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La Federazione Unitaria Italiana Scrittori della Sicilia premia le Novelle brevi di Sicilia pubblicate dall’editore Sheyla Bobba di SBS Edizioni di Roma

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L'editore Sheyla Bobba

Martedì 23 gennaio 2024 alle ore 15:00 la Federazione Unitaria Italiana Scrittori (FUIS), coordinamento della Regione Siciliana presieduto dalla scrittrice e poeta Sara Favarò, ha premiato “Curtigghia di Sicilia e siciliani-Novelle brevi di Sicilia” pubblicate dall’editore romano Sheyla Bobba della Casa Editrice SBS Edizioni.

Questo è l’ennesimo riconoscimento editoriale ricevuto dalle “Novelle brevi di Sicilia” che Rai Radio 1, nella puntata di “Auditorium” del 31 maggio 2023, ha definito “Il caso letterario delle Novelle brevi di Sicilia”, e il “Giornale di Sicilia”, storico quotidiano dell’isola, in un articolo dell’8 febbraio 2021, le ha definite “la più grande collezione di piccoli morceaux siciliani”.

Andrea Giostra al mercato di Ballarò_Ph. Mapi Rizzo_2017

I libri premiati a Palermo presso la Sala dei carretti siciliani del Museo Pitrè che concorrono anche al “Concorso Letterario Nazionale FUIS”, dove saranno valutati dalla Giuria Nazionale della FUIS, che premierà i migliori libri di poesia, testi teatrali e di narrativa che hanno partecipato al Concorso organizzato dalla Federazione Unitaria Italiana Scrittori (FUIS) che conta oltre 10 MILA scrittori iscritti da tutte le regioni d’Italia.

Sul riconoscimento ricevuto, l’editore Sheyla Bobba dichiara: «Da subito felice, ma non stupita. Quando ho appreso del podio per Andrea Giostra e “Curtigghia di Sicilia e siciliani” a questo prezioso riconoscimento ho gioito, ma so che è un lavoro prezioso che merita attenzione. Il progetto di Giostra con le sue Novelle brevi di Sicilia mi ha da subito incantata e portare al concorso del FUIS la nostra edizione è stato un privilegio. Sono sicura che questo libro ha ancora molto da dare e ricevere, così come sono certa che le prossime pubblicazioni di Andrea con SBS Edizioni saranno un valore aggiunto al nostro catalogo. Grazie al Presidente della FUIS, il dottor Natale Antonio Rossi, alla Delegata per la Regione Siciliana della FUIS, Dott.ssa Sara Favarò, Presidente del Premio FUIS SICILIA e a tutta la Giuria».

Aggiunge Sara Favarò a proposito della piccola raccolta di Novelle siciliane di Andrea Giostra: «Le Novelle siciliane di Andrea Giostra danno subito una immagine scenica. Un gruppo di amici che si ritrovano in un bar e, tra un caffè e un cappuccino, si scambiano apparenti confidenze su fatti che li riguardano personalmente, ma anche, e soprattutto, sui fatti che riguardano la vita altrui e che hanno la capacità di volare di bocca in bocca, con l’apparente riservatezza che, naturalmente, altro non è se non un modo di impicciarsi negli affari altrui. Sono, appunto, oggetto di “curtigghiu” ossia di parlare, o meglio sarebbe dire di sparlare, dei fatti altrui, spesso come rimedio per coprire proprie mancanze e difetti. Ma le novelle di Giostra sono anche altro: sono tessere del mosaico della vita.»

Sara Favarò_Ph. Gioacchino Turdo

A Palermo Sara Favarò, in contemporanea alla premiazione, nella sua qualità di Delegato per la Regione Siciliana della FUIS, ha organizzato l’ottavo incontro poetico “GUERRA NO, PACE SÌ”. Durante la manifestazione alla quale ha partecipato il Presidente Nazionale della FUIS, dottor Natale Antonio Rossi, si è svolta la cerimonia di consegna dei premi ai vari poeti e scrittori.

Della Commissione Sicilia hanno fatto parte: Cav. OMRI Sara Favarò, scrittrice, giornalista, Delegata FUIS per la Sicilia, presidente; Dott.ssa Eliana Calandra, scrittrice, già Direttrice del sistema bibliotecario cittadino e Archivio Storico del Comune di Palermo; Dott.ssa Teresa Di Fresco, critico letterario, giornalista, già Vice Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Sicilia.

FUIS_Natale Antonio Rossi_Sara Favarò_Eliana Calandra_Teresa Di Fresco_23-01-2024

Scrive Sara Favarò nell’introduzione alla silloge poetica: «[…] sono moltissimi gli innocenti che giornalmente pagano con la loro vita guerre da altri volute. Sul perché ciò sia possibile si aprono ipotesi talvolta drammatiche, come la salvaguardia di interessi che sono “altro” rispetto alla tutela dell’UOMO. Non sempre le cose sono come appaiono! Per non parlare degli interessi economici che girano intorno alla produzione delle armi e all’asservimento politico di alcuni Stati rispetto ad altri. […] NON ESISTONO GUERRE GIUSTE! […] Il nostro ottavo incontro poetico nasce dall’esigenza di uomini e donne che vogliono sentirsi umanità. […] Umanità perduta tra i rivoli di sangue dei tanti, troppi bambini, donne, anziani, giovani, uccisi dall’arroganza, dalla prepotenza di uomini che hanno perduto il valore dell’amore.»

copertina Guerra no, Pace sì

La manifestazione di Palermo è stata finanziata dalla FUIS e ha goduto del gratuito patrocinio del Comune di Palermo, Assessorato alle Culture, Sistema Bibliotecario Cittadino.

Rai Radio 1: «Il caso letterario delle “Novelle brevi di Sicilia”» | Eliana Escheri intervista Andrea Giostra | Mercoledì 31 maggio 2023

https://www.raiplaysound.it/audio/2023/06/Auditorium-del-31052023-30-Andrea-Giostra-d113f410-82ac-497a-b3ba-94dab26434ea.html

Il libro:

Andrea Giostra, “Curtigghia di Sicilia e siciliani – Novelle brevi di Sicilia”, SBS Edizioni, ROMA, aprile 2023

https://amzn.eu/d/8tIUPPo

Il concerto di Frida Bollani Magoni agli Amici della Musica | lunedì 29 gennaio ore 20.45 al Politeama Garibaldi

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Foto Frida2 Ph. Petra Magoni

È aperta la vendita dei biglietti per il concerto di Frida Bollani Magoni di lunedì 29 gennaio alle 20.45

Ultime possibilità per acquistare i biglietti del concerto. Prosegue inoltre la possibilità di acquistare il carnet ai sei concerti 2024 del Turno serale

Frida Bollani Magoni, lunedì 29 gennaio ore 20.45, Politeama Garibaldi

Sarà il primo concerto del 2024 del Turno serale degli Amici della Musica e l’anno si apre all’insegna del jazz e dei nuovi talenti: lunedì 29 gennaio alle 20.45, al Politeama Garibaldi, sarà infatti ospite Frida Bollani Magoni, giovanissima interprete che sta riscuotendo enorme successo nei teatri di tutta Italia e che sarà per la prima volta a Palermo con il suo concerto Piano e voce.

Frida Bollani Magoni, figlia d’arte, nasce in Versilia il 18 settembre 2004. Da sempre immersa nel mondo dei suoni e della musica comincia a studiare regolarmente pianoforte classico all’età di sette anni sotto la guida di Paolo Razzuoli, che le insegna la notazione musicale in Braille. Si è spesso esibita come ospite a sorpresa nei concerti dei genitori, la cantante Petra Magoni e il pianista Stefano Bollani, sia in Italia che all’estero. Ha anche esperienza nel mondo del musical avendo partecipato come cantante a The Adventures of Peter Pan e Jesus Christ meets the Orchestra. L’esordio live di Frida si è tenuto al Giardino Scotto di Pisa nel 2020. Diverse le sue apparizioni in TV, fra tutte quella nella trasmissione Via dei Matti numero 0, condotta dal padre e da Valentina Cenni. Ha accompagnato Roberto Bolle in L’Opera Meravigliosa. Roberto Bolle per il Duomo di Milano che l’ha voluta ospite anche per lo show Danza con me di Roberto Bolle andato in onda in prima serata su Rai1.

Si è esibita al Quirinale alla presenza del Presidente della Repubblica in occasione delle celebrazioni del 2 giugno 2021 eseguendo in musica e voce una versione commovente del capolavoro di Lucio Dalla “Caruso” e omaggiato Franco Battiato con una bellissima interpretazione del brano “La Cura”. Questi due brani fanno parte anche del programma che sarà eseguito per il pubblico degli Amici della Musica che potranno ascoltare anche le interpretazioni di canzoni come “Nothing Compares to You” di Senéad O’Connor, “Toxic” di Cathy Dannis (resa poi celebre da Britney Spears), “In My Room” di Brian Wilson che divenne un successo mondiale grazie ai Beach Boys e ancora un capolavoro di Lucio Dalla come “Fortuna”. Non mancheranno anche improvvisazioni e brani della stessa Bollani Magoni.

In questi giorni sono anche in vendita i Carnet 2024 che danno la possibilità di acquistare in un’unica soluzione i 6 biglietti dei concerti del Turno serale: per gli Under 40 il prezzo è di soli 20€ per tutti i settori, mentre per un posto in platea, nei plachi o in balconata costa 75€ (intero) o 55€ (ridotto). Per un carnet in anfiteatro il costo è di 45€.

I biglietti dal costo di 10€ per la gradinata fino a 20€ per la poltrona, sono in vendita sia online sul sito www.amicidellamusicapalermo.it che nei tre punti vendita convenzionati: Box Office del Mondadori Point di via Mariano Stabile 233 (tel. 091 335566), lo Spazio Cultura Libreria Macaione di via Marchese di Villabianca 102 (tel. 0916257426) e Mondadori Bookstore di via Roma 270 (tel. 091361064). Per tutte le informazioni sulle riduzioni e i dettagli dei concerti e dei Carnet 2024 è possibile visitare il sito www.amicidellamusicapalermo.it

Box Office

Mondadori Point, via Mariano Stabile 233 (tel. 091 335566)

Spazio Cultura Libreria Macaione, via Marchese di Villabianca 102 (tel. 0916257426)

Mondadori Bookstore, via Roma 270 (tel. 091361064)

Info

www.amicidellamusicapalermo.it

L’influencer: scoperchiato il vaso di “Pandoro” | di Maria Rosa Bernasconi

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Chiara Ferragni con il pandoro da lei griffato

Logo Ferragni sul Pandoro Balocco

14a Giornata Mondiale dell’Avvocato in pericolo: una lotta per la Giustizia e i Diritti Umani in Iran

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14a Giornata Mondiale dell'Avvocato in pericolo

Il 24 gennaio 2024 segna la celebrazione della 14a “Giornata Mondiale dell’Avvocato in Pericolo”, una data significativa che rivolge particolare attenzione alla difficile situazione dei professionisti legali in Iran. Questa giornata commemora il tragico massacro di Atocha a Madrid, avvenuto il 24 gennaio 1977, durante il quale cinque avvocati specializzati in diritto del lavoro persero la vita.

L’evento offre un’opportunità cruciale per sensibilizzare la società civile e le autorità pubbliche sulle minacce che gravano sui colleghi iraniani nel corso della loro professione. In tutto il mondo, numerosi avvocati si trovano a subire le conseguenze della persecuzione basata sulla loro attività professionale.

In questi casi, i diritti umani vengono compromessi in modo doppio: da un lato, attraverso la repressione degli accusati di “crimini contro lo Stato”, e dall’altro, in relazione all’assistenza legale degli stessi accusati, che viene spesso totalmente negata.

La 14a Giornata Mondiale dell’Avvocato in pericolo ricorda il caso di Nasrin che è un esempio lampante di questa realtà. Una donna, madre e avvocata, attualmente detenuta nel carcere iraniano di Evin, ha condiviso toccanti messaggi con i suoi figli.

Nasrin ha scritto a sua figlia Mehraveh: “Il desiderio di proteggere i diritti di molti, in particolare il diritto dei miei figli e il tuo futuro, mi ha spinto a rappresentare questi casi in tribunale. Credo che il dolore che la nostra famiglia e le famiglie dei miei clienti hanno dovuto sopportare non sia inutile. La giustizia arriva proprio quando la maggior parte delle persone ha perso la speranza.”

Rivolgendosi a suo figlio Nima, Nasrin ha dichiarato: “Come donna, sono orgogliosa delle pesanti condanne che mi hanno inflitto e sono onorata di essere l’avvocata di tanti difensori per i diritti umani.”

Il Comitato Pari Opportunità, in collaborazione con il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Sciacca, si unisce all’iniziativa dei CPO forensi d’Italia, promuovendo un video con l’obiettivo di eliminare ogni forma di discriminazione e violenza di genere nell’esercizio della professione forense. Il link al video, presente in calce, offre uno spazio per la riflessione e la condivisione dell’operato di coloro che si trovano in pericolo per aver difeso le pari opportunità e i diritti umani.

Per visualizzare il video: https://www.youtube.com/watch?v=f2xamAeUQyE

Il “volo” della memoria per non dimenticare | Angela Caputo

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Intervista a Franco Casadidio
Il “volo” della memoria per non dimenticare | Angela Caputo


In occasione del 27 gennaio giornata della Memoria ci occupiamo oggi di un autore impegnato per sua scelta nella memoria della Shoah, cioè il genocidio ordito e compiuto dalla Germania nazista di Hitler che coinvolse oltre a sei milioni di ebrei anche altre comunità come Rom e Sinti, omosessuali, Testimoni di Geova e dissidenti politici antifascisti e antinazisti. In punta di piedi ci approcciamo a questa tematica la cui causa diretta fu la politica nazionalsocialista che coinvolse non solo la Germania ma anche l’Italia. Un autore, in particolare, si è prodigato nell’approfondimento di questo periodo storico. Stiamo parlando di Franco Casadidio, classe 1969, perito elettrotecnico ma amante della storia e in particolare della Germania, cui ha avuto forme di collaborazione a Monaco e Baviera. I suoi scritti sono per lo più ambientati in Germania nella fase pre e post bellica e sono stati molto apprezzati e premiati.


Sei un autore in un certo senso “monotematico” perché ami da sempre la Germania e la sua storia (soprattutto quella del ‘900). Quando hai realizzato che saresti diventato un autore storico?

Dire che l’ho capito da bambino forse è un po’ esagerato, certamente la passione per la storia fa parte del mio DNA se è vero che uno dei ricordi più nitidi della mia infanzia è quello di me che, seduto su una piccola seggiola di paglia con un volume dell’enciclopedia storica sulle ginocchia, prendo appunti su quello che, a quel tempo, era il mio periodo storico preferito, ovvero l’impero romano. Crescendo, quella passione è diventata grande insieme a me e ora mi ritrovo a scrivere romanzi storici, il giusto approdo per quel bambino di tanti anni fa, così curioso e desideroso di approfondire la conoscenza della Storia.


Ci sono autori di romanzi storici o anche della Shoah che in qualche modo hanno influenzato il tuo percorso di scrittore?

Non c’è un autore in particolare ma una serie di letture che mi hanno consentito di acquisire un bagaglio di conoscenze permettendomi, così, di creare dei romanzi storici nei quali i protagonisti – frutto della mia fantasia – si muovono attraverso fatti e avvenimenti storicamente accaduti, incrociando le loro esistenze con quelle di personaggi realmente esistiti: saggi storici, biografie di grandi personaggi del passato che insieme all’approfondimento effettuato anche tramite l’immensa quantità di informazioni disponibili sul web – purché provenienti da fonti attendibili – hanno guidato la mia scrittura sin dall’inizio.

