, tanto da considerarlo un assai probabile traditore che, in quanto tale, merita di essere  posto sotto  accusa;

si esprime nel controllo

Per  cercare conferma ai suoi sospetti, il geloso, altro non fa che controllare ansiosamente tutto quanto è in suo potere, perdendo di vista che, pur ampio che esso sia, il suo “tutto quanto”, non è, né potrà mai essere, il “tutto assoluto” . Ecco allora, che spesso, il geloso,  scade in meschini comportamenti, quali ad esempio il controllo del telefono cellulare, delle amicizie reali e virtuali, del profilo facebook, del portafoglio, dell’estratto conto della carta di credito, ecc., rendendosi ridicolo perché chi sa di essere controllato, se tradisce, è molto attento a non lasciare traccia…a meno che non voglia farsi scoprire… Patetici gli “interrogatori”…  “con chi eri?”, “dove sei stato/a?” “come mai hai impiegato tutto quel tempo?”… Conoscete qualcuno che risponderebbe “oh, sì caro/a, ero con il mio nuovo amore, in un bellissimo hotel e, dopo un pomeriggio di sesso sfrenato, ci siamo concessi un bagno nella doppia vasca idromassaggio”?!  Anche se la comunicazione non verbale può far trasparire molto…non rivelerà mai tutto…

– si gratifica nel suo errore

Quando la persona gelosa, dopo vari controlli, non trova conferma ai suoi sospetti, gode il suo attimo di sollievo, salvo poi essere nuovamente in preda al panico al minimo evento successivo.

– si vendica con la rivalsa

Per assurdo il geloso gode quando può “buttare in faccia” all’altro/a, le prove, reali o presunte, dei suoi sospetti. “Hai visto che avevo ragione?”, in quel momento, funge da anestetico al dolore insito nella scoperta stessa.

Vi sono vari modi per manifestare la gelosia, tanto da poter affermare che ognuno è geloso a modo proprio. Infatti è bene ricordare che la gelosia è un’emozione complessa, entro la quale ne convergono altre che si manifestano con prevalenza soggettiva, come ad esempio:

la paura di perdere il partner (“Se lui/lei, mi lasciasse?”)

la collera per il danno al proprio status (“Fare questo a me?” , “Gliela farò vedere io!”)

la tristezza che scaturisce dal danno all’autostima e dal senso di abbandono (“mi preferisce un altro/a”, “non sono stato/a in grado di tenermelo/a”)

– la vergogna  di essere gelosi, di essere perdenti o oggetto di derisione (“è un’emozione spregevole”, “mi rendo ridicolo/a”).

Un breve cenno lo merita anche la gelosia “retrospettiva”. Quante volte alcune persone gelose del presente e preoccupate per il futuro, hanno  ceduto alla curiosità di porre  al/alla  partner  domande in merito alle sue storie del passato? Purtroppo non è da sottovalutare il tormento che possono creare alcune risposte, oltre al possibile effetto boomerang.

Consentitemi un suggerimento: siate affascinanti, amorevoli e divertenti con il vostro “amore”… Un carceriere non è il sogno di nessuno!

È altresì osservabile che, taluni meccanismi sopraesposti, riguardanti la sfera sentimentale, sono rapportabili ad altri settori della vita, come per esempio nell’ambito professionale e sociale. Di questo, ne parleremo prossimamente.

Un abbraccio

Daniela Cavallini

Pamela Barone e Sergio Munafò quartet e Giuseppe Urso in Trio al via il Salina Jazz Festival

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Giuseppe Urso Trio

In scena Pamela Barone e Sergio Munafò quartet e Giuseppe Urso in Trio per presentare il nuovo progetto musicale “Nake”. 24 settembre ore 19.00 e 21.30 a Palazzo Marchetti.

Pamela Barone e Sergio Munafò

Al via la quinta edizione del “Salina Jazz Festival”, il festival dedicato alla musica jazz che ha riscossi grandi successi negli scorsi anni. In scena sabato 24 settembre, alle ore 19.00, a Palazzo Marchetti ad ingresso gratuito, per la prima serata della kermesse, Pamela Barone & Sergio Munafò Quartet, a seguire Giuseppe Urso in Trio per presentare il nuovo progetto musicale “Nake”, alle ore 21.30. Il Festival quest’anno animerà l’isola dipingendola con il sound di tre gruppi diversi, con doppio set alle ore 19.00 e 21.30, e con la speciale partecipazione dell’artista internazionale Antonio Forcione. Il Salina Jazz Festival che nasce dalla collaborazione più che ventennale tra Clara Rametta, sindaco di Malfa e fondatrice dell’Associazione Didime 90 e Giuseppe Urso, che ne cura la direzione artistica, vede anche la firma dell’organizzazione generale di Fabio Lannino. Grandi novità per questa edizione con un doppio appuntamento giornaliero, uno alle ore 19.00 ed a seguire alle ore 21.30 l’altro, per avvolgere in musica le serate isolane a Palazzo Marchetti, sede storica di attività culturali e concertistiche. Altra peculiarità della manifestazione sono i concerti inseriti nel programma durante le albe con i Maestri Urso, Lannino e Rizzo. Alle ore 6.00 del mattino, i turisti, i curiosi e i jazzofili potranno gustarsi le bellezze del giorno che arrivano accarezzati dalle note in jazz. Pamela Barone & Sergio Munafò Quartet sono un gruppo protagonista del Jazz siciliano, il loro è un modo classico ed elegante di porgere i brani, derivato dall’ascolto dei grandi crooner, filtrato attraverso una sensibilità spiccatamente mediterranea. Talenti indubbi con una grande passione per i classici del jazz. Il progetto ripercorre le songs del jazz tra ballads, medium e bop tunes con sguardo attento anche alla bossanova al pop ed alla melodia italiana, il tutto rivisitato con arrangiamenti di Sergio Munafò scritti proprio per la bellissima voce di Pamela Barone. A completare il gruppo Enzo Zerilli alla batteria e Fulvio Buttafusco contrabasso. La ricerca del suono, di spazi inediti e di melodie filtrate da una sensibilità contemporanea: è la musica del Maestro Giuseppe Urso in Trio che si esibirà alle ore 21.30 sempre a Palazzo Marchetti. Sul palcoscenico, al piano Valerio Rizzo, contrabasso e basso elettrico Stefano India, batteria Giuseppe Urso. In programma il nuovo progetto musicale Nake dello stesso Urso, docente di batteria e percussioni del Dipartimento Jazz del Conservatorio palermitano. Il Trio, fondato nel 2017, ha all’attivo due lavori importanti per la prestigiosa etichetta giapponese Da Vinci Publishing, “Shapes” del 2018 e “Nake” uscito a fine 2020. Nella sua musica si nota un’attenzione generale alle varie forme del Jazz, all’inter-play, alle diverse culture musicali, partendo dai principi della tradizione proiettata in avanti come sonorità.  In condivisione con Giuseppe Urso, Valerio Rizzo e Stefano India hanno contribuito fortemente alla creazione del sound dell’organico con la loro creatività, attraverso le composizioni originali del Maestro Urso e di qualche rilettura personale di diversi materiali sonori.

PRESENTAZIONE DEL DISCO NAKE, DA VINCI JAZZ@2020

Nake, l’ultimo lavoro del batterista e compositore Giuseppe Urso, uscito a dicembre per la Da Vinci Publishing di Edmondo Filippini, il cui catalogo delle partiture si trova nelle più grandi biblioteche e archivi musicali del mondo con strategie innovative di cooperazione discografica. La Da Vinci d’altronde si è dedicata a presentare prodotti musicali di alta qualità e di grande valore, la produzione abbraccia tutti i periodi dal XII secolo al XXI, includendo in alcuni casi anche la world music come parte della storia umana della musica e privilegiando spesso un repertorio pubblicato, sia in formato cartaceo che su piattaforme digitali. Nake è anche disponibile anche su tutte le piattaforme digitali e già è in vendita sul sito della label giapponese. La parola dal greco arcaico significa “pelle di capra” ed ha originato il termine dialettale in uso in tutta l’Italia meridionale “naca” che significa culla, dichiarazione di appartenenza alla propria terra d’origine ed alla propria cultura. La musica di Nake è molto elegante, raffinata e colta allo stesso tempo privilegiando sempre lo sviluppo melodico e la ricerca di un suono chiaro e di derivazione europea nelle sue trame. Musica fruibile che scorre con fluida trasparenza portando l’ascoltatore verso una visione onirica e descrittiva di paesaggi immaginari. Il filo narrativo stilistico pur nella varietà è reso organico da un sound coerente in tutto l’album, e i tre musicisti non tradiscono gli studi classici accademici in seno alla concezione estetica. La spontaneità del trio, oramai consolidati, viaggiano sicuri nella tradizione del jazz europeo con incursioni minimal, world, rock, classiche e di tendenza ed una chiara predilezione per le pause e i respiri, per una musica che dia sensazioni di pace e benessere, con un equilibrio sempre ricercato, mai lezioso o patinato.

Il programma continua sabato 25 settembre alle ore 19.00 è la volta di Alessandra Mirabella e Valerio Dainotti in duo, alle ore 21.30 Giuseppe Milici e Valerio Rizzo in “Love”, il 26 settembre alle ore 19.00 Valerio Dainotti in Trio, alle ore 21.30 l’artista internazionale Antonio Forcione. Le Albe in Musica vedono in scena ogni giorno alle ore 6.00 Valerio Rizzo, Fabio Lannino e Giuseppe Urso.

“Salina Jazz Festival”, al via la IV edizione dal 24 al 26 settembre 2021

“Terra Viva” al “Napoli Film Festival” con Luigi Libra | Anteprima nazionale del docu-film il 24 settembre 2021

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“Terra Viva” al “Napoli Film Festival” con Luigi Libra | Anteprima nazionale del docu-film il 24 settembre 2021

Venerdì 24 settembre 2021 all’Institut Français per la 22esima edizione del Napoli Film Festival

“Terra Viva” al “Napoli Film Festival” con Luigi Libra | Anteprima nazionale del docu-film il 24 settembre 2021

Il docu-film “Terra Viva”, ideato e prodotto da Luigi Libra, diretto da Nilo Sciarrone, verrà proiettato in anteprima assoluta il 24 settembre alle ore 18:30 nella Sala Truffaut dell’Institut Français Napoli (via Crispi, 86). Una storia on the road, con Luigi Libra in giro per la Campania, alla ricerca di ispirazione per il nuovo album omonimo.

Nel cast: Luigi Libra, Peppino Di Capri, Gianni Parisi, Patrizio Rispo, Guenda Goria, Marina Suma, Germano Bellavia, Yuliya Mayarchuk, Angelo Di Gennaro, Gaetano Amato, Ivan e Cristiano, Lucia Cassini, Emanuela Giordano, Massimo Masaniello, Rosario Monetti, Pasqualino Mauri e Monica Sarnelli.

“Terra Viva” è una storia che parla di musica, di passione e dell’importanza delle proprie radici. Luigi Libra è un cantautore in cerca di ispirazione per il suo prossimo successo. Vive a Posillipo con la moglie e i figli, ma sente che qualcosa gli manca. Così, il suo amico Peppino Di Capri lo incoraggia a lasciare casa e a partire alla scoperta della sua regione, la Campania, per trovare ispirazione. Libra, nonostante la moglie lo intimi a non partire («Se te ne vai, quando tornerai noi non ci saremo», gli dice sull’uscio della porta), accetta il consiglio di Peppino e, senza sapere da dove partire e dove arrivare, comincia il suo viaggio, che lo guiderà alla scoperta di tradizioni antiche, come “L’alzata del Giglio” di Flumeri.

Libra tornerà da questo lungo percorso, tra le colline avellinesi e beneventane e il mare di Marechiaro, rigenerato e, soprattutto, cosciente di una verità che prima non conosceva: le radici della terra sono la cosa più sacra alla quale prestare fede. Così, rientrato a casa e riappacificato con la moglie, il cantautore scrive il suo prossimo successo: “Terra viva”, in cui racconta la bellezza della terra in cui vive e della profondità delle sue radici.

Il film ha come obiettivi quello di restituire ai campani le meraviglie della propria regione, spesso sconosciute anche a loro, e agli italiani mostrare le tradizioni, le culture e le bellezze della Campania e di concentrare l’attenzione anche sull’importanza della musica, su come sia capace di unire le persone e parlare della bellezza attraverso le note, esaltando le eccellenze imprenditoriali, territoriali, culturali e ambientali campane.

«Noi siamo figli di questa terra e ognuno di noi dovrebbe conoscere a fondo il carattere della propria madre. Questo viaggio per me rappresenta esattamente questo: un percorso nei meandri della mia cultura. Da buon figlio mi sono sfamato non soltanto del patrimonio gastronomico, ma anche del patrimonio della strada, dei contadini, degli imprenditori, che lavorano questo territorio. “Terra viva” significa libero da ogni cosa: libertà di pensiero, di educazione, di scelte. “Terra viva” rappresenta i figli liberi di questa terra», spiega Luigi Libra.

La realizzazione del film è stata possibile anche grazie al supporto di importanti realtà ed eccellenze gastronomiche del territorio: la Pasticceria Bellavia (Na), Casearia Lanza Flumeri (Av), Antica Pizzeria “De’Figliole” Largo Antignano (Na), Oleificio-Frantoio F.A.M Venticano (Av), Cioccolato Mario Gallucci (Na), Agriturismo “La Campestre” Castel Di Sasso (Ce), Azienda Vinicola “La Guardiense” Guardia SanFramondi (Bn), Caseificio “La Regina Dei Mazzoni” Cancello ed Arnone (Ce), Eccellenza Campana estera- Gruppo “Los Napolitanos”, “Pizzerie e sfizierie Napoletane Dop-Doc-Igp”, Cadiz-Rota-San Ferdinado (Spagna), Cantine  “Mariano Sabatino” Casola Di Napoli (Na), Panificio Antonio “Rescigno” Pozzuoli (Na), Frantoio Romano Ponte (Bn), Antica Trattoria “Scialapopolo” Napoli (Na), Birrificio Artigianale “SerroCroce” Monteverde (Av), Pastificio “Setaro” Torre Annunziata (Na), Frantoio Oleario “Uliveto Laureto” San Lorenzo Maggiore (Bn), Strutture D’Eccellenza Accademia 39 Sorrento (Na), Antico Casolare Ceselenardi Faicchio (Bn), Magie del Sannio Faicchio (Bn), Agriturismo Tenuta Santo Stefano Santo Stefano del sole (Av), Bagno Sirena Posillipo (Na).

