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“L’anno che verrà” | di Meri Lolini

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Questo anno 2020 sta per concludersi e visto quanto è stato faticoso e doloroso, accogliamo il nuovo anno con la speranza di un grandissimo cambiamento in ogni suo aspetto sia di salute che sociale senza trascurare la rinascita economica. L’anno che verrà, è anche il titolo di una bellissima canzone scritta da Lucio Dalla nel 1978 e poi resa famosa l’anno successivo. Era una lettera, che lui scriveva ad un amico lontano ed il proposito era quello di distrarsi un po’. In quegli anni stavamo vivendo il dramma del terrorismo e si usciva poco la sera anche quando era festa e Dalla si lamentava della censura ed infatti  nel testo dice che si sta senza parlare per intere settimane.Lui affida la speranza di una rinascita a quello che viene detto in televisione dove viene annunciato, che il nuovo anno porterà una trasformazione. Questi pensieri di questo testo scritto quaranta anni fa sono molto simili a quello che stiamo vivendo oggi. Tutti noi abbiamo parenti ed amici che sono lontani per il pericolo del contagio ed anche la nostra libertà di uscire è limitata dalla paura, che prima era quella degli attentati ed ora è quella dell’attentato alla nostra salute. E’ sempre la paura nelle sue molteplici rappresentazioni, che limita l’essere umano nelle sue espressioni di vita. La voglia di una trasformazione animava i desideri di quel periodo storico martoriato da attentati  che hanno fatto molte vittime ed ora la speranza che i vaccini appena scoperti e le cure ci liberino da questa peste infetta, che tiene in pugno tutto il pianeta. Il Natale sarà come sempre la nascita del Salvatore, che avrà un impegno sempre più grande e condiviso da miliardi di esseri umani. Tutti chiedono di non ammalarsi e che la mente degli scienziati sia guidata nella ricerca della cura sia momentanea che totale. In questi otto mesi i ricercatori insieme ai medici ed a tutto il personale sanitario sono stati eccezionali nell’affrontare questo virus sconosciuto, infatti subito è stato identificato il percorso del contagio tramite le famose microgocce –droplet- arginate con l’uso della mascherina ed il sistema di cura e lo studio del vaccino e la sua realizzazione in tempi estremamente brevi.Per la diagnostica sono stai messi a punto tre tipi di test diversi.Il test molecolare che agisce sul genoma, mentre il test sierologico identifica gli anticorpi sviluppati dal soggetto, che è venuto al contatto del virus ed infine il test rapido  che agisce sulle proteine del virus . Il numero dei morti è gigantesco ed il pericolo del contagio è altissimo e proprio per questo dobbiamo adottare comportamenti molto attenti e non abbassare mai la guardia per non infettarci ed infettare altre persone.In attesa della sconfitta del virus è necessario essere molto responsabili ed arrivare così tutti al nuovo anno sperando di viverlo in modo migliore ed in sicurezza sia con la cura che con il vaccino, che garantisca la nostra salute.La canzone di Lucio Dalla termina con queste parole..

“Ma la televisione ha detto che il nuovo anno
Porterà una trasformazione
E tutti quanti stiamo già aspettando.
Sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno
Ogni Cristo scenderà dalla croce
E anche gli uccelli faranno ritorno.
Ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno
Anche i muti potranno parlare
Mentre i sordi già lo fanno.
E si farà l’amore ognuno come gli va… “

 

Il valore delle statue: chiacchiere davanti ad un caffè.

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Chiacchiere davanti a un caffè, ovvero “Il sonno della ragione genera mostri”.

– Perché stanno abbattendo le statue, le stanno imbrattando? Cosa c’entra George Floyd, quel pover’uomo vittima di un poliziotto esaltato?

– Il nostro modello di civiltà (civiltà?), i nostri valori (valori?) sono frutto di un processo storico. Chi ignora il passato è destinato a ripetere gli stessi errori.
L’arte ha sempre esibito valori e disvalori, un’epoca, una corrente di pensiero si è opposta ad un’altra da sempre nella spirale del processo umano, ma la catarsi veniva dalla condivisione artistica e sociale. Oggi siamo in preda ad una rabbia violenta a lungo covata.
Teatro, scultura, pittura erano portatori di valori e disvalori esibiti, condivisi, mostrati: si pensi al valore della tragedia, della commedia dell’arte, al significato dei templi, delle statue degli dei, degli eroi, alle agiografie dei santi, alle opere di Giotto, di Michelangelo, di Donatello; fino a poco tempo fa chi imbrattava le statue le “vandalizzava”, era un barbaro, un uomo senza cultura, un folle.
Siamo la nostra storia. Un tempo Galilei scriveva: “Siamo nani sulle spalle di giganti”.
Oggi siamo microbi, non più nani ma abbiamo pur sempre un passato.
L’arte ne tiene memoria oppure, dato il nostro tempo fluido, vogliamo seppellirci nell’oblio?

– Oggi ho visto che anche un grande primo ministro inglese non è stato risparmiato: Churchill…

Sir Winston Churchill fu il più grande nemico del nazismo, in un’epoca neocolonialista in cui il Führer cercava “spazio vitale” per la Germania. Era il neocolonialismo in cui la schiavitù era una condizione sociale accettata. Se pensassimo diversamente dovremmo credere che Martin Luther King ci sia stato invano.
Con questo principio astoricistico dovremmo distruggere altri luoghi di memoria – che sono luoghi storici, e non luoghi d’arte.
Io e te insieme abbiamo visitato Auschwitz quest’inverno. Non credo sia un luogo simbolo di valori ma è un monumento storico anche quello, un luogo per non dimenticare.
Disconoscere è diventare schiavi della miseria intellettuale e morale: l’homo stupidus stupidus soccombe all’eterna velocità onnipresente della macchina.

– In effetti mi ricordo di uno che imbrattò e decapitò delle statue ma fu punito con l’ostracismo, con l’esilio. (Sorride)

– Era Alcibiade, ma erano tempi diversi…

P.S.
Chiacchiere davanti ad un caffè condiviso con un matematico (all’occorrenza informatico) alla scoperta di un nuovo Umanesimo.