Ti faccio una domanda un po’ difficile. Il fatto di essere identificato come un autore della memoria storica può essere per te una sorta di limite qualora volessi cambiare genere letterario?

A me piace raccontare la Storia – quella con la esse maiuscola – attraverso i romanzi che scrivo. Credo fermamente che conoscere la Storia sia di fondamentale importanza per realizzare una società più giusta, capace di non commettere più gli stessi errori e se continuare con questo impegno mi farà identificare come “autore della memoria storica” non lo considererò un limite, ma un mio contributo affinché determinati avvenimenti non siano dimenticati, specialmente dalle giovani generazioni.

Parliamo de “Il volo del canarino”, un romanzo storico e d’amore ambientato nella Germania nazista, dove racconti la relazione impossibile tra Jürgen, un tedesco ariano di fede nazionalsocialista, e una ragazza di origini ebraiche di nome Sara. Quali sono i valori che la tua storia vuole trasmettere nella Giornata della Memoria?

Sicuramente il valore più importante è, appunto, quello della “memoria”, l’importanza di non dimenticare cosa avvenne e in che modo, affinché in futuro si possa evitare il ripetersi di una simile tragedia. Quando, fra qualche anno, i testimoni diretti dell’olocausto saranno scomparsi, l’onere di ricordare quei drammatici eventi sarà compito esclusivamente nostro e delle future generazioni. Per assolverlo al meglio è fondamentale la conoscenza della storia e questo, oltre che attraverso i tradizionali canali di studio, può essere fatto anche tramite la lettura di un romanzo, di una storia d’amore come quella tra Jürgen e Sara. Le loro vicissitudini sono la testimonianza diretta degli orrori vissuti in quel periodo storico e un monito rivolto a tutti noi affinché la memoria non vada perduta.


Ci sono progetti per il 2024?

A me piacciono molto le sorprese e spero sia così anche per i lettori quindi… invito tutti a seguirmi per restare informati sulle mie attività editoriali, perché le sorprese nel 2024 non mancheranno affatto!


Un buon punto di partenza per seguire le mie attività è certamente il mio sito internet www.francocasadidio.eu
Per quanto riguarda i social sono presente su Facebook (francocasadidioscrittore), Instagram (franco.casadidio) e TikTok

Intervista al maestro Federico Capranica | di Serena Derea Squanquerillo

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Intervista al maestro Federico Capranica, di Serena Derea Squanquerillo

Oggi propongo la mia intervista al maestro Federico Capranica (nel link, la bio), noto arrangiatore, compositore e direttore d’orchestra, che ha una ricchissima esperienza in Tv, radio, al teatro, cinema, nel campo della discografia e pubblicità. Ci siamo conosciuti la scorsa estate a Velletri, la mia città, e ci siamo rivisti in occasione di un incontro sulla Rete Oncologica dell’Ospedale dei Castelli Romani, dove si è tenuto un concerto del suo coro, Gli Altavoce, e dei Ladri di Carrozzelle, due realtà musicali di cui vorrei parlare oggi. Ma partiamo dalla sua scuola di canto.

Grazie per la disponibilità, Federico. Nel 2009 hai fondato “La Fabbrica della Voce”, che tuttora dirigi con la collaborazione di altri professionisti, dedicata solo ai cantanti. Puoi presentarci un po’ le sue attività, indicandoci alcuni tratti distintivi della scuola e i motivi per frequentarla?

La scuola nasce nel 2009, dopo cinque anni che mi dedicavo al sito Altavoce, poi diventato www.lafabbricadellavoce.it,  nel quale ho inserito tutte le informazioni su tutto ciò che riguarda il cantare in senso generale: guide all’ascolto, basi gratuite realizzate in 40 anni di carriera, informazioni di lavoro, inoltre tutto ciò che riguarda la tecnica vocale, i vari stilemi ecc.

Questo sito è un atto d’amore verso i cantanti che mi hanno dato modo, in questi 40 anni, di sviluppare la mia carriera come arrangiatore e compositore per Teatro, TV, Cinema e Discografia.

Nel 2010 hai fondato il Coro Altavoce, con cui hai realizzato due CD, spettacoli e anche collaborazioni di rilievo. Puoi parlarcene un po’? Come fare per partecipare?

Per partecipare è semplice: basta chiamarmi al 392.8624355 e prendere un appuntamento nel mio studio per verificare l’estensione vocale e fornire il futuro Corista di tutti gli strumenti per impadronirsi al meglio del nostro repertorio: spartiti, testi, canzoni, video, programmi di editing musicale per studiare con facilità, solfeggi e quant’altro.

“Fuga degli ortopedici dalla sanità pubblica” è la denuncia del nuovo presidente di Asoto, il catanese Egidio Avarotti

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“Continueremo a lavorare per supportare l’ortopedia siciliana in questo difficile periodo che registra una fuga dalla sanità pubblica a vantaggio del privato”. È la denuncia del neo eletto presidente di Asoto, Associazione siciliana ortopedici e traumatologi ospedalieri, Egidio Avarotti, che è anche direttore dell’unità operativa complessa di Ortopedia e Traumatologia all’Arnas Garibaldi di Catania. “Negli ultimi mesi – spiega Avarotti -, cinque primari ospedalieri su ventidue, hanno abbandonato volontariamente il loro mandato perché gli organici sono sempre più ridotti, i turni stressanti e il contratto di lavoro non adeguato. Contiamo sui giovani anche se, secondo un recente sondaggio, entrano con difficoltà nel sistema sanitario nazionale pubblico, perché attratti da una quotidianità più allettante dell’ospedalità privata. Cercheremo di mantenere una risposta pubblica di qualità per i pazienti che ne hanno bisogno”.

Il nuovo direttivo di Asoto

Il nuovo consiglio direttivo, che resterà in carica dal 2024 al 2026, è composto oltre che dal neo presidente Egidio Avarotti, da Angelo Leonarda, past president e direttore U.O.C. di ortopedia e traumatologia dell’ospedale Buccheri La Ferla di Palermo; da Giuseppe Tulumello, segretario e tesoriere, nonché direttore del reparto di Ortopedia e Traumatologia del polo ospedaliero Giovanni Paolo II di Sciacca. Dai consiglieri Salvatore Caruso, direttore di Ortopedia e traumatologia all’Umberto I di Siracusa; Alfio Catalano, responsabile dell’Ortopedia di Modica; Nicola Galvano, direttore di Ortopedia al presidio di Marsala e Castelvetrano; Piermarco Messinese, dirigente medico ad Ortopedia del Buccheri La Ferla di Palermo; Carlo Sugameli, direttore struttura complessa di Ortopedia e traumatologia al presidio ospedaliero S. Antonio Abate di Trapani.

I nuovi probiviri sono Giorgio Assenza, emerito specialista in Ortopedia e Traumatologia; Gianfranco Longo, direttore della struttura complessa di Ortopedia e Traumatologia all’azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania, Giovanni Pignatti, direttore di Ortopedia al Rizzoli di Bagheria in provincia di Palermo e Roberto Sciortino, già direttore dell’unità operativa complessa Arnas Civico di Palermo, oggi al Centro Salus Toselli di Palermo. Revisori dei Conti, Ferdinando Granata, direttore di Ortopedia e Traumatologia dell’Ingrassia e del Civico di Partinico, Giovanni Restuccia, primario emerito dell’Arnas Garibaldi di Catania. Infine Giacomo Papotto, delegato Otodi Young e dirigente medico dell’ospedale Cannizzaro di Catania.

Breve storia di Asoto

L’Associazione Siciliana Ortopedici e Traumatologi Ospedalieri venne costituita il 4 settembre 1996, ad opera di quattro medici ortopedici siciliani, Giorgio Assenza, Gaetano Bonfiglio, Domenico Crescente ed Ernesto Valenti. Lo scopo di Asoto è creare un luogo di incontro e scambio per tutti gli ortopedici del sistema sanitario regionale e determinare un linguaggio unico e collettivo.

Oggi esce in digitale e sarà in rotazione radiofonica “Fra un milione di stelle” il nuovo singolo del cantautore e chitarrista Buzzy Lao

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Buzzy Lao

‘Si tratta del luogo ideale in cui potersi cercare, guardare e ritrovare nella semplicità. Magari da un tetto, da una spiaggia o tornando a casa in bicicletta”.

Domani, sabato 20 gennaio, per festeggiare la nuova release, si è esibito live al Punk Funk di Palermo.

Cover FRa un milione di stelle

Oggi esce in digitale e sarà in rotazione radiofonica “Fra un milione di stelle” (etichetta Bunya Records / distribuzione Believe), il primo singolo – prodotto e registrato da Florian Monchatre (Fatoumata Diawara, Blick Bassy, Tinariwen) tra Parigi e Palermo – che anticipa il nuovo disco del cantautore e chitarrista piemontese Buzzy Lao. Le vivaci ritmiche Afro Beat, l’ammaliante melodia Soul e il profondo testo donano al brano un’atmosfera sognante ed emozionante allo stesso tempo.

ASCOLTA BRANO

Sabato 20 gennaio, per festeggiare la nuova release, si è esibito live al Punk Funk di Palermo (via Napoli, 10 – ore 22.30 – ingresso libero) insieme alla sua band formata da Salvo Casano alla batteria, Damiano Vitrano al basso, Salvo ‘Cheerio’ Cincirrone alle percussioni e Martina Cirri ai cori.

Questo afrobeat cantautorale parla di temi molto cari alla visione musicale di Buzzy Lao come la consapevolezza emotiva, la fiducia in sé stessi e la rinascita personale e lo fa con un testo semplice e delicato, colmo di parole speranzose che conoscono il peso del dolore e del senso di inadeguatezza a cui ci espone l’odierna ossessione per il raggiungimento di risultati tangibili e quantificabili: “È parte del percorso introspettivo che – dice l’artista – ho intrapreso durante questi due anni. Ho provato a raccontare, partendo da esperienze a me vicine, lo stato di ansia e la paura che possono sovrastare chiunque in alcuni periodi della vita. Il brano vuole essere una boccata di ossigeno, un sogno ad occhi aperti per tutte quelle persone che stanno combattendo una battaglia interiore o anche una vera e propria guerra senza esserne gli artefici. Dalla società moderna che spesso porta l’essere umano a sentirsi un fallito fino a tutte quelle persone che cercano di imporre sé stesse in un mondo machista, maschilista e violento. Penso che a volte ritrovare se’ stessi, in un momento di sconforto sia fondamentale per non mollare, anche io ho dovuto spesso ritrovare me stesso, confrontandomi quotidianamente con ideali e dinamiche sociali che faccio veramente fatica ad accettare”.

La produzione del brano, un punto di incontro tra le radici black del cantautore bluesman di origine torinese e il cantautorato italiano, è votata all’essenza del suonato puntando su suoni analogici e non artefatti, la sezione ritmica è affidata a Tiziano Salerno alla batteria, fratello e storico collaboratore di Alberto, Salvo ‘Cheerio’ Cincirrone alle percussioni e lo stesso Buzzy Lao alle chitarre al basso e alle voci. Come in tutto il nuovo disco vi è la partecipazione speciale di Martina Cirri, giovane e promettente cantautrice palermitana a cui è affidato il ruolo di corista e percussionista.

Il nuovo brano sarà presentato live da una formazione in band in cui oltre ai già citati Salvo ‘Cheerio’ Cincirrone alle percussioni e Martina Cirri alle voci si uniranno Salvo Casano alla batteria e Damiano Vitrano al basso.

Il brano è stato prodotto dal giovane e talentuoso produttore francese Florian Monchatre tra Parigi e Palermo. Le registrazioni si sono divise tra i Cantieri 51 di Palermo, lo studio Soyuz di Flam Agency di Parigi e il project studio personale di Buzzy Lao, l’Honua Studio a Palermo.

BUZZY LAO, pseudonimo di Alberto Salerno, classe ’87, nasce a Torino da genitori originari di un piccolo paese Arbëreshë (minoranza etno-linguistica albanese) in Calabria e cresce musicalmente a Londra, tra jam & studio sessions per svariati progetti musicali, dove vive 6 anni. È un artista no border fortemente influenzato dalle radici della musica nera combinata con il suo distintivo sound intimo e “Soul touching” caratterizzato da una emozionante scrittura in italiano che guarda oltre, verso un più profondo concetto di melting pot musicale tanto caro alla cultura World Music. Buzzy Lao, forte nella sua cross-cultural sensitiveness, dopo aver girato in tour l’Europa con diverse formazioni come chitarrista torna a Torino nel 2016 e nello stesso anno firma per l’etichetta discografica INRI che pubblica il primo disco da solista HULA (ascolta disco), col quale ottiene ottimi riscontri di pubblico e di critica (La Stampa lo definisce ‘un bluesman di ultima generazione’; di lui Rockit scrive che ‘sforna canzoni di rara fattura per il nostro paese’). La sua Weissenborn, suonata insieme a chitarre acustiche ed elettriche in accordature aperta, fanno emergere anche la sua natura di performer che alterna momenti di grande energia sonora a passaggi acustici intimi e delicati. All’album segue un tour di più di 100 concerti in tutta Italia e Europa, con aperture importanti, come quella ai Sigur Ros per gli I-Days 2016 di Milano. Nel 2017 esce invece ‘Live at Jazz Club Torino’, disco registrato dal vivo con la band durante la data nel capoluogo piemontese. Buzzy Lao è legato anche al mondo del Surf & Skate: infatti è stato ospite, come special artist, dello Skate & Surf Film Festival di Milano nel 2019. A gennaio 2020, dopo essersi trasferito a Palermo poiché affascinato dalla cultura esotica e mistica dell’isola al centro del Mediterraneo, pubblica il secondo disco ‘Universo / Riflesso’(ascolta disco) per INRI e Bunya Records, label fondata dallo stesso artista insieme a una piccola ma affiatata squadra di colleghi e addetti ai lavori. Il secondo album, che ottiene recensioni esaltanti, fonde il Blues, l’Afrobeat e il Reggae contaminati ora dal folk contemporaneo e internazionale di Josè Gonzalez e Micheal Kiwanuka. Il disco vanta anche la partecipazione di Dargen D’Amico, amico ed estimatore, nel brano ‘Haya’.  Nel 2021 prosegue il suo percorso artistico e umano in Sicilia, e si dedica alla scrittura di nuovo materiale da cui nasce ‘Fango’, la nuova ballata folk e intimista pubblicata a sorpresa il 18 maggio 2021 per Bunya Records e che anticipa un tour estivo in acustico in tutta Italia. Buzzy Lao negli ultimi due anni è stato impegnato alla lavorazione del nuovo disco tra Palermo e Parigi con il produttore francese Florian Monchatre che ha già lavorato con alcuni dei migliori artisti della scena World internazionale come Fatoumata Diawara, Blick Bassy e i TinariwenIl nuovo e terzo disco vedrà la luce nel 2024 e sarà supportato da una nuova intensa attività live con band.

www.instagram.com/buzzylao

www.facebook.com/buzzylao

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“Pare parecchio Parigi” di Leonardo Pieraccioni | di Meri Lolini