“Terra Viva” diventa anche un libro omonimo, edito da Homo Scrivens e con la prefazione a cura di Antonello Perillo, caporedattore Rai Tg3. Nel libro sono raccolti diversi scatti fotografici del docufilm con commenti degli attori e cenni storici ai luoghi delle riprese, per creare un’ulteriore testimonianza delle eccellenze imprenditoriali, territoriali, culturali e ambientali della Campania. Alle fotografie, infatti, sono allegate anche le biografie delle eccellenze campane che hanno aderito al progetto, con una sezione dedicata ai personaggi illustri dell’enogastronomia, medicina, cultura e ambiente della regione.

“Istanti quotidiani, bellezze e fragilità dell’animo umano si mischiano ai profumi della terra di Sicilia…” | Recensione del Book Blog “Romance non stop” sulle “Novelle brevi di Sicilia”

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Book Blog “Romance non stop”

La giostra è il simbolo che contraddistingue la collana degli scritti dell’autore di queste novelle. Andrea Giostra rende omaggio ai suoi personaggi incarnanti il temperamento siciliano, fatto di emozioni e azioni perennemente in movimento. L’universo femminile è messo in risalto col profumo d’uomo dominatore. È un viaggio fra stupore e ammirazione di luoghi e personaggi speciali, a tratti introversi e a tratti no. Istanti quotidiani, bellezze e fragilità dell’animo umano si mischiano ai profumi della terra di Sicilia. Parole usate con cura nella loro ineluttabile verità: costruiscono immagini divertenti ma nello stesso tempo suadenti e passionali. È l’uomo a fare della sua vita meraviglia. Non si arrende alla complessità delle personalità che incontra, incede sicuro, arricchendo il suo mondo emozionale attraverso la visione dell’altro. Un compito importante il suo, diviene novella semplice in un messaggio dato alla comprensione di tutti che entra di soppiatto nella tematica generale della Biblios il cui scopo è quello di mostrare i valori universali.

IL PARERE DI “S.I.” DEL BOOK BLOG “ROMANCE NON STOP”

Le novelle brevi di Sicilia si distinguono per la bellezza delle ambientazioni, qualche volta somigliano a versi di poesie, citando la natura e i falchetti che si riprendono questi cieli, durante la pandemia. Cieli di un azzurro primaverile che apre il cuore, colline che abbracciano il golfo che dal lato opposto si appropria di uno spicchio di mar Tirreno blu cobalto, con semplicità affrescano i racconti che hanno in comune odori, sapori e riflessioni sui rapporti, oltre che erotismo.

Racconta le storie interrotte dal virus, di ragazzi che non sanno cosa inventarsi per passare il tempo insieme davanti a una videocamera e iniziano a suonare la chitarra al telefono e riflette sugli effetti dell’isolamento sui sogni e sugli incubi.

«Le uniche storie d’amore che durano per sempre, in eterno, sono le storie impossibili. Quelle che non abbiamo mai vissuto veramente. Quelle che si sono interrotte bruscamente e inaspettatamente. Forse adesso, in queste settimane di pandemia, nella solitudine dei nostri silenzi inquieti queste storie stanno ritornando a galla… fagotti che avvolgono ricordi dolorosi ben confezionati che erano stati gettati nel lago dell’oblio…»

L’amore è anche per l’arte, concetto celebrato dalla novella “Il dipinto”, la più bella dopo “Leandra e Oleg”.

È un libro molto breve ma vale davvero la pena leggerlo, poiché è ben scritto, scorrevole e fresco ma contiene un po’ di tutto.

FONTE:

https://romancenonstop.blogspot.com/2021/09/recensione-novelle-brevi-di-sicilia-di.html

mercoledì 1° settembre 2021

Vi segnalo questa interessante raccolta di poesie realizzata

dall’autore Andrea Giostra: “Novelle brevi di Sicilia

S.I. l’ha letta per noi.

Titolo: Novelle brevi di Sicilia

Autore: Andrea Giostra

Genere: Raccolta di poesie

Contatto autore: Andrea Giostra

Pagina ufficiale delle novelle:

https://www.facebook.com/novellebrevidisicilia/

NOTE E INFO SULLE “NOVELLE BREVI DI SICILIA”:

Le “Novelle brevi di Sicilia” si leggono da sempre (dal 2017) gratuitamente online e il libro che le contiene (le prime tre edizioni), si può scaricare in pdf da diversi portali, magazine e pagine social.

Tutte le “Novelle brevi di Sicilia” sono state pubblicate a puntate, in una sorta di Romanzo d’appendice tipico di fine Ottocento inizio Novecento, in diversi magazine online, sia nazionali che regionali. E tutte le Novelle si possono ascoltare, sempre gratuitamente, dal Canale YouTube e dal Canale Facebook Watch (i cui link sono riportati a seguire) nelle oltre 100 recite e interpretazione di 26 tra attrici e attori professionisti e semiprofessionisti, che hanno prestato (gratuitamente!) la loro arte recitativa nell’interpretare tutte le Novelle brevi di Sicilia e altri racconti brevi.

Tutti questi canali, per accedere alla lettura o all’ascolto delle Novelle, hanno portato ad un dato oggettivo che è quello che (alla data del 30 giugno 2021) oltre 200 mila persone hanno letto o ascoltato almeno una delle Novelle brevi di Sicilia.

Sulle Novelle brevi di Sicilia, in questi anni, dal 2017, l’autore ha ricevuto diverse proposte editoriali (oltre 20) da diverse Case Editrici, che ha rifiutato proprio perché ha voluto mantenere la gratuità della lettura e dello scaricare i pdf dai vari portali o canali social.

A metà settembre 2020, l’autore ha proposto ad alcune delle case editrici che gli avevano chiesto e lo avevano contattato nei mesi e negli anni scorsi, di pubblicare la IV edizione delle Novelle brevi di Sicilia – che vedono rispetto alle tre precedenti edizioni 4 nuovi racconti –  come se fosse un classico che ha perso i diritti d’autore, e senza chiedere loro alcuna fee rispetto alle vendite che avrebbero fatto del cartaceo e/o della versione digitale.

Al momento le C.E. che hanno acquisito i diritti non esclusivi di pubblicazione, quelle che hanno pubblicato il libricino e quelle che lo pubblicheranno prossimamente, sono quelle a seguire.

Da questo articolo è possibile scaricare gratuitamente la III edizione delle “Novelle brevi di Sicilia” | 3 LIBRI IN REGALO DI ANDREA GIOSTRA

https://mobmagazine.it/blog/2020/01/3-libri-in-regalo-di-andrea-giostra/

DOVE ACQUISTARE IL CARTACEO, QUALI CASE EDITRICI HANNO ACQUISITO I DIRITTI NON ESCLUSIVI DI PUBBLICAZIONE, E QUALI HANNO PUBBLICATO LA “IV EDIZIONE” DELLE “NOVELLE BREVI DI SICILIA”:

“La Macina onlus ed.”, Roma, ottobre 2020. “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione,

https://www.lamacinamagazine.it/pubblicato-il-libro-novelle-brevi-di-sicilia/

“Rupe Mutevole ed.”, Bedonia (Parma), novembre 2020. “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione,

https://www.reteimprese.it/pro_A40124B396087

“Biblios ed.”, Milano, dicembre 2020. “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione,

https://www.bibliosedizioni.it/

“Casa Cărții de Știință” ed., Cluj-Napoca, Transilvania, Romania, settembre 2021. “Povestiri scurte din Sicilia”, IV edizione,

https://www.casacartii.ro/editura/carte/povestiri-din-sicilia/

“Bertoni ed.”, San Biagio della Valle in Marsciano (Perugia), “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione, in press

https://www.bertonieditore.com/

“Qanat ed.”, Palermo, in press.Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione, in press

https://qanatedizioni.wordpress.com/la-casa-editrice/

“AMIA ed.”, Riano (Roma), “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione, in press

http://www.emiaedizioni.it/

“PandiLettere ed.”, Roma, “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione, in press

https://www.pandilettere.com

“CTL editore”, Livorno, “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione, in press

https://www.ctleditorelivorno.it/

LE RECITE DELLE NOVELLE E I RACCONTI REALIZZATE DA 26 ARTISTI, ATTRICI E ATTORI:

Se invece il lettore volesse ascoltare i video-clip da YouTube o da Facebook Watch, con tutti gli artisti (sono oltre 26 attori e attrici professionisti e semiprofessionisti) che hanno letto e interpretato i racconti e le novelle siciliani, li potrà trovare nei link a seguire:

da YouTube:

“Audio-letture di oltre 100 Novelle e Racconti siciliani di Andrea Giostra” | Leggono 26 artisti: attrici e attori professionisti e semiprofessionisti:

da Facebook Watch:

“Audio-letture di oltre 100 Novelle e Racconti siciliani di Andrea Giostra” | Leggono 26 artisti: attrici e attori professionisti e semiprofessionisti:

https://www.facebook.com/watch/124219894392445/434295254615223

 LE NOVELLE E I RACCONTI LETTI DA VINCENZO BOCCIARELLI:

Da queste Play List di YouTube e di Facebook Watch il lettore potrà trovare tutti i videoclip delle letture e interpretazioni delle “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione, recitate da un grande attore di teatro e di cinema, Vincenzo Bocciarelli, allievo di Strehler e del Piccolo Teatro di Milano:

da YouTube: Vincenzo Bocciarelli – Play List su Canale YouTube

 

da Facebook: Vincenzo Bocciarelli – Play List su Canale Facebook

https://www.facebook.com/watch/124219894392445/339522750427332/

 PAGINA FB UFFICIALE DELLE NOVELLE:

Pagina Facebook ufficiale delle Novelle brevi di Sicilia:

https://www.facebook.com/novellebrevidisicilia/

L’AUTORE ANDREA GIOSTRA:

Interviste ad Andrea Giostra | Play List di YouTube:

Interviste ad Andrea Giostra | Play List di Facebook Watch:

https://www.facebook.com/watch/124219894392445/2499554480294100/

Contatti Andrea Giostra

https://www.facebook.com/andreagiostrafilm/ 

https://andreagiostrafilm.blogspot.it 

https://www.youtube.com/channel/UCJvCBdZmn_o9bWQA1IuD0Pg

Andrea Giostra al mercato di Ballarò a Palermo_PH. Mapi Rizzo

“Salina Jazz Festival”, al via la IV edizione dal 24 al 26 settembre 2021

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Antonio Forcione

“Salina Jazz Festival”. Il Festival Jazz a Salina apre il sipario per la quinta edizione. Un melange di suoni, colori ed odori dell’Isola per una ripartenza in musica. In scena dal 24 al 26 settembre alle ore 21.30 a Palazzo Marchetti

Ai nastri di partenza il “Salina Jazz Festival”, il festival dedicato alla musica dell’improvvisazione che, grazie ai successi degli scorsi anni, è giunto alla sua quinta edizione. In scena da sabato 24 sino a domenica 26 settembre, per una tre giorni piena di note in jazz nella splendida isola di Salina. Il Festival che animerà l’isola dipingendola con il sound di tre gruppi diversi, con doppio set alle ore 19.00 e 21.30, e con la speciale partecipazione dell’artista internazionale Antonio Forcione. L’affermazione del successo di Forcione è storia di talento, passione e d’una spasmodica ferocia nel riuscire con determinazione a cavar fuori dalla chitarra ogni suono o emozione possibile. Il risultato? Un mix di abbagliante virtuosismo, ritmi impetuosi, e un’ardente ambizione spirituale accoppiata ad un pizzico di umorismo innato. I suoi 17 album e i numerosi riconoscimenti, per non parlare di tutti i suoi concerti di beneficienza, lo hanno reso un artista molto amato. Il Salina Jazz Festival che nasce dalla collaborazione più che ventennale tra Clara Rametta, sindaco di Malfa e fondatrice dell’Associazione Didime 90 e Giuseppe Urso, che ne firma la direzione artistica, vede anche la firma dell’organizzazione generale di Fabio Lannino. Grandi novità per questa edizione con un doppio appuntamento giornaliero, uno alle ore 19.00 ed a seguire alle ore 21.30 l’altro, per avvolgere in musica le serate isolane a Palazzo Marchetti, sede storica di attività culturali e concertistiche. Altra peculiarità della manifestazione sono i concerti inseriti nel programma durante le albe con i Maestri Urso, Lannino e Rizzo. Alle ore 6.00 del mattino, i turisti, i curiosi e i jazzofili potranno gustarsi le bellezze del giorno che arrivano accarezzati dalle note in jazz. Ciò a dimostrazione che la musica ha un linguaggio universale che potrà armonizzarsi con le onde del mare già all’aurora, valorizzandone le unicità isolane in un contesto naturale di colori e suoni. Sull’iniziativa interviene il direttore artistico Giuseppe Urso che dichiara la propria soddisfazione nel realizzare per il quinto anno consecutivo il Festival a Salina nonostante le difficoltà sopravvenute a causa della pandemia: “essere riusciti ad organizzare il Salina Jazz Festival anche quest’anno dimostra quanto sia importante la musica in questo particolare momento storico. Una rinascita quale volano culturale ed artistico, un mezzo universale senza confini e senza limiti ed il jazz ne è una dimostrazione autorevole grazie soprattutto alla improvvisazione che ne determina la caratteristica principe. Quest’anno più di ogni altro essere nuovamente a Salina in versione live ci permettere di affermare il valore altissimo culturale della musica grazie anche alla volontà di Clara”. Sul palco della kermesse jazzistica per il battesimo dell’edizione 202i, venerdì 24 settembre, saranno protagonisti Pamela Barone & Sergio Munafò Quartet, a seguire, alle ore 21.30 Giuseppe Urso in Trio per presentare il nuovo progetto musicale “Nake”, sabato 25 settembre alle ore 19.00 è la volta di Alessandra Mirabella e Valerio Dainotti in duo, alle ore 21.30 Giuseppe Milici e Valerio Rizzo in “Love”, il 26 settembre alle ore 19.00 Valerio Dainotti in Trio, alle ore 21.30 l’artista internazionale Antonio Forcione. Le Albe in Musica vedono in scena ogni giorno alle ore 6.00 Valerio Rizzo, Fabio Lannino e Giuseppe Urso.