«“Mastr’Antria ed altri racconti”, otto storie che rendono il lettore spettatore di episodi divertenti ma al contempo ricchi di drammaticità e passionalità…» | di Luciana Carioti

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Luciana Carioti

La lettura di “Mastr’Antria e altri racconti” rappresenta l’armonica descrizione di personaggi immersi nella loro vita quotidiana che rispecchiamo le peculiarità più intime di una Sicilia da sempre chiacchierata.

Le storie si susseguono in circostanze diverse ma tutte con un denominatore comune che affonda le proprie radici in un popolo fortemente ancorato al suo modo di essere.

Il siciliano infatti pensa da siciliano ed agisce come tale.

La sua è una connotazione unica e inimitabile e ciascuno dei protagonisti delle otto storie riesce quasi a prendere vita rendendoci spettatori di episodi divertenti ma nello stesso tempo permeati da autentiche drammaticità e passionalità, come ad esempio la caparbia ostentazione delle proprie possibilità economiche in un negozio d’alta moda come “Louis Vuitton”, dove la fila interminabile inorgoglisce chi si accoda volentieri per “apparire”, paragonata al desiderio di ostentare la propria religiosità la sera del giovedì Santo alla Chiesa di Santa Caterina, in coda per visitare i sepolcri.

La lettura spassosa per la gradevole presenza di alcuni termini in dialetto siciliano, che nel prosieguo dei racconti sarà sempre più usuale, apre magicamente il sipario ad un vero spettacolo teatrale, il tutto arricchito dalla puntuale e mai eccessiva descrizione di qualche dettaglio dei luoghi.

Nello stesso racconto si evidenzia la triste realtà del differente impatto con un atteggiamento da sempre utilizzato fra gli adolescenti nei confronti di coetanei fisicamente un po’ diversi, per mole o per altezza, che oggi prende il nome di bullismo, ma che un tempo i ragazzi stessi risolvevano “difendendosi da soli”.

La descrizione particolareggiata del trucco degli occhi di Beatrice e degli oggetti dalla stessa usati, persino nel dettaglio della loro marca, lascia senza parole e crea con la protagonista una sorta di intimità. I colpi di scena non mancano ed il tradimento non è tradimento ma si tramuta in passione irrefrenabile lasciando incontaminato il quadretto familiare che Ferdinando non rinnega neanche in momenti di intimità con l’amante.

In “The Stilyst” esplode inesorabile tutta la passionalità in una descrizione dettagliata e senza freni che non lascia posto all’immaginazione, tipica di chi è innamorato dell’amore, suscitando nel lettore un turbinio di sensazioni assolutamente piacevoli ed emozionanti dove persino l’accostamento con la Madonnina in cima al Duomo sembra essere in perfetta sintonia.

L’amore raccontato dall’autore viene rimarcato e narrato sotto tutti gli aspetti che lo riguardano in una gradevole miscela di sesso, amore platonico ed abitudini amorose, tipico di una passionalità fortemente vissuta ma anche idealizzata.

Non passa in secondo piano la bellezza e la storia dei luoghi come quella di “Cala Pisana” dove lo splendore cristallino delle acque delle nostre calette lascia il posto alla descrizione di un’affascinante dimora nobiliare del XVI secolo nel pieno centro storico di Palermo.

Non manca proprio nulla in questa armoniosa antologia che si chiude con la parte più avvincente dei racconti, quella che vede nonno Andrea protagonista di talune vicende che la memoria riporta al tempo della lunga prigionia in Australia, una prigionia ricordata con immensa nostalgia lasciando un segno tangibile nel suo cuore.

Mastr’Antria e altri racconti è una lettura fresca e spensierata ma al tempo stessa ricca di contenuti e di messaggi che toccano le corde più profonde dell’animo del lettore che, nel corso della lettura, spesso si ferma a riflettere per rivivere attraverso la penna dell’autore un autentico carosello di emozioni.

Luciana Carioti, scrittrice

https://www.facebook.com/luciana.carioti.1

Luciana Carioti


L’autore Andrea Giostra

https://www.facebook.com/andreagiostrafilm/

https://andreagiostrafilm.blogspot.it

https://www.youtube.com/channel/UCJvCBdZmn_o9bWQA1IuD0Pg

Interviste ad Andrea Giostra | Play List di YouTube:

Interviste ad Andrea Giostra | Play List di Facebook:

https://www.facebook.com/watch/124219894392445/2499554480294100/

Play List per ascoltare la lettura e interpretazione dei racconti e delle novelle siciliani da 15 attori professionisti e semiprofessionisti:

 da YouTube | “Audioletture di Novelle e Racconti siciliani” | Leggono 15 artisti: attrici e attori professionisti e semiprofessionisti:

da Facebook | “Audioletture di Novelle e Racconti siciliani” | Leggono 15 artisti: attrici e attori professionisti e semiprofessionisti:

https://www.facebook.com/watch/124219894392445/434295254615223

Per leggere gratuitamente online le “Novelle brevi di Sicilia”, clicca qui:

https://andreagiostrafilm.blogspot.it/2017/09/novelle-brevi-di-sicilia-mia-nonna-vita.html

Link della pagina ufficiale Facebook delle “Novelle brevi di Sicilia”

https://www.facebook.com/novellebrevidisicilia/

Pagina Facebook ufficiale della raccolta inedita “Mastr’Antria e altri racconti”:

https://www.facebook.com/MastrAntria/

 

 

 

Cucinare con le parole: cosa sussurra in pentola| Caterina Civallero

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Apprezzo gli autori che sanno dosare sapientemente l’uso polisemico della lingua italiana con le più attuali tecniche linguistiche: onorando le confessate origini, lasciano trasparire l’ironia degli anni settanta che, nonostante siano trascorsi cinquant’anni, hanno saputo lasciare un segno indelebile per farsi ricordare.

Recentemente Alessandro Zecchinato, un autore torinese di mezza età, ha esordito con una raccolta di improbabili poesie intitolata Poeti posterdati e con un romanzo a puntate: per ora è possibile leggere la prima di tre, in cui il lettore deve destreggiarsi fra i dettagli di una storia che si sviluppa in uno spaziotempo parallelo. Qui, o per meglio dire lì, la realtà si veste e si spoglia di impalpabili dettagli: spetta al lettore comprendere cosa sia vero e cosa effimero.