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In questi giorni è arrivato nei cinema il film di Leonardo Pieraccioni con la Produzione Levante e con la distribuzione di 01 Distribution. In questo film Leonardo Pieraccioni è sia il regista che l’attore in compagnia di bravissimi attori ed attrici come Nino Frassica, Massimo Ceccherini, Chiara Francini e Giulia Bevilacqua, senza dimenticare Sergio Forconi. La trama è liberamente ispirata ad una storia vera dove due fratelli fecero credere al padre malato di essere arrivati a Parigi in roulotte, mentre con il loro viaggio, non erano mai usciti dal podere, dove vivevano. Nel film il padre ammalato è interpretato da Nino Frassica. Lui è un vecchio professore, che per un malore non riesce più a vedere e così i tre figli che non lo frequentavano più da anni ed anche tra loro i rapporti erano interrotti, si ritrovano. Sarà la richiesta del padre di andare insieme a loro a Parigi, che li porterà a vivere una rocambolesca storia in un camper preso a noleggio ed il tragitto sarà la pista del maneggio del figlio Arnaldo. Durante questi giorni si realizzeranno situazioni veramente impensabili, come la visione delle finte montagne dove incontreranno dei finti stambecchi e un  finto orso, andranno a mangiare in finti ristoranti dove il padre vorrà assaggiare dei piatti tipici, che non ci possono essere e l’incontro con i doganieri che parlano un francese molto particolare. Chiara Francini e Giulia Bevilacqua che intrepretano le due sorelle riveleranno delle verità sia personali che sulla loro famiglia veramente sconvolgenti ed anche Leonardo Pieraccioni, che interpreta il fratello sorprenderà quando verrà, chi è il suo vero padre, sapientemente  interpretato da Gianni Franco. Nino Frassica nel suo ruolo di padre spesso non fa comprendere se ha capito o meno il viaggio bugia organizzato dai figli e divertente è il suo incontro con Sergio Forconi nel finto ristorante bolognese, ricordando al professore di quando erano a scuola.  Questo viaggio nel maneggio non è ben visto da Massimo Ceccherini e dalla sua mamma perché per loro è un disturbo, perché abitano vicino al maneggio ed anche queste scene sono molto carine e curiose. La comicità è molto delicata e porta a riflettere sulle dinamiche ed i rapporti delle famiglie. Sembra che sia importante accettare le situazioni che si creano per poi trovare le strade per risolverle e consolidare i rapporti tra i familiari, anche se a volte ci sono compromessi da accettare e correggere. In questo viaggio inesistente sia il padre che i figli trovano e mettono insieme dinamiche per ritrovarsi e mettere a nudo verità che sembravano inaccettabili e comunque la famiglia rimane in essere ed ognuno di loro emerge per come è e non per come si vorrebbe che fosse. Questa storia vissuta in un viaggio che non c’è, in una Parigi che non c’è porta la mente dei personaggi ad uscire e vivere in una realtà che c’è. Quindi è un percorso che porta alla scoperta di una realtà che prima non piaceva a quel padre ed a quei figli e poi viene conosciuta e forse accettata .Tutto è narrato durante un viaggio aereo molto pericoloso dove il Pilota-Capitano con l’attore Giorgio Borghetti ha un ruolo molto autorevole. Consiglio la visione di questo film sia per il tema che per la sapiente recitazione dei suoi interpreti.

La voce di 37 poeti contro tutte le guerre | Antologia curata da Sara Favarò: “Guerra no, Pace sì”,

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Sara Favarò_Ph. Gioacchino Turdo

Il 23 gennaio, in occasione dell’VIII reading poetico della Federazione Italiana Unitaria Scrittori, sarà presentata l’antologia, voluta e curata da Sara Favarò: “Guerra no, Pace sì”, edita dal Gruppo Arte Sikelia per conto della FUIS.

37 i poeti, tutti iscritti alla FUIS, che hanno aderito all’appello lanciato dalla Favarò, delegata per la Sicilia della Federazione.

37 i poeti che si sono fatti messaggeri di pace affinché la poesia possa indurre riflessioni sul senso della vita, sul valore dell’amicizia, sulla bellezza della natura, sulla necessità di rispettare la diversità, per divenire un’unica “Voce di Pace”, per usare le stesse parole di Sara Favarò nella sua poesia omonima: “Come nube che esala dal mare, si alza densa e unisona la voce che al Cielo rivolge unica prece […] per i martiri dell’ipocrisia del potere truce, ingordo e abietto. Dormono i bimbi in culle di bombe […]”.

I 37 poeti sono:

37 i poeti che, all’unisono, formano una sola voce messaggera di pace che parte dalla Sicilia, per unire anime, menti, speranze, nel nome del rispetto della vita. In occasione dell’evento, che si svolgerà presso il Museo Etnografico Giuseppe Pitrè, Sala dei Carretti Siciliani, alle ore 15,30, avrà luogo anche la cerimonia di consegna dei premi del “I Concorso Letterario FUIS Sicilia”, al cospetto della giuria presieduta dalla stessa Sara Favarò. Presenti alcuni altri membri della giuria, fra cui Teresa di Fresco, giornalista, ed Eliana Calandra, già direttrice del Museo. Ospite della serata, il Presidente Nazionale FUIS, dott. Natale Antonio Rossi.

Si tratta dell’ottavo incontro di poeti FUIS, e dell’VIII antologia che raccoglie i loro versi, su un tema di grande attualità “Guerra No, Pace Sì”.

“Si stima che attualmente ci siano sulla terra ben 23 guerre e altri 170 conflitti. Si combatte da Nord a Sud, da Est a Ovest del globo; ci sono guerre in Palestina, Ucraina, Siria, Libia, Nigeria, Mozambico, Yemen, solo per citarne alcune. Sulla carta esistono tante organizzazioni mondiali il cui scopo è quello di promuovere la pace, prevenire le guerre, risolvere i conflitti. Tra i loro scopi principali c’è quello di proteggere i diritti umani, eppure nonostante le loro imponenti organizzazioni, sono moltissimi gli innocenti che giornalmente pagano con la loro vita guerre volute da altri, per interessi non loro. Sul perché ciò sia possibile si aprono ipotesi talvolta drammatiche, come la salvaguardia di coinvolgimenti che sono “altro” rispetto alla tutela dell’UOMO.

Non sempre le cose sono come appaiono! – scrive Sara Favarò nell’introduzione all’antologia – Per non parlare degli interessi economici che girano intorno alla produzione delle armi e all’asservimento politico di alcuni Stati rispetto ad altri.

Recita un vecchio proverbio siciliano: “Nun c’è chiù tintu surdu di cui nun voli sentiri” (Non esiste peggior sordo di chi non vuole sentire).

Capita sempre più spesso di sentirsi inermi, troppo piccoli, per contrastare il volere dei poteri forti che seguono logiche di dominio politico, economico, militare, lontane anni luci dal sentire comune di chi aborre la violenza, di chi ritiene che le guerre possano avere fine. Per prima cosa occorrerebbe che la diplomazia internazionale svolgesse il suo compito, lontano dagli interessi dei vari potentati dominanti.

Perché, ricordiamoci, non esistono guerre giuste!

Ognuno di noi può fare qualcosa, anche di piccolo, affinché l’uomo ritrovi la sua umanità. E in questo si sono impegnati i nostri 37 poeti. Perché la poesia può mostrare la bellezza e la fragilità della vita e ispirare il rispetto e l’amore per il prossimo. I poeti devono scrivere contro tutte le guerre affinché le parole siano più forti delle armi e spezzino le catene dell’odio.”

Il nostro VIII incontro poetico nasce dall’esigenza di uomini e donne che vogliono sentirsi umanità e che non accettano la guerra come soluzione di antichi e nuovi dissapori.

Umanità perduta tra i rivoli di sangue dei tanti, troppi bambini, donne, anziani, giovani, uccisi dall’arroganza, dalla prepotenza di uomini che hanno perduto il valore dell’amore.”

I 37 poeti: Angelo Abbate, Beatrice Amato, Camillo Andretta, Adriana Bellanca, Gina Bonasera,   Maria Concetta Borgese, Salvatore Cappalonga, Maria Chiarello, Mariella Cirafici, Wanda Cortese, Rita Angelina Di Pino, Sara Favarò, Eleonora Fogazza, Carmelo Fucarino, Maria Galioto, Mario Giambanco, Giovanna Giarraffa, Francesca Guajana, Sandra Guddo, Mario Inglese, Giusi La Mantia, Barbara Lo Fermo, Francesca Luzzio, Letizia Marchione, Giovanni Mattaliano, Maria Elena Mignosi Picone, Anna Rita Pinsino, Giuseppe Maurizio Piscopo, Teresa Riccobono, Arcangela Rizzo, Mariza Rusignuolo, Benedetto Savona, Antonino Schiera, Ermanno Spera, Ketty Tamburello, Giovanna Tidona, Tino Traina.

copertina Guerra no, Pace sì

Al TEATRO CELEBRAZIONI Charlotte Spettacoli presenta PAOLO CREPET in LEZIONI DI SOGNI | Venerdì 26 gennaio 2024, ore 21.00 

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Paolo Crepet

La data è sold out!

PAOLO CREPET

Dopo il successo del primo appuntamento dal titolo Prendetevi la luna dello scorso novembre, secondo sold out al Teatro Celebrazioni di Bologna per il ciclo di conferenze-spettacolo sull’interiorità umana legata alla contemporaneità a cura dello psichiatra, sociologo, educatore e saggista Paolo Crepet, che venerdì 26 gennaio alle ore 21.00 propone Lezioni di sogni.

Ispirato all’omonimo libro dello psichiatra pubblicato nel 2022 da Mondadori, l’incontro pone al centro il bisogno di ripensare la genitorialità, la scuola, il rapporto tra le generazioni, il futuro.

«Siamo nel pieno di quella che Papa Francesco ha definito una catastrofe educativa – si legge nella presentazione del testo di Crepet. Molti adulti si sentono sperduti, impreparati, quasi impotenti di fronte alle nuove generazioni e i giovani si trovano senza punti di riferimento sicuri. In un mondo che cambia con rapidità, è più che mai necessario ripensare il difficile compito di educare. Ripercorrendo quanto scritto negli ultimi trent’anni, mescolando ricordi personali e pubbliche riflessioni, lo psichiatra offre il frutto della sua lunga esperienza, delineando quello che in molti hanno definito “il metodo Crepet”. Non possiamo ignorare che la necessità di un profondo cambiamento si scontri con resistenze, timori, egoismi difficili da vincere, freni che privano bambini e ragazzi del diritto di far nascere i propri sogni e di coltivarli, affidandosi alla capacità di sentire le proprie emozioni e di lasciarsi coinvolgere dalla passione per un progetto di vita. Serve dunque la forza di una voce critica, anche scomoda, che scuota da questo torpore educativo e aiuti a invertire la rotta».

Le pagine di Lezioni di sogni vogliono essere spunti, provocazioni, richiami, un’occasione per riflettere sul futuro delle giovani generazioni. Che cos’è il talento e come supportarlo? Come gestire il rapporto con la tecnologia e i social media? Come educare alla gentilezza, al rispetto, alla complessità? Sono solo alcuni degli interrogativi a cui nessuno può sottrarsi, perché ‒ come dice Crepet ‒ «i bambini ci guardano e imparano da noi bellezze e viltà».

Paolo Crepet tornerà al Teatro Celebrazioni mercoledì 10 aprile per l’ultimo appuntamento del ciclo di conferenze-spettacolo dal titolo Impara ad essere felice.

I biglietti per la serata sono esauriti (bit.ly/lezionidisogniWEB). Per informazioni la biglietteria del Teatro Celebrazioni è aperta dal martedì al sabato dalle ore 15.00 alle ore 19.00 e nei giorni di spettacolo a partire da un’ora prima dell’inizio (Via Saragozza 234, Bologna | Tel: 051.4399123 | E-mail: info@teatrocelebrazioni.it).

Il pubblico potrà prenotare per una cena o un aperitivo al Celebrazioni Bistrot, nel foyer del Teatro, a cura del Ristorante Biagi e del cocktail bar “10 Codivilla”, aperto da un’ora e mezza prima dell’inizio di ogni spettacolo. Info e prenotazioni: +39 329 8120861.

Teatro Celebrazioni

Theatricon Srl | Via Saragozza 234, Bologna

www.teatrocelebrazioni.it

Tel: 051.6154808 | E-mail: stampa@teatrocelebrazioni.it

CAUSALITA’ METAFISICA:  SCHEMI MENTALI CREATORI DI REALTA’ | di Daniela Cavallini

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Daniela Cavallini

Amiche ed Amici carissimi, è innegabile che tutti noi siamo condizionati da modelli di pensiero, induttivi di esperienze sia positive che negative.

E’ oramai noto che, nella vita, ogni effetto è determinato da uno schema di pensiero che lo precede e lo perpetua. Detto schema deriva dalle nostre credenze, inculcateci sin dall’infanzia, dalle nostre figure di riferimento e dall’ambiente circostante.

L’espressione “causalità metafisica” descrive il potere esercitato dalle parole e dai pensieri  nella concretizzazione delle succitate esperienze. Pertanto, a nostra insindacabile discrezione ed autonomia, per “dono energetico”, ci  è resa possibile la sostituzione del modello mentale ed espressivo acquisito, che si traspone nella realtà con la preziosa facoltà di modificare la manifestazione degli eventi della nostra vita.

E’ dunque fondamentale acquisire la consapevolezza della nostra responsabilità nella creazione degli accadimenti.

In tema di salute, interviene quale coadiuvante della medicina allopatica, la Metamedicina  che, attribuendo ad ogni sintomo manifestato dal nostro corpo un messaggio corrispondente al disagio psicologico in essere,  funge da avvertimento atto alla tutela  del nostro benessere.

La letteratura è, in tal senso, sufficientemente indiziaria ed esplicativa per aiutarci ad identificare le probabili ragioni dei nostri disturbi fisici e, senza alcuna velleità di sostituirsi al Medico, alle analisi ed alle terapie consequenziali prescritte – sia chiaro!! -, suggerire nuovi schemi di pensiero generatori di salute.

Ribadisco che la Metamedicina offre – oso dire garantisce – un valido aiuto, ma non costituisce e non deve essere considerato uno stratagemma empirico per ovviare  le cure allopatiche.

L’assunto della Metamedicina recita che la malattia è solo un effetto esterno e, pertanto, per eliminare la causa mentale – la generatrice – dobbiamo “esplorarci”.

In assenza di un’attenta analisi dei nostri reali bisogni, pensieri e stile di vita, adottando un coerente cambiamento, anche ad avvenuta completa guarigione, restiamo soggetti ad alto rischio recidive.

E’ importante sottolineare che i modelli di pensiero tra i maggiori imputati dei malesseri dell’organismo sono riconducibili a critica, collera, risentimento e senso di colpa.

Ho potuto constatare personalmente l’importante livello d’incidenza dei citati “imputati del malessere”, osservando e dialogando con le persone che mi circondano, tanto da condividere alcuni esempi riferiti dalla sopradescritta disciplina.

La critica eccessiva, genera sovente malattie come l’artrite: la mia Mamma ne soffriva e nessuno più di me può testimoniare quanto deplorasse i comportamenti altrui.

La collera si somatizza in bruciori e/o infezioni, febbre: l’esempio del mio Papà, per sua natura iracondo, fu emblematico… culminato con un’infezione che gli procurò la morte.

Il risentimento nutrito a lungo, addirittura può causare il cancro: la mia più cara Amica, afflitta da oggettive contrarietà e,  soprattutto da un’ elevata predisposizione all’enfasi interpretativa, ha sviluppato un cancro al seno. Non scordiamo che la gravità dei problemi è sempre direttamente proporzionale all’ individuale livello di percezione.

Infine, la colpa… ricerca inconsciamente una punizione e genera dolore.

Solo pochi esempi per rimarcare quanto il nostro atteggiamento mentale, alimentato dalle relative percezioni – talvolta esasperate -, influiscano sul nostro benessere.