“Salina Jazz Festival”, al via la IV edizione dal 24 al 26 settembre 2021

Barbara May, scrittrice, presenta il suo romanzo “Livia e i misteriosi sesterzi d’oro” | INTERVISTA

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Barbara May

«La chiave di tutto sta nella fantasia che mi ha aiutata ad entrare quasi “realmente” nei luoghi che descrivevo. Un susseguirsi di vicende, che nel mentre le creavo, divenivano sempre più spontanee, coinvolgenti e introspettive anche per me.» (Barbara May)

Barbara May

Come nasce la Sua passione per la scrittura?

Avendo vissuto un infanzia e adolescenza molto difficile, navigare con la fantasia attraverso il disegno o la scrittura era per me un modo per allontanarmi dalla dura realtà. Con la fantasia potevo ritrovare positività e una spinta in più per non arrendermi. Tuttora è così. Scrivere mi trasporta nel mio mondo interiore, dove posso fare ciò che voglio, scoprire chi sono e trovare un modo per apprezzarmi e vedermi in un’ottica e contesto più bello.

“Livia e i misteriosi sesterzi d’oro” è un viaggio dinamico nel tempo. Cosa l’ha indotta a proiettare la storia nell’antica Roma?

Viaggiare nel tempo è un qualcosa che l’uomo ha sempre Sognato. Io questo viaggio l’ho immaginato nel mondo dell’antica Roma. Un’antica realtà che mi ha sempre affascinata e incuriosita, una città così appassionante e piena di bellezze che ama tutto il mondo.

Nella Sua attività letteraria ha pubblicato altri libri e romanzi?

Mi è capitato di pubblicare un libro nel 2019 con una casa editrice che mi aveva coinvolta in un progetto. Attualmente il volume non è più disponibile sul mercato perché vorrei rivederlo e dargli nuova vita.

Ho realizzato un libro destinato ai bambini della prima infanzia con i miei disegni. Appena ho più possibilità vorrei poterlo pubblicare.

Il Suo libro è denso di mistero, e questo è forse l’elemento che maggiormente lo connota di una speciale intensità, la quale avvolge i personaggi. Mantenere intensità e mistero in una storia complessa e dinamica non è facile. Come ci è riuscita?

La chiave di tutto sta nella fantasia che mi ha aiutata ad entrare quasi “realmente” nei luoghi che descrivevo. Un susseguirsi di vicende, che nel mentre le creavo, divenivano sempre più spontanee, coinvolgenti e introspettive anche per me.

I personaggi del libro passano attraverso ‘strati’ di tempo, li scoprono, li vivono, poi riemergono al presente e di nuovo si ritrovano nel passato. Cosa caratterizza la loro capacità di adattamento al transfer temporale? Lei li ha pensati come time travellers, viaggiatori nel o del tempo, come moderni testimoni di un’era scomparsa ma sempre viva e anche – forse – sempre attuale, o come pedine di un mistero che doveva essere svelato?

I protagonisti, mossi da una grande passione, sono divenute pedine di una magia che li porterà nei luoghi che da sempre hanno sognato e amato. Riusciranno a giocare attraverso strati temporali senza conseguenze, perché vivano intensamente i luoghi che sono stati all’origine del loro morboso amore verso la storia di Roma. Il Dio che li ha scelti vuole quasi premiarli con la scusa di una importante missione, per come si presentano tenaci e determinati sapendo coscienti, di andare a percorrere situazioni ultra terrene e ricche di storia.

A beneficio dei lettori, qual è il cardine della storia? E quale l’input interiore che sostiene i personaggi nel loro viaggio?

Il cardine del racconto sta dentro una frase che ho inserito nel libro. “Solo chi ama Roma è degno della sua magia!” Questa è la formula principale che darà il là a tutta la vicenda.

Nell’ultima pagina si legge: “… La misteriosa moneta (il sesterzio) aveva unito la famiglia in una vera magia segreta”….. Era forse questo il profondo significato del viaggio?

In realtà la famiglia era sempre stata unità. Ma lo scetticismo di una protagonista nei confronti di sua madre aveva in qualche modo creato in lei una sorta di pregiudizio e allontanamento verso la sua figura. Con l’avventura dei due protagonisti principali, questo scetticismo crollerà, rendendo consapevole questa persona, di quanto si era persa senza comprendere il suo genitore. Dopo aver scoperto il segreto, la famiglia sarà più solida di prima. Il sesterzio è l’antica moneta che fa crollare i dubbi e le incertezze. Che unisce tutti, anche dopo la morte.

C’è qualcuno che vorrebbe ringraziare e che  l’ha aiutata a realizzare questo romanzo?

Per realizzare questo progetto ho voluto avere qualcuno che mi aiutasse ad incastrare nel miglior modo possibile le vicende che venivano narrate. Volevo mantenere un linguaggio semplice, scorrevole che parlasse genuino al lettore. Volevo mantenere il mio modo di raccontare. Questo l’ho fatto grazie all’aiuto di un editor che mi ha seguita passo passo, anche durante la pandemia. La signora Elisabetta Valeri è stata essenziale.

Poi volevo ringraziare il giornalista Gianni Maritati che mi ha fatto capire che dovevo proseguire su questa strada senza arrendermi.

Barbara May

https://www.facebook.com/barbaramay1975

Il libro:

Barbara May, “Livia e i misteriosi sesterzi d’oro”, Rupe mutevole ed., Betonia, 2021:

https://www.rupemutevole.com/shop-online/productidn/1134323/livia-e-i-misteriosi-sesterzi-d’oro-di-barbara-may

www.rupemutevole.com

Barbara May, “Livia e i misteriosi sesterzi d’oro”, Rupe mutevole ed., Betonia, 2021:

Maria Cristina Del Torchio, editore

www.rupemutevole.com

https://www.facebook.com/rupemutevole/

Autunno, il tempo e la sua magia | Elena Rosa Tafanelli

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Elena Rosa Maria Tafanelli

Autunno, il tempo e la sua magia.
Passa il tempo e mi soffermo a pensare, a questo tempo che vuole parlare, vuole esserci a ricordare e per dire come sia bello viverlo, vivere ogni momento. E mi metto in ascolto, un momento che suona di infinito. Un’eco … Un ritorno, che accolgo come un nuovo giorno. Nel tempo, cuore e mente in perfetta armonia, hanno trovato il loro equilibrio. Il tempo così fa, a lui ogni giorno il mio grazie.
Si può scegliere come apparire, ma non si può nascondere a lungo chi siamo veramente. Da dove veniamo. Il tempo svela chi siamo, cosa vogliamo, cosa riusciamo a dare, la nostra direzione. Noi, non siamo altro, non siamo altri, siamo noi, sono io!
Siamo il frutto del nostro passato. Siamo ciò che diciamo e ciò che scriviamo, con parole nostre, di nostro pugno. Correndo il rischio di inciampare, incespicare, sbagliare verbo o accento, ma autentici in ogni espressione. Siamo in cammino con il bagaglio di ieri, che ogni giorno cerchiamo di adattare, rinnovandolo, alle esigenze del momento. Possiamo cambiare luoghi, casa, profumo, colori, forme … sono solo ciò che appare. Viaggi, distrazioni, situazioni nuove, esperienze nuove, capacità nuove … persone nuove, nulla potrà cambiare questa realtà, la realtà è dentro noi, noi nel tempo, noi la nostra storia. La nostra formazione è passata attraverso fasi, ognuna nel rispetto del tempo impiegato, speso e vissuto come abbiamo potuto, voluto. Ciò che abbiamo vissuto anche se non totalmente, in parte l’abbiamo voluto, e così ci siamo formati. A volte ci siamo saputi adattare, a fatti, circostanze, persone. Eroi? No, persone con la capacità di saper vivere. Ogni scelta sarà sempre un ripercorrere ciò che abbiamo vissuto, che abbiamo goduto o sopportato, ma comunque vissuto da noi. Non solo, non soli. Non viviamo su isole deserte. Da questa consapevolezza ogni passaggio deve essere attentamente considerato e studiato, mai tralasciato, nessuna presunzione potrà dire il contrario, nulla potrà cambiare un percorso di vita segnato, comunque tracciato. Sognato?! Realizzato!? Non siamo soli, e chi è sul nostro cammino fa storia, farà storia, e sarà sempre la nostra realtà. Tutto ciò che è stato è la nostra memoria, la nostra mente nel tempo che sarà, nel tempo che verrà. Ci vorrà pazienza, ma l’amore è paziente, e se amore ho amore vivrò, e l’amore è paziente. La verità è che bisogna saper guardare al passato col sorriso, mai diversamente. Perché quello che siamo stati, siamo, saremo solo più evoluti se vorremo. C’è una fonte di verità, di certezza: ciò che sei è nella tua mente, nei tuoi ricordi che sono vita vissuta, è nei tuoi talenti, nelle tue passioni, nella creatività che proponi nella tua vita ogni giorno, ogni momento nuovo, nuovi noi. Quando scopri questo dono che porti dentro sei già in cammino, sei già avanti nel tempo, pronto ad attingere a questa sorgente, e una volta scoperto avrai davvero sconfitto ogni paura, ogni incertezza. In un continuo ricominciare. E questo puoi volerlo solo tu. Nessun padrone, nessuno potrà agire, pensare al posto tuo. Solo tu ci sei e devi esserci. Questa consapevolezza sicuramente potrà permettere ogni tua evoluzione, e di chi ti sta al fianco, a cui tu tieni. Nessuna schiavitù, da niente e da nessuno. Sappiamo che il dipendere, ogni dipendenza, allontana l’amore. L’amore è libertà, di pensiero, di azione, da non fraintendere nel senso di essere liberi passivamente. La libertà è uno stato mentale, intellettuale, culturale, fisico, mai banale. Vivere sotto padrone, e lasciare andare questa condizione perché più facile, nel tempo, potrà solo cambiare il padrone, non te stesso. Catene che nel tempo possono annientare, bloccando il nostro volo creativo. Dipendere mai. E intanto vivi. Devi Vivere con l’entusiasmo crescente che ti sostiene, e scoprire magari di essere quello che sei da sempre. E così potrai procedere più sicuro, più spedito. Avrai capito che occorre impegnarsi, e costruire oggi per il domani, con le proprie mani, idee, testa propria, ma mai rinnegando ciò che eri, sei sempre stato. Perché rinnegare il nostro passato vorrebbe dire rinnegare se stessi, e senza se stessi … Si è nessuno. La nostra identità dipende da noi. Rinnegare può significare giudicare, e perché giudicare, noi non vogliamo essere giudicati, da nessuno, neppure da noi stessi. Ogni giudizio non dice chi sei tu. Potrebbe significare inganno, bugie, falsità. Chi giudica, ha solo un parametro, se stesso, per vanità, per superficialità, in assoluta distanza dall’altro. Ecco, per capire l’altro il tempo ti viene in aiuto. Il tempo ti permette di riflettere. Il tempo ti indica la strada, una è quella di far sedere alla tua tavola l’altra persona. In tranquillità ogni espressione sarà eloquente, molto più di tante parole. Invitare nei tuoi spazi, casa o altrove, vuol dire aprirsi all’altro, osservando l’assenza o la presenza del viceversa. Il dialogo, o il monologo che ne segue dirà con chi ti stai rapportando. Questo solo il tempo può farlo. Perché ognuno di noi, nel prender tempo, concede tempo, di esprimersi. Potersi esprimere è di straordinaria importanza. Un comportamento ha necessità di tempo. Per capire la realtà di una persona non occorre un’arte particolare, occorre essere se stessi ed osservare lo sguardo che incroci. Chi entra nella tua vita creandosi spazio, e dandoti il suo abbraccio stai pur certo che di quell’abbraccio puoi fidarti, per un tempo infinito. Impari la bellezza di poter dire, io con te, allontanando la frase senza senso io senza di te. Sostanziale differenza che dice chi siamo. Solo se ami te stesso potrai amare, e dire io con te. Vuol dire che basti a te stesso, non ti serve l’altro per essere. Tu sei. Tu e il tuo amore da donare. Nessuna dipendenza psicologica o affettiva in senso negativo. Si impone coerenza per essere se stessi. L’unica strada è riprendere la propria persona e dire a te ci penso io, io migliore, ma sempre io. Solo allora potrai dire ho un cuore ed una mente che sanno chi sono, oggi, migliore di ieri. Solo chi ama profondamente, oltre ogni cosa, potrà comprendere, comprenderci, compresa la nostra storia, giammai camuffarla, disconoscerla. Non accettiamo di percorrere vita non nostra, vita già vissuta da altri, non compiacere. Vale il volere assieme. Non accettiamo in nessun modo giudizi, perché chi giudica ha solo quello nel proprio percorso. Cerchiamo, quasi a pretendere, un dialogo, un confronto, alla pari, maturo. Chi giudica non è pronto al dialogo, vuole solo imporre la propria volontà, e vuole scegliere per noi, e non con noi. Chi giudica è sostanzialmente incline alle menzogne. Viviamo la nostra vita a modo nostro, con la nostra volontà, nostra personalità. Viviamo, viviamo pienamente, come respirare a pieni polmoni. la vita è nostra e la dobbiamo vivere come sentiamo. Io la chiamo coerenza, lo chiamo rispetto, lo chiamo esserci, essere.