L’opera semina un percorso che ci promette di approdare a un finale di cui è impossibile immaginare la struttura: a questo esperimento Alessandro Zecchinato ha dato il titolo di Qualche sottile differenza.

 

Con la curiosità che meritano le sue composizioni, leggo apprezzo e condivido la ricetta che l’autore contemporaneo propone di seguito sottolineando che nel corso di tutto il tempo in cui ha scritto e pubblicato sotto pseudonimo ha creato altre pseudoricette ironiche.

A breve, dopo l’imminente uscita della raccolta antologica I 19 Racconti di Amicaldi, in un suo prossimo libro che sarà pubblicato in primavera, potremo gustare nuove sperimentazioni letterarie: si tratterà di una raccolta graffiante e parodistica di svariati possibili manicaretti, scritta con uno stile misto che alternerà finti dialetti, metasemantica e nonsense.

A proposito delle sue peripezie letterarie Alessandro scrive: “L’idea mi è venuta in parte grazie al suggerimento di Caterina Civallero, che aveva letto miei scritti simili, e in parte all’apprezzamento di alcuni miei amici di Facebook, spiazzati dall’alternarsi sulle mie bacheche di scritti profondamente seri ad altri palesemente assurdi e volutamente sgrammaticati.
Sono sempre stato un ammiratore sfegatato del grammelot di Dario Fo, del nonsense di James Joyce o dei fratelli Marx, della supercazzola tognazziana e dei giochi di parole intelligenti e assurdi: lavori che, apparentemente sballati, richiedono notevole maestria e proprietà di linguaggio per essere validi.

Alla fine di dicembre 2020, quando uscirà la raccolta antologica di racconti brevi e novelle che in passato Alessandro Zecchinato pubblicò sotto lo pseudonimo di P.G. Amicaldi, incontreremo alcuni assaggi di questo stile assolutamente “sui generis” (Alessandro precisa scherzosamente: “non so cosa significhi questa locuzione ma mi è sempre piaciuta e non perdo occasione per usarla – ndr”).
Non vi svelo nulla per ora, invece, del libro di ricette che ha in lavorazione, nemmeno il titolo: sarà una sorpresa, se gradita o meno lo decideranno i lettori; nel frattempo in questo articolo vi propongo una degustazione della sua maestria: buona lettura!

RICETTA STRINCERDELLI DI MATELICA per 4 persone

Per la rubrica “Scrivi come cucini!” vi regalo questa goduriosa ricetta che mi è stata tramandata per secoli da una nonna acquisita termicamente (era di Acqui Terme).

Prendete dei pizzittacchi cotti al maraschino, circa due etti, che siano molto freschi: sbriciolateli in una ciotola cartesiana.
Poi mettete a mollo in acqua bollente, ma non troppo, mezzo chilo di torcedelli maturi per circa 3 minuti e 14 secondi, scolateli e uniteli a un chilo di farina fossile e due spagnolini.
A questo punto rullate il poscritto della prefettura e aggiungete a pioggia i pizzittacchi che avevate incautamente sminuzzato mentre rigirate con una frusta gli ingredienti.

Dopo aver scomposto il composto appoggiatelo su un tavolo da lavoro dandogli la forma tipica a vulcano (al composto, non al tavolo), rompete due uova che farete strapazzare a parte (saranno la vostra cena), piroettate la bandana apocrifa come se non ci fosse un domani e poi fate riposare e lievitare l’impasto in frigo caldo per almeno 8 ore, più due di straordinari.

A questo punto potrete staccarne poco alla volta dei piccoli pezzi a cui dare la tipica forma icosaedrica, che adagerete delicatamente su una leccarda da forno.
Infilate la leccarda senza leccarla nel forno preriscaldato a 2,5°C e lasciate cuocere per circa 3,14 ore o fino a che non avranno il loro tipico colore dorato all’interno e argentato alla base.

Lasciate raffreddare e cospargete prima di servirli con del permanganato di potassio in polvere impalpabile (che tanto nessuno lo palperebbe).

Serviti alla fine di una cena di gala o di un pranzo d’autore vi faranno fare un figurone e si leccheranno i baffi anche le donne.

Buon appetigre!

 Chef Amicaldi

Segui i prossimi appuntamenti dell’autore.

“Il tappeto persiano Gabbeh” …una storia raffinata descritta con abilità prestigiosa con un epilogo di forte carica sensuale … | di Ilaria Colangeli

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Ilaria Colangeli

La storia di Fifiddu e Maria raccontata da Andrea Giostra mi fa venire in mente una delle più belle opere di Rubens: “Angelica e l’eremita”; in questo dipinto, che è una delle opere più preziose del tardo Rubens, il pittore descrive Angelica innamorata distesa su di un drappo rosso, un tappeto, e con a fianco un uomo che la guarda. Ho ascoltato dalla bellissima voce di Milena Gori una narrazione interpretata con enfasi, ma anche grande coinvolgimento, tanto che mi è sembrato, anche, di percepire la struttura fisica, plastica di Fifiddu. La narrazione ci racconta di una donna disposta a tutto per poter riconquistare l’uomo che è stato il suo ragazzo di un tempo… o forse no. Andrea Giostra sembra volerci suggerire che invece Maria vuole soltanto esercitare il potere che adesso sente di avere: sono passati due lustri e in questo tempo ognuno ha vissuto la propria vita, è cresciuto, maturato e soprattutto lei, Maria, è diventata più forte, anche se l’incontro casuale è il congiungimento delle linee del destino che sono più forti di qualunque desiderio… passaggi di un amore che si è svolto ed è solo rievocato. Il ritmo del racconto è incalzante e scorre tra il ricordo dell’ultimo incontro, descritto come un  mondo di desideri e speranze che si sfalda, e le parole. Raffinata è la abilità prestigiosa di Andrea Giostra di mettere insieme ricordi e parole, fino all’epilogo che è di forte carica sensuale, in cui Maria è protagonista assoluta: moderna, consapevole, disinibita, forte e finalmente libera.