Un abbraccio

Daniela Cavallini

TCBO: CON “MANON LESCAUT” E L’OMAGGIO A PUCCINI SI INAUGURA LA STAGIONE D’OPERA 2024

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TCBO_2024-01-18_Manon_Lescaut_antepiano_D4_1501_©Andrea-Ranzi

La nuova produzione, proposta in prima assoluta al Comunale Nouveau dal 26 al 31 gennaio, vede la direzione di Oksana Lyniv e la regia di Leo Muscato

La recita del 26 gennaio ore 20.00 è trasmessa anche in diretta su Rai Radio3

TCBO_2024-01-18_Manon_Lescaut_antepiano_D4_1402_crop_©Andrea-Ranzi

Con Manon Lescaut di Giacomo Puccini, nel centenario della scomparsa del compositore, si apre la Stagione d’Opera 2024 del Teatro Comunale di Bologna. La nuova produzione, in programma in prima assoluta al Comunale Nouveau a partire da venerdì 26 gennaio alle 20.00 – anche con trasmissione in diretta su Rai Radio3 – è firmata dal regista Leo Muscato, al debutto nel teatro felsineo, e vede la Direttrice musicale Oksana Lyniv affrontare il titolo per la prima volta. Lo spettacolo è in replica fino al 31 gennaio.

«Un anno fa, quando il teatro ha temporaneamente lasciato la sua sede storica per trasferirsi in un luogo inedito – racconta il Sovrintendente Fulvio Macciardi – siamo partiti per un’avventura che presentava molte incognite. Oggi il Comunale Nouveau è diventato il nuovo spazio della musica a Bologna: un luogo di produzione artistica, di incontro e di creatività che arricchisce l’intera città. Un sentito ringraziamento va al lavoro e all’impegno profuso da tutti i comparti del Teatro, e un grazie speciale va al nostro pubblico, che ci segue e dà fiducia, e a coloro che ci hanno sostenuto in questo percorso e continuano a farlo ogni giorno».

 «Nel 1889 il trentunenne Puccini firmò un contratto con Ricordi per Manon Lescaut – dice Oksana Lyniv – e contemporaneamente stava lavorando a una versione ridotta dei Meistersinger von Nürnberg di Wagner per La Scala di Milano, entrando in contatto con le sperimentazioni armoniche wagneriane. La partitura utilizza la tecnica del Leitmotiv – penso al suono orchestrale e al linguaggio armonico per la descrizione del mondo emotivo di Manon Lescaut e De Grieux, che si ispirano al Tristano e Isotta – ma è anche arricchita da citazioni dalle prime opere giovanili di Puccini, che rispecchiano lo spirito dell’epoca in cui la vicenda è ambientata».

Secondo la visione del regista, nei quattro atti dell’opera i protagonisti sono sempre sul punto di partire, o di fuggire da qualcosa, o da qualcuno. «È come se la terra bruciasse sotto i loro piedi – racconta Leo Muscato – e impedisse loro di fermarsi e ragionare sulle conseguenze delle loro azioni. Per questa ragione, ciò che tiene insieme i quattro differenti luoghi della nostra messa in scena è proprio la terra che brucia, è proprio il deserto, un luogo metaforico che nell’opera di Puccini arriva nel IV atto. Il personaggio di Manon è un’anima in costante oscillazione tra estremi emotivi opposti. A volte è una forza della natura, animata da una gioia contagiosa e da un desiderio irrefrenabile di avventura e amore; altre volte sprofonda in un’oscurità emotiva che la fa apparire tormentata e vulnerabile e bisognosa di protezione. Ci impiega pochi secondi per decidere di fuggire al proprio destino seguendo uno sconosciuto che ha incontrato qualche minuto prima. La sua fuga scapicollata con Des Grieux – conclude il regista – si trasforma in stupefacente alchimia sessuale che travolgerà entrambi in un turbine di emozioni e impulsi, e che trasformerà il loro amore in una relazione tossica, in cui ognuno riesce a tirare fuori il peggio dell’altro».

Premiato come miglior regista prima dalla critica teatrale, nel 2007, e poi dalla critica musicale, nel 2012, oggi Muscato collabora con i palcoscenici operistici italiani più prestigiosi: dal Teatro dell’Opera di Roma alla Scala di Milano. Nella nuova produzione bolognese le scene dello spettacolo sono curate da Federica Parolini, i costumi sono di Silvia Aymonino e le luci di Alessandro Verazzi.

Debutta nel ruolo della protagonista il soprano Erika Grimaldi, recentemente applaudita a Bologna nell’Andrea Chénier di Giordano e nella Forza del destino di Verdi, affiancata sul palco dal tenore Luciano Ganci (come Renato Des Grieux) e dal baritono Claudio Sgura (come Lescaut). Nelle recite del 27 e 31 gennaio questi tre personaggi sono invece interpretati da Lana Kos, Roberto Aronica e Gustavo Castillo. Completano il cast Giacomo Prestia nei panni di Geronte di Ravoir, Paolo Antognetti in quelli di Edmondo, Kwangsik Park nelle vesti dell’Oste e in quelle del Sergente degli arcieri, Bruno Lazzaretti come Il maestro di ballo, Aloisa Aisemberg come Un musico, Cristiano Olivieri come Un lampionaio e Costantino Finucci come Il comandante di marina. L’Orchestra e il Coro – preparato da Gea Garatti Ansini – sono quelli della Fondazione lirico-sinfonica bolognese.

Dopo il grande successo della prima rappresentazione assoluta al Teatro Regio di Torino il 1° febbraio 1893, il 4 novembre di quello stesso anno Manon Lescaut debuttò al Comunale di Bologna con esiti altrettanto positivi (e ben diciotto repliche). Si trattava della terza opera di Puccini, dopo l’esordio convincente con Le Villi e l’incerta accoglienza riservata a Edgar. Il dramma lirico in quattro atti su libretto di autore anonimo, cui collaborarono lo stesso Puccini, Giuseppe Giacosa, Luigi Illica, Ruggero Leoncavallo, Domenico Oliva, Marco Praga e Giulio Ricordi, fu scritto tra il 1889 e il 1892. Il soggetto, tratto dal romanzo Histoire du Chevalier Des Grieux et de Manon Lescaut di François-Antoine Prévost, aveva già suscitato l’interesse di altri due compositori prima di Puccini: i francesi Daniel Auber e Jules Massenet. Manon Lescaut manca dalla Stagione del teatro bolognese dal 2002.

 Opening partner dello spettacolo è Gruppo Hera. «Confermiamo con convinzione il nostro sostegno il Teatro Comunale di Bologna, una delle più significative eccellenze culturali del territorio – afferma Giuseppe Gagliano, Direttore Centrale Comunicazione e Relazioni Esterne della multiutility – e siamo molto lieti di tenere a battesimo l’opera che inaugura la stagione 2024 del Comunale Nouveau, nella sede temporanea che abbiamo contribuito ad allestire per permettere alla città di continuare a godere di un’offerta artistica e musicale ricca, stimolante e di assoluto valore».

 I biglietti – da 25 a 150 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale, aperta dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18, il sabato dalle 11 alle 15 (Largo Respighi, 1); nei giorni di spettacolo al Comunale Nouveau (Piazza della Costituzione, 4) da un’ora prima e fino a 15 minuti dopo l’inizio. Info: https://www.tcbo.it/eventi/manon-lescaut/

A partire dalle recite di Manon Lescaut, sul soffitto del Foyer del Comunale Nouveau sarà visibile la nuova installazione permanente site-specific composta di specchi realizzata dal duo Antonello Ghezzi, dal titolo Ed intanto la mia testa, a cura del Teatro Comunale. L’opera vuole idealmente accompagnare il pubblico verso la platea: «Siamo spettatori ma anche protagonisti – spiegano i due artisti – perché se alziamo lo sguardo ci siamo noi tra le parole della Cenerentola di Rossini, e quel nodo avviluppato è l’amore ma è anche la nostra vita, nella quale tutti andiamo a tentoni verso l’aria oscura. Per fortuna, grazie ai sentimenti che proviamo e grazie al teatro, possiamo finalmente cominciare a delirare, a sognare e a ricordarci che siamo allo stesso tempo spettatori, protagonisti, comparse e drammaturghi. Siamo qui e ora, siamo in un teatro nuovo ma che porta con sé tutta la storia del Teatro Comunale di Bologna».

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Info: www.tcbo.it / www.tcbo.it/eventi/manon-lescaut/

Fondazione Teatro Comunale di Bologna

Largo Respighi, 1 – 40126 Bologna

T. +39 051 529947

Manon Lescaut

Dramma lirico in quattro atti
Libretto di Ruggero Leoncavallo, Domenico Oliva, Giulio Ricordi, Luigi Illica, Marco Praga, Giuseppe Giacosa e Giacomo Puccini

Musica di Giacomo Puccini

Direttrice Oksana Lyniv

Regia Leo Muscato

Maestro del Coro Gea Garatti Ansini

Scene Federica Parolini

Costumi Silvia Aymonino

Luci Alessandro Verazzi

Assistente alla regia Marialuisa Bafunno

Assistente alle scene Matteo Martini

Assistente ai costumi Agnese Rabatti

Personaggi e interpreti

Manon Lescaut Erika Grimaldi (26, 28, 30 gennaio) / Lana Kos (27, 31 gennaio)

Lescaut Claudio Sgura (26, 28, 30 gennaio) / Gustavo Castillo (27, 31 gennaio)

Renato Des Grieux Luciano Ganci (26, 28, 30 gennaio) / Roberto Aronica (27, 31 gennaio)

Geronte Di Ravoir Giacomo Prestia

Edmondo Paolo Antognetti

Il maestro di ballo Bruno Lazzaretti

Un musico Aloisa Aisemberg

Un lampionaio Cristiano Olivieri

Un comandante di marina Costantino Finucci

L’oste / Un sergente degli arcieri Kwangsik Park

Nuova produzione del Teatro Comunale di Bologna

Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro Comunale di Bologna
Date

Venerdì 26 gennaio ore 20, Turno Prime

Sabato 27 gennaio ore 18, Turno Pomeriggio 1

Domenica 28 gennaio ore 16, Turno Domenica

Martedì 30 gennaio ore 20, Turno Sera 1

Mercoledì 31 gennaio ore 18, Turno Pomeriggio 2

Si apre il 2024 degli Amici della Musica con due concerti al Politeama Garibaldi

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Gabriella Costa

Lunedì 22 gennaio per il Turno Pomeridiano il pianista Andrea Bacchetti e il soprano Gabriella Costa esploreranno il mondo musicale fra Parigi e New York intorno a Nadia Boulanger attraverso le composizioni dei suoi maestri e dei suoi allievi, da Fauré e Ravel a Bernstein e Gershwin. È aperta la vendita dei biglietti per il concerto di Frida Bollani Magoni di lunedì 29 gennaio alle 20.45. Inoltre è possibile acquistare i carnet ai sei concerti del Turno serale. 

Frida foto7 @FrancescoPrandoni

Andrea Bacchetti e Gabriella Costa, lunedì 22 gennaio ore 17.15, Politeama Garibaldi

Frida Bollani Magoni, lunedì 29 gennaio ore 20.55, Politeama Garibaldi

Il 2024 dell’Associazione Siciliana Amici della Musica si apre con due concerti all’insegna della vocalità: il pianista Andrea Bacchetti si esibirà insieme al soprano Gabriella Costa lunedì 22 gennaio ore 17.15 per il Turno Pomeridiano; per il Turno Serale, lunedì 29 gennaio alle 20.45, a salire sul palcoscenico del Politeama Garibaldi sarà Frida Bollani Magoni che porterà in scena il concerto Piano e voce.

Sarà il mondo musicale intorno alla mitica figura di Nadia Boulanger ad essere esplorato dal duo Bacchetti-Costa: compositrice e straordinaria didatta, Boulanger vive a cavallo fra i due secoli nell’allora capitale mondiale della cultura, Parigi. Allieva di Gabriel Fauré, compagna di studi di Maurice Ravel, cresciuta nella dimora dove era di casa Claude Debussy, prima donna ad arrivare alla finale del famigerato “Prix de Rome”, non vinto per uno scontro epocale con Camille Saint-Saëns, sorella di Lili, prima donna a vincere quel premio. Tutto questo era il mondo di Nadia Boulanger prima di diventare il ponte fra il Vecchio e il Nuovo Mondo grazie al suo ruolo di didatta al Conservatorio Franco-Americano di Fontainebleau, creato per far conoscere agli studenti americani la cultura europea e per aiutarli a creare una propria ed individuale cifra stilistica. Severissima insegnate, Boulanger impartì lezioni ad Aaron Copland, capostipite della scuola americana, e a personalità come George Gershwin, Samuel Barber, Quincy Jones, Leonard Bernstein, Samuel Barber, Daniel Baremboim, Philip Glass, Astor Piazzolla e Burt Bacharach.

Costa e Bacchetti ripercorreranno la vita di Nadia Boulanger interpretando brani come tratti dai Chidren’s Corner di Debussy, le Cinq Mèlodies populaires grecques di Ravel, Prélude en Reb di Lili Boulanger per poi approdare nel mondo musica “Made in USA” con brani di Samuel Barber, le celebri “Tonight”, “Maria”, “Somewhere”, “America” da West Side Story di Bernstein e “Summertime” da Porgy and Bess di Gershwin.

Lunedì 29 gennaio alle 20.45, il mondo cantautoriale italiano si incontrerà con la tradizione europea, attraverso l’interpretazione di Frida Bollani Magoni delle canzoni di autori come Dalla, Cathy Dennis, Battiato, Sinead O’Connor, per una il suo concerto Piano e voce. Il concerto rientra nel “Carnet 2024” che dà la possibilità di sottoscrivere un mini abbonamento agli ultimi sei concerti del Turno serale della Stagione concertistica in corso, sia online sul sito degli Amici della Musica che presso i punti vendita convenzionati. Per gli under 40 è attiva una promozione speciale che permette di acquistare il carnet a 20 euro.

I biglietti di entrambi i concerti, dal costo di 10€ per la gradinata fino a 20€ per la poltrona, sono in vendita sia online sul sito www.amicidellamusicapalermo.it che nei tre punti vendita convenzionati: Box Office del Mondadori Point di via Mariano Stabile 233 (tel. 091 335566), lo Spazio Cultura Libreria Macaione di via Marchese di Villabianca 102 (tel. 0916257426) e Mondadori Bookstore di via Roma 270 (tel. 091361064). Per tutte le informazioni sulle riduzioni e i dettagli dei concerti e dei Carnet 2024 è possibile visitare il sito www.amicidellamusicapalermo.it

Frida foto9 @FrancescoPrandoni

Box Office

Mondadori Point, via Mariano Stabile 233 (tel. 091 335566)

Spazio Cultura Libreria Macaione, via Marchese di Villabianca 102 (tel. 0916257426)

Mondadori Bookstore, via Roma 270 (tel. 091361064)

Info

www.amicidellamusicapalermo.it

PORTE APERTE ALLA PET THERAPY NEGLI OSPEDALI | di Caterina Civallero

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Il Reparto di Terapia Intensiva di Rivoli, in provincia di Torino, apre le porte ai cani dell’Associazione Aslan e Noah e Cecilia, due favolosi golden retriever, entrano così a far parte dello staff di riabilitazione.

24 anestesisti, 25 infermieri, 5 operatori socio-sanitari e 2 amministrativi sono coinvolti nella pionieristica esperienza nazionale. Rivoli è infatti il primo ospedale in Piemonte e in tutta Italia a fornire questo servizio ai pazienti ricoverati e ai loro familiari. Questo progetto ha visto germogliare il suo primo seme grazie al lascito della donatrice Laura Cedro, una paziente del nosocomio deceduta a novembre del 2022, grande amante degli animali. Avrà durata di un anno, con un totale di 40 incontri, e prevede sedute settimanali di 45 minuti ciascuna, in collaborazione con Mauro Moretta, veterinario dell’AslTo3.