Elena Rosa Maria Tafanelli
TERM  21/09/2021

Gli “ex-voto”: strumenti di devozione popolare | di Giusy Pellegrino

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ex voto

L’espressione “ex-voto” deriva dalla locuzione latina ex voto suspecto che significa “secondo promessa fatta” o “da promessa fatta”. Solitamente viene utilizzata per indicare un oggetto dato in dono ad una divinità, o nel caso della religiosità cristiana, a Dio, alla Madonna o ai santi in particolare “protettori” per una grazia ricevuta indicata dall’anagramma P.G.R..

Sono in gran numero presenti in chiese e santuari sottoforma di riproduzioni di arti, cuori statue, gioielli o abiti oppure di quadretti dipinti con soggetto la scena del miracolo. L’utilizzo degli ex-voto era già in uso in età preistorica: l’uomo primitivo realizzava piccole immagini scolpite nella pietra per aggraziarsi le divinità che identificava nella natura. Tale pratica continuò anche in età classica: in Grecia potevano essere di due tipi, ikesia (voto propiziatorio) e karisterion (per grazia ricevuta) mentre a Roma erano ex voto propiziatori e congratulari.

Una delle prime testimonianze relativa all’uso di offrire doni votivi alla divinità ci è data da Erodoto narrando lo scampato pericolo di Arione dai Corinzi grazie ad un delfino.

Con il Cristianesimo essi vennero realizzati con vari materiali (gesso, piombo, argento, ecc.) e forme (molte di queste rappresentavano l’arto o l’organo guarito dal santo/a a cui si era fatto il voto).

Tra il Quattrocento e l’Ottocento assunsero la forma di tavolette votive in cui venivano rappresentati alla base il miracolo e nella parte alta il santo che lo ha compiuto.

L’ex-voto veniva quindi realizzato in risposta ad un “voto”, da vovere, ossia un obbligo liberamente assunto con la divinità oppure anche desiderio ardente che può essere tradotto come promessa alla divinità o come atto di religione e stabilisce una relazione tra l’umano e la divinità.

Erano di due tipologie:

– Per richiedere una grazia e solitamente sono rappresentazioni di parti del corpo o di figure umane.

– Per grazia ricevuta e in questo caso possono essere rappresentazioni iconografiche come tavolette votive o oggetti preziosi.

Tutto ciò fa parte della cosiddetta arte popolare, cui origine risalirebbe alla divisione in classi della società che “ha prodotto, sia pure non in termini di replica automatica, un’analoga articolazione della cultura” e “accanto a un’arte colta si è generata un’arte popolare”, creando serie difficoltà a chi tenta un approccio epistemologico.

Gli ex-voto quindi come “prodotto” dell’arte popolare possono essere o “primati” (dipinti o plasmati a cera o in argento) oppure “secondari” (quando hanno in origine funzione diversa e solo dopo mutati in oggetti “votivi”).

Sia gli ex-voto sia le immaginette votive venivano creati da artisti anonimi che, prima di divenire dei veri e propri professionisti del campo, compivano un tirocinio in bottega dove apprendevano tutte quelle norme utili per il successo futuro.

I rapporti tra umano e divino passano per questi oggetti fautori della diffusione del culto relativo alla potenza divina di riferimento. Questi si posero in antitesi con lo spirito della religione ortodossa venendo tacitamente tollerati dalla religione cristiana, dagli ordini religiosi e dalle confraternite che ne favorirono la produzione e la diffusione per incentivare il culto e trasmetterne un messaggio religioso.

Per questo venivano distribuite in quantità maggiore in occasione della ricorrenza del santo/a patrono/a oppure durante le cerimonie religiose a loro dedicate.

La loro diffusione fu sostenuta da Sant’Ignazio di Loyola perché da essi scaturivano potenzialità didattiche, tanto da definirli la “Bibbia dei poveri” (appese come ex voto davanti al Monastero benedettino di Monserrat le sue armi davanti alla statua della Madonna nera).

Giusy Pellegrino

La nuova campagna per la ricerca dell’Istituto Pasteur Italia “Adotta un ricercatore”

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BEING Staff Via Adelaide Bono Cairoli 30 Milano 16 giugno 2021 © Andrea Veroni

BEING FIRMA LA NUOVA CAMPAGNA PER LA RICERCA DELL’ISTITUTO PASTEUR ITALIA “ADOTTA UN RICERCATORE” SARA’ DIFFUSA SU STAMPA, RADIO E TV DAL 12 SETTEMBRE AL 3 OTTOBRE 2021 IL NUMERO SOLIDALE 45580 SOSTERRA’ LA RICERCA CONTRO IL CANCRO E LE MALATTIE INFETTIVE COME IL COVID-19

La Nuova Campagna Per la ricerca dell’Istituto Pasteur Italia “Adotta un ricercatore”

Al via dal 12 settembre al 3 ottobre 2021 la campagna stampa, radio e tv che BEING firma per l’Istituto Pasteur Italia in favore della ricerca sulle immunoterapie, dando seguito ad una lunga e importante collaborazione.

“Adotta un ricercatore” è il messaggio con cui l’agenzia creativa BEING traduce mission e obiettivi dell’Istituto Pasteur Italia: infatti per combattere malattie gravi, anche emergenti come il Covid-19, sono necessarie solide fondamenta.

Non c’è ricerca senza ricercatori e per l’Istituto Pasteur Italia il gruppo di giovani ricercatori diretti dal Dr. John Hiscott, biologo molecolare e virologo di fama mondiale, sono il bene più prezioso. Grazie a loro, infatti, è possibile continuare a realizzare nuove scoperte e migliorare la qualità della nostra vita.

Con un sms o una telefonata al numero solidale 45580, tutti hanno l’opportunità di dare il proprio contributo e sostenere il lavoro di studio di nuove terapie contro il cancro e le malattie infettive come il Covid-19.

Un visual chiaro e diretto è la scelta creativa di BEING per la campagna stampa che coprirà tutte le principali testate quotidiane e periodiche nazionali. La RICERCA è protagonista: questa parola di 7 lettere appare in primo piano scritta su 7 cubi di legno (uno per lettera). Questi cubi sono poggiati uno sull’altro, a rappresentare simbolicamente la costruzione di un futuro di salute, e si sorreggono a loro volta grazie ad un ottavo cubo, privo di scritte: questo è lo spazio della solidarietà, che è indispensabile per sorreggere le fondamenta della ricerca. Se crolla un solo tassello di queste fondamenta, crolla l’intera ricerca. Ecco perché è importante che la società civile contribuisca a mantenere solide le basi.

In secondo piano appare il volto di una ricercatrice, a sottolineare l’importanza delle persone, al centro di ogni attività solidale e di tutta la filosofia di BEING.

Lo spot di 30”- in programmazione sulle reti Mediaset, La7 e Sky – intensifica il messaggio, mostrando in modo ancora più evidente come il lavoro dei ricercatori costituisca le fondamenta della ricerca e, di conseguenza, la base del futuro della comunità. Senza fondi non si può svolgere ricerca. L’immagine del team di ricercatori fa da sfondo alla call to action, che invita tutti a dare il proprio contributo attraverso il numero solidale.

La campagna “Adotta un ricercatore” si inserisce in un percorso strategico di comunicazione e posizionamento che BEING ha iniziato anni fa insieme all’Istituto Pasteur Italia, con l’obiettivo di instaurare un rapporto di dialogo e vicinanza tra il pubblico più trasversale e l’Istituto.

“’Ci mettiamo la faccia’: è questo il concetto fondamentale che unisce BEING e l’Istituto Pasteur Italia – spiega Luca Formisano, Founder & CEO di BEING – La sfida che abbiamo lanciato e che il cliente ha colto con successo è stata quella di rendere umano e accessibile il volto di un’Organizzazione No Profit parte di un network internazionale di istituti con gli stessi obiettivi. Lo abbiamo fatto spostandoci dal macro al micro, ci siamo voluti liberare dai dogmi che spesso spingono le grandi associazioni ad essere autoreferenziali e ci siamo raccontati attraverso azioni concrete. ‘Adotta un ricercatore’ trasferisce la credibilità scientifica internazionale dell’Istituto in un’azione tangibile e immediata. Il volto che il donatore vede in foto è quello del ricercatore che sta sostenendo. Tutto ciò ci è stato possibile grazie alla lungimiranza del Cliente e alla centralità che entrambi diamo al valore delle persone all’interno delle nostre organizzazioni”.

Sull’importanza di comunicare la ricerca Angela Santoni, Direttore Scientifico dell’Istituto Pasteur Italia commenta: “L’Istituto Pasteur Italia lavora da sempre per migliorare il benessere della società e per garantire il diritto alla salute di tutti. La ricerca non può e non deve fermarsi e per questo è fondamentale il contributo dei nostri giovani scienziati: adottare un ricercatore significa fare il bene di tutti”.

Dal 12 settembre al 3 ottobre 2021 inviando un SMS al numero solidale 45580 si può sostenere l’Istituto Pasteur Italia donando 2 € da cellulare personale Wind Tre, TIM, Vodafone, PosteMobile, Iliad, Coop Voce, Tiscali; il valore della donazione sarà di 5 o 10 € per ciascuna chiamata da rete fissa TIM, Vodafone, Wind Tre, Fastweb, Tiscali e di 5 € per ogni chiamata da rete fissa TWT, Convergenze, PosteMobile.

BEING AGENCY

www.being.agency

  • BEING Agency è l’agenzia creativa diretta da Luca Formisano specializzata nella comunicazione del settore Non Con il claim “Creatività, persone, strategia. Il tutto in un’unica essenzaBEING si posiziona nello scenario della comunicazione pubblicitaria come Società Innovativa a Vocazione Sociale, una forma-manifesto per sviluppo del terzo settore.
  • Il KNOW-HOW di BEING si fonda su oltre 15 anni di attività nel settore pubblicitario, dalla consulenza strategica allo sviluppo creativo, per aziende di vario calibro, nazionali ed internazionali. La Creative Agency è specializzata nella comunicazione e raccolta fondi per le Organizzazioni No Profit e si rivolge a tutte quelle aree di mercato e di clienti che possono o vogliono dare un orientamento sociale alla propria attività e che quindi sono strettamente correlati al benessere della comunità.
  • BEING si occupa di raccontare il mondo Non Profit – le associazioni, la loro mission, i progetti e gli obiettivi che generano  valore    sociale    –    creando    il    dialogo    tra    i     protagonisti     attivi     e     i     L’attività di BEING spazia dalla consulenza strategica sul piano di raccolta fondi all’ideazione di campagne di prodotto fino allo sviluppo dei materiali di direct marketing, offrendo servizi di COMUNICAZIONE (advocacy, bilanci sociali, branding & analisi del posizionamento, campagne di posizionamento, campagne sms solidale, content strategy, landing, siti applicativi e web, social & media management) e FUNDRAISING (Campagne 5×1000, Campagne lasciti, Consulenza strategica piano di raccolta fondi, Community fundraising (personal fundraising & crowdfunding, corporate & grandi donatori, direct mail , acquisition & retention, direct mail marketing, lead generation).
  • Forte dell’esperienza decennale nella comunicazione pubblicitaria e della consolidata specializzazione nel Non Profit, BEING si rivolge a tutte quelle aree di MERCATO E CLIENTI che possono o vogliono dare un orientamento sociale alla propria attività e che quindi sono strettamente correlati al benessere della comunità.

L’“Installazione Urbana” del “Sicilia Jazz Festival” nel centro storico di Palermo racconta la storia del Brass Group

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L’“Installazione Urbana” del “Sicilia Jazz Festival”

Il Sicilia Jazz Festival, un avvenimento con tante eccellenze artistiche e progetti inediti, dai big internazionali, alle esclusive della Orchestra Jazz Siciliana con artisti italiani, dai giovani studenti dei Conservatori agli artisti residenti. Regione Siciliana – Assessorato al Turismo Sport e Spettacolo, in collaborazione con il Comune di Palermo ed i Conservatori siciliani ed il Brass Group. Focus sulla “Installazione Urbana” per dare vita alle strade del centro di Palermo con l’arte del Jazz e la storia del Brass Group