Ilaria Colangeli

https://www.facebook.com/ilaria.colangeli.3

Ilaria Colangeli è scrittrice e poeta

Ilaria Colangeli


Il racconto “Il tappeto persiano Gabbeh” si può ascoltare da YouTube oppure da Watch Facebook. Ecco i link a seguire:

da YouTube:

“Il tappeto persiano Gabbeh” | Legge Milena Gori | Attrice | Racconto tratto dal romanzo inedito “La banda”

da Facebook:

“Il tappeto persiano Gabbeh” | Legge Milena Gori | Attrice | Racconto tratto dal romanzo inedito “La banda”


Omaggio alla Donna che rinasce dall’abbandono: “Il tappeto persiano Gabbeh”, interpretazione e recita dell’attrice romana Milena Gori

La storia narrata, ambientata nella Sicilia di fine Novecento, ma che potrebbe essere anche la Sicilia attuale e contemporanea, è quella di una giovane donna, Maria, che vive una lunga storia d’amore e di passione con il suo giovane amante e collega universitario, Fifiddu. Una storia intensa e viscerale che avrà dei risvolti drammatici da un lato, ma al contempo vitali e di rinascita vivida e consapevole per una donna che finalmente prende consapevolezza delle sue debolezze, ma soprattutto delle sue qualità e delle sue grandi risorse per rinascere con più forza e determinazione sapendo così affrontare la vita con limpida contezza per quella che è e per le tante insidie che occorre sconfiggere nella quotidianità sentimentale e amorosa, ma anche nella normale vita di tutti i giorni.

“Il tappeto persiano Gabbeh” | Legge Milena Gori | Attrice:

da YouTube: https://youtu.be/3tDSFkqez3A

da Facebook: https://fb.watch/22SbhZX4-c/

da Google Blogspot:

https://andreagiostrafilm.blogspot.com/2020/11/IltappetopersianoGabbehLeggeMilenaGori.html

Durata video-clip: 40:00 minuti

Voce e interpretazione di Milena Gori

https://www.facebook.com/profile.php?id=100012826991796

Milena Gori

Autore Andrea Giostra

https://www.facebook.com/andreagiostrafilm/

https://andreagiostrafilm.blogspot.it

https://www.youtube.com/channel/UCJvCBdZmn_o9bWQA1IuD0Pg

Interviste ad Andrea Giostra | Play List di YouTube:

Interviste ad Andrea Giostra | Play List di Facebook:

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Regressione–Kinesiologia–Ipnosi: alleate per ritrovare l’equilibrio interiore | Intervista al Dott. Dino Mastropasqua | di Daniela Cavallini

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Daniela Cavallini e Dino Mastropasqua

Amiche ed Amici carissimi, è capitato a tutti di vivere momenti pervasi dalla sensazione di averli vissuti in precedenza, di sperimentare esperienze apparentemente prive di senso, essere protagonisti o spettatori di eventi che, inaspettatamente, hanno cambiato in modo decisivo la nostra vita, così come succede di rivivere sempre la stessa esperienza – seppure condivisa con  persone differenti ed in tempi diversi, come se dovessimo apprendere una lezione che rifiutiamo d’imparare.

Gli esempi più concreti sono riscontrabili soprattutto nelle relazioni sentimentali ed in ambito professionale, dove assistiamo al ripetersi dello stesso schema, da noi stessi inconsciamente posto in atto ed attrattivo di eventi corrispondenti.

“Possibile che tutti gli uomini sbagliati li trovo io?!”, esclamiamo sconsolate; “m’impegno al massimo nel mio lavoro, ma perché gli altri che valgono meno, fanno carriera ed io no?!”, ci chiediamo frustrati e, come risposte, ci sovvengono unicamente alibi e giudizi vittimistici, auto svalutanti e denigranti nei confronti altrui.  “Lo so io come fa carriera quella lì…” alludendo a concessione di favori sessuali”, “per forza lui è stato promosso, è un leccapiedi che si presta a tutto pur di ottenere una promozione”.

La reiterazione delle citate manifestazioni – reali o percepite che siano –  sono da considerarsi segnali importanti, pertanto da analizzare ed interpretare, possibilmente con l’aiuto di un Professionista.

Oggi è con me il Dott. Dino MastropasquaDottorato in Scienze Motorie Rieducative -, Operatore del Benessere – Naturopata – Ricercatore indipendente, Kinesiologo e Ipnologo per illustrarci il metodo messo a punto con il Dott. Raffaele Rossi – cui lo accomuna il desiderio di cooperare per il benessere psicofisico del prossimo -,  concertando le reciproche, pluriennali, esperienze e competenze, al fine di costituire un approccio personalizzato, pratico e fruibile che si avvale combinatamente di Kinesiologia ed Ipnosi, denominato Ipnokinesi.

Il percorso con l’Ipnokinesi prevede contemporaneamente una trance ipnotica leggera e una Regressione Kinesiologica in quanto, un evento verificatosi nell’infanzia o nella vita intrauterina, potrebbe averci ferito, risultando così condizionante ai fini del nostro pieno recupero. Ovviamente, la citata seduta di regressione deve essere coadiuvata da un Esperto perché, autonomamente, non sapremmo come accedere a questi “file” indispensabili per comprendere ed individuare cosa e come fare per superare l’impasse.

Daniela Cavallini:

Dott. Dino Mastropasqua, benvenuto! Regressione, Kinesiologia, Ipnosi ed Ipnokinesi… discipline ascrivibili all’affascinante settore della Medicina Alternativa, che le chiedo cortesemente di illustrarci.

Dott. Dino Mastropasqua:

In psicologia, la regressione è un meccanismo di difesa inerente all’organizzazione libidica, che consiste nel ritorno ad uno stadio precedente dello sviluppo dell’Io, in risposta ad una frustrazione della soddisfazione libidica. Questo procedimento comporta il ritorno ad un funzionamento o ad uno stato psichico più obsoleto, a modalità difensive primitive o il ritorno ai primi oggetti relazionali. Il ritorno ad una precedente modalità di funzionamento è vissuta come rassicurante nei confronti dell’angoscia creata da difficoltà o conflitti attuali.

Tale processo compare sin dal primo decennio del ‘900 negli scritti di S. Freud, descritto come  meccanismo che produce e spiega i fenomeni di allucinazione e sogno. Egli ritorna al concetto di regressione per supportare le sue ipotesi riguardanti sia il lavoro dei sogni sia i processi patologici delle psiconevrosi e formula la seguente definizione: chiamiamo regressione il fatto che nel sogno la rappresentazione ritorna all’immagine sensoriale da cui è sorta in un momento qualsiasi”.