Cecilia e Noah, rispettivamente di 4 e 10 anni, entreranno in contatto con i pazienti sotto la guida del personale specializzato dell’Associazione Aslan, che cura il progetto insieme all’AslTo3. Sul loro sito potete leggere l’intervista completa in cui il Direttore della Rianimazione di Rivoli Michele Grio dichiara: “Abbiamo chiesto ai pazienti e ai loro familiari la disponibilità e l’interesse per questa attività e hanno aderito tutti. L’umanizzazione di un ambiente particolare come una Terapia Intensiva è particolarmente difficile e allo stesso tempo importante, ci lavoriamo da diversi anni. Questa è un’ulteriore modalità, un po’ fuori dal comune probabilmente, ma siamo certi che gli studi sugli aspetti infettivologici, allergologici e di benessere soggettivo che intendiamo effettuare con rigore scientifico dimostreranno che i nostri amici a quattro zampe possono e devono essere un ottimo alleato anche all’interno delle rianimazioni”.

Il termine pet therapy fu coniato dallo psichiatra Boris Mayer Levinson nei primi anni ’60. Il medico lituano, naturalizzato americano nel 1930, si occupò dell’impiego degli animali per curare specifiche patologie. Particolarmente noto è l’aneddoto con cui il suo cane Jingles entrò casualmente in contatto con un giovane paziente, un bimbo affetto da disturbo dello spettro autistico, che era stato sottoposto a molte cure senza però trovare alcun reale giovamento. I risultati dell’incontro bimbo-cane furono stupefacenti, così Levinson constatò, attraverso i suoi approfonditi studi, che prendersi cura di un animale può calmare l’ansia, trasmettere empatia, aiutare a superare traumi, stress e depressione. La teoria di Levinson è oggi considerata un caposaldo della pet therapy; e aggiungo una curiosità: la sua tesi, “A Comparative Study of Certain Homeless and Unttached Domiciled Men”, lo ha portato a diventare un pioniere anche nello studio dei senzatetto.

Il famoso caso che ho citato fu studiato e confermato in seguito da numerose ricerche scientifiche: il rapporto con gli animali in ambito sociosanitario può produrre l’abbassamento della pressione sanguigna e della frequenza delle pulsazioni, permettendo un aumento del tasso di sopravvivenza nei pazienti ricoverati con disturbi cardiaci. Si riscontrano, fra i molteplici miglioramenti, anche il calo dei valori del colesterolo nei pazienti di sesso maschile, la riduzione della percezione di problemi di salute minori, e il generale miglioramento della qualità della vita. Gli animali sono un ottimo incentivo ai processi di socializzazione e favoriscono la comunicazione. Il legame che si viene a creare fra uomo e animale contribuisce inoltre a ridurre i livelli di cortisolo, la glicemia, e aumenta al tempo stesso le endorfine, le note sostanze chimiche prodotte dal nostro cervello che contribuiscono ad aumentare lo stato di benessere generale; esse, infatti, possiedono una potente attività analgesica ed eccitante. La loro azione è simile alla morfina e ad altre sostanze oppiacee!

Gli indiscutibili benefici di carattere pratico ottenuti grazie alla pet therapy sono la decrescita delle spese per i farmaci e la riduzione della percezione della solitudine, che è alla base di fenomeni di depressione e paura; si segnala inoltre l’aumento dell’autostima, il progresso evolutivo che consente di favorire l’integrazione sociale a scuola, in modo particolare nei bambini, e migliora la qualità della vita degli anziani e delle persone con problemi fisici, sia all’interno del proprio nucleo famigliare che presso la struttura ospitante.

Le terapie assistite con gli animali si rivelano estremamente valide per il trattamento dei disturbi mentali e del comportamento, inclusa la schizofrenia e le dipendenze da sostanze.

I benefici della pet therapy

Gli animali addestrati coinvolti nella pet therapy sono usualmente cani e gatti ma le diverse tecniche, che garantiscono la sicurezza e il benessere dei malati, possono includere anche conigli, cavalli e altri animali.

I benefici della pet therapy con i cani

La pet therapy con i cani è una delle forme di terapia assistita più utilizzata e, come abbiamo visto, i contesti in cui si può somministrare la pet therapy sono numerosi; gli ospedali, le case di cura, le scuole, le strutture di riabilitazione e anche presso la propria abitazione, e possono riguardare indistintamente persone di diverse età. La notizia che ci interessa, in modo particolare, è che da oggi questa terapia entra a far parte degli ospedali italiani.

Solitamente le razze di cane preferite per la pet therapy sono: Labrador Retriever, Golden Retriever, Pastore Tedesco, Pastore Scozzese, Shih tzu, Bobtail, Bovaro del Bernese, Cavalier King Charles Spaniel, Terranova, Bulldog Francese e Carlino.

Parlo dell’argomento “Gemellarità e animali domestici” anche nel mio terzo libro sulla Sindrome del Gemello intitolato Doppi per essere unici scritto con Maria Luisa Rossi e, in un capitolo dedicato, spiego  come negli ultimi dieci anni circa, equipe svedesi, finlandesi, brasiliane, tedesche, sudamericane e sudafricane raccontano di animali utilizzati proprio per il benessere dell’uomo, poiché, come testimoniano le analisi dei numerosi rapporti clinici raccolti, l’animale riesce a scatenare la produzione di ossitocina, l’ormone dell’amore, e viceversa, permettendo alla coppia uomo animale di vivere l’estasi affettiva che esiste fra madre e figlio.

Questa sostanza stimola l’empatia e la fiducia verso il prossimo, modula la nostra vita relazionale e ci sostiene nel riconoscere la necessità di provare affetto e conforto nella relazione con l’altro.

Chissà… chi ancora ignora i benefici che si possono ottenere dal contatto con un animale, adesso potrebbe aver voglia di sperimentarli!

Qui il servizio di sky tg 24

CATERINA CIVALLERO Consulente alimentare e scrittrice

 

 

 

 

 

 

 

 

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“Il Circo dei Granchi”, intervista ad Alessandro Montoro | di Serena Derea Squanquerillo

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Il Circo dei Granchi, intervista ad Alessandro Montoro, di Serena Derea Squanquerillo

In questa diretta andata in onda su “Racconti d’Arti”, ho avuto il piacere di avere ospite per la terza volta lo scrittore di fantascienza Alessandro MontoroFisico e matematico, lavora nel campo della IT, la sua scrittura e i temi trattati sono il frutto della sua indole di ricercatore, che nei suoi libri utilizza sempre un approccio multidisciplinare.

In questa puntata Alessandro ci presenta il romanzo breve dal titolo “Il Circo dei Granchi”: “Il Cirque de la Lune è in crisi. Il suo rivale, Giuseppe Keller de l’Alicia Sogni, ha tirato fuori dal cappello una nuova attrazione: un granchio che sembra violare ogni legge fisica e dell’illusionismo esistenti.

Un miracolo? Un alieno? Un androide? Il granchio blu sta attirando l’attenzione di tutti, compresi i Carbonai, un gruppo di rivoluzionari che lo vedono come un simbolo di speranza. Davide Penna deve scoprire il trucco del granchio, ma è una sfida difficile. Se non ci riuscirà, il Cirque de la Lune fallirà e lui perderà tutto”.

Dopo aver vinto il Premio Urania Short 2022 e LDFO Social Award – Miglior romanzo italiano 2022, Alessandro Montoro ci parla anche della recente menzione speciale ricevuta per il Concorso Internazionale Letterario Altroquando con il racconto breve “Diretta da Phantom Channel”, leggibile gratuitamente sul suo profilo Wattpad. Si tratta di uno spin-off di “Planeto”, romanzo inedito, arrivato finalista alla XIV edizione del Premio Odissea 2023, che l’autore ha intenzione di pubblicare presto.

Parliamo di questo e molto altro.

Buona visione!

Teatrosophia presenta LA BAMBOLA SPEZZATA di Emilia de Rienzo con Irma Ciaramella e Alessandra Ferro

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LA BAMBOLA SPEZZATA di Emilia de Rienzo

DA GIOVEDÌ 25 A DOMENICA 28 GENNAIO 2024

locandina bambola spezzata

Secondo appuntamento del 2024 a Teatrosophia con “La bambola spezzata” di Emilia di Rienzo, per riflettere sulla tragedia dell’Olocausto e imparare dalla storia affinché certe tragedie non si ripetano mai più. Una bambola, ponte tra il passato e il presente, simbolo della memoria, degli orrori e di chi la storia non ha potuto raccontarla; unico legame tra una madre e una figlia “eredi” di un vissuto doloroso che le vedrà irrimediabilmente distanti!

In scena Irma Ciaramella, Alessandra Ferro con la partecipazione di Gianni De Feo che ne cura anche la regia.

Una madre abbandona la figlia sin dalla prima infanzia per consacrarsi alla fede  nazista.

Madre e figlia si ritrovano ora dopo lunghi anni di distacco. Si scrutano, si riconoscono appena, si fiutano, si respingono, sospesi in uno spazio onirico e irreale.

La madre, scolpita in un’età indefinibile, bianca come marmo, simile a un rapace pronto all’ attacco, è deturpata dai segni evidenti di una follia delirante, frutto di un agghiacciante addestramento di disumanizzazione.

I ricordi riaffiorano da una vecchia valigia dove è custodita una bambola, unica testimone del reale.

Il ritmo è serrato e forte, l’atmosfera tagliente. Come in una gabbia, i due personaggi si affrontano in un delirante, appasionato e feroce scontro tra vittima e carnefice.

Grottesca e patetica la madre, in preda ad improvvisi attacchi di pianto, chiede, pretende, implora addirittura di essere chiamata : “MAMMA!

Passionale e carnale la figlia, oscillante tra lucida consapevolezza e smarrimento emotivo, stordita dal dubbio, rifiuta, incapace di pronunciare quella parola mai più detta e ormai dimenticata.

“No, madre, non ti odio. Semplicemente non ti amo. Non posso amarti.”

Dopo lo spettacolo, il consueto aperitivo offerto da Teatrosophia

INFO:

La bambola spezzata

Di Emilia Di Rienzo

Giovedì a sabato h 21:00/domenica h 18:00

TEATROSOPHIA

via della Vetrina 7 – 00186 Roma

Biglietti:

Intero: Euro 14,00+5,00 per tessera associativa

Ridotto: Euro 11,00+5,00 per tessera associativa

Prenotazioni

Tel: 06 68801089 /353.39.25.682

info@teatrosophia.com

https://www.teatrosophia.it/index.php/le-stagioni/2023-2024?view=article&id=40&catid=9

presenta

LA BAMBOLA SPEZZATA

di Emilia de Rienzo

con

Irma Ciaramella e Alessandra Ferro

Con la partecipazione di

Gianni De Feo

regia

Gianni De Feo

Aiuto regia Sabrina Pistilli

Assistente alla regia Letizia Nicolais

costumi Gianni Sapone e Roberto Rinaldi

Progettazione scenografia Roberto Rinaldi

musiche originali Adriano D’Amico

Foto di scena Manuela Giusto

Grafica Umberto Cappadocia

Produzione Lab 48 srls

Nathan J. Walker: ho forgiato un mondo che parla da sé | di Stefania P. Nosnan

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A MoB Magazine abbiamo il piacere di incontrare l’autore emergente Nathan J. Walker che ha pubblicato con LifeBooks.

Ci parli di lei autore
Ho scelto di adottare un nome d’arte e questa decisione penso che la si può vedere un po’ come un’arma a doppio taglio: da un lato, consente al lettore di immaginare liberamente chi si cela dietro le pagine, dall’altro permette al mondo creato di prendere vita senza che le mie vicende biografiche lo condizioni eccessivamente. Il mondo che ho forgiato ha la possibilità di parlare da sé, senza il filtro o l’interferenza della mia storia. Nel condividere questo, mi riconosco come una persona comune, forse passata inosservata per strada e questa normalità diviene il canale attraverso cui il Continente si offre completamente, permettendo di abbracciare appieno le molteplici vite dei personaggi, libere da influenze esterne.

Qual è il suo rapporto con la scrittura
Tra me e la scrittura vige una sorta di “intesa silenziosa”, ma non per niente tranquilla.
Crescere in una famiglia in cui la cultura è un valore fondamentale ha certamente avvicinato la scrittura alla mia vita, ma ho voluto rompere il silenzio che talvolta può circondare questa passione. Ho deciso di immergermi nella scrittura con una determinazione travolgente affrontandola come un avversario da sfidare. A volte è stato un confronto intenso, quasi fisico, dove ho lottato contro le parole e le idee come se fossero un nemico da sconfiggere. Ma alla fine, nonostante le battaglie e le difficoltà, emergo quasi sempre vittorioso. Dunque, la scrittura per me è un campo di battaglia in cui affrontare e superare sfide
costanti. È un processo che può essere arduo e impegnativo, ma che allo stesso tempo mi
permette di crescere, di esplorare nuovi orizzonti e di esprimere la complessità delle mie
idee in modo autentico, appagandomi moltissimo.

Quando ha scritto il libro aveva già tutta la storia in mente o l’ha elaborata strada
facendo?
Non nascondo il fatto che all’inizio, è stato un vero e proprio impegno delineare un elenco dettagliato degli eventi e dei momenti cruciali che dovevano svilupparsi nel primo volume.
Ho, infatti, il vizio, almeno nella fase iniziale della stesura, di lasciar fluire liberamente tutti
i pensieri e le idee che affiorano mentre mi immergo in un particolare capitolo.
Successivamente, procedo a selezionare attentamente le parti che meglio si adattano a ciò
che voglio comunicare, scartando quelle che non mi soddisfano completamente.
Quindi sì, inizialmente elaboro la storia strada facendo, lasciando che l’ispirazione guidi il
flusso di pensieri. Tuttavia, durante questo processo creativo, tengo sempre salda nella
mente la trama generale e i punti chiave della storia che ho pianificato. È una sorta di
bilanciamento tra il lasciarsi trasportare dall’ispirazione del momento e la costante
consapevolezza della direzione che desidero dare alla storia nel suo insieme.

I suoi scrittori o scrittrici preferite?
Bella domanda: ci sono così tantissimi autori che hanno lasciato un’impronta indelebile
sulla scena letteraria e culturale. Tuttavia, c’è un primo amore che rimane inciso nel mio
cuore: J.R.R. Tolkien, il maestro dell’immaginazione. Quando ho iniziato a scrivere, ho avuto quasi timore di farlo, sentendomi intimidito dalle aspettative che Tolkien non aveva mai posto su di me ma che io sentivo come una sorta di eredità da portare avanti come scrittore. Oltre a Tolkien, c’è una miriade di donne incredibilmente intelligenti che mi hanno
affascinato attraverso la loro scrittura: una di questi è Agatha Christie, che con i suoi
romanzi gialli, mi ha tenuto sveglio più di una volta mentre cercavo di risolvere i suoi
enigmi intricati. Guardando invece al presente, una delle autrici contemporanee che adoro è Diana Gabaldon: ho letteralmente divorato i suoi libri e mi sono appassionato anche alla
serie televisiva, che mi ha fatto innamorare dell’idea di come una storia, pur ambientata in
un contesto storico di rilievo, possa trasportare i lettori in epoche lontane, facendoli
sognare e immaginare mondi al di là del tempo presente.

Quanto la lettura è importante per la scrittura e perché?
La scrittura e la lettura sono come dei gemelli che condividono un legame indissolubile:
nascono insieme, crescono fianco a fianco, si allontanano per prendere strade diverse, ma
alla fine trovano sempre la via per ricongiungersi. Sono elementi essenziali della nostra
società, strumenti che permettono a una persona di sfuggire al velo dell’incognito, aprendo
le porte verso mondi inimmaginabili.
Dunque, la lettura è un faro luminoso che guida la scrittura. È, infatti, attraverso la lettura
che si attinge alla vastità delle esperienze umane, ci si immerge in mondi creati da altre
menti, si apprende lo stile e si comprende la struttura delle storie. È come un viaggio attraverso le menti degli altri, un’esperienza che arricchisce la propria creatività e permette di affinare la propria capacità di espressione. D’altra parte, la scrittura è l’atto di dare forma alle proprie idee, di trasformare le ispirazioni ricavate dalla lettura in qualcosa di nuovo, personale. È un processo di esplorazione e creazione che consente di condividere esperienze, emozioni, e di comunicare con chi legge.