Sembra di trovarsi in una città metropolitana Europea. Si alzano gli occhi e si ha l’impressione netta di respirare area internazionale come quando si gira per le vie di Parigi, Berlino, Londra o di vedere una mostra all’aperto avveniristica a New York o a Tokyo. Questo è quello che accade ammirando le gigantografie con le immagini di musicisti jazz affisse all’esterno del Real Teatro Santa Cecilia o lungo il basamento di Palazzo Gangi. Un colpo d’occhio immenso, grandioso che ha come protagonisti centinaia di artisti che si sono susseguiti nelle loro esibizioni in quasi cinquant’anni di storia di Jazz del Brass Group, già a partire dal 1974 quando Irio De Paula scelse di inaugurare lo scantinato di Via Duca della Verdura, sede storica del Brass. Con questo maestoso allestimento è stata inaugurata la prima edizione del Sicilia Jazz Festival a Palermo, all’interno del Jazz Village, e di cui una parte risiede sul ponteggio del Palazzo Valguarnera Gangi su concessione della principessa Carine Vanni Calvello Mantegna. La Installazione è stata curata dalla Regione Siciliana – assessorato del Turismo, Sport e Spettacolo, e al suo interno, con la ideazione e progettazione dell’architetto Laura Galvano, che è riuscita con abilità e creatività innovative, in pochissimo tempo, appena un paio di mesi, a far rivivere di suoni e musica le facciate di due monumenti del centro storico di Palermo. Una installazione davvero unica e con una resa eccezionale sia come scenografia che come rappresentazione della storia e della cultura jazz. Il contenuto e la grafica sono stati curati invece direttamente dalla Fondazione The Brass Group, in particolare i testi da Rosanna Minafò e da Domenico Cogliandro, le foto da Arturo di Vita e Luigi Giuliana e la grafica da Gianni La Rosa, per un totale di ben 110 fotografie, ognuna con un racconto ed un ricordo del Brass. Si respira storia di musica, di jazz camminando lungo le strade del centro storico, osservando così gli 8 totem trifacciali, alti 3 metri con ben 72 foto, 27 gigantografie da 3 x 3 metri ognuna per 81 metri lineari e 11 gigantografie da 4 metri per 3 arricchite da citazioni storiche appartenenti ai grandi del Jazz come Miles Davis,  Dee Dee Bridgewater, Pat Metheny, Oscar Peterson, Charles Mingus, Frank Sinatra, Gil Evans, Herbie Hancock, Arturo Sandoval, Lionel Hampton, Chet Baker, David Miller, Michel Petrucciani, Sarah Vaughan, Milt Jackson, John McLaughlin, Dionne Warwick, Fabrizio Bosso, Darius Brubeck, Halie Loren, Joyce Moreno, Kyle Eastwood, Raul Midon, Roberta Gambarini, Tony Hadley, Richard Bona, Gonzalo Rubalcaba, Aziz Mustafa Zadeh,  Pat Martino, giusto per citarne alcuni. Così i curiosi potranno leggere delle citazioni come quella che riguarda Tony Scott: “Venne a Palermo ospite del The Brass Group, nel novembre del 1974, per esibirsi in quartetto con Garsia al piano, Salerno al basso e Cavallaro alla batteria. Una sera al jazz club di via Duca della Verdura, mentre al clarinetto esponeva l’introduzione di Stardust di Hoagy Carmichael, uno spettatore che fischiettava fu colto alla sprovvista da una pausa. Scott staccò il clarinetto dalle labbra e guardandolo gli disse: “conosco, grazie!”. Ed ancora vengono ripresi i primi anni di intensa attività. Siamo alla fine del 1976, nel jazz club vi erano state le numerosissime esibizioni della Brass Group Big Band, i concerti di Lee Konitz, Chet Baker, Johnny Griffin, Don Cherry, Lou Bennett, Charles Mingus, Perigeo, Franco Cerri. Ed ancora, il concerto di Lionel Hampton, il festival estivo con Sarah Vaughan, Dizzy Gillespie, Archie Shepp, Art Blakey e poi Charles Tolliver. Questa attività aveva lasciato un segno profondo per tutti gli amanti del jazz”. Sul concerto di Frank Sinatra: “Il 13 giugno 1987 viene realizzato uno dei più importanti concerti del The Brass Group allo Stadio della Favorita con 25.000 spettatori. The Voice ritorna nelle sue origini paterne di Lercara. Ha ancora una voce che trascina e commuove le folle: lo stadio della Favorita è esploso quando Sinatra ha cominciato a cantare My way” con queste parole Paolo Guzzanti apre il suo articolo su La Repubblica il 14 giugno del 1987. Nella bellissima foto, così imponente di Charles Mingus, Luigi Giuliana scrive “…. Nell’intervallo tra due concerti vidi Mingus seduto, pensieroso con una mano sulla tastiera del contrabbasso e uno dei suoi sigari cubani nell’altra… montai un teleobbiettivo  sulla mia reflex e cominciai a mettere a fuoco. Lui si accorse di me e sorrise”. Si legge anche della protesta durante la quale vengono fatti diversi appelli da parte di grandi musicisti a favore del Brass Group.  Tra questi, Renzo Arbore da New York. Il grande musicista e showman, ospite in quel periodo dell’Istituto Italiano di Cultura della Grande Mela, ha voluto esprimere la propria solidarietà verso la Fondazione The Brass Group con queste parole: “Qui stiamo celebrando il jazz. E c’è una fondazione, quella di Ignazio Garsia, che è veramente importante per la storia del nostro Paese e la cultura della Sicilia, una delle Regioni che hanno fornito il maggior numero di musicisti. È un peccato che le istituzioni non proteggano questo Brass Group che rischia di essere sciolto”. Tra le gigantografie si intravedono le immagini dei Direttori d’Orchestra come Carla BleyIo e Steve Swallow ricordiamo con immenso piacere quella settimana trascorsa a suonare con la splendida Orchestra Jazz Siciliana e il disco fatto assieme. Confesso, anzi, che nelle nostre fantasie abbiamo spesso vagheggiato, un giorno, di starcene in Sicilia a pascolare pecore e coltivare fichi d’India”. E Gil Evans che dichiarò al giornale La Sicilia nel 1986 “Non c’è alcuna differenza tra loro e i musicisti con cui ho suonato nelle orchestre di Vienna, Parigi, Londra o Toronto” e Rachelle Ferrell nel 2006 “E’ stato uno dei più dolci, dei più significativi e memorabili momenti della mia vita incontrare, connettermi, condividere e infine suonare con questi magnifici musicisti… queste esperienze saranno per sempre parte di me, staranno sempre nel mio cuore e faranno parte del mio essere artista”. Su George Cables si legge una nota di Antonio Terzo, Jazzitalia “Pianista dal tocco magistrale … ed il concerto assume così una inattesa connotazione che trasporta il pubblico in un’atmosfera da jazz club americano, con quella disinibita gioia di trasmettere emozioni attraverso la musica di cui loro sono Maestri”. “Sono felice di ritornare a Palermo dopo 34 anni – dichiara Ron Carterper me questa città è come un contrabbasso grazie ai suoi colori, le luci, e il suono della voce. Esibirmi qui, in questo meraviglioso posto insieme a questi splendidi musicisti dell’Orchestra Jazz Siciliana, diretta dal maestro Domenico Riina, mi riempie di gioia. Ho incontrato anche tanti giovani studenti e dico a loro studiate, non vi fermate mai”. Ed ancora Dee Dee BridgewaterSono entusiasta di tornare a Palermo per il Sicilia Jazz Festival e per il Brass Group. Ho preparato una scaletta tratta dai miei dischi dedicati a Billie Holiday ed Ella Fitzgerald, arrangiati da Frank Foster, e ci sarà anche un omaggio al grande BB. King con l’esecuzione di Let the goodtimeroll, sarà davvero divertente assieme all’Orchestra Jazz Siciliana ed il Maestro Domenico Riina”. Insomma, una carrellata infinita di immagini e testi per trascorrere un pomeriggio in musica, passeggiando lungo il centro storico di Palermo ed ubricarsi di Jazz!

IL PROGETTO ARCHITETTONICO DEL MONUMENTO AL JAZZ

L’idea progettuale nasce per promuovere il Sicilia Jazz Festival attraverso un’installazione urbana che si snoda tra alcune arterie del centro storico di Palermo. In particolare sono state coinvolte la Piazza teatro Santa Cecilia, il Vicolo Valguarnera, la Via canta Vespri e la Piazza Croce dei Vespri. Le arterie e gli spazi urbani costeggiano, in vario modo, Palazzo Gangi di Valguarnera e collegano il Teatro Santa Cecilia con la Galleria d’Arte Moderna. Allo stato attuale, a seguito di lavori di restauro, il prestigioso palazzo Gangi di Valguarnera è interamente occluso alla vista dei visitatori per la presenza di un ponteggio. Il progetto così ha volute ricoprire interamente l’opera provvisionale e le reti che lo rivestono con un’installazione artistica che riutilizza il materiale, nastri di carta metallizzata, di colore oro e argento, già usato per l’installazione “Ciak… si torna a girare a Taormina. Oltre al palazzo Gangi, anche i fronti del teatro Santa Cecilia, prospicienti sulla piazza omonima e su Via canta Vespri, sono tutti interessati dall’installazione. In particolare, la nuova installazione intende riutilizzare i teli in rete di nylon, su cui si trovano già ancorati dei nastri di carta metallizzata di larghezza 6 cm e lunghezza mt 2. Ogni telo, di dimensione 4x4mt, contiene 650 nastri. In totale è previsto il riutilizzo di 130 reti, delle 200 originari, appartenenti all’installazione “Ciak…si torna a girare”, che sono a disposizione della Regione Siciliana. Il riutilizzo del materiale, proveniente da altra installazione, ha lo scopo di non sottoporre l’Assessorato regionale del Turismo dello Sport e dello Spettacolo ad ulteriori costi e al contempo promuovere la cultura del riciclo creativo, capace di ricavare da un materiale oramai di scarto un’opera ex novo. In tale occasione le reti non sono state appese, a coprire un’arteria urbana, piuttosto disposte in modo da rivestire il ponteggio esistente, con una inusuale nuova pelle. Il progetto intende fare una operazione di travisamento, ovvero rendere una nuova realtà, sebbene momentanea, diversa da quella in cui siamo abituati. L’artificio artistico ha inizio dal teatro Santa Cecilia. L’installazione sembra così fuori uscire, leggiadra come una musica, da due finestre del secondo ordine del teatro e dopo aver attraversato, in quota, la Via canta Vespri, avvolge, come fosse un manto dorato, i fronti di Palazzo Gangi grazie alla disponibilità offerta dalla Principessa Carine Vanni Calvello Mantegna. L’installazione artistica è un atto dinamico. Il vento fa muovere i nastri argentei e dorati e la luce produce riverberi e scintillii tali da rendere immateriale la percezione dei volumi rivestiti. Il colore oro e argento dei nastri metallizzati, che rivestiranno il ponteggio esterno, rimanda alla preziosità degli interni del settecentesco Palazzo Gangi Il tutto è percepito come uno scrigno d’oro e d’argento che contiene e custodisce un gioiello dell’architettura siciliana. Del palazzo Gangi sono interessati gli interi fronti prospicienti su Vicolo Valguarnera, su Piazza Croce dei Vespri e su Piazza Sant’Anna. E’ altresì rivestita una porzione, di lunghezza mt. 8,50, su Via canta Vespri ad angolo con il Vicolo Valguarnera. I singoli teli sono ancorati al ponteggio retrostante in almeno 12 punti in modo che non possano, in alcun modo, ondeggiare. La zona basamentale del ponteggio è trattata in modo differente. L’installazione prevede per il basamento la collocazione, fino ad un’altezza di mt. 4,00, di pannelli forex con la superficie, su un lato, a specchio. I pannelli sono graficizzati per mostrare e raccontare la storia del Brass Group. La superficie a specchio contribuirà a rendere immateriale il piede dell’edificio. Otto totem in forex graficizzati saranno collocati presso la Piazza Croce dei Vespri

È già in programma – tra l’altro – di prevedere il posizionamento della stessa installazione in altri palazzi del centro cittadino nell’ottica di favorire una unitaria e significativa azione di promozione il più possibile estesa.

Tale attività ha visto il pieno coinvolgimento del personale del Dipartimento e, in particolare, la collaborazione dell’arch. Laura Galvano, dipendente dello stesso Dipartimento, che ha curato ogni aspetto connesso alla ideazione e progettazione della installazione stessa , ma anche al supporto logistico in loco di ogni necessaria attività finalizzata alla migliore riuscita dell’iniziativa.

I vincitori del Concorso Internazionale Musica Sacra 2021

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I Vincitori del Concorso Int. Musica Sacra 2021 con il Direttore Artistico Daniela de Marco e Vincenzo Bocciarelli presentatore della Finale

Ecco gli 8 vincitori del Concorso Internazionale Musica Sacra 2021. Sabato 18 settembre nella Basilica SS. Apostoli in Roma, si è tenuta la finale, in forma di Concerto di Gala del Concorso Internazionale “Musica Sacra 2021”, durante la quale si sono esibiti 23 cantanti lirici, tra i quali la Giuria ha scelto gli otto vincitori: per la categoria Soprani, la messinese Francesca Mannino e  Danai Eleni, per i mezzosoprani Aurora Faggioli ed Ester Ferraro, per i tenori Dongyoul Park e Raffaele Feo, per il basso Giordano Farina e per il basso-baritono il francese Alexandre Baldo.

Vincenzo Bocciarelli

Ospite d’onore il Vice Governatore della Regione Moravia Slesia della Repubblica Ceca Lukáš Curylo, arrivato appositamente a Roma per sostenere il progetto europeo “Let’s Sing Oratorio Music” di cui il concorso è la selezione ufficiale internazionale. Hanno consegnato i premi gli Ambasciatori presso la Santa Sede S. E. Vaclav Kolaja Ambasciatore della Rep. Ceca, S. E. Jakob Štunf Ambasciatore della Slovenia, S. E. Caroline Weijers Ambasciatore dei Paesi Bassi, l’Ambasciatore della Russia Alexander Avdeev, il Vice Ambasciatore della Slovacchia Sig.ra Petra Frankova, il Primo Consigliere dell’Ambasciata di Armenia in Italia Sig.ra Kristina Mehrabekyan in rappresentanza del Comitato d’Onore del Concorso. Presenti il Consigliere dell’Ambasciata di Grecia Dott.ssa Christina Karagiorga, la Sig.ra Mihaela Raluca dell’Ambasciata di Romania in Italia.

Tra gli ospiti si segnalano inoltre, l’attrice Barbara Di Bartolo e l’attore Howard Ross indimenticabile protagonista di kolossal storici quando Roma era l’Hollywood sul Tevere, le attrici Anna Marcello e Francesca Ceci,  Alejandra Matiz figlia di presidente  della Fondazione Leo Matiz, Fotografo di Frida Khalo, curatrice di mostre dedicate a Frida Khalo e Diego Rivera in Messico e Colombia,  Krizia Moretti vincitrice del titolo nazionale Una ragazza per il cinema 2021, la Contessa Erika Emma Fodre’, il presidente del Centro Europeo del Turismo Giuseppe Lepore,il Presidente del Rotary Club Roma “Foro Italico” Dott. Franco Alfredo Nicoletti, Costanzo Bartolucci che ha lo smoking di Vincenzo Bocciarelli e lo Stylist Filippo Matera.