Freud adotta questo stesso concetto per esaminare lo sviluppo libidico, in termini di organizzazione della sessualità infantile e le sue implicazioni nei processi psicopatologici negli adulti ed afferma: “tutti i fattori che ostacolano lo sviluppo sessuale, manifestano la loro azione in quanto provocano una regressione, un ritorno a una fase precedente di sviluppo”. Nel 1910 descrive questi processi negli adulti come risultato della doppia regressione: “temporale nella misura in cui la libido, il bisogno erotico, ritorna agli stadi di sviluppo precedenti e  formale, poiché per la manifestazione di questo bisogno si usano i mezzi di espressione psichici originali e primitivi”.

Daniela Cavallini:

Più nota è la Kinesiologia, tuttavia, le chiedo quali disturbi/traumi/dolori fisici sono curabili con la Kinesiologia?

Dott. Dino Mastropasqua:

Il corpo, nella sua perfezione, è un insieme di armonie che funzionano sincrone. Ma quando si perde questo equilibrio a causa di incidenti traumatici o per l’acuirsi di infermità e patologie, dolore e blocchi ci impediscono di muoverci e di godere appieno delle funzioni del nostro corpo. Oltre a un sano stile di vita, esiste sin dall’antichità la tecnica del movimento attivo o passivo (kinesiterapia) applicato al corpo sofferente per ottenere la riabilitazione, il recupero, il ristabilimento della parte bloccata e riaccompagnarla progressivamente al ripristino della sua totale funzionalità.

Daniela Cavallini:

Alcuni anni fa, sperimentai la Kinesiologia in seguito ad un incidente stradale –, tuttavia, ricordo che durante le sedute il Medico mi poneva molte domande relative al mio stile di vita, associando le mie risposte ad interpretazioni psicologiche.

Dott. Dino Mastropasqua:

Partendo dal presupposto che non esiste una separazione tra mente e corpo, il suo Medico applicò quella che si definisce “psico-kinesiologia integrativa dello sviluppo”.

Tenga presente che tutte le informazioni ottenibili attraverso la Kinesiologia, tratte dal cd “test muscolare”, se elaborate in modo appropriato, permettono di rilevare quale emozione è rimasta bloccata in una determinata situazione che la persona ha vissuto come stressante, individuando anche il comportamento efficace che non è stato appreso per poter gestire in maniera adeguata la situazione. Pertanto, le stesse informazioni, inducono alla consapevolezza ed all’attivazione delle innate capacità di auto guarigione che il nostro corpo naturalmente possiede e che in breve tempo possono ripristinare il flusso energetico originario e quindi a ritrovare una dimensione vitale e di salute dell’individuo, nell’ambito del suo più consono ed adeguato percorso essenziale.

In altre parole, la psico-kinesiologia integrativa dello sviluppo, promuove il ritorno ad una dimensione più autentica e di integrità del Sé, attraverso un percorso di riequilibrio energetico, emozionale profondo, di autostima, autoefficacia e di consapevolezza.

 

Daniela Cavallini:

Ed ora parliamo di Ipnosi…

Dott. Dino Mastropasqua:

L’ipnosi è uno stato di profonda recettività e responsività alla comunicazione, che si realizza nell’ambito della relazione medico-paziente ad opera di determinati processi comunicativi, verbali ed extraverbali, inducenti cambiamenti del campo di coscienza che diventa più ristretto e più profondo. Tale stato consente di modulare, attraverso suggerimenti egosintonici emotivamente carichi, l’evoluzione di motivazioni e la modifica (nei limiti biocostituzionali) delle condizioni psico-somato-viscerali e comportamentali della persona interessata.

Daniela Cavallini:

E’’ d’accordo nel considerare l’ipnosi un acceleratore nel raggiungimento dei propri obiettivi?

Dott. Dino Mastropasqua:

Certamente, rafforzando la consapevolezza e la concentrazione, l’Ipnosi è molto utile sia per orientare la persona verso la consapevolezza e la definizione dei suoi stessi obiettivi – purché realistici e raggiungibili – che per velocizzarne la realizzazione attraverso l’immaginazione che, come è noto, attiva la Legge d’Attrazione, argomento che desidero trattare con lei prossimamente.

Daniela Cavallini:

 

Con grande piacere! Dott. Mastropasqua, vogliamo ricordare alle persone interessate agli argomenti trattati contestualmente, i riferimenti del corso previsto nel prossimo mese di dicembre?

 

Dott. Dino Mastropasqua:

Abbiamo programmato un primo corso di ipnokinesi per il 5 e 6 dicembre prossimo, ovviamente considerando le difficoltà del momento questa data potrebbe slittare.

Daniela Cavallini:

Dott. Dino Mastropasqua, la ringrazio e l’aspetto per parlare di Legge d’attrazione.

A Voi tutti, un abbraccio!

Daniela Cavallini

 

Dott. Dino Mastropasqua – Dottore in Scienze Motorie Rieducative

Studio: San Severo, Via Turati 46 – Tel. 0882.223018 – Cell. +39.3395349119

Riceve anche a: Bisceglie – Roma – Catania

 

                                                            

 

 

 

Ilaria Cerioli, scrittrice e Book Blogger, presenta il suo nuovo romanzo | INTERVISTA

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«Sono bulimica di esperienze. Amo intensamente la vita e non ho paura di scendere all’Inferno perché in fondo che cosa è se non un Paradiso capovolto?»

di Andrea Giostra

Ciao Ilaria, benvenuta e grazie per aver accettato il nostro invito.

Grazie di cuore a te caro Andrea, per me è un piacere.

 Hai appena pubblicato il tuo nuovo romanzo “Diario erotico sentimentale di una signora perbene”, edito da “Pizzo nero editore. I libertini”. Raccontaci qualcosa su questo libro per incuriosire i nostri lettori. Come nasce, qual è stata la fonte di ispirazione, quale il messaggio che vuoi arrivi a chi lo leggera?