A cosa sta lavorando?
Al momento, mi sto immergendo nelle intricatissime trame di corte che saranno espresse
nel secondo libro della serie. Si sta delineando un panorama non esattamente sereno: è un
ambiente popolato da corvi e cornacchie, in un contesto in cui non spiccano certamente le
rose bianche. Sto lavorando per continuare ad ampliare un mondo dove le dinamiche di potere, gli intrecci politici e le relazioni umane si intrecciano in modo intricato e spesso imprevedibile. È un terreno fertile per esplorare le sfumature più oscure e complesse della natura umana, un luogo in cui l’apparenza e la realtà si intrecciano in modo sottile e a volte inquietante. Dunque, il prossimo libro si immergerà in un mondo che non riflette la purezza ma è un viaggio nelle sfumature più cupe e avvincenti della narrazione, dove i segreti e le sottili alleanze delineano un paesaggio avvincente e pieno di tensioni.

Felice Compleanno Andrea! | di Maria Rosa Bernasconi

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Andrea Giostra al mercato di Ballarò a Palermo_Ph. Mapi Rizzo

 

Andrea Giostra al mercato di Ballarò_Ph. Mapi Rizzo_2017

Premiazione “Concorso Letterario FUIS Sicilia” e Reading poetico “GUERRA NO, PACE SÌ” | Martedì 23 gennaio ore 15:30 Museo Pitrè a Palermo

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Sara Favarè foto Angelo Modesto

Martedì 23, h. 15,30, nella sala dei carretti siciliani al Museo Pitrè, Sara Favarò, nella sua qualità di Delegato per la Regione Sicilia della Federazione Unitaria Italiana Scrittori, organizza l’ottavo incontro poetico “GUERRA NO, PACE SÌ”. Durante la manifestazione alla quale parteciperà il Presidente Nazionale della FUIS, dottor Natale Antonio Rossi, si svolgerà la cerimonia di consegna dei premi del “Concorso Letterario FUIS Sicilia”.

locandina 23 gennaio jpgLa Commissione del Premio Letterario Sicilia composta da:

Cav. OMRI Sara Favarò, scrittrice, giornalista, Delegata FUIS per la Sicilia, presidente;

dott.ssa Eliana Calandra, scrittrice, già Direttrice del sistema bibliotecario cittadino e Archivio Storico del Comune di Palermo; dott.ssa Teresa Di Fresco, critico letterario, giornalista, già Vice Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Sicilia;

ha deliberato le seguenti assegnazioni:

NARRATIVA

– Primo classificato: Vincenzo Muscarella, “Marietta”, ed. Arianna

– Seconda classificata: Lucia Vincenti, “L’ultimo viaggio del      Templare” ed. Ex Libris

–  Terzo classificato ex aequo:

Fabio Ceraulo, “Falconera”, ed. Spazio cultura edizioni

Bia Cusumano, “Trame tradite”, Navarra Editore

Andrea Giostra, “Curtigghia di Sicilia e Siciliani – Novelle brevi di Sicilia”, SBS Edizioni

Rosa Maria Lucchese, “La Strada”, ed. Arianna

Francesca Luzzio, “Michela ci aiuti”, ed. Albatros

Silvia Messina, albo per l’infanzia illustrato da Matina Brancato, “II Misteri di Paco e Mela”, ed. Kalos

Giuseppe Maurizio Piscopo, “La vita è un alfabeto”, ed. Navarra

Rosa Maria Ponte, “La scatola magica”, ed. Bussola.

POESIA

–  Primo classificato: Tino Traina, “Stazione di campagna”, ed. Sce

–   Seconda classificata: Elena Saviano, “Ai naviganti di passaggio”, ed. Armenio

–   Terzo classificato ex aequo:

Alessio Arena, “Dio non sa”, ed. Ex Libris

Mariella Cirafici, “Emozioni di donna”, Edizioni Billeci

Francesca Luzzio, “Cerchi ascensionali”, ed. Il Convivio

Letizia Marchione, “Poetizzando la mia vita 2”, ed. Billeci

Guglielmo Peralta, “Sul far della poesia”, ed. SCE

Ketty Tamburello, “Verbo Pescare”, ed. Dialoghi

TEATRO

–  Primo Classificato: Alessio Arena, “Una verde vena di follia”, testo inedito, produzione Teatro Biondo di Palermo

–  Seconda classificata: Lucia Vincenti, “Cagliostro 2”, opera inedita

– Terza classificata: Giovanna Giarraffa, “Ecosis”, ed. Ex Libris

Durante la manifestazione, così come avvenuto per le precedenti edizioni, la FUIS donerà ai poeti e ai vincitori del concorso, l’antologia poetica, curata da Sara Favarò, che raccoglie le poesie di: Angelo Abbate, Beatrice Amato, Camillo Andretta, Adriana Bellanca, Gina Bonasera, Maria Concetta Borgese, Salvatore Cappalonga,  Maria Chiarello, Mariella Cirafici, Wanda Cortese, Rita Angelina Di Pino, Sara Favarò, Eleonora Fogazza, Carmelo Fucarino, Mario Giambanco, Giovanna Giarraffa, Francesca Guajana, Sandra Guddo, Mario Inglese, Giusi La Mantia, Barbara Lo Fermo, Francesca Luzzio, Letizia Marchione, Giovanni Mattaliano, Maria Elena Mignosi Picone, Anna Rita Pinsino, Giuseppe Maurizio Piscopo, Teresa Riccobono, Arcangela Rizzo, Mariza Rusignuolo, Benedetto Savona, Ermanno Spera, Ketty Tamburello, Giovanna Tidona, Tino Traina.

Scrive Sara Favarò nell’introduzione alla silloge poetica: “[…] sono moltissimi gli innocenti che giornalmente pagano con la loro vita guerre da altri volute. Sul perché ciò sia possibile si aprono ipotesi talvolta drammatiche, come la salvaguardia di interessi che sono “altro” rispetto alla tutela dell’UOMO. Non sempre le cose sono come appaiono! Per non parlare degli interessi economici che girano intorno alla produzione delle armi e all’asservimento politico di alcuni Stati rispetto ad altri. […] NON ESISTONO GUERRE GIUSTE! […] Il nostro ottavo incontro poetico nasce dall’esigenza di uomini e donne che vogliono sentirsi umanità. […] Umanità perduta tra i rivoli di sangue dei tanti, troppi bambini, donne, anziani, giovani, uccisi dall’arroganza, dalla prepotenza di uomini che hanno perduto il valore dell’amore.”

La manifestazione, finanziata dalla FUIS, gode del gratuito patrocinio del Comune di Palermo, Assessorato alle Culture, Sistema Bibliotecario Cittadino.

ANGELO BRANDUARDI IN DUO con Fabio Valdemarin “Confessioni di un malandrino” | Lunedì 19 febbraio 2024 live al Teatro Golden di Palermo

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Branduardi chitarra @Fardinando Bassi

Lunedì 19 febbraio al Teatro Golden (ore 21.00 – via Terrasanta, 60) si terrà “Confessioni di un malandrino”, lo straordinario concerto di Angelo Branduardi in cui presenta una versione particolare dei suoi brani più celebri, in duo col polistrumentista Fabio Valdemarin, suo compagno di viaggio da ormai molti anni. Info e biglietti dell’evento (poltronissima 46,00 euro; poltrona 40,00 euro, distinti 34 euro), organizzato da Eventi Olimpo, sono disponibili su TicketOne (CLICCA QUI).

Branduardi chitarra @Fardinando Bassi_Foto di Adolfo Ranise

L’esibizione si basa sul violino e la chitarra di Angelo Branduardi e sulla “piccola orchestra” di Fabio Valdemarin che, oltre al pianoforte a coda, suonerà chitarre e fisarmonica. Verranno eseguiti brani che si rifanno alla musica del periodo classico più arcaico e che fanno parte della raccolta “Futuro antico” che conta ben otto episodi.

Non mancheranno i brani più celebri legati alla carriera di Angelo ma accanto a questi si potranno riascoltare alcune delle sue composizioni più rare, meno eseguite ma non per questo dimenticate o meno amate.

AL ReMida – Casa Cultura di Palermo, lo spettacolo di Orazio Bottiglieri con Gino Carista “Casa di cura per papà” sabato 20, alle 21:15, e domenica 21 gennaio, alle 18, in via Filippo Angelitti, 32

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cariasta- martilotti - bottiglieri

Una commedia emozionante con un finale coinvolgente che parla del rapporto padre-figlio. AL ReMida – Casa Cultura di Palermo, lo spettacolo di Orazio Bottiglieri con Gino Carista “Casa di cura per papà”.  Appuntamento sabato 20, alle 21:15, e domenica 21 gennaio, alle 18, in via Filippo Angelitti, 32.

“Casa di cura per papà”

L’arrivo di un anziano signore, presso una casa di riposo, non è come quello di chiunque. Cosa accade quando ci si ritrova di fronte ad una segretaria un po’ nervosa ed esuberante che lo coinvolge in una serie di marachelle?

Il figlio dell’uomo, allora, disperato, ogni giorno torna a trovarlo per cercare di risolvere i guai causati. Tutto questo è la commedia brillante di Orazio Bottiglieri “Casa di cura per papà”. Sul palco Gino Carista, Tiziana Martilotti e Orazio Bottiglieri.

Appuntamento sabato 20, alle 21:15, e domenica 21 gennaio, alle 18, presso il ReMida – Casa Cultura, in via Filippo Angelitti, 32.

Una commedia emozionante con un finale coinvolgente che parla del rapporto padre-figlio.

Il costo del biglietto è di 12 euro. Per info e prenotazioni, basta chiamare i numeri 091 7467677 o 392 6393204.

CATERINA CASELLI E FILIPPO SUGAR PRESENTANO SZ SUGAR

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Caterina Caselli

La storica casa editrice di musica classica contemporanea si rinnova e investe sul futuro e sui giovani

Caterina Caselli e Filippo Sugar

«È una grande sfida, – dicono Caterina Caselli Filippo Sugar, CEO di Sugarmusic spa – il mondo sta cambiando e pensiamo che ci siano molti giovani interessati alla scoperta e all’innovazione in ambito musicale. Desideriamo essere un tramite fra i compositori di oggi e le nuove generazioni, utilizzando anche i nuovi media e le connessioni con le arti visive, sempre con uno sguardo rivolto al futuro. Vorremmo essere una casa che accoglie l’invenzione e la sperimentazione, ispirandoci al percorso originario intrapreso da Ladislao Sugar».

SZ Sugar nasce nel 1907 a Milano con il nome di ESZ – Edizioni Suvini Zerboni, come emanazione dell’omonima società teatrale che aveva portato in Italia diverse operette, tra cui “La vedova allegra” di Franz Lehar. Nei decenni successivi, grazie all’impulso del nuovo proprietario Ladislao Sugar, fondatore dell’etichetta discografica Sugar Music, il catalogo della casa editrice si amplia accogliendo, oltre ai classici dell’operetta, il meglio della musica colta contemporanea italiana. Dal 1950 la casa editrice rappresenta diversi compositori come Ennio Morricone, Niccolò Castiglioni, Aldo Clementi, Franco Donatoni, Goffredo Petrassi, Luigi Dallapiccola, Bruno Maderna e Henri Pousseur, spaziando da Ivan Fedele, Alessandro Solbiati, Stefano Gervasoni e Giovanni Verrando, fino a Malika Kishino, Aureliano Cattaneo, Federico Gardella, Riccardo Panfili, Filippo Perocco, fra i tanti.

Dal 2024 Edizioni Suvini Zerboni diventa dunque SZ Sugar. A rappresentare il rinnovamento è anche Anna Leonardi, classe 1990, recentemente nominata Head of Publishing. Obiettivo primario del nuovo management è rafforzare il rapporto con il compositore e creare un collegamento più immediato con il pubblico, anche attraverso una comunicazione più aperta e contemporanea, che parla alle nuove generazioni. Il primo passo è, infatti, ripensare a tutta la grafica, oltre a investire sul sito e sui social media per facilitare la fruizione dei contenuti e favorire la conoscenza diretta dei compositori e del loro lavoro. Inoltre, come storica casa editrice milanese, si punta a consolidare il legame con Milano e con le sue attività culturali, per esserne parte attiva. Non mancherà l’ampliamento del catalogo, ma sempre nell’ottica dell’unicità, tanto cara al fondatore Ladislao Sugar, che all’epoca ebbe l’intuizione di accogliere compositori considerati “di rottura” rispetto alle mode del tempo. Un’altra delle idee in cantiere è rendere lo spartito una vera e propria opera d’arte, collaborando anche con artisti contemporanei internazionali.

Creare nuovi legami con realtà di prestigio internazionale è, infine, uno degli intenti più importanti. A questo proposito, il 25 luglio 2024 verrà proposto al Festival di Salisburgo Il prigioniero di Luigi Dallapiccola (Pisino, 3 febbraio 1904 – Firenze, 19 febbraio 1975) in forma di concerto, a un anno dal cinquantesimo anniversario della morte del compositore.

“VITA D’EROE” SECONDO ANDRÉS OROZCO-ESTRADA NUOVO DIRETTORE PRINCIPALE DELL’ORCHESTRA RAI

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Orozco-Estrada_PiùLuce©2022_N12-116

Giovedì 18 gennaio alle 20.30 all’Auditorium Rai di Torino e su Radio3

Replica venerdì 19 gennaio a Torino e sabato 20 gennaio a Piacenza

Orozco-Estrada_PiùLuce©2022_N12-82

Segna il ritorno del nuovo Direttore principale Andrés Orozco-Estrada sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai il concerto in programma giovedì 18 gennaio alle 20.30 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino. L’appuntamento, ripreso da Rai Cultura che lo programmerà su Rai5 successivamente, è trasmesso in diretta su Rai Radio3. Replica a Torino venerdì 19 gennaio alle 20, anche live streaming su raicultura.it e a Piacenza al Teatro Municipale sabato 20 gennaio alle 20.30.

Andrés Orozco-Estrada, nato a Medellín, in Colombia, nel 1977, ha debuttato con l’OSN nel maggio 2022, e nell’ottobre 2023 ha iniziato una collaborazione di tre anni che lo porterà sul podio della Rai più volte in stagione e in tournée. È stato a capo di compagini come l’Orchestra della Radio di Francoforte, i Wiener Symphoniker e la Houston Symphony. Dalla stagione 2025/2026 diventerà Generalmusikdirektor della Città di Colonia, prendendo le redini della Gürzenich Orchestra e dell’Opera della città tedesca, una delle più importanti metropoli culturali europee. Dirige abitualmente orchestre come i Wiener e i Berliner Philharmoniker, la Staatskapelle di Dresda, la Gewandhausorchester di Lipsia e quella del Concertgebouw di Amsterdam.

In apertura Orozco-Estrada propone la Sinfonia n. 38 in re maggiore KV 504 di Wolfgang Amadeus Mozart detta “Praga”, eseguita per la prima volta nel 1787 nella capitale boema, dove Le nozze di Figaro stavano riscuotendo un enorme successo e dove il compositore avrebbe portato pochi mesi dopo il Don Giovanni. La partitura, costruita con una logica e una solidità formale stupefacenti, risente chiaramente dei modelli della musica teatrale e rivela nei dettagli più minimi la prodigiosa maturità artistica del suo autore.