La serata è stata condotta da Vincenzo Bocciarelli, amatissimo attore teatrale e cinematografico nato alla scuola di Giorgio Strehler, confermato dopo l’ottima performance dello scorso anno e sarà trasmessa in differita da Tele Pace in mondovisione e da Radio Vaticana il 3 ottobre alle 15:30.

Quest’anno il vulcanico conduttore, mentre la giuria si ritirerà, ha offerto momenti di enorme intensità e  il pubblico e i concorrenti con delle simpatiche parentesi durante le quali reciterà delle poesie, dei brani e… il resto sarà una sorpresa.  “Sono felice e onorato – ha dichiarato Bocciarelli – di essere per il secondo anno alla conduzione del Concorso Internazionale Musica Sacra. Assistere allo sbocciare di nuovi giovani talenti, carichi di passione ed entusiasmo nei confronti dell’arte, è profondamente confortante. Significa che nonostante tutto, il mondo legato allo spettacolo di qualità e di prestigio continua a sopravvivere…”

La Giuria del Concorso era formata da:

Gianni Tangucci – Coordinatore Artistico Accademia del Maggio Musicale Fiorentino,

Vincenzo De Vivo – Direttore Artistico Accademia Lirica di Osimo e Direttore Artistico Stagione Lirica Fondazione Teatro Le Muse di Ancona,

Eleonora Pacetti – Direttrice Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma,

Ludek Golat – Regista Lirico e Consulente Teatro di Opava (Rep. Ceca) capofila del progetto europeo Let’ Sing Oratorio Music!

Fabrizio Da Ros – Direttore d’Orchestra produzioni Let’s Sing Oratorio Music in Rep. Ceca, Italia e Grecia

Nikos Efhtimiadis – Direttore d’Orchestra e Presidente della Federazione Panellenica dei Cori e dei Direttori di Cori, partner del progetto europeo

Daniela de Marco – Fondatore e Direttore Artistico Concorso Internazionale Musica Sacra

Il Direttore Artistico del Concorso Daniela de Marco commenta: “La musica sacra ancora una volta ha dimostrato di saper coinvolgere ed entusiasmare tutti, proponendo dal vivo, sui social ed in streaming contenuti musicali di qualità altissima mai noiosi, mai banali. Tutti i nostri finalisti sono cantanti di enorme talento, i vincitori hanno reso meglio in una finale che –come alle Olimpiadi  –  ha fotografato la resa di quella serata. Auguro loro tanto successo e fortuna e li invito a continuare ad approfondire questo repertorio che offre enormi possibilità di carriera nei festival di tutto il mondo.”

Vincenzo Bocciarelli

Il Concorso Internazionale Musica Sacra è la selezione internazionale di “Let’s Sing Oratorio Music!” unico progetto in Europa dedicato a diffondere l’Oratorio Musicale tra bambini e ragazzi della scuola dell’obbligo attraverso un’esperienza formativa e teatrale indimenticabile in cui canteranno in teatro davanti al pubblico.” I primi spettacoli (ritardati a causa della pandemia) si svolgeranno al  Teatro Rendano di Cosenza il 3 e 5 dicembre in cui i ragazzi calabresi scopriranno la magia dell’Oratorio “La Creazione di Haydn, accompagnati dall’Orchestra del Conservatorio S. Giacomantonio della città diretta dal M.° Fabrizio Da Ros

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 Prove Aperte 15.09.21 ore 10:00

Prove Aperte 15.09.21 ore 14:30

1 Semifinale 16.09.21 ore 10:00

2 Semifinale 16.09.21 ore 15:00

3 Semifinale 17.09.21 ore 10:00

4 Semifinale 17.09.21 ore 14:30

Finale 18.09.21 ore 20:30

Emanuele Sapuppo ed il suo viaggio nel meridione… destinazione SICILIA | Intervista di Ilaria Solazzo

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Emanuele Sapuppo

Emanuele Sapuppo è balzato agli onori delle cronache per aver intrapreso un suo singolare viaggio alla ricerca della sua felicità. Ha abbandonato tutto e tutti e si è messo in cammino verso l’ignoto. Le molteplici esperienze affrontate durante i suoi viaggi lo hanno condotto a scrivere e pubblicare dei libri di cui è autore e produttore. Sono volumi conosciuti e diffusi a livello internazionale, e la scelta di non avere una casa editrice è stata dettata dalla volontà di Sapuppo di distribuire i proventi in attività benefiche. “Il risveglio di Jacopo Canegatti – giallo esoterico ambientato nella vecchia Roma” (edizione 2015 e successivamente ristampato nel 2020) è la narrazione in terza persona di Jacopo, il protagonista, un giovane che conduce una vita abbastanza piatta che improvvisamente giunge a un risvolto inaspettato: incontra una figura avvolta in un alone di mistero, che lo lascerà con molti quesiti, ma anche con diversi spunti per profonde riflessioni spirituali.

“Volevo essere monaco, ho preferito essere. Raccolta di pensieri. 108 aforismi per un viaggio” è una raccolta di frasi, massime e pensieri frutto dell’esperienza di Emanuele, 108 come il numero dei grani della m ālā, il rosario per la meditazione che lo scrittore porta sempre con sé.

Ne “Il barattatore di libri”, il romanzo che attualmente Emanuele sta distribuendo a chi incontra lungo la via, ritroviamo la storia del suo viaggio a piedi raccontato in prima persona, con tanto di spunti e riflessioni. Pagina dopo pagina riusciamo a dare un volto a tutti coloro che lo hanno accompagnato e supportato: vite che si intrecciano e legami che si intessono, che vanno a comporre una trama eterogenea e quanto mai spirituale in grado di intrattenere il lettore fino alla fine. “Tutto si avvera, se lo pensi col cuore” è una delle sue citazioni preferite.

Ad oggi, Emanuele Sapuppo, si prepara per un nuovo viaggio, una nuova avventura, girando per i monasteri del meridione. Partendo da Roma farà tappa in ogni regione per rigenerarsi, ritrovare sé stesso e per conoscere nuove persone.

La vita è un viaggio, un viaggio che tutti noi abbiamo il diritto, ed anche il dovere, di compiere, ma soprattutto il dono più prezioso che si possa ricevere e del quale tutti dovrebbero essere

infinitamente grati.

Certo, vivere talvolta può essere complicato, non sempre è tutto rose e fiori, ma bisogna avere il coraggio di affrontare ogni ostacolo a testa alta, perché alla fine la vita altro non è che un viaggio meraviglioso e solo conducendola al meglio, quando sarà giunta al termine, si potrà dire di essere stati davvero felici.

Emanuele, con grande coraggio, sta cavalcando le onde della sua quotidianità, seminando positività e amore.

Proprio come un viaggio, la vita di ognuno ha sempre un inizio ed una fine; ma l’aspetto più bello, il più intrigante, è il fatto che, pur essendo sicuri del modo in cui inizia, non si è mai certi del modo in cui finirà.

Nel corso di entrambi possono accadere imprevisti, avvenimenti che li stravolgono, e quindi non si può mai sapere come andrà a finire. Uno dei lati più belli della vita è proprio questo: il dubbio di ciò che ci aspetta, non sapere cosa ci riserva il futuro; se conoscessimo già in partenza il nostro destino, che gusto ci sarebbe nel vivere? Sarebbe come avere tra le mani il libro della propria vita e leggerne il finale: dopodiché che scopo avrebbe la nostra esistenza? Questa è la filosofia adottata da Sapuppo da quando ha abbandonato il posto fisso e tutto ciò che lo intrappolava in una vita noiosa.

Un’altra analogia tra viaggio e vita è l’insieme di esperienze positive e negative da cui sono composti, eventi felici ed eventi tristi, circostanze più facili ed altre più complicate; serie di imprevisti che possono stravolgere i nostri piani e le nostre aspettative.

In alcuni momenti si arriva persino a pensare di mollare tutto, di non essere all’altezza degli ostacoli che ci si parano di fronte; proprio come durante un viaggio, quando al primo problema si ha l’impulso di fare le valigie e tornare a casa.

Ma andando avanti, affrontando e superando le difficoltà, si potranno scoprire felicità e bellezze inaspettate, perché, come si suol dire, “dopo la pioggia c’è sempre l’arcobaleno”.

Nei viaggi di Emanuele accade di tutto, ma lui da “guerriero” affronta tutto con il sorriso senza pietismi.

Inoltre, durante la vita, così come in qualsiasi viaggio, si fa la conoscenza di posti, persone, tradizioni e culture sempre diversi e nuovi.

Esperienze formative che possono insegnarci molti valori e aspetti del mondo che prima ci erano estranei. È infatti questo uno dei migliori aspetti del poter vivere la propria vita a contatto con vari Paesi e culture: la conoscenza di realtà più o meno differenti dalle nostre, la consapevolezza che non esistiamo solo noi, nella nostra bolla di tradizionalità e certe volte monotona, ma che dietro l’angolo c’è sempre l’opportunità di trovare nuove persone, nuovi stimoli che diano un senso di maggior completezza alla nostra esistenza.

Una delle componenti più importanti della vita e del viaggio di Emanuele, sono gli amici, ovvero coloro con cui condivide il percorso. Senza queste persone con le quali condividere esperienze, emozioni, gioie ed anche dolori, la sua vita sarebbe infinitamente triste, vuota e povera, perché la vera ricchezza, (a suo dire), non è fatta di gioielli e soldi a volontà, bensì di ricordi che lui si porterà dentro al cuore per tutta la sua esistenza.

Durante questo suo viaggio, tanti di noi avranno l’occasione di incontrarlo, di fare una foto con lui e di offrirgli una cena… o semplicemente un caffè in cambio dei suoi libri… Da qui il suo soprannome “Il barattatore di libri” poiché lui viaggia senza soldi barattando i suoi scritti, proprio per dimostrare a sé stesso ed agli altri che nella vita possiamo destrutturare qualche schema. Durante la nostra vita si susseguono eventi, fatti e diversi “colpi di scena” che ci cambiano; magari noi non ce ne accorgiamo, ma nel corso di essa subiamo continue trasformazioni, che siano positive o negative, che modificano il nostro modo di pensare, di agire, persino la nostra mentalità. Il mondo è sempre in continua evoluzione, e noi, con la nostra vita, andiamo di pari passo, cambiamo le nostre idee, le nostre abitudini, per adattarci a nuove situazioni, per trovare la nostra vera natura ed orientarci negli strani meccanismi che a volte la vita ci riserva.

Quindi, la vita è un grande, meraviglioso ed anche difficile viaggio, che va vissuto al meglio delle proprie possibilità, nonostante tutti gli ostacoli e le difficoltà che spesso ci sbarrano la strada.

Solo in questo modo, evitando di lasciarsi abbattere, si potrà condurre un viaggio felice e pieno di avventure, un viaggio di cui si potrà essere orgogliosi una volta giunti al suo termine.

Sapuppo dà appuntamento a tutti nelle regioni più belle del Sud Italia.

Emanuele Sapuppo

https://www.facebook.com/emanuele.emanuele.758

Emanuele Sapuppo

Il “Sicilia Jazz Festival” omaggia a Franco Battiato col concerto di chiusura dell’evento | Domenica 19 settembre ore 21:30 al Teatro di Verdura di Palermo

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Il “Sicilia Jazz Festival” omaggia a Franco Battiato

Il Sicilia Jazz Festival chiude con un Omaggio a Franco Battiato con la direzione del Maestro Vito Giordano. Sul palco elementi dell’OJS e della BYJO che accompagneranno i solisti. Un avvenimento con un progetto inedito e prima nazionale promosso dalla Regione Siciliana – Assessorato al Turismo Sport e Spettacolo. 19 settembre – Teatro di Verdura, ore 21.30.

Palermo 18 settembre. Chiude i battenti la prima edizione del Sicilia Jazz Festival, dopo una intensa settimana fitta di concerti con big nazionali ed internazionali, con giovani talenti dei Conservatori siciliani e con artisti residenti, registrando costantemente il tutto esaurito e grande consenso del pubblico presente sia al Jazz Village che al Teatro di Verdura. Una manifestazione quella del Festival, frutto della collaborazione tra l’Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, il Comune di Palermo, i Conservatori di Musica del territorio regionale e la Fondazione The Brass Group, ente a partecipazione pubblica (legge 1° febbraio 2006, n. 5). Il concerto conclusivo del Sicilia Jazz Festival vede protagonista un omaggio a Franco Battiato con alcuni elementi dell’Orchestra Jazz Siciliana e della Brass Youth Jazz Orchestra diretti dal Maestro Vito Giordano. Sul palco del Teatro di Verdura domenica 19 settembre alle ore 21.30, anche diversi solisti chiamati ad esibirsi dal Brass Group per rendere un tribute al cantautore catanese. Nel programma saranno presenti alcuni dei brani più famosi di Battiato, dall’Era del Cinghiale Bianco, primo lavoro con la EMI italiana, a Voglio vederti danzare, al Centro di gravità permanente alla Canzone degli amanti ed ancora La Cura. Quindi un repertorio abbastanza assortito che vede una carrellata dei brani più rappresentativi del cantautore. Per questo concerto, tutte le canzoni sono state trattate musicalmente non solo dal punto di vista vocale, nelle versioni originali, ma anche in quelle strumentali per le caratteristiche vere ed accentuate dell’anima di Battiato, che è un’anima cantautoriale. L’ideatore ed il direttore del progetto musicale, il Maestro Giordano ha rivisitato così i vari brani in una versione più orchestrale. Il pubblico avrà modo di ascoltare brani interpretati dalla chitarra acustica di Francesco Buzzurro, ospite illustre così come Pietro Adragna con la sua fisarmonica che suonerà il brano in chiave strumentale Voglio vederti danzare. Altri solisti della serata, i Sei Ottavi che si esibiranno con dei brani a cappella. E a completare il gruppo di artisti, anche Lucy Garsia che canterà Oceano di Silenzio e La Canzone dei vecchi amanti e Lello Analfino che invece interpreterà due brani rappresentativi della produzione musicale del cantautore catanese, Cuccurucucù e La Stagione dell’amore. Nella scaletta, anche l’esibizione di Ernesto Marciante che canterà dei brani da solista, la Cura e Povera Patria. La performance mette in scena anche un coro che c0mpleta così l’organico costituito da alcuni elementi dell’OJS e della BYJO. Gli elementi del coro Laura Vassallo, Manfredi Messina, Antonella Schirò, sono allievi del dipartimento Jazz del Conservatorio di Palermo Alessandro Scarlatti e della Scuola di Musica del Brass. Una vera e propria novità per un concerto in chiave jazz è costituita dall’intervento di Salvo Piparo che con il brano U Cunto del cantante siciliano recente scomparso, si esibirà partendo dal testo originale per poi trasmigrare ed inventare un suo di Cunto. Il momento finale del concerto vede tutti gli artisti insieme sul palco interpretando la famosa canzone Centro di gravità permanente. Gli arrangiamenti sono stati tutti trattati dal Maestro Giordano trasponendoli ad una rivisitazione più jazz ed orchestrale piuttosto che pop-cantautoriale, mantenendo comunque il contenuto melodico ed armonico dei vari brani.