Prima di tutto non è un romanzo convenzionalmente inteso. Il mio libro nasce dal blog Spocchiosamneteilare.blogspot.it che ho gestito per cinque anni, e dove ho parlato di sessualità ed erotismo al femminile. Il mio blog nasceva come un magazine. Un Vanity Fair insomma però con articoli di approfondimento sul piacere femminile. Toccavo gli aspetti della sessualità un po’ insolita e quelle fantasie che le donne non osano esprimere al loro partner, tenendosele per sé. Insomma ho raccontato in chiave ironica e raffinata quello che le donne non dicono. Il mio libro appena pubblicato con Pizzo Nero si pone in forma diaristica. Io amo definirlo una narrazione da ombrellone! Sicuramente desta curiosità in chi lo legge e tante donne possono ritrovarsi nelle avventure della mia narratrice e delle sue amiche. Potremmo definirlo un SEX AND THE CITY della provincia. La mia narratrice, infatti, è una bella donna di mezza età. Insomma una giovin signora come me. Separata, benestante, un po’ disillusa dall’amore. Non cerca più il principe azzurro ma chi le faccia provare brividi tra le lenzuola. Osserva con ironico distacco la fatica che la maggioranza delle persone fa nel gestire le relazioni e insieme alle sue amiche diventa per le lettrici un modello di donna libera e indipendente anche nel sesso. Nel mio libro racconto tanto sesso. Soprattutto nei racconti erotici inseriti alla fine di ogni sezione. Alcuni sono ovviamente espliciti ma mai eccessivi. Ho seguito come modello infatti Anaïs Nin e non scado mai nella bieca volgarità nonostante il tema dei racconti sia la sessualità più trasgressiva. Appositamente ho distinto la narrazione con due font diversi: la parte colloquiale con le amiche segue un registro informale, ironico e scanzonato; i racconti invece scendono nel profondo e mettono a nudo il nostro desiderio più recondito. Talvolta anche quello che fa male. Nel mio libro si narra di una donna che ha conquistato la sua libertà emotiva passando attraverso varie esperienze di vita, dopo diverse illusioni infrante e qualche disavventura con uomini rapaci. Ma, nonostante tutto alla fine trova il coraggio di ammettere a sé stessa che in fondo la vera libertà non è cambiare partner o inseguire amori effimeri ma costruire con chi si ama un nido.

C’è qualcuno che vuoi ringraziare a proposito di questa ultima tua opera letteraria? Se sì, chi sono queste persone e perché li ringrazi?

Prima di tutto devo ringraziare il mio ex marito, Andrea Baravelli, padre dei miei tre figli e mio maestro anche nella scrittura. Ai molti lettori che mi chiedevano, leggendo il blog spocchiosamenteilare, cosa pensasse il mio compagno di tanta temerarietà nel parlare esplicitamente di sesso, rispondevo che Andrea era il mio editor. È stato lui a spingermi a scrivere di erotismo e insieme stiamo per pubblicare un romanzo storico ambientato in parte a Fiume nel 1919 e in parte durante la guerra civile spagnola. Ovviamente anche in questo caso c’è tanto erotismo oltre che uno studio molto approfondito delle vicende raccontate. Insomma c’è tanto Vero Storico ben armonizzato con il Vero Poetico. Si prevede l’uscita in autunno. Devo inoltre ringraziare le mie amiche. Che, sì, sono proprio quelle citate nel libro Diario erotico sentimentale di una signora perbene. Ho volutamente dato i nomi delle mie più care amiche alle ragazze protagoniste. Un omaggio alle mie compagne di una vita: Giulia, Stefania, Barbara e Fabiana. A loro devo tanto. Sembro una donna in apparenza forte e determinata ma ho una certa tendenza all’autodistruzione e loro intervengono da più di vent’anni. Mi fanno il pit stop: ogni tanto mi cambiano le gomme per farmi riprendere la corsa. Loro sono il mio Prozac.

Hai previsto degli eventi pubblici dove i nostri lettori potranno venire a vederti presentare il libro? Se sì, qual è il calendario e quali i luoghi?

Dopo il lockdown spero di riprendere i progetti di promozione del libro. Per ora ho una serie di brevi incontri che registro insieme alla mia socia Francesca Viola Mazzoni. Con lei da quattro anni ho uno spettacolo che porto nei locali e nei teatri in cui raccontiamo la sessualità prendendo spunto dal mio Blog. Presentiamo testi inediti e di grandi attrici tra cui Franca Rame, Marchesini e ovviamente il nostro cavallo di battaglia: i monologhi della vagina. Lo spettacolo si chiama Evulvendo e quest’anno inauguriamo proprio con alcune pagine del mio libro. Pertanto state sintonizzate sui nostri profili Facebook Ilaria Cerioli autrice e Francesca Viola Mazzoni attrice. Cliccando sulla pagina Diario erotico sentimentale di una signora perbene trovate un contest dove chiedo una foto con il mio libro accompagnata da una breve frase sul tema della seduzione. Chi riceve più like avrà in dono un buono da spendere in libri.

Vuoi parlarci delle tue precedenti pubblicazioni? Quali sono e perché i nostri lettori dovrebbero leggerli? Cosa hanno di particolare perché li vadano a comprare e leggere?

Intanto le mie precedenti pubblicazioni sono saggi universitari di archeologia barbosissimi e sconsiglio vivamente a meno che non si soffra di insonnia. Però insieme al mio ex marito ho pubblicato un manuale di storia contemporanea che è sato in adozione in diverse università tra cui Ferrara, Padova, Firenze. Venti lezioni di storia contemporanea, edizione Volta La Carta Ferrara aveva la caratteristica di essere costruito tenendo presente le difficoltà  degli studenti con Disturbi specifici di apprendimento. Perché non sono solo una scrittrice ma anche una docente di scuola superiore da anni impegnata sul fronte DSA. Conosco bene l’argomento perché sono io stessa una dsa discalculica e dislessica così mio figlio. Nonostante le difficoltà riscontrate a scuola non solo mi sono laureata in Lettere classiche con lode, sono archeologa etruscologa, ho per anni compiuto ricerca universitaria e oggi insegno in una scuola superiore. E pensare che i miei insegnanti delle medie volevano darmi il sostegno! All’epoca non si conoscevano i disturbi specifici dell’apprendimento, pertanto, vi assicuro che ho vissuto esperienze scolastiche molto difficili che hanno minato la mia autostima per anni. Ovviamente vi Invito ad acquistare il mio diario erotico sentimentale perché non è il solito sesso. E ovviamente per chi è appassionato di romanzo storico, di Fiume, D’Annunzio e intrighi internazionali di consiglio di leggere il mio romanzo in uscita. Vi anticipo che la protagonista femminile è una donna che non si scorderà facilmente.