Nella seconda parte della serata è invece in programma Ein Heldenleben (Vita d’eroe) op. 40, con il quale Richard Strauss concluse nel 1898 la fortunata serie dei suoi poemi sinfonici prima della svolta teatrale inaugurata con Salome nel 1905 e proseguita con Elektra nel 1909. Agli antipodi dell’eroismo beethoveniano, il lavoro è una sorta di autobiografia in musica che eleva la vita di Strauss sul piano ideale di un’esistenza emblematica. Un monumento al compositore, giunto trentacinquenne al culmine della celebrità, che ripercorre le battaglie combattute prima di riuscire ad affermare la propria autenticità di artista.

I biglietti per il concerto, da 9 a 30 euro, sono in vendita online sul sito dell’OSN Rai e presso la biglietteria dell’Auditorium Rai di Torino. Informazioni: 011.8104653 – biglietteria.osn@rai.it – www.osn.rai.it.

Daniele Di Bonaventura presenta al Santa Cecilia il nuovo album Nadir con Band’Union | Venerdì 19, sabato 20 e domenica 21 gennaio con doppio turno al Real Teatro Santa Cecilia

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Daniele Di Bonaventura

“Brass In Jazz 2023 – 2024” | Ritorna 37 anni dopo Astor Piazzolla, il suono del bandoneon grazie a Daniele Di Bonaventura, che presenta al Santa Cecilia il nuovo album Nadir con Band’Union. Venerdì 19, sabato 20 e domenica 21 gennaio con doppio turno al Real Teatro Santa Cecilia.

Daniele Di Bonaventura

Disponibili ancora abbonamenti e biglietti singoli

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Info biglietteria www.bluetickets.it

 La cosa più importante per un musicista non è tanto eseguire musica ma scriverla, comporla” così Daniele Di Bonaventura, l’artista marchigiano si presenta parlando del suo rapporto con la musica convivendo con la terra che trema costantemente sotto i suoi piedi. Ma ha un polmone in più che è il mantice del suo bandoneon e non smette di avere progetti nuovi per la testa.  E dopo otto anni dalla prima pubblicazione con “Canto alla Terra” presenta con il suo gruppo il nuovo ed atteso doppio album “Nadir” al Real Teatro Santa Cecilia per la stagione Brass in Jazz. Il ritorno di un caro amico del Brass Group, venerdì 19 e sabato 20 gennaio alle ore 19.00 e 21.30 e domenica 21 gennaio alle ore 17.00 e 19.30 con Daniele di Bonaventura al bandoneon, Marcello Peghin alla chitarra 10 corde, Felice Dela Gaudio al contrabbasso, Alfredo Laviano alle percussioni. La Band’Uniòn è nata attorno alla necessità di proporre e di rileggere una letteratura musicale più legata alle proprie origini. È attorno al bisogno di musica, alla necessità dell’espressione, che ruota il loro lavoro, sia esso jazz, tango, musica contemporanea o libera improvvisazione. La Band’Uniòn, originale per l’accostamento degli strumenti, è intensa e rigorosa, cattura fin dal primo ascolto, dal lirismo limpido ed essenziale alle aggressive sonorità, dalle soffuse e struggenti melodie latine ai tappeti sonori di semplice purezza. Un quartetto, che, pur nel suo essere una proposta di confine, all’incrocio tra etno e jazz, tra tango e improvvisazione, “arriva” e comunica emozione, lontano da ogni arido manierismo e intellettualistico sperimentalismo. Nel cartellone della stagione, scorrono importanti nomi del mondo internazionale del jazz che riprendono il tema della musica latino-brasiliana realizzata nel lontano 22 febbraio del 1974, quando il quartetto con Irio De Paula (chitarra), Ignazio Garsia (piano) Manlio Salerno (basso) e Afonso Vieira (batteria) inaugurava il nuovo jazz club di Via Duca della Verdura e di cui si celebreranno i 50 anni. Riparte così la forza trainante del Brass Group, la cui attività è continuativa con oltre 3000 concerti, con big della scena internazionale come Jorge Luis Pacheco sul palco del Real Teatro Santa Cecilia il 2 ,3 e 4 febbraio con l’Orchestra Jazz Siciliana con il concerto from Havana to Palermo. Pacheco è uno dei pianisti più prestigiosi del jazz latino -cubano, pianista virtuoso con una tecnica sensazionale al pianoforte, vincitore del Montreux Jazz Piano Solo Competition in Svizzera, si è esibito in tutto il mondo, tra cui importanti jazz club come Dizzy’s Jazz al Lincoln Center (New York), teatri e festival come il Blue Note Jazz Festival di New York, o The Piano Night nella House of Blues al New Orleans Jazz Fest e il Sziget Festival nella città di Budapest, Ungheria, il Red Sea Jazz Festival in Israele, il JazzKaar Festival in Estonia tra gli altri. Altro importante artista inserito nel cartellone è Ignacio Berroa definito da Dizzy Gillespie “…l’unico batterista latino al mondo nella storia della musica americana che conosce intimamente entrambi i mondi: la sua musica nativa afro-cubana, latino, jazz…”. Altra peculiarità della stagione è identificata anche con la ripartenza delle produzioni orchestrali con i solisti Anthony Strong il 23, 24 e 25 febbraio, e le canzoni d’autore originali italiane con Mario Rosini il 22, 23 e 24 marzo. Il sipario del Real Teatro Santa Cecilia si aprirà per diverse produzioni dell’Orchestra Jazz Siciliana sempre più internazionale, con ospiti solisti. Venerdì e sabato i concerti avranno un doppio turno alle 19.00 e alle 21.30 e con doppio appuntamento, la domenica il doppio appuntamento sarà alle ore 17.00 e alle ore 19.30. Una scelta importante quella del Brass che anche quest’anno ha voluto triplicare i concerti in programma nella stagione. L’aumento delle repliche dei concerti è una affermazione del successo con tutti sold out e da uno specifico bisogno culturale a cui la Fondazione risponde con un calendario ricco di artisti internazionali, produzioni orchestrali e prime assolute. Tanti i nomi del mondo jazz inseriti per la stagione concertistica del Brass. Tra gli artisti che scorrono nel cartellone del Brass in Jazz il 15-16 marzo Kenny Garrett con Sounds from the Ancestors, il 5, 6 e 7 aprile Kynga Glyk con Feeling, il 3, 4 e 5 maggio Mozes Rosenberg trio con To Django.

Il programma potrebbe subire variazioni relativamente ai concerti delle domeniche rispetto alla disponibilità degli artisti.

Info campagna abbonamenti presso i due punti di prevendita, uno presso il Real Teatro Santa Cecilia (Piazza Santa Cecilia n. 5 – 90133 Palermo – 091\ 88 75 201, 091 88 75 119, dal martedì al sabato a partire dalle 9.30 sino alle 12.30, ed un altro presso Santa Maria dello Spasimo (Via dello Spasimo, n. 15 – 90133 Palermo – 091 77 82 860, 091 77 82 861) dal lunedì al venerdì a partire dalle ore 15.30 alle 19.30.

Infoline Fondazione The Brass Group: 091 778 2860 – 334.7391972, info@thebrassgroup.it, www.thebrassgroup.it, fb fondazionethebrassgroup.

 Di seguito links promo stagione Brass in Jazz 23-24

link di OneDrive:

Promo-Brass-in-Jazz-2023-24.mp4
link di Vimeo:

https://vimeo.com/879308203/7a7ae47014?share=copy

Continua il percorso di successo dell’ITS Academy Nuove tecnologie della vita Alessandro Volta di Palermo

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I "Super Specializzati" e i Commissari d’esame: la Prof.ssa Ing. Erica Mazzola, Presidente, il Prof. Ing. Francesco Di Mitri, Dr. Nicola Lisma, la stessa Dr.ssa Sandra Piva, il Dr. Sergio Emmanuele e la Dr.ssa Maria Pia Pensabene , presidente ITS Academy A. Volta Nuove Tecnologie della Vita.

Continua il percorso di successo dell’ITS Academy Nuove tecnologie della vita Alessandro Volta di Palermo. Ne abbiamo parlato con Sandra Piva, top manager del settore biomedicale internazionale.

I commissari Prof.ssa Ing. Erica Mazzola, Presidente, il Prof. Ing. Francesco Di Mitri, Dr. Nicola Lisma, la stessa Dr.ssa Sandra Piva ed il Dr. Sergio Emmanuele, Dr.ssa Maria Pia Pensabene

Sono in atto gli esami per la seconda edizione del Corso di alta specializzazione dell’ITS Academy Nuove tecnologie della vita, che ha come missione la formazione e l’inserimento nel mondo del lavoro di personale specializzato nel settore dei dispositivi medici e delle biotecnologie.

Gli ITS Academy, nati nel 2009, sono Scuole d’eccellenza ad alta specializzazione tecnica e tecnologica post diploma e rappresentano l’unica formazione terziaria professionalizzante non accademica nel nostro Paese.

Abbiamo invitato a far parte della Commissione d’esame Sandra Piva, manager di respiro internazionale che ha ricoperto importanti ruoli nell’ambito di società multinazionali di rilievo nel settore della diagnostica clinica e dei dispositivi medici, come per esempio Johnson & Johnson e Thermo Fisher, in Italia, in Europa, negli Stati Uniti e nei mercati emergenti (e.g. Cina, America Latina).

La sua presenza oggi, all’interno della commissione d’esame dell’ITS Academy Nuove tecnologie della vita A. Volta di Palermo è una importante testimonianza della necessità di coltivare sempre di più un dialogo diretto tra la formazione tecnica e i bisogni dell’industria biomedica. In particolare, la dr.ssa Piva si è sempre distinta per aver dedicato molte attenzioni alla crescita professionale dei talenti all’interno del settore nonché per aver gestito business di successo e per aver supportato iniziative di mentorship e women leadership a livello globale.

Per gli specializzandi dell’ITS Academy, la possibilità di ascoltare il suo percorso professionale e la sua passione per la formazione dei giovani è stata un’opportunità di grande valore.

L’ITS Academy Nuove tecnologie della vita A. Volta di Palermo è una fondazione di partecipazione pubblico-privata, che vede tra i soci (e partner): l’Università degli Studi di Palermo, la Camera di Commercio Palermo-Enna, il Comune di Palermo, Sicindustria, gli Istituti di Istruzione Superiore e soprattutto le aziende del settore.

Le nuove tecnologie della vita rappresentano un’area vitale e strategica per lo sviluppo del nostro territorio (basti pensare al polo di eccellenza Ismett – Fondazione RIMED che a breve nascerà a Carini) ed è in grado di contenere, attraverso le sue innumerevoli curvature, le professioni più innovative fortemente richieste dalle aziende del settore. Come ricorda la Presidente della Fondazione, Maria Pia Pensabene, l’ITS Academy Nuove tecnologie della vita A. Volta di Palermo ha accettato questa sfida formando in 24 mesi (i percorsi, infatti, hanno una durata biennale) figure professionali ad alta specializzazione tecnica e tecnologica in ambito biomedicale e delle biotecnologie, con un livello di inserimento lavorativo che supera il 90%. Questo risultato straordinario trova la sua spiegazione proprio nell’ottimo dialogo instaurato con le aziende, le quali mettono a disposizione dell’Academy il loro personale interno per la docenza in aula e accolgono gli allievi in tirocinio per un intero anno.

Anche grazie alle importanti risorse arrivate col PNRR e destinate al potenziamento dell’offerta formativa e dei Laboratori 4.0, nascerà a Palermo la prima Culla tecnologica del biomedicale e delle biotecnologie industriali e ambientali, in cui le allieve e gli allievi dell’ITS Academy potranno misurarsi con le tecnologie più avanzate e apprendere in laboratori che riproducono gli stessi ambienti di lavoro: una vera e propria sala operatoria, laboratori di terapia intensiva, diagnostica per immagini ed endoscopia digestiva, sterilizzazione, per la parte biomedicale; un laboratorio di tecniche e analisi microbiologiche, laboratorio di analisi strumentali, laboratorio di microscopia per la parte Biotech; Laboratori di Elettronica&Elettrotecnica avanzata 4.0 (Project Work, Controlli, Sensori e dati ); Laboratori Informatica 4.0 per l’uso di software applicativi, Laboratori di Grafica Vettoriale, Modellazione e Stampa 3D, Laboratori per la Realtà aumentata, Realtà Virtuale, Prototipazione e Stampa 3D e per l’Area Telemedicina.

Come ripetutamente sottolineato dalla Dr.ssa Piva in occasione della chiusura del secondo ciclo formativo, il potenziamento dei Laboratori 4.0 dell’ITS Academy è strategico nella formazione di Tecnici specializzati e sempre più qualificati, in linea con le richieste delle aziende, che, per mantenere o migliorare il loro vantaggio competitivo, devono investire in servizio e fidelizzazione del cliente. Tra i Commissari d’esame ricordiamo la Prof.ssa Ing. Erica Mazzola, Presidente, il Prof. Ing. Francesco Di Mitri, Dr. Nicola Lisma, la stessa Dr.ssa Sandra Piva ed il Dr. Sergio Emmanuele.

Sono aperte le iscrizioni ai Corsi ITS per il Biennio 2023-2025. Tutte le info sulla piattaforma della Fondazione www.itsvoltapalermo.it  o chiamando lo 091 336866.

Angela Caputo intervista Andrea Giostra su “Radio RCK Magazine” per la Rubrica “La Rugiada di Angy”

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Andrea Giostra su “Radio RCK Magazine”

Angela Caputo intervista Andrea Giostra suRadio RCK Magazine” per la Rubrica “La Rugiada di Angy” | Puntata di sabato 13 gennaio 2024

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Angela Caputo intervista Andrea Giostra su “Radio RCK Magazine” per la Rubrica “La Rugiada di Angy” | Puntata di sabato 13 gennaio 2024

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Radio RCK Magazine La Rugiada di Angy puntata di sabato 13 gennaio 2024

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Andrea Giostra al mercato di Ballarò_Ph. Mapi Rizzo_2017

“Comunicato Stampa: Mostra di GEOVANI RODRIGUEZ LLERENA il 20 gennaio 2024” | di Meri Lolini

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La Galleria Patrizia Anastasi Arte, situata presso l’Associazione Culturale Plus Arte Pulse, Viale Giuseppe Mazzini n, 1 Roma, riapre il nuovo anno 2024 con una grande mostra in collaborazione con Helena De Jesus intitolata “ IL VIAGGIO ” dell’ artista cubano GEOVANI RODRIGUEZ LLERENA.

Quante volte abbiamo sentito dire la frase: ” Hai perso il treno ! “.

In questo caso il treno è stato preso da un grande imprenditore, Francesco Bongiovanni, che ha creduto in un artista straordinario di origine cubana, che attraverso le sue opere ci porterà in un mondo pieno di colori e di giochi geometrici. Qui nasce ” il viaggio ” tra differenti arti e culture con Other Couture di Helena De Jesus, il seme che vorrebbe seminare per poter costruire una grande accademia di arte e moda in Africa e Mozambico per poter far emergere talenti impossibilitati dalla loro condizione economica. Si unisce a questo viaggio anche il brand di moda femminile Zineb Hazim. Nato nel 2019 in Italia, ha l’obiettivo di unire l’estetica orientale e occidentale, offrendo un abbigliamento MODEST per le donne HIJABISTE e non solo. Ma non solo abiti dal sapore etnico allieteranno l’atmosfera cosmopolita. Officine di Talenti Preziosi arricchirà l’evento con i suoi gioielli, borse, accessori artigianali e contemporanei. Officine di Talenti Preziosi è un’associazione no profit nata nel 2013 dall’impegno di Marina Valli, designer di gioielli e formatrice. OTP è una community e un incubatore di talenti preziosi che rende sempre protagonista il gioiello insieme all’arte e alla moda. Ma non finisce qui!  All’interno della Plus Arte Pulse troveremo le opere dai profumi esotici di Flavia Mantovan, artista che unisce la pop-art all’espressionismo astratto.  L’inaugurazione della mostra sarà il 20 gennaio 2024 dalle 18.00 in poi e il giorno 21 sara’ visitabile dalle ore 11:00 alle ore 13:30 e dalle ore 15.00 alle ore 18:00. Ufficio stampa Chiara Giuria Cortese.  Sara Cattelan

Per qualsiasi informazione:

334 3482899 Patrizia Anastasi anastasipatrizia5@gmail.com 349 8353099 Sara Cattelan Assistente Patrizia Anastasi sara.cattelan.8@gmail.com Chiaragiuriacortese@gmail.com  Helenadejesus1965@gmail.com  officineditalentipreziosi@gmail.com

“Papà mi connetti?” (Prima Parte) ǀ di Maria Teresa De Donato e Giovanni Tommasini

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“Papà mi connetti?”