INFO PROGRAMMA COMPLETO

www.siciliajazzfestival@live.it

info biglietteria

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“La giusta via di Daniela Merola” | di Meri Lolini

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La lettura di questo libro porta il lettore nella vita della protagonista. Lei è Margherita e spesso cerca un’alternativa ad una vita che troppo frequentemente non la soddisfa e la offende. Lei è spesso la vittima di quel vortice che la esaspera e che la sequestra. Si palesa davanti a lei quella strada bianca piena di luce ed ogni volta lei vuole percorrere quella “giusta via” .E’ in questi momenti , che sente la voce  della persona senza sembianze,che si preoccupa per lei e questo la fa ripiombare in quella realtà sgradevole. L’amore di sua madre le da la forza, ma l’egoismo di suo marito Augusto la cattura e con quel sesso sfrenato senza amore, che  la rende sua prigioniera. La fragilità di Margherita è in simbiosi con la perdita dell’amato padre quando lei ha appena tredici anni ed a lui che dedica la passione per la sua professione di esperta di arte. Quando lavora a quelle perizie su vari oggetti e quadri la sua mente ed il suo pensiero va a Benedetto il  grande professore. Augusto è contrario a quelle sue lunghissime assenze in giro per il mondo per il suo lavoro. Lui la tempesta di telefonate e messaggi e lei non risponde ed è felice di essere lontana in quell’attività, che la rende tranquilla ed orgogliosa del suo sapere. Si avvicendano nella storia i colleghi di lavoro ed i committenti  di quelle perizie ed anche le amicizie e tutte danno il loro contributo al cammino su quelle vie parallele, che rendono Margherita ora afflitta ora felice. La storia si conclude in maniera completamente sorprendente e tutto il percorso di  vita della protagonista  condotto tra verità e sogno, è alla ricerca di  una soluzione per riprendersi  l’autenticità della sua esistenza e tutto è molto faticoso e complicato sia per Margherita che per la sua famiglia.

Questo è il secondo romanzo della giornalista, formatrice culturale e scrittrice Daniela Merola si intitola “La giusta via” , in uscita il 20 febbraio 2021. Disponibile su tutti gli store online e ordinabile in tutte le librerie di Italia.  Con la straordinaria prefazione di Anna Copertino, giornalista ed editor, conosciuta a livello nazionale, nonché direttore editoriale di Road TV Italia, testata di cui è redattrice l’autrice del romanzo.

 

Chiude il “Sicilia Jazz Festival” con Omaggio a Franco Battiato | Domenica 19 settembremore 21:30 al Teatro di Verdura di Palermo

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Omaggio a Lelio Giannetto

Il Sicilia Jazz Festival chiude con un Omaggio a Franco Battiato con la direzione del Maestro Vito Giordano. Sul palco elementi dell’OJS e della BYJO che accompagneranno i solisti. Un avvenimento con un progetto inedito e prima nazionale promosso dalla Regione Siciliana – Assessorato al Turismo Sport e Spettacolo. 19 settembre – Teatro di Verdura, ore 21:30

Chiude i battenti la prima edizione del Sicilia Jazz Festival, dopo una intensa settimana fitta di concerti con big nazionali ed internazionali, con giovani talenti dei Conservatori siciliani e con artisti residenti, registrando costantemente il tutto esaurito e grande consenso del pubblico presente al Jazz Village che al Teatro di Verdura. Una manifestazione quella del Festival, frutto della collaborazione tra l’Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, il Comune di Palermo, i Conservatori di Musica del territorio regionale e la Fondazione The Brass Group, ente a partecipazione pubblica (legge 1° febbraio 2006, n. 5). Il concerto conclusivo del Sicilia Jazz Festival vede protagonista un omaggio a Franco Battiato con alcuni elementi dell’Orchestra Jazz Siciliana e della Brass Youth Jazz Orchestra diretti dal Maestro Vito Giordano. Sul palco del Teatro di Verdura domenica 19 settembre alle ore 21.30, anche diversi solisti chiamati ad esibirsi dal Brass Group per rendere un tribute al cantautore catanese. Nel programma saranno presenti alcuni dei brani più famosi di Battiato, dall’Era del Cinghiale Bianco, primo lavoro con la EMI italiana, a Voglio vederti danzare, al Centro di gravità permanente alla Canzone degli amanti ed ancora La Cura. Quindi un repertorio abbastanza assortito che vede una carrellata dei brani più rappresentativi del cantautore. Per questo concerto, tutte le canzoni sono state trattate musicalmente non solo dal punto di vista vocale, nelle versioni originali, ma anche in quelle strumentali per le caratteristiche vere ed accentuate dell’anima di Battiato, che è un’anima cantautoriale. L’ideatore ed il direttore del progetto musicale, il Maestro Giordano ha rivisitato così i vari brani in una versione più orchestrale. Il pubblico avrà modo di ascoltare brani interpretati dalla chitarra acustica di Francesco Buzzurro, ospite illustre così come Pietro Adragna con la sua fisarmonica che suonerà il brano in chiave strumentale Voglio vederti danzare. Altri solisti della serata, i Sei Ottavi che si esibiranno con dei brani a cappella. E a completare il gruppo di artisti, anche Lucy Garsia che canterà Oceano di Silenzio e La Canzone dei vecchi amanti e Lello Analfino che invece interpreterà due brani rappresentantivi della produzione musicale del cantautore catanese, Cuccurucucù e La Stagione dell’amore. Nella scaletta, anche l’esibizione di Ernesto Marciante che canterà dei brani da solista, la Cura e Povera Patria. La performance mette in scena anche un coro che c0mpleta così l’organico costituito da alcuni elementi dell’OJS e della BYJO. Gli elementi del coro Laura Vassallo, Manfredi Messina, Antonella Schirò, sono allievi del dipartimento Jazz del Conservatorio di Palermo Alessandro Scarlatti e della Scuola di Musica del Brass. Una vera e propria novità per un concerto in chiave jazz è costituita dall’intervento di Salvo Piparo che con il brano U Cunto del cantante siciliano recente scomparso, si esibirà partendo dal testo originale per poi trasmigrare ed inventare un suo di Cunto. Il momento finale del concerto vede tutti gli artisti insieme sul palco interpretando la famosa canzone Centro di gravità permanente. Gli arrangiamenti sono stati tutti trattati dal Maestro Giordano trasponendoli ad una rivisitazione più jazz ed orchestrale piuttosto che pop-cantautoriale, mantenedo comunque il contenuto melodico ed armonico dei vari brani.

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“Extempoarèa a Fieravecchia”, 24, 25 e 26 settembre a piazza Rivoluzione 1, Palermo | A cura di Giovanni Lo Verso e Giorgia Görner Enrile

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“Extempoarèa a Fieravecchia”, 24, 25 e 26 settembre a piazza Rivoluzione 1, Palermo

Parte Extempoarèa a Fieravecchia, ma con una nuova veste tutta da scoprire tra musica, performance, arte e storia.

Quest’anno Arèa, che da tempo sposa l’idea di ridare nuovo impulso a piazza Rivoluzione, vecchio centro produttivo ed economico di Palermo, ha voluto dedicare la quarta edizione di “Fieravecchia” ai giovani artisti in una tre giorni ricca di eventi, dal 24 al 26 settembre, curata dallo scultore Giovanni Lo Verso e dalla fotoreporter Giorgia Görner Enrile.

Quindici giovani artisti, infatti, provenienti dall’Accademia di Belle Arti di Palermo, sono stati selezionati per esporre le loro opere nello spazio di Arèa, insieme a nomi già affermati nel settore, ed ad esibirsi in piazza con la realizzazione di un’opera in estemporanea.

Ad inaugurare ed a rendere omaggio alla Fieravecchia, in un tripudio musicale con un ensemble d’eccezione, vi sarà anche il sassofonista e sperimentatore Gianni Gebbia che si esibirà dai balconi della piazza in un happening intitolatoGenius Loci 1 Rivoluzione.

Inoltre, nei tre giorni, si alterneranno momenti di incontro e scambio sulle arti applicate, sulla storia della Fieravecchia, tra Genio, lapidi e targhe commemorative dell’area, oltre a uno spettacolo di danza araba della scuola Al Sharq di Consueto Salmeri e la presentazione del progetto artistico interdisciplinare dal titolo Visionarietà, arte e gesto realizzato dal corso di decorazione dellAccademia di Belle Arti di Palermo, ideato dal designer Gianni Pedone e guidato da Arianna Oddo, responsabile del dipartimento di Decorazione.

La realizzazione del progetto è stato possibile grazie all’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana della Regione Siciliana, alla I Circoscrizione del Comune di Palermo, alla collaborazione dell’associazione Quarto tempo, che gestisce nella limitrofa piazza Sant’Anna il coworking Xinergie, e l’Accademia di Belle Arti di Palermo.

I CURATORI

Extempoarèa nasce da un gioco di parole dove il termine “extempo” è una forma liricamente improvvisata di calypso e consiste in un esecutore che improvvisa una canzone o un discorso ritmico davanti a un pubblico, come un’estemporaneaMa è anche un riferimento al tempo in cui, come dice Pavel Aleksandrovič Florenskij: “Tutto passa, ma tutto rimane. Niente si perde completamente, niente svanisce, ma si conserva in qualche modo e da qualche parte. Ciò che ha valore rimane, anche se noi cessiamo di percepirlo””, spiega Giorgia Görner Enrile.

Proprio per questo, seguendo l’idea di ridare nuovo impulso ad un vecchio centro produttivo ed economico come la “Fieravecchia”, Arèa ha voluto dare spazio ai giovani dandogli, non solo la possibilità di potersi immettere nel mondo del mercato, ma  anche di dimostrare le loro capacità in una estemporanea che, speriamo, possa dar vita a uno scambio culturale tra artisti e cittadini – prosegue -. Inoltre, all’interno della tre giorni, ci sono delle performance, basate sia sull’improvvisazione, che sulle ritmiche e movenze antiche e contemporanee, racchiudendo alla perfezione il concept di questa quarta edizione”.

“Fieravecchia – evidenzia Giovanni Lo Verso è il nome del mercato che si svolgeva in questi luoghi sin dal 1200, in una zona ricca di botteghe artigiane e punto di scambio di sapere e cultura. Sulla scia della voglia di rinascita, Arèa, dal 2018, esprime il proprio orgoglio culturale attraverso questa iniziativa che si rinnova e si espande sempre di più e ringraziamo chi ha creduto in noi”.

LE DICHIARAZIONI

“Far rivivere i luoghi, riportare al centro del dibattito culturale lessenza degli scambi, delle relazioni, della dimensione identitaria del cuore di Palermo. Con il Genio, con un mercato che rivive nei gesti, nella ritualità antica di chi ha trasmesso saperi, nella forza creatrice dellarte contemporanea. “Extempoarèa a Fieravecchia” è tutto questo. Ma anche possibilità di guardare al futuro di una città che ha bisogno di rinascere e di farlo anche nel nome della cultura. Perché una piazza è luogo di vita e di incontri e quella che oggi inauguriamo può essere loccasione per immaginare un futuro in cui Piazza Rivoluzione e la Fieravecchia possano essere nuovamente al centro di una dimensione comunitaria. Per restituirci quella consapevolezza di cui Palermo ha bisogno, ha detto Alberto Samonà, assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.

“Per sua vocazione, Quarto tempo, ha da subito creduto al progetto di Arèa ed ha sposato il progetto poiché, da sempre, l’associazione lavora per intervento di riqualificazione e valorizzazione culturale del centro storico”, conclude Alessandro Valenziano dell’associazione.

IL PROGRAMMA

Venerdì 24 settembre

ore 17:30

Inaugurazione dellesposizione “ExtempoArèa”

Una collettiva di giovani artisti che stanno muovendo i primi significativi passi nel mondo dell’arte. Ad esporre saranno: Mariarita Vitale, Lorella Savarino, Alessandro Sansone, Floriana Romeo, Ilaria Ricciardi, Sara Polizzi, Paola Passantino, Alberto Orillia, Stefania Nizzola, Annarita Maretta, Marinela Lopes, Vincenzo Cuscino, Jennifer Angy Corio, Mary Jery Arnone, Giovanni Amighetti.

L’esposizione sarà aperta dalle ore 10:30 alle ore 23 nei due giorni successivi e, in piazza, gli artisti realizzeranno delle opere in estemporanea nei pomeriggi di tutta la manifestazione.

Con loro, nella Galleria, sarà possibile visionare la collezione di Arèa, composta da artisti  noti da scoprire e riscoprire.

ore 21:00

Genius Loci 1 Rivoluzione”

Il trio di sassofoni L. Switters Sax Brotherhood formato da Joseph Anton Goebius, St. Pier de Castro Real e Demian Barbarin si esibirà in un happening sonoro e spaziale che si svolgerà tra i balconi dei palazzi antistanti e la piazza Rivoluzione, cuore pulsante della vecchia Palermo laddove si trova la statua del suo Genio.

La Switters sax brotherhood è una fratellanza di sassofonisti creata da tre illustri sassofonisti siciliani che mantengono la segretezza del loro nome utilizzando i loro nomi iniziatici e si sono costituiti durante il periodo della pandemia con l’intento di risvegliare i genius loci degli spazi in cui intervengono.

Sabato 25 settembre

ore 18:00

Visionarietà, arte e gesto

Presentazione del video del Progetto artistico interdisciplinare dal titolo “Visionarietà, arte e gesto” realizzato domenica 20 giugno 2021 nella Spiaggia Vergine Maria a Palermo dal Corso di Decorazione dell’Accademia di Belle Arti di Palermo. Il progetto “Visionarietà, arte e gesto” rientra in una serie di interventi interdisciplinari calendarizzati dal Corso di Decorazione per il prossimo anno accademico. L’idea nasce dall’intento di creare nuovi stimolanti percorsi di ricerca in rapporto con l’architettura, l’ambiente e il design  per dare agli studenti un impulso allo sviluppo delle capacità creative seguendo modalità didattiche sia teoriche che pratiche, avvalendosi di competenze specialistiche e aggregando più docenti di varie discipline, con il fine di fornire una pluralità di esperienze.

A seguire “La carta come supporto e materia di creazione e sperimentazione”.

Una dimostrazione narrativa sulla carta fatta a mano a cura di Arianna Oddo con la partecipazione degli studenti di Tecnologia della carta – Alessandra Rotolo, Fabio Ventimiglia, Rosalia Sparacello, Giuliana Barbano – Maria Tumminia, Cultore della materia e voce narrante di Ivana Abbaleo, Educatrice all’Arte e Attrice.

ore 21:00

Danza del Velo

Spettacolo di danza mediorientale contemporanea della scuola di danza Al Sharq a cura di Consuelo Salmeri.

Una performance basata sulla rinascita della donna in cui Consuelo Salmeri, Claudia La Vecchia e Fresia Scorza portano in scena la “Danza del velo” su delle figure e delle variazioni che simboleggiano l’espressione della donna.

Il velo, accessorio divenuto indispensabile per ogni danzatrice dai primi del ‘900, richiama sia la tradizione dei rituali antichi legati sia alla morte che alla rinascita così come su questa interpretazione, dove la donna, lentamente si libera da ogni costrizione sociale per aprirsi all’esistenza in totale pienezza.

Lo spettacolo verrà eseguito nei balconi di Arèa.

Domenica 26 settembre

ore 10:30

Racconti sul genio

L’idea progettuale, per famiglie e bambini di ogni età a cura di Mari Albanese, nasce dall’esigenza didattica di accompagnare i bambini e i ragazzi di Palermo, verso la conoscenza del santo protettore laico della loro città, espressione di una spiritualità antica che rimanda anche ad un sapere iniziatico in cui le influenze pagane sono palesi. A testimonianza di ciò, un manoscritto anonimo custodito all’interno della Biblioteca Comunale di Palermo risalente al 1703, presenta il Genio come raffigurazione di Saturno, dio della terra e del tempo.Il progetto mira ad accompagnare le famiglie attraverso un percorso didattico finalizzato alla conoscenza della propria storia e dei beni culturali che ne sono l’espressione massima.

ore 18:00

“Attorno al Genio: arte e monumenti della Fieravecchia”

Promozione della ricognizione e della valorizzazione delle lapidi e delle targhe commemorative presenti nell’area di interesse. Questa sezione sarà curata da Domenica Bruni, professoressa associata del Dipartimento di Civiltà antiche e moderne (Dicam) dell’Università degli studi di Messina, con l’intervento di Francesco Paolo Campione, storico dell’arte, Università di Messina.

Alex Britti al Sicilia Jazz Festival | Sabato 18 settembre ore 21:30 al Teatro di Verdura di Palermo

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Alex Britti

Alex Britti al Sicilia Jazz Festival accompagnato dall’Orchestra Jazz Sicilia con gli arrangiamenti originali e la direzione del Maestro Domenico Riina. Un avvenimento unico con tante eccellenze artistiche promosso dalla Regione Siciliana – Assessorato al Turismo Sport e Spettacolo. 18 settembre – Teatro di Verdura, ore 21.30

foto ojs al real teatro santa cecilia

Uso il canale del pop per fare spazio al jazz” racconta Alex Britti, presente al Sicilia Jazz Festival come uno dei big e con un progetto inedito e con esclusiva nazionale con l’Orchestra Jazz Siciliana i cui arrangiamenti originali e la direzione sono del Maestro Domenico Riina. Entusiasta il cinquantatreenne chitarrista e cantautore romano di ritornare in Sicilia e di esibirsi al SJF. Britti ama la Sicilia, tant’è che spesso è la sua meta di viaggi, a volte anche in incognito, ed essere all’interno del cartellone lo riempie di carica. Durante la sua carriera trentennale ha scalato le classifiche con canzoni come Solo una volta, Gelido, La vasca, 7.000 caffé, adesso sarà ospite del SjF il 18 settembre al Teatro di Verdura alle ore 21.30 accompagnato dall’Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group con ben 40 elementi. La scaletta dello spettacolo prevede il repertorio del noto cantante con canzoni tutte rivisitate in chiave jazz. “Una occasione speciale” dichiara Britti “perché in questo concerto ci sono i fiati che me piacciano tanto in quanto rievocano il suono degli ensembles americani o alle orchestra che accompagnavano Franck Sinatra”.  Durante la sua permanenza a Palermo per il Festival, Britti ha anche incontrato dei giovani. Un moment oche è volute essere un incontro dedicato alla cultura ed alla comprensione dell’importanza della musica, nel credere in essa in ogni sua sfaccettatura. Tant’è che ha dichiarato “Io non faccio il musicista, io sono musicista. Suono tutte le volte che posso, perchè la musica aiuta – ha continuato sorridendo – meglio che andare a fare terapia. Vi consiglio di seguire il vostro istinto senza fermarsi e credete in ciò che fate, come ho fatto io con la musica”.

Tanto di lui e della sua musica lo annuncia il suo volto: i tratti severi, lo sguardo inafferrabile, il sorriso contagioso. Alex Britti è un chitarrista e un autore solista, fiero, deciso. Un chitarrista fuori dal comune lo è sempre stato, sin da giovanissimo, da quando attraversava l’Europa insieme a grandissimi del Blues quali Rosa King, Buddy Miles e Billy Preston. Ora, a 53 anni, racconta serenamente di quegli inizi difficoltosi, quando suonava come musicista anche per sbarcare il lunario, perché come cantautore non riusciva a farsi ascoltare. Ma caparbio com’è Alex non ha mai mollato e nel 1997 è arrivato il contratto con la Universal Music e la pubblicazione di due singoli prima – Quello che voglio e Solo una volta (o tutta la vita). Ne segue il successo popolare unito ai primi riconoscimenti della critica: It.pop è triplo disco di platino, mentre “Musica e Dischi” lo proclama miglior debutto discografico dell’anno. Nella scaletta dell’album due canzoni che stigmatizzano la cifra stilistica del cantautore romano: Gelido, una ballad bluesy, dal ritmo inalterato, ripetitivo e sensuale che poggia su un testo spezzato, composto da frasi brevi, una canzone che sfugge alle etichette, “un discorso difficile da guidare”, che quasi si contrappone alla stessa Solo una volta (o tutta la vita): un pezzo solare, divertente, leggero.

INFO PROGRAMMA COMPLETO:

www.siciliajazzfestival@live.it

info biglietteria

www.bluetickets.it

I concerti al Jazz Village del “Sicilia Jazz Festival” di sabato 18 settembre 2021

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Brasil Fala Italiano

Sicilia Jazz Festival, l’evento promosso dalla Regione Siciliana – Assessorato al Turismo Sport e Spettacolo. Il continua con successo. Tanti i concerti in contemporanea nell’area del centro storico di Palermo che rivive con la musica jazz. Fitto il programma dei concerti in contemporanea ogni giorno dalle 18.00 al Complesso Monumentale Santa Maria dello Spasimo, Real Teatro Santa Cecilia e Complesso Monumentale Santa Anna. Il programma del 18 settembre a partire dalle ore 18.00 

Palermo 17 settembre. Fitto il programma del Jazz Village per questo fine settimana con riscontri positivi del numeroso pubblico presente. Protagonisti dell’area storica del centro storico di Palermo, inseriti nel cartellone del Sicilia Jazz Festival, i giovani talenti dei Conservatori e i musicisti siciliani. La giornata di sabato 18 settembre prevede concerti in contemporanea a partire dalle 18.00 al Complesso Monumentale Santa Maria dello Spasimo, Real Teatro Santa Cecilia e Complesso Monumentale Santa Anna. Il Jazz Village si protrarrà sino a domenica 19 settembre. Una peculiarità del Sicilia Jazz Festival, manifestazione frutto della collaborazione tra l’Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, il Comune di Palermo, i Conservatori di Musica del territorio regionale e la Fondazione The Brass Group, ente a partecipazione pubblica (legge 1 febbraio 2006, n. 5), è quella di dare ampio spazio ai giovani talenti, agli studenti che con dedizione e professionalità studiano la musica jazz e hanno così l’opportunità di esibirsi, insieme ai propri Maestri, nelle orchestre e negli ensembles dei propri istituti. Così il Sicilia Jazz Festival ha coinvolto i Conservatori “Alessandro Scarlatti” di Palermo, “Arcangelo Corelli” di Messina, “Antonio Scontrino” di Trapani, e gli istituti superiori di studi di musica “Vincenzo Bellini” di Catania e “Arturo Toscanini” di Ribera. Tra le vie el centro storico la Marching Jazz Street Band. Info programma completo www.siciliajazzfestival@live.it, info biglietteria www.bluetickets.it.

Di seguito il programma completo del Jazz Village del 18 settembre

TEATRO SANTA CECILIA

Ore 18.00

Brasil Fala Italiano il cui progetto raccoglie in un’unica variegata proposta musicale le canzoni brasiliane tradotte in italiano da autori come Bardotti, Lauzi, Endrigo e coinvolge per la sua bellezza espressiva e poetica, che trasporta nelle calde sonorità carioca e bahiane ove c’è spazio per momenti di grande lirismo, nel ricordo del poeta Vinicius De Moraes.

Formazione:

Pamela Barone – voice, Vincenzo Palermo – guitar & voice, Antonio Zarcone – piano, Gianni La Rosa – bass, Sebastiano Alioto – drums.

Ore 19.30

Cordepazze. Canzoni come piccoli film, personaggi normali e straordinari, immagini quotidiane e surreali allo stesso tempo. Una scrittura ironica e poetica caratterizza le canzoni cantate e suonate dai Cordepazze. Gli arrangiamenti rispettano e valorizzano la storia contenuta nelle canzoni, nel solco della musica pop d’autore italiana.

Formazione:

Alfonso Moscato – voice & guitar, Francesco Incandela – violin, mando electric, Vincenzo Lo Franco – drums.

Ore 21.00

Rossella D’Andrea Quartet a cura del Conservatorio A. Corelli di Messina

Un progetto che si basa principalmente su due aspetti: melodia e swing! I brani, arrangiati anche in chiave moderna, esaltano la bellezza delle melodie – standard senza tempo – con uno sguardo sempre attento al mantenimento dello swing, ingrediente fondamentale. Queste idee confluiranno a breve in un progetto discografico che vedrà la partecipazione di tanti musicisti.

Formazione:

Rossella D’Andrea – voice, Francesco Pisano – piano, Aurelio Bandiera – bass, Andrea Liotta – drums.

COMPLESSO MONUMENTALE SANTA MARIA DELLO SPASIMO

Ore 18.00

Veronica Parilla Quintet a cura del Conservatorio A. Corelli di Messina

Ore 19.30

Irish Leaves

Un progetto segnato dalla passione per la tradizione musicale irlandese ricca di sonorità che hanno segnato la storia di questa splendida terra. Il gruppo propone brani appartenenti alla tradizione irlandese e scozzese, arrangiati in chiave moderna, così come riproposte di brani appartenenti al repertorio pop e rivisitati in chiave irlandese. Così si alternano reels, jigs, hornipipes, polkas, vals, march e brani cantati anch’essi tratti dalla tradizione.

Formazione:

Antonio Putzu – Whistle, Flauti di canna, Gaita elettronica, Lorenzo Profita – accordion & keyboards, Sara Romano – guitar & voice, Raffaele Pullara – violin & mandolin, Davide Inguaggiato – bass, Emanuele Rinella – drums.

Ore 21.00

Mario Crispi – Arenaria feat. Vincenzo Castellana

Arenaria è un lavoro poetico sulla Sicilia, fonte di ispirazione, strumento musicale, metafora degli incroci culturali di cui è costituita. Un viaggio che parte dall’isola per il mondo, verso un’esplorazione di luoghi che “suonano” – come le Grotte della Gurfah, la Tomba del Principe di Sant’Angelo Muxaro, o il Mercato Ittico di Palermo – e delle genti che vi abitano.

Formazione:

Mario Crispi – strumenti a fiato arcaici/etnici e voce, Enzo Rao Camemi – violino, Maurizio Curcio – Chapman Stick, Fabrizio Francoforte – batteria, percussioni, Vincenzo Castellana – percussioni, voce.

Complesso Monumentale Sant’Anna – G.A.M.

Ore 19.30

Jazz for Life – Toscanini Jazz Orchestra

a cura dell’Istituto superiore di Studi Musicali “Arturo Toscanini” di Ribera

Formazione:

Giacomo Tantillo – director, Daniela Spalletta – voice, Ernesto Marciante – voice

Luca Nostro – guitar, Valerio Rizzo – piano, Angelo di Leonforte – piano