«Io vivo in una specie di fornace di affetti, amori, desideri, invenzioni, creazioni, attività e sogni. Non posso descrivere la mia vita in base ai fatti perché l’estasi non risiede nei fatti, in quello che succede o in quello che faccio, ma in ciò che viene suscitato in me e in ciò che viene creato grazie a tutto questo… Quello che voglio dire è che vivo una realtà al tempo stesso fisica e metafisica…» (Anaïs Nin, “Fuoco” in “Diari d’amore” terzo volume, 1986). Alla luce delle tue opere letterarie, e sapendo che hai letto e ami Anaïs Nin come grande scrittrice di genere, cosa ti fanno pensare queste sue parole? Cosa aggiungeresti in base alla tua esperienza di scrittrice e di donna che ama la vita e la letteratura?

Anaïs Nin, insieme a Colette, è una delle mie icone. Amo profondamente il suo stile e ammiro la sua capacità di raccontare il piacere, la voluttà e l’eccesso senza mai scadere nel grottesco. Come lei sono bulimica di esperienze. Amo intensamente la vita e non ho paura di scendere all’Inferno perché in fondo che cosa è se non un Paradiso capovolto?. Per la rivista Satisfiction ho una rubrica Satisfetish in cui racconto il sesso insolito. Quello definito kinky. Per questo studio, leggo ma anche tengo contatti con esperti, partecipo ad eventi e parlo con persone che amano il “famolo strano”. Ho visto cose che voi umani… però devo ammettere che in questa dimensione ho sempre trovato tanta coerenza e rispetto. Esistono leggi e codici di comportamento basati sul consenso e sulla tutela dell’altra persona. Molto di più che non nel sistema di relazioni in cui il sesso è vanilla (così chi pratica BDSM definisce la sessualità convenzionale). Come Anaïs Nin vivo una realtà fisica e metafisica, calandomi pienamente fino a imbrattarmi col fango della strada ma so bene di essere dotata di ali pronta a spiccare il volo verso il cielo. Non giudico nessuno e nessuna scelta in ambito erotico. Cerco sempre di comprenderne le ragioni. Come dicevo prima entro facilmente in contatto e in empatia con chi mi racconta la sua vita e mi fa l’onore di trascriverla in un racconto. Ogni racconto presente nel Diario Erotico Sentimentale, infatti, è vero. Sono esperienze, talvolta forti ma conturbanti, che mi sono state donate da amiche e amici durante cene o aperitivi e che poi ho trasformato in narrazione.

 Come vuoi chiudere questa breve chiacchierata e cosa vuoi dire ai nostri lettori?

Chiudo con una frase che ho trovato su questo nuovo sito UNIPORN. Si tratta di un sito nuovo che promuove una pornografia etica e indipendente. Al suo interno si trovano articoli e contributi di registe e produttrici femministe che stanno promuovendo un’idea della sessualità basata sul consenso. Lo scopo è superare gli stereotipi tradizionali del porno basati solo sulle fantasie maschili, promuovendo anche un’educazione sessuale che tenga conto delle varietà di interessi e orientamenti. La frase che mi ha colpita e faccio mia è “Se non posso godere, non è la mia rivoluzione”.

Ilaria Cerioli

https://www.facebook.com/ilaria.cerioli.56

http://spocchiosamenteilare.blogspot.com/

https://www.instagram.com/ilariacerioli/

https://www.facebook.com/Evulvendo-1096093643901295/

https://www.facebook.com/laravennatechic/

http://www.psychiatryonline.it/node/7314

http://www.pangea.news/category/poesia/

http://www.satisfiction.it/satifsetish/ilariaCerioli

http:/www.orlandomagazine/IlariaCeriioli

http:/www.corrierediromagna/laravennatechic

htp:/www.facebook.com/Diariosentimentalediunasignoraperbene

 

Andrea Giostra

https://www.facebook.com/andreagiostrafilm/

https://andreagiostrafilm.blogspot.it

https://www.youtube.com/channel/UCJvCBdZmn_o9bWQA1IuD0Pg

 

Popolo 2020 | di Marco Cagnolati

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People 2020

 

Un popolo veramente intelligente. Complimenti! Gli italiani NON sono stanchi di opinionisti da salotto famosi per qualche reality televisivo o di politici nati sull’onda delle simpatie di turno, no, ne vogliono degli altri, vogliono anche “i figli d’arte” stimolati in ambienti esclusivi da parte dei genitori, per poter votare e leccare anche loro. Certo! Su libri, TV e giornali, se parli di onde gravitazionali chiami un astrofisico, se parli di tumori, chiami giustamente un oncologo. Se invece parli d’arte chiami spesso il primo che passa in redazione (la blogger formosa, la dietista, l’esperto di malavita, la romanziera, il giornalista e altri in possesso di titoli di studio non pertinenti). Qua una persona qualunque diventa attore perché è bello, un delegato aziendale entra nel CDA perché figlio o amico di amici, un pittore è tale perché diventa l’amante di turno del gallerista compiacente, uno youtuber oggi si sostituisce allo storico, un influencer ad uno scrittore e la popolarità si misura in base ai like e ai followers. Tanto la competenza specifica sull’arte, non conta, per loro conta quanto sul piano mediatico sono seguite certe presenze tra i relatori e il loro successo in termini di ascolti, premesso che quello, lo determina anche il business e il marketing. In ogni caso siamo a posto, in tutti i campi in cui si cimenta l’uomo, la musica è questa. Di nuovo, complimenti !

Marco Cagnolati

LIBER ABBACI, ABECEDARI E RICETTE: una bocca da baciare Approfondimenti della puntata in onda sulle frequenze di Radio CRT |di Flaviana Pier Elena Fusi con Edoardo Flaccomio

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LIBER ABBACI| di Flaviana Pier Elena Fusi

 

 PRELUDIO

Ogni bocca ha il suo rossetto ed è subito un belletto, che riporta sintonia e su quel viso mostra simpatia. Un sorriso contornato, attira un pubblico ammaliato e non è spettacolarizzazione ma gradimento verso altre persone.

Denti bianchi, ben curati e rossetti cremosi profumati, sono ingredienti sopraffini che distruggono i confini. La relazione è assicurata: si apre una buona giornata, già  dalla mattina un buon umore si indovina. Dietro quel colore, che sulle labbra  mostra un sapore, c’è l’intento di presentare una donna felice di camminare, sulle ali della vita con maestria acquisita.

 

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ABECEDARI| di Edoardo Flaccomio

 

IL rossetto è una cera miracolosa che unge le labbra di donna per accentuarne l’importanza.

Le labbra sono utilizzate per parlare e per baciare.

Due atti propri dell’uomo, come il pensare  ed il ridere.

Pensare parlare baciare e ridere

Quattro verbi da elevare ed incorniciare  sulla parete dell’esistere.

Ricordo la trasformazione di mia madre quando metteva il rossetto guardandosi allo specchio, prima il labbro superiore, poi quello inferiore, quasi a seguire l’ordine universale : il cielo precede la terra, il sopra, etereo e impalpabile induce il sotto, concreto e voluttuoso.

Univa le due labbra e con un movimento accattivante plasmava quella crema    colorata di rosa rossa. Prendeva la matita e seguiva i contorni accentuando la forma perfetta delle due labbra.

Magia nel vedere quel volto di madre trasformarsi in donna.

Quasi a dimostrare la maestria della civetteria femminile.

La parola rossetto  deriva da rosso, quindi dal latino russus, di colore simile al sangue e alla porpora.

Il sangue è il motore all’interno del quale circola l’energia, ed è il sangue a riempirsi di passione quando l’amore bussa alla porta.

Il rossetto è l’anticamera dell’amore. Da un lato abbellisce le labbra e dall’altro stimola il maschio che ne è catturato. Pochi fanno caso al  fatto che tale parola, letta da destra a sinistra, diviene tesoro, semplicemente invertendo la posizione finale della o con l’inizio della parola. Sarà un caso? Tutte le donne possiedono un rossetto  da utilizzare alla prima occasione.  Non ne possono fare a meno è il loro tesoretto.

 

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 NON SOLO VERDE |di Anna Maria Esposito

responsabile della testata giornalistica di radio CRT e conduttrice del programma “BLATERANDO”

 

 Ricetta erboristica: Vaniglia

La Vaniglia appartiene alla famiglia delle Orchidacee ed è impollinata esclusivamente dai colibrì.
I Maya prima e gli Aztechi poi, utilizzavano la vaniglia per preparare una bevanda aromatica a base di cacao, acqua e spezie: il Cacahuatl, antenato della cioccolata. Furono gli spagnoli a importare in Europa questa deliziosa spezia, che venne usata a lungo solo come aromatizzante del cacao; forse l ‘appartenenza alla famiglia delle Orchidee, fiore simbolo della sensualità, conferì alla Vaniglia la fama di ottimo afrodisiaco e tonico per aumentare fertilità e virilità. Studi recenti attribuiscono alla vanillina, costituente principale della spezia, un ruolo fondamentale nella cura dell’anemia falciforme.
Secondo la leggenda, la Vaniglia è nata dal sangue della dea principessa Xanat, decapitata dal padre per avergli disubbidito ed essere  fuggita col suo amante mortale. Gli Aztechi la portavano al collo come amuleto dal potere medicinale,  mentre i frati spagnoli la usavano per curare le emorragie. Negli erbari del 700, è citata come stimolante nervoso e rimedio all’isteria femminile.
Ottima in caso di stress da stanchezza fisica o intellettuale, stimola l’appetito.
Gli estratti sono ampiamente utilizzati come fragranza in profumeria, soprattutto nei profumi di tipo orientale. Nel linguaggio dei fiori rappresenta la sensualità.

Profumo all’essenza di vaniglia.

Ingredienti:
50 ml di alcool etilico a 70°
20 gocce di essenza di vaniglia
10 gocce di olio essenziale di Basilico
10 gocce di olio essenziale di Incenso.

Preparazione
Mescolare tutti gli ingredienti in una bottiglietta di vetro scuro con tappo a chiusura ermetica. Tenere lontana da fonti di calore. Oltre alla gradevole fragranza della vaniglia, il basilico rende il profumo eccellente per combattere la stanchezza mentale.
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 DE GUSTIBUS NON DISPUTANDUM EST| di Chefdomenico

 

Ricetta: tagliatelle alla vaniglia

Ingredienti per quattro persone: 320 gr. tagliatelle, una bacca di vaniglia bourbon, pomodori datterini, 4 foglie di menta, una noce di burro, un cucchiaio di zucchero, olio EVO, pecorino romano, sale e pepe q.b.

Si dovrebbe usare olio e sale aromatizzati alla vaniglia, come? Semplicemente lasciando la bacca di vaniglia in ammollo nella bottiglia dell’olio o nel barattolo del sale, esattamente come si fa per lo zucchero quando si vuole vanigliare. In questo caso si può stemperare la polpa della vaniglia estrapolata dall’interno della bacca e sciolta direttamente nella quantità di olio che serve alla ricetta. Procedere alla cottura dei datterini tagliati a metà facendoli caramellare con un cucchiaio di zucchero, una noce di burro e l’olio aromatizzato. Nel frattempo cuocere la pasta, scolarla e spadellarla con i pomodori. Prima di servire aggiungere qualche foglia di menta, sale  pepe quanto basta e una grattugiata di pecorino romano.

 

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 BOLLETTINO RADIOMETEO| di Flaviana Pier Elena Fusi

La bocca  è come una rosa

E il rossetto la prosa

Racconta col  colore

L’umore della donna in fiore.

 

La bocca col suo parlare

Diventa stato reale

Dice cose curiose

E ammalia con quelle affettuose.

 

La bocca rossa è invito

E della carne presenta appetito

Da baciare, annusare, leccare

In un lampo si fa mangiare.

 

Una bocca è però prigione

Di un desiderio che non trova assoluzione

Se nell’altro non va a inoculare

Quell’afflato di fiato che vuole abbracciare.

 

La bocca in sostanza

È l’essenza che apre la danza:

Parla col cuore

E avrai subito amore!

Consiglio radiometeo: donna non scordare il rossetto.