Ovvero

La Dipendenza da Internet delle nuove generazioni (Prima Parte)

 

Brainstorming tra Maria Teresa De Donato e Giovanni Tommasini

 

Cortili che ospitano solo macchine e gatti.  Una volta erano pieni di bambine e bambini che, a seconda dei casi, giocavano spensieratamente a nascondino, a pallone, con le pentoline o le bambole, andavano in bicicletta e si arrampicavano sui muretti e sugli alberi.

Che fine hanno fatto?

Certo quelli tra loro che, come molti di noi, appartengono alla generazione Baby Boomer sono da tempo impegnati in tutt’altro, quando non sull’orlo della pensione.  Ma i bambini di oggi? Dove sono? Come trascorrono il loro tempo libero quando non sono a scuola né sono impegnati a fare i compiti?

Come vedremo, la risposta a queste domande è tutt’altro che rassicurante.

 

 

 

Ciao Giovanni, oggi per inaugurare questa nostra nuova Rubrica affronteremo un tema di grande interesse pubblico, ossia quello delle dipendenze dalla moderna tecnologia delle nuove generazioni.

Nel 2002, tornando in Italia a trovare la mia famiglia dopo tanti anni che mancavo, fui invitata da alcune persone che mi conoscono più o meno dalla nascita a prendermi un caffé, cosa che accettai volentieri perché molte di loro per me sono sempre state un’estensione della mia famiglia.

Alcune tra loro mi dissero: “Maria Teresa, questo giardino è un pianto. I tempi sono cambiati molto da quando eravate piccoli voi e ora in cortile ci sono solo macchine e gatti.”

 

“Dove sono i bambini?” – chiesi io alquanto stupita.

 

“Non scendono più in giardino. Sono tutti rintanati in casa a passare il loro tempo con i videogiochi!” – fu la risposta.

 

Pensare che milioni di bambini in tutto il mondo vengano privati della possibilità di giocare regolarmente ogni giorno all’aperto, al sole, al vento, a contatto con la natura e di anni di spensieratezza è non solo deprimente ma altrettanto allarmante, non trovi Giovanni?

Sì, infatti, Maria Teresa. Concordo perfettamente con te. Una situazione simile l’ho vissuta anche io qualche anno fa.

Una domanda di mio figlio, in un giorno qualunque, ha squarciato quel velo di inconsapevolezza che aleggiava dentro di me e ho improvvisamente sentito crescere, nel tempo, una nuova paura: che i nostri ragazzi rimanessero intrappolati nelle maglie del web.

 

Vorresti raccontarci come sono andate esattamente le cose nel vostro caso?

Eravamo a pranzo sulla bellissima terrazza di una trattoria in campagna, fra le alture di Genova. La natura attorno a noi e il mare di fronte. Tutto sembrava solo da godere e ammirare. Mio figlio, cinque anni appena compiuti, rivolgendosi a me, con aria supplicante, disse:

 

«Papà, mi connetti?».

 

Ci vollero diverse domande prima di capire cosa intendesse. In attesa di iniziare la prima elementare, era con i suoi genitori, in mezzo alla natura e con il mare negli occhi.

Cosa poteva desiderare di più?

Mentre mi sentivo in pieno contatto con tutte le espressioni del mondo, qualcosa, evidentemente, mancava a mio figlio per percepirsi completamente immerso nella realtà.

Aveva bisogno della connessione.

 

Ho intuito, allora, quello che ho compreso appieno poi. Stava nascendo una nuova visione della vita, basata sul sentire degli adolescenti ai tempi del post superfluo: niente è più necessario. Tutto è raggiungibile. A qualsiasi età.
Le domande piene di curiosità che i bambini facevano, sino a pochi anni fa, ora sono a portata di click. Il papà eroe, con le sue risposte formative, non serve più.
Basta chiedere a Google.

Colto da ridde di interrogativi, sono giunto a chiedermi se, ogni volta che si connettono in rete, rischiano di scollegarsi dalla realtà…

 

A cosa sono approdati i tuoi interrogativi?

Alla stesura di un libro. Pensieri e interrogativi sui Millennials: lo scritto di un padre preoccupato. Un confronto fra gli adolescenti degli anni Ottanta, la prima generazione senza guerra, e i figli di oggi, cresciuti davanti a uno schermo: PAPA’ MI CONNETTI?: La perenne connessione e il futuro delle nuove generazioni, che stanno nascendo, crescendo, vivendo, senza l’Altro.

 

Quali sono le finalità di questa pubblicazione e in che modo può aiutare in maniera pratica famiglie e ragazzi, fermo restando che nel caso dei bambini, almeno fino ai 10-12 anni di età, forse i genitori dovrebbero esercitare un maggior controllo rispetto all’uso e al consumo delle moderne tecnologie, non trovi?

Sì, Maria Teresa, sono d’accordo. In molti casi ci vorrebbe sicuramente un maggior controllo da parte dei genitori.

In questo mio libro traccio un percorso che riporti lo sguardo dei ragazzi sulla magia del mondo interiore. Che cosa sarà di loro se, come appare ormai evidente, crescono dimenticando la fecondante funzione dell’altro, così fondamentale per la costruzione del sé e della realtà circostante?

Il mio invito alla riflessione vuole essere un punto di partenza. Ognuno sceglierà su quale aspetto porre l’accento. Come sul web, infatti, anche nella realtà è possibile fare un doppio click sulle parole e intraprendere un percorso per dischiudere nuovi orizzonti. In una ricerca ostinata della relazione autentica, ancorata a ricordi spazio-temporali, si muove il mio invito a realizzare una visione progettuale della vita. Fuori dal labirinto del web ci sono sguardi e parole che ci aspettano. Dobbiamo solo alzare gli occhi e ascoltare.

 

Infatti. Molte delle tematiche che abbiamo menzionato, ad iniziare proprio dall’importanza di connettersi con il proprio mondo interiore e di acquisire maggiore consapevolezza su chi siamo e su come realizzare il nostro potenziale umano sono anche aspetti che ho analizzato nel capitolo The Hypnotic State of Mankind (= Lo stato ipnotico dell’Umanità) del mio libro DARE To RISE – Reshaping Humanity by Reshaping Yourself (= OSA ELEVARTI – Rimodella l’Umanità Rimodellando Te Stesso), per chi volesse approfondire l’argomento, scritto a quattro mani con l’amico e collega Autore Denis Gorce-Bourge.

Quali sono, secondo te, i danni principali che la dipendenza dal web, dai videogame, dai social e da Internet in generale arreca ai ragazzi?

I nostri figli, cresciuti con un video di fronte e noi dall’altra parte, non riescono a fare a meno del web. Siamo spettatori passivi di una nuova realtà, per noi difficile da comprendere e accettare in quanto genitori nati nel secolo scorso. Se non ci sforziamo, però, di trovare un punto d’incontro, rischiamo di perdere la connessione con una generazione che sceglie modelli e miti dai nuovi media.

Quella terrazza, così incantevole, sospesa tra mare e monti, per i ragazzi di oggi non è altro che un posto come un altro dal quale connettersi, incollarsi a un video e perdersi in un virtuale privo di riferimenti spazio-temporali. La realtà nella quale noi genitori, immigrati digitali e figli degli anni precedenti siamo cresciuti, è stata soppiantata da un mondo che isola e annulla i contatti.

 

Come molti genitori, anche tu ti sei posto domande quali: Che cosa fare? Quale futuro ci attende? Quale risposta dare al figlio che chiede di essere connesso?

C’è una soluzione pratica che possa modificare questa realtà o quantomeno aiutare i nostri ragazzi e bambini a non crescere isolati, sostituendo il mondo reale con quello virtuale con tutte le conseguenze del caso?

Appare necessaria una riflessione profonda sulla deriva online che ci ha travolti.

E quel giorno, una risposta l’ho trovata. Ho guardato l’orizzonte, alle spalle del mio bambino, con un solo pensiero: riprendiamoci la vita dei nostri ragazzi.
Questa breve trattazione nasce come lettera di un padre molto preoccupato proprio per le relazioni, per lo più digitali, del figlio. Cercherò di sostenere e argomentare la necessità delle relazioni da tripla AAA anche per i rapporti umani. Non parlo di parametri astratti, ma di peculiarità da corrispondere reciprocamente:

ACCOGLIENZA, ATTENZIONE, ASCOLTO.

ACCOGLIENZA.

LA CURIOSITÀ  DI CONOSCERE
è il più grande dono che puoi fare a un’altra persona.
Denis Waitley

ATTENZIONE.

LA SORPRESA DELLA SCOPERTA
 il coraggio è anche quello che ci vuole per sedersi.
Sir Winston Churchill

ASCOLTO.

IL GENIO DELLA LAMPADA.
Molte persone non ascoltano mai.
Ernest Hemingway

 

Per coloro che non avessero familiarità con la tua attività e le tue pubblicazioni, potresti elaborare questi concetti?

Volentieri. Tre sono le gambe di un tavolo relazionale fondamentali, in egual misura, affinché la struttura si sostenga. Basta che manchi una delle caratteristiche, per compromettere la relazione e far decadere la possibilità di entrare in contatto con sé stessi e con l’altro.

Oggi più che mai, infatti, c’è l’esigenza di riprendere a valutare, proporre ed esigere una reciprocità dei legami. Ogni settore della vita quotidiana si basa sulla richiesta e sulla verifica di questo schema.

Prima di entrare in relazione con un altro soggetto, infatti, l’unico modo di conoscerne l’affidabilità è chiedere una valutazione. I partecipanti alle contrattazioni economiche vagliano sempre il rating del contraente, la sua stabilità e il suo valore. Non sono solo le società e le banche ad adottare questo sistema di verifica. Ognuno di noi, prima di impegnarsi in un rapporto, analizza alcuni dati. Sono fasi necessarie, per stabilire una relazione da tripla AAA.

 

Possiamo fare degli esempi?

Certamente. Prendiamo in considerazione il mondo della finanza. Prima di impegnarsi in un’avventura con un altro soggetto, qualunque ente compie un’analisi approfondita basata su: la relazione (Accoglienza), la raccolta di informazioni e lo studio del materiale collezionato (Attenzione).

I manager, poi, si incontrano e indicono riunioni (Ascolto). Al termine esprimono un giudizio sull’affidabilità del soggetto (l’altro). Il livello di rischio previsto per la relazione appena instaurata è definito con un voto espresso in lettere. Procedendo così, per gradi, chi richiede la valutazione arriva alla decisione finale e stabilisce se entrare in gioco e investire risorse.

Le relazioni sociali possono essere considerate con gli stessi parametri. Le tre AAA rappresentano una serie di atteggiamenti che, se assicurati in maniera costante, accrescono la qualità di ogni rapporto umano.

L’Accoglienza, l’Attenzione e l’Ascolto sono fondamentali per riportare le nuove generazioni offline e convincerle a togliere lo sguardo dallo schermo.

La rivelazione di un mondo emozionale, in cui il contatto con l’altro rappresenta un regalo, è l’unica speranza per restituire valore alla vita e ai rapporti interpersonali.

Scrivo questi pensieri, quindi, alla pari di un appello a mio figlio affinché inverta la rotta e riemerga da una caverna che non è più quella del mito di Platone, ma il buio e solitario antro del mondo virtuale. Mi auguro che ricominci a immergersi, attraverso tutti e cinque i sensi, nella realtà che noi figli degli anni pre-connessione abbiamo vissuto, per fortuna, appieno.

 

I concetti citati legati ad Accoglienza, Attenzione e Ascolto meritano un approfondimento. Rimandiamo, quindi, il tutto ad una Seconda Parte della nostra intervista.

Sì, tanti sono gli aspetti da chiarire. Speriamo che i lettori trovino interessanti e utili queste informazioni e che ci seguano anche nella lettura dei nostri prossimi articoli.

 

 

Il Castello di Axel: un viaggio intimo tra misteri ed emozioni rigeneranti

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Il Castello di Bretesche, avvolto nella sua maestosa storia e circondato da un’atmosfera di mistero intramontabile, si erge come un simbolo di fascino e leggenda nella suggestiva valle della Loira. Oltre alle pietre che narrano epiche gesta e agli echi dei fasti passati, questo castello cela una dimensione intima, intrisa di segreti e gesti di coraggio. Nello scenario incantevole, la devota governante Marine e l’instancabile giardiniere Fabien, affiancati nelle ultime settimane, svelano le storie avvincenti custodite nel cuore della dimora di famiglia dei de Sauve.

Con il susseguirsi dei giorni, l’incontro con Axel, un giovane che vive nell’ombra delle mura del castello, aggiunge un nuovo e avvincente capitolo all’enigma. Axel, imprigionato tra le mura dorate di ciò che sembra una prigione, vede il suo passato risvegliato dall’arrivo di Dorian, l’ultimo rampollo della nobile casata. Dorian, proponendo di cedere parte del castello al finanziere Eduard Fremont, diventa il catalizzatore di una serie di eventi che spingono Axel ad affrontare un presente incerto, guidato da emozioni intricate e profonde che sfuggono alla sua comprensione.

Nel cuore della trama, emerge la domanda struggente: può l’amicizia confondersi con l’amore? Fabien e Dorian, figure diverse ma speculari, rappresentano le dualità complesse dell’animo umano, regalando uno sguardo profondo sulle intricanti dinamiche delle relazioni.

Il romanzo, con il suo ritmo avvincente, diviene un veicolo di riflessione sulla diversità, sulle paure che essa suscita e sulla nostra capacità di accettazione. L’autore, attraverso questa moderna favola, ci invita a scrutare dentro di noi, sfidando il silenzioso urlo della solitudine e aprendoci all’incanto di ciò che è sconosciuto.

Dorian, Axel e Fabien emergono come archetipi della complessità umana moderna, con le loro sfaccettature che abbracciano l’intera gamma di esperienze umane. Il romanzo diventa così un prezioso compagno di viaggio, un rifugio sicuro per chi desidera immergersi in una lettura avvincente e al contempo ricca di riflessioni sulla vita.

Antistress tra Le Righe: Il Castello di Axel come carezza empatica per l’anima stanca

In un mondo dove la diversità spesso genera paura e il silenzio può diventare assordante, “Il Castello di Axel” si erge come una carezza empatica per le anime in cerca di rifugio. Oltre a narrare le storie affascinanti di Bretesche, il libro si trasforma in una guida delicata per chi vuole esplorare il proprio mondo interiore. La trama coinvolgente diventa uno specchio delle nostre storie, insegnandoci che, in fondo, la chiave per affrontare le paure è il rispetto di sé e degli altri. In questa intricata trama di emozioni, l’autore ci propone un’esperienza antistress letteraria, offrendo una connessione empatica e rinfrancante in un mondo spesso caotico. Un invito a chiudere gli occhi, aprire il cuore e immergersi in questo viaggio magico e terapeutico nel cuore di Bretesche, trovando un rifugio prezioso tra le pagine di questo romanzo.